Siamo dispiaciuti nell’informarvi che il sistema operativo Apricity OS non verrà più sviluppato.

Negli ultimi anni abbiamo visto approdare molte nuove distribuzioni basate su Arch Linux, tra le più famose: Manjaro, Antergos, Bridge, ArchBang ecc. Apricity OS era, come le precedenti, una distribuzione Arch-based che aveva acquisito una buona popolarità tra gli utenti GNU/Linux. Dopo neanche 20 mesi dal primo rilascio, avvenuto a Settembre 2015, Apricity OS è ufficialmente morto e non verrà sviluppato ulterioromente.

Il suo successo era dovuto all’interfaccia grafica pulita e intuitiva inoltre era una delle distro che forniva in tempi rapidissimi i packages aggiornati nei repositories.

Purtroppo tutte le cose hanno una fine e sembra proprio che il team di sviluppo dietro ad Apricity OS non abbia più il tempo per portare avanti il progetto e stanno incoraggiando gli utenti a continuare ad utilizzare Linux scegliendo un’altra distribuzione.

Ciao Ciao, Apricity

apricity os

Speriamo che vi sia piaciuto il nostro sistema operativo e che continuerete ad utilizzare Linux in futuro, purtroppo non abbiamo più tempo per sviluppare Apricity. E’ stato un privilegio lavorare per la community che ha reso questa esperienza davvero incredibile per noi.” questo un sunto delle parole degli sviluppatori, trovate l’annuncio completo sul sito ufficiale.

Gli utenti di Apricity OS si staranno chiedendo cosa succederà a breve: semplicemente non verranno più rilasciati aggiornamenti di sistema nè tantomeno patch di sicurezza. Forse sarà possibile utilizzare i repo di Arch Linux per poter ricevere eventuali aggiornamenti futuri. C’è sempre la remota possibilità che qualcuno si faccia avanti e rilevi l’intero progetto. Non verranno più rilasciate ISO e attualmente nessuno ha richiesto un fork per continuare lo sviluppo.

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  • generalmente difendo sempre la diversità, ma in questo caso Apricity non aveva nulla da offrire più di Antergos.

    In ogni caso Apricity (come Antergos) non era un sistema operativo in sè, ma un installer per Arch, motivo per cui la frase

    non verranno più rilasciati aggiornamenti di sistema nè tantomeno patch di sicurezza

    non ha molto senso, almeno finchè Arch esiste

    • esatto.. è la mia stessa “perplessità”.
      non ha neanche senso cambiare distro, tanto di fatto se hai installato apricity, stai usando archlinux, apricity come antergos sono solo un installer grafico che si occupa di rendere semplice il lavoro di installazione e configurazione, e in più aggiunge qualche tema… tutto qua, ma alla fine pariamo sempre di archlinux, quindi gli aggiornamenti continueranno comunque anche per chi ha installato apricity.
      o per lo meno io ricordavo che apricity non avesse alcun repo personale, ma se anche fosse, al limite disabiliti quel repo con realtivi software dipendenti da quel repo e sei nuovamente in una arch pura, senza perdere tempo a formattare e cambiare distro

  • Phoenix

    Eccolo, come volevasi dimostrare l’ennesima ruota-clone di ruote che non funzionano bene.
    Risultato netto: energie sprecate a fare qualcosa che già esiste.
    Ma se avesse speso le sue enrgie nel correggere un qualche utile software libreria o driver? Ah già non avremmo mai saputo il suo nome a meno che non saremmo presi la briga di cercarlo.

    L’ambiente linux ormai sembra come Fantasia morsicata dal nulla.
    (Vedi alla voce ubuntu kill unity e kill mir, e da quando conosco ubuntu .. e parliamo dalla versione 4 ne ho visti di cadaveri di distribuzioni passare sul fiume… tutte più o meno utili, tutte più o meno fatte benino, e tutte più o meno abbandonate per mancanza di fondi, tempo e risorse in genere, tutta energia -mentale economica ecc buttata nel wc).

    E sembra non importi a qualcuno che serva qualche Artax.

    Anzi, se è possibile si ostacola la minima voce di unificazione e/o di convogliare le forze e lo sforzo su cose realmente produttive.

    Che bello!
    RIP Apricity, non ci sei mancata, non ci accorgeremo che manchi.

    • Maudit

      Peccato che ne “La storia infinita” il nulla è rappresentato proprio dalle “cose realmente produttive”, a cui l’autore contrappone il pensiero individuale, il desiderio ed i sogni.

      “Fantàsia muore perché la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poiché è più facile dominare chi non crede in niente.” (Cit. Mork)

      Il paragone non regge. 😛

      • Phoenix

        no infatti non regge il paragone. Mettila come vuoi, componente individuale o meno … il cogito ergo sum sta diventando sopratutto in questo settore dove scritte due righe di codice ci si sente il big dello sviluppo che addirittura ricrea la sua distro… ecco… sta diventando cogito ergo null, o meglio digito ergo null.

        Poi ovviamente traete le vostre conclusioni, ma se voglio lavorare seriamente e professionalmente con linux non esiste alcuna distribuzione che mi consenta lo swap senza rimpianti. non c’è DE che non si pianti per qualcosa o che non perda efficienza da qualche parte. Come anche tutti i piccoli ingranaggetti che fanno funzionare il sistema. magari un server andrà con linux un amore nessuno lo nega. Ma l’utenza desktop (che è tutt’altro che nulla, anzi) non ha un sistema di riferimento che sia realmente valido.

        E quel sistema alternativo al quale ci si sta riferendo perde pezzi e pezzetti (divorato dal nulla) di continuo. La fantasia e il pensiero individuale in questo caso non sono per nulla banditi !!! Quanto pensiero individuale c’è nel fare bugfix, nel riscrivere una libreria nel collaborare al design di un DE nel collaborare a fare qualcosa che trascenda l’IO sono e io ho fatto.

        E’ palese che questo è il classico caso “sacco della farina nel quale si viene a trovare il tarlo o pappice come si usa dire, e questo subito si crede il re del mulino”.

        La diversità è utile quando è costruttiva. Io vedo alcuni progetti nel quale confluiscono molti dev ed energie e una quantità di energie spese in rumore bianco da fare tristezza.

        • michele

          Debian? OpenSuse? Fedora? Arch? Centos? …? Dai di desktop validi ce ne sono. Basta usare una distro “Big”.
          Poi il DE lo selezioni in base alle tue esigenze, hai gnome o kde stabili (con le big) o dei WM se preferisci qualcosa di più leggero.
          A differenza dei close source puoi scegliere.

        • alex

          comunque alla fine più che in chi si dedica a questi progetto di valore per lo meno discutible, il problema lo vedo negli utenti che si attaccano e li sostengono dandogli più importanza di quella che hanno.

          • Aster

            Ma a te che ti frega?perche e un problema per te?!siamo 7 miliardi al mondo,ti metti a giudicare anche gli sconosciuti!

          • alex

            ma che te la prendi a fare, mica ti voglio insultare se la vuoi installare, liberissimo di farlo ci mancherebbe. Basta solo dare il giusto valore alle cose. Spesso invece capita di leggere utenti che consigliano l’installazione di questa, o di altri fork vari, ai nuovi utenti come se fossero chissà quale novità mantre sono distro del tutto analoghe a mille altre a parte forse un tema e spesso nemmeno quello. 🙂

          • Aster

            Forse tu non conosci l’utente medio che vuole solo una interfaccia bella e le cose pronte out of box,basta vedere l’evoluzione di osx che assomiglia sempre di più a ios e le icone vendono più del kernel e driver a quanto pare

        • Aster

          Ognuno ha le sue esigenze, c’è gente come te che non riesce a lavorare bene con questo fantomatico swap senza rimpianti e c’è gente che ha portato l’uomo sullo spazio senza grossi problemi, quindi non vedo il problema di fare in dibattito del genere soprattutto per l’utente medio desktop,che li interessa solo avere i driver e i software adatti alle sue esigenze,non ti piace non usarlo semplice

    • alex

      sicuramnete era un lavoro per lo più inutile ma non è che portasse via chissa quali risorse al mondo linux, nemmeno fossero tutti potenziali “sviluppatori” che avrebbero potuto realizzare chissà cosa se non avessero perso tempo ad impacchettare queste distro…

    • gert

      Sono soggettivamente d’accordo sulla scarsa utilità di questa distro.
      Allo stesso tempo però non ho mai compreso queste critiche così disperate: perché il mondo di GNU/Linux e del FLOSS in generale è proprio questo, la possibilità di creare progetti, di sperimentare, di fare anche cose “inutli”, che magari però col tempo si dimostrano utili ed apprezzate.
      È difficile dire a priori se un progetto sia “utile” o meno, perché ciò, in effetti, è possibile verificarlo solo ex-post. È come la teoria dell’evoluzione e la selezione naturale: a forza di creare, qualcosa che funziona ne esce fuori. Mint è utile? Qualcuno direbbe (e dice) di no, infondo-infondo è una Ubuntu con alcuni accorgimenti grafici. Eppure funziona. È solo un esempio, ma se ne potrebbero fare a centinaia. Magari Apricity ha incontrato il favore di qualche utente che voleva provare un Arch installabile in maniera semplice ed a cui piaceva il tema di default.
      Se lo ha fatto, questo è di per se utile.
      D’altro canto, come dice @alex, non è detto che fossero sviluppatori così esperti da fare un lavoro più profondo, ne soprattutto che ne avessero voglia. Ma intanto fatto esperienza di cosa può significare mantenere una distro, verosimilmente si sono divertiti nel farlo, ed ora magari potranno avvicinarsi ad un altro team, fare qualcosa di nuovo, di migliore o di più semplice.
      Ed anche queste sono cose utili.

      • Phoenix

        Linux mint quando è nato aveva un progetto di base collegato con le licenze non incluse in ubuntu. Poi col casino del DE sono venuti fuori mate e cinnamon e s’è quasi perso per strada il motivo principale dell’esistenza stessa di Mint, sostanzialmente chi schifa Unity/Kubuntu passa a mint o vi trova (personalmente è così) un ambiente molto più stabile di ubuntu/Unity stesso.

        Presto se Mint non converge su qualcosa di serio, anche mint è condannato allo stesso inesorabile declino/destino e abbandono, sopratutto da quando Ubuntu passerà a gnome.

        Poi ovviamente è bello che linux sia così?
        Certo! difatti il filone che sembra promettere mostruosamente di più adesso è quello di chi si costruisce un pc Hackintosh. E chi lo fa non lo fa solo per l’aspetto economico ma anche per ciò che l’OS è.

        Sì è vero che la diversità, l’alternativo eccetera è bello, qua siamo all’assurdo dove appena comprato un flauto ci si erge sul piedistallo a fare il pifferaio magico, senza controllare il piedistallo stesso se ci regge, ancorchè saper suonare. L’esito sono energie spese che personalmente ci avranno arricchito, ma sostanzialmente non hanno aggiunto nulla se non pagine web di annunci.

        • rico

          Si? ne parliamo alla prossima uscita di Mint, codename Sonya, Slick-Greeter al posto di Unity-Greeter, pannelli verticali e altre novità, specie su Cinnamon.

  • ma scusate, apricity os alla fine è una arch pura no? quindi che bisogno c’è di cambiare distro? alla fine usando apricity hai i repo di arch, quindi gli update vengono forniti da arch e non da apricity, quindi chi stava usando questa distro, continuerà a ricevere update normalmente.
    in find dei conti apricity os come anche antergos sono solo un “contenitore” che ti fornisce arch gia pronto all’uso con dei temi preinstallati e tutte le configurazioni fatte, ma non vanno oltre, quindi che bisogno c’è di cambiare distro?

    • Phoenix

      In realtà non ha senso nemmeno farla una nuova distro!
      Si fa un pacchetto che aggiorna i layout e configura.
      Il risultato ? Non compari su distrowatch. non sei fico!
      bah!

      Il nulla. Il vuoto spinto.

  • Aster

    peccato,da un po ho ripiegato su antergos

  • Nicola

    beh! io nel mio penso sempre che è meglio usare le distro ufficiali, per esempio io uso Archlinux ma se un giorno mi sarei stufato dei comandi “pacman” ma vorrei andare su “apt-get” o panchetti deb non andrei su Ubuntu ma su Debian. Questo è un pensiero mio ma preferisco sempre le distro base

    • Aster

      Si ma la comodità delle fork e insuperabile per l’utente medio,sopratutto l’installazione di arch e debian lascia un po confusi

      • be oddio capisco arch, ma debian.. cosa ha do complesso? ha un installer grafico (non sarà “bello” e “immediato” come quello di ubuntu, ma non è difficile da usare, e anche le configurzioni le fa tutte da solo.
        l’unica cosa è che debian di default chiede la password di root e non la password del tuo utente (anche se installi e configuri sudo), quindi per i meno esperti potrebbe essere motivo di confusione.
        ma sennò la sola installazione non è complessa in debian

        • Aster

          Evidentemente non hai installato molti debian o non hai a che fare con gente non pratica di partizioni GRUB scegli de scegli repository ecc ecc;)e alla fine si ferma l’installazione e da error

          • IlTizioCheNonVuoleRegistrarsi

            Non vorrei intromettermi nella vostra conversazione ma io, personalmente, ho installato molte volte Debian e non mi ha mai dato alcun problema. Al massimo aggiungo i repository non free soltanto per avere alcuni software di cui necessito. Poi l’installer non mi è risultato ostico, anzi! Comunque sia sempre più semplice di Anaconda ?
            Buona giornata!

          • Aster

            Evidentemente non tutti sono come te,o non tutti hanno il tuo hardware

          • be debian l’ho installato diverse volte, ma problemi io non ne ho avuti per l’installazione.
            mi è capitato al massimo di avere problemi ma non legati alla “complessità” dell’installer, ma problemi del tipo, che l’installer in lingua italiana era buggato e se selezionavi la lingua italiana, l’installazione falliva.
            oppure mi è capitato che terminata l’installazione si avviasse con una schermata nera, perchè mancava il firmware video, ma queste cose non fanno parte della complessità dell’installer.
            alla fine l’installer in se per se è guidato e semplice.
            poi vabbè se uno non è capace di configurare a dovere le partizioni, allora avrebbe problemi anche con ubuntu o altre distribuzioni.

          • Aster

            Non credo che creare hostname,configurare la rete, configurare le repository,il grub e altre “stupidaggini ” per l’utente medio siano cose semplici!quindi se uno neofita vuole debian meglio andare sul sicuro con un fork con installer grafico e non un mix come debian puro

          • alex

            il problema per chi non ha un po’ di conoscenza non è tanto il configurare le cose, dove spesso basta leggere e seguire la guida o le procedure guidate, ma capire cosa sono e cosa sta configurando. Questo a vari livelli dalle cose più basilari come una partizione a salire verso cose più complesse (e giustamente a seconda della distro è richiesto di conoscere più o meno cose).

          • Aster

            Perché tu sai tutte le cose di un sistema operativo?! Mi spieghi a cosa serve per l’utente normale sapere configurare la rete in fase iniziale o hostname!!!?o peggio GRUB e dove vuoi installare il GRUB??!ma stiamo scherzando?!

          • alex

            guarda che non hai capito, e mi sa che ormai hai le balle girate… il problema non sono i fork in se o le agevolazioni che si possono avere, semplicemente “il tropo stroppia” come si dice 🙂
            e qui chiudo perchè non è che la mia intenzione fosse di fare il censore di fork e derivate varie…

          • Aster

            Io ho capito benissimo!il tuo non sopporto la gente che li incoraggia!!! Ma fatti tuoi magari mai e!lascia stare la gente e cosa sia il troppo o il poco, tutti esperti qui

      • Nicola

        Debian come ho già scritto Dea1993 sulla configurazioni del tipo “sudo” possa non essere molto facile per l’utente medio ma per l’installazione non è difficile, ormai anche un bambino di 10 anni riuscirebbe a installarlo, per Archlinux hai ragione tanto che per imparare a installarlo ho dovuto vedere un video su youtube e in più ho scritto tutti i comandi e i passi su un diario per essere sicuro che se devo reinstallarlo non faccio errori e rivedere il video. In ogni modo è solo un pensiero mio che preferisco le distro di base ma non critico che usa le fork, tutti hanno il diritto di installarsi quello che li piace!

        • Aster

          Tutti usiamo le distro base se possiamo,ma se vogliamo diffondere linux su tutti gli utenti con un PC o tablet 2×1 dobbiamo smettere con questa guerra tra poveri e fare tutti i puristi, se uno mi chiede voglio provare debian li consiglio un ottimo fork,che alla fine e debian per l’utente normale e magari il diavolo per il purista

          • alex

            ma guarda che non credo che qui ci si lamenti dei fork in se, però spesso ne bastano uno o due e non c’è nessuna necessità di averne mille varianti. Che poi qualche fork o anche dei semplici script per velocizzare l’installazione (vedi arch) fanno comodo a tutti alla fine, mica solo al nuovo utente, anche perchè dopo un paio di installazioni non è che ci sia tutto questo divertimento a rifarlo…

          • Aster

            Esatto perche mille ROM per smartphone vanno bene e ora un fork no?!magari c’è gente con una vita triste che passa il tempo a creare foro piuttosto che con una vita ancora più triste e usare windows per facebook o lo smartphone per la fiera del narcisismo che si chiama instagram ,basti guardare vari forum anche italiani dove i foro sono molto aprezati

          • Nicola

            come riscrivo è solo la mia personale preferenza ma non critico che usa e istalla un’altra distro

          • Aster

            L’importante e usare linux,il resto e soggettivo e relativo

          • Nicola

            Io vedo un pò più largo nel mio pensiero che non critico. Ho pure io fatto un discorso su un’altra distro ma per l’appunto, si parlava di linux! ma anche su altri sistemi operativi la pensa così… Per fare un semplice esempio, a me non piace per niente la Apple ma se un mio amico o mio fratello si compra una Mac, Macbook, Iphone o ecc… non mi faccio problemi… Secondo me c’è troppa questa guerra dei utenti linux contro quelli di Windows. Tutti hanno diritto di usare il sistema operativo che vuole! Non è un critica diretta versa di te ma un pò quello che ho visto spesso queste reazioni dei utenti Linux, non faccio per l’appunto “un’erba, un fascio” ma la vedo spesso questi episodi o video…

          • Aster

            Usare linux era riferito al discorso che nonostante distro o layout diverso sono sempre linux.Nessuno giudica gli altri,io stesso uso tutti i tre so quasi ogni giorni per esigenze personali o professionali,se posso open se no pazienza,ci sono posti dove e impossibile fisicamente usare linux

    • però c’è anche da dire (per quanto anche io preferisco debian sul mio pc) che ubuntu non è poi tanto una semplice derivata come tante altre.
      dietro ubuntu c’è canonical, un’azienda commerciale, e non è un piccolo gruppo di utenti che la mantengono a tempo libero.

    • Marco Missere

      Ubuntu non è mai stata una “semplice derivata”.

  • Samael

    Oh, finalmente una derivata inutile ha chiuso.
    Adesso ne rimangono solo altre 9.999.999.

    • loki

      e a te che differenza fa?

      • Samael

        Tanta. Riduciamo l’inquinamento di Internet.
        D’altronde gli esperti lo dicono da sempre: bisogna ridurre i rifiuti.

        • loki

          lode al dittatore supremo che decide su cosa gli altri devono lavorare e a cosa la gente deve essere interessata, dunque

          • Samael

            Esattamente.

          • Edmond Dantès

            Ci sono troppe derivate, tutti gli sforzi si perdono in piccole distribuzioni senza futuro. Se ci pensiamo bene sono risorse che potrebbero giovare ai sistemi predominanti, migliorandoli ecc ecc. ( Parere personale)

          • Samael

            Il problema è culturale.
            Nella comunità Linux è troppo radicata la cultura del NIH, dello sviluppatore che per PURO EGO vuole cominciare la sua n-esima replica inutile che non aggiunge niente di nuovo, ma che al contrario viene mantenuta alla volemose bene, con poca documentazione, con scarsa integrazione con altre tecnologie ecc. ecc.
            Non è solo un problema di derivate, ma di qualsiasi progetto. Per questo ci sono centinaia di migliaia di distro inutili. Perché ognuno di essi pensa che il proprio progetto sia importante, sia innovativo e migliore degli altri. Ma sappiamo tutti che non è così.

            L’errore è il pensare che questo sia insito nel mondo Open Source. Non è così. Questo è un cancro di Linux, non del FOSS. Altrove i progetti sono molto più centralizzati, ma allo stesso tempo con il codice sorgente aperto. E la differenza si vede.

          • loki

            e allora lascia perdere linux. nessuno ti costringe a star male in un mondo che non è d’accordo con la tua idea di centralizzare

          • Samael

            Star male? Ma per carità. Io sto benissimo, soprattutto quando penso al fatto che a farvi sparire ci sta pensando Red Hat.

            Chissà quante altre distro spazzatura vedremo chiudere nei prossimi anni per manifesta inutilità…

            Forza cantinari: tutti a fare derivate di GNU/Hurd!

          • loki

            Uso l’ultima versione di gnome e non ho systemd, quindi direi proprio che tu e red hat mi fate un baffo. vuoi che ti faccia anche il gesto di tu che non mi fai un baffo?

          • Samael

            Per me puoi usare quello che ti pare, tanto il succo del discorso non cambia: siete una minoranza che ormai non ha più voce in capitolo.
            E quando vi accorgerete che forkare le componenti per mantenerle separate è troppo dispendioso o vi adeguerete o cambierete aria, con buona pace degli utenti Linux.

          • loki

            visto che ti tieni volontariamente fuori da questo mondo non lo sai, ma le alternative fioccano e sono tutt’altro che scarsamente mantenute come vuoi fare intendere tu. la community usa le parti che servono e scarta ciò che non interessa, con buona pace di red hat. ricordati che “col popolo ci si sbatte sempre il grugno”

          • Samael

            Certo, come Upstart, Mir, Unity 8 che sono morti perché non tenevano il passo con l’upstream.
            O magari come OpenRC che lo usano quattro gatti su Gentoo e basta.

            Certo, proprio grandi alternative.

          • Peter Parker

            Cosa ne pensi di Void Linux e di runit?

          • Samael

            runit è semplicemente un INIT.
            Per quanto buono possa essere rispetto al vecchio INIT SysV, non indirizza la problematica principale che systemd ha cercato di risolvere.
            Il concetto stesso di INIT è un concetto obsoleto che non ha più riscontro nel mondo reale.

            Quando INIT nacque, lo fece in un’epoca nella quale i computer non avevano alcun cambio di stato.
            Quindi INIT aveva senso. Tu avevi un file di configurazione (su FreeBSD è /etc/rc . conf) dove scrivevi tutto ciò che l’OS doveva settare.
            La scheda di rete, le configurazioni del proxy, del firewall, della console di sistema, dei font ecc.
            Tutto ciò che ti serviva stava lì.

            Oggi non è più così. Oggi abbiamo dongle WiFi, bluetooth, pen drive ecc.
            Come faccio oggi a sapere che la mia configurazione di rete deve puntare ad uno specifico hotspot? Io il wifi lo scelgo sulla base di dove mi trovo, così come chiunque altro.

            Su INIT questo non è possibile. O configuri tutto subito, oppure niente.
            Idem /etc/fstab. Tu specifichi PRIMA cosa, dove e come vada montato. Ma io come faccio a saperlo? Posso saperlo in sistemi che non avranno mai cambi di stato, ma poi?
            Naturalmente, configurare tutto subito vuol dire anche mettere su servizi, potenzialmente exploitabili, anche quando non servono. Perché lo stack del bluetooth deve stare su quando non serve? E perché devo attivarlo/disattivarlo a mano?
            Per risolvere queste problematiche, vennero inventati demoni come udevd, udisksd, networkmanager che hanno tolto questi incarichi ad INIT e li hanno gestiti loro.
            Quindi di fatto INIT è diventato un demone senza senso che stava lì a vegetare senza far nulla. Giusto per tenere occupato il PID 1.

            systemd ha rotto questo meccanismo perché di fatto ha creato un system manager che si occupa di prendersi in carico tutta questa roba, come normalmente ci si aspetterebbe.
            Ma a differenza di INIT, che è nato in epoca di sistemi a configurazione statica, systemd è nato per offrire adeguata copertura anche in ambienti on-demand, come una workstation.

            Di fatto systemd non è un nuovo INIT, perché è nato per deprecarlo e sostituirlo con qualcosa di più adatto ai tempi.

            Poi si è esteso anche in altri contesti, ma questo è normale: Linux non ha mai avuto uno userland come avviene altrove, quindi avere un set di API in userspace che permetta di mettere in comunicazione le varie parti dell’OS ed anche i software che girano nell’OS, rende l’architettura molto più integrata ed in grado di evolvere insieme.

          • Peter Parker

            Capito, ti ringrazio per la spiegazione !
            Invece di Void che ne pensi?

          • Samael

            Mai usata. Non ho mai trovato un solo motivo che mi spingesse a provarla. È rolling e ha sviluppato un suo package manager. Anche Arch è così.

            Tra l’altro io sono completamente contrario alle distro nel 2017. Sono un concetto obsoleto che aveva senso quando internet non era un fenomeno di massa. Oggi sono solo l’espressione dell’ego di gente che non ha niente di meglio da fare.

          • Peter Parker

            Però sono l’unica alternativa a Windows e MacOs.

          • loki

            ovvio, praticamente nessuna distro ha voglia di prendersi la briga di aggiustare gnome, né per forza di cose possono sbarazzarsene. openrc è usato anche da alpine, casomai non l’avessi mai sentita nominare, ma poco importa perché a differenza di systemd gli altri init sono tutti intercambiabili e questo è ciò che conta

          • Samael

            Non è che nessuno vuole fixare GNOME. Semplicemente non c’è la necessità, perché ormai quelli che contano usano già systemd.
            Quelli che cercano di prendersi la briga sono giusto le distro piccole con due utenti in croce.

  • Piangiamo una derivata che aveva solo 2plugin gnome shell, un tema icone, uno shell ebuno gtk3? Dai sul serio?

    • Maudit

      Non vedo nessuno piangere, [troll-mode] è solo un altro progetto collegato a Gnome che viene abbandonato a causa della sua instabilità [/troll-mode]. 😛

  • Auslander

    Non mi manchera’. Ormai sta diventando quasi tendenza proporre derivate di arch con “L’installer per l’utente novizio”. Non ha alcun senso installare arch facile e poi pretendere di gestirla e trattarla come una *buntu qualsiasi. Arch e’ per deviazione ed inclinazione naturale il passo successivo (in qualsiasi maniera lo si voglia interpretare).

  • Andrej Peribar

    Ora io non sono un power user linux e nemmeno usavo questa distro.
    Però presentata la collina da cui vi parlo, mi mostro cosa vedo io.
    Io personalmente penso che bisogna ritornare un pò alle origini concettuali del movimento GNU/FLOSS in generale.

    Alla fine Stallmann sentì la necessità di modificare e intervenire sulla ascesa del software sotto copyright perchè gli fu rifiutato l’introduzione il codice di una stampante al quale lui voleva aggiungere una funzione.
    Lo spirito collaborativo era pensato verso la direzione di aumentare le funzioni di un progetto madre, non di spezzettarlo.

    Così come il concetto di distribuzione.
    Il nome stesso era legato al fatto che le distro appunto avevano la funzione base di distribuire il software fisicamente e per fare ciò lo impacchettavano in sistemi operativi funzionanti (necessità che con internet diffuso è meno fondamentale)

    Ora io posso anche comprendere che la libertà è anche la libertà di fare quello che ci pare, ma mentre ci sono distro GNU che hanno una loro filosofia di fondo non intercambiabile, esempio le distro “scratch” (se mi passate il termine) come slackware, gentoo o arch rispetto a distro universali come debian o distro userfriendly come mandriva, fedora o ubuntu e quindi hanno bisogno di sviluppo separato anche usando basi comuni, di distribuzioni che hanno lo stesso identico fine, usano la stessa base, usano gli stessi software perchè dovrebbero essere un valore aggiunto?

    Secondo me a prescindere della bontà della distribuzione, un passo in dietro sul perchè essa debba esistere se non per la mera possibilità di esistere, lo si dovrebbe fare.

    Ciò non toglie che probabilmente gli sviluppatori di questa o quell’altra distribuzione se non avessero fatto una distribuzione forse non avrebbero collaborato a nulla, quindi va bene uguale, però secondo me il concetto di base è inidoneo.

    È questo vale, secondo me anche per i DE (chiamati) minori.

    Sembra che si è rimasti al periodo di “just another”.

    Non saprei, io la vedo così 🙂

  • giovanni

    Salve a tutti, a proposito di distro e derivate, volevo approfittare della nutrita compagine dei commentatori di questo articolo per chiedere a tutti cosa ne pensate di devuan. Grazie in anticipo

    • Persycchiotto

      se tu hai motivo per non usare systemd, come gestore di servizi di sistema, provala. se non ti crea problema usarlo o se manco sai cosa sia, vai tranquillo con debian o qualsiasi altra delle più di 200 distro in giro.

    • gert

      Personalmente ne penso molto bene. Anche se non lo uso, perché non ho ancora avuto il coraggio di uscire dal mondo di Ubuntu e derivate, condivido (senza paranoie) le preoccupazioni degli sviluppatori sulla pervasività di systemd. È un peccato che la comunità Debian non abbia accettato la possibilità di lasciare a l’utente la scelta del sistema di init, rendendo invece systemd il sistema di default.
      In generale apprezzo lo spirito con cui viene portato avanti il progetto, genuinamente GNU e free software.
      Comunque rimane strettamente legati a Debian, e questa è un’altra cosa che apprezzo: hanno uno scopo ben preciso (rendere il sistema indipendente da uno specifico sistema di init), e non si mettono a reinventare la ruota.

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