Markus Mohrhard ha annunciato l’arrivo degli aggiornamenti automatici in LibreOffice 6.0.

Mohrhard e il suo team hanno iniziato a lavorare agli aggiornamenti automatici oltre un anno fa. Ad oggi l’updater automatico è presente nelle daily builds (64-bit) di LibreOffice 6.0.

Personalmente ritengo che la novità verrà apprezzata da tutti gli utenti. Al momento l’implementazione usa un processo a due fasi che non può essere riprodotto su Windows a causa delle differenze tecniche delle due piattaforme. L’intenzione è quella di esportare l’aggiornamento automatico anche su Windows in un secondo momento.

LibreOffice 6.0: arrivano gli aggiornamenti automatici su Linux

libreoffice 6.0

Dal punto di vista tecnico l’aggiornamento avviene in modo del tutto trasparente all’utente ed è diviso in due fasi: durante la prima, LibreOffice contatta il server, che verifica quali build sono attualmente disponibili, quali file sono cambiati e quale updater è migliore per la versione attualmente installata. In quanto il team usa gli aggiornamenti delta – cioè che scaricano soltanto le parti di codice che sono effettivamente cambiate e non l’intero programma. I file vengono scaricati nella cartella del programma se l’utente attivo ha i permessi per accedervi.

La seconda fase parte quando il programma viene riavviato e i nuovi file vengono così installati. In questo modo, spiega Markus Mohrhard, “viene assicurato che se una delle due fasi non va a buon fine, abbiamo comunque una versione funzionante”.

E Windows?

Tale processo, come dicevamo, non può però essere replicato in Windows poiché il sistema operativo di Microsoft previene l’accesso ai file che sono attualmente aperti in un altro processo.

Su Windows, quindi, gli sviluppatori dovranno cambiare strategia:Il piano sul lungo termine è di spostarci a un processo di aggiornamento che prima scarica i file di aggiornamento e poi, durante il secondo avvio, applica l’aggiornamento. Questo approccio dovrebbe funzionare su Windows e dovrebbe evitare le potenziali corruzioni dei profili utente“.

Segnalo inoltre che su Linux l’aggiornamento automatico funzionerà solo sulle build scaricate direttamente dal sito ufficiale di LibreOffice (estrazione archivio-> installazione). Se volete provare questa nuova funzione dovrete scaricare una daily build dal sito ufficiale di LibreOffice, vi ricordo che sono ancora in stato di Alpha.

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  • vivaio

    non accade già normalmente con apt..?

    • Fabio

      Assolutamente no. Apt scarica e reinstalla l’intero programma (e comunque complimenti alla mamma ed al papà della signorina nella foto).

      • non conoscendo apt , no ha una opzione per i delta ? :O

        • Fabio

          Da qualche parte anni fa lessi di un programma, che mi pare si chiamava deltadeb o qualcosa di simile, che aveva proprio questo scopo, ma onestamente non so se è ancora sviluppato e neppure conosco nessuno che l’abbia usato. E neppure credo che nei repo Debian ci siano dei pacchetti delta (non ci ho mai fatto caso, almeno).

          • sgugglecciando ho trovato questo

            // manpages. ubuntu. com/ manpages/ zesty/ man1/ debdelta-upgrade .1 .html

            comunque si deve avere un pacchetto base altrimenti i deltas non vengono applicati (ovviamente) qundi non ripulire la directory di salvataggio dei pacchi

          • Fabio

            Grazie, mo’ me lo vado a guardare (più per curiosità che per altro).

      • vivaio

        ok ma è comunque un aggiornamento automatico

        • Fabio

          Ah, pensavo ti riferissi a scaricare ed installare solo i delta.

    • jboss

      con ubbundu apt no ma con fedora dnf si

  • Ansem The Seeker Of Darkness

    spero che il passaggio a LO 6 porti anche uno svecchiamento dell’interfaccia.
    Finalmente hanno introdotto una versione molto basica della ribbon, spero ci lavorino parecchio sopra per renderla migliore.
    LO oggi ha una estetica davvero terribile, in generale sembra uscito quando c’era ancora kde 4!

    • Fabio

      “La Ribbon è una cagata pazzesca!” (cit.) 😉

      E comunque chissà, magari è la volta buona che metto in pensione il mio scriptino per aggiornare LibreOffice.

      • Ansem The Seeker Of Darkness

        Per te, io rimango su MS office principalmente per la semplicità di utilizzo.
        Se prendo in mano libre semplicemente non riesco a trovare nulla.

        • Purolino

          Mi hai convinto…però per usare MS Office dovrei installare windows, mmm ok grazie lo stesso uso altro.

          • Ansem The Seeker Of Darkness

            fosse solo ms office il programma che mi manca su linux!

          • Purolino

            Forse potremo scrivere tutti noi utenti linux a Mr. Nadella chiedendo se possono effettuare un porting di office su linux.

          • Ansem The Seeker Of Darkness

            Mi pare che su wine giri molto bene

        • Viktor Kopetki

          per me è l’esatto contrario 🙂

        • carlo coppa

          Utilizzo ormai da anni LibreOffice sia a casa che in azienda e non abbiamo mai riscontrato problemi. L’interfaccia mi sembra ottima per lo meno quella che ho su Kde (non so in Gnome come sia).

          • Ansem The Seeker Of Darkness

            Se tu non usi office regolarmente trovare le cose nei menu a tendina risulta difficile e lungo.
            Ovviamente chi conosce l’interfaccia lavora benissimo con lo, io parlo da utente che non usa mai office e per trovare la stessa cosa su lo ci metto molto di più che su mso

        • Fabio

          Guarda, 4 anni fa in ufficio sostituirono Office 2003 con LO, e tutti giù a lamentarsi e richiedere a gran voce Office. Da quando hanno messo Office 2016 le lamentele sono le stesse XD XD XD XD alla fin fine è solo questione di abitudine. Io preferisco LO perché mi permette di crearmi delle barre con i comandi che mi servono e di metterle lateralmente, in modo da avere più spazio in verticale, purtroppo su Office non si può fare, o te lo tieni così o te lo tieni così, e così certe volte per fare una cosa che con LO facevo con un click ce ne metto anche 3 (infatti principalmente continuo ad usare LO).

          • Ansem The Seeker Of Darkness

            La figata sarebbe la ribbon laterale per me.
            Comunque ovviamente chi conosce una interfaccia si lamenta del cambiamento, ma chi come me non usa mai office con la ribbon trova tutto molto prima 🙂

  • Aster

    Ho aperto l’articolo solo per la foto di copertina

    • Viktor Kopetki

      indecente…. 😛

      • Aster

        Ci sta 😉

  • ctretre

    Su Linux non li vedo molto utili, aggiornare è compito dei package manager, ed è bene che sia così. Su Windows sarebbe comodissimo, anzi l’ideale sarebbe avere un updater unico per più programmi liberi (Firefox, LibreOffice, gimp, calibre, scribus, ecc…).

    • cioma

      ciao, con Ninite ho risolto parecchie “noie” in questo senso…..non c’è tutto tutto ma la maggior parte dei programmi sì….. ho tolto i processi di auto-update dei vari programmi e uso solo questo 🙂

      • ctretre

        Grazie, per ora sono lontano dal computer, aggiorna solo le applicazioni installate tramite ninite o anche quelle preesistenti? Ha una licenza libera?

        • cioma

          tutto libero, niente account, se l’applicazione è già installata se ne accorge e la aggiorna 🙂

      • Aster

        Io uos la versione web ogni volta che installo windows

  • gli aggiornamenti automatici riguardano solo le build di sviluppo.

  • xan

    tanta fatica e poi sto meccanismo funziona solo se installi scaricandolo dal sito.

    vorrei trovare una persona nel mondo che usa libreOffice su linux non prendendolo dal relativo package manager.

    come se poi non ci fossero altre cose da sviluppare…. è un progetto che fa acqua da tutte le parti e secondo me proprio perchè hanno sempre voluto reinventarsi la ruota (come anche firefox)

    • Kim Allamandola

      Libreoffice come tutti i prodotti “office-centrici”/gestionali fa acqua da tutte le parti, by design.
      Il problema è che il settore gestionale non contiene grandi “programmatori” e non attira l’interesse di nessun sviluppatore esterno come si deve, in più è pieno di soggetti che comandano senza conoscere ciò che dirigono… Difficile aver risultati migliori in queste condizioni.

      • xan

        sia firefox che openoffice invece di utilizzare librerie grafiche standard si sono sviluppati tutto in casa.

        se consideri abiword e gnumeric vanno molto meglio di libreoffice, salvo il fatto che manca la compatibilità con i vari formati

    • Fabio

      “vorrei trovare una persona nel mondo che usa libreOffice su linux non prendendolo dal relativo package manager”
      Eccomi! 🙂 È un modo per avere sempre l’ultima versione fresh sulla mia Debian stabile. Che male c’è?

      • xan

        ma usare il ppa? 😀

  • Nina13enne

    Mi avevate convinto che linux era sicuro, ma dopo che i server di Nayana sono stati attaccati da ransomware uguali a quelli usati su windows… Quando parlate di sicurezza informatica e vi scagliate uno contro l’altro da ambo le parti(windows/linux) fareste bene a tacere per sempre: un computer è sicuro solo spento!

    • i ransomware sono dei malware e come la maggior parte dei malware necessitano di essere eseguiti per far danni, e non è che si eseguono da soli
      il problema di questi malware è che l’utente spesso esegue roba a caso senza accertarsi che sia sicuro.
      e se l’utente è ingenuo non c’è sistema operativo che ti possa proteggere.
      se io faccio uno script contenente la strainga
      rm -rf ~/
      e tu esegui questo script la home ti verrà cancellata quindi perderai tutti i tuoi dati personali, i file, le foto, i video ecc.. ma non è che è linux a non essere sicuro, ma sei stato tu ingenuo ad eseguire uno script malevolo

      • Kim Allamandola

        Non se hai un backup ben fatto ed un “filesystem” o come piace a me data storage system ben fatto (es. zfs con snapshot opportuni) 😀

    • Aster

      Stai parlando di un kernel del 2008,forse il reparto it ha bisogno di un corso di formazione,un protocollo come open SSL che fa guadagnare miliardi alle aziende e mantenuto da 4 persone di qui 2 per hobby non come primo lavoro e pure la gente nonostante hearthbleed non ha imparato la lezione

    • carlo coppa

      In ogni caso nulla a questo mondo è sicuro, nemmeno la nostra vita lo è ! Poi c’è il sistema più sicuro e quello meno sicuro. Non bisogna mai credere agli estremismi…per cui si, Linux è più sicuro di Windows grazie alla sua struttura ma questo non significa essere sicuro al 100% perché niente lo è !

    • Kim Allamandola

      All’estremo? Si. In pratica su Windows non hai scelta ovvero non puoi arrivare a configurare un sistema ragionevolmente “sicuro”, su GNU/Linux se non fai tu, di tua esplicita volontà cavolate assurde lo sei ragionevolmente by default.

      Poi certo se tieni Samba aperta su internet o un ftp (senza s, davanti o dietro) non puoi certo dar la colpa al sistema eh! Anche un caveau superblindato, ma con la porta aperta, permette al ladro di entrare senza fatica e non puoi paragonare la sua sicurezza ad una baracca solo perché qualche ***** ha lasciato la porta aperta (o dei servizi che non son fatti per star on-line esposti al mondo).

      • ekerazha

        E’ almeno da Windows Vista con l’introduzione dello UAC che Windows è “ragionevolmente sicuro”.

        • Kim Allamandola

          Non per me: non ho modo di sapere cosa fa sotto il cofano e genera un mucchio di traffico di rete.
          Qualsiasi cosa che non sia FOSS non è sicura a priori. Qualsiasi design (foss’anche FOSS) che assuma l’utente idiota e cerchi di compensare via software non è sicuro a priori. Qualsiasi “feature di sicurezza” che si possa classificare come nagware non è sicura a priori.

          • ekerazha

            Ah ma non lo sai nemmeno se è FOSS, sempre che tu non compili da sorgente ogni cosa, senza usare i precompilati delle varie distribuzioni, e prima di farlo non ti studi ogni riga del codice sorgente.

          • Kim Allamandola

            Le distro han sistemi pubblici di build e hash su ogni binario compilato (almeno quelle che utilizzo, ove non compilo io) quindi si ho un certo margine di sicurezza, senza contare che una distro è tipicamente sviluppata da n soggetti diversi sparsi per il mondo che sono anche i primi utenti della distro e proprio per questo la sviluppano. Dall’altra parte hai una sola azienda che lavora in forma riservata ed il cui scopo è venderti un prodotto/servizio. La differenza mi pare assai chiara e netta.

          • ekerazha

            L’hash non ha nulla a che fare con eventuale codice malevolo, puoi avere l’hash anche di un binario malevolo. Se non verifichi 1 a 1 ogni singola riga di codice e la compili tu stesso (ovviamente devi compilare tu stesso anche il compilatore, perché pure quello potrebbe inserire codice malevolo) sono solo chiacchiere.

          • Kim Allamandola

            Hash di gcc integrati nel binario, non md5&d dello stesso a parte.

          • ekerazha

            Stesso discorso

          • Kim Allamandola

            Una curiosità: sai come funzionano? A parte questo no, non è lo stesso discorso. Poi se dal tuo punto di vista lo è considera pure Windows sicuro ma non pensare che altri condividano questa opinione.

            Se mi dici fw vari dall’uefi a quelli di nic/hd/dispositivi usb ok. Ma purtroppo per quello, ad oggi, non abbiamo scelta. Se mi dici che le vecchie LispM ove le source giravano direttamente sul processore eran meglio ok. Ma che Windows == una distro FOSS con un package system binario mi spiace ma è una boiata pazzesca.

          • ekerazha

            Perché sei prevenuto. A livello tecnico tra usare un binario precompilato da codice open o closed non cambia nulla, in entrambi i casi non hai alcuna certezza. Ti rimane solo la “fede”.

          • Kim Allamandola

            Non proprio identico ma comunque, come già scritto se mi dici che avere macchine tipo le LispM che fan girare direttamente delle source sul ferro, siamo d’accordo ma ad oggi dire che puoi fidarti di Windows o di Arch allo stesso modo perché non hai compilato tu in prima persona… ‘Somma non è proprio così digeribile. Allora potrei dire che non mi fido del codice che non ho letto in prima persona, compilatore eventuale incluso. Per carità, ha degli elementi di verità ma è come dire che una bistecca ed una merendina sono cibo senza distinzione.

          • ekerazha

            In effetti tra Microsoft e un team di sviluppo amatoriale, forse mi fiderei più di Microsoft. E parlo da ex contributor di Arch.

          • Kim Allamandola

            Questione di gusti, io mi fiderei, ovviamente se sono costretto a fidarmi, cosa che nel mondo FOSS non avviene in genere, di una community poiché questa è composta da soggetti diversi con il “prodotto” quale interesse comune, mentre l’azienda che sviluppa software è solo interessata a venderlo.

            A parte ciò nell’IT c’è un vecchio detto (che io estendo leggermente): (the need) of trust is a weakness. Nel FOSS puoi scaricarti le source, compilarle, controllare che i packagers e la distro non abbian fatto cose strane ecc. Con software Microsoft non puoi.

            Per curiosità preferisci poter scegliere di fidarti potendo controllare quando vuoi o essere costretto a fidarti. Per di più pagando profumatamente ed essendo costretto a sopportare le scelte della casa madre?

          • ekerazha

            Sostanzialmente nessuno si mette a controllare ogni singola riga di codice di qualsiasi cosa e poi se la compila, anche perché come già detto dovresti controllare anche il compilatore stesso, il quale però deve essere a sua volta compilato e quindi entri in un circolo vizioso nel quale prima o poi ti devi comunque fidare di qualcun altro. La presunta trasparenza dell’avere a disposizione il codice sorgente è solo un’illusione, per progetti di una certa complessità non lo controllerai mai nemmeno se ne avessi la possibilità. Inoltre pure le varie Canonical, Red Hat ecc. hanno un business dietro ai loro prodotti. Ma pure i progetti community-driven campano con donazioni ecc.

          • Kim Allamandola

            Gcc come Linux sono sviluppati da migliaia di soggetti diversi, i diritti di commit sono vagliati dalla community. Per fare un paragone è come la società: sappiamo che ci sono vari tipi di malviventi ma non sono affatto la maggioranza e abbiamo sviluppato nel tempo anticorpi per questo. Lo stesso vale nella community. Un’azienda è una dittatura ove l’amministrazione comanda e gli altri obbediscono ed il cliente non ha alcun ruolo in questo. Questa è la differenza.

          • ekerazha

            Non hai alcuna certezza che il binario che scarichi corrisponda a sorgenti e commit che vedi.

          • Kim Allamandola

            Posso fidarmi, se non potessi potrei sempre scaricare le source, magari tenendo un clone in locale dell’intero repo, storia completa, e compilarmi la release, la head o quel che mi interessa.

            Ho smesso di usare Gentoo anni fa perché non avevo abbastanza tempo per tener aggiornato un desktop intero via source, ma posso sempre ricominciare, se avessi qualche dubbio. Per alcuni sistemi critici compilo via source, sempre, idem per alcuni software. Su Windows che posso fare?

            Ps che posso fare col fw del mio disco, il microcode Intel, il fw della mia nic, l’UEFI della mobo ecc?

            Se cerchi la “perfezione” auguri, ma questo non vuol dire che “tutto il resto” sia sullo stesso piano. Il mondo non è bianco o nero né in genere un modello matematico, in effetti il modello è la nostra personale “sintesi” della realtà ove si cerca la perfezione, facendo il possibile per avvicinarcisi.

          • ekerazha

            Non basta, perché comunque useresti un compilatore sul quale a sua volta non hai alcuna certezza. L’illusione della trasparenza è peggio della consapevolezza della non trasparenza.

          • Kim Allamandola

            Tirerò giù dal sottotetto la vecchia LispM…

            La consapevolezza che non c’è un sistema sicuro al 100% c’è, ma c’è anche la consapevolezza che vi sono vari gradi di potenziale insicurezza. Dopotutto tu esci di casa con porte e finestre aperte perché tanto se un ladro si impegna entra comunque? O magari chiudi porte e finestre normalmente? O metti una mitragliatrice automatica con tante munizioni ad ogni entrata, un campo minato nei dintorni ecc? Anche se lo fai non hai la sicurezza totale, ma c’è una bella differenza rispetto al lasciare tutto aperto no?

          • ekerazha

            Ma se non sai cosa c’è nel binario non c’è alcuna differenza, è questo il punto.

          • Kim Allamandola

            Allora utilizza felicemente Windows 10+ no? Tanto anche li non c’è alcuna differenza, è un sistema come un altro, ha una GUI con supporto al mouse e effetti vari, una serie di browsers, web e file, una serie di software. Perché usare altro? Li hai la sicurezza di una solida azienda dietro.

          • reproducible-builds

            Scusa, ma allora le reproducible-builds a che servono?

          • Edoardo

            Ma che stai dicendo? Dei pacchetti che scarichi dai repository (con APT per esempio) viene verificato l’hash e la firma digitale, quindi impossibile scaricare malware.
            Se poi hai il computer infetto a prescindere, quello è un altro discorso.

          • ekerazha

            Vedo che non hai capito nulla di ciò di cui si sta parlando. Come fai a sapere che il binario precompilato non contenga codice malevolo?

          • Edoardo

            Ah beh se non ti fidi dei mantainer dei repository non ti fidare neanche delle iso che trovi sul sito di Ubuntu/Debian.

          • ekerazha

            Appunto

  • Martinix

    mmm su opensuse i delta son gia usati da secoli….

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