Shuttleworth ha ribadito l’importanza di Ubuntu desktop per Canonical.

Il fondatore di Ubuntu è intervenuto all’OpenStack Summit 2017 per discutere il futuro di Ubuntu ma per parlare anche di cloud computing e IoT (Internet of Things).

Ad una precisa domanda circa lo stato attuale di Ubuntu dopo l’annuncio del cessato sviluppo di Ubuntu touch e Unity 8 Shuttleworth ha ammesso che Ubuntu ha fallito nel suo obiettivo principale: diventare un OS mainstream nel settore personal computing (Pc, smartphone e tablet). Ha anche ammesso di sentirsi il responsabile di questo fallimento.

Le parole di Shuttleworth

canonical mark shuttleworth

Personal computing, cloud computing e IoT, ho sempre sognato di avere Ubuntu come sistema principale in tutte e tre le categorie, per la prima abbiamo fallito ma per quanto concerne il cloud computing Ubuntu è il meglio su piazza e in futuro lo sarà anche per l’IoT

Ha poi ribadito che il desktop rimane importantissimo per Canonical ma per il business hanno scelto due strade: cloud, dove sono già molto forti, e IoT che rappresenta il futuro.

L’intervista tocca anche il tema del ritorno di Mark Shuttleworth come CEO di Canonical che ha colto l’occasione per ringraziare Jane Silber (ex CEO) per il lavoro svolto.

Potete ascoltare tutta l’intervista a Shuttleworth nel video integrale qui sotto:

sharing-caring

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  • il punto è che ora canonical devi dare veramente un motivo valido per usare ubuntu al posto di debian con gnome.
    io per esempio dove usavo ubuntu, ora sono passato a debian, se tanto il futuro anche per ubuntu è gnome tanto vale passarci gia da ora e passare alla sua distro madre

    • franco

      Ma anche fedora……Per esperienza personale posso dire che tolto unity, che a parte arch con un po’ di smanettamenti era impossibile da usare altrove, l’esperienza con gli altri desktop su ubuntu è tra le peggiori….kubuntu è un mattone buggato, xubuntu riescono a fornirtela con thunar che impazzisce e altri bug ad oggi irrisolti, gnome semplicemente non riesce a collegarsi ad internet se non via cavo e non capisco proprio perchè visto che con tutte le altre distro va perfino le stesse buntu e software non trova i software, un grosso problema direi visto che sia su debian che su fedora funziona, lubuntu diciamo che che è l’unica che si salva. Speriamo facciano un buon lavoro, perché di alternative ce ne sono.

      • infatti è inaccettbile che gnome software su ubuntu non trova software oppure è lentissimo nel caricamento quando in ogni altra distro gnome software funziona perfettamente.
        i problemi di thunar su xubuntu me li ricordo, ma sono di anni fa con l’uscita di xfce 4.12, ancora non hanno risolto da quella volta? comunque era proprio un bug di thunar.

        • Giacomo Baiamonte

          Leggo i commenti in giro per la rete e cado dalle nubi. Uso Ubuntu Gnome 16.04 da otto mesi con immensa soddisfazione su un thinkpad t440p.
          Per quanto mi riguarda si tratta della migliore esperienza utente che abbia mai avuto fino ad oggi, non mi era mai successo fino ad ora di non avvertire il bisogno di provare una distro o un ambiente diverso dopo un paio di mesi di utilizzo. Lettore di impronte a parte (che fa le bizze su qualunque distro) ogni periferica è riconosciuta out of the box e non ho riscontrato alcun tipo di problema di stabilità nemmeno dopo mesi (e aggiornamenti kernel). Sicuramente c’è un abisso rispetto alle mie esperienza, sempre sulla stessa macchina, con Fedora (freeze continui e problemi di connettività) e con Arch e derivate

        • franco

          Il problema di thunar è di thunar, ma è inaccettabile che mi fornisci un sistema lts con il file manager che si impianta senza apparente motivo ogni volta che rinomino un file o faccio un copia incolla, anche perché su altre distro il problema non c’è, è stato risolto e parlo di xubuntu 16.04 che usa xfce 4.12.

      • Aster

        Hai dimenticato il famoso tearing con compiz quasi dappertutto

    • Simone Picciau

      Beh sai Debian è senz’altro migliore, però può essere seccante che per tutto il suo ciclo di vita hai la stessa versione di firefox (uno a caso tanto per fare un esempio). Ubuntu magari tende ad aggiornare di più i programmi di uso comune. Poi certo se non si impegnano abbastanza, Ubuntu non sarà altro che Debian con l’installer modificato e una interfaccia grafica per installare i driver proprietari.

      • Marco Missere

        Sono sicuro che Ubuntu presenterà GNOME con un occhio di riguardo all’usabilità out of the box, cosa nella quale il Piedone non eccelle di certo.

      • Mario Grasso

        Su Debian hai sempre l’ultima versione ESR di Firefox, hanno cambiato politica da almeno 5 anni.

        • Simone Picciau

          Si però dico io potevano anche metterci pure il più nuovo, non capisco che problema ci sia. Debian 8 ha firefox 45, Debian 9 ancora firefox 45. FreeBSD 10 ti fa installare firefox 52, Mageia 5.1 con kernel 4.4 e gnome 3.14 ti fa installare firefox 52.

          • Mario Grasso

            Perché come ti dicevo c’è l’ultima ESR. Debian privilegia la stabilità, a meno che non installi Sid, ma basta aggiungere il repo del team mozilla per avere Firefox sempre aggiornato all’ultima versione.

    • marcovaldo

      Secondo me gli sviluppatori Canonical useranno Debian stable con Gnome e il wallpaper di Ubuntu.
      🙂

      • JackPulde

        Debian Stable attualmente con jessie ha Gnome 3.14, Stretch (che uscirà probabilmente stabile questa estate) avrà 3.22 e Ubuntu gnome 17.04 ha Gnome 3.24.

        Quindi no, mi sa che ti sbagli 😀

    • JackPulde

      Sono anch’io confuso se tenere Ubuntu Gnome o passare a Debian Gnome… Però Stretch uscirà con una versione già vecchia di Gnome (3.22). Non c’è un modo per tenere una Debian stabile utilizzando le ultime versioni di Gnome?

      • Marco Missere

        No, l’unica è passare a Debian Testing.

      • l’unica è fare il pinning da testing, ma a quel punto comprometti la stabilità del sistema

      • Aster

        Potresti sempre usare una derivata ottima come snowlinux e installare e sopra GNOME 3.24

        • Mario Grasso

          Snowlinux è immondizia vera.

          • Aster

            Perché?!

    • SalvaJu29ro

      In teoria si, ma anche prima di Unity Ubuntu era sulla bocca di tutti
      E il desktop che aveva non era chissà quale esclusiva, era un desktop utilizzato da tutti
      Sono d’accordo con te quando dici che deve mettere la sua impronta su Gnome comunque

    • Marco Missere

      Sono sicuro che Ubuntu con GNOME si saprà distinguere.

      • lo spero

        • Marco Missere

          Ubuntu ha sempre avuto un occhio di riguardo per l’usabilità, e GNOME vanilla non eccelle di certo in ciò.

          • gabriele tesio

            trovo assai interessante il lavoro che sta facendo la system 76, stanno realizzando un proprio tema per unity/gnome che utilizzeranno sui loro pc (è disponibile comunque un ppa che assieme ad un post sul loro blog spiega come avere il loro stesso tema), ed è molto gradevole visivamente, hanno anche detto di voler integrare bene kde connect con gnome, che sarebbe una cosa fantastica, a mio parere se Canonical personalizzasse gnome con un paio di estensioni che migliorassero l’ux (tipo global-menu etc), ci aggiungesse un tema ben fatto realizzato da loro (che quindi sfrutti in una maniera più furba gli spazi dello schermo, per esempio riducendo le gigantesche barre del titolo di gnome vanilla), e ci piazzassero anche una buona integrazione out of the box con i dispositivi mobili sfruttando kde connect per avere notifiche, passare dati dal pc al telefono, rispondere a sms/chiamate etc dal desktop, tirerebbero su una distro esemplare.
            Bisogna però vedere quante risorse effettivamente ci dedicheranno.

          • Marco Missere

            Tempo al tempo, sono sicuro che sapranno fare bene.

    • per un’azienda:
      – supporto tecnico
      – rilasci in tempi certi
      – il supporto a lungo termine dura di più

      per un utente:
      – ppa e maggior supporto di terze parti
      – apparmor preconfigurato
      – un installer che ridimensiona la partizione windows in maniera stupidamente semplice

      (personalmente trovo ubuntu troppo buggata per i miei gusti)
      comunque, bho ti suggerisco di provare Fedora 25, mi ci sto trovando davvero bene. Il trucco è aspettare un paio di mesi dopo il rilascio. Unisce i vantaggi di una rolling (mesa e kernel sempre aggiornati) a quelli di una distro con rilasci. Poi ha copr e un wiki decente.

      • Marco Missere

        Io ho trovato più buggata Fedora di Ubuntu (quanto meno Ubuntu LTS).

        • Kim Allamandola

          Penso come tutti, RH ha perso contro Debian prima ed Ubuntu dopo proprio per questo!

      • no fedora l’ho provata (versione 25) ma non mi ha convinto per niente, mi sono trovato male con i pacchetti che nei repo non c’è niente, rpmfusion mi ha creato problemi di versioni di dipendenze, per isntallare steam voleva downgradarmi mezzo sistema, compreso cups (non ho idea del motivo), poi nonostante avessi installato tutti i pacchetti gstreamer, i video e gli mp3 non andavano con totem, nonostante avessi gia abilitato rpmfusion.
        insomma mi ci sono trovato molto male

        • Luca Cavedale

          ci persi molto meno tempo a configurare debian pura che fedora personalmente ( parlando pure di steam)

          • a me ad esempio debian non mi ha dato alcun problema ne con steam ne con i vari codec o altre configurazioni.
            l’unica cosa è che sono abituato a sudo, quindi mi sono installato il pacchetto e ho aggiunto il mio utente tra gli autorizzati

          • Luca Cavedale

            Già, comando che poi si trovava pure qui come guida ( se non erro scritta da Roberto)

          • 247

            fedora è rognosa con i codec bisogna ammetterlo…la prima cosa da fare dopo averlo installato è aggiornare il sistema…dopo di che, installare rpm fusion e poi mettere in riproduzione un mp3 in modo che il centro software ti chieda di scaricare il codec giusto (che purtroppo sembra che faccia solo dopo aver aggiornato)…comunque sia sta per arrivare il supporto completo all’mp3 con fedora 26 quindi un problema in meno per chi vuole iniziare…per tutto il resto steam a me non ha downgradato niente e funziona benissimo…uso fedora dall’anno scorso ed è la prima distro per la quale ancora non ho avuto bisogno di mettere mano al pc per sistemare qualcosa (windows incluso)…

          • io avevo ovviamente aggiornato tutto il sistema, poi avevo provato sia ad installare i codec a mano (abilitando anche rpm fusion) sia aprire un mp3 o un video e farglieli installare a lui, ma non ci riusciva proprio, non so che problema avesse, ma non sono riuscito a far funzionare i codec proprietari.
            mentre per il problema di steam, fino al giorno prima per installarlo dovevo downgradare una marea di pacchetti, invece il giorno dopo tutto tranquillo, credo che quindi era il repo esterno a non essersi aggiornato insieme ai repo ufficiali e quindi si creavano questi problemi di downgrade, ma sinceramente se la situazione è quella, non mi fido assolutamente di installare un repo esterno con così tanti pacchetti che non è sempre sincronizzato con i rilasci dei repo stabili, va a finire che prima o poi ti incasina qualcosa.

          • 247

            ti premetto che io purtroppo ho problemi con il rip dei cd in mp3, ma riesco perfettamente a convertire files ed a leggerli senza problemi e comunque ciò mi ha permesso di apprezzare il fantastico m4a (che comunque non è una scusante, ma gli sviluppatori non sono stati in grado di aiutarmi)…ad ogni modo per il resto non so dirti in quanto io non ho mai avuto problemi, né con steam né con rpmfusion che tra l’altro è già pronto pure per fedora 27…non ho mai avuto problemi di incasinamento repo, che comunque spesso si possono rimuovere con il comando inverso a quello dato per abilitarli…l’unica cosa di cui mi lamento sono le prestazioni…il mio pc non è molto performante e risento un po’ di lag vari seppur il sistema in genere vada bene, però mi tocca ammettere che windows era più performante con i driver proprietari che su fedora non ci sono…per me, quando uscirà fedora 26 con il supporto all’mp3, un altra chanche gliela dovresti dare 🙂

          • mmm sinceramente non credo che gli darò un’altra possibilità, non mi piace molto come è fatta, l’assenza di molto software che mi serve dai suoi repo.
            per ora preferisco tenere debian testing (o anche debian 9) o archlinux

          • 247

            il contrario a me con debian o ubuntu…ma giustamente a ciascuno il suo 🙂

        • Caterpillar

          hai sbagliato l’installazione di gstreamer, altrimenti totem sarebbe andato tranquillamente.
          Quanto al downgrade operato da Steam: se lo hai installato da RPMFusion non credo neanche se lo vedo al fatto che ti abbia chiesto di downgradare pacchetti del tuo sistema.

          • non ho sbagliato l’installazione di gstreamer, ad un certo punto per l’esasperazione ho anche installato tutti i pacchetti gstreamer-* e anche se aprivo un video o un mp3 e gli facevo installare da solo i codec, non riusciva ad installarne uno (credo proprio quello che gli servisse).

            non credo neanche se lo vedo al fatto che ti abbia chiesto di downgradare pacchetti del tuo sistema.

            che ci posso fare se non mi credi?? è la verità… aspetta se ritrovo il log (che avevo inviato ad un mio amico su telegram) te lo mostro.
            chiedeva di downgradare una 20ina di pacchetti mi pare… tra cui mesa alla versione 12 (molto meno performante della 13 che gia c’era) altri pacchetti che non ricordo, ed infine, mi è rimasto ben impresso cups, mi è rimasto impresso perchè mi sono detto.. che cavolo c’entra cups con steam.
            invece il giorno dopo,riprovando ad installarlo, non mi chiedeva il downgrade, quindi probabilmente era il manutentore del pacchetto steam su rpmfusion che aveva fatto un gran casino, o che semplicemente i vari pacchetti di rpm fusion non si erano ancora aggiornati alla stessa versione dei pacchetti presenti nei repo ufficiali.

            PS: ho ritrovato il log di dnf, non si vede il comando intero, ma solo i conflitti.. comunque nella lista dei pacchetti in fondo trovi pure steam dal repo rpmfusion

            Ritorno ad una versione precedente in corso:
            cups x86_64 1:2.2.0-6.fc25 updates 1.3 M
            cups-client x86_64 1:2.2.0-6.fc25 updates 156 k
            cups-filesystem noarch 1:2.2.0-6.fc25 updates 101 k
            cups-libs x86_64 1:2.2.0-6.fc25 updates 412 k
            gdk-pixbuf2 x86_64 2.36.5-1.fc25 updates 457 k
            gdk-pixbuf2-modules x86_64 2.36.5-1.fc25 updates 97 k
            mesa-libEGL x86_64 12.0.3-3.fc25 fedora 96 k
            mesa-libGL x86_64 12.0.3-3.fc25 fedora 158 k
            mesa-libGLES x86_64 12.0.3-3.fc25 fedora 30 k
            mesa-libglapi x86_64 12.0.3-3.fc25 fedora 49 k
            openldap x86_64 2.4.44-7.fc25 updates 352 k
            p11-kit x86_64 0.23.2-2.fc24 fedora 150 k
            p11-kit-trust x86_64 0.23.2-2.fc24 fedora 130 k
            Esclusione dei pacchetti con conflitti:
            (aggiungere ‘–best —allowerasing’ alla lina di comando per forzarne l’aggiornamento):
            at-spi2-atk i686 2.22.0-1.fc25 fedora 84 k
            at-spi2-core i686 2.22.0-1.fc25 fedora 161 k
            cairo-gobject i686 1.14.8-1.fc25 updates 29 k
            colord-libs i686 1.3.4-1.fc25 updates 199 k
            dconf i686 0.26.0-1.fc25 fedora 100 k
            glib-networking i686 2.50.0-1.fc25 fedora 136 k
            gtk3 i686 3.22.10-1.fc25 updates 4.3 M
            json-glib i686 1.2.6-1.fc25 updates 136 k
            lcms2 i686 2.8-2.fc25 fedora 159 k
            libdbusmenu i686 12.10.2-10.fc24 fedora 73 k
            libdbusmenu x86_64 12.10.2-10.fc24 fedora 73 k
            libdbusmenu-gtk3 i686 12.10.2-10.fc24 fedora 37 k
            libdbusmenu-gtk3 x86_64 12.10.2-10.fc24 fedora 37 k
            libepoxy i686 1.4.1-1.fc25 updates 213 k
            libgusb i686 0.2.9-1.fc25 fedora 46 k
            libmodman i686 2.0.1-12.fc24 fedora 34 k
            libproxy i686 0.4.14-1.fc25 updates 71 k
            libsoup i686 2.56.0-2.fc25 fedora 393 k
            libusbx i686 1.0.21-1.fc25 fedora 67 k
            libwayland-cursor i686 1.12.0-1.fc25 fedora 24 k
            libxkbcommon i686 0.7.1-1.fc25 updates 114 k
            libxml2 i686 2.9.3-4.fc25 fedora 691 k
            mesa-libwayland-egl i686 13.0.4-3.fc25 updates 26 k
            rest i686 0.8.0-1.fc25 fedora 66 k
            steam i686 1.0.0.54-6.fc25 rpmfusion-nonfree-updates 2.6 M

            Riepilogo della transazione
            ================================================================================
            Installati 120 pacchetti
            Rimossi 3 pacchetti
            A versione precedente 13 pacchetti
            Ignorati 25 pacchetti

            è datato 6 aprile (2017)

  • Maudit

    Meglio se chiude tutta la baracca. Dopo Apricity, un’altra derivata inutile in meno.

    • marcovaldo

      Clamoroso! Distrowatch cancella dalla classifica le derivate inutili!
      1. debian
      2. opensuse
      3. fedora
      4. centos
      5. arch
      6. mageia
      7. slackware
      8. freebsd
      9. gentoo
      10. rosa
      11. scientific
      12. nutyx
      13. nixos
      😀

      • Che ottimista. XD

      • seguendo la tua provocazione…
        a che serve scientific linux quando c’è centos? e mageia e rosa?

        • marcovaldo

          Solus me la sono persa nel mare di distro elencate. Ma effettivamente è indipendente.
          🙂
          Mageia e Rosa sono indipendenti. Centos e SL in teoria dovrebbero essere identiche; in pratica Centos viene fornita come iso precompilata da RH, mentre SL viene compilata dai sorgenti RH pubblici dal Fermi Lab.

    • Marco Missere

      Ah già, ora Ubuntu è una “semplice derivata”.

      • marcovaldo

        Ubuntu è una derivata Debian.

        • Marco Missere

          Ma va? Intendo dire che Mint è una “semplice derivata”, Korora è una “semplice derivata”, Ubuntu, come Manjaro, non possono essere considerate semplici derivate.

          • marcovaldo

            Perché Ubuntu non può essere considerata una semplice derivata? Cosa ha di speciale rispetto alla distro madre?

          • Marco Missere

            Ho l’impressione che ti sia perso 13 anni di storia di GNU/Linux.

    • be… dire che ubuntu è una derivata inutile vuol dire non avere il minimo concetto di cosa sia canonical e di quanto è diffusa ubuntu.
      non parlo di desktop (dove comunque è la distro linux più usata oltre ad essere la distro che ha portato maggior utenza nel mondo linux), ma hai presente i server?? ecco li regna ubuntu, eh si, ubuntu è più usata di debian proprio per l’assistenza fornita da canonical, ed è anche più usata di red hat… hai presente il cloud, anche li canonical con i suoi servizi domina incontrastata… sull’IoT è messa bene, e sta puntando molto anche in questo settore.
      insomma ubuntu ha alle spalle ciò che nessun’altra distro ha (a parte fedora e opensuse) ovvero un’azienda, e questa azienda è canonical, le altre distribuzioni, sono tutte realizzate dalla comunità, da appassionati.
      le uniche che mi vengono in mente che hanno dietro grosse aziende sono appunto, ubunut con canonical, fedora con redhat (ma in fondo fedora è solo una base di test per RHEL) e opensuse (che si basa su Suse enterprise linux).
      ci sarà un motivo se aziende come system76 (che vende pc) sceglie ubuntu come sistema operativo, ci sarà un motivo se valve ha preso ubuntu come sistema operativo di riferimento per il supporto dei giochi (steamOS non si basa su ubuntu, ma se guardate lo store, l’intero catalogo ha supporto per ubuntu, qualcuno anche per mint e steamOS, ma sono comunque meno di quelli che supportano solo ubuntu).
      ubuntu che piaccio o no, non può essere considerata una semplice derivata.
      perchè ok deriva da debian, ma ubuntu è molto di più dell’ennesima derivata.

      • alex

        immagino fosse solo una battuta provocatoria 🙂
        Ubuntu è la distro che ha permesso veramente a tutti di poter utilizzare linux.

        • potrebbe anche essere, ma nel tempo ho visto parecchi “hater” di ubuntu che la criticano senza motivo solo perchè è adatta anche all’utente nuovo e quindi per loro è una distro per “incapaci” (o cose simili).
          quindi il suo commento potrebbe anche essere provocatorio, ma non è detto visto cosa certa gente pensa di ubuntu

          • Maudit

            … era un commento sarcastico sulla falsa riga dei commenti da “hater” all’articolo riguardante Apricity (non che me ne freghi del suo destino).

            I miei motivi di critica a Ubuntu, espressi in altre occasioni, non c’entrano niente con la facilità d’uso e riguardano le politiche di Canonical.

            Sono stato un sostenitore della prima ora di Ubuntu, con donazioni, acquisti di magliette, tazze e cd di installazione da custodire come feticcio; l’ho consigliato ed installato a decine di persone, appena qualche minuto fa un collega mi ha chiesto la cortesia di formattargli un notebook con Vista e metterci Ubuntu (che conosce perché l’ho già installato sul portatile del figlio l’anno scorso).

            Ubuntu non mi ha permesso “di utilizzare linux”, io linux lo uso più o meno dal 95-96. Ubuntu mi ha permesso di eliminare facilmente Windows in dual boot per tutte le operazioni diverse dai videogames (non che non fosse possibile farlo con altre distro, ma la manutenzione poi era una rottura di @@).

            Ad oggi su qualsiasi distro decente posso usare Steam ed i suoi giochi.
            Steam supporta SteamOS/Linux come sistema operativo, non “Ubuntu”.
            Ubuntu è un’etichetta per non indicare kernel, x server, sistema audio ed altre paturnie collegate.

  • un dettaglio piuttosto importante è che Ubuntu sta per essere quotata in borsa

    • marcovaldo

      Dettaglio interessante. In effetti si parla di una IPO (offerta pubblica iniziale). Tradotto dal legalese: “Un’offerta pubblica iniziale è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato. Le offerte pubbliche iniziali sono promosse generalmente da un’impresa il cui capitale è posseduto da uno o più imprenditori, o da un ristretto gruppo di azionisti, che decide di aprirsi ad un pubblico di investitori più ampio contestualmente alla quotazione in Borsa. L’impresa che promuove un’IPO può scegliere fra le seguenti modalità per offrire sul mercato una quota del proprio capitale azionario: offerta pubblica di sottoscrizione, offerta pubblica di vendita, offerta pubblica di vendita delle proprie azioni e di sottoscrizione di nuove azioni”. Quindi MS può chiedere agli investitori di sottoscrivere azioni di nuova emissione; o vendere le proprie azioni a terzi; oppure vendere le proprie azioni ed emettere nuove azioni nello stesso tempo.

  • Sinceramente non so cosa si inventeranno quelli della Canonical per tenersi il pubblico. Certo allo stato attuale Debian+gnome non è molto differente da Ubuntu+grome. Bho…

    • Kim Allamandola

      MAAS fa una buona differenza, il supporto di Canonical fa comodo a molte aziende… Quel che non so è cosa farà l’utente tipo, quello domestico, quello dei LUG, quello del piccolo ufficio che è passato ad Ubuntu disperato da Windows…

  • Kim Allamandola

    Per me è una pessima notizia (la mia lettura è:abbandoniamo il desktop): Ubuntu non ha sviluppato una gran comunità, è rimasta Canonical-centrica (non che RH col suo modo di aver una community sia meglio eh) ma ha fatto alcune grandi cose:
    – una distro “universale”, dal server al desktop, dal desktop del niubbo a quello del professionista…
    – un desktop “nuovo” come paradigma che piaccia o meno ha avuto un enorme successo
    Unity 7 ha solo fatto sue molte idee comuni prima di lei (chi ricorda i tempi di Gnome 2 con Avant/Cairo dock&c su un fianco e la barra in alto? Skippy-xd? I quick-launcher scrivi&batti invio?) andando oltre la mera configurazione: ha integrato il menù nella barra del desktop prima, poi in quella del titolo, ha applicato agli stessi menù dell’applicazione il paradigma scrivi&batti invio con l’HUD, ha fatto tutto questo con un bel zucchero grafico ed una soluzione che va bene dal niubbo al veterano.

    Questo ad oggi non l’ha fatto ancora nessun altro.

    Ad ogni buon conto abbiamo da tempo problemi che trascendono Canonical: non abbiamo più manco una widget library “grossa&comoda”: le Qt han perso da tempo la strada, le GTk stendiamo un velo pietoso, le vecchie Tk, fltk, … non riescono ad evolvere, le EFL si son perse dalla DR17 di E in avanti, … Questo è un problema ben più grave e vasto di quel che fa Canonical o Ubuntu.

    Non abbiamo, anche a causa di questo, applicazioni desktop “moderne”: dov’è una semplice e leggare suite PIM? La roba Elementary/Gnome recente mostra qualche buona idea ma uno sviluppo irricevibile, Kde non mi pare riesca a muover foglia… Voglio dire Emacs con notmuch, elfeed, org-mode, una buona tassonomia, un po’ di script personali, calfw, …. è un ottimo PIM, se lo conosci già o hai molto tempo per imparare, ma per l’utente medio è come dire “poco proponibile”. L’offerta generale, ovvero anche di os e prodotti proprietari è a dir poco miseranda: le poche “suite” che ci sono sono mostri pensati da qualche commerciale pseudotecnico per aziende che si facciano irretire (non venitemi a dire che si può proporre un mostro come Zimbra, Zarafa, OX, … se non si è MOLTO masochisti). Ragion per cui se si trovasse una base decente, persino le SDL, persino Kivy, e si sviluppasse su questa una piccola serie di applicazioni ben fatte ed integrabili, come org-mode con contatti e mails solo adatto all’utente “domestico” si avrebbe una popolarità enorme, ma non muove foglia.

    Abbiamo un’architettura che non risponde più ai bisogni attuali: non si può continuare con installer degli anni ’80. OpenSolaris aveva iniziato a tracciare una bella strada con lo zfs che aveva aperto la possibilità di ips e dei BE ma la traccia era appena iniziata. E nessuno sembra volerla seguire: quel che serve è poter “configurare un’install” stile preseed/kickstart/autoyast ma senza il bagno di sangue o i limiti di queste soluzioni quindi ci servono nuovi sistemi di storage (lo zfs è un bel punto di partenza, serve “solo” qualche altro layer oltre allo ZPL e RAW) su cui poter fare nuovi pkg-man i cui pkg sian un po’ più gestibili (freebsd-update e IPS han buone idee) grazie a questi nuovi installer. Alla fine della fiera si può teoricamente installare un host locale o n macchine remote con pochi Kb di installer ed automatizzare il tutto con un “banale” file di testo. Un progetto enorme, per gli standard odierni, che nessuno pare voler intraprendere.

    ‘Somma mi pare che il disastro totale di Stallman mi pare più tangibile che teorico…

    Per tornare in-topic… Non so che farò, per me penso di passare ad Arch come desktop ma per i desktop che mantengo non ho opzioni al momento.

    Scusate il lungo post, la sintesi non è mai stata il mio forte…

    • Maudit

      Kim, con queste idee dovresti fare una nuova distro. 😀

      • Kim Allamandola

        Penso andrebbe oltre le mie competenze, per lo meno una distro seria generica e in ogni caso oltre al tempo che potrei dedicarci… Ai tempi dell’uni andavo con Gentoo da stage 1, oggi forse lfs sarebbe un’opzione interessante ma hai presente che mole di lavoro c’è solo per star dietro agli aggiornamenti di *tutti* i software che offri? Senza parlare dei security advisor ecc…

        Seriamente parlando il lavoro sarebbe assai più semplice se le idee del Java o del Go fossero diffuse e comuni, se avessimo dei pkg-man “moderni”, ma… Questo va oltre la distro (ovvero l’assemblaggio del software con al massimo qualche patch per tenerlo insieme in maniera coerente) qui è sviluppare un intero OS… ‘Somma ci vuol gente d’altri tempi 🙁

    • MachineLearner

      Se rileggo i tuoi messaggi in cui profetizzavi la scomparsa di Android e il dominio di Ubuntu Phone, c’è da farsela addosso dal ridere.

      • Kim Allamandola

        Non è forse morto Android? Fuchsia non è forse in sviluppo per sostituire un non più sostenibile/evolvibile Android? Ubuntu Phone, se fosse sviluppato non sarebbe forse un’alternativa a Fuchsia che avendo una community dietro ha più probabilità di evolvere rispetto al primo?

        Non è un’applicazione da milioni di righe di codice la sviluppi o sostituisci in due giorni eh! I miei post han sempre parlato sulla scala degli anni: Android non è sostenibile, ma per sostituirlo ti serve un’alternativa e non è che la sviluppi in 6 mesi come vorrebbe il manager di turno. Ubuntu Phone ha tutte le carte per essere un successo tranne una: la comprensione che un progetto di questa portata richiede ben più tempo di quello impiegato sinora. Qualcosa che nelle scale temporali dell’economia di scuola inglese, che purtroppo oramai permea anche il pensiero del bipede medio, è incomprensibile.

        Ubuntu lato server domina, lato desktop, nonostante tutto, domina su ogni altro GNU/Linux con ampio distacco e ha portato GNU/Linux su desktop “generici”, “dell’utente comune” come mai nessuno ha fatto. Sul telefono è la stessa cosa. Se si comprende che i tempi di sviluppo non si misurano in qualche mese ma in 8/10 anni almeno.

        Altra cosa che non si comprende granché in giro, e che da anni scrivo, è che siamo alla fine di un ciclo tecnologico: filesystem-pkg-man-installer non son più adeguati ai bisogni attuali, librerie/server grafici ed in genere “librerie standard” mano. Questa comprensione ai tempi portò alla nascita di Unix, solo che allora c’eran tecnici a ragionare, oggi economisti.

        • Daniele Cereda

          un consiglio, posa il fiasco, la cirrosi avanza.

          • Kim Allamandola

            Se io devo posare il fiasco qualcuno deve guardare fuori dalla finestra, c’è un mondo oltre la pubblicità eh!

    • Samael

      Sono sostanzialmente d’accordo, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà, Kim.
      OpenSolaris ha potuto tracciare la strada perché c’era Sun dietro, che aveva una cultura legata all’innovazione e al porre soluzioni a problemi REALI.
      Qui si fa la guerra perché SystemV INIT è più meglio perché c’ha lo scripting!1!!1, e non ci si rende conto che tutta l’infrastruttura è spazzatura. GNU è un mostro, a partire dalla qualità del codice che è pessima. GLIBC è qualcosa di talmente orrendo che vien ancora da chiedersi come sia possibile nel 2017 avere una libc che non ha nemmeno una corretta organizzazione delle routine negli header.
      Systemd non è niente di innovativo, perché di fatto risponde ad un problema che su Linux si è sempre avuto: non è mai stato un OS, ma una mera accozzaglia di pezzi a caso.
      Su UNIX, kernel e userland sono sempre stati una cosa sola, come il world di FreeBSD e la OS/NET di OpenSolaris.
      Questo ha fatto sì che non ci fosse bisogno di una soluzione tutto fare come systemd, perché alla fine tutto era già integrato.
      Basta vedere Indiana, dove IPS richiedeva ZFS, così come richiedeva SMF ed FMA. Su Linux un package manager che si integra col gestore dei servizi e con un framework di fault management sarebbe follia, perché si alzerebbe il polverone dei soliti idioti che sbraita che “la filosofia di UNIX è stata violata!1!1!!!” senza nemmeno sapere che cosa sia UNIX, perché probabilmente oltre la loro distro Linux non hanno mai usato altro.

      Qui si combatte ancora per il diritto di scegliersi il file system, andando a scegliere tra roba concettualmente obsoleta come XFS ed EXT4, anziché puntare su BTRFS, che per quanto sia una brutta copia di ZFS e con un design sbagliato nelle fondamenta, è comunque migliore di tutte le altre alternative messe insieme.

      Alla fine systemd è stata la soluzione migliore per Linux, ma per migliore intendo “la meno peggio”.
      Su Linux non si sa innovare. Si sa solo copiare, e male. Ed il problema è sempre lo stesso: la comunità.
      La comunità non ha mai voluto capire che nell’ingegneria del software quello che è importante è il bisogno di CHI USA il software, non di chi lo sviluppa.
      Sun quando progettò lo ZFS, penso a come semplicare la vita di noi sysadmin e al contempo come ridurre la layerizzazione dell’infrastruttura lato storage.
      Morale della favola? Quello che oggi ottieni con LUKS+LVM+ext4, su Solaris lo ottieni con il solo ZFS: storage pool+compressione+dedup+cifratura.

      Ci manca ancora un sistema di tracing SERIO che competa con DTrace. SystemTap è ancora una pagliacciata, ed ormai siamo arrivati a decine di framework di tracing che non hanno un briciolo dell’usabilità e della potenza di DTrace.
      I ragazzi di Joyent su SmartOS hanno mostrato cose pazzesche, come fare tracing con DTrace su un container Docker che gira in una Brandend Zone LX64: tracing+nested containerization.
      Fantascienza se pensiamo che con Linux non sappiamo nemmeno gestire il boot da snapshot, come i Boot Environment di OpenSolaris.

      La verità è che dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento e lasciar perdere il meglio, perché quello l’abbiamo perso anni fa.

      • Maudit

        Ma perché ti devi accontentare? Usa il Solaris della Oracle (o come diavolo l’hanno chiamato) o FreeBSD.
        Chi sono gli sviluppatori che devono farti il sistema come dici tu? La community? Tu sei la community, avvia un progetto e cerca altri che condividano le tue idee. Così come ha fatto questo signore presso netflix:
        http:// www . brendangregg . com/blog/2016-10-27/dtrace-for-linux-2016 . html

        E’ così che funzionano le community aperte. Ho un problema, lo risolvo, lo condivido.
        E’ il bazaar vs la cattedrale. Se vuoi cattedrali è inutile che le cerchi nella community.

        • Samael

          Perché NON ci sono alternative a lungo termine viabili.
          Solaris è morto. Ed Oracle l’ha fatto capire a Gennaio di quest’anno, quando ha definitivamente chiuso lo sviluppo di Solaris 12 ed ha fatto licenziamenti di massa, per concentrarsi sul mantenimento di Solaris 11 e proporre Oracle Linux che gli costa meno, visto che è un copia-incolla di RHEL.

          Quanto a FreeBSD, è una buona soluzione, ma manca di cose come SMF. E non sembra che verranno implementate tanto presto.

          Linux è attualmente l’unico compromesso possibile: sta avendo la tecnologia necessaria con Red Hat, ma manca comunque di soluzioni eleganti.
          Ti faccio un altro esempio: hai mai provato a gestire container su Linux, magari integrandoci la virtualizzazione dello stack di rete?

          Su OpenSolaris, tra Zone e Crossbow, era roba di due minuti e di una facilità talmente disarmante che se chiamavi un bambino di due anni riusciva a farlo anche lui.
          E tramite le funzionalità di import/export e send/recv di ZFS potevi deployare container su larga scala.

          Fallo su Linux, tra LXC e le sue configurazioni oscure e Open vSwitch, così vedi la differenza.
          Canonical su questa cosa ha investito tanto, con LXD che di fatto semplifica di molto le cose, e rende il tutto molto più usabile. Ma non ha la forza necessaria per spingerlo, senza contare che ormai Docker ha preso piede rendendo obsoleto tutto LXC. Vedasi RHEL che l’ha abbandonato ufficialmente.

          Ti devi accontentare, sì. Perché come ho detto prima: questo passa il convento.
          E questo devi prendere.

          • Kim Allamandola

            Il problema è che ne ho già visto passare un po’ di cose e mi girano non poco… Morta l’SGI, morta la SUN, ancora un po’ posso andare a far il contadino perché tanto l’evoluzione tecnologica attuale a quello porterà…

          • Maudit

            Al massimo io ho a che fare con Docker / Vagrant per condividere ambienti di sviluppo, come utente finale.
            Ma che mi dici allora degli altri sistemi unix? Quello della HP e di IBM?
            Dico, avranno strumenti adatti…

          • Samael

            AIX è un buon OS, ma il suo vero punto di forza sono i processori POWER su cui gira.
            Ti parlo da sysadmin AIX/Linux/Windows Server.
            Lato CPU, POWER ha chicche tipo PowerVM che rendono imbarazzanti robe tipo VMware. E ce l’hanno da anni.
            HP-UX invece è il nulla, sia lato OS che lato CPU.
            HP aveva Tru64 UNIX che l’ha acquistato insieme a Compaq, che a sua volta lo prese ai tempi dell’acquisizione di DEC. Quello sì che era un OS fenomenale. Forse negli anni 90 era il miglior UNIX in circolazione. Aveva un signor filesystem, AdvFS, che è stato rilasciato sotto GPL da HP per integrarlo in Linux, ma poi è arrivato BTRFS e non se ne fece nulla.
            Aveva anche OpenVMS, sempre di derivazione DEC.
            Ma entrambi sono stati abbandonati, per far posto ad HP-UX.

            Più in generale UNIX ormai non ha più il mercato di un tempo. Linux ha cannibalizzato il settore per questione di costi ridotti.

          • alex

            AdvFS nemmeno mai sentito, spero però che se si è preferito lavorare su BTRFS questo sia effettivamente migliore. Poi immagino che sia da vedere l’ambito di utilizzo, vosto che comunque parlate di cose che non credo interessino il comune utente.

          • Samael

            Dipende cosa intendi per migliore.
            Se intendi: ha più funzioni, allora sì.
            Se invece intendi come design e come eleganza, no. Ma qui entriamo in un discorso un po’ più grande.
            AdvFS era un file system che già negli anni 90 era a 64-bit (come tutto Tru64 UNIX), ogfriva checksumming e snapshot al volo.
            Quello che non aveva, e che invece ha portato ZFS sono il Copy-on-Write, lo storage pooling e tante altre funzionalità che servivano a semplificare l’infrastruttura lato storage.
            BTRFS è nato come un tentativo maldestro di clonare ZFS su Linux, ma alla fine si è rivelato un eterno prodotto non-finito.
            Questo perché è nato da premesse sbagliate.
            Chris Mason e gli altri accusarono ZFS di essere una rampant layer violation perché integrava un gestore di volumi deprecando di fatto cose come LVM, ma soprattutto di essere solo un ammasso di marketing per via del fatto che è a 128-bit.
            Così pensarono bene di correggere questo design, creando un file system che avesse capacità di storage pooling, ma che non sostituisse totalmente LVM.
            Il risultato? Dopo 10 anni BTRFS non è ancora in grado di gestire correttamente i subvolumi, in quanto il suo design non permette ancora di gestirli singolarmente lato opzioni di mount. Non è in grado di gestire block device.
            Con ZFS puoi creare un block device, chiamato ZVOL, e formattarlo in un altro file system. Su Solaris e FreeBSD viene usata questa tecnica per gestire lo swap.
            Non è a 128-bit, quindi non è in grado di scalare bene a grandi livelli, specialmente nel cloud e nei big data che fanno dello storage una componente fondamentale.
            Questi sono solo un paio di difetti; in realtà ce ne sono molti altri, ma stare qui ad elencarli tutti sarebbe inutile.

          • alex

            Grazie, molto preciso e abbastanza comprensibile anche per i non addetti ai lavori come me 🙂

      • GT

        Giusto un appunto: nonostante l’ira di Stallman, su Ubuntu è possibile usare ZFS in modo semplice senza dover aggiungere manualmente moduli al kernel: basta installare dei pacchetti presenti nei repository ufficiali, se non ricordo male sono giusto un paio. Attualmente sto usando questa soluzione su un NAS che ho assemblato per mettermi al riparo dalla silent data corruption (problema che ho già avuto con il mio archivio di foto) e mi trovo bene, perché non lo consideri nel tuo commento?

        • Samael

          Perché si parla di soluzioni production-grade.
          ZFSonLinux è lungi dall’esserlo, visto che ha ancora problemi con la gestione del virtual memory.
          Senza contare che non hai nemmeno un sistema di fault management. FreeBSD di recente ha creato zfsd, che è un fmd su misura. Su Linux non c’è niente.

          Di sicuro Canonical ha fatto passi avanti nel proporlo lato container, ma siamo lontani dal livello di integrazione di Solaris e FreeBSD.

          • GT

            Non sto parlando di ZFSonLinux: quello è un progetto a parte e so che ha dei problemi (l’avevo provato su Ubuntu e sarurava l’utilizzo della CPU quando provavo a copiare dei file). Sto parlando del fatto che l’ultima LTS di Ubuntu ha il supporto “nativo” per ZFS, l’unica vera limitazione è che l’installer non permette nativamente di installare il sistema su una partizione ZFS.

          • Samael

            Il supporto nativo di ZFS su Ubuntu è quello di ZFSOnLinux.
            Semplicemente Canonical l’ha precompilato e messo nel kernel Linux. Ma il codice è quello.

      • Peter Parker

        il punto di vista sotto cui ha sviluppato la sua analisi qual é? Non mi riferisco al suo, ma se ci sono x,y,z problemi, oggettivamente parlando, chi é che sostanzialmente vanno ad infastidire?
        Comunque mi piacerebbe sapere come faccia ad avere una tale conoscenza dell’argomento e dell’architettura degli os ^_^-

        • Samael

          È difficile stabilire chi vadano ad infastidire, perché molti degli utenti non sanno neanche cosa sia UNIX.
          Usano Linux e quello conoscono. Quindi non possono sapere il vero valore e qualità di una singola tecnologia, specialmente se messa a paragone con la concorrenza.
          Che una roba sia spazzatura o lo stato dell’arte non lo possono capire, perché non hanno niente con cui paragonarlo.

          Diciamo che chi si occupa di IT e che conosce vari sistemi operativi ha un occhio più critico, perché avendo a che fare con diverse tecnologie può farsi un’idea più precisa.

          Per quanto riguarda me, io sono un appassionato di sistemi operativi da quando ero bambino. Mi piace seguire blog di ingegneri e provare le nuove tecnologie.

    • SalvaJu29ro

      Anch’io non riesco a trovarne uno che mi soddisfi al 100%, ognuno ha piccoli difetti fondamentali
      Il mio preferito è Plasma 5, ma alla fine sono costretto a tornare a Windows per programmi inesistenti su Gnu e altri problemi
      Ovviamente quello dei programmi è una notizia vecchia

  • Daniele Cereda

    Mark, di cuore, un consiglio, tiratene fuori, ci fai una figura migliore, abbiamo ancora tutti davanti agli occhi la presentazione “job style” di nero vestito dove decantavi ubuntu phone, convergenza e supremazia, facendo culi a strisce a tutti e tutto, spazzando via in un colpo soalo android,apple e dando al mondo un nuovo senso al telefono pc uccidendo pure MS. Davvero, oramai le tue parole valgono quando il 2 di picche a briscola quando comanda quadri.

  • floriano

    troppi progetti e tutti incompleti, bastava fare limature piccole ogni volta senza ansie da aggiornamenti e partendo da una base solida.

    il nuovo Ubuntu mi sta sembrando deepin.

    comunque unity non l’ho mai sopportato.

    • secondo me semplicemente non doveva esistere mir.
      la convergenza e unity 8 potevano farlo comunque usando wayland, così non dovevano preoccuparsi di sviluppare un intero server grafico ma dovevano solo concentrarsi di sviluppare il DE (unity 8) che si scalava in base alla dimensione dello schermo e ai dispositivi di input (mouse e tastiera oppure touch) unendo tutto questo ad un servizio tipo KDE connect, magari più avanzato per rendere pc e smartphone ancora più uniti tra loro.
      cosa ne so… permettere di usare al volo il pc come secondo schermo del telefono (o viceversa) scambiarsi file velocemente tra pc e smartphone, condividere la clipboard tra i 2 dispositivi, usare il telefono come touchpad del pc, oppure ancora usare la fotocamera del telefono come webcam del pc.
      usare il telefono come telecomando per il pc, da cui poter impostare delle playlist musicali da poter eseguire su pc (come fa spotify insomma) oppure per poter mandare in riproduzione dei video o foto (come ad esempio fa android con le smart tv).
      poter accedere da telefono ai file memorizzati su pc, e viceversa.
      insomma canonical doveva concentrarsi su queste cose senza svilupparsi da se un server grafico, che di certo gli ha creato una marea di problemi e molti ritardi negli anni.
      a quel punto quando la convergenza era pronta, io avrei comprato uno smartphone con ubuntu, e avrei felicemente usando ubuntu su desktop, perchè offriva davvero ciò che le altre distro potevano solo immaginare.
      forse ho sognato troppo in grande, ma sarebbe stata una cosa fantastica avere uno scenario simile.

      • floriano

        a loro credo che interessasse un modo per riciclare i drivers grafici di Android per permettere l’utilizzo delle classiche applicazioni linux…

  • user1

    GNU/Linux = Red Hat. Tutte le altre distribuzioni scimmiottano le innovazioni di questa azienda e non aggiungono nulla.

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