Il nome in codice di Ubuntu 17.10 è stato svelato accidentalmente?

Forse. O forse no. Forse sì ma, altrettanto forse, no.

Il prossimo Ubuntu potrebbe avere un nome abbastanza impronunciabile: Acrobatic Aardvark.

Acrobatic Aardvark

aardvark

L’oritteropo è l’unica specie vivente dell’ordine dei Tubulidentati. In molte lingue è noto con il nome afrikaans di aardvark (letteralmente “maiale di terra”).

Abbiamo buone ragioni per credere che questo sarà il prossimo nome in codice di Ubuntu. Innanzitutto perchè inizia con AA seguendo quindi la linea delineata con i precedenti rilasci (xx di Xenial Xerus, yy di Yakkety Yak e zz di Zesty Zapus). Va bene le due lettere ma da ‘aa’ ad acrobat aardvark come ci siete arrivati starete pensando.

Un grande indizio l’ha lasciato per strada Barry Warsaw in un post consultabile liberamente online. Cito testualmente: “Given where we are in the Zesty cycle, I recommend just dropping aptdaemon 1.1.1+bzr982-0ubuntu17 from -proposed and marking LP: #1623856 as Won’t Fix. Let’s try to drop aptdaemon from Ubuntu in Acrobatic Aardvark.”

Alt. Potrebbe anche essere uno scherzetto da parte del buon Barry per lanciare un po’ di benzina sul fuoc vreando hype tra gli utenti . La tradizione vuole che sia Mark Shuttleworth a rivelare il nome sul suo blog e sembra strano che uno sviluppatore se lo sia lasciato scappare con così tanta leggerezza.

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  • mossadeq

    O.T.
    I nomi vanno tutti bene, i fonts sono imbattibili. Mi aspetterei invece miglioramenti sulle LTS: meno bug, periodo di bug testing più lungo, rilasci più flessibili (rilasciare quando pronto senza scadenze fisse), maggiore cura grafica e maggiore affidabilità per le flavour (esempio eclatante Kubuntu che avrebbe fatto meglio a tenere KDE 4 fino alla maturità di Plasma 5). Le due semestrali a rilascio fisso si possono tenere per puro test, ma la LTS dovrebbe uscire ogni 2 anni circa e dovrebbe puntare su affidabilità, stabilità, cura dei dettagli e su un pool di sviluppatori che si dedichino esclusivamente ad essa facendo tesoro dei problemi riscontrati nelle semestrali. Questo soprattutto perché *buntu è la distro più usata in assoluto.

    • Aury88

      le scadenze fisse servono in ambito enterprise per programmare i fermo macchina…dicono che sia uno dei motivi per cui ubuntu abbia avuto così larga diffusione anche in questo settore.
      Per quanto riguarda il periodo di rilascio delle LTS è già ed è sempre stato ogni 2 anni e ha già un pool di programmatori ad esse dedicato, tanto più che sono queste le versioni su cui canonical fa assistenza e guadagna qualche spicciolo. le flavor non vengono sviluppate da canonical ma da team esterni autonomi che come unico vantaggio, praticamente, hanno quello di poter sfruttare l’infrastruttura hardware di canonical per lo sviluppo e la distribuzione del software, oltre che per la visibilità nel comparire sul loro sito. potrei essere d’accordo sul periodo di bugtesting più lungo ma significa anche entrare in freeze molto prima, cosa che potrebbe compromettere la scelta di ubuntu quale distro in alcuni ambiti enterprise che vorrebbero sfruttare le ultime tecnologie (specialmente in ambito conteinerizzazione e hypervisor che stanno vivendo un periodo di forte e rapido sviluppo). chi vuole maggiore stabilità può posticipare di un mesetto o più l’aggiornamento (se non vado errato ci sono tre anni di sovrapposizione tra LTS successive in termini sia di supporto che di aggiornamento) o passare ad altre distro.

      • mossadeq

        Intendevo: 17.10 rilascio semestrale standard, 18.04 rilascio semestrale standard, se solo a giugno 2018 si ritiene pronta la LTS allora esce una 18.06 LTS con supporto esteso.

        • Aury88

          compromettendo quindi la pianificazione dei fermo macchina…chi vuole un sistema più stabile sa già di dover aggiornare un mesetto dopo o più il periodo di aggiornamento, sapendo però che s’è+ stato già uno o più mesi di simil “beta testing” diffuso e spinto.

  • ekkekkk

    esticatzi

  • Tomoms

    Ben più interessante di una disputa su un codename è questo post: insights . ubuntu . com/2017/04/05/growing-ubuntu-for-cloud-and-iot-rather-than-phone-and-convergence/

    In morte di Unity8, della convergenza, di Mir e di tutto quel che Canonical voleva fare con Ubuntu.

    • Aury88

      xD
      sei per caso telepatico? X°D

      • Tomoms

        xD

  • Aury88

    Onestamente il nome che non si ricorda mai nessuno della prossima ubuntu è un po’ un tema che non attira più poi tutta questa attenzione…
    invece questo è un rumor un po’ più interessante: “I’m writing to let you know that we will end our investment in Unity8, the phone and convergence shell.We will shift our default Ubuntu desktop back to GNOME for Ubuntu 18.04 LTS” (cit. Mark Shuttlewort da insightsDOTubuntuDOTcom annuncio del 5 aprile 2017)

    • gabriele tesio

      eh, essendo scritto proprio da shuttleworth, non credo lo si possa classificare proprio come ”rumor”, parlando di ciò, benché assai dispiaciuto, posso comprendere tutte le decisioni, tranne una, l’abbandono di unity 8, cioè, capisco che l’abbandono di unity 8 è dettato dall’abbandono di mir, ma secondo me sarebbe stata una scelta assai migliore, prendere kde5 e personalizzarlo quanto basta per renderlo il nuovo unity 8, non forkarlo, solo una personalizzazione dell’esperienza utente per renderlo simil-unity (un po come fa ubuntu mate, che ti imposta mate in alcune configurazioni tra cui “unity-like”)

      • Aury88

        beh…c’è sempre la speranza che il loro sito sia stato hackerato da qualcuno…non sarebbe la prima volta xD

        io onestamente non la comprendo…cioè potrei capire rallentare lo sviluppo…ma eliminare tutto imho può solo significare l’abbandono dell’intero ambito consumer in tutte le tipologie di device, anche desk. e poi così repentinamente? non è la prima volta che fa cambi di rotta, ma mai era passato da intenso sviluppo (l’ultimo silos mi sembra sia di questa mattina) all’abbandono totale…mah!

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