Monaco di Baviera si appresta ad abbandonare Linux riabbracciando Microsoft Windows.

Alla fine del 2013, dopo ritardi e difficoltà, il Comune di Monaco di Baviera era riuscito ad adottare Linux su 14.000 PC usati dall’amministrazione, completando un piano di migrazione iniziato nel 2003.

Per l’occasione era stata adottata LiMux, una derivata di Ubuntu. Il nuovo sindaco Dieter Reiter nel 2014 espresse fin dall’elezione il proprio scontento verso il software libero, accusato di essere meno evoluto di quello di Microsoft.

Sindaco e vicesindaco diedero voce alle difficoltà emerse: dai costi non previsti per farsi sviluppare software apposito, che avrebbero annullato il risparmio derivato dall’eliminazione delle licenze di Windows, fino all’incompatibilità con le altre amministrazioni.

In realtà, spiegavano i consiglieri, il passaggio a LiMux avrebbe permesso di risparmiare 10 milioni di euro, e i problemi verificatisi non sarebbero stati altro che normali inconvenienti come possono verificarsi in qualsiasi infrastruttura informatica.

Lo studio di Accenture

linux monaco

Ora la questione è arrivata a un punto decisivo. Il Comune di Monaco si prepara a prendere una decisione drastica: restare con LiMux o passare a Windows 10. Il sostegno a Windows 10 è sorretto dai risultati di uno studio commissionato dal sindaco e condotto da alcuni consulenti, tra cui Accenture, che è però partner di Microsoft.

Basandosi sullo studio, il comitato ha già sottoposto una raccomandazione per iniziare il passaggio a un’infrastruttura basata su Windows 10 entro il 2020.

Verrà inoltre rimpiazzato l’utilizzo del client opensource Thunderbird e di LibreOffice all’interno del consiglio, in virtù di “prodotti standard nel mercato” che offrano “il più alto grado di compatibilità” con i software esterni ed interni. Le motivazioni ufficiali parlano di incompatibilità riscontrate dagli utenti nel corso degli anni: crash, problemi video e di stampa.

Nella vicenda è intervenuto anche Matthias Kirschner, presidente della Free Software Foundation Europe, secondo il quale i problemi non sono tanto legati al software libero quanto a pessime organizzazione e gestione (posizione peraltro condivisa anche da Accenture): l’uso di software molto vecchi e l’adozione di farraginose politiche di aggiornamento sarebbero la prima causa delle difficoltà lamentate.

La decisione definitiva sul ritorno a Windows non è stata ancora presa ma, considerata la situazione, la via pare già segnata, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

 

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  • non ho parole se non tanto rammarico

    • Fabio Di Giorgio

      che vuoi farci, il denaro cambia le opinioni, i grafici, i studi, i risultati elettorali, rappresenta la leva piu’ grande di tutta la “sala dei bottoni”

      • SalvaJu29ro

        O magari in certi ambiti lavorativi Windows è meglio

  • Danilo

    Prendersi in giro è inutile, le distro linux sono ottime per server, per smanettare per crescere culturalmente ma quando inizi a lavorare mostrano i loro limiti, ovviamente dipende dal lavoro che fai. Io sviluppo software, ho sempre usato linux ma da quando ho iniziato a lavorare sono fisso su windows 10, proprio per via di problemi con i vari software, tipo libre office che mi impossibilitava nell’aprire correttamente alcuni fogli di calcolo, senza poi parlare del fatto che tutti gli script di configurazione aziendali sono per windows. L’open source non è sempre la scelta migliore e alcuni gruppi si sono fatti attirare dai facili risparmi senza studiare tutto l’insieme di possibile problemi.

    • Viktor Kopetki

      linux richiede molta consapevolezza di quello che si fa’, e hardware e software vanno scelti con molta cura. personalmente continuo ad usare windows perché certe funzionalità, c’è poco da dire, restano migliori in ambiente windows (desktop remoto su tutti) ma per quanto riguarda openoffice / libreoffice mi ci trovo meglio che con office tanto che quest’ultimo l’ho disinstallato

      • Viktor Kopetki

        per non parlare di Outlook, non posso vederlo….

      • Aury88

        per quanto riguarda l’hardware la maggior parte dei problemi soliti nell’ente pubblico non ci sono visto che parliamo di pc vecchi e senza schede grafiche particolari…rimangono le stampanti come unico grande ostacolo, ma direi che oggigiorno neanche li serva poi tutta questa gran cura…viceversa il rischio rimane durante il passaggio a windows: si prevedono sostituzioni di pc per 15 milioni di euro perchè alcuni di quelli attuali non possono farlo girare ( e non si parla di quelli che diventeranno mattoni e quindi che verranno sostituiti comunque) mentre anche le stampanti, se non avranno il driver aggiornato per w10 (parliamo di stampanti dell’era W2000 o xp), saranno da sostituire con altre. è interessante come molti dei problemi siano in realtà dovuti al mancato aggiornamento del so (e quindi del sofware) che il comune ha deciso stranamente di crearsi ad-hoc quando invece avrebbe potuto usare una distro più diffusa e già mantenuta e aggiornata, da altri, risparmiando anche tempo e personale che sarebbero potuti essere dedicati ad altro.

    • Aury88

      pensa che io ho avuto problemi con excel 2010 ad aprire fogli di calcolo di excel del 2003…paradossalmente libreoffice in quel caso non mi ha dato alcun problema.
      i problemi che si riscontrano su LO per la maggior parte sono causati da lockin del software proprietario ma se non si fa mai il passaggio questo problema è destinato a persistere e comunque a verificarsi anche continuando ad usare software proprietario. poi per carità, ci sono funzionalità che libreoffice non ha, ma da quello che ho visto il 90% e passa dei casi non si usano funzionalità non presenti in LO eppure si persiste a generare documenti in formato finto standard o peggio closed e poi a dare la colpa al software opensource che non riesce ad aprirlo correttamente.
      I facili risparmi non direi proprio, la migrazione in questo caso è stata lenta ed era comunque prevista lenta e supportata da studi preliminari di fattibilità e corsi di aggiornamento… nonostante tutto questo (di solito i ritardi e i corsi comportano costi) i risparmi comunque ci sono stati. Stando allo studio Accenture (nonostante non possa essere giudicato completamente super partes essendo partner microsoft), si sarebbero riscontrate difficoltà tra il 18% e il 28% dei dipendenti in base al software…e allo stesso tempo dimostrerebbe che il 15% dei dipendenti rimasti o già passati su suite microsoft avrebbero incontrato difficoltà anche con questo software…quindi un 13% di differenza che, pur non essendo poco e dovrebbe far riflettere la comunità FOSS sulle problematiche riscontrate dagli utenti (la document foundation o almeno alcuni suoi italici rappresentanti hanno un modo di affrontare la problematica che personalmente, pur essendo un sostenitore del foss, non apprezzo e ha fatto allontanare pure me), comunque si può risolvere installando, solo per quella porzione di utenti che ha difficoltà, con software più adeguato/desiderato imponendo però l’uso del formato libero…e invece la conversione sarà sul 100% delle macchine con costi di aggiornamento a windows 10 entro il 2020 stimati per 90 milioni di euro più altri 15 milioni per la sostituzione di quelle macchine non in grado di far girare windows 10…e i costi sarebbero stati ben più alti se anche LO avesse adottato la stessa pratica del software proprietario sul lockin…

      • d4n

        Diciamo una cosa, non è che le distro linux degli ultimi anni siano proprio leggerine, sul mio portatile di 9 anni fa gira decisamente windows 10 che l’ultima Ubuntu (per la precisione ci va un pelo meglio Kubuntu). E ci tengo a precisare che il pc è un Dell compatibile al 100% e i problemi nascono da problemi con la VGA, questo è giusto per dire che non sempre con linux si risparmia sui costi dell’hardware.

        Sulla questione del FOSS e tutto il resto sono d’accordo ma tengo a precisare una cosa, se il 99% delle PA non utilizza formati open, le poche che usano LO al posto di Office si troveranno sempre in difficoltà. Qui non si parla solo di fogli excel, ci sono problemi anche su Word dove spesso e volentieri ci si ritrova tutto il testo spaginato, e detto onestamente in ambito lavorativo non è accettabile. Come non è accettabile neanche una presentazione fatta mediante Impress, powerpoint mi dispiace dirlo ma è nettamente superiore.

        Altro software da cui sono rimasto sbalordito è Outlook, ha molte più funzionalità di qualsiasi client di posta gratuito compreso il tanto amato thunderbird. Ripero io non sono un fan microsoft, anzi ho sempre usato sistemi linux, ma dall’arrivo di windows 8 in poi le cose sono cambiate e anche di molto, e quel vantaggio che aveva linux si è veramente azzerato.

        • Viktor Kopetki

          a me Outlook ha sempre fatto schifo perché:
          1. risiede praticamente tutto su un unico file, se perdi quello sei morto
          2. risiede praticamente tutto su un unico file, col risultato che ti trovi a gestire file da 20-30GB
          3. nonostante sia praticamente tutto su un unico file, non ci sono gli account, per cui se migri devi riconfigurare tutto
          4. l’interfaccia l’ho sempre trovata confusa, poi dalle versione 2013-2016 peggio che mai, è tutto bianco e non si distingue le cartelle dall’elenco dei messaggi e dal contenuto del messaggio
          5. come sempre con M$, invia allegati in formato non standard per cui altri client di posta ricevono le cose a metà o non le ricevono proprio
          6. i bottoni del menu sembrano messi per farti perdere più tempo possibile

          l’unica funzionalità che gli invidio è l’invio dei messaggi in background, cosa che TB non fa’ e bisogna aspettare che chiuda il popup

          poi probabilmente ha integrazioni varie con word e sharepoint, che a me non interessano quindi non posso esprimermi, l’unica cosa che voglio è scrivere velocemente una mail e trovarla altrettanto velocemente e gestire (da tecnico) facilmente le fasi di configurazione

          Per quanto riguarda Excel, mi trovo meglio con LibreOffice Calc con cui apro immediatamente i csv anche con separatori non standard. Anche con Writer mi trovo meglio, quelle poche volte che ho provato ad impaginare con Word veniva fuori un caos. Powerpoint non lo uso quindi non so’ fare confronti però mi hanno sempre detto tutti che è nettamente migliore di Impress.

          Il problema cmq è che chi realizza software (non solo quelli per la PA) spesso NON sa’ scrivere software, nel senso di scrivere codice ordinato, logico, ben documentato, standard, ecc. e secondo me usano strumenti Visual con cui costruiscono la GUI e che scrivono codice in automatico col risultato che escono dei pastrocchi micidiali. Mi ricordo che ogni volta che avevo a che fare con il software dell’intrastat era un delirio. Per non parlare del Consip, se Amazon usasse lo stesso sistema sarebbe fallita dopo una settimana….

        • Aster

          Hai ragione su outlook ed exel,io non lavoro con loro ma la mia fidanzata si e quando vuole aprire un file exel da 200mb con tante righe su libreoffice sclera:)

          • lucapas

            E secondo te ha senso creare un file exel di 200 MB?

          • Aster

            perche no?dipende che lavoro fai e dove lavori cosa ti chiedono ecc

          • lucapas

            Si usa un database quando i dati sono tanti.

          • Aster

            se qualcuno li fa evidentemente un motivo ci sara non credi?o tutti lavorano cosi a c..e sprecano risorse,ognuno ha le sue esigenze e priorita,magari senza entrare negli dettagli ad una azienda o gruppo di lavoro interessa lavorare cosi senza database ma se hai scoperto l’acqua calda puoi fare miliardi con le multinazionali

          • lucapas

            Ecco, non entriamo nei dettagli sui motivi che portano a queste assurdità e che continuino pure a fare fotoritocchi con Paint.

          • Aster

            e beh e cosi che funziona il mondo reale,e quello e fatto di consulenti dalla germania romania estonia perche l’azienda non assume va avanti con stagisti e alla fine chi paga l’aereo la freccia rossa e il taxi al consulente:)quindi quando incontri uno che fa controllo di gestione chiedili di non usare exel

          • Auslander

            mi permetto di rispondere io. Se qualcuno usa la combo excel/access per creare banche dati, non solo e’ professionalmente un nabbo, ma chi lo ha assunto e’ piu’ nabbo di lui.

            Quoto quindi al 100%

        • Aury88

          vero tutto, anche se onestamente tutto questo peso di ubuntu rispetto windows 10 non l’ho mai incontrato nelle decine e decine di pc e portatili che ho visto in giro…ubuntu allo stato attuale con unity7 non è leggero, ma va adeguatamente bene su pc con anche solo 2 gb di ram per 64 bit e processore da 1 Ghz con scheda grafica integrata e 4gb di HDD per avere il sistema completo. giusto anche il discorso della PA che da sola si ritrova a dover fare il lavoro da sola mentre altri usano il software proprietario…ci tengo però a precisare che il problema non è il software usato, ma il persistere nell’usare formati proprietari o mal documentati/implementati. se le PA utilizzassero formati liberi questo problema non si porrebbe.
          i problemi del testo spaginato sono colpa del formato usato di default da MS office, non un problema della suite LO in se. per powerpoit ti do ragione…salvo poi constatare che la maggior parte delle presentazioni vengono usate e distribuite convertite in PDF e li la differenza tra una realizzata in Powerpoint ed un altra in Impress si annullano.

          per quanto riguarda il vantaggio rispetto a linux azzerato dissentito totalmente: ci sono studi fatti da aziende e governi come quello britannico che ancora attestano la superiorità di linux per quanto riguarda la sicurezza e sono documentati casi di attacchi malevoli che hanno usato come vettore i file in formato proprietario…dal punto di vista pratico i vantaggi sono quelli di poter internalizzare la manutenzione, la modifica del software o comunque poter fare gare di appalto aperte a tutti, con il software closed ti puoi rivolgere solamente al produttore o ai suoi partner…tutto questo ha costi

        • lucapas

          Per come la vedo io non dovrebbe esistere la lotta a chi è il migliore, ma è la filosofia di fondo che sta dietro al FLOSS che conta!

    • Fabio Di Giorgio

      non esiste cosa che una amministrazione pubblica non possa fare con Linux, basta studiare bene le necessita’, se esistono sistemi incompatibili con altri, sono proprio i vari Windows e i vari Apple OS, risulta ineluttabile che chi dice il contrario non e’ ben informato, oppure e’ in malafede perche’ magari ci lucra sopra, come la Accenture ad esempio…

      • d4n

        Se lo dice lei, poi mi spiega come apre una PA un foglio excel con macro su libre office, visto che già delle celle particolari non sono funzionanti. Ma perché su questi siti pro opensource non si è mai un minimo realisti?
        C’è poco da fare il sistemi linux sono meno compatibili di quelli windows è inutile stare a raccontare palle, stessa cosa succede su ambito mobile dove windows è limitante rispetto ad android. Ci sono infiniti casi, per giunta lei sa per filo e per segno tutti i software che usano in tutte le PA del mondo? ha letto che nell’articolo si parla di costi per la riscrittura di software non compatbili? si rende minimamente conto di quali sono i costi di sviluppo, test e manutenzione di un software? e per finire, se consideriamo che il 90% della popolazione usa windows, di quanto è diminuito il rendimento lavorativo dei dipendenti? se mi sa rispondere a tutte queste domande si può intavolare un discorso altrimenti è solo aria fritta.

        • allora premetto che mi piacerebbe vedere una maggior diffusione di linux, ma ovviamente se un lavoro richiede l’uso di photoshop (e gimp non va bene) o altri software non disponibili per linux le cui alternative non sono all’altezza è ovvio che non si può forzare linux e forzare di usare alternative non efficienti… però sul discorso macro excel, il problema è che non sono standard, se fossero standard ben definiti e pubblici non ci sarebbe problema ad essere adottato da altri sistemi… ma appunto le varie funzionalità di office che danno problemi su altre suite.. derivano dal fatto che microsoft nei suoi software non utilizza degli standard, in questo modo se usi la sua suite sei per forza di cose legato alla sua suite, e questo capisci bene che non è una mancanza di libreoffice ma è una porcheria della microsoft che si inventa “standard” tutti suoi, proprietari, per far si che solo sui suoi software funzionino.

          ha letto che nell’articolo si parla di costi per la riscrittura di software non compatbili?

          magari molti di questi software sono vecchissimi database access, convertiti in MySQL (o comunque altri DB web oriented) e se così fosse, hanno fatto solo che bene ad abbandonare quell’aborto di access per i software gestionali visto che usare un DB serio è più vantaggioso anche in ambienti windows e non solo per linux e mac anzi… mi vengono i brividi a pensare che nel 2017 ci siano ancora in circolazione software fatti con access (per lo meno credo che la maggior parte dei software di cui parlano, se non addirittura tutti i software, siano proprio vecchi gestionali e DB in access convertiti in mysql).

          e per finire, se consideriamo che il 90% della popolazione usa windows,
          di quanto è diminuito il rendimento lavorativo dei dipendenti?

          se tu 8 ore al giorno per lavoro utilizzi libreoffice writer, oppure (faccio esempi) blender, oppure gimp, oppure thunderbird, firefox, phpmyadmin, ecc… se sei sotto linux sotto windows, o sotto mac cosa ti cambia?? mica devi usare il sistema operativo.. tu in quanto dipendente devi usare solo quel software, e quel software è identico sia sotto windows che sotto linux, il dipendente medio non ha certo il permesso di smanettare sul pc, installare roba, modificare impostazioni, ecc… ma deve usare solo quei software che gli servono per lavoro, e questi software sono identici indipendentemente dall’OS su cui girano, quindi non c’è nessun grosso problema derivato dal fatto che stai usando un nuovo OS.
          e la prova di questo è che per comprare un mac (che ha un’interfaccia completamente diversa da windows, e per uno che non ha mai usato un mac può essere caotica e dispersiva all’inizio), nessuno si fa problemi ad usare un OS completamente diverso… questo perchè comprare un mac fa figo e quindi la gente si adatta volentieri al sistema diverso.

          secondo me il loro errore è anche quello di usare una distro creata ad hoc al posto di fare accordi con canonical o altri (ad esempio open suse), perchè attualmente loro devono anche occuparsi dello sviluppo della distribuzione, al mantenimento e all’aggiornamento, e questo ha costi non irrisori (credo) e francamente quali vantaggi reali puoi avere rispetto ad usare direttamente ubuntu o opensuse o altro?? credo nessuno, ma hai solo gli svantaggi di dover pagare personale per il mantenimento e l’aggiornamento della distribuzione.

          più che altro mi stupisco che monaco è passato a linux ormai da parecchi anni (quindi dopo tanti anni si penserebbe che abbiano risolto i problemi iniziali)… c’ha speso soldi e ora vorrebbe spendere tanti altri soldi per tornare indietro??
          questo è quello che succede quando non ci sono piani di migrazione ben precisi, solo un enorme spreco di soldi pubblici.

          • d4n

            C’è solo un dato la gran parte delle PA che passa a linux nel giro di qualche anno torna a windows, quante volte su questo sito negli ultimi anni abbiamo letto, la PA x è passata a linux e qualche anno dopo si sente che torna a windows? una miriade come mai? secondo voi sono tutti scemi?

            Io il discorso degli standard lo capisco e sono perfettamente concorde ma c’è anche da capire che esistono anche gli standard de facto, e il caso dei prodotti microsoft tipo office ne sono la prova lampante.

            E comunque le faccio un esempio sulla questione di cosa usi, visto che andiamo per supposizioni diciamo che quei software da rifare / modificare fossero già webapp, non so se lei lo sa ma la gran parte delle volte i software vengono certificati funzionanti su internet explorer e le posso assicurare che molto molto spesso questi portali non funzionano a dovere ne su chrome ne su firefox.

            Quando parlavo di utilizzo degli strumenti parlavo di tutto, se io uso tutti i giorni libre office da sempre sarò un drago, ma se io uso tutti i giorni da 30 anni office microsoft, e domani mi metti in mano libre office avrò una marea di problemi e il mio rendimento calerà drasticamente. Per giunta, le persone sono molto ottuse, se gli metti in mano un desktop diverso da quello di windows non sanno più neanche come fare un copia incolla, nonostante si faccia nel medesimo modo.

          • Io il discorso degli standard lo capisco e sono perfettamente concorde
            ma c’è anche da capire che esistono anche gli standard de facto, e il
            caso dei prodotti microsoft tipo office ne sono la prova lampante.

            si questo è verissimo, infatti se solo uno passa a soluzioni Open hai difficoltà perchè tutti parlano in una lingua (standard microsoft) e tu parli in un’altra lingua, internazionale, che tutti capiscono, ma nessuno parla (standard open).
            se già al posto di passare un solo comune si incentivasse il passaggio in tutto lo stato o meglio in tutta la comunità europea, allora il passaggio sarebbe molto meno problematico

            E comunque le faccio un esempio sulla questione di cosa usi, visto che
            andiamo per supposizioni diciamo che quei software da rifare /
            modificare fossero già webapp, non so se lei lo sa ma la gran parte
            delle volte i software vengono certificati funzionanti su internet
            explorer e le posso assicurare che molto molto spesso questi portali non
            funzionano a dovere ne su chrome ne su firefox.

            si ma anche se sposti il problema alle webapp/siti, la questione non cambia.. avere un sito che funziona solo su IE, è una porcheria immonda, e rifarlo accertandosi che sia funzionante anche su altri browser, è il minimo che tu possa fare, e come per il passaggio da access a mysql, il vantaggio non è solo per altri sistemi operativi, ma pure per windows (IE non è più il browser di default nemmeno per windows 10, quindi quella particolare webapp o quel particolare sito, fa schifo, quindi ritorna il discorso che facevo prima, è stato meglio che hanno fatto il passaggio ora, a software fatti meglio, piuttosto che essere obbligati a farlo in futuro in fretta e furia)

            Quando parlavo di utilizzo degli strumenti parlavo di tutto, se io uso
            tutti i giorni libre office da sempre sarò un drago, ma se io uso tutti i
            giorni da 30 anni office microsoft

            questo senza ombra di dubbio però c’è anche da dire… che monaco non usa linux da qualche mese, ma da parecchi anni, e puoi capire che dopo diversi anni, il problema non è più usare libreoffice al posto di microsoft office, perchè ormai col software ti sei ambientato alla grande.

            comunque se dovessi gestire io una migrazione, prima di tutto rimarrei inizialmente su windows, ma inizierei ad usare software open, come ad esempio libreoffice al posto di office, poi pian piano faccio riscrivere altri software che uso, funzionanti solo per windows, affinchè diventino multipiattaforma (ad esempio database web al posto di database legati ad access, e webapp ben fatte che rispettino gli standard e non che siano funzionanti solo con windows), tanto questo passaggio è solo un guadagno anche se poi devo rimanere su windows.
            nel frattempo vedo se la migrazione a libreoffice sta continuando bene, oppure se ho troppi problemi, se ci sono troppi problemi torno a microsoft office, se invece vedo che va tutto bene (e quindi i problemi del parco software sono superati), farei accordi con una qualche azienda del mondo GNU/Linux (ad esempio canonical) per farmi installare il suo sistema operativo open su tutti i PC (magari gradualmente).
            in questo modo:
            1) se libreoffice mi da problemi, minimizzo la perdita perchè non ho dovuto fare formazione e spendere soldi per la migrazione dell’OS, ma ho fatto formazione e migrazione solo della suite office
            2) usare software ben fatti, è un vantaggio anche se continuo ad usare windows, quindi rimane comunque una spesa fatta bene
            3) se tutto va secondo i piani e i vari limiti si riescono a superare, in futuro avrò il vantaggio di utilizzare solo software open, quindi garanzie sugli standard (che non ti cambiano dall’oggi al domani per un capriccio di microsoft o chi altri al posto suo, come ad esempio i 1000 problemi che a suo tempo ha portato IE, e i siti fatti ad hoc per lui).

            questo secondo me è un buon progetto di migrazione (per lo meno a vederlo così sulla carta).
            fare tutto in una volta porta solo tanti rischi e una grossa spesa iniziale tutta in una volta.

          • Danilo

            C’è anche da dire un’altra cosa, quando ho iniziato ad usare 12 anni fà linux, c’era windows xp che era una chiavica rispetto ad ubuntu, oggi devo dire che si è invertita questa tendenza. Io credo che linux abbia perso il carrozzone, c’è stato un periodo circa 8/9 anni fa in cui distro come Ubuntu offrivano stabilità, innovazione, e software quasi alla pari. Poi MS ha spinto il piedino sull’ accelleratore ha tirato fuori windows 7, 8 ed in fine 10, andando a colmare prima di tutto i problemi di stabilità, ad oggi è più stabile di una ubuntu che aimè capita spesso che abbia intoppi del cavolo su hardware vecchio o nuovo che sia, ha portato sopratutto con il 10 tutte quelle piccole cose che rendevano il sistema obsoleto, come le notifiche e via dicendo, e su software come office ha portato una ventata di aria fresca in svariati ambiti.

            Ultimamente più volte ho provato ad usare ubuntu per lo sviluppo software e puntualmente dopo qualche ora inizio ad avere problemi, sopratutto di gestione della RAM e della CPU, noto spesso crash dell’interfaccia e sopratutto noto che il sistema non è poi così reattivo come su windows 10 (pc con 8gb di ram ssd e i7).

          • Baron Samedi

            Io a dire il vero nemmeno ho sentito parlare di molti enti che siano passati a Linux… in ogni caso, non e’ che nella PA debbano usare poi cosi’ tanto MSOffice, e che siano anche cosi’ preoccupati delle note o delle formattazioni piu’ esoteriche: potrebbero anche aver bisogno di un programma che sotto Linux non c’e’, e dov’e’ il problema? Compri il pc con Windows, cosi’ come se tutti usassero Windows e avessi bisogno di un programma che gira solo sotto Plan9 metti un pc con quello …
            Secondo me potrebbe anche essere un falso problema, quando potrebbero essere gestiti i servizi con webapp, magari sviluppate a livello nazionale per risparmiare, e rompersi poco le scatole.

            Il fatto e’ che il cambiamento con Linux piace poco ai dipendenti pigri che dopo anni non vogliono cambiare (e se il pc va piano, magari lo fanno ricomprare), ai dirigenti che non sanno neanche di che si parla, e alle ditte di assistenza, cui sta comodo arrivare, installare un antivirus e tornare a casa.

          • Daniele Cereda

            1) ci sono signorissimi programmi in varie branche che sono dei DB access (locali o su sharepoint) e tutt’ora utilizzati
            2)del So ti importa eccome se lavori su linux e la tua PA/azienda deve utlizzare un software vitale che non ha controparte linux, ah già “basta” programmare la versione linux, allora ritorniamo all’esempio windows phone….perchè è affondato? non ha le app, semplice. nessuno si sfagiola di fare la terza versione (dopo android e ios) delle più banali app per la comparte microsoft, e chi ha usato magari fiducioso il So che ha fatto? capo un anno è migrato nuovamente in android/apple. quindi non è così proprio banale andare a dire ad una casa prodruttrice “ehi fammi la versione linux!”, come non è credibile una disobbedienza comunitaria all’uso di MS.
            La realtà è che dal 2008 si credeva che canonical potesse portare sul mercato la terza alternativa, la realtà è che non l’ha fatto, microsoft ha corretto pesantemente il tiro archiviando i flop vista e 8/8.1 e sputando fuori un SO (10) che lavora bene, è stabile ed è parco di risorse (sto trovando più difficile far girare le ultime relase ubuntu che windows10 su pc fissi/portatili compatibili 100% linux!), la politica dei prezzi delle licenze ha spazzato via la pirateria (oramai si preferisce spendere quei 10€ al mese per 5 licenze office che dover andare di crack e perdere il plus della connessione online dei lavori)sia sul lato office che del SO di base.

          • ci sono signorissimi programmi in varie branche che sono dei DB access (locali o su sharepoint) e tutt’ora utilizzati

            si lo so… ma il mio discorso è diverso…
            anche se rimani sotto ambiente windows… quegli schifosi gestionali, e DB in access dovrebbero sparire… quindi utilizzare webapp che rispettino gli standard attuali, è molto meglio anche se rimani sotto windows, quindi a mio parere la spesa di far migrare obsoleti software fatti in access a moderni software che utilizzano linguaggi open è una spesa che va fatta anche se vuoi rimanere sotto windows

            del So ti importa eccome se lavori su linux e la tua PA/azienda deve utlizzare un software vitale che non ha controparte linux

            a quanto pare non hai capito quello che intendevo io… non a caso ho citato tutti software multipiattaforma… io dico che se uno stesso software c’è sia per windows che per linux, al dipendnte, usare quel software sotto windows o sotto linux o sotto mac non gli cambia niente, perchè il dipendente non deve usare il sistema operativo in generale, ma deve usare solo quel software, e quel software è identico per tutti gli OS, quindi la produttività non cambia

            quindi non è così proprio banale andare a dire ad una casa prodruttrice “ehi fammi la versione linux!”

            be ovvio se io sono un’azienda qualunque (o meglio visto che si parla di PA se io sono un comune, o una segreteria scolastica, ecc…) è normale che non posso andare da adobe e dirgli… ciao mi serve la versione linux di photoshop, oppure esempio più azzeccato per l’uso di una PA… non è che posso andare dalla microsoft e dirgli, fammi la versione linux di office, perchè mi serve…
            ovviamente loro non lo faranno mai, perchè io come azienda PA non conto niente e a loro non può fregare di meno di quello che dico io.
            però se io sono sempre la solita aziendina PA (comune o altro che sia) e in passato mi sono fatto fare un software da te (quindi io ho pagato te per farmi fare un software che non esisteva, quindi tu lo hai fatto apposta per me) e tu me lo hai fatto in access… io posso benissimo richiamarti e dirti… senti… nel 2017 avere ancora un software in access è ridicolo, mi serve che mi rifai quel software utilizzando linguaggi web.
            allora posso farlo eccome…
            e sinceramente in una PA che software pensi che utilizzano?? oltre alla scontata suite office, usano per lo più software del genere, probabilmente fatti 15 anni fa in access e rimasti tali e quali ancora oggi.
            intendevo questo quando dicevo che mi farei riscrivere i software per renderli compatibili con linux.

        • Adriano Bassignana

          Ho lavorato nella PA ed ho introdotto sistemi desktop Linux, problemi zero. … unico problema vero il fatto che la regione Lombardia per le USL usi alcune applicazioni Access. … e quindi bisogna acquistare Access separatamente da office, ma costa di più di office stesso …. oppure basterebbero versioni runtime da eseguire, senza neppure accorgersene, sotto Wine. Ma la semplicità nella PA non sta di casa …

          • Aury88

            anche a Vimercate…tutto access 🙁

          • Daniele Cereda

            Mi spiace ma non riesci, leviamo dal tavolo la favola di wine, un prodotto ben fatto e strutturato con access,infarcito di macro e codice VBA,va in pappa sotto wine ed anche in VM.
            La realtà è che chi negli anni ha costruito delle solide reputazioni non è scalfibile da chi tenta approcci minori spacciandoli per buoni,leggo che si inneggia rivoluzioni mondiali per boicottare la cattiva Microsoft, ribalto lo scenario, boicottiamo la cattiva Android (linux!) che ha la quota maggiore di mercato sul device mobile rispetto a windows mobile. Ridicolo, in entrambi i casi, windows mobile è una ciofeca rispetto al robottino che ultimamente sta piallando per bene pure apple. Come ridicolo pensare di fare lavori SERI con libreoffice. Mai provato l’ebrezza di arrivare ad una conferenza, inserire la chiavetta e scoprire che il layout e le automazioni delle slide di un pps si sono sballate? o le macro di un foglio excel sono andate in vacanza? Mai provata l’ebrezza di programmare un DB con Base di Libreoffice?(che manco mi fa separare le etichette dalle caselle? o da un margine di personalizzazione legato a 4 colori?).
            L’uso in aziende, in senso generale, di linux ci può stare sopratutto ora che molti applicativi sono webapp, ma nella PA è impossibile in toto, che sia tedesca o italiana o francese,sia per l’SO di base che per il software che gira attorno(esempio banalissimo, molte ASL hanno i gestionali per studi esterni su web, peccato però che l’applicativo di pagamento, obbligatorio via POS, sia locale quindi installabile ed esiste solo la versione windows).Tutte le PA che sono migrate stanno rientrando su windows, è un dato di fatto.

          • Gabriele

            Io non metto in dubbio ciò che dico, non ne ho la competenza. Credo che il problema di fondo non stia nelle più o meno bontà degli applicativi e della loro assistenza/aggiornamento (sui quali le aziende commerciali e/o l’Open dovrebbero scontrarsi), quanto sul prodotto finale, cioè il documento… il file. Se questo non è prodotto in un formato standard interoperabile, non avrai la possibilità di utilizzarlo se non con l’applicativo che lo ha generato. IL formato Pdf è nato proprio per quello. Quindi il problema non è la posizione dominante di qualche operatore (che potrebbe averla per la bontà intrinseca dei propri prodotti) quanto il fatto che NON SIA OBBLIGATO a produrre programmi in un formato standard vero. L’esempio dei sistemi operativi mobile (con predominio di Android), non calza, perchè qua il problema non è il sistema operativo, ma il software utilizzato che è, diciamo, “autoreferenziale”, nel senso che ti obbliga de-facto a non poter utilizzare che quello. Mentre il privato è libero di “incaprettarsi” a suo piacimento, nel pubblico questa cosa non dovrebbe succedere, a prescindere. IMHO Gabriele

    • AriHansen

      Conoscendo bene Windows, posso dire che se un’amministrazione fa AMPIO USO di MS Office e macro VBA allora c’è ben poco da fare. Libre Office non è indietro, è INDIETRISSIMO sotto questo aspetto.

      Pur offrendo TANTO (LibreOffice può essere invocato in modalità headless, e fungere da server documentale, ad esempio) le sue API sono scarsamente documentate e di difficile uso. C’è un layer python — pyUNO — che lo è parzialmente, ma è molto lento e non permette l’accesso a tutte le feature di LO.

      Ai tempi che furono Excel soppiantò lotus 1-2-3 perché forniva una compatibilità COMPLETA, anche a livello di macro con il concorrente. LibreOffice è potente, potentissimo, ma IMHO dovrebbe dedicare un po’ meno tempo alle feature e un po’ di più a rilasciare una bella guida di riferimento delle sue API, nonché dei sistemi di conversione semiautomatica delle macro VBA che usano sì un linguaggio che fa schifo, sono sì dei buchi di sicurezza ma in tanti ambienti sono usate, e da lì non si scappa.

      Signori di Libre Office, Scribus ha una reference guide della sua interfaccia python assai migliore. Mi sono scritto una macro che mi genera un’agenda in formato Scribus senza troppi patemi. Non è difficile….

      • Adriano Bassignana

        Conosci Windows, ma non conosci Linux ed il modo di lavorare delle aziende 😉 Comunque mi ha sorpresa la notizia della mancanza di compatibilità agli standard di Libre Office. … i,,problema è che è Windows che non rispetta il suo stesso standard in quanto in rispettabile per definizione. Di fatto non ho ancora capito perché i vari governi di questo pianeta strapazzo non abbiano iniziato a fare una seria azione nei confronti di Microsoft per posizione dominante e non rispetto dei suoi stessi standard. …

  • Maurizio Tosetti

    Tutto dipende da una errata gestione di aggiornamento hardware e software. Come Limux può ancora basarsi su Ubuntu 12.04. che fra un paio di mesi non sarà più aggiornato ? Non era meglio puntare su Suse avendo anche il supporto Sap ( da fonti che letto si citava anche questo). Avranno speso un po’ di più rispetto a Limux, ma almeno e’ qualcosa d’alternativo e funzionante rispetto al monopolio di Redmond. Ora se il progetto passerà, dovranno aggiornare il parco macchine ed sborsare precchie migliaie di euro per Windows Server 2016…

    Potrebbe essere anche un fattore politico, vi dice nulla che il quartier generale di Microsoft Deutschland si trovi proprio a Monaco ?

  • Viktor Kopetki

    è mica disponibile questo studio di Accenture ?

    • Aury88

      www. ris-muenchen. de/RII/RII/DOK/SITZUNGSVORLAGE/4277724.pdf

  • Maurizio Tosetti

    Tutto dipende da una errata gestione di aggiornamento hardware e software. Limux (l’ultima versione la 5.0) si basa ancora su Ubuntu 12.04. Come sappiamo tra un paio di mesi il supporto terminerà. Non era meglio scegliere Suse che ha anche il supporto Sap ( una delle grosse mancanze che Limux non può dare. Facendo così almeno si sarebbe speso un po’ di più ma ora avremo una solida alternativa diversa rispetto alla tradizionale monopolitistica di Redmond.

    Potrebbe essere anche un fattore politico. Vi dice nulla che la sede di Microsoft Deutschland si trovi proprio a Monaco ?.

  • Fabio Di Giorgio

    Ah, ok…quindi i formati aperti non sono standard e rappresentano un problema di compatibilita’, interessante. A Monaco hanno un disperato bisogno tecnici seri che gli spieghino l’unica (ma tra qualche anno nemmeno piu’ esclusiva) funzione utile di Windows: sfruttare le DirectX per giocare agli ultimi titoli tripla A, stop, dopo questo il nulla, l’incompatibilita’ risiede nel cervello delle persone incompetenti.

    Sul lavoro (web developer presso un quotidiano nazionale sportivo) ho formattato il PC e uso Ubuntu con Gnome 3, gira infinitamente piu’ veloce del Win10 che avevo di base, nessun problema con nessun collega (abbiamo i 3 principali SO, in varie versioni), nessun problema con i fornitori, LibreOffice genera tranquillamente documenti per l’Office della MS, linux si adatta bene ad essere compatibile, MS e Apple infinitamente meno.

    Uso linux dal ’98, il primo approccio SuSe 8.1 e questi parlano di incompatibilita’, non sanno nemmeno la semantica di questo termine -_- credo proprio che gli scrivero’ una mail per sfotterli all’ennesima potenza, specifico che sono italiano, cosi’ rendo meglio l’idea che, se dei tecnici di un paese “disorganizzato” come il nostro li prendono in giro, devono averla sparata davvero grossa…

    • d4n

      Purtroppo i formati chiusi sono standard de facto, ovvero visto che li usa il 90% della popolazione mondiale sono più standard dei formati standard de iure come ODT

      • Viktor Kopetki

        vero, e mi inca**o come una iena ogni volta, anche perché lo stesso formato doc/docx secondo me non è standard nemmeno con sé stesso, dato che ad ogni nuova versione di office i documenti prodotti generano problemi (alcuni non si aprono più, altri si vedono diversamente…)

        • AriHansen

          Vuoi ridere? Da qualche parte nei meandri di microsoft ci sono una serie di librerie .net per manipolare i file MSOffice. Le ho usate per modificare dei documenti DOCX alla bisogna.

          Ora, un docx generato da LIBRERIE .NET MICROSOFT UFFICIALI viene aperto da Word 2010 ma non da Word 2007 né da Word 2016.

          Vuoi piangere? La stragrande maggioranza delle librerie OpenOffice/LibreOffice per manipolare i file da terze parti sono “fatte a metà”, nel senso che non implementano tutte le possibilità del prodotto, per capire come funzionano devi aprire un file e andare di debugger e spesso sono aggiornate al 2013 quando va bene 🙁

    • Kib

      tutto vero ma non ti è mai capitato di aprire un documento creato/modificato da MS Office con LibreOffice e trovarti con le annotazioni in pagina o testi di diapositive che non si vedevano?

      Poi che il problema non sia Linux ma il reparto IT su questo non ci piove.

      • Emanuele Cavallaro

        Aprilo con WPS Office e risolvi.

      • Aster

        Basta un macro per mandare in crisi libreoffice

      • Fabio

        Sì, mi è capitato.
        E a te è mai capitato di aprire un odt con Word e perdere le formattazioni di testo o addirittura le immagini?
        E ti è mai capitato di aprire un ods con Excel e di dovere rifare quasi tutto da capo perché i nomi di cela e i nomi di foglio nonsono quasi mai riconosciuti? E di avere alert di riferimenti circolari in realtà inesistenti?

        • Kib

          Certo ma sfortunatamente sono più le volte che mi passano file MSOffice che non OpenDocument. Quindi per il momento ho meno lavoro da fare se uso MS Office rispetto a LibreOffice

    • Aster

      Sei fortunato, facciamo tutti cosi dove possiamo ma a volte non basta(:basta guardare i PC del pronto soccorso o quelli in sala operatoria

  • Kib

    “dai costi non previsti per farsi sviluppare software apposito” ???
    Ma dai al giorno d’oggi i software sono tutte Web Application, non ci credo che sviluppano ancora SW Client/Server nativi

    • Viktor Kopetki

      c’è gente che “scrive” codice automaticamente con editor visuali, così come c’è gente che si spaccia per web designer e poi quando gli chiedi di mandarti un’immagine con risoluzione 1920×1080 ti dice che lui fa’ immagini in 300dpi/ppi….. >:|

  • Matteo Bonanomi

    Vorrei soltanto dire che queste notizie vanno prese con le pinze. Dire che “Monaco di Baviera potrebbe abbandonare Linux” non rende l’idea della diversa cultura che c’è in Germania. Perchè nel pubblico si dovrebbe fare uso di software proprietario? Per pagare licenze usando i soldi dei contribuenti? Non esistono alternative gratuite/libere? Ovviamente sì, la risposta che trovate nel 99% di biblioteche, università, uffici pubblici in Germania è Linux. Non è un miracolo, non è un mistero, è semplicemente n mila metri sopra il livello (infimo) italiano. Quindi francamente questa notizia non mi fa nè caldo nè freddo, dovremmo restare nel nostro, e magari fare partire petizioni perchè i contributi degli italiani non vadano sprecati in licenze.

    • Auslander

      Questa volta, il quotone non te lo leva nessuno 😀

  • Aster

    Ma non era una notizia vecchia?

  • Viktor Kopetki

    che poi, Microsoft fa’ standard “non-standard” e invece di venire punito viene addirittura premiato perché tutti passano ai suoi prodotti per avere prodotti tutti “non-standard” che così diventano standard. bel modo di lavorare…

    che poi vedi cosa succede anche in questi giorni a Milano con l’assessora ex Microsoft che non pubblica i propri redditi. fanno quello che gli pare, non rispettano le leggi, e vengono pure premiati…. poi ovvio che chi invece le leggi e le regole le rispetta viene punito dal mercato….

  • user1

    CVD. Linux è per i server o per chi cazzeggia, chi deve lavorare con il desktop ha bisogno di windows o osx.

    • Matteo Bonanomi

      trolla che ti passa

    • Deja vu

      hahahhaha, ha fatto la battuta. Ora puoi tornare a zappare sassi

  • DeeoK

    Molti pensano che passando all’open source tutto funzioni da sé a meraviglia, ma chiaramente open source è solo una filosofia di sviluppo, niente di più.
    Se fai le cose da cani è normale che poi non funzioni nulla, a prescindere dal tipo di software scelto.

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