Plasma mobile: ecco gli ultimi sviluppi direttamente dall’Akademy 2017.

Ricordate KDE Plasma, il sistema operativo a base Kubuntu presentato qualche tempo fa e approdato anche su tablet Android come il Nexus 7 e poi divenuto Plasma mobile? Nonostante gli anni passati, il progetto è tutt’altro che abbandonato. Lo scopo degli sviluppatori consiste nell’offrire un sistema operativo basato su Linux compatibile con tutte le applicazioni desktop disponibili, offrendo allo stesso tempo un’interfaccia facilmente utilizzabile su uno smartphone.

Plasma mobile: ecco gli ultimi sviluppi.

plasma mobile logo

Plasma Mobile è stato mostrato all’Akademy 2017 dal leader del progetto KDE Neon, Jonathan Riddell.

Riddell non ha fatto un tour del sistema operativo ma ha dato alcune informazioni interessanti sullo stato complessivo del progetto.

Plasma mobile è percepito dalla community come un progetto lento, purtroppo lo sviluppo di un OS per smartphone è più complesso rispetto allo sviluppo di software su pc. Ogni device ha le sue caratteristiche e le sue sfide. Stiamo usando il Nexus 5x che è un device aperto e quindi ci rende la vita più semplice. Stiamo lavorando con i ragazzi di project Halium e altri piccoli gruppi che ci aiutano. Plasma mobile condivide il 90% del codice funzionante su pc desktop anche se, ovviamente, ha un altro form factor. Grazie a Qt e Kirigami è abbastanza semplice creare un’interfaccia che funziona bene su device differenti tra loro

Il sistema operativo ovviamente è lungi dall’essere pronto per un uso consumer. Il sogno degli sviluppatori è creare un ambiente che permetta di far funzionare su smartphone le applicazioni che usiamo quotidianamente sul nostro pc-Linux. Per ulteriori dettagli vi consiglio di guardare il video qui sotto dove viene mostrato il sistema operativo che forse un giorno potremo provare anche noi.

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  • SalvaJu29ro

    Non ne capisco il senso

    • Maudit

      in che senso? 😀

      • alex

        Sai che cosa penso

        Che se non ha un senso

        Domani arriverà…

        Domani arriverà lo stesso

        Senti che bel vento

        Non basta mai il tempo

        Domani un altro giorno arriverà… 😀

  • Samael

    Il sogno degli sviluppatori è creare un ambiente che permetta di far funzionare su smartphone le applicazioni che usiamo quotidianamente sul nostro pc-Linux

    Il terminale?

  • Bhe… non so questo, ma KDE Neon come distribuzione per PC la trovo ottima. Essendo basata su ubuntu, l’ho sostituita a Kubuntu, e devo dire che è pure meno buggata.

  • Edmond Dantès

    Spero vada in porto, dopo aver perso ubuntu sul telefono sarebbe bello avere KDE, uso ancora adesso il BQ 4.5 con ubuntu e mi trovo benissimo (anche senza aggiornamenti). dunque credo ancora oggi che è fattibile in un modo o in un altro. E poi il concetto di poter installare un OS diverso sul proprio telefono, avere la scelta come su PC, per me non ha prezzo. (Mio pensiero…)

    • gabriele tesio

      quelli ubports stanno portando avanti il progetto, con ovvie difficoltà, non supportano tutti i modelli che supportava canonical, e ci sono ancora molte cose da chiarire, ma hanno già rilasciato una loro .iso e stanno lavorando per aggiornarla con la 16.04, hanno anche un patreon con cui prendono un po di finanziamenti (ovviamente poca roba, ma meglio che niente). Sarà certamente un percorso lungo e arduo, ma personalmente sono contento che ubuntu per telefoni sia, almeno un po, portato avanti.
      Ps, anche io continuo ad usare ubuntu sul mio mx4 🙂

      • Edmond Dantès

        Come ti trovi con il Meizu? ho visto usato l’Mx4 a 150euro… consigli?

        • gabriele tesio

          Dipende, secondo me é un telefono con delle buone caratteristiche, con android ha sicuramente un buon valore e volendo puoi flasharci ubuntu, ma se ti interessa più che altro per ubuntu ti direi di andare su quelli attivamente supportati da ubports, mi pare tipo il oneplus one e il nexus 5 (trovi tutto sul loro sito). Per il resto della meizu ho usato il mio mx4 e anche l’mx5 che usa mia madre (con flymeos), e sono entrambi telefoni molto validi, poi personalmente mi piace molto la rom della meizu rispetto ad android ‘vanilla’.

          • Edmond Dantès

            Grazie per il consiglio, ti ho preso alla lettera ho comprato usato in ottime condizioni un Nexus 5 e gli ho installato tipo in 5 minuti la versioni di UBports. Non ho capito perché sul sito dice che è la 16.04 ma sul dispositivo dice 15…

          • gabriele tesio

            Che io sappia la versione con 16.04 é mooolto sperimentale, del tipo che parte ma che se provi a lanciare una applicazione crasha tutto, nella sezione notizie sul loro sito trovi le loro stream, con sotto la trascrizione che riassume il tutto. É li che ho letto ciò.

          • Edmond Dantès

            Può sembrarti assurdo ma ho dovuto installare tramite ubports Maru os, che funziona perfettamente, sia plasma che ubuntu su nexus 5 mi davano una montagna di problemi. perlomeno adesso funziona beve visto che di base è Android…se non quasi tutto…

          • Aury88

            in che sito hai letto che ha la 16.04?

            da quello che so UBports ha solo detto che nexus 5 riuscirà probabilmente ad avere la 16.04 ma, prima che questo accada, deve essere completo il supporto di halium per quel device e deve essere completo il port di unity8/Yunit sulla 16.04 con le qt5.9

  • user1

    Non ha senso. Chi acquista un telefono non android o iOS (peccato per la morte degli windows phone) è da TSO. Quanti utenti da TSO ci sono? Perché questa è la fetta di mercato alla quale potranno puntare nella migliore delle ipotesi.

    • Gabriele

      Invece penso che il senso ci sia eccome. Non esistono solo le App fighe e gli infiniti store pieni di app spazzatura, esiste anche una cosa che si chiama protezione dei dati personali e sicurezza che viene tenuta in forte considerazione ance nella nicchia business. Non sono solo “i numeri” a determinare il senso di un progetto o di un prodotto ….. IMHO

      • si ma la sicurezza e la protezione dei dati personali anche android o qualsiasi sistema operativo te li garantisce, grazie alla crittografia (anche della scheda sd se vuoi), il discorso malware non lo tocco neanche in quanto non è una vulnerabilità del sistema ma l’incapacità dell’utente nel saper scegliere cosa installare e cosa no.

        • Gabriele

          Basta esserne convinti. Nessuno ti obbliga a credere il contrario. Ma io che evidentemente sbaglio, sono comunque contento che possa esistere una alternativa. Tutto qua. G

          • si ma possiamo realmente chiamarla alternativa?
            ha fallito canonical abbandonando tutto, quella era un’alternativa, ora ubuntu mobile è un OS scoperto.
            il team di kde non credo abbia più risorse di ubuntu, ed è anni che stanno provando a fare qualcosa con plasma mobile e ancora direi che sono in alto mare.
            Android e IOS che piaccio o no non li puoi smuovere, nemmeno samsung c’è riuscita con tizen.
            vedremo se sailfish potrà avere quote interessanti (vista la compatibilità con le app android), ma dubito.
            poi non ho detto che tu sbagli, sia chiaro, dico solo che secondo me se uno compra un telefono deve poterlo usare e deve avere un degno supporto, non si deve ritrovare con un OS beta, che non si sa neanche se in futuro continuerà a sopravvivere o no (un po il motivo per cui per me non hanno senso le 1000 derivate amatoriali di ubuntu)

          • Simone

            Io un po’ ci spero, che quelli di KDE possano farcela. Quando ubuntu Phone è morto io sono morto un po’ dentro. Non riesco a rassegnarmi a lavorare con Android (Apple nemmeno la considero, mi servono numeri locali per ogni paese in cui lavoro, e girare con due telefoni quando posso avere un dual-sim lo trovo assurdo). E poi già odio il Mac, figuriamoci come odierei l’Iphone.

          • Aury88

            Gnu/linux non ha sicuramente più risorse di microsoft o apple e di certo ha quote di mercato risibili al loro confronto ma questo non impedisce loro di fornire un alternativa desk che per una porzione di mercato, magari non commercialmente interessante, sia più che adeguata e soddisfacente….e il tutto senza che gnu/liinux sia fallito il progetto sia morto sul desk. l’ambito smartphone non differisce da questo…ci saranno porzioni addirittura minori di mercato rispetto al desk linux? e chissene! non stiamo parlando di un azienda che deve pagare gli sviluppatori o che deve dar conto agli azionisti, stiamo parlando di sviluppatori interessati nell’avere un servizio a date condizioni e che sono per questo disposti a metterci il loro tempo…esattamente come gnu/linux sul desk…

            tra una possibilità, magari remota, di ricevere supporto, anche amatoriale, fra tot anni e la certezza che fra due anni il mio dispositivo non avrà sicuramente supporto non tutti ritengono la seconda la scelta migliore.

            e poi scusami ma chi ha mai parlato di comprare? tutti gli smartphone sino ad ora venduti permettono di flashare il sistema operativo per mettere android, ed essendo previsto dai produttori si rimane in garanzia…tutti gli smartphone non venduti e supportati sono smartphone android in cui quindi è possibile tornare sui propri passi. quindi non ti compri uno smartphone con il rischio di non poterlo usare o ritrovandosi uno OS beta di cui non hai certezza se avrà futuro…si compra uno smartphone perchè ti serve e ci metti il so che più ti è utile. UT/UBports o Plasma Mobile ti danno solo una possibilità di scelta, non ti tolgono nulla.

          • Kim Allamandola

            Dimentichi un importantissimo particolare: i desktops/laptops sono (relativamente) “aperti”, gli smart* sono piattaforme dove solo per installare una rom personale devi sfruttare qualche vulnerabilità nota del dispositivo…

            La possibilità di scelta non c’è dal momento in cui il ferro viene legato al software e se lato desktop c’è ancora una minima apertura lato “progetti recenti” ci son solo manette e tanti, troppi non se ne rendono conto.

          • Aury88

            è solo più difficile il port/scelta del dispositivo…di fatto con halium qualsiasi dispositivo supportato da lineageOS, e al momento sono 163 modelli, potrebbe avere anche una versione Plasma Mobile o UBports. Allo stesso tempo progetti come linaro o la stessa SBSA specification, che vorrebbe imporre ARM, permetteranno port un po’ più semplici e std.
            un altro punto interessante è il fatto che anche per i produttori più piccoli questa frammentazione sta portando a grossi costi a fronte di nessun valore aggiunto vendibile e si stanno notando i primi segnali di produttori che cercano soluzioni al problema del port per SOC come per esempio il progetto MER

            di fatto, allo stato attuale, esattamente come per il desk, si tratta di fare scelte consapevoli per quanto riguarda produttore e prodotto…la situazione attuale non è molto dissimile da quella di linux di una decina di anni fa dove solo alcune schede video e wireless venivano supportate…è vero che il resto del sistema funzionava, ma di fatto selezionavi quei pc con poche ma ben determinate caratteristiche….qui selezioni quei pochi ma ben determinati dispositivi

          • Kim Allamandola

            Mh, quel che intendo non è il problema di avere *diverse* piattaforme (ovvero di driver) ma di avere piattaforme non pensate per esser gestite ove il software è integrato nell’hw e devi “scardinare qualcosa” per fare delle modifiche. Il monto PC ha la sciagura dell’UEFI ma ce l’ha, il mondo smartphones tra radio e recovery ha una quantità di spazzatura ingestibile che il problema driver passa molto in secondo piano.

        • Aury88

          non stai parlando di android ufficiale spero, ma qualche rom opensource senza servizi google o altro, giusto?…c’è poco da crittografare se quello a cui non vuoi dare le informazioni è lo stesso che ti fornisce anche il software su cui fai girare le cose (compreso crittografare)…se poi consideri che ci sono servizi (google play services) che di fatto non puoi eliminare e che di fatto serve ad acquisire dati sull’utente capirai come il crittografare le mie immagini o le mie comunicazioni (anche li, passando per il display server, la tastiera ecc ecc del sistema realizzato da google) sia una ben minima porzione dei dati che mi riguardano…ci sarà pure un motivo per cui database sugli utenti frutto di una profilazione molto meno spinta si vendano anche a 40€ a utente . veramente la criptazione può servire se ti rubano lo smartphone, non per evitare quello che immagino intenda gabriele…

      • Samael

        Sì, ma di quale nicchia business state parlando?
        Guarda che negli ambienti dove la sicurezza è critica, solitamente si usa un normalissimo smartphone Android con software che cifra il telefono e con sistemi di kill switch, in modo da azzerarne completamente il contenuto in caso di smarrimento.
        L’accesso alla rete aziendale, se fatto bene, è sotto VPN con tanto di NAC e certificati, quindi solo i dispositivi autorizzati possono raggiungerla, ed anche così l’accesso alle risorse è spesso limitato (tipo il download degli allegati nella posta aziendale).

        Certo, neanche così hai la garanzia di essere immune, ma su quello non esiste soluzione. E di certo non lo è l’usare uno smartphone che usa software sconosciuto.

        E bada che se vogliamo parlare di successo in segmenti di nicchia come quello business, allora ha molta più probabilità di aver successo Windows 10 Mobile, visto che Microsoft ha tutte le tecnologie enterprise standard de facto necessarie per integrarlo al meglio nell’infrastruttura aziendale, come Exchange, AD, Office 365 ecc.
        Difatti da noi gli smartphone aziendali erano tutti W10M, salvo poi passare ad Android a causa dello scarso supporto di Microsoft nel settore.

        • Kim Allamandola

          Per mia esperienza negli ambienti dove la sicurezza è critica ce n’è meno, sopratutto in ambito management, che nelle case degli utenti GNU/Linux tipo…

          Se mi chiedessero un telefono “sicuro” la mia unica risposta direi che può essere “prendi un vecchio 3310 e se vuoi riservatezza non usarlo, parla di persona”, per le foto prendi una macchina fotografica senza connettività di sorta, per i documenti un portatile anzianotto, possibilmente non x86 o cmq bios-based con FreeBSD sopra o al massimo GNU/Linux.

          Altrimenti si usi quel che si vuole perché il fattore “umano” (dell’utente e dei dispositivi in commercio) già taglia ogni altro aspetto.

          • Samael

            Sono d’accordo, anche perché nel mio caso spesso e volentieri mi sono trovato di fronte a policy complicate e fatte male che hanno portato più a workaround “pericolosi” che altro. Il problema è che spesso chi fa security non pensa per scenari interpellando i colleghi interessati dalle modifiche, ma si limita ad alzarsi la mattina e decidere arbitrariamente di cambiare il processo.

    • Martinix

      io sono da TSO ho un jolla (sailfish) ricoveratemi…operatemi… 🙂

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