Enjade è un nuovo progetto che vuole andare a ricreare l’ambiente Unity usando KDE Plasma.

Il desktop environment Enjade è l’idea di una community molto ambiziosa che vuole portare avanti il progetto Unity.

Da una dash versatile al global menù, Enjade promette un’esperienza d’uso che sarà familiare agli utenti di Ubuntu. L’obiettivo è quello di ripartire da Unity e migliorarlo introducendo via via le ultime tendenze” si legge sulla pagina del progetto.

Enjade

enjade

Le funzionalità promesse sono:

  • Desktop creato da Plasma;
  • Compatibilità col display server Wayland;
  • Distribuzione attraverso Snappy/Flatpak;
  • Funzioni di ricerca rapida;

Unity verrà supportato fino al 2021, ma più che supporto la parola più adeguata è manutenzione, non è infatti prevista l’introduzione di nuove funzioni da parte di Canonical. Gli sviluppatori di fork o pseudo-fork, come Enjade, hanno quindi il la possibilità di far evolvere il desktop environment come più ritengono opportuno.

Il progetto è ancora in una fase embrionale e non c’è un eseguibile da testare, potete però trovare maggiori informazioni o interessarvi ad Enjade sulla pagina uficiale di GitHub.

Pagina GitHub

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  • vortex67

    Mah….che ci sarà di tanto bello in unity da volerlo piazzare ovunque….io dopo 10 minuti che lo usavo l’avrei rimosso all’istante.

    • la dock, il global menu e la HUD, il resto effettivamente non era un gran che.

      • Leno

        https : / / github . com / lestcape / Gnome-Global-AppMenu
        https : / / github . com / p-e-w / plotinus
        La comunità si è già messa al lavoro.

        • a mio parere, mettere il global menu su gnome shell è assurdo e vorrebbe dire dover stare a rivedere o perdere funzionalità del pannello superiore.
          gnome shell non è fatto per il global menu, se lo si vuole implementare, andrebbe aggiunto sotto forma di menu a tendina nel nome dell’applicazione, ma quello si integra solo con le applicazioni di gnome, inoltre andrebbero aggiunti i tasti per la chiusura.
          e questo vorrebbe dire incasinare un po la disposizione dei vari elementi

          • Andrea Silvestri

            in effetti vorrei tanto capire a che serve il pannello superiore dell’attuale gnome…
            sul 2.xxxx era personalizzabile e poteva fare qualsiasi cosa (compreso globalmenu)
            nella veste attuale riempire un 16:9 di icone di notifiche mi sembra impossibile e per questo lo vedo come spazio un po’ sprecato ….

        • Markures

          Beh si potrebbe creare qualcosa di simile sia all’attuale concept, sia a quello di unity. Praticamente il problema dei menu in GNOME è quello che l’utente nuovo e inesperto non sarà mai capace di trovarli intuitivamente senza perderci tempo. Se riuscissero a fare in modo che i menu vengano mostrati sul pannello e, nel caso superano una certa lunghezza, ci sia una freccia che ti fa scorrere verso gli altri o che se viene cliccata mostra le restanti voci, secondo me si riuscirebbe a migliorare di moltissimo sia l’utilità del pannello stesso, sia l’integrazione dei menu.

      • vortex67

        Forse su notebook,ma su schermi grandi ti assicuro che dock a sinistra e global menu sono solo scomodi oltre che inutili. (parere mio ovviamente)

      • Maudit

        il global menu e le funzionalità di hud, ci sono già in Plasma.

      • Kim Allamandola

        Ehm, il resto si chiamava sostanzialmente gnome!

        • no il resto era compiz xD

    • ti rispondo qui all’altro commento che avevi fatto

      mah io sinceramente su tutti i 16:9 trovo molto comodo il pannello a sinistra.
      e comunque.
      hai
      mai usato la dock di unity? se mi parli solo di posizione, ho come il
      sospetto che della dock di unity non te ne facevi nulla, perchè ha
      potenzialità enormi, che altre dock si sognano su linux, anzi nessuna
      dock sotto linux è tanto avanzata.
      innanzitutto supporto per numero di notifiche, non ho trovato altre dock che lo fanno, nemmeno la più pesante cairo dock.
      cestino
      integrato, che ad esempio la dock di gnome shell non ha nemmeno usando
      l’estensione dash to dock, e a me sa comodo, possibilità di mostrare
      desktop e cambiare workspace, integrazione con le varie applicazioni,
      per mostrare l’avanzamento di un download o installazione o copia, ecc..
      la
      dock di unity era ottima. e se per te il problema è solo il fatto che
      sia a sinistra piuttosto che in basso, quello è il problema minore visto
      che si può spostare

      • Kim Allamandola

        Puoi far quasi le stesse cose con I3Block, solo hai da scriverti una bella paccata di script per farlo 🙂

  • evvai ci risiamo

    i nostri beneamati sviluppatori indipendenti invece di fare un unico fork e unire le forze per creare qualcosa di completo ne crea 82 incompleti.
    Sono io che non capisco lo spirito open?

    • ma cosa?
      i ragazzi di UBports vogliono tenere in vita unity 8, o meglio vogliono completarlo, questo invece mi sembra più l’erede di unity 7

      • Kim Allamandola

        Se guardi Unity 8, a livello di codice, non di funzionalità vedi che è un abominio ingestibile. L’idea è assolutamente buona ma l’implementazione è da gettare senza esitazione… Io penso che non si rendano conto del lavoro che vogliono intraprendere…

        • stesso pensiero mio. unity8 è troppo incompleto, è usabile solo su mobile, su desktop è praticamente da rivedere in tutto, e come pensano di completarlo? poi dopo averlo completato dovrebbero anche ottimizzarlo per ovvi motivi.
          come dici tu, secondo me non si rendono conto di ciò che vogliono fare, è troppo complesso, e se canonical ha abbandonato un motivo ci sarà.

    • loki

      se non lo capisci ci sono diversi sistemi operativi che fanno il possibile per evitare che tu possa prendere decisioni. forse sono più adatti a te

    • Kim Allamandola

      Si, nel FOSS non hai la scarsità di risorse di un’azienda, hai un bazaar dove ognuno fa quel che vuole (nel reciproco rispetto) e sopravvive alla fine solo quel che più serve.

      Gli “sviluppatori indipendenti” odierni comunque non han le competenze dei loro colleghi del passato e han sempre fretta seguendo il trend paraaziendalistico odierno perciò non potran mai fare un desktop “full fledged” completo, gli mancano proprio le basi, del design non dello scrivere codice.

  • alex

    Insomma, adesso finisce che tutti rimpiangono unity e vogliono ricrearlo 😀

    • loki

      perchè unity (7) non era per niente male. quando un software è nuovo ovviamente ha sempre bisogno di essere rifinito e in particolare se lo fa ubuntu è sbagliato a prescindere perchè se no la gente si sente nabba, ma già nel giro di un annetto era diventato accettabilmente stabile e usabile. ora che comincia a venire meno l’associazione con ubuntu, qualcuno si dimostra interessato. peccato che probabilmente è gente che non l’ha mai usato, altrimenti saprebbero che per quanto giochi a spostare i pannelli di kde in giro per lo schermo, non avrai mai l’usabilità di unity

      • alex

        infatti unity per il poco che l’ho usato mi piaceva come impostazione, non lo usavo solo per il fatto di non utilizzare ubuntu.

  • Maudit

    Un po’ confuso.
    Nel loro sito dicono di volerlo basare su Plasma framework.
    Ma non esiste Plasma framework.

    Esistono:
    – Plasma desktop, che è una shell,
    – KDE Applications, i programmi.
    – KDE Frameworks che è il sistema su cui poggiano Plasma e KDE Applications.

    A mio modesto parere, se vogliono fare una cosa fatta bene, devono escludere del tutto Plasma, ed utilizzare framework ed applications.
    Ci sono progetti come BE::Shell che hanno fatto la stessa cosa.

    Certo, partire da Plasma ha i suoi vantaggi.

    • alex

      credo che volgia essere solo una personalizzazione in più per plasma e non un alternativa a se stante, quindi non ha senso escluderlo.

      • Maudit

        Si ma la disposizione desktop in stile unity c’è già, e si attiva con un click, da plasma 5.9.
        Vabé, magari faranno un lavoro più vicino al funzionamento dell’originale.

        • alex

          un motivo in più per tenere plasma allora, se gran parte del lavoro c’è già 🙂

    • Keziolio

      Puntano a fare plasmoids per emulare le funzionalità di unity

  • Psyke Dady

    E poi mi dicono “ma tanto unity non piaceva a nessuno!”😂😂😂

    • Kim Allamandola

      Appunto, adesso tutti giù a strapparsi le vesti e non saper più dove andare, forse la prossima volta impareranno ad accendere il cervello prima di far zampettare il gatto sulla tastiera.

    • carlo coppa

      …non sembrerebbe, dopo l’annuncio mi sembra che siano in molti ad utilizzare Unity, io stesso lo utilizzavo con soddisfazione. Anche a me non piacciono molto questo tipo di progetti, io sono passato a OpenSuse Kde e mi trovo comunque molto bene, l’unica cosa che mi manca è l’Hud che era uno strumento molto comodo, sopratutto su applicazioni un po complesse come Gimp, LibreOffice ecc., ma per il resto Kde è fantastico.

      • Maudit

        La ricerca fra i menu di un programma dovrebbe essere supportata nelle prossime versioni.
        Era possibile usarla in kde 4, ma con plasma 5 hanno dovuto reimplementare il supporto al global menu (5.9) prima di poter offrire questa funzionalità.

  • Simone

    La cosa si fa interessante…speriamo arrivi qualcosa di stabile e fruibile…

  • dovrebbe essere illegale

    • Nicola

      perché? Io stesso non mi è mai piaciuto Unity ma infondo non siamo su open source? Alla fine se qualcuno li piace più plasma-KDE invece del Plasma-Unity, si installa Plasma-KDE e finita li

      • si, sto trollando per esprimere il mio dissenso per questo abominio

        • Nicola

          va beh! sei libero di pensarla come vuoi ma il mio era solo un messaggio per dire che secondo me non trovo il motivo di preoccuparsene troppo

          • ma si è solo che trovo decisamente brutte esteticamente le due barre intersecate in quel modo. non me ne preoccupo però si vedono molti progetti inutili che hanno i giorni contati e molta gente che gli va dietro. si crea solo un effetto di confusione e frammentazione inutile per gli utenti nuovi. ovviamente capisco anche cosa dici serve anche la libertà di esplorare in modo evoluzionistico e vedere cosa sopravvive alla selezione del software 😀

  • Roberto Tamburrino

    credo siano solo oggetti da aggiungere ! più oggetti non possono fare male sopratutto se aggiungono l’ HUD , la base kde è comunque la stessa . Meglio cosi che molti fork …

    • Kim Allamandola

      Kde? Che c’entra?

      • Roberto Tamburrino

        per ora sono d’accordo con le alternative flatpak o snap ,per aggiungere qualche programma mi ci trovo bene ma non so in larga scala cosa comportino !di snap si può dire che è meno leggere dei deb e flatpack non lo ancora provato …per me l’unico vero vantaggio sarebbe non danneggiare più i pacchetti che poi portano a formattare .Vedremo cosa succederà …

        • Kim Allamandola

          Un banale esempio: la teoria dice che “confinare è bello” così se qualcuno è vulnerabile non può compromettere il resto della macchina. Bene. Adesso immagina uno scenario desktop banale: apri una mail con un allegato, chessò un pdf, e vuoi salvarlo. Ok. No problem, solo lo puoi salvare solo all’interno del container dell’app che stai usando. Il tuo viewer pdf, anche lui container-izzato non può accedervi. Di più il tuo filemanager è inutile, può solo gestire files nel suo container e nessun altro può accedere a questi files.

          Ora qualche “giovane di belle speranze” che ha tirato fuori dal cappello l’idea di questo sistema quando gli han sbattuto in faccia questa banalità ha tirato fuori dal cappello la possibilità di “violare” la sandbox. Ovviamente affrettandosi a dire che è solo per quelle applicazioni che proprio ne han bisogno (accidentalmente quasi tutte le applicazioni desktop).

          Alla fine cosa ottieni realmente? Solo che lo sviluppatore ha il completo controllo tagliando fuori la distro (che diventa irrilevante) e la community in genere. In pratica fa solo un favore agli sviluppatori di software proprietario che non vogliono passare da packagers e distro per vedere i loro prodotti sui desktop dell’utente finale e magari incoraggia i fornitori di servizi cloud che in qualche tempo spereran di poter dire “cloud è meglio”, lo storage locale è vecchio, brutto, insicuro, venite da noi che vi garantiamo sincronia, analisi, ….

          Questo non vuol dire che i pkg-man attuali sian perfetti eh! Solo che come dicono i veneti è peggio la toppa del buco.

          • markures

            Kim non è questo il risultato di uno Snap o di un Flatpack. L’app è si “incapsulata”, ma ciò non significa che un file creato da quell’applicazione non è visibile da altri. Evitiamo di dire sciocchezze. Ciò che viene incapsulato sono solo le librerie e lo stack necessario per l’esecuzione, non viene creata nessuna memoria contenitiva parallela per la sola app etc. E te lo confermo con semplici osservazioni :
            1) Se cosi fosse, nemmeno il sistema operativo potrebbe accedervi, ciò è impossibile. Significherebbe dire che il software diventa inutilizzato e non è questo il caso.
            2) Non esiste una zona di memoria riservata all’applicazione e non avrebbe il minimo senso crearla poichè, se finisse la stessa, ci sarebbero dei problemi.
            Flatpack e Snappy sono semplicemente tipi di pacchetti ALL-IN-ONE, come ciò che viene creato da un Eseguibile Microsoft che scompatta tutto nella cartella programmi.

          • Kim Allamandola

            La teoria era impacchettare tutto dentro un “container”/partizione di sistema operativo, diciamo per far nomi lxc/lxd, han capito che è un’abominio insostenibile e implementato un “confinamento parziale” ovvero di fatto annullato la sicurezza (e inusabilità) dell’idea originale, rendendo quindi l’idea di confinamento una *ata…

            Cmq la tua frase finale mi piace molto: “sono semplicemente tipi di pacchetti ALL-IN-ONE, come ciò che viene creato da un Eseguibile Microsoft che scompatta tutto nella cartella programmi.” sappiamo bene come han funzionato queste idee da ark a PcBSD a Windows stesso. E sappiamo anche a chi servono effettivamente.

            Il principio della community sono diciamo “gli strati” chi sviluppa lo fa sulla propria distro senza preoccuparsi di impacchettare, pubblica il codice, tiene un bugtrack ecc. I packagers delle varie distro, i singoli utenti interessati “scoprono” il codice e vedono di portarlo/impacchettarlo per la propria distro favorita, nel farlo spesso un’occhiata ce la danno, scoprono bugs, forniscono patch ai bug scoperti o semplicemente per migliorare qualcosa, il progetto entra nella community.

            È da eoni che un certo numero di soggetti, quasi tutti sviluppatori pagati da aziende specifiche,
            cercano di cambiare questo sistema, mi pare fossero i tempi della Mandrake 8 che c’era una distro di cui non ricordo il nome che proponeva una soluzione simile, da anni PCBSD propone i PBI che non son granché diversi, ora Snap e Flatpack… Questi progetti servono solo alle aziende che vogliono avere il loro sw facilmente accessibile agli utenti finali senza dover passar dalla community, che magari gli è per buone ragioni ostile o magari non può semplicemente per termini di licenza impacchettare e distribuire i loro “prodotti”. Per l’utente finale non han utilità alcuna, anzi contribuiscono ad abbassare la qualità del codice togliendo i mantainers e riducendo le distro a meri “os base”. Purtroppo i tanti abituati a cliccare avanti->avanti->avanti di windowsiana memoria non riescono a capirlo. I precedenti progetti son tutti falliti perché la community li classificava subito, questi spero finiscano altrettanto…

          • carlo coppa

            …questo tipo di pacchetti invece sono importanti oggi giorno, dove gli utenti necessitano delle applicazioni più disparate e non presenti nei repository ufficiali. Nessuno ha mai detto che questi pacchetti sostituiranno su Linux i pacchetti tradizionali apt -deb.o rpm che siano, ma semplicemente offrono un’alternativa che non vada a rompere il sistema. Fa sempre impressione il conservatorismo che c’è in Gnu/Linux, se poi tu come utente non vorrai utilizzarli, nessuno te lo impone !

          • Kim Allamandola

            Mi fai un esempio di un’applicazione di cui hai bisogno e che ti risulta scomoda o problematica da installare?

            Personalmente non son mai stato conservatore, e manco troppo linuxaro venendo dagli unix classici, conservatore è chi diceva che lo zfs non serve perché nessuno può aver interesse per un “filesystem” a 128bit, o per chi dice che lxc/docker son il futuro ignorando che le Jails (FreeBSD) o le zones (IllumOS) esistono da molto prima e son un altro mondo. In effetti uno dei problemi della community più del conservatorismo è l’incapacità di guardare fuori, la scarsa conoscenza della storia. Ci sono molti soggetti nella community che vedono un problema, credono di essere i primi a vederlo e di poterlo risolvere in stile economico inglese (vale a dire con poco lavoro, risultati subito ecc) poi casca l’asino. Certo, vi sono molte cose che non vanno, molte dovute all’uso odierno di soluzione oramai obsolete, molte altre nate in tempi recenti, a partire dall’abominio di Systemd…

            Quel che tutti vorremmo è un installer che permetta di “caricare un file di configurazione” ed applicarlo su un sistema locale o n remoti. Abbiamo vari accrocchi (FAI per far un esempio) a tema e varie soluzioni storiche che oggi son un incubo da gestire (Preseed per farne un altro) ma il problema di fondo son in effetti i package system ed i loro problemi vengono a loro volta dai filesystem che non rispondono più ai bisogni attuali. In casa SUN per esempio l’aveva capito e lo zfs è stato un pioniere in tal senso: il filesystem è solo un layer (lo ZPL, Zfs Posix Layer) sopra i dati, zfsraw è un altro e ce n’erano altri in cantiere per altri usi, uno di questi doveva essere l’evoluzione di IPS, i pkg non più come archivi cpio/xv/ar/* ma “minifilesystem” da montare in un volume dedicato, l’rpool come sistema di base, i pkg aggiuntivi a parte. FreeBSD ha fatto qualcosa a tema (freebsd-update per il base system) ecc. Solo che quasi nessuno l’ha capito o ha voluto continuare…

            Un cambio simile non si realizza in poco tempo ma in anni e non è un progetto per una singola azienda, almeno non per quelle odierne, e purtroppo questo oggi non lo si considera. Quel che mi gira è che molti cambiamenti mi vengono di fatto imposti: non sono in grado di farmi una distro da zero sviluppando pure il software del caso, già systemd evitarlo oggi è quasi impossibile, domani sarà ancora peggio. Questo mi viene “imposto”, subdolamente se vuoi, dal mero fatto che oggi nella community son rimasti 4 gatti a sviluppare, non c’è più “concorrenza”.

          • Maudit

            Detto fatto, un paio di giorni fa ho usato un’app image di kdenlive per fare una videoguida su wordpress. Motivo, la versione presente sul repo era buggata e non avevo voglia di starci dietro. Poi ovviamente l’ho eliminata, dato che non faccio spesso montaggi video.
            Per cose di questo tipo o per non dover abilitare repo aggiuntivi, secondo me è utile.
            Non lo userei però per cose importanti, li è meglio sbattersi un po’.

          • Kim Allamandola

            Mh, quindi tu vedi bene un workaround per software semi-inimpacchettabili a causa della loro discutibile codifica… Cioè anziché far piovere fiumi di critiche e magari patch via mail meglio aggirare il problema compilando staticamente sulla macchina dello sviluppatore. Certo molto utile per lo sviluppo open… Comunque si, in certi casi torna utile, solo IMVHO questa utilità immediata è deleteria nel tempo.

            Più che conservatorismo mi stò spaventando di come la community evolve, una volta c’era partecipazione, adesso sembra che vi sia un “inarrivabile upstream”, le “distro divine” e gli “utenti finali”, assomiglia sempre più alla cattedrale di ESR…

          • Maudit

            Scusa, ho eliminato il mio commento non avendo notato la tua risposta.
            Io non credo che questi sistemi di distribuzione alternativi faranno tanta strada, esistono da anni in altre forme, sotto differenti nomi, e sono già stati usati per distribuire software closed.
            In certi casi il modello di aggiornamento delle distro non è adeguato a risolvere un problema e possono tornare utili (nel mio, il bug con kdenlive era noto e risolto sulla attuale release).
            Se non per il divertimento degli entusiasti, o dietro motivazioni particolari, la via migliore rimangono i pacchetti tradizionali.

  • ciccio

    Unity su Plasma?….Mah!…come dire che Gentiloni è al capo del Governo…Renziloni=Plasmunity ._.

  • Gabriele

    Di Unity prenderei solo l’integrazione delle finestre con la barra principale. Poi kde deve restare personalizzabile al 1000% come lo è ora.

  • anyx

    Addirittura un desktop environment a parte? Fare un bel tema con gli oggetti per Plasma no?

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