The document Foundation ha annunciato la disponibilità della suite LibreOffice 5.4.

LibreOffice 5.4 sarà l’ultima major relase di LibreOffice 5. Questa nuova versione è disponibile per Windows, macOS e, ovviamente, Linux oltre che per il cloud grazie a Collabora.

La suite verrà supportata con 6 point release fino all’11 Giugno 2018. Gli sviluppatori hanno introdotto diverse migliorie a tutti i componenti di LibreOffice: da Writer a Calc passando per Impress, vediamole nel dettaglio.

Disponibile la suite LibreOffice 5.4

libreoffice 5.4 office-suite

Partiamo dalle novità che riguardano la suite:

  • Introdotta una nuova tavolozza dei colori sul modello RYB
  • Migliorato il supporto per le immagini vettoriali EMF
  • I file PDF importati vengono renderizzati meglio
  • Aggiunto il supporto al OpenPGP per la firma di documenti PDF in Linux

Per quanto riguarda Writer queste sono le principali novità:

  • In Writer è ora possibile importare AutoText da modelli Microsoft Word DOTM
  • Quando si esporta o incolla degli elenchi numerati e puntati come testo normale la loro struttura viene preservata
  • Possibilità di aggiungere filigrane personalizzate nei nostri documenti
  • Nuove voci di menu contestuali per lavorare con sezioni, note a piè di pagina, note e stili

Miglioramenti in Calc:

  • Include il supporto per i grafici che utilizzano i dati da tabelle di pivot. Quando le tabelle vengono aggiornate il grafico collegato viene automaticamente aggiornato
  • I commenti sono ora più facili da gestire, con comandi per mostrare, nascondere ed eliminare tutti i commenti
  • Quando si applica la formattazione condizionale alle celle è possibile modificare la priorità delle regole con dei pulsanti su e giù
  • Aggiunte opzioni per la protezione dei fogli, per consentire di bloccare l’inserimento o la cancellazione di righe e colonne
  • Quando state esportando in formato CSV, le impostazioni vengono memorizzate per le prossime operazioni di esportazione

Miglioramenti in Impress:

  • In Impress, quando si sta duplicando un oggetto, è possibile specificare le frazioni di angoli.

Per ulteriori informazioni, le note di rilascio e per il download della suite vi rimando al sito ufficiale.

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  • leonardo

    A me basterebbe che da calc si potessero esportare in CSV tutti i fogli insieme, invece che uno alla volta

  • Mario Anticipo

    Io spero abbiano un po’ migliorato il render dei caratteri su Windows.
    Per il resto ottima suite.
    O.T.: il pc della tipa nella foto ha perfino una porta parallela… Roba di 20 anni fa!

    • Aster

      Sempre utile in certi ambienti anche oggi nei giorni nostri;)

      • Ansem The Seeker Of Darkness

        In effetti tutti i giorni uso la porta parallela per i floppy disk! l’altro giorno ho installato Windows 10 con i floppy!

        • Aster

          Quando ti troverai nel letto di un ospedale o dal ginecologo ne riparliamo

          • Kim Allamandola

            Mh, i letti da sala operatoria odierni han rj45/seriale, rj45/ethernet e usb… Niente parallele… Forse ci sono ancora nelle macchine per la stampa delle lastre, ma oramai è quasi tutto DCOM via comuni PC…

          • Aster

            Appunto dipende dove ti trovi e cosa usi,alla prima eco dal ginecologo si ricredera(i privati sono peggio forniti )
            https://postimg .org/image/wxqdl3aax/

          • Kim Allamandola

            Vabbé un pc (chiamarlo workstation è un pelino eccessivo) ha una mobo con una parallela, ma mica vuol dire in uso 🙂 qualche OEM esce con trovate curiose, magari per smaltire componenti o cercare di vendere anche in segmenti di mercato strani, per esempio su mobo recenti (LGA 1151) dell’MSI (es. B150 PC MATE) ho trovato le porte ps2 mouse/tastiera, però non è che poi si usino davvero.

            Per dire alcuni amici di famiglia radiologi han comprato di recente (io l’ho saputo dopo ovviamente) delle “workstation medicali” che sono in effetti dei comunissimi PC da ufficio per di più già obsoleti alla vendita (Celeron III gen., 4Gb di ram, monodisco a piattelli non mi ricordo da quanto) e ipercari, anche per un vero PC moderno supercarrozzato, il cui scopo è esclusivamente far da terminale stupido per avere un monitor con un’app che visualizzi immagini DCOM e manco touch. Altro esempio di un noto ospedale ligure che per questioni “interne” ha realizzato alcune nuove sale operatorie al costo di alcuni milioni di euro, inutilizzate e non so se utilizzabili dall’inaugurazione… Un conto è avere un altro usare 🙂

          • Aster

            Ti assicuro che li usano sopratutto gli apparati eco e sopratutto nelle famose e rinomate cliniche private e peggio,la definizione workstation e per l’appalto e i soldi delle tasse,ma ovviamente visto che e un blog di informatica per voi ogni cosa deve essere al top e sono sicuro che a casa avete tutti PC della NASA o grafico da Hollywood;)certo anche la polizia postale usa ancora windows XP e PC datati ma il suo lavoro lo fa,a noi serve che il PC sia stabile modulare e sopratutto affidabile per ogni evenienza,poi se sei cosi pignolo tranquillo abbiamo anche un nVidia dgx che si contano con le ditte della mano in giro per il mondo o ospedali e università;)

          • Kim Allamandola

            Oh ben, la mia stima delle cliniche private, sian famose o meno, è talmente bassa sotto OGNI aspetto che del loro IT non dubito affatto sia di …. come tutto il resto 🙂

            La polizia postale credo abbia ancora molti desktop XP, come banche assicurazioni &c ma in genere sono a fini “gestionali” ovvero per prendere denunce e roba del genere altrimenti anche in Italia non ci sarebbe un solo caso gestito con successo. Per carità nulla giustifica né l’uso di software proprietario nella PA né in genere l’uso di sistemi obsoleti solo diciamo le parti “importanti” son tenute separate.

            Cmq se volete qualcosa di stabile&affidabile nel medicale temo dobbiate produrvelo, quel che ho visto sinora, con tonnellate di certificazioni a corredo, è tutto fuorché stabile o affidabile, se gira lo fa con vari problemi e regolare assistenza (ipercostosa) e solamente perché i compiti che svolge son più che banali sul piano informatico, non è questione di avere chissà che ferro ma proprio come design di base, chi sviluppa nel medicale ha una gestione talmente manageriale e delle politiche talmente assurde da non poter lavorare bene, anche se volesse. Purtroppo è un problema MOLTO diffuso sia a causa della diversa velocità evolutiva dell’IT rispetto alla società sia alla gestione sempre più di stampo inglese in ogni cosa.

          • Aster

            L’unico punto dove gli USA sono da invidiare rispetto al Italia se pensiamo che generale electric spende ,560 milioni di dollari in ricerca e sviluppo per software e hardware

          • alex

            alla base dello sviluppo sw nel medicale si parte dal processo secondo la EN 62304, e poi le altre norme… quindi per forza ne risulti una “gestione manageriale”, non sono possibili alternative. Di per se questo non preclude di realizzare comunque un buon sw, per qunto probabilmente “troppo rigido” per i tuoi standard. Discorso a parte l’eventuale continuo service fatto per far funzionare le cose, lì non è spesso un problem adi incapacità ma un business…

          • Kim Allamandola

            Non sono possibili nel nostro malfatto impianto burocratico, non certo nel mondo fisico reale… Il punto principale è che la medicina non è né economia né matematica, ma appunto medicina. Pretendere di ridurla ad un processo “economico” la rende disfunzionale e lo vediamo ogni giorno.

          • alex

            Premesso che non mi interessa difendere il sistema, ci ho a che fare e non lo amo, o meglio non amo come viene utilizzato, sarei curioso di capire che tipo di sistema vorresti al posto di questo che critichi. Più che altro perchè se mi parli di sviluppo sw nel medicale il sistema utilizzato non ha origini economiche, ma solo di controllo e verifica su di un processo complesso in cui normalmente non è possibile testare tutte le condizioni. L’aspetto economico si inserisce al massimo poi come ostacolo all’ingresso di nuovi competitor in un settore che diventa sempre più complesso e costoso (analogamente al settore auto ad esempio).

            Discorso diverso se mi parli di mentalità manageriale nella gestione degli ospedali e della sanità in generale, ma allora non ti seguo più perchè stai buttando troppe cose diverse nello stesso calderone.

          • Adriano2

            Le ho risposto riguardo un commento sugli antibiotici purtroppo non si era spiegato in italiano perché ha usato la parola inutili come a far pensare a una sostituzione dell’operazione chirurgica con gli antibiotici…dovrebbe esprimersi meglio.

          • Adriano3

            No, dico: stai seriamente stalkerando un utente per un commento scritto su un altro blog?
            Ma uscire di casa e farti una vita?

          • Adriano2

            Semplicemente chiudono I commenti e volevo rispondergli perché c’era stato una incomprensione ed ero stato trattato immotivatamente per stupido. Stalkerare mi sembra una parola grossa non è che ci voglia tanto a rispondere tramite disquis da un’altra parte. Ho una vita abbastanza piena e proprio per questo che molto spesso non riesco a rispondere ai commenti prima che li chiudano. In conclusione non buttare sentenze a caso e non usare parole come stalkerare che nulla hanno a che vedere con ció che ho fatto.
            P.s. non essendo rivolto a te potevi anche evitare di rilasciare commenti.

          • Kim Allamandola

            Mi scuso, il senso era che grazie agli antibioti ed ai disinfettanti odierni è possibile fare interventi con possibili esiti positivi che un tempo eran egualmente fattibili ma con complicanze post-operatorie pressoché garantite ed infauste.

            Quanto all’aspetto certificazione&c: purtroppo è vero che oggi si preferisce far far una diagnosi ad uno strumento (così è colpa sua) al posto del medico, questo ha portato a trovate criminali come le biopsie e purtroppo la gestione manageriale odierna altro non vuole. Non è un pixel che cambia una diagnosi ma la competenza del medico, purtroppo oggi si pensa il contrario…

          • alex

            i dati che devono visualizzare e gestire sono semplici “tecnicamente” ma non a livello di validazioni e certificazioni. Se un medico sbaglia la diagnosi per colpa di un pixel dell’immagine sballato chi risponde? esagerando un po’, ma nemmeno poi tanto, per far capire il problema. Ci sono cose che anche se vecchie continuano ad essere appositamente prodotte per essere utilizzate in ambiti di questo tipo perchè ritestare cose più nuove sarebbe più costoso, senza contare che per forza solo sulle cose vechie si ha uno storico sulla loro affidabilità. Per dire, credo che anche alla nasa si continui ad utilizzare anche cose “vecchie” perchè ormai collaudate.

          • Kim Allamandola

            Il medico fa la diagnosi, lo strumento è solo uno strumento. Un pittore, un muratore, un ingegnere non può dire che il quadro/muro/ascensore è venuto male perché lo strumento non era buono.

            Il concetto è oggi alieno nella società angolo-buro-fascista moderna ma si chiama capacità e responsabilità personale. In medicina non ci sono certezze e nessuno strumento da risposte certe, si pesano in base alle proprie competenze ed esperienze. Il voler “la certezza” strumentale col primato di quest’ultimo sull’uomo porta ai disastri sanitari che oggi vediamo anche se ovviamente son ben poco “pubblicati” sulla stampa.

          • alex

            la diagnosi la fa sulla base del risultato, per cui mi spiace ma valutare lo strumento è imprescindibile. Che poi non sia sempre necessario e che si dovrebbe tornare un po’ indietro verso medici che facciano effettivamente i medici è altro discorso.

    • Mario Anticipo

      Appena installato sul pc Windows del lavoro.
      Regressione totale. I caratteri (sia del menu, sia del documento) sono sgranatissimi, pur avendo attivato tutte le funzioni possibili.

  • vivaio

    a ottimizzazione e velocità come siamo messi? È da sempre uno dei punti deboli di LO.. specie a confronto con office

    • Libreoffice poco dopo essere stato forkato da openoffice ebbe una quasi totale riscrittura in C++ di molti dei suoi componenti base con un visibile boost di performance.

      Se ti sembra ancora lento e se non usi estensioni, vai in Strumenti>Opzioni>Libreoffice>Avanzate e disabilita “Usa un ambiente runtime Java”.

      • vivaio

        L’ho già fatto. Però resta una certa “incertezza” diciamo nell’uso. Cioè, almeno io percepisco dei lag, soprattutto con impress e calc. Se poi apro un doc con molte note… peggio ancora. E il mio pc è un i7 quad core, 8gb di ram e ssd

  • dfgdfgdfg

    bei piedi

  • Eudora

    In due anni solo 4 minor release…
    Sbaglierò ma non mi sembra che lo sviluppo stai facendo grandi passi avanti…
    Anche l’interfaccia alla fine è sempre la stessa con nuovi set di icone e più pulsati di default. E la barra notebook è ancora molto acerba.
    Intendiamoci LibreOffice è un ottimo software, ma ho come la sensazione che non riesca ad evolvere come hanno fatto altri prodotti concorrenti.

    • Ansem The Seeker Of Darkness

      Concordo, l’esperienza utente alla fine è ferma a quella che c’era ai tempi di MS office 2003.
      Ci saranno più funzioni, codice meglio ottimizzato, icone più belle, ma l’esperienza complessiva è quella di un software che non va avanti da una decina d’anni!

      • Eudora

        Quando uscì OpenOffice 2 in effetti la distanza da Office Xp/2003 sembrava minima. Poi MS, Google e pochi altri hanno cambiato paradigma mentre OO/LO sono rimaste molto legate al passato. Il problema è comune a molti software opensource che ricnorrono gli equivalenti commerciali senza avere una propria idea di sviluppo.

        • Samael

          Esattamente. Hai centrato il punto della questione.
          Senza contare che i software open source spesso sbandierati come alternative sono spesso entità singole che cercano di contrastare un dominio fatto di integrazione con servizi di varia natura.

          Prendiamo il caso Office: uno dei motivi per il quale è un leader incontrastato è che si integra facilmente in contesti aziendali sotto dominio, cioè gestiti da AD lato autenticazione e da Exchange lato posta.

          Nell’IT di oggi non puoi permetterti di avere soluzioni singole che non sono fatte per lavorare in contesti integrati. Il mantenimento costerebbe troppo e spesso si finirebbe per creare più disagi agli utenti che altro.

          • Ocram

            Beh, tra i “punti della questione” includerei anche quello squisitamente… venale.

            Al di là di qualsiasi polemica o tifoseria, mi pare abbastanza innegabile che il motivo primario del “successo” dei programmi “open” (o “free”, con tutte le dovute differenze) in termini di numero di utenti, sia stato legato alla possibilità di scaricare ed utilizzare, legalmente, senza pagare. Oltre che, se vogliamo, alla sensazione, innegabilmente seducente, di somministrare delle ruvide supposte ai… cattivi.

            Sbaglierò, ma ho sempre avuto l’impressione che se i programmi “liberi” fossero stati a pagamento e, pur conservando intatte le loro importanti caratteristiche ideali di fondo (assenza di segreti, brevetti, vincoli, steccati…), avessero avuto prezzi paragonabili a quelli dei software commerciali, la quantità di utenti e di “fan” sarebbe stata ben diversa. :]

          • Samael

            Quello è sicuro, d’altronde oltre al “free as in free speech” tanto sbandierato in occasioni di lotte tra fanboy, il gratis è sempre stato un argomento usato per promuovere le alternative.

          • Daniele Cereda

            Se Lo mettesse a pagamento (5 euro al mese) il download dopo un cospicuo upgrade grafico e integrazioni interessanti nessuno lo scaricherebbe. Purtroppo questa situazione mostra il fianco al vero problema dell’open inteso d amolti come gratuito:la qualità. Considerando che in MS (tranne che per il settore mobile, li continuano a fumare male roba scadente!) dopo la batosta di Vista si sono rimboccati le maniche e dopo la debacle 8/8.1 hanno prodotto davvero qualcosa di buono, con integrazione e prezzi ragionevolessimi , oggi una macchina con win10 ed Office365 è un ottimo strumento di lavoro e trovo sempre più amanti di Apple che anche su OSX mettono di default Office invece della suite di Cupertino.

          • Simone

            Anche perché la suite di Cupertino è inefficace come poche, io sul Mac uso LO (a pagamento, visto che pago la quota associativa)

    • Kim Allamandola

      Non penso possa tecnicamente evolvere: è un megalite troppo complesso. La SUN stessa anni fa propose una riscrittura totale quando lanciarono JavaFX ma non fu mai fatto altro che qualche poc, del resto il mondo office non vuole evolvere e molti concetti che sarebbero “naturali” per ogni informatico restano per lo più incompresi o inusati…

      • Eudora

        Con il maccanismo delle estensioni forse si poteva fare un po’ di scrematura del codice. Ma non ci hanno creduto molto. Anzi inserito nel core anche pezzi che prima erano forniti come estensione (l’import dei PDF su tutti).

        • Kim Allamandola

          IMVHO quando un progetto raggiunge una certa complessità è tempo di mantenerlo soltanto in attesa di riscrittura con tecnologie adatte a renderlo più maneggevole. Solo che questo è un concetto molto sgradito, specie in certi ambiti…

    • Samael

      Il problema è che ormai LO ha smesso di avere senso con l’arrivo del cloud.
      Office 365 ha un costo praticamente irrisorio (7€/mese per la personal) e offre la suite locale su tutti i dispositivi, quella web per accedere ovunque ai tuoi documenti, servizi come OneDrive for Business, minuti Skype, integrazioni con servizi aziendali, strumenti come Teams ecc.

      LibreOffice non ha l’infrastruttura per competere e neanche le idee.
      Sono rimsti ancora all’epoca di StarOffice, un mero clone di Word, Excel, PowerPoint e Access.

      Il fatto è che Office non va più visto come una suite di applicativi, ma come un insieme di servizi per professionisti e aziende.

      • Eudora

        Sono d’accordo e credo che questo sia un problema quasi insormontabile. Io continuo a preferire che i mie file stiamo sul mio dispositivo, però mi rendo conto che il mondo è cambiato…

        • Ocram

          Beh, “cambiato” non significa necessariamente “cambiato in meglio”… :]
          Ora ad es., grazie alla Grande Nuvola della Grande Rete, si corre sempre più facilmente il rischio di trovarsi in braghe di tela (impossibilità di accesso ai propri dati, blocco del lavoro, perdita o danneggiamento dei dati, intrusioni…) anche quando si vuole lavorare, con il proprio computer e a casa propria o in ufficio, su documenti ad uso esclusivamente personale, senza alcun oggettivo bisogno di connessioni o collegamenti di sorta.

          Inoltre, grazie alla graduale e unilaterale (disinteressata?) espansione del concetto di “servizi”, diventa gradualmente impossibile acquistare la licenza di un prodotto software ed utilizzarlo poi a piacere, quando e quanto si vuole, eventualmente accettando di buon grado l’assenza di “aggiornamenti” e (presunte) migliorie.
          Quindi non si potrà più dire, ad es.: ho comprato questo bel software quando potevo permettermelo e oggi, avendo minori disponibilità di lavoro e denaro, almeno posso continuare ad usarlo senza ulteriori spese.

          Indubbiamente si tratta di cambiamenti (obbligatori), MA sul fatto che siano positivi, convenienti, gradevoli, c’è parecchio da discutere. :]

          • alex

            fa spesso comodo anche alle aziende “noleggiare” certi sw solo quando serve, scaricando anche più facilmente i costi rispetto all’acquisto. E non sempre continua ad andare comunque bene anche la vechia versione, dipende dai casi specifici. Di certo meglio usare questi servizi con un po’ di testa in modo da avere sempre il più possibile il controllo sui propri dati ecc…

          • Samael

            Non so te, ma io non ho mai visto casi di impossibilità di accesso ai propri dati, considerando che tutti i servizi cloud offrono caching in locale. Se potessi farci un esempio pratico sarebbe meglio.

            Per quanto riguarda le intrusioni, non mi risulta che la presenza o meno del cloud sia un veicolo, dato che quel problema esiste da quando esiste internet. I firewall sono nati proprio per quello.

            Per quanto riguarda il danneggiamento dei dati, scusa ma questo è esattamente lo scenario contrario.
            Il cloud RIDUCE la perdita dei dati, perché si passa dal modello single point of failure (i dati risiedono su QUEL dispositivo fisico) ad un modello ridondante (storage + backup + disaster recovery ecc.) con il dispositivo locale che fa sync e ottiene la versione aggiornata del documento.
            Da questo punto di vista il cloud è da sempre applicato tramite roaming dei profili in AD. E non mi risultano perdite di dati derivati da questo.

            Per quanto riguarda l’inutilità della connessione, scusa non so dove lavori tu, ma in molti contesti tu non puoi accedere ai dati aziendali confidenziali senza il consenso dell’azienda.
            Ergo, ti devi connettere alla VPN aziendale previa autorizzazione e lavorarci da remoto. Non puoi averli sul portatile aziendale perché equivale a furto.
            E non puoi nemmeno connetterti quando ti pare e piace, ma devi fornire adeguate spiegazioni. E mi riferisco soprattutto a contesti finaziari.
            Questa scusa non regge, senza contare che come ho già detto esiste il caching.

            L’accettazione di “buon grado”di non avere aggiornamenti la fai a casa tua, scusa se sono così rude.
            In contesti aziendali seri (quindi non la Pizza e Fichi s.r.l.) quando un prodotto va in EOL si aggiorna immediatamente.
            Quindi da questo punto di vista il cloud è un vantaggio, perché costa meno e riduce la manutenzione.

          • Ocram

            Io volevo semplicemente dire che a mano a mano che si “dipende” da strutture via via più lontane e complesse si diventa anche per certi versi, piaccia o meno, più vulnerabili e più precari, perché i guasti o malfunzionamenti che possono crearci dei problemi diventano sempre più lontani e indipendenti dal nostro controllo.
            Indubbiamente, se tutto funziona a dovere, ci sono indiscutibili vantaggi, specie in realtà aziendali di una certa complessità. Però bisogna, appunto, che tutti funzioni a dovere, non solo in azienda ma anche altrove.

            Inoltre va tenuto presente che non esistono solo le aziende ma esistono anche i singoli, che lavorano magari da soli, a casa propria, in condizioni non sempre necessariamente ottimali in quanto a connessione alla Rete e a velocità effettiva della connessione stessa. Un conto è doversi collegare solo nel momento in cui, ad es., si deve spedire o ricevere del materiale, altra cosa è dover essere sempre connessi anche solo affinché il software che si adopera possa funzionare.
            Senza dimenticare i potenziali disagi derivanti, durante il lavoro, da una connessione poco stabile o poco veloce o temporaneamente assente per cause di forza maggiore (maltempo, guasti dal lato provider e così via).

            Nessun intento polemico o bellicoso.
            Solo alcune osservazioni pratiche sul rapporto vantaggi/svantaggi.

          • Samael

            Nessun intervento bellicoso nemmeno da parte mia.

            Il problema è che gli svantaggi a cui fai riferimento non esistono.
            Mi riferisco l’impossibilità di accedere ai dati in caso di rete non accessibile.

            Tutti i servizi cloud più importanti forniscono sistemi di caching, che permettono di lavorare offline con una copia locale, che verrà sincronizzata non appena la connessione verrà ristabilita.
            Ti ho fatto l’esempio del roaming dei profili su AD proprio per quello.

            E pensa che Google ChromeOS funziona esattamente così anche lato applicativo, con la cache sulle webapp oltre che sui documenti.

          • Ocram

            Beh, “non esistono” mi sembra un po’ eccessivo.
            Diciamo, caso mai, che non sono insormontabili e che diventeranno probabilmente via via meno palpabili a mano a mano che le infrastrutture si evolveranno. :]

          • Samael

            Non è eccessivo, perché te l’ho già spiegato: l’impossibilità di accesso ai dati in condizioni offline non sussiste, perché è stato già risolto quando questi servizi sono nati. E ti ho persino fatto l’esempio di AD, che fa questa cosa da vent’anni. Da prima ancora che si potesse anche solo parlare di cloud.

          • Ocram

            Beh, il concetto di “eccesso” è ovviamente soggettivo.
            Anche perché le esigenze, le abitudini, le aspettative, le priorità ecc. possono essere parecchio diverse tra le persone e da nessuna parte sta scritto che le mie debbano essere necessariamente più serie, più vere, più degne di rispetto di quelle altrui. Come, ovviamente, è vero anche il contrario.

            Dal mio punto di vista il “non esistono” è senz’altro, per ora, un po’ eccessivo, forse anche per le esperienze che mi derivano da tanti anni di consuetudini informatiche.
            Comunque non devo vendere alcun che, né raccogliere voti, né convincere chissà chi di chissà cosa. Se altri la pensano diversamente e sono entusiasti e totalmente fiduciosi e privi di qualsiasi perplessità, buon per loro. Io non li tratto da ignoranti o incapaci. Mi limito a non condividere pienamente, cosa che credo sia legittima.

          • Samael

            A me sembra che tu stia menando il can per l’aia, ad essere onesti.
            Nessuno ti sta dando dell’incapace o altro, e mi pare si stia discutendo civilmente.

            Ma dato che sembra che tu ci tenga così tanto a portare la discussione in questi termini, allora vediamo di mettere i puntini sulle i.

            È fin dall’inizio che parli di ipotesi, esigenze e quant’altro, asserendo che con il cloud c’è rischio di perdita di dati, dipendenza dalla connessione ecc.
            Eppure sebbene ti siano stati portati degli esempi REALI usati in contesti enterprise da anni, sembra che tu li ignori completamente per continuare col tuo mantra.

            Tra l’altro ti ho chiesto anche degli esempi concreti, in modo da focalizzare la discussione su qualcosa di più utile della filosofia spicciola e alzare il livello del dibattito anche a beneficio dei lettori, ma non mi pare ne siano pervenuti. Solo chiacchiere.

            Ed il fatto che tu la stia buttando in caciara lo dimostra anche da come chiudi l’intervento: se siete entusiasti e non avete perplessità problemi vostri.

            Per caso hai letto qualche intervento in cui è stato detto che il cloud è perfetto? Non mi pare.
            Il cloud ha problemi, ma il punto è che non sono quelli a cui fai riferimento.
            Quindi o cominci a portare degli esempi concreti oppure fai come ti pare. Basta però che tu la smetta di accusare gli altri di trattarti da incapace, quando così non è.

          • matteo81

            Se posso permettermi…. non vedo perché continuare la discussione… il punto abbastanza palese è che Ocram parla per sentito dire oppure perché ha letto da qualche parte che il cloud è il “pc di qualcun altro” e la solita informazione maliziosa e allarmista che pervade in rete lo ha fagocitato nel concetto dell’insicurezza, della perdita di privacy ecc ecc…..

            Mi sembrano i soliti discorsi triti e ritriti del “giardino cintato di Apple”, dello “spyware Win 10” oppure della bash che non doveva finire a disposizione del “nemico” per chissà quali motivi etici…. tutte catastrofi di proporzioni bibliche… poi guardi la realtà e ti accorgi che il mondo continua tranquillamente a vivere in pace e lavorare come aveva fatto sino al giorno prima…
            Argomenti con i quali si potrebbe scrivere un libro di filosofia moderna ma che nella realtà valgono esattamente nulla…. perché arrivati al dunque quello che conta è la ciccia, la sostanza e il rapporto costi/benefici….

            Tu ragioni pragmatico…. lui in modo dogmatico… non ci potrà mai essere un punto di contatto

          • Ocram

            Invito a rileggere il mio primo intervento.
            In fin dei conti ho solo detto (e ribadisco) che questi “cambiamenti” non sono necessariamente positivi per tutti gli utenti e che, in determinati contesti, possono avere effetti collaterali negativi. Anche lo stesso fatto di sapere che i propri dati sono “in giro per il mondo” può essere, per molte persone, un dettaglio tutt’altro che marginale.

            Ho elencato alcuni di quei potenziali effetti, senza pretendere (ovviamente) che essi debbano valere per TUTTI.

            Ho citato, ad es., il caso di chi preferisse acquistare un software una volta sola per poi usarlo a tempo indeterminato; possibilità che la “nuova” visione dei software come servizi a noleggio sta gradualmente eliminando in maniera unilaterale e praticamente obbligatoria.
            Preferire l’acquisto al noleggio è sbagliato, arretrato, sconveniente? Può darsi, ma non è detto che sia giusto impedire, a chi la preferisce, tale scelta.

            Senz’altro il noleggio ha i suoi vantaggi, non solo per il software ma anche per tantissimi altri beni, come ad es. l’automobile, il computer, la casa stessa. Moltissime persone lo preferiscono all’acquisto, anche perché dà la sensazione, non sempre veritiera, di spendere molto meno. Però il noleggio ha anche i suoi potenziali svantaggi; se prendo tutto a noleggio nulla posseggo e nel momento in cui per qualsiasi ragione mi ritrovo senza soldi mi ritrovo anche senza tutto il resto, impossibilitato a fare qualsiasi cosa. Un professionista o artigiano (piccola realtà lavorativa) potrebbe riuscire a superare una fase di crisi del suo lavoro PROPRIO perché può continuare a lavorare con gli strumenti che ha già acquistato (e pagato) quando le cose gli andavano bene.

            Non metto in dubbio l’esistenza di casi REALI (specie in contesti medio- grandi) in cui tutto funziona egregiamente, ma so bene che esistono ANCHE casi, altrettanto reali, in cui le cose non stanno così.
            Non ho alcun “mantra” da vendere. Ho solo la mia esperienza che, almeno per me, è molto concreta e reale e mi porta a contatto con situazioni in cui gli svantaggi esistono e sono assai palpabili. Magari non colossali, ma reali e palpabili e direttamente legati alle considerazioni che ho fatto.

            Circa l’incapacità, forse non ho scelto la parola più adatta, ma allora chiedo:
            se tu, senza toni offensivi né sprezzanti, esprimessi delle perplessità basandoti su tue esperienze concrete e qualcuno ti rispondesse come se tu stessi dicendo cose assurde, non vere, impossibili, come se tu stessi recitando un fantasioso mantra lontano dalla realtà, come ti sentiresti trattato? Quale aggettivo sceglieresti?

          • Daniele Cereda

            Per gradi:
            -Office365 propone (quello che ho preso io) a 9 euro al mese (carissimo, se non hai nove euro al mese per un abbonamento simile io mi porrei qualche domanda che non riguarda la scelta di un SO o di una filosofia del proprio PC, ma delle scelte di vita) 5 (cinque!) installazioni dell’intero pacchetto Office su qualsiasi PC , 1 TB su onedrive, chiamate skype e molto altro. Se volete le cose gratis c’è appunto LO, ma stiamo parlando di cose differenti.
            -nessuno sano di mente, anche in epoche pre-cloud, lascia una singola copia:e se 5 anni fa ti avesse mollato un HD meccanico? il backup è buona cosa, sempre, il cloud ha una utilità senza precedenti, poi con il concetto di continuità che offre office ogni collaboratore apre il documento da dove è stato lasciato da un altro, più altri mille servizi
            -questo nuovo concetto di licenza disincentiva e praticamente azzera la pirateria, che resta sempre un gran bel traguardo in ambito informatico.

            LO è ahimè al capolinea, bisogna ammettere il gran lavoro fatto da MS per la suite Office e le integrazioni che sonoa rrivate negli ultimi due anni, legate ad un costo davvero irrisorio e spalmabile. Se poi si vuole fare gli oltranzisti si può sempre lavorare con carta e posta classica, ma dubito si sopravviva in ambito aziendale nel 2017.

          • lindgren

            LO sarà sicuramente fuori dai giochi in ambito aziendale, ma in altri ambiti è ancora molto utile (se non indispensabile).

          • Ocram

            Potrà sembrare strano, ma io non avevo e non ho alcun intento polemico, bellicoso o “oltranzista” (?).

            Mi sono solo permesso di osservare come la sempre più spinta dipendenza, anche per il solo operare, da strutture remote e da connessioni costantemente attive (e veloci) possa comportare ANCHE qualche aspetto non necessariamente entusiasmante.

            Per quanto riguarda i costi, non è questione di volere le cose gratis, ma di volere (o preferire) le cose che si comprano una volta sola e poi si adoperano finché si vuole, legalmente, senza dover sborsare altri denari. Una scelta che ovviamente a qualcuno potrà sembrare strana o assurda, ma che a qualcun altro potrà sembrare preferibile, in virtù dei vari modi di pensare ed agire (legittimi, fino a prova contraria). Mi sembra che oggi vi sia la netta tendenza a rendere tale scelta gradualmente impossibile, cosa che non mi pare particolarmente giusta.
            Poi, volendo essere sospettosi, ci si potrebbe chiedere come mai le aziende vadano compatte in tale direzione SE tale direzione presenta, come tutte le pubblicità ripetono, SOLO vantaggi per l’utente… :]

          • Eudora

            Come singoli utenti il cloud può anche non piacerci, ma il dato è relativo. Per le aziende e le PA i vantaggi sono molti. L’integrità dei dati -lo hanno già scritto- è più tutelata sul cloud che su macchine isolate e la questione della distinzione tra software e servizio è già caduta da un pezzo (per tutti tranne che per la FSF 🙂 ).

            I miei dubbi maggiori sono rivolti altrove. Al rischio cioè che il cloud diventi un nuovo lock-in tecnologico…

          • lindgren

            “la questione della distinzione tra software e servizio è già caduta da un pezzo (per tutti tranne che per la FSF 🙂 )”.
            Bisogna anche dire che la FSF non si pone l’obiettivo di fornire alternative gratuite e complete al software commerciale per le aziende, ma si occupa solo di Informatica Libera.

          • Eudora

            Senza polemica, ma magari fosse così 🙂
            FSF sconsiglia qualsiasi cosa che non corrisponda alla propria visione. Incluso Debian…

          • Ocram

            I potenziali vantaggi sono molti (come accade più o meno con tutte le innovazioni tecnologiche) ma esistono anche i potenziali svantaggi (come accade più o meno con tutte le innovazioni tecnologiche).

            Uno di questi è ad es., specie per le aziende medie o piccole, la sempre più spinta e capillare dipendenza, anche a livello di normale operatività quotidiana, da strutture via via più remote e complesse e da connessioni costantemente attive (E veloci).
            Con il risultato che, ad es., una temporanea mancanza o lentezza di connessione alla Rete (maltempo, guasti esterni, problemi del provider…) può tradursi non solo nel mancato accesso ai dati ma anche nell’impossibilità di usare i computer.

          • Eudora

            A livello aziendale il software non è mai un cloud puro, ma sempre ibrido in modo da permettere l’operatività almeno parziale del sistema anche offline e risincronizzando tutto appena la connessione torna disponibile.

            Ma a parte questo il problema delle aziende è che devono restare competitive sul versante dei costi altrimenti rischiano di trovarsi fuori mercato e fallire.

            Ed onestamente far fallire una azienda e mandare a casa i suoi dipendenti solo per questione filosofiche sul software non mi pare un grande risultato.

          • Ocram

            Per quanto mi riguarda, non mi pare proprio di aver auspicato chiusure o fallimenti.

            Quali sarebbero, comunque, le “questioni filosofiche”?

          • Eudora

            Hai scritto più volte che il cloud rischia di fermare l’operatività in caso di problemi di connessione. E ti ho fatto notare che il cloud serio non ha questo problema.

            Sostieni che il cloud potrebbe non essere conveniente. Ma pagare esattamente per il servizio che si necessita e per il solo tempo necessario senza costi iniziali da ammortizzare e senza dover avere una struttura informatica complessa è immediatamente conveniente.

            Per me tue argomentazioni sono ‘filosofiche’ nel senso di slegate dalla realtà.

            Per il resto non ho certo detto che tu auspichi il fallimento di un’impresa. Ho solo detto che rinunciare a priori al cloud può far perdere competitività ad una azienda con conseguenze che possono arrivare al fallimento.

          • Ocram

            Può darsi benissimo che le mie affermazioni siano slegate dalla TUA realtà, la quale può essere benissimo assai diversa dalla mia e da quella di molte altre persone, non necessariamente ottuse o ignoranti.

            Non vedo proprio cosa ci sarebbe di così assurdo e fastidioso nel sostenere che un certo servizio “potrebbe non essere conveniente”. A me sembra una cosa ovvia, se non altro perché il concetto di convenienza è soggettivo, drasticamente influenzato dalle personali esigenze, preferenze, opinioni, necessità, situazioni ecc. ecc.

            Che esistano nuove possibilità, servizi alternativi, innovazioni tecnologiche ecc. va benissimo, ci mancherebbe. Il discorso diventa scricchiolante, però, nel momento in cui esse vengono in qualche modo imposte, partendo dal presupposto che TUTTI debbano automaticamente e immediatamente ritenerle convenienti e preferibili e desiderabili.
            Anche perché, appunto, non è affatto detto che una novità, per il solo fatto di essere tale, porti sempre, necessariamente, un cambiamento in meglio. Di conseguenza, non è detto che fiondarsi con entusiasmo sulle novità, senza valutare attentamente e oggettivamente non solo i vantaggi, che la pubblicità tende sempre ad amplificare (magari pure lasciando intendere che se non compri potrai addirittura rapidamente fallire) ma anche i possibili aspetti negativi, costituisca una mossa sempre saggia e vincente.

            Non mi pare di aver auspicato categoriche “rinunce a priori”. Ho solo detto che, al momento, ci possono essere anche, specie in determinati contesti, effetti collaterali non necessariamente piacevoli e convenienti.

          • Eudora

            Continui a mettermi in bocca cose non ho mai detto.
            1. non ho mai espresso un giudizio su di te, non mi permetterei. Ho solo detto che le tue idee mi sembrano slegate dalla realtà. Così come immagino tu penserai delle mie.
            2. è scontato che il cloud non sia la soluzione a tutto. ma è una buona alternativa che prima non c’era e che non andrebbe esclusa per partito preso.
            3. se ci sono contesti in cui il cloud è controiproducente fai qualche esempio e magari se ne discute ampliando la portata della discorso.

          • Ocram

            Beh, mi pare un po’ difficile che si possa avere una grande opinione di una persona quando si pensa che le idee di quella persona siano “slegate dalla realtà”… :]

            Comunque io non penso affatto che le tue idee siano slegate dalla realtà.
            Penso siano legate ad alcune realtà, che tu evidentemente conosci per tua esperienza personale, ma che non siano di valenza universale. Io non nego affatto l’esistenza di quelle realtà; dico solo che ce ne sono anche altre e che anch’esse sono degne di considerazione.

            Il mio primo intervento cominciava con la frase:
            “cambiato” non significa necessariamente “cambiato in meglio”
            e terminava con la frase:
            Indubbiamente si tratta di cambiamenti (obbligatori), MA sul fatto che siano positivi, convenienti, gradevoli, c’è parecchio da discutere.

            Forse avrei dovuto aggiungere ad entrambe le frasi, per maggiore chiarezza, un “per tutti”.
            In altre parole: ci possono essere benissimo (e ci sono assai, specie nelle realtà medio-piccole) casi in cui i… servizi tra le nuvole presentano caratteristiche collaterali tali da renderne l’adozione oggettivamente poco appetibile, sconsigliabile, non conveniente, almeno per ora.
            In fin dei conti solo questo volevo dire.

            Non mi pare proprio di aver auspicato o consigliato rifiuti a priori o “esclusioni per partito preso”. Avessi tale mentalità, userei ancora i floppy disk da 1.2 MB. Ho solo, caso mai, suggerito di fare attenzione a non scivolare, per quanto in buona fede, nell’errore uguale e contrario.

        • Dario · 753 a.C. .

          Anche io preferisco avere tutto in locale. Il cloud non lo uso proprio. Vedo che non sono l’unico allora. Quasi tutti la pensano diversamente invece

  • Aster

    Ho iniziato a leggere con sempre più interesse gli articoli su libre office

  • Ansem The Seeker Of Darkness

    Stando alla roadmap la version5 doveva essere dedicata all’interfaccia utente. Sarà, ma io in due anni non ho notato nessuna differenza. E’ ancora uguale identi ad open office 1.x

    • gabriele tesio

      Se vuoi puoi abilitare la ribbon che è più simile alle versioni più recenti di MS office

      • Ansem The Seeker Of Darkness

        LA ribbon l’ho provata, ci sono addirittura dei riquadri vuoti in cui manca l’icona. Non ho provato nella 5.4, ma nella 5.3 era in uno stato pre-alpha

  • Adriano Bassignana

    9 euro mese sono 108 euro anno da sborsare per una applicazione MS office … in 5 anni, durata media di un PC, sono 540 euro … sinceramente non mi sembra un affare ? Comunque in ambito aziendale LO è piuttosto diffuso, specie nella piccola media azienda che non ha certo bisogno di un dominio … Per il write il paradigma usato lo trovo assolutamente lento (vale per tutti i prodotti sia open che quelli di MS) e forviante. Preferisco usare Lyx (Latex è un poco troppo differente anche se efficiente) che trovo spettacolare ed ha ridotto di 2-3 volte il tempo di stesura delle relazioni, fatture etc. La differenza è che in Open Source forse le interfacce non sono il massimo, ma le applicazioni sono spesso ben limatura con le reali esigenze degli utenti, ben diverso dall’approccio dei produttori commerciali che devono continuamente cambiare la carrozzeria. … ma sotto la scocca. … cambiano ben poco anzi pochissimo!

    • alex

      “La differenza è che in Open Source forse le interfacce non sono il
      massimo, ma le applicazioni sono spesso ben limate con le reali esigenze
      degli utenti, ben diverso dall’approccio dei produttori commerciali
      che devono continuamente cambiare la carrozzeria. … ma sotto la
      scocca. … cambiano ben poco anzi pochissimo!”
      più che altro sono ben limate rispetto alle esigenze di chi le ha sviluppate e se il tuo utilizzo è analogo allora ti ci trovi perfettamente, ma non è più così quando consideri utilizzatori diversi.

      I conti sul costo lasciano il tempo che trovano, il servizio lo paghi fino a che ti serve a prescindere dalla durata del pc e non comprende solo le applicazioni. Quindi ognuno si farà i propri conti e sceglierà di consegenza. Che poi chi valuta il costo dell’abbonamneto è per lo più chi già vuole o deve usare office e deve solo decidere se abbonarsi o acquistarlo, a prescindere da altre possibilità coma LO.

    • Ansem The Seeker Of Darkness

      nei 9€ devi includere anche il cloud, e tutti i programmi che in LO non ci sono. Outlook e one note per dirne due.

      Inoltre per te l’interfaccia utente non sarà importante, ma per una azienda sì. Se una persona per fare la stessa cosa con MSO ci mette 5 minuti, mentre con LO ce ne mette 10 perchè non trova le funzioni, è una perdita di tempo e basta che ripaga velocemente i 9€ al mese.

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