Stando ad un’analisi della navigazione in rete il 3.36% degli americani naviga usando Chrome OS contro l’1.47% che usa Linux.

La conclusione è abbastanza evidente (anche se non tiene conto di alcune cose): il marketshare di Chrome OS è il doppio rispetto a quello di Linux.

La crescita dall’anno scorso è netta, dal 2.02% al 3.36%, chiaramente salti del 5, 10 o 15% non erano fattibili contro colossi quali Windows e MacOS. In realtà anche Linux è cresciuto ma in maniera decisamente minore, passando dall’ 1.32% di Febbraio 2016 all’1.47% di Febbraio 2017.

I dati sono ancora più interessanti se comparati con quelli del vecchio continente dove Chrome OS raccoglie un misero 0.5%, Linux è attorno al 2%, 12.6% per macOS e 84% per Windows. Si desume che gli americani sono più orientati alla mela rispetto agli europei e la diffusione dei pc Chromebased è sicuramente maggiore.

StatCounter nello stilare questi dati ha analizzato 15 miliardi di pagine web al mese suddivise per 2.5 milioni di siti internet.

Alt, ma Chrome OS non è Linux?

marketshare chrome os

In realtà si, Chrome OS di per sè è un OS Linux-based (versione altamente modificata di Gentoo). Non possiamo però considerarlo alla stessa stregua di Ubuntu, Fedora, Arch, in quanto disponibile solo su prodotti certificati. Considerare Chrome OS sotto la voce Linux sarebbe tecnicamente scorretto (altrimenti andrebbe fatta la stessa cosa anche per Android).

Va anche ricordato che andare a calcolare in modo esatto l’uso di Linux è difficile anche grazie ad alcune distro che mettono a disposizione tecniche per evitare di essere tracciati, ovviamente anche considerando questi utenti la percentuale non varierebbe poi tanto dall’1.47%.

Android supera Windows ?

android

I dati di StatCounter mostrano anche che Android è molto vicino a superare Windows nella gara tra gli OS più usati al mondo per navigare su internet, combinando pc e dispositivi mobile. Impressionante se consideriamo che cinque anni fa il marketshare era del 2.2% contro l’82% di Windows…

 

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  • Fabio

    Questo conferma quel che ho sempre pensato: le persone usano quello che trovano preinstallato e questo è l’unico problema alla diffusione di linux su desktop.

    • alex

      Non mi sembra, di preinstallato ci trovi windows a meno che non acquisti apposta qualcosa di diverso.

      • Fabio

        Nei Chromebook non trovi Windows, ma ChromeOS. È da lì che salta fuori questo 3%.

        • alex

          Si ma nessuno compra un chromebook per sbaglio e si ritovano con chromeos al posto di windows (o quello che vuoi) senza saperlo.
          Quindi non capisco il tuo commento, un chromebook lo devi per forza prendere volontariamnete.

          • Kim Allamandola

            Se parli del mercato USA è facile che parli di gente che compra computers sugli scaffali di un centro commerciale insieme alle birre, non sapendo manco cosa sia il sistema operativo: tempo fa Google aveva pubblicato un piccolo video sulle conoscenze informatiche medie fermando gente per strada, negli USA, e domandando banalità tipo cos’è un browser, cos’è un OS ecc. Cercalo sul tubo, c’è da ridere per non piangere.

          • Alex

            Infatti un dispositivo di questo tipo è ottimo per quel tipo di clienti, non tutti devono avere conoscenze informatiche per usare questi strumenti per quanto gli farebbe sicuramente solo bene avere almeno qualche conoscenza.
            Ma la forza e anche il limite di Linux è per me proprio il fatto che è essenzialmente nato da informatici per informatici, per cui diventano difficili certi discorsi.

            Comunque non stavo dando giudizi su chromeos ma sottolineavo solo il fatto che in questo caso il cliente ha scelto proprio questo dispositivo quindi non ha usato quello che ha trovato preinstallato senza pensarci.

            In fine da quel che so i principali acquirenti in usa sono gli studenti, per i bassi costi e i servizi che ci girano in torno.

          • Kim Allamandola

            Sono d’accordo, quel che intendevo dire è che nella community open in genere non c’è quel tipo di clienti quindi è ben difficile che compaia una distro pensata per loro… Su forza e limiti del FOSS sarebbe un discorso molto lungo, dico solo che nella storia sono nate e morte molte tecnologie, alcune sono poi state ripescate molto ma molto tempo dopo, quando tanti le avevan dimenticate e tanti manco sapevano più della loro esistenza, quelli che hai tempi le avevan proposte tanto contenti non sono… Però questa non è una novità…

          • Alex

            Questo è vero, infatti spesso mi trovo a dover far capire a chi lavora con me e sviluppa che i dispositivi informatici coinvolgono diversi livelli con diverse conoscenze. Non si può pretendere che sia per forza l’utilizzatore a dover avere certe conoscenze ma bisogna invece fornire degli strumenti al livello loro necessario.

            Spesso non si capisce che un dispositivo che fa di più (es una qualunque distribuzione Linux) non è per forza migliore di uno più limitato (es chromeos), ma dipende da chi e per cosa deve usarlo.

          • Fabio

            Appunto… mi spiego meglio.
            C’è chi compra un pc, nei pc trova preinstallato Win e quello usa.
            C’è chi compra un Mac, lì c’è iOS e quello usa.
            C’è chi compra un Chromebook, lì c’è ChromeOS e quello usa.
            Ma non c’è nulla in vendita (almeno nei supermercati, stiamo parlando del grande pubblico, quello che fa i numeri e che, come dice @Kim in un altro post, compra il pc insieme alla birra) con preinstallata una distro linux, per quello linux ha percentuali ridicole. Le percentuali di uso di un OS le fa l’hardware sul quale è installato quando è venduto, è quello che viene comprato non il SO che quasi nessuno sa neppure cos’è (quante volte mi hanno chiamato dicendo “Il pc non si accende” e alla mia richiesta di quale Windows aveva mi veniva risposto “Boh… Word?”).
            Ciao

          • alex

            Si ho capito il tuo discorso ma non vedo nessuna conferma a questo dall’articolo. Io non posso comprare iOS o ChromeOS ma devo comprare appositamente un Mac o un Chromebook per avere uno dei due. E se vado in un negozio trovo solo pc windows oppure Apple, o per lo meno io un chromebook in vendita su uno store fisico non l’ho ancora visto (magari a Milano o Roma si trova anche, non lo so). Quindi se voglio un chromebook devo cercarlo appositamente e probabilmente ordinarlo online, esattamente come il più delle volte tocca fare per linux.
            Quindi l’utente deve per forza aver fatto una scelta ben precisa, non ha semplicemente preso la prima scatola trovata al centro commerciale e usato quello che c’era dentro.
            Questa al massimo potrebbe valere per iOS, visto che molti semplicemente comprano un mac perchè fa figo e non sono veramente interessati da cosa ci gira sopra (hanno solo delle vaghe convinzione, arrivate da chissà chi, che siano più semplici, che diano meno problemi, che poi tutto funzioni… )
            Per esempio quello che dici era in passato vero per Explorer, la gente trovava preinstallato quello sul 99% dei pc e la maggior parte usava quello senza nemmeno sapere che ne esistevano altri.

            Quindi non criticavo il tuo discorso in se, ma solo il fatto che credo tu abbia preso l’esempio sbagliato in questo caso, sempre che non mi sono perso qualcos’altro che volevi dire 🙂

            Che poi per me ChromeOS e Linux (inteso come distribuzione) non sono nemmeno del tutto confrontabili anche se entrambi sono degli OS, perchè rendono il dispositivo su cui gira una cosa alla fine diversa per tipo di utilizzo e di utenti. Credo che non ci sia nulla che si possa fare su di un Chromebook che non si possa già fare su un pc linux, però come dicevo su un commento sotto fare di più non è per forza meglio per tutti perchè richiede comunque anche competenze specifiche ed impegno in più.

            Scusa il lungo post ma è tanto per discutere 🙂

          • Fabio

            Figurati, si cazzeggia… 😉

            Se il discorso era a livello mondiale avevi ragione, prendere un Chromebook era una scelta consapevole. Ma l’articolo specifica “in america” e negli USA i Chromebook vanno da matti e si trovano sugli scaffali di Walmart e di altri ipermercati. Quindi no, per l’americano medio prendere un Chromebook non è una scelta particolare. 🙂

          • alex

            ecco, non credevo che da loro fossero così diffusi da trovarli ovunque. Questo in effetti già cambia la prospettiva del discorso.

    • icos

      IMHO le persone usano quello che gli fai credere gli serva.
      Per un certo tipo di utilizzo ChromeOS è senza dubbio un valido prodotto, se riesci a far passare il messaggio che con quello puoi fare tutto quello che facevi prima ed anche meglio la gente te lo compra.

    • Windows ha successo anche perché chi vende i PC (sopratutto i commessi) spesso non sa di che parla. Negli ipermercati ci sono i Chromebook ma non conoscendo la piattaforma il venditore lo sconsiglia (mi ci sono trovato una volta).
      Mi spiego meglio: ho lavorato alcuni anni al computer discount e negli assemblati, anche se io facevo pressioni, linux veniva sempre sconsigliato. Perché? Perché il ricarico è così basso che fornire supporto post vendita diventa una rimessa. Quindi il negoziante punta a vendere la piattaforma conosciuta così da non dover fornire lui supporto post vendita.
      Cosa ancora peggiore ho visto un negoziante Wind sconsigliare Android in favore di Windows Phone

      • Fabio

        Guarda, sto proprio scrivendo dal mio fido “piccolino”, un eeePC acquistato da Carrefour qualche anno fa a più o meno 170 euro nonostante i 2 giga di RAM e l’hard disk da 320. Non li vendevano perché era una serie con Ubuntu preinstallato e la prima cosa che il commesso mi disse, col fare ammiccante di chi la sa lunga, era che appena arrivato a casa mi conveniva trovare un amico che gli mettesse su un Windows craccato (si offrì di farlo lui se non conoscevo nessuno) perché quella roba che c’era su non serviva a nulla se non per fare vedere che il netbook funzionava! 😀 😀 😀 Però questa è la conseguenza del fatto che, appunto, linux non è “spinto” dai costruttori, e trovarlo preinstallato è una vera rarità. Se ACER, HP, Lenovo ecc.ecc. cominciassero a vendere regolarmente pc con Ubuntu (tanto per dirne una) i commessi si dovrebbero aggiornare, ma non lo faranno mai, troppi soldi ci sono in ballo con Microsoft!

        Sempre a proposito di commessi che non sanno di cosa si parla, un’altra volta ad un Mediaworld chiesi se sapevano se un certo notebook era compatibile con linux, ed il tipo mi rispose che certamente, potevo metterci quello che volevo: linux, Firefox, Chrome, non c’era problema!!!! Giuro, sarò stato maleducato, ma a questo gli scoppiai a ridere in faccia e gli suggerii di farsi trasferire al reparto lavatrici!!!! 😀 😀 😀

        • Kim Allamandola

          Mh, IMVHO molti commercianti non voglio GNU/Linux per altri motivi:
          – Microsoft ai suoi partner porta clienti, non pochi tra l’altro ed economicamente c’è veramente un ritorno
          – GNU/Linux per un vero servizio post-vendita richiede una certa preparazione, gente adatta, al costo di un commesso non si trova facilmente
          In ultima analisi Windows viene venduto come un prodotto, magari con tanto di scatola con CD/DVD, il commerciale vende prodotti. GNU/Linux lato business è vendibile solamente come servizio (install, manutenzione, modifiche di confs, training ecc) questo è un settore alieno sia al cliente tipo della gdo (che cerca/si aspetta prodotti, non servizi) sia al venditore tipo.

          Su GNU/Linux si può guadagnare eccome ma bisogna dire chiaro e tondo al cliente: tu non paghi un prodotto, paghi un servizio. Oggi puoi comprare da me ferro a costi più bassi e performance migliori che quel che trovi sullo scaffale con Windows, poi io mi occupo dell’install, della post-install, della manutenzione, di offrirti assistenza remota e persino fisica ecc. Se si supera questo scoglio iniziale si guadagna come con Windows o anche di più ma si guadagna tanto più si è bravi tecnicamente (ovvero tanto più automatizzi e meno problemi sw hai) mentre a vender Windows si guadagna se si è bravi commercialmente, l’assistenza viene in genere esternalizzata a terzi e spesso si raccontan balle (tipo hai perso tutto per un virus, solo per far prima). La GDO un approccio simile non può averlo, il piccolo negozio potrebbe ma non ha in genere le competenze e le società di servizi han target più business che altro.

          GNU/Linux vince commercialmente quando si ha a che fare con aziende medie o grandi che non han un IT interno sufficiente ma san qualcosa di IT e ne han seriamente bisogno o nel momento in cui i problemi di Windows diventano talmente pesanti da far stufare l’utente domestico (sopratutto ora che il computer diventa importante non soltanto a fini ludici), altrimenti GNU/Linux esiste per chi lo usa e sviluppa: il sw open non nasce infatti per vendere ma per soddisfare i bisogni dei suoi stessi sviluppatori.

        • dopo anni di linux ho smesso di fare la domanda “è compatibile”
          la risposta la so già:

          “Si” ma con faccia di chi ti risponde perchè altrimenti non vende
          “No funziona solo con Windows” con faccia che non riesce a mascherare la sua ignoranza
          “mmm non lo conosco” il più sincero
          “aspetta chiedo al collega” che ovviamente risponde no

          Quando devo comprare dell’hardware ormai mi documento prima e vado dal negoziante sapendo già cosa voglio.
          Se trovo quello che sembra sicuro di se faccio la domanda ma solo per divertimento

          • alex

            va bè ma sui grandi negozi chiedere ai commessi è quasi sempre del tutto inutile, figuriamoci poi con cose così specifiche su cui avrebbero problemi a rispondere anche persone abbastanza esperte nei piccoli negozietti. Anche se loro magari almeno capiscono cosa gli stai chiedendo e possono aiutarti a documentarti o se possibile fare qualche prova.

          • Fabio

            Lo so, lo so, ma sai com’è, ogni tanto bisogna dare fiducia al genere umano… ;-D

  • Andrej Peribar

    Ci sono tante piccole aziende che investono in distribuzioni “minori”.
    Spesso che puntano sulla leggerezza o sull’essere un client SaaS.

    Mai compreso perchè nussuno abbia creato una distro FLoss di chromium.
    Se ben supportata (ancora oggi dopo la rivoluzione mobile ma molto meno) avrebbe coperto gran parte degli utilizzi della massa.
    Ben supportata implica un minimo di spazio cloud storage per sincronizzare i settaggi e perchè no il pagamento di uno spazio extra per i dati da cui poter guadagnare e una certa attenzione per l’offline anche se solo tampone in attesa di ricevere syncronizzazione.

    Onestamente non sono molto stupito di questi numeri.
    Ovviamente ciò che dice @Fabio63:disqus è vero, parte dell’impegno doveva essere dedicato a creare un “netbook” (magari ARM) dove preinstallare il sistema.
    E parte dedicato a una buid x86 per “resuscitare” vecchi PC.
    (so che ci sono state build x86, so che c’è qualche piccola distro che compila chromium, quindi il mio giudizio è al netto di queste informazioni)

    • Aury88

      esistono netbook con linux preinstallato, ma rimangono sistemi di nicchia e di fatto sconosciuti…uno su windows che di fatto utilizza solo il browser e, tramite esso, i servizi google ci mette poco a fare il salto ad un altro prodotto sapendo che un sistema sviluppato da google è pensato per l’utente medio (come tutti i prodotti google) ed adeguato alla fruizione di internet e dei servizi google (come tutti i prodotti google)…oltre al fatto che i chromebook sono spesso pubblicizzati su google….mentre se chiedi in giro linux è ancora quel sistema mitologico da nerd cantinari utilizzato solo tramite linea di comando… e questo quando sanno che esiste.
      il preinstallato è di sicuro un grande ostacolo, ma non l’unico ne, imho, uno dei più gravi

      • Andrej Peribar

        Concordo in generale, ma non vedo come si inquadri con il mio discorso.
        Non parlavo in fondo di GNU/Linux e i suoi ostacoli nella totalità, ma del fatto che nessuna azienda o comunità di sviluppo abbia mai provato l’approccio “ChromeOs” forkando chromium.

        Ripeto, in parte concordo, ma non vedo il nesso.

        • Aury88

          non capisco a quale scopo? la forza di chromeOS sono i servizi google…la comunità può già utilizzarli da una qualsiasi distro o da chromiumOS (che già esiste)…viceversa dare una soluzione veramente alternativa richiederebbe servizi alternativi, nessuno dei quali purtroppo ha la stessa mole di utenza e quindi lo stesso mercato…sarebbe un fork solo a scopo puramente antagonistico (a livello di sviluppo), non di per se funzionale e in grado di competere imho.

    • Kim Allamandola

      Perché non vi sono versioni “community-based” di Chromium? IMVHO perché è un mostro indigeribile, ancor più complesso di FF e nessun sviluppatore opensource è interessato a giocare alle moderne riedizioni dei terminali stupidi… Li abbiam abbandonati per i loro problemi da decenni…

      • Andrej Peribar

        Bha, non saprei.
        Ovviamente anche io mi rendo conto che un client OS come chromeOS sia limitato rispetto ad un sistema completo, ma secondo me avrebbe una “grande nicchia” di utenza.E secondo me si potrebbe anche impostare lato “servizi server” un certo business per mantenere lo sviluppo.

        Alla fine che ci piaccia o meno (a me no, ma tant’è) ‘sto cavolo di impronta client/cloud sta prendendo molto piede.

        Senza pensare che in ottica “ufficio” molti sistemi sono praticamente thinclient con win7 che emula winxp per aprire un singolo software gestionale incompatibile con i nuovi sistemi o i.e6 per accedere a database arcaici.

        Però via, il fatto è che nessuno è interessato, avranno certamente motivi 🙂

        • Kim Allamandola

          Anche se vi sono quasi più aziende/sviluppatori pagati nel FOSS queste/i sviluppano in genere per il loro uso interno, non per “clienti terzi”, tanto più terzi del tipo da OS-browser (tipicamente gente che compra un laptop al supermercato).

          Nel mondo open il business in genere è:
          – iniziare qualcosa che serve a se medesimi (es. ho bisogno di una rubrica, comincio a svilupparla)
          – pubblicare ed invitare terzi interessati a partecipare (es. altri si interessano alla mia rubrica e la evolvono secondo i loro bisogni)
          Alla fine della fiera un prodotto che da solo non potevi sviluppare o portare ad un certo livello diventa “quasi autonomo” grazie alla community che ci s’è sviluppata intorno. L’interesse non è quindi vendere un prodotto ma trovare gente con interessi comuni per “dividersi” il lavoro abbassando enormemente gli sforzi richiesti per far crescere e mantenere un sw.

          Il cloud è antitetico a questo modello ed IMVHO nasce principalmente per due motivi: il bipede medio stà iniziando ad usare il computer un po’ oltre la macchina da scrivere o stazione di gioco, le informazioni salvate, la loro disponibilità ecc diventano quindi importanti. Il bipede medio compra un telefono, lo configura, poi vuol trovarsi la rubrica uguale anche sul tablet e sul laptop, vuole quando cambia telefono trovare magicamente tutto quel che aveva sul vecchio nel nuovo ecc. Codesto bipede non ha normalmente competenze per far da se. D’altro canto il sw tende sempre più all’opensource, non c’è quasi più nulla, commerciale incluso, che non abbia componenti open al suo interno; il business del vendere il software come prodotto in scatola su uno scaffale non è più sostenibile quindi le sw-house devono trovare nuove strade per inc^H^H^H cetriol… ehm fidelizzarsi i clienti: quale miglior trovata di succhiarsi i loro dati personali, magari studiandoli anche, rivendendoli ecc?

          La cura a questa situazione sarebbe creare soluzioni adatte ai bisogni odierni, per es. fs “distribuiti” che possano esser sincronizzati tra macchine diverse anche dall’utonto medio (lo zsh con snapshot, send&recv è un pioniere in tal senso), servirebbero soluzioni di deploy a portata del geek medio (FAI, Linux-COE, Cobbler, Preseed, Kickstart, … odierni richiedono admin esperti e grandi moli di lavoro) e questo implica nuovi installer che a loro volta vogliono nuovi pkg-man (OpenSolaris/IllumOS fece un bel lavoro con IPS ed i BE, ma…) e far questo richiede gente molto competente, con molto tempo ed anche un po’ di risorse. Nell’era moderna del break-even entro 6 mesi, dei progetti “a basso costo”, del far tutto in fretta ecc un simile sviluppo è considerato follia, un tempo sarebbe stata considerata un’opportunità da aziende tipo SUN, SGI, DEC, … Cmq prima o poi ci arriveremo, dopo abbondanti scottature nebulose, ma temo molto avanti nel tempo…

  • Aury88

    Scusate ma perchè non si dovrebbe considerare android un linux? alla fine android usa un kernel linux…non mi sembra sia tecnicamente scorretto, semmai è scorretto definirla una distro GNU/Linux in quanto utilizza per lo più programmi non GNU.
    Il fatto che sia disponibile solo come preinstallato non vedo come alteri il fatto che sia comunque un sistema operativo linux che alla fine è un termine che classifica solo quei so che usano un kernel linux non il metodo di distribuzione del so…
    sono moltissimi i sistemi linux realizzati ad-hoc per l’hardware su cui girano e distribuiti unicamente preinstallato ad esso e nessuno sino ad ora si era mai preoccupato di classificarli come qualcosa a parte.

    • matteo81

      1) Ha una userland completamente propria
      2) E’ incompatibile a livello binario con qualunque gnu-linux
      3) La classifica è fatta di sistemi operativi completi…. non è una classifica di kernel (che ovviamente sarebbero inutilizzabili senza tutto il resto)
      4) In base a questo criterio anche i Mac dovrebbero essere classificati come BSD… eppure…

      • carlo coppa

        sono d’accordo con Aury88 e anche tu vedo che scrivi “E’ incompatibile a livello binario con qualunque gnu-linux” a dimostrazione del fatto che dire che una distro è “Linux” può significare solo che è una distro che utilizza il kernel linux, altra cosa è Gnu-Linux. Nella’articolo avrebbe più senso parlare di Gnu-Linux.

        • matteo81

          Si, l’articolo avrebbe dovuto mettere Gnu-Linux ma detto questo sia io che tu che Aury abbiamo subito intuito il riferimento alle distro…. purtroppo è una convenzione dura a morire…
          Ma la classifica una volta chiarito questo è corretta perché parla di sistemi operativi completi… non di kernel ovviamente che sarebbero inutili di per se stessi…. non mi pare ci sia da capire molto di più…

          • Aury88

            beh..io l’ho intuito solo perchè sapevo dove voleva andare a parare l’articolo e solo perchè è l’unica maniera per cui quello che dice l’articolo ha un senso…imho è proprio lo userland che distingue un chromeOS da una distro GNU/Linux ed è nelle distro classiche proprio GNU a formare lo userland ed è quindi di questa differenza che si sarebbe dovuto parlare. imho quindi chromeOS è un sistema linux a tutti gli effetti.

            per il tuo esempio sul mac perchè non parlare allora dei vari windows classificati tutti come un unica grande famiglia nonostante il cambio del kernel da DOS ad NT?

            La classificazione oggigiorno è più sull’azienda produttrice che sul kernel (ci sono mele, finestre, grandi G e gli altri accorpati sotto la dicitura cantinari) e, se nel gergo comune può passare, da un articolo che cerca di mostrare le differenza tra un sistema linux e l’altro mi aspetto che si sia più precisi proprio per non generare confusione….e un linux ma non è un linux non ha senso

          • matteo81

            Certo che chrome os e ‘ Linux…. Ma non capisco il motivo per cui si debba rimarcare quando la statistica e’ riferita a sistemi completi…. Il fatto che giri con un kernel Linux non sposta di una virgola il senso dell’articolo….
            Per quanto riguarda Windows credo la tua osservazione sia fuori luogo dal momento che nt esiste dal 2000 e dubito esista una quota rilevante di os Microsoft basati ancora sul vecchio dos…..
            Ripeto: Impuntarsi su quale sia il kernel non interessa nel contesto in questione…. Di per se’ un kernel e’ un eseguibile inutilizzabile singolarmente…. ChromeOs potrebbe per assurdo usare bsd oppure altro come base e non cambierebbe nulla ai fini dell’indagine….. Esistono decine di motivi (licenza, costi, scalabilità) per cui si decide di usare un prodotto piuttosto che un altro….. Bsd ad esempio e’ alla base di ps4 e della nuova Switch eppure giustamente non vengono contate…. Non capisco a chi possa interessare quale kernel usa chi……

          • Aury88

            l’articolo parla di generici sistemi linux che è una definizione in cui rientrano (proprio sotto il punto di vista tecnico che è invece quello escluso a detta dell’articolo) sia le distro classiche sia tutti gli altri compresi chromeOS e android. non vedo scritto da nessuna parte “sistemi operativi completi”. l’unico sistema operativo completo nel confronto è chromeOS che, se si leggesse l’articolo e non si cercasse di immaginare cosa intendesse realmente l’autore, viene confrontato con i suo stesso kernel (e poi effettivamente con delle distro linux usate però solo come esempi di “sistemi linux”)…di fatto si asserisce esplicitamente che un sistema, dotato di kernel linux, ha il doppio della diffusione di linux che è una contraddizione sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello matematico.
            senza considerare che poi lega (tecnicamente a suo dire) la questione “definizione di sistema linux” alla metodologia di distribuzione dell’OS che è una cosa che non si era sentita mai da nessuna parte. la cosa è grave dal punto di vista dell’articolo perchè l’articolo parla del confronto tra a e b ma poi (tralasciando che quello chiamato b fa parte di a) definisce l’uno diverso dall’altro per una questione che non è assolutamente alla base della definizione di cosa è a e cosa è b.

            l’osservazione su windows non è per nulla fuori luogo…neanche nel periodo in cui NT era abbastanza nuovo, e quindi coesistevano quote non indifferenti sia di sistemi con kernel DOS sia quelli con kernel NT, si è fatta questa distinzione… e non capisco comunque come centri l’inesistenza di una quota rilevante con il discorso classificazione…visto che la quota di distro linux può essere considerata possiamo classificarlo un windows?
            credo sia piuttosto fuori luogo la discussione sul fatto che di per se kernel da solo non sia rilevante,
            è assolutamente corretto ma cosa centra questo?
            è l’articolo a tirare in ballo il kernel quindi direi che è quanto meno rilevante in tutta questa discussione visto che è di fatto il soggetto dell’articolo…se si facesse un articolo in cui si nomina ps4 o wii e kernel, scusami, ma anche li diventerebbe imho rilevate sul contesto che cosa utilizzano questi come kernel.

          • matteo81

            “l’articolo parla di un generico “linux” che è il nome del kernel e per “sistemi linux” , di cui comunque non parla, si classificano (proprio sotto il punto di vista tecnico che è invece quello escluso a detta dell’articolo) sia le distro “classiche” sia tutti gli altri compresi chromeOS e android. non vedo scritto da nessuna parte “sistemi operativi completi”. l’unico sistema operativo completo nel confronto è chromeOS che, se si leggesse l’articolo e non si cercasse di immaginare cosa intendesse realmente l’autore, viene confrontato con i suo stesso kernel (e poi effettivamente con delle distro linux usate però solo come esempi di “linux”)…di fatto si asserisce esplicitamente che un sistema, dotato di kernel linux, ha il doppio della diffusione di linux che è una contraddizione sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello matematico.
            senza considerare che poi lega (tecnicamente a suo dire) la questione “sotto la voce linux” alla metodologia di distribuzione dell’OS che è una cosa che non si era sentita mai da nessuna parte. la cosa è grave dal punto di vista dell’articolo perchè l’articolo parla del confronto tra a e b ma poi (tralasciando che quello chiamato b fa parte di a) definisce l’uno diverso dall’altro per una questione che non è assolutamente alla base della definizione di cosa è a e cosa è b.”

            Hai capito perfettamente di cosa vuol parlare l’articolo… come il sottoscritto e chiunque abbia commentato questa notizia…. quindi a che scopo continuare a impuntarsi su una cosa chiara e palese per tutti? prendi le cose per quello che sono… non ci sono fantasmi da cacciare ma una banale statistica buttata lì a scopo indicativo… relax…

            “l’osservazione su windows non è per nulla fuori luogo…neanche nel periodo in cui NT era abbastanza nuovo, e quindi coesistevano quote non indifferenti sia di sistemi con kernel DOS sia quelli con kernel NT, si è fatta questa distinzione… e non capisco comunque come centri l’inesistenza di una quota rilevante con il discorso classificazione…visto che la quota di distro linux può essere considerata irrilevante possiamo classificarle sotto windows?”

            E’ totalmente fuori luogo in virtù del senso dell’articolo… che è semplicemente quello di valutare l’utilizzo di os differenti e non quello di fare statistiche basate soltanto su kernel…. e poi permettimi… ma chi se ne frega delle quote di sistemi dos…. oggi sono sostanzialmente morti e sepolti e il 99,9 % di win sono tutte versioni nt….. e visto che la statistica è riferita ad oggi…… quale sarebbe il problema?
            Anche in questo caso non riesco a capire l’utilità di creare un caso….

            “credo sia piuttosto fuori luogo la discussione sul fatto che di per se kernel da solo non sia rilevante,
            è assolutamente corretto ma cosa centra questo?”

            Centra con la tua risposta e il tuo cercare a tutti i costi di convogliare tutti i “linux based” come stessa cosa… che più o meno è il motivo per cui non ti trovi d’accordo con l’articolo…. polemica piuttosto sterile visto che tutti ne abbiamo capito perfettamente il senso compreso te..

            “è l’articolo a tirare in ballo il kernel quindi direi che è quanto meno rilevante in tutta questa discussione visto che è di fatto il soggetto dell’articolo…se si facesse un articolo in cui si nomina ps4 o wii e kernel, scusami, ma anche li diventerebbe imho rilevate sul contesto che cosa utilizzano questi come kernel…”

            Assolutamente no… l’articolo prende dati da statcounter e li suddivide in base a sistemi operativi diversi… e non in base a kernel diversi…
            All’atto pratico un kernel è inutilizzabile e siccome l’utilità e la funzionalità è il primo attributo che un sistema operativo deve per forza di cose avere è del tutto ininfluente quale kernel monti cosa…… questa è una tua fissazione probabilmente generata dalla voglia di sentirti dire che il kernel linux lo utilizzano anche gli eschimesi per creare il ghiaccio…. cosa, lo ripeto, che non interessa a nessuno nel contesto della news che stai commentando….
            Io posso prendere due kernel linux identici, con la stessa userland, stesso file system e stesse patch… ma mi basta cambiare il Runtime e ottenere due sistemi diversi a livello applicativo e quindi di utilizzo oltre che incompatibili fra loro…. voi siete ossessionati da questo benedetto kernel…. troppi mesi passati sul blog di Iodice…:)

          • Aury88

            ti ho risposto ma il sistema mi blocca i commenti pur non contenendo link e pur essendo più corto di altri commenti…e non ho voglia di riprovarci. pensa quello che vuoi…pure che la mia sia una stupida fissazione di vedere scritto linux da qualche parte…poco male visto che generalmente è inutile discutere con chi ad un certo punto comincia ad inventarsi frasi o a trovare patologie nei commenti di chi non accetta i propri ragionamenti

          • matteo81

            Generalmente sei sempre e solo tu quello che porta allo sfinimento qualunque discussione pur di avere formalmente una parvenza di ragione…. basta guardare lo storico dei tuoi interventi in questo blog per capirlo in un amen…. sarebbe come rubare a casa dei ladri:) Com’è accaduto anche in questa news… un dato poco lusinghiero per le distro open source superate da un prodotto di un’azienda che fonda il proprio businnes model su servizi proprietari…. e ti sei arrovellato per cercare in tutti i modi di far passare il concetto opposto screditando la statistica scomoda… per un po’ ti sono venuto dietro per leggere quale storia avresti tirato fuori ma dopo un po’ diventa quasi ridicola la situazione e lascio perdere…
            Si la tua è una fissa… e confermo appieno… basta appunto controllare lo storico dei tuoi interventi verso chiunque che, anche argomentando in modo esaustivo e competente, si prende l’ardore di criticare qualcosa che sia open source… non parliamo poi di chi si permette di criticare Canonical per qualunque motivo…. anche in questa news hai dato ampio sfoggio del tuo caratterino… basta vedere come hai risposto a user1… la sua era una riflessione del tutto legittima oltre che sacrosanta storicamente parlando… e la tua risposta…. un one-man-show da fan incarognito che conferma soltanto come tu sia talmente preso dal combattere pseudo guerre inesistenti che nemmeno comprendi le riflessioni alle quali vorresti controbattere….. lasciamo perdere..
            Guiodic…. tornato in mente? credo di si visto che commentavi pure tu ogni tanto…

          • Aury88

            intanto io a differenza sua non invento frasi o strane patologie nell’interlocutore per portare avanti i miei ragionamenti. ripeto per l’ennesima volta: non mi interessa nulla ne tanto meno mi arrovella in alcun modo cosa usa cosa e vedo quindi che il vizietto di inventarsi cose su persone che non conosce non le è passato, dimostrazione che avevo ragione sull’inutilità di argomentare con lei. uso android e lo chiamo android non linux ne altro.

            non ho screditato alcuna “statistica scomoda” (de che scomoda?), purtroppo la spiegazione estesa è andata persa in uno dei messaggi in pending ma ripeto anche qui la mia frase “La classificazione oggigiorno è più sull’azienda produttrice che sul kernel ” (a cui poi si ricollegava la discussione NT e DOS che è una cosa che a suo tempo ha fatto statcounter sempre per la stessa motivazione) che da spiegazione e quindi ragione di come è stato fatta la statistica, che è anche una scelta per questioni di leggerezza grafica, ma pur sempre così come scritta errata; ma ciò non toglie che lffl non è topolino ne novella 2000 ma un sito che vorrebbe essere tecnico e che quindi ritengo assolutamente non assurdo che si pretenda un minimo di precisione sui termini usati. che è l’unica cosa su cui mi sono fissato se proprio vogliamo usare i suoi termini.
            se sono lungo è perchè argomento…potrei portare avanti anche io molto più brevemente la discussione facendo come lei e prendendo le argomentazioni semplicemente come l’arrovellarsi di un fissato…ma visto che lo ritengo un atteggiamento esecrabile lo evito anche nel rispondere quando attuato nei miei riguardi come in questo caso. comunque fino ad ora, a differenza sua, non ho mai scritto una intera filippica solo per accusare un commentatore di varie cose

            non mi sembra che nella risposta a user1 abbia detto qualcosa di illegittimo o non sacrosanto…ho riconosciuto dei limiti delle distro linux alcuni colmabili altri no se i servizi o l’hardware non sono compatibili. ho semplicemente riportato in una breve frase che per quello che ne faccio io l’utilizzo di una distro linux a me ha semplificato il lavoro e dava ad intendere che altri (ben piu del 1-2% )imho si sarebbero trovati più comodi se solo conoscessero e si trovassero preinstallato linux e che quindi di per se il so non ha problemi. non entro nella teoria dell’azienda che organizzi il lavoro perchè per me certamente aiuterebbe ma so che non sarebbe comunque in grado, nel mondo foss, di raccogliere proprio tutte le forze. le sembra questo il ragionamento di un one-man show o di un fanboy preso in una pseudo guerra?i suoi evidenti preconcetti nei miei riguardi forse le hanno fatto leggere troppo di fretta i miei messaggi

            Guiodic già..sono anni che non ne sentivo parlare, non so neanche se ha più il blog…si, leggevo il suo blog e lo frequentavo, penso però con cadenza mensile e almeno 3 annetti fa se non di più.

          • matteo81

            Ti prego dammi del tu… a occhio e croce dovrei avere 7 anni più di te…. non c’è bisogno di fare i perbenisti..
            Non ho mai detto che tu abbia una patologia… ho detto solo che sei fissato su certi argomenti e basta semplicemente leggere quello che scrivi per capirlo… e non sono nemmeno il primo che lo nota da quanto leggo… ognuno nella propria vita è attaccato a certe convinzioni, non è ne un bene e nemmeno un male…
            Lffl NON è un sito tecnico.. e non lo è mai stato… phoronix è un sito tecnico tanto per dire…. qui si pubblicano solo notizie prese da terzi facendo zero approfondimento…
            La statistica è già stata spiegata, approfondita e sbrodolata in lungo e in largo e anche un bambino ormai avrebbe capito e cosa si riferisce…. se non ti piace cita statcounter oppure lffl per disinformazione… cosa ti devo dire….

            La riflessione di user1 era generica e spiegava in modo abbastanza chiaro il vero problema di fondo… che con la community di volenterosi non si arriverà mai da nessuna parte nel mondo consumer…. la storia lo dice.
            Tu da un post di questo tipo te ne sei uscito dicendo che preferisci gnu-linux e che l’unico motivo della scarsa diffusione resta l’abitudine delle persone, il preinstallato e il supporto…. insomma, la solita pioggia di luoghi comuni e il solito malcostume di attribuire i propri limiti ad altri… quando invece ci sono 1000 motivazioni tecniche per cui un produttore non vuole gnu-linux nel suo portatile oppure perché l’azienda XY non supporta linux col suo driver o col suo programma…. cercati Adam Tarshikov in rete e forse ti farai una vaga idea di tutti i limiti di cui parlo…. magari per una volta qualcuno si sveglia dalla favoletta dei complotti…
            E poi permettimi ma il fatto che tu preferisca gnu-linux sul tuo pc non sposta di una virgola la discussione… detto poi da uno che utilizza ubuntu phone poi…. un fallimento tecnico e commerciale su tutta la linea sino ad oggi…. e nonostante questo sono mesi che provi con voli pindarici e acrobazie varie a difenderlo…. il tuo non è un parere oggettivo… puoi raccontarla come ti pare e condirla come vuoi… ma carta canta.

            Io non mi vergogno proprio di nulla perché non ho offeso nessuno…. e passare sulla difensiva non aiuta a tenere un dialogo costruttivo… Cresci.

          • Aury88

            non sono d’accordo sul fatto che di per se le distro linux siano inferiori a windows…alla fine anche windows fa andare unicamente il software scritto per lui esattamente come una distro linux. semplicemente le distro linux avendo meno diffusione hanno anche meno software scritto per loro….non mi sembra ne un luogo comune ne uno scaricare i propri limiti su altri…il mio esempio non era per dire che in termini assoluti le distro linux siano adatte a sopperire a windows..ma che generalmente un utente senza esperienza di programmazione e amministrazione di un sistema linux può usarlo per fare molte cose che, a mio avviso, sono comuni ad una buona parte di utenti comuni…mancanze tecniche lato so non ne conosco…semmai lato software la comunità foss non è stata ancora in grado di dare risposte dello stesso livello (ed è più li imho che servano le aziende che coordinino per i vari prodotti), ma lato distro cioè sistema operativo per avviare programmi ed interfacciarsi con l’hardware cosa manca a parte i drivers? le motivazioni tecniche per non volere linux sul proprio pc non ne conosco 1000…io conosco solo la questione del supporto da parte dell’azienda software , il rischio invenduto e del reso e il fatto di riscrivere i driver. Adam Tarshikov non trovo nulla (ho trovato solo un max e siti in russo)..cercherò meglio dopo
            non uso ubuntu phone, uso andrioid…di che stai parlando? non ho mai detto che sarebbe stato un successo commerciale.. se leggi bene, ho solo detto che una volta che si sviluppa un solo sistema in grado di adattarsi al I/O all’azienda che il prodotto abbia successo o meno sulla tipologia di device x interessa poco nulla vi sto che i cambiamenti li sfrutta anche per gli atri settori in cui va bene…quindi canonical non si espone più di tanto nello sviluppare UT perchè in realtà così facendo porta comunque avanti lo sviluppo anche del resto e ti sfido a trovare dove direi che è dal punto di vista commerciale sia un successo…e comunque non è andato male…i limiti fino ad ora sono stati imposti dal numero di device disponibili e sono andati tutti venduti in poco tempo. meglio di così, nel range dei limiti, non si poteva fare.
            che lffl non sia un sito tecnico purtroppo lo si constata da certi articoli, ciò non toglie il cercare/sperare in un miglioramento…anche perchè è monotematico sul comparto informatica e visto che deve parlare di un solo argomento che lo faccia in maniera adeguata non dico ad un pubblico tecnico.
            IL dialogo costruttivo è inutile quando l’interlocutore ti dice che sarei un fissato (cannando argomento della mia fissazione, il computer e il so sono per me solo strumenti che uso e mi interessa unicamente che mi funzionino bene), one-man-show, fan incarognito ecc
            non ci becchi neanche su canonical, semplicemente noto che viene trattata in maniera un po diversa da altre aziende…ma fa cagate come tutte le altre…e comunque direi che sono più un fan di endlessOS insomma…hai avuto la presunzione di credere di conoscermi…ed è di questo che ti dovresti vergognare. non sono sulla difensiva su nulla…per qunto mi riguarda la persona che descrivi ha altri interessi dai miei

  • Mauro Contene

    di questo passo conquisteremo il mondo nel giro di pochi anni 🙄

    è possibile sapere il prezzo dei dispositivi chrome os in america e in europa?

  • Kim Allamandola

    Personalmente non trovo riscontro con queste statistiche, non ho certo un campione significativo ma
    negli ultimi anni, e soltanto negli ultimi anni, ho assistito ed assisto ad una sempre maggiore richiesta
    di GNU/Linux, in particolare di Ubuntu. Vedo riviste per niubbi comparire nelle edicole, al posto delle
    poche per tecnici che son sempre meno, sento gente, avvocati, commercialisti, medici, spedizionieri,
    noleggiatori d’auto domandare Ubuntu.

    Non posso dar percentuali ma son sicuro di una cosa: GNU/Linux lato desktop è salito rapidamente,
    direi quasi esponenzialmente negli ultimi anni cosa che mi porta a dubitare di ogni statistica che mostri
    un andamento lineare, praticamente piatto, in decenni. Un altro dato che nelle statistiche non compare
    è la crescita del numero di dispositivi venduti e di quelli smaltiti.

    • Aury88

      i chromeOS sono sistemi prima di tutto pensati per la fruizione di servizi e di internet…dipende quindi da che ambiente frequenti. se parliamo di ambiti lavorativi/accademici di utilizzo del pc è, almeno per ora, raro vedere un sistema del genere.
      ChromeOS non ha bisogno di riviste o altro…fai il login con un account google e ti ritrovi i sistema settato e con già tutti i servizi sincronizzati 😛

      • alex

        tra i servizi che ci girano attorno ci dovrebbero essere quelli dedicati all’istruzione per gestire le informazioni tra studenti ed insegnanti, oltre ad altri vantaggi dedicati come spazio di archiviazione ecc… forse anche per questo in USA hanno preso piede nel mondo accademico. Questi servizi dovrebbero esserci anche da noi ma, salvo l’iniziativa di qualche insegnante, non credo che sia la norma utilizzarli e quindi diventano molto meno interessanti.

        E non solo basta fare il login ma in caso di problemi si riscarica direttamente l’immagine tornando operativo oppure in caso di problemi hw basta solo fare il loghin su di un altro dispositivo e riprendere il lavoro. Nulla di trascendentale in realtà, ma per chi vuole pochi problemi o non ha le competenze per gestire cose più complesse è una grandissima cosa. Ecco, una disto linux con focus su questi aspetti forse potrebbe essere interessante e ad esempio Canonical potrebbe anche avere l’infrastruttura per farlo. Che dici? inutile?

        • Kim Allamandola

          Sarebbe utilissimo, ma nel mondo open si fan le cose “bene”, quindi non nasce un “servizio cloud” pensato per il lucro bensì un servizio personale, distribuito, opensource, collaborativo ecc. Far questo richiede una sostanziale riscrittura degli OS/distro attuali che sono nati in un’era precedente, servono nuove soluzioni di storage che si portino dietro nuovi installer, nuovi pkg-manager, nuovi framework per gli sviluppatori. Tutte sfide appassionanti ed opportunità nei tempi d’oro di unix ma oggi ritenute follie perché richiedono grandi risorse, grandi competenze (pressoché scomparse con le varie riforme scolastiche) e lungo lungo tempo.

          Oggi si da ragione a Multics/Plan9, alle LispM, peccato però che nei decenni passati da quando questi progetti partirono si è andati verso il disastro che quegli sviluppatori avevan già ben chiaro e ripartire non è certo così semplice…

          • alex

            Si è difficile pensando come comunità, ma non a caso ho pensato a Canonical. In fondo uno smartphone è del tutto analogo, anzi anche peggio per il maggior numero di produttori, diversità hw e le tante cose che ancora mancano da sviluppare. In pratica Canonical (solo come esempio) si occuperebbe della parte di assistenza di cui parlavi in un altro post, rendendo il dispositivo solo un prodotto.

        • Aury88

          utile certamente e qualcosa si era fatto per quanto riguarda le app installate…purtroppo a parte cose che richiedono pochi dati la sincronizzazione di file e alcune delle impostazioni (i file nelle directory ~.*) non è possibile visto che canonical non ha servizi per conservare i file sincronizzati (e meno male vista tutta la m* che gli è stata lanciata addosso per le ricerche, anonimizzate, online) ci si dovrebbe basare su servizi terzi che non è una cosa semplice da gestire ed integrare.

          io questa cosa preferisco ottenerla non formattando la partizione home che ho a parte è reinstallando con formattazione solamente la root

    • DeeoK

      Pardon ma non mi sembri in possesso di nessun dato se non la tua percezione basata sulle riviste nelle edicole.
      Non è esattamente affidabile, come dato.

      • Kim Allamandola

        Si, non ho nessun dato verificabile ma non penso di vivere in un luogo all’estremo della gaussiana onde per cui pur non potendo dar in effetti percentuali noto che di cambiamenti ce ne sono stati eccome… Le riviste “nuove nate”, da qualche anno (quindi non più a livello di “esperimento”) e con un certo target (non tecnico) mi dan un buon indicatore: quale editore investe per già 5/6 anni su riviste dedicate a dummies se la percentuale di utenti desktop è invariata da decenni? Perché negli stessi luoghi che ho frequentato per anni oggi vedo più laptop con Ubuntu che mai prima d’ora? Com’è che vedo in alcuni uffici pubblici (vivo in Francia) Ubuntu sui desktop quando non c’è mai stato?

        Somma non so che accada nel resto del mondo, ma per la parte di Europa che più o meno posso “aver annusato” la percentuale d’uso desktop di GNU/Linux non può che esser salita, di parecchio. Se poi altrove nel mondo è scesa e quindi i dati complessivi restano invariati non mi è dato saperlo.

        Non per sembrare il classico spocchioso arrogante (si, sono consapevole che a volte tendo ad esserlo) ma le varie statistiche pubblicate sono forse verificabili? Possiamo noi avere e *controllare* i dati di StatCounter? Io personalmente no quindi tra un terzo, pur “grosso”, con reputazione ecc, ma di cui potrei solo fidarmi ed il mio naso preferisco quest’ultimo 😀

        • DeeoK

          Di solito queste statistiche sono basate sull’accesso ad internet. Non sono precisissime perché non è facile identificare l’effettiva diffusione dei sistemi operativi. Comunque si parla di miliardi di pc: l’1% in più o in meno sono parecchi dispositivi.

          Comunque l’editoria sta diventando a sua volta di nicchia, quindi ci sta che punti ad un pubblico specifico piuttosto che generico.

        • Simone Bonzanini

          Che Linux cresca anche dal lato desktop è indiscutibile, purtroppo la crescita che puoi percepire, cioè quella del qualche migliaio in più all’anno, è proprio quella percentuale infinitesima se consideriamo che al mondo vi sono ormai svariati miliardi di pc. Cmq sono del parere che piano piano crescerà ancora, anche se rimarremo cifre di nicchia tipo Apple, che a sua volta è una percentuale risibile del totale.

        • Kib

          Tieni presente che il fatto che lo vedi in ufficio non vuol dire che poi quella stessa persona abbia linux a casa. Se in ufficio naviga su 3 siti magari a casa ne visita 30 e questo fa pendere sempre la bilancia verso Windows o Mobile

          • Kim Allamandola

            Mh, spero che una statistica pubblicata quantomeno cerchi di identificare il soggetto! Sugli uffici ok, ma sino a alcuni anni fa Ubuntu (o altro FOSS) non compariva sui desktop, per dire da alcuni anni tra treni, aeroporti, alberghi ecc diciamo che osservo una piccola percentuale di bipedi con laptop acceso, di questi ogni 2/3 avvistamenti uno è Ubuntu, sino a un po’ di tempo fa era un evento talmente raro che se ne vedevi uno ti ci mettevi a chiaccherare ed il numero di bipedi con laptop non è granché aumentato… Idem dicasi per le riviste, negli ultimi 20/25 anni, sino a pochi anni fa (a spanne) c’eran 2 riviste, poi se ne aggiunse un’altra, target comune semi-geek o tecnici, poi ancora una veramente pregevole (Hacker&co) che è durata solo pochi anni, sui 5 anni fa (sempre a spanne) sono comparse almeno altre 3 riviste tutte “for dummies” e vivono tutt’ora, son comparsi sempre più articoli “for dummies” su riviste note non a tema GNU/Linux, su forum famosi non a tema ecc. ‘Somma senza dar nei numeri un gran cambiamento c’è stato. Non so se in altri paesi nel mondo c’è stato un andamento diverso ma trovo anomalo il grafico solito di GNU/Linux su desktop…

          • Kib

            Se considero la mia esperienza direi che sono aumentate le persone che sanno cosa sia linux e lo usano in modo saltuario (Biblioteche o Free Internet point) ma non è granché aumentata l’utenza linux

  • Andrea

    Sinceramente il dato non mi sorprende essendo il mercato di riferimento quello USA; anzi pensavo che Chrome OS avesse maggior diffusione.

  • Aster

    Non mi sorprende visto che con il programma con le scuole ha superato anche osx

  • Sì ma ChromeOS è comunque basato su Linux. Di conseguenza la notizia ha poco senso.

  • User1

    Linux come sempre è l’ultimo! Se alle spalle non hai una corporation che organizzi il lavoro facendo si che tutti gli sforzi siano convogliati in una direzione ben precisa, non sarai mai competitivo. Lato desktop, le distribuzioni GNU/Linux sono un caos ormai irrecuperabile.

    • Aury88

      strano…lato desktop mi trovo meglio sul mio sistema linux che su windows (che sono costretto ad usare per lavoro)
      il sistema operativo in se non ha alcuna mancanza rispetto i so proprietari, per certi aspetti il suo utilizzo è molto più semplice rispetto windows…poi chiaramente c’è il rischio che l’utente inconsapevolmente incappi in una distribuzione “difficile” con una selezione di programmi non adeguata o programmi inadeguati, ma in generale le distro più semplici e di larga diffusione non hanno imho nulla da invidiare di per se ad un windows 7-8 o 10

      semplicemente non viene preinstallato, non viene pubblicizzato e non viene supportato dai software e servizi proprietari di largo utilizzo e questo continuerà a determinare uno svantaggio…e poi c’è la questione abitudine degli utenti ma che si può risovere nel tempo piano piano.

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