Dopo la scelta di adottare Windows 10 da parte del ministero della difesa italiano anche altre realtà stanno per abbandonare l’open-source.

Il caso del Brasile

brasile open source

Nel 2003 il Governo Brasiliano aveva scelto di adottare il modello open source per la realizzazione di software da utilizzare nella pubblica amministrazione e nel campo della ricerca. L’obiettivo era la riduzione dei costi delle licenze.

Il 28 Ottobre 2016 il governo ha indetto un bando conclusosi l’11 novembre scorso che ha dato la possibilità alle agenzie governative di acquistare software Microsoft ad un prezzo vantaggioso grazie ad accordi specifici tra l’azienda di Redmond e il governo.

La situazione in Emilia Romagna

donini

Come conferma l‘annuncio ufficiale comparso sul sito della regione anche l’Emilia abbandonerà l’open-source (open Office) per passare a soluzioni proprietarie.

Il Piano per la digitalizzazione interna 2017-2019, approvato su iniziativa dell’assessore all’Agenda digitale, Raffaele Donini (foto sopra) prevede il trasferimento dei documenti sul cloud, la revisione del processo di stampa dei documenti con l’introduzione di punti di stampa centralizzati e l’eliminazione delle stampanti ad uso singolo.
Potete leggere i dettagli del provvedimento consultando l’annuncio ufficiale (link sopra).
[AGGIORNAMENTO]
A conferma di quanto scritto in origine e in seguito al “putiferio” emerso nei commenti vi lascio il link al documento ufficiale della regione in cui si parla del passaggio a Microsoft Office (pagina 13 del documento).
Ringraziamo i nostri utenti per le eventuali segnalazioni d’errore, lffl cerca sempre di verificare le fonti come fatto anche in questo caso.
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[Fonte]

  • Italo Vignoli

    Veramente il Ministero della Difesa sta migrando a LibreOffice, per cui il vostro articolo inizia con un’affermazione completamente sbagliata. Il Ministero della Difesa aggiorna a Windows 10 il sistema operativo, una cosa completamente diversa.

    • Matteo Gatti

      ovviamente errore mio:D bastava aprire il link all’articolo per capire che è stata una svista, la difesa migra a Windows 10!

      • haidak

        Ovviamente hai toccato nell’intimo questi signori che si sono fiondati subito per gridare all’eresia…più passa il tempo e più guardo con sospetto le loro iniziative.
        E a pensar male spesso ci si azzecca.

        • Matteo Gatti

          l’errore può scappare a tutti hanno ragione a segnalare la cosa… in ogni caso era evidente fosse una svista visto che avevamo dedicato un articolo intero al passaggio del ministero della difesa a W 10.

          Grazie haidak 🙂

          • Matteo Gatti

            ho comunque aggiunto un “aggiornamento” in fondo all’articolo

      • Italo Vignoli

        Bastava aprire il link, ma l’incipit dell’articolo era fuorviante per tutti quelli che si fidavano dell’articolo e non aprivano il link (che sono la maggioranza). Ignoro gli altri commenti, che provocano solamente un’immensa tristezza.

  • È molto grave confondere un aggiornamento di un sistema operativo con una migrazione soprattutto a MS Office…quando la difesa sta migrando a LibreOffice… Gente sveglia!

    • Matteo Gatti

      ovviamente errore mio:D bastava aprire il link all’articolo per capire che è stata una svista, la difesa migra a Windows 10

  • Roberto Soccoli

    Non vedo nulla di tutto ciò sul link alla notizia riportata nell’articolo.
    Mi sembra più utile e serio indicare i veri riferimenti.
    PS) In Libre Office il cloud è supportato.

    • Matteo Gatti

      ho aggiornato l’articolo, inserendo il link ak documento ufficiale della regione, che conferma quanto detto in origine.

  • Jerri C.

    Il link al sito riporta tutt’altro.
    I risparmi di spesa derivanti dal piano di digitalizzazione derivano proprio dall’adozione di tecnologie open-source. Bisognerebbe verificare meglio prima di pubblicare un articolo.

    • alex

      se leggo giusto dicono che tra il 2011 e il 2016 hanno risparmiato sui costi anche grazie all’open source e alla diminuzione dell’utilizzo di sw con licenza, ora vorrebbero risparmiarne ancora passando ai servizi cloud e all’utilizzo di documenti in digitale. Non specificano con che piattaforma, e non parlano di MS nel link.

      • Matteo Gatti

        è vero non è specificato ma altre fonti ci hanno fatto sapere che si passerà ad una soluzione proprietaria con l’abbandono di openoffice

        • Matteo Gatti

          ho aggiunto un “aggiornamento” in fondo all’articolo a riprova di quanto detto in origine

  • Spero che il mio commento precedente (di cui ho salvato la schermata) venga pubblicato.
    Grazie.

  • 1. Il Ministero della Difesa non sta affatto adottando MS Office. Lo sta anzi abbandonando progressivamente, non rinnovando le licenze in scadenza, a favore di LibreOffice;

    2. L’annuncio ufficiale della Regione Emilia Romagna di cui si parla nell’articolo non dice nulla, ma proprio nulla, di quello di cui l’articolo parla. Esso parla anzi di riduzioni di costo e aumenti di produttività, “Risultati dovuti soprattutto al ricorso all’open source su server da una parte e dallo sviluppo interno delle applicazioni, con una riduzione della spesa per licenze di oltre 2 milioni di euro l’anno (- 33,9%), dato confermato dalla crescita contenuta del numero di applicazioni a pagamento (+ 1,7% sempre dal 2011 al 2016)”;

    3. Per “la revisione del processo di stampa dei documenti con l’introduzione di punti di stampa centralizzati e l’eliminazione delle stampanti ad uso singolo” non c’è alcun bisogno di ricorrere a software, libero o proprietario che sia. Basta semplicemente rendere disponibili in rete i documenti in formato standard aperto, in modo che chiunque – personale interno o cittadini – possa scaricarli e aprirli con qualsiasi strumento software, libero o proprietario che sia, senza doverli stampare ogni volta;

    4. Voi che siete esperti, informate l’assessore Donini che il cloud non è “la ‘nuvola’ di memoria nel web che non richiede supporti fisici”, ma è semplicemente il computer di qualcun altro. Già che ci siete, informate anche i cittadini che i loro dati stanno per prendere letteralmente il volo.
    È l’innovazione, bellezza.

    • Matteo Gatti

      1- ovviamente errore mio 😀 bastava aprire il link all’articolo per capire che è stata una svista, la difesa migra a Windows 10 chiaramente.
      2 3 4 – dire che l’articolo non c’entra nulla con quanto pubblicato sul sito della regione mi sembra esagerato, ne è semplicemente un breve riassunto. Da quello che sappiamo noi openoffice verrà abbandonato per passare ad un’altra soluzione anche se non è direttamente specificato nell’articolo della regione

      • 1. Come ho già scritto, la difesa non migra affatto. La frase lascia intendere che prima di Windows 10 usassero sistemi open source e questi siano stati abbandonati in suo favore. Questo non risponde al vero. La notizia vera (e di nessun interesse, se non fosse stata ben costruita dagli uffici stampa di Microsoft e adeguatamente rimbalzata su tutti i media “che contano”) è che hanno aggiornato i sistemi Windows (quale versione è meglio non saperlo), che già avevano, all’ultima versione. Dov’è la “notizia”?

        2 3 4. Nell’articolo viene detto “Come conferma l‘annuncio ufficiale comparso sul sito della regione anche l’Emilia abbandonerà l’open-source (open Office) per passare a soluzioni proprietarie”. Ma l’annuncio ufficiale a cui si rimanda non dice nulla di tutto questo. Non nomina il software libero se non per lodarne le qualità in termini di aumento di produttività e di risparmio.

        Ma ognuno è libero di scrivere quello che vuole.

        • Matteo Gatti

          1 La difesa migra a windows 10 perchè prima usava una versione di Windows precedente. Migrare va bene anche da sistemi operativi Microsoft vecchi a nuovi… in ogni caso nel testo dell’articolo io non leggo da nessuna parte il verbo migrare

          2 3 4 Come si evince dal documento ufficiale della regione (pdf) che trova nel link indicato in fondo all’articolo (sezione “Aggiornamento”) la regione passerà a Microsoft Office abbandonando OpenOffice.

  • Ciao, la notizia sulla Regione Emilia Romagna e` anche su marco’s Box. Quest’ultimo riporta sia il link al comunicato stampa che, come fatto notare in diversi commenti non parla affatto di Microsoft, anzi, parlando dei risparmi dice “Risultati dovuti soprattutto al ricorso all’open source su server” sia il link alla delibera di giunta che NON parla di open source ma specifica, a pagina 13, il passaggio a Microsoft.
    Quindi: che diavolo sta facendo la Regione Emilia-Romagna???
    Questo il link alla delibera
    http(duepuntislashslash)servizissiir(dot)regione(dot)emilia-romagna(dot)it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=downloadTesto&codProtocollo=GPG/2016/1907

  • titanus

    A questo punto non sarebbe meglio riscrivere questo articolo?

    • Matteo Gatti

      a parte la svista iniziale relativa al ministero della difesa l’articolo è corretto così come le fonti. ho inserito un “aggiornamento” a riprova di quanto detto

  • Maurizio Tosetti

    Da quel che ho letto il Brasile non vuole abbandonare il progetto open source . Pare si tratti di un rinnovo licenze

  • Maurizio Tosetti

    Non posso pubblicare il link di riferimento…

  • Maurizio Tosetti

    Linux Freedom non me lo permette e non e’ un link pericoloso. Vorrei esprimere la mia opinione. Grazie

    • condividilo come ho hatto io sotto modificandolo.

      • Matteo Gatti

        segnalo che ho aggiornato l’articolo, confermando quanto detto in origine e inserendo il link al documento ufficiale della regione 🙂

  • Romina

    L’aggiornamento all’ultima versione di un sistema operativo è una normale operazione di manutenzione legata a motivi di sicurezza. Indicarlo come una migrazione è sicuramente un refuso.

  • “Dopo l’adozione di Windows 10 da parte del ministero della difesa italiano anche altre realtà stanno per abbandonare l’open-source”
    Messa così sembra che la difesa prima avesse linux ovunque e sta abbandonando l’opensouce, mi sembra scorretto (come è scorretto il comunicato stampa originale), i nuovi pc avranno windows 10, così pure eventuali aggiornamenti da win7, quindi una cosa del tutto normale… un aggiornamento, continua invece la migrazione a LibreOffice.

    • Romina

      io sarei curiosa di sapere chi sono le “altre realtà”.

  • Maurizio Tosetti

    Sull’Emilia Romagna: Ormai il progetto Open Office è quasi morto. Le funzioni Cloud su Libre office sono ancora embrionali e limitate. Al momento l’unica soluzione è quello di adottare un software proprietario. Sarebbe meglio specificare che si tratta Office 365 e non quella standard. Tuttavia in base alle mie personali esperienze Office 365 offre delle pessime prestazioni in ambito server. Se ne accorgeranno molto presto.

  • Alessandro Giavara

    Lavorando per il Ministero della Difesa posso affermare che non c’è nessuna possibilità purtroppo di adottare software Open Source in quanto manca un minimo di addestramento al personale che ne deve far uso.
    Il livello di informatizzazione purtroppo è molto basso e tutto si complica solamente spostando un’icona che ieri si trovava in un altra posizione.
    Discostandosi da tutto ciò che è Windows emergono perplessità nel 99% delle persone.
    Sarebbe un successo il solo “investimento” nell’adozione di Libreoffice ovviamente supportato da idonea infarinatura sul suo utilizzo.
    Demoralizzante.-

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