Xiaomi Mi Notebook Air 12.5: la nostra prova con Ubuntu 16.04 LTS!

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Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 Ubuntu

Nella recensione di oggi andremo a provare un prodotto un po’ insolito che però ha saputo convincerci appieno durante i nostri test approfonditi, stiamo parlando dello Xiaomi Mi Notebook Air 12.5, il primo notebook del colosso cinese 100% (o quasi) compatibile con Linux!

Proprio quest’ultima caratteristica ci ha spinto a proporvi una recensione del device con a bordo Ubuntu 16.04 LTS, in maniera tale da valutare al meglio la compatibilità ed il funzionamento con Linux ed in particolare con Ubuntu.

Il dispositivo non è venduto ufficialmente in Italia ma può essere acquistato dalla Cina tramite Gearbest a circa 530 euro oppure dall’Italia dal rivenditore TopResellerStore che offre 24 mesi di garanzia ad un prezzo, un po’ più salato, di circa 620 euro con il codice sconto “LFFL”.

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Specifiche tecniche

Partiamo subito con le specifiche tecniche del device, che prevedono un processore Intel Core M3-6Y30, soluzione di base della famiglia di processori a basso consumo di Intel con architettura SkyLake di sesta generazione e realizzata a 14 nanometri.

Sono presenti due core fisici caratterizzati dalla tecnologia HyperTrading, che permette dunque di avere quattro thread logici, accompagnati da 4 MB di cache e da un TDP di 4.5 Watt (configurabile dal produttore tra i 3.8 e 7.5 Watt). La frequenza operativa va da un base clock di 0.9 GHz fino ad un massimo di 2.2 GHz su un core o di 2.0 GHz su tutti e due i core in Turbo Boost.

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La RAM installata ammonta a 4 GB di tipo DDR3L ed opera in Dual Channel 1866 MHz. Nonostante il supporto fino ad un massimo di 16 GB da parte del processore, purtroppo la RAM è completamente saldata e non può essere espansa.

Passando al comparto grafico, troviamo solamente la GPU integrata nel processore Intel, ovvero l’Intel HD Graphics 515, caratterizzata da 24 Execution Units ad un clock massimo di 1000 MHz ed un minimo di 300 MHz. Presente ovviamente il supporto alle DirectX 12, OpenGL e ai codec H265/HVEC.

Il display è un pannello da 12,5 pollici IPS lucido, caratterizzato da una risoluzione Full HD di 1920 × 1080 pixel in formato 16:9. Le dimensioni sono di 292 x 202 millimetri, mentre lo spessore massimo è di 12.9 millimetri. Infine, il peso ammonta a soli 1070 grammi, batteria da 37 Wh compresa.

Passando allo storage, troviamo un SSD M2 Sata 3 da 128 GB, accompagnato da uno slot PCI-E completamente libero. Non manca un sistema di altoparlanti stereo realizzati da AKG con tanto di doppio microfono integrato e webcam in HD da 1 mega-pixel. Presente anche il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band ed il Bluetooth 4.1, garantito dalla scheda Wireless Intel AC-8260.

Sono, poi, ben poche le porte presenti, tra cui un’uscita HDMI 1.4, una porta USB Type-C per la ricarica ma funzionante anche tramite adattatore OTG, ed una classica porta USB 3.0, oltre ad un’uscita audio da 3.5 millimetri.

Infine, la tastiera ha il layout QWERTY internazionale – classica tastiera americana, dunque – e presenta un sistema di retroilluminazione di colore bianco ghiaccio, mentre la scocca è completamente realizzata in metallo.

Costruzione e design

Inutile dire che il design riprende significativamente le linee estetiche dei recenti MacBook di Apple, complice anche la colorazione del metallo adottata. Nonostante ciò, la socca è completamente realizzata in metallo e restituisce un buon feedback all’utente, anche se di contro però quest’ultima tende a sporcarsi facilmente e a trattenere le impronte, indice del trattamento oleofobico applicato poco efficace.

Molto buona la solidità della costruzione, anche se facendo molta forza si notano alcune leggere flessioni dello chassis metallico.

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Nella parte posteriore non troviamo loghi o scritte, mentre nella parte inferiore sono presenti i loghi di AKG, Windows, Dolby Audio accompagnati da cinque piedini gommati grigi, otto viti Torx T5 ed i due speaker stereo laterali. Frontalmente, invece, troviamo il display da 12.5 pollici IPS Full HD caratterizzato da delle cornici ridotte, pari a circa 5.71 millimetri.

Nella parte superiore dello schermo possiamo notare la webcam HD da 1 mega-pixel affiancata dai due microfoni e da un piccolo LED di attività. Nella parte bassa, invece, troviamo il classico logo “MI” di Xiaomi, l’unico presente su tutto il device.

Troviamo poi la cerniera centrale, che limita l’inclinazione del display a circa 135°, e la tastiera retroilluminata, che, nonostante la corsa assai ridotta di soli 1.3 millimetri, riesce comunque a permettere una buona esperienza d’uso anche nella scrittura prolungata.

Il layout, come già detto, è il classico QWERTY americano, il quale presenta alcune differenze rispetto al classico layout italiano. Nulla di eclatante, anzi, personalmente lo preferisco, specie nell’ambito della programmazione. L’unica vera differenza di rilievo riguarda la gestione degli accenti, degli apostrofi e dei vari caratteri speciali, collocati un po’ diversamente. La retroilluminazione è di colore bianco ed è davvero piacevole alla vista, peccato solamente che non sia possibile regolare l’intensità luminosa.

Passando alla parte bassa, invece, troviamo il touchpad centrale e, a destra, il logo Intel Core m3.

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Il touchpad funziona davvero molto bene, risultando preciso, pulito e davvero scorrevole. Non sono presenti visivamente i due tasti fisici separati ma, andando a premere o a destra o a sinistra, troverete le due funzioni.

Andando a guardare i quattro profili e la disposizione delle porte, su quello posteriore non troviamo nulla ad eccezione della cerniera del display, mentre su quello anteriore abbiamo una piccola scanalatura per facilitare l’apertura del display.

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Sul profilo destro abbiamo una porta USB 3.0 ed una porta USB Type-C – adibita alla ricarica del device – affiancata da un piccolo LED di colore rosso/verde, attivo durante la ricarica.

Sul lato sinistro, invece, troviamo una porta HDMI 1.4 e, all’estremo superiore, il classico ingresso audio da 3.5 millimetri.

Viste le dimensioni davvero contenute (292 x 202 x 12.9 millimetri) ed un peso di soli 1070 grammi, la maneggevolezza e la portabilità sono ai vertici, rendendolo dunque un dispositivo adatto a chi cerca un computer da portare con se nella borsa o zaino durante la giornata lavorativa o universitaria, dato che le dimensioni sono praticamente identiche a quelle di un classico quaderno A4.

Display

Anche il display rispecchia le aspettative, sia in termini di risoluzione che di resa cromatica, anche se c’è un piccolo difetto. Innanzitutto l’unità installata è un ottimo pannello di tipo IPS con risoluzione Full HD 1920 x 1080 pixel e vetro di copertura lucido. Le cornici sono ridotte, i colori e la resa cromatica sono davvero buoni, così come la profondità dei neri ed il contrasto, pari a 600:1 secondo i dati di Xiaomi.

Ottimi anche gli angolo di visione, abbastanza elevati, tuttavia vi devo segnalare che la luminosità è abbastanza alta (forse anche troppo) solamente per gli utilizzi indoor o all’aperto in giornate nuvolose, mentre si è rivelata insufficiente sotto il sole diretto, complice il pannello di copertura lucido installato.

Un difetto che troviamo anche su altri prodotti più costosi e che anche sul Mi Notebook Air va accettato, vista la buona qualità offerta dal pannello. Da segnalare anche che l’inclinazione massima è limitata a circa 135°.

Prestazioni ed esperienza d’uso

Non ci troviamo di fronte ad una macchina potentissima, tuttavia il processore Intel Core m3-6y30 accoppiato a 4GB di memoria RAM riesce a svolgere un ottimo lavoro con Ubuntu, sensibilmente meglio rispetto a Windows 10.

Il processore Intel Core m3-6Y30 di sesta generazione è basato sull’architettura SkyLake ed è in grado di spingersi sino a 2.2 GHz durante i carichi più impegnativi grazie alla tecnologia Turbo Boost.

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Le prestazioni non sono paragonabili alle soluzioni quad-core appartenenti alle serie HQ o MQ, ma sono prossime a quelle offerte da un i5 6200U ed equiparabili ad un i3 6100U, due soluzioni con un TDP decisamente superiore, visto che parliamo di 15 Watt contro i 4.5 Watt adottati dalla soluzione scelta da Xiaomi.

Essendo i processori della famiglia Core M destinati a soluzioni fanless, il TDP è decisamente contenuto, così come la gestione del Turbo Boost, che non appena si avvicina ai valori massimi di consumo o temperatura scala subito le frequenze su livelli inferiori. Motivo per cui, in benchmark veloci o di pochi minuti le prestazioni risultano essere allineate o di poco inferiore a quelle di un i3 6100U, mentre con carichi continuativi per qualche decina di minuti otteniamo valori decisamente inferiori, prossimi agli i3 ULV delle precedenti generazioni.

Tuttavia va detto che con un uso normale difficilmente vi capiterà di mandare a pieno carico la CPU per diversi minuti di fila, eccetto durante lavori di calcolo puro, dato che nell’uso quotidiano il Turbo Boost lavora egregiamente fino al massimo, senza dover limitare più di tanto i CPU Burst del sistema.

Passando allo storage, troviamo un SSD M2 SATA 3 da 128 GB prodotto da Samsung in grado di offrire ottime prestazioni, sicuramente lontane dalle moderne soluzione PCI-E, ma comunque adatte a rendere il sistema sempre veloce, reattivo e scattante un po’ in tutti i contesti.

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Sul fronte delle prestazioni ed esperienza d’uso dunque, devo dire che il sistema si è sempre comportato bene, garantendo quasi sempre un’elevata reattività e tempi di apertura degli applicativi assai ridotti. Anche con alcuni software intensivi non ho riscontrato difficoltà, ovviamente però dobbiamo tenere conto della natura Low Energy e completamente Fanless di questo processore, che dunque non è sicuramente un mostro di potenza adatto a pesanti lavori di video editing e rendering.

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Per quanto riguarda i “soli” 4GB di RAM, personalmente non li ho trovati limitanti se non in quelle situazioni di carichi intensivi, visto che con un uso quotidiano da studente ed internauta difficilmente ho superato i 3GB di RAM utilizzati con diversi applicativi e schede di navigazione aperte.

Scarse invece le prestazioni offerte dalla GPU Intel HD Graphics 515, adatta solamente a qualche vecchio titolo ma non ai recenti giochi tripla A. Tuttavia non essendo una macchina destinata al gaming ciò non è un fattore limitante.

Porte e connettività

Sono ben poche le porte in dotazione, fra cui una recente USB Type-C ed una classica USB 3.0 Full-size. Nonostante ciò, raramente ho sentito la necessità di avere altre porte; mal che vada con poco più di dieci euro potete acquistare degli HUB compatti con tre o più porte USB 3.0. Fortunatamente è presente anche un’uscita video HDMI 1.4 in formato standard, non micro dunque, ed un classico connettore jack audio da 3.5 millimetri.

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Per quanto riguarda il WiFi ed il Bluetooth, essendo la scheda di rete un’Intel AC-8260, essa è stata subito riconosciuta dal sistema in fase di installazione senza costringermi a rogne aggiuntive, veramente una bella notizia. La connettività offerta da questa scheda di rete prevede il Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band fino a 867 Mbps ed il Bluetooth 4.2.

Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 Ubuntu

Temperature

Come detto nel paragrafo delle prestazioni, lo Xiaomi Mi Notebook Ai 12.5 è un dispositivo completamente fanless, motivo per cui è importante avere una buona gestione termica per evitare il fenomeno del Thermal Throttling e di conseguenza il calo delle frequenze operative e dunque delle prestazioni.

Fortunatamente Xiaomi è riuscita a fare un ottimo lavoro, collocando due corpose heatpipe di raffreddamento che distribuiscono il calore lungo la parte posteriore della scocca metallica. Durante i test non ho mai superato i 70°C, raggiunti solamente con particolari stress test (Prime 95) per sviluppare il massimo calore sul processore. Non ho riscontrato Throttling termico, dato che le temperature non hanno mai limitato le prestazioni, che invece vengono limitate sotto lunghi carichi dalla gestione energetica del processore, che cerca di mantenere i consumi allineati al TDP di 4.5 Watt (TDP-up di 7.5 Watt).

La scocca, invece, ha raggiunto un valore massimo nella parte alta della tastiera pari a 37° C sotto sforzo, mentre nella parte posteriore ho misurato 36° di massima, un valore che da appena fastidio solo se usate il notebook sulle vostre ginocchia per un lungo periodo di tempo. In compenso l’area del poggia-polsi rimane abbastanza fresca o al più tiepida, mentre tende a scaldarsi significativamente durante la ricarica del dispositivo.

Autonomia

La natura a basso consumo del processore installato premia l’autonomia, che ha fatto registrare ottimi valori in grado di coprire interamente la giornata di lavoro.

La batteria installata da 37 Wh mi ha permesso, con un utilizzo leggero, ovvero navigazione web, editing di documenti e lettura di PDF, di raggiungere abbastanza tranquillamente quasi 7 ore e mezzo di utilizzo con una luminosità prossima al 50%. Spegnendo il WiFi, abbassando al minimo la luminosità ed utilizzandolo per della semplice lettura di PDF si sfiorano le 9 ore, mentre con usi più intensivi si oscilla sulle 5 ore di autonomia.

Nel complesso dunque, l’autonomia si è rivelata davvero ottima, consentendomi di coprire tranquillamente una classica giornata da studente universitario con tanta navigazione Web, editing di documenti e qualche video su YouTube. Solamente con usi molto intensi si scende sotto le 5 ore, tuttavia nella altre circostanze di utilizzo ho sempre registrato degli ottimi risultati di autonomia.

Davvero molto rapido il caricatore in dotazione, che riesce a caricare la batteria ad un rate di circa 30/35 Wh, permettendone la ricarica completa in poco più di 1 ora e 20 minuti, e del 50%, partendo da zero, in circa 35 minuti scarsi. La ricarica avviene tramite la porta USB Type-C, ma purtroppo devo segnalarvi che provando con più di una powerbank non sono riuscito a ricaricare il device.

Audio, Webcam e Multimedia

Il sistema audio dello Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 è stato realizzato in collaborazione con AKG, nota azienda del settore audio. Tuttavia devo dire che su Windows 10 la qualità, il volume e l’equalizzazione rendevano la riproduzione audio davvero molto buona, restituendo dunque una qualità sonora di alto livello ed un volume elevato. Su Ubuntu le cose cambiano un po’ invece, visto che, complice sicuramente la mancanza di qualche driver aggiuntivo, il volume è si alto ma la qualità lascia abbastanza desiderare, rendendo il suono un po’ troppo metallico e disturbato ai massimi livelli. Tuttavia agendo con qualche software di equalizzazione si riesce a migliorare significativamente la resa sonora finale. Nessun problema per l’audio in cuffia invece.

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Passando alla webcam da 1 Mega-pixel, anch’essa è stata riconosciuta la primo colpo già avviando Ubuntu in Live da USB. La qualità non è altissima ma più che sufficiente per effettuare video chiamate.

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Per quanto riguarda il touchpad, devo ammettere di aver avuto qualche rogna in fase di installazione e nella prova da live USB, visto che lo scorrimento non è stato riconosciuto. Tuttavia, una volta installato il sistema ed aggiornato il kernel alla release 4.8, anche il touchpad si è messo a funzionare correttamente, anche se non sono comunque riuscito ad abilitare le gesture con 3 e 4 dita.

Infine, non ho avuto alcun problema con la riproduzione video, nemmeno con i formati ad elevate risoluzioni, per esempio in 4K con codec H264 ed H265, segno di come i driver per la GPU integrata siano stati correttamente riconosciuti ed installati.

Software

Come specificato in apertura, il notebook è compatibile quasi al 100% con Linux out of the box, rimane solamente qualche piccola rogna come il touchpad o l’equalizzazione audio da sistemare ad installazione completata. Per il resto, tutto l’hardware viene riconosciuto correttamente già avviando Ubuntu in Live da una pennetta USB, Webcam e WiFi compresi, davvero un’ottima notizia.

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Io ho provato solo Ubuntu 16.04 LTS ma non dovrebbero esserci problemi con altre distro. Ovviamente, se deciderete di acquistarlo, il PC vi arriverà con Windows 10 installato e dovrete installare voi Ubuntu o la vostra distro preferita, un’operazione ormai abbastanza semplice anche per un neofita.

Nel nostro caso non abbiamo riscontrato alcuna anomalia ed il sistema si è sempre comportato bene, rendendo l’utilizzo piacevole un po’ in tutte le situazioni. Non sto qui a dilungarmi sull’interfaccia, in quanto sicuramente conoscerete l’ambiente Unity. In compenso vi lascio con qualche screenshot del sistema.

Da segnalare anche che il BIOS è in lingua inglese, ciò dovrebbe rendere ancora più semplice eventuali operazioni di modifica dell’ordine di boot ed altre voci, anche se sono ben poche le opzioni disponibili.

Conclusioni

Veniamo dunque alle conclusioni. Come emerso in sede di recensione, lo Xiaomi Mi Notebook Air 12.5 si è rivelato un prodotto davvero ben riuscito, completo e funzionale in tutti gli ambiti.

La ciliegina sulla torta è la sintonia con Linux, che non sempre troviamo su prodotti così ricercati e che da un po’ più di appetibilità in più a questo ultrabook. Senza starvi qua ad elencare pro e contro, che sono stati trattati nella recensione e nei vari paragrafi, passiamo subito al vero difetto di questo prodotto, ovvero l’assenza di distribuzione ufficiale, che dunque fa perdere molta appetibilità al device.xiaomi-mi-notebook-air-ubuntu-2

In Cina questo modello è venduto a circa 400 euro, da Gearbest si trova a 530 euro e dall’importatore italiano TopResellerStore620 euro (codice sconto LFFL); tre prezzi ben differenti a seconda dei compromessi offerti dai vari rivenditori, che solo nel terzo caso offrono assistenza e garanzia per 24 mesi. Tuttavia 620 euro non sono appetibili come i 400 euro del mercato cinese, che fanno davvero gola a molti di noi dato che in italia ed in europa è quasi impossibile trovare soluzioni di questo tipo così ben fatte, così portatili (12.5 pollici non sono una diagonale diffusissima) e magari nemmeno così affini con il mondo Linux.

Personalmente opterei per un notebook da 13.3 pollici con gli ultimi i3 6100ULV, 4GB di RAM e display FullHD, a cui aggiungere un SSD da almeno 120GB, visti ormai i prezzi in caduta libera. Un esempio? Il DELL Inspiron 13 2-in-1, in listino a 599 euro ma spesso in sconto a 549 euro, a cui, sommando il prezzo di un SSD, si arriva a poco più di 600 euro.  Certo, non abbiamo un device così portatile, compatto e bello come lo Xiaomi, ma almeno gode di un’assistenza ufficiale.

Concludendo, davvero un ottimo prodotto, peccato per la mancata distribuzione ufficiale…

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