Il Marketshare di Linux su pc desktop ha toccato il punto più alto di sempre lo scorso mese.

Parola di NetMarketShare secondo le cui analisi Linux è passato tra Maggio e Giugno dal 2% al 2.36%, record che entra nella storia in quanto mai raggiunto. La compagnia basa le proprie statistiche registrando i sistemi operativi dai quali vengono acceduti i principali siti internet nel mondo.

Come potete vedere dal grafico sul sito netmarketshare Linux negli ultimi mesi è sempre stato attorno al 2%. macOS si prende un buon 6.12% mentre combinando i vari OS di Microsoft la casa di Redmond si prende (quasi) tutta la torta col 91.51%.

Linux tocca il picco storico nel Marketshare

linux marketshare

Queste statistiche vanno sempre prese con le pinze. Il metodo usato per raccogliere i dati è ovviamente opinabile ma d’altronde è impossibile verificare in modo certosino il numero di macchine effettive su cui è installato GNU/Linux.

NetMarketShare effettua le proprie statistiche su un numero di siti pari a 40’000, che sono pochissimi se comparati al numero di siti registrati nel mondo che attualmente è circa pari a 900 milioni.

Statcounter, altro ente che effettua statistiche di questo tipo, per il mese di Maggio 2017 ha registrato, a livello mondiale, un uso di Linux pari al 2.54%  che è molto vicino al valore trovato da NetMarketShare, questo ci dice che i numeri non sono perfetti ma non si discostano troppo dalla realtà.

Passare dall’1.99% al 2.36% non è una gran crescita direte voi, ma un picco del genere nell’arco di un mese non era preventivabile, vedremo nei mesi a venire se il valore verrà confermato o se è stata una semplice casualità. Vi ricordo che la grande forza del software libero non è data dal numero degli utenti che lo usano ma dalla libertà che offre ai propri utenti.

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  • Cristian Martina

    Wooo hooo!!
    Piano piano il pinguino sale.
    È dal ’99 che lo uso e mi ci trovo benissimo.

  • Aster

    Qualche in più percentuale c’è anche se non collegato a internet,la crescita serve

    • Nicotine

      Il 3% ormai non è più un traguardo lontano \(^o^)/

      • Aster

        Meglio poco e qualità :)mi dispiace solo per l’amministrazione pubblica

  • giulio

    “Famo er picco”

    • Nicotine

      💣💥😀

  • Qfwfq

    Effetto ramsonware?

  • user1

    Linux è sulla stragrande maggioranza di server, super computer e sistemi integrati; quel che doveva fare l’ha fatto. Smettiamola per favore con questo miraggio di “linux sul desktop”. Quel 2,36% (la maggior parte dei quali, nerd che col PC ci smanetta ma non ci lavora), conferma che linux come desktop è un disastro e che sarebbe ora di lasciar perdere.

    • Peter Parker

      Ma non é vero….
      Ci sono persone che usano linux per lavorare in ambito embedded

    • MaxCaruso

      Guarda, ho un’azienda e usiamo esclusivamente computer Linux.
      Credo che tu non sappia nemmeno come sei messo. Ti assicuro che non abbiamo nessun tipo di problema: quelli che abbiamo avuto li abbiamo superati con meggiore velocità di quelli che avevamo su Windows e con una economicità e robustezza senza paragoni.
      Passiamo dall’Office automatico, alla grafica; dalla gestione contabile alla videosorveglianza, completamente in ambiente linux.
      È una questione culturale. Punto.

      • Caterpillar

        ma che ti aspetti da un troll con trump per avatar?

    • Frug

      Credo anche che, come si dice nell’articolo, si prenda come base l’accesso a 40000 siti, per cui penso che i server siano esclusi.

    • Aster

      Se lo dici tu OK,l’importante e che ti paghino anche se per te non e lavorare

    • espirit

      A casa(6 notebook) c’è solo Linux(Ubuntu o Ubuntu MATE)… e ti parlo dei PC di genitori e sorelle. Nessuno vuole tornare a Windows

    • lindgren

      Sui desktop delle universita, delle banche e di molte aziende ci sono ancora margini di crescita notevoli.

    • Dario Chemello

      No.

    • Marco Missere

      “Linux come desktop è un disastro”
      Motivazioni? E perché Windows, ad esempio, non sarebbe un disastro?

  • cit.: “Vi ricordo che la grande
    forza del software libero non è data dal numero degli utenti che lo
    usano ma dalla libertà che offre ai propri utenti.”
    Si come no… andatelo a dire a quelli che si “dilettano” con SystemD, di quanta libertà hanno concesso le grandi distribuzioni ai propri utenti….

  • SickBoy

    Alla fine l’utente comune, cioè quello che si va a comprare un notebook al negozio per usarlo come mezzo di intrattenimento, si trova sempre e solo due alternative, cioè Apple che costa parecchio e Microsoft che può costare anche sui 200 €. Qualunque sia la scelta, lo prende, ci si trova bene, ci si abitua e non sente la necessità di cercare altro. Per questo motivo ritengo ogni cifra una grandissima vittoria per questo sistema operativo “alieno”. Anzi, visto che il presente sembra focalizzato sul mobile, questa piccola crescita ha un qualcosa di straordinario.

  • Fagiolinux

    Sarebbe interessante vedere la variazione di macOs. In ogni caso se apple con marketing e $$$ arriva al 6 % credo che linux possa essere felice con il 2 e rotti anche se molti install saranno in dual boot.
    Non sono molti quelli che passano a linux ma chi fa il passo alla fine resta

    • CH4

      Beh oddio, io il “passo” l’ho fatto mi pare nel 2012, e ci sono rimasto per un bel po’ ma è da qualche mese che sono tornato su Windows.
      Purtroppo ci sono quei pochi programmi che mi servono e che non ci sono su Linux, e riavviare il computer per passare da Windows a Linux e viceversa ogni volta è una seccatura, faccio prima ad andare direttamente su Windows.
      Poi vabbé, in questi anni sono riuscito a convertire qualche parente a Linux e lo preferiscono a Windows, ma questo è possibile solo se non sono necessari specifici programmi (il solito discorso che va avanti da anni insomma).

    • d4n

      Io ho iniziato ad usare Linux nel lontano 2006 con Fedora 4, l’ho usato come SO principale tutti i giorni, mantenevo windows solo per i giochi ovvero rare occasioni, ho passato il 97% del mio tempo su linux passando per , ubuntu, kubuntu, archlinux e charka e alla fine sono tornato a windows nel 2013, dopo quasi un’anno dall’uscita di windows 8, poco prima della 8.1. I motivi? Windows è diventato stabile, non è più come Windows xp che creava rogne su rogne, un’installazione se mantenuta decentemente non crea problemi per molto tempo. Ora con l’update a windows 10 meglio ancora, hanno portato veramente tutto quello che mancava, come un centro notifiche dignitoso, un interfaccia più usabile e via dicendo. Inoltre aggiungo anche che a mal in cuore devo dire che la gestione dei font, e la leggibilità generale su windows è nettamente superiore a quella di tutte le varie distro Linux. Come ho detto più volte, linux se l’è battuta ad armi pari con windows nel periodo windows xp, windows vista, windows 7 ma oggi è rimasto parecchio indietro; propone interfacce retrograde, software con concezioni di usabilità degne dei primi anni 2000, e mi piange veramente il cuore quando penso che anni fa avevamo Compiz con i suoi fantastici effetti futuristici e un interfaccia all’avanguardia; hanno perso il treno.

      • Maudit

        … tu deliri. 😀

      • gert

        Ah, tu sei uno di quelli che è passato a linux per quelle pacchianate di Compiz?
        Questo spiega tutto.

        • d4n

          Ma proprio no passai a Linux per studiarlo e per levarmi windows dagli zebedei visto che dava solo rogne. Vedo che però leggere e capire un intero discorso è cosa complessa.

      • Marco Missere

        Non sono d’accordo su idevrsi punti. Su Ubuntu e derivate trovo che i font siano ottimi, così come, parlando di interfacce, GNOME Shell e le GNOME Apps tutto sono meno che retrogradi. Poi se, fra libertà, sicurezza ecc.. mi citi proprio l’inutile Compiz come esempio della qualità di GNU/Linux…

        • d4n

          Il mio discorso è un’altro. La questione della legibilità del testo non è una cosa a gusto personale ma una questione prettamente tecnica, il font di Ubuntu sarà anche bello ma ci sono problemi di scalabilità delle interfacce. Prova ad usare i de Linux su schermi 13 o 15 pollici con risoluzione come 2k o 4k e ti renderai conto di quanto non sia utilizzabile se non mettendoci le mano pesantemente.
          Il mio discorso era altro, 10 anni fa i sistemi Linux erano all’avanguardia, con l’arrivo del desktop semantico, gli effettivi visivi, software tipo katapult, il centro notifiche, i vari componenti dei DE integrati tra loro ecc, fornivano una user expirence futuristica. Poi si sono fermati. Tu mi citi gnome Shell, ma è quanto di più sbagliato a livello di usabilità che esista nel mercato ad oggi. È palesemente pensata per essere usata su un tablet o con schermi touche. Ed ecco il primo enorme errore, se sviluppi il prodotto devi concentrarti nel realizzare un prodotto che vada prima di tutto bene per il tuo mercato. Ovvero gnome Shell è per PC va pensato prima di tutto per PC e poi per altri usi; un po come è KDE dove l’interfaccia base è pensata per il desktop ma si può cambiare ed adattare a seconda dello schermo.
          E ora io mi chiedo, a livello di user expirence cosa ha un qualsiasi DE Linux che oggi non ti offre anche windows 10?

    • Marco Missere

      Purtroppo non tutti ci restano, e la cosa mi mette tristezza ogni volta…

  • Aury88

    speriamo non sia solo un picco. un mercato non caratterizzato da monopoli è un mercato in cui i produttori devono concorrere per cercare di strappare utenti agli avversari e mantenere i propri. in un mercato caratterizzato da forte concorrenza il lockin o scelte tecniche insicure non fanno rimanere gli utenti, non permettono di vendere loro altro software per colmare tali mancanze, ma semplicemente fanno perdere utenti in favore delle soluzioni meno vincolanti e più sicure. per questo un mercato caratterizzato da una forte concorre è un vantaggio per gli utenti, anche per quelli che utilizzano il software dell’azienda che ha la fetta più grossa, ma non monopolista, del mercato…

  • Probabilmente è il risultato di questi ultimi attacchi di ransomware… qualcuno cerca soluzioni per mettersi un pò al riparo… almeno fino a quando, malware di questo tipo, non cominceranno ad arrivare anche su Linux, e allora il ciclo ricomincerà.

    • non penso che l’utente che normalmente prende un ransomware conosca linux xD

      • C. Bianco

        Tipo io, ormai 2 anni fa, dopo che a casa i miei genitori avevano preso un ransomware sul fisso gli ho messo sia su quello che sul portatile xubuntu, che poi alla fine si trovano anche bene.

  • Matteo Bonanomi

    Il numero di siti non conta… già solo fare una statistica sui motori di ricerca principali è statisticamente rilevante.

  • Eudora

    Non per smorzare gli entusiasmi, ma si tratta di una oscillazione abbastanza frequente nel modello di netmarketshare. Linux era ad esempio al 2,23% a settembre 2016 ed ha toccato il 2,31% a novembre 2016. Poi è sceso fino all’1,99% di maggio e poi è risalito.

    Per leggere delle tendenze in queste cifre bisogna fare una grande sforzo di ottimismo 🙂

    • gert

      Ma infatti la tendenza basta farla suglia anni: e negli anni la diffusione di linux e cresciuta costantemente. Questi dati confermano questa tendenza, al di la degli sbalzi di mese in mese.

      • Eudora

        Veramente sono anni che Linux sta attorno al 2%
        Poi se vogliamo autoconvincerci che stia crescendo, ok! Ma i dati dicono altro 🙂

        • gert

          Non ho l’abitudine di parlare a vanvera, Catlyn: TUTTI dati parlano di una crescita netta e costante della diffusione di GNU/Linux (senza considerare Chrome OS e Android). Basta andarseli a leggere, i dati.

          Secondo statcounter, la diffusione di linux è passata da:
          2009: 0,64%
          2017: 1,73%
          +170% in 8 anni
          http:// gs. statcounter. com/os-market-share/desktop/worldwide/#monthly-200901-201704

          Secondo netmarketshare:
          2015: 1,57%
          2017: 2,09%
          +33% in 2 anni
          https:// www. netmarketshare. com

          Altre conferme e nessuna smentita arrivano da altri contatori.
          E non stiamo parlando di variazioni da un mese all’altro.
          Poi se ti sembra poco o non abbastanza sono tue lecite e libere interpretazione. Ma i dati parlano oggettivamente di crescita 🙂

          • Eudora

            Beh certo considerando che nel ’91 era allo 0% allora possiamo anche dire che è cresciuto dell’infinito per cento…

            Di questo passo attorno al 2150 potrebbe sfondare la soglia del 10%

            [se poi vuoi una risposta seria: vai a guardarti il metodo statistico utilizzato dai due siti che hai citato. Con gli indici di dispersione che hanno e con i margini di errore che assumuno giocare coi decimali è davvero uno sforzo inutile]

          • gert

            È proprio per questo che guardo le tendenze sugli anni, e non le oscillazioni mensili.
            E tutte le fonti di cui disponiamo mostrano una crescita costante, di anno in anno.

            Lascia perdere l’ironia, dimmi piuttosto: come interpreteresti questo dato? Hai dati più affidabili che dimostrano il contrario?

          • Eudora

            Ok vediamo se riesco a spiegarlo meglio:
            Hai un modello statistico che include una percentuale di incertezza del 4% con indici di dispersione che crescono molto al quantile del 5%.
            In queste condizioni quanto vale il fatto che Linux sia passato dall’1,5% al 2%? Statisticamente NULLA.

            Al massimo possiamo dire che c’è una certa probabilità che Linux sia in lentissima crescita. Ma per fare questo dovremmo avere accesso ai dati completi che sono a pagamento. Se li vuoi acquistare, poi possimo analizzarli 🙂

          • gert

            Tu continui a parlare di singole oscillazioni, ma io ti sto parlando di serie storiche.

            Se le variazioni registrate nel marketshare fossero variazioni casuali, semplici errori statistici, avresti una curva che va a zigzag, sale e scende in maniera incoerente, e che sul lungo periodo ha una crescita media di 0 (ZERO).

            Una crescita costante e coerente del dato campionario negli ANNI (non gli sbalzi di mese in mese), sono difficilmente coerenti con quest’ipotesi.
            La percentuale di incertezza può impedisce di stimare il dato esatto, ma non di individuare una tendenza.
            E la tendenza di diffusione di linux è la crescita, questo dicono i dati.

          • Eudora

            Ma guarda che è esattamente quello che succede. L’ho scritto anche sopra la soglia del 2,3 è stata già superata in passato.

            La serie storica inoltre ha senso solo per gli ultimi 3/4 anni da quando gli accessi da computer sono stati scorporati da quelli di tablet e smartphone. Prima non era così e tutti i sistemi desktop erano sottostimati.

            Ma anche ignorando tutto questo, è il modello matematico a non garantire precisione. E anche questo l’ho scritto sopra. Se preferisci è un po’ come misurare la dimensione degli atomi con un rigello.

            Ripeto con i dati completi si possono fare statistiche e test di affidabilità. Con quello che conosciamo no. Ovviamente libero di non credermi 🙂

          • OnlyTheTruth

            righello.. persa una h

          • gert

            Dimostrami che, a fronte dei dati di cui disponiamo, l’ipotesi della crescita di linux è falsa o improbabile, e allora ti crederò.

            Non basta il margine di errore per determinare la significatività di un’ipotesi. Altrimenti, ad esempio, con un’indagine campionaria non si potrebbe mai stimare la consistenza elettorale di un piccolo partito, cosa che invece si fare regolarmente e con una certa affidabilità.

            Non so perché ci tenga così tanto a sostenere, contro ogni evidenza empirica, che la diffusione di gnu/linux non stia crescendo negli anni, e perché ti stia arrampicando con tanta foga sugli specchi.

            Il margine di errore ci impedisce di stimare con precisione la consistenza “assoluta” delle installazioni linux, ma non ci impedisce di affermare che i dati che abbiamo dimostrano con una buona probabilità che linux sta crescendo, e che le ipotesi alternative (diminuzione o staticità) sono meno probabili.

            Ciao.

          • Eudora

            Ok visto che come al solito finisce sul personale, chiudiamola qui.
            SI hai ragione!!!! Linux è in fortissima ascessa ed entro l’anno avrà superato tutti gli altri sistemi operativi!11!1!11!!

  • Giorgio Brambilla

    Vorrei aggiungere un’altra osservazione.

    Quando si parla delle percentuali d’uso di Linux, qualsiasi tipo di contatore si voglia considerare, si tratta sempre di piccoli numeri. Per qualcuno potrebbero essere trascurabili.
    Qualcuno potrebbe pensare che se ci vogliono degli anni per passare da un 1% ad un 2% o
    3%, rimani un prodotto di nicchia e il tuo aumento tendenziale è del tutto ininfluente. Ci potrebbe stare come ragionamento per chi avesse l’obbiettivo di diventare il sistema operativo più usato.

    Ma diventare un SO di massa vorrebbe dire, snaturarsi, diventare una specie di Android (o Chrome OS) o Windows, chiusi e pieni zeppi di Virus, Spyware, ecc.
    Nessuno tra gli utenti di Linux vuole questo, quello che si vuole è raggiungere quel numero percentuale di utenti che consenta di avere abbastanza massa critica da costringere i produttori a rilasciare in maniera maggiore i driver per Linux.

    Basterebberaggiungere un 5-7% come è stato Mac Os per anni.

    Se l’obbiettivo è quello di raggiungere un 5-10%, allora essere passati in qualche anno da un 1 ad un 2-2.5% (secondo netmarketshare che probabilmente è il contatore più autorevole) ha un suo peso eccome.
    L’obbiettivo del 5-7% potrebbe non essere così lontano.

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