Windows store accoglie Linux.

Il secondo giorno dell’evento #Build2017 è terminato con un annuncio molto interessante da parte di Microsoft. No non è uno scherzo: la casa di Redmond sta per portare Ubuntu, SUSE Linux e Fedora, quindi 3 tra le più importanti distribuzioni del mondo GNU/Linux, sul suo store.

Grazie a questa novità sarà possibile usufruire delle funzionalità delle distribuzioni Linux direttamente in Windows 10, senza la necessità di dover installare una macchina virtuale o usare il dual boot.

Virtualization is the way

ubuntu windows store

Ovviamente non stiamo parlando di un’installazione nativa, ma di virtualizzazione, che verrà gestita direttamente da Windows. Una nota particolarmente interessante è che, essendo scaricabili da Windows Store, Ubuntu e le altre distro gireranno anche su Windows 10S, per la gioia di tutti gli studenti che vorranno scrivere codice su un sistema operativo open source o imparare ad usare il terminale di un OS Unix-like.

Questa scelta da parte di Microsoft potrebbe portare una buona fetta degli utilizzatori di Linux ad optare direttamente per Windows 10. Certo, i veri utenti Linux non cambierebbero mai un’installazione pulita per una soluzione di comodo, ma bisogna ammettere che l’idea di Microsoft è geniale dal loro punto di vista.

Cosa ne pensate?

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  • CharlieP

    Mi sembra una semplificazione delle macchine virtuali e nulla di più. Mi chiedo però, come vengano gestiti gli aggiornamenti. Se via WS o se bisogna fare un vero e proprio upgrade tramite gestore di pacchetti. Sarebbe interessante se riuscissero a implementare il drag & drop dei file tra Windows e Linux (e viceversa) visto che su Virtual Box Questa feature ancora non funziona.

    • Bhe su VB basta condividere un disco con Extension Pack si può fare, così pure il copia incolla bidirezionale, comunque windows con dentro linux non ha senso se non a scopo didattico, meglio il contrario

      • CharlieP

        Non conoscevo questo Extension Pack, grazie per il suggerimento, mi documenteró meglio perché il copia incolla tra OS e VM è una funzione di cui avrei veramente un gran bisogno. Grazie.

    • Dino Artino Martinello

      in vmware si può fare in scioltezza ma cmware è superiore a vbox

      • Giandomenico De Tullio

        figurati esxi e linux dentro esxi dentro workstation che gira su un Windows10pro, che è in dualboot con fedora24.

  • Psyke Dady

    A me servirà tantissimo, aspettavo da non poco questo momento

  • Jurgen Weiss

    Penso possa essere utile per farsi un’idea di cosa potrebbe essere GNU/LINUX senza dover installare, visto che molti utenti Win non si sognano di abbandonare il rassicurante Win verso l’incognita LINUX, soprattutto dopo l’arrivo di UEFI .
    Ma com già scritto qui, come sarà la gestione aggiornamenti o installazione pacchetti?? Mahh…
    L’idea di per sè è carina. Bisognerà vedere se funziona, non solo il software ma l’idea stessa di farlo girare così. A parer mio i rischi sono questi: o un utente win si ferma a questo stadio, e di certo Linux non perde soldi non essendo una distro commerciale ( mi correggo subito…Suse linux lo è!!!), oppure quest’idea potrebbe spostare qualche utente verso Linux… Microsoft si da la zappa sui piedi? Secondo me no!

    • DeeoK

      Tieni conto che sarà tutto da linea di comando.
      Gli utenti finiranno solo con il convincersi che Linux sia una CLI.

    • Franco Fait

      Come già fatto notare da Elmo Therto nel suo intervento

      Non è altro che il già esistente “Windows Subsystem for Linux” che però supporterà anche altre distro oltre Ubuntu.
      Certe news di lfll per come sono esposte fan semplicemente ca.are. Sullo
      store ed a limitato uso di chi fa sperimentazione , quindi senza
      garanzia alcuna verranno resi disponibili ne più ne meno che i subsystem
      alternativi a ubuntu. Ma sarebbe sufficente farsi una adeguata ricerca
      in rete per trovare guide e quantaltro utile per poter abilitare
      subsystem linux con Suse , RedHat , Debian ecc fin d’ ora .

  • Elmo Therto

    Leggendo i commenti mi viene il dubbio che molta gente non abbia granchè capito come funziona.

    Non è altro che il già esistente “Windows Subsystem for Linux” che però supporterà anche altre distro oltre Ubuntu.

    Al momento niente software grafici (se non installando un server X in windows), ma solo console.

    La macchina ha accesso al file system di windows e solo a quello, non c’è drag&drop o altro.

    • Franco Fait

      Hai perfettamente ragione ,’ Windows Subsystem for Linux’ alla resa dei conti non supporta solo Ubuntu , può supportare qualunque distribuzione a condizione ‘ saputo come ‘ e sopratutto entro quali e ben definiti limiti . Il fatto che molti utenti ritengano tanto rassicurante il SO di Microsoft , non lo rende in realtà affatto più rassicurante, ma denota anzi una profonda e totale ignoranza di massa. Microsoft non si stà dando la zappa sui piedi , a darsela sono i suoi utenti , in linea di massima molto più onti che enti

  • Luciano Buffo

    Installo Linux e poi ci metto al massimo Windows su macchina virtuale ?

  • Simone Picciau

    Si ma qui dite:

    Grazie a questa novità sarà possibile usufruire delle funzionalità delle distribuzioni Linux direttamente in Windows 10, senza la necessità di dover installare una macchina virtuale o usare il dual boot.

    E poi:

    Ovviamente non stiamo parlando di un’installazione nativa, ma di virtualizzazione, che verrà gestita direttamente da Windows.

    Quindi è virtualizzazione oppure no? Si può capire come funziona?

    • Matteo Gatti

      E’ il windows subsystem for linux. Non necessita di software come virtualbox quindi
      Non è una macchina virtuale;
      Non è un container;
      Non è una distro Linux.

      Ma allora cos’è?

      E’ un modo, pensato da Canonical in collaborazione con Microsoft, per eseguire applicazioni Linux (e i comandi Bash) nativamente su Windows e funziona grazie ad un’interfaccia compatibile col kernel Linux. Chiaramente questo subsystem richiede meno risorse rispetto all’uso di un qualsiasi sistema operativo in macchina virtuale.

    • Samael

      Te lo spiego io.
      Partiamo da un presupposto: su BSD e su Solaris esiste da anni. Su BSD potremmo forse dire da più di 15 anni.
      Ma anche su Windows esiste da sempre questa tecnologia. Solo che qui Canonical ha voluto giocare di marketing dicendo “l’ho inventata io!”.

      Si tratta di traduzione delle syscall.
      Ogni binario eseguibile, quando viene lanciato necessità di due cose:
      – un loader;
      – un kernel che risponda alle chiamate;

      Su Linux il loader si chiama ld-linux . so (lo trovi in /lib o /lib64).
      Esso semplicemente non fa altro che leggere i primi bit del binario che stai lanciando, in modo da leggere quello che viene definito “numero
      magico”.
      Il numero magico è quella sequenza che serve a far capire al loader che tipo di interprete deve essere lanciato per poter eseguire
      il binario.
      Un esempio di numero magico è lo shabang che usiamo negli script: #!.
      Questo serve a far capire al loader, che ciò che viene definito di seguito è l’interprete che si occuperà di gestire il programma che stiamo
      lanciando.
      Non a caso, esso viene usato solo quando dai i permessi di esecuzione agli script, e sempre non a caso esso ha valore solo quando sta nella PRIMA riga.
      I binari “normali” hanno invece la sequenza binaria corrispondente all’ASCII “ELF”.
      Questo fa sì che ld-linux . so non chiami un altro interprete, tipo python, ma tenga lui stesso in carico l’attività ed esegua l’applicazione.

      Ora, una volta che il loader lancia il binario, quest’ultimo comincia a chiamare alcune funzioni che sono di proprietà del kernel (allocazione, semafori ecc.).
      Queste funzioni sono chiamate syscall (chiamate di sistema).
      Senza di esse un binario non può di fatto funzionare, perché ad esempio non ci sarebbe possibilità di avere la porzione di memoria richiesta allocata.

      Come funziona quindi Windows Subsystem for Linux?
      Semplice: ha un driver (lxss . sys) che si occupa di tradurre le chiamate Linux in chiamate NT.
      Pensa a quando vai all’estero ed hai un traduttore con te. Tu parli Italiano e lui traduce nella lingua del posto, e viceversa.
      In questo modo siete entrambi in grado di comunicare, così come grazie ad lxss . sys il kernel NT ed i binari Linux sono in grado di comunicare fra loro.

      Come ti dicevo all’inizio, FreeBSD ha questa funzionalità (linuxulator . ko) da anni.
      Solo che a differenza di WSL non ha bisogno di un loader esterno.
      FreeBSD infatti usa il suo stesso loader per lanciare binari Linux. Perché?

      Perché i binari ELF hanno un flag speciale nell’header, visibile tramite il comando readelf -h, che indica il tipo di binario (o per dirla in termine tecnico, il brand).
      I binari Linux/UNIX hanno “UNIX – System V”, mentre quelli FreeBSD hanno il suo nome.
      Quindi quando il loader di FreeBSD nota il brand “FreeBSD” non usa linuxulator, perché sa che quello è un binario nativo, mentre quando trova “UNIX – System V” sa che deve usare le Linux ABI di linuxulator per eseguirlo, in quanto è un binario Linux.

      Il kernel NT NON è in grado di leggere il numero magico. Se hai notato, Windows fa un uso sterminato delle estensioni al file. Se tu le cambi, non importa cosa esso contenga, perché verrà identificato in un altro modo.
      Tipico caso, quello dei primi virus scritti in Batch DOS che venivano rinominati per confondere l’utente.
      Questo però si scontra con ciò che è UNIX. Da noi le estensioni non servono, perché sono solo parte del nome del file. Sono un abitudine presa a causa dell’influenza di Windows, ma che di fatto non hanno alcun valore.
      UNIX è sempre in grado di distinguere un JPEG da uno script Python, perché controlla il numero magico.
      Questo fa sì che i binari su UNIX non abbiano estensione. Su Windows è ” . exe” ma su UNIX non c’è.
      Quindi per NT quelli sono meri “FILE”. Non sono eseguibili in alcun modo.
      Difatti, se provi su Windows 10 a lanciare un applicazione Linux fuori dal WSL essa non partirà mai.
      Quindi come fa Windows ad eseguire applicazioni Linux? Usa un wrapper chiamato bash . exe.
      Questo non fa altro che fare da interprete per C:Users$tuo_nomeAppDataLocallxssrootfsbinbash.
      Lui legge il numero magico, capisce che è ELF e chiama lxss . sys per mettere in piedi il subsystem Linux, che è una specie di container apposito.
      Da lì in poi lxss farà da intermediario presso il kernel NT, in modo da rendere possibile l’esecuzione dei binari Linux su Windows.

      E ti dirò di più: l’uso del subsystem non è nemmeno una cosa che ha inventato Canonical, perché è insito nella natura di NT.
      Quando NT venne progettato, i suoi ingegneri (parliamo dei geni della DEC come Dave Cutler che crearono OpenVMS, mica incompetenti) lo strutturarono in maniera molto elegante.
      Il kernel NT vive in un ambiente a sé stante dal resto dell’OS. In sostanza, Windows è un OS potremmo dire “virtualizzato” nel kernel NT.
      NT ha un suo set di funzioni (Native API) non documentate e quindi non accessibili, se non tramite reverse engineering, al pubblico.
      Gli sviluppatori non devono usare le Native API, bensì le API del subsystem a cui fanno riferimento.
      Quando tu sviluppi le applicazioni Windows, lo fai usando le Windows API, ovvero le API che fanno riferimento al subsystem Win32.
      Quando tu chiami una applicazione Windows essa gira nel subsystem Win32 (csrss . exe), che a sua volta chiama un suo driver, win32k . sys, che fa traduzione di syscall presso NT.

      Esatto: anche le applicazioni Windows usano traduzione di syscall! Difatto NON esistono software Windows nativi, perché qualunque software può girare su NT, a patto di
      avere un traduttore di syscall.
      La traduzione di syscall non avviene nemmeno all’interno del kernel stesso, ma in uno spazio apposito chiamato “Executive”.

      Windows, come dicevo all’inizio, ha sempre usato questa tecnica. D’altronde se tu oggi sei in grado di eseguire software su quell’OS è proprio grazie a tutta questa struttura.
      Quindi capisci bene che Canonical qua non ha nulla a che vedere. Semmai avrà aiutato nelle syscall Linux, ma niente di più.

      Ecco perché quando le persone dicono che Windows fa schifo e dovrebbe cambiare kernel non sanno di che parlano.
      Il kernel NT e l’infrastruttura circostante (l’Executive) è una delle migliori in circolazione, ed il suo design è talmente ben fatto che lo rende molto più flessibile ed evolvibile nel tempo.
      Ciò che è un cancro su Windows è il subsystem Win32 che è pieno zeppo di roba legacy.
      Ma qui entriamo in una storia più lontana: Win32 è nato come un subsystem di compatibilità con Win9x (Windows 3.1, 95, 98, Me), e quindi come una soluzione temporanea. Questo serviva ad NT a renderlo più compatibile possibile con il software di Win9x in modo da agevolarne la transizione.
      Windows NT all’epoca aveva anche un susbsystem UNIX (non sto parlando di SFU, che è un subsystem POSIX originariamente chiamato OpenNT che venne integrato in Windows dopo che Microsoft acquistò l’azienda che lo sviluppava) per eseguire software UNIX ed uno OS/2 per renderlo compatibile con quell’OS.
      In realtà era proprio il subsystem OS/2 a dover diventare quello di default, solo che la troppa compatibità di Win32 ha giocato a sfavore di Microsoft.
      I produttori di software infatti usavano una sola API e potevano rendere il proprio prodotto con entrambe le versioni di Windows.
      Naturalmente una volta entrati in questo circolo vizioso, non si può più uscire tanto facilmente.
      Per questo, quando Microsoft si rese conto che era troppo tardi per indirizzare il problema nella soluzione da loro auspicata, eliminò i subsystem POSIX e OS/2 e lasciarono solo quello di Win32.
      Ecco perché per molti utenti questo nuovo WSL sembra un’innovazione incredibile. Perché è passato talmente tanto di quel tempo che i nuovi utenti o quelli poco informati non sanno nemmeno come è progettato Windows NT.

      UWP (le app modern in Windows 10) è il nuovo tentativo di proporre un subsytem alternativo a Win32, in modo da indirizzare lì lo sviluppo futuro di software.
      Ma il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti per gli stessi motivi che vent’anni fa spinsero Microsoft a lasciare gli altri due.

      Se non sono stato chiaro, dimmelo pure, così cercherò di essere più umanamente comprensibile. 😀

      • Psyke Dady

        complimenti davvero, mai letto qualcosa di più chiaro ed efficace

      • Simone Picciau

        Grazie mille, e complimenti per la tua cultura informatica.

      • Danilo Mancino

        Come sono Redox-os e il nuovo OS di Google, entrambi basati su archittetura a microkernel, rispetto agli OS?

        • Samael

          Mah, sui microkernel bisogna andarci con i piedi di piombo.
          Ancora di OS consumer mainstream completamente basati su questa architettura non ce ne sono. macOS ha XNU che è un Mach ibridizzato da codice BSD ed NT è anch’esso ibrido.
          Che l’architettura monolitica abbia fatto il suo tempo è palese dai grossi limiti che essa pone (non sempre possibile il restart di un driver malfunzionante senza reboot della macchina, rischio crash e codice tendente al bloat), ma che una soluzione 100% basata su server comunicanti tramite protocollo + driver totalmente in userspace sia la soluzione è tutto da dimostrare. Per ora l’unica dimostrazione che abbiamo è la perdita di prestazioni. E ciò non giova di certo ai microkernel.

          • Danilo Mancino

            Grazie per la risposta

      • alex

        Vorrei una raccolta di queste tue tante spiegazioni ormai sparse nei vari post! Una cosa tipo “Pillole di Samael” 🙂
        Grazie!

      • ange98

        E ti dirò di più: l’uso del subsystem non è nemmeno una cosa che ha inventato Canonical, perché è insito nella natura di NT.

        Ciao Samael, ho trovato la parte dei subsystem di NT molto interessante: per caso avresti qualche link da fornirmi al riguardo per poter approfondire il discorso?

        • Samael

          Potresti cominciare con questo: https : // en . m . wikipedia . org / wiki / Architecture_of_Windows_NT

          Poi se il tuo obbiettivo è studiare l’architettura a livelli avanzati c’è una sola via da seguire: Windows Internals di Mark Russinovich.

          • ange98

            Ti ringrazio 🙂

  • xela92

    Non è virtualizzazione, è un sistema nativo con una componente che trasforma le chiamate Linux in chiamate native Windows e viceversa. Quindi se fatto bene è meglio di una virtualizzazione, ma peggio di un sistema installato e avviato per conto suo

    • Elmo Therto

      resta piuttosto veloce, ad essere sinceri.

      Le performance di ubuntu in win10 sono abbastanza simili a ubuntu installato nativamente (c’è da valutare caso per caso)

      Alcune volte, addirittura, ubuntu in windows 10 è più veloce:
      “Stream memory benchmarks show better performance with Ubuntu on Windows than Ubuntu itself”

      Il fattore limitante risulta il filesystem di windows e li c’è gran poco da fare.

  • DeeoK

    “per la gioia di tutti
    gli studenti che vorranno scrivere codice su un sistema operativo open
    source o imparare ad usare il terminale di un OS Unix-like.”
    La prima parte è chiaramente sbagliata (sei comunque su Windows) e la seconda è vera.
    Il problema è che nel complesso impari ad usare solo la shell e quindi non c’entra poi molto con l’uso di una vera distro GNU/Linux.

    • Aster

      Si almeno e già qualcosa;) piuttosto che spendere 1 settimana di elezione a imparare i comandi

      • DeeoK

        Che elezione? XD
        Comunque i comandi della shell si imparano in fretta, poi è tutta una questione di pratica.

        • Aster

          lezione:) scusa il correttore suggerisce perche siamo in tempi di elezioni “sistema operativo”anno 2 informatica

          • Giandomenico De Tullio

            Santo Kernel, #cheamarezza. -_-

          • Aster

            😉

  • felicemarotta

    Da quando ho abbandonato Windows e sono passato a Linux vivo in pace e in tranquillità (quasi).
    Non ho più blocchi di sistema, non ho più intrusioni da virus (quantomeno non me ne avvedo), i soft che mi servono ci sono quasi tutti. Posso utilizzare vecchi PC e NB. Non mi lamento insomma e la voglia di far ritorno a Windows non si sente.
    Però, è accaduto per ben 3 volte negli ultimi mesi di dover far ricorso ai S.O. Microsoft. Ci sono programmi (tanti) che non girano con Wine e Magix Video è uno di questi.
    Or bene ho scaricato la demo di Magix Premium 2017 e l’ho installata su una versione W7 -licenziata-, l’ho provata ed ho spento il PC. Alla successiva riaccensione mi è comparsa una schermata nera e il puntatore che “navigava” sullo schermo! Soluzione di ripristino: NESSUNA!
    Ho installato una versione W10 (quella gratuita), testata, installato il software che volevo provare e spento il PC. Al riavvio qualcosa mi sembrava non funzionasse. Infatti premendo il pulsante “AVVIO” -sotto a sinistra- non compariva più il menù!
    Soluzione: un marchingegno di collegamento alla cartella programmi ma di rispristinare il tutto alla normalità neanche a parlarne.
    Resto a Linux.

    • alex

      e se non ti serve fai anche bene! Il bello è che inizialmente avevano fatto anche un buon lavoro con W10, ma poi con i vari fantastici update sempre peggio tra modifiche fatte, inutili servizi aggiunti con relativo appesantimento del sistema e bug vari in aggiornamneto (tipo quello che hai trovato tu sullo start… ). E se vanno avanti così un ssd diventerà d’obbligo da quanto stressa l’hdd….

      • Marcox94

        ioho windows 10 dal primo giorno che mi è comparso l’aggiornamento nei miei 3 pc di casa e devo dire che lo trovo solo migliorato con i vari aggiornamenti,poi ovviamente ognuno può trovare bug diversi,ma questi direi che siano un pò in ogni os

    • Daniele Cereda

      per contro ti potrei citare le ore perse per far digerire driver a vari DE, per far digerire schede, da quella per il wifi a quella video e potrei andare avanti.Tralascio il discorso DE-batteria-laptop che è qualcosa di insolvibile.
      Tolto ciò l’oltranzismo non serve a nessuno e raccontarsi nel 2017 che windows è rimasto a vista è uguale a dire che ubuntu gira oggi come con la 10.10, sono passati gli anni e il lavoro ha cambiato moltissimo di windows, ho 10 su 3 macchine, i clienti più reticenti restano a 7 (un paio di coraggiosi su xp ma oramai siamo agli sgoccioli)e un paio di folli si ostinano a restare a 8o 8.1 perchè , appunto, il loro webmaster (tralasciamo il perchè dar retta al webmaster e non al tecnico che poi deve correre a salvarti le chiappe, ma vabbè)gli ha detto che 10 è il male assoluto (8 e 8.1 invece erano dei gioielli!si certo come no), negli ultimi 3 mesi gli update di 10 mi fanno vivere sereno, niente virus, niente blocchi, niente di niente e giornalmente stresso il sistema all’inverosimile.
      Linux lato desktop serve? No, non te lo ordina il dottore, se vuoi far vivacchiare una macchina vecchia puoi piazzare un DE leggero e performante ed allora linux trova il suo ambiente naturale, consci del fatto che wine è un accrocchio che sul lato software professionali non funziona, fa la porca figura sul lato gaming,m pa parto dal presupposto di chi col pc deve camparci. alternative free? non ci sono, pena perdere tempo e non essere performante, un DB posso farlo con Base a patto di perdere un buon 70% sul lato maschere e pareggiare i conti con righe e righe di codice VBA rispetto ad un Access che mi automatizza molti passaggi e mi fa vivere meglio a botte di macro.
      Bisogna essere obiettivi e se continuerò a dire a chi vuole un server di piazzarci linux, continuerò a dire a chi ci lavora con un pc di usare windows, senza demonizzare ne l’uno ne l’altro.

      • Luca Cavedale

        come non bisognerebbe demonizzare linux perchè alcune volte delle periferiche non funzionano a causa driver che LE AZIENDE dovrebbero rilasciare, non è certo colpa di linux, poi per carità, tutti hanno le proprie esigenze. Io non demonizzo windows, onestamente non mi importa, non ho problemi con linux di nessun tipo ( e col pc ci lavoro sebbene più con le riparazioni sofware/hardware). quindi non concordo sul “consiglio linux sul server, mentre sul desktop no…( anche se appunto dipende dal lavoro)

        • Daniele Cereda

          permetti, una azienda guarda il profitto (giustamente) e se devo imbarcarmi in ricerca e sviluppo per un qualcosa che sul mercato incide il 2% fallirebbero tutti, idem rilasciare il codice, un lavoro fatto va considerato e non demonizzo se qualcuno non apre le sorgenti. è il concetto delle app, quanti sviluppatori per WP ci sono in giro? praticamente una razza in estinzione, perchè non ha senso programmare app per un sistema che non incide nulla nel mercato smartphone.Sul lato professionale mi spiace, ad oggi non trovo software che nella vita di tutti i giorni possano avere alter ego free con le medesime caratteristiche.Possiamo fare ore di discussioni filosofiche sull’estensione dei file, sull’utilità/piacere nell’uso della ribbon, resta il fatto che a livello produttivo , oggi, office ha un rapporto qualità/prezzo più che valido e i competitor non ci sono.Poi sicuramente qualcuno mi dirà che “io con libreoffice faccio tutto” , per esperienza qualcosa che vada oltre la lista della spesa, con macro e codice VBA (excel o access) su libreoffice si sminchia in 5 secondi netti.

          • Luca Cavedale

            Si ma siamo sempre lì, non puoi comunque manco demonizzare Linux lol, per il discorso libre Office, immagino vada più per il discorso excel o acess, già per Word va molto meglio la situazione. PS
            I produttori non rilasciano i sorgenti semplicemente per comodo così da avere controllo ed evitare che la longevità del prodotto sia maggiore di quanto loro vogliano

          • gert

            Sul fatto che office abbia un rapporto qualità/prezzo migliore è una tua opinione. O meglio, probabilmente è una considerazione che deriva dall’uso che fa “tu” di una suite office, dalle “tue” necessità.

            Di fatto però, LibreOffice viene già oggi utilizzato in ambito professionale: evidentemente: evidentemente altri hanno opinioni/necessità/usi diversi dai tuoi.
            Di fatto, LibreOffice è una soluzione più che valida, anche in ambito professionale.

      • gert

        Niente virus, niente blocchi, niente di niente: Windows 10 sarebbe quasi perfetto, se non fosse uno spyware dell’NSA.

        • user1

          Si, all’NSA stanno tutto il giorno a spiare il tuo PC. Gombloddo!

          • gert

            Di certo non il mio 😉

            Comunque c’hai poco da fare l’ironico, lo spinaggio di massa è un fatto assodato ormai da un bel po’. Sul perché abbiano interesse a spiare il PC mio, tuo e di chiunque, altro chiedi a loro.

            https: // en. wikipedia .org / wiki / Global_surveillance_disclosures_(2013%E2%80%93present)

  • Eudora

    L’ho scritto altrove, mi ripeto anche qui. Per me è il solito Abbraccia, estendi ed estingui 🙂

    • gabriele tesio

      quanti allarmismi, secondo me non c’è motivo di preoccuparsi.

  • Giacomo

    “Questa scelta da parte
    di Microsoft potrebbe portare una buona fetta degli utilizzatori di
    Linux ad optare direttamente per Windows 10…” “bisogna ammettere che l’idea di Microsoft è geniale dal loro
    punto di vista”
    Sono d’accordo, e questo è un problema. Canonical avrebbe dovuto richiedere il contrario, cioè che Microsoft contribuisse a far eseguire le applicazioni Windows su Linux, lavorando ad esempio a Wine!

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