Vince Pooley, sviluppatore a capo di Chapeau, è tornato in azione dopo un anno e sta preparando il lancio di Chapeau 24 “Cancellara” distro GNU/Linux basata su Fedora 24.

Chapeau 23 “Armstrong” è stata rilasciata lo scorso Dicembre e da allora non abbiamo più sentito una parola da parte degli siluppatori. Qualche giorno fa Pooley ha scritto un comunicato sul blog ufficiale comunicando che Chapeau 24 è pronta, ed è basata su Fedora 24.

Ci siamo presi tutto il tempo necessario per perfezionare Chapeau 24. Come sapete dedichiamo ogni distro ad un campione del ciclismo, stavolta abbiamo dedicato il nostro lavoro a Fabian Cancellara“, queste le parole di Pooley.

Le novità

chapeau 23

Chapeau 23 con GNOME 3.18

Chapeau 24 sarà basato sul kernel 4.7, Transmission è stato scelto come client BitTorrent. Il desktop environment sarà GNOME 3.20. E’ stato introdotto il supporto a Wayland.

Troverete pre-installate tutte le app open source che usate tutti i giorni, tra cui LibreOffice 5, VLC Media Player, PlayOnLinux, Steam, Mozilla Firefox, GNOME Boxes, Rhythmbox, Openshot, Shotwell, darktable, GIMP, Clam AntiVirus (ClamAV), Yumex-DNF, GNOME Software, e altre ancora. L’interfaccia sarà basata sull’icon set Moka.

Se volete saperne di più potete leggere le note di rilascio ufficiali o la pagina dedicata alle features di Chapeau 24 “Cancellara”.

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Qui potrete trovare le varie notizie da noi riportate sul blog. È possibile, inoltre, commentare, condividere e creare spunti di discussione inerenti l’argomento trattato.

  • woow in poche parole una distro nuova solo per cambiare tema di default e per omaggiare i ciclisti??
    che senso ha questa distribuzione?

    “Chapeau 24 sarà basato sul kernel 4.7, Transmission è stato scelto come client BitTorrent. Il desktop environment sarà GNOME 3.20. E’ stato introdotto il supporto a Wayland.”
    cavoli che lavorone hanno fatto.
    ah no aspetta queste sono tutte cose dovuto al fatto che si basa su fedora 24.

    non ha senso creare distribuzioni del genere.
    avessero almeno cercato di differenziarla un po con repository appositi o con alcune ottimizzazioni oppure usando wayland di default, ma niente, in poche parole una semplice fedora con tema diverso e al limite le applicazioni di default diverse

    • Matteo Gatti

      concordo

    • miguel

      avessero messo lo sfondo con il ciclista in questione……si fosse chiamata Indurain, avrei piallato tutto per installarla…..vuoi mettere andare al bar e dire che io sul pc ho Indurain, Indurain mica un Chiappucci qualunque……

    • Simone Picciau

      A dir poco inutile.

    • Samael

      Il tuo discorso non fa una piega. Chapeau!

    • Caterpillar

      già in Fedora abbiamo bisogno di nuovi contributori (basti vedere quante Package Review sono pendenti), e questi ***ti si mettono a sprecare risorse umane… Bah…

  • Box2Tux

    Ma perché questa distro non è stata “cancellara”?

  • Daniele Cereda

    eh si sentiva proprio la mancanza dell’ennesima distro/copia…..e poi ancora si discute sul perchè quel 2% non cresce.

    • Aury88

      Nessuno costringe ad utilizzare quelle distro ne costringe gli sviluppatori e programmatori a supportarle…un utente consumer dubito verà mai ad installarsi una distro che non sia una delle più diffuse o più famose.

      • Daniele Cereda

        energie perse per strada se si vuole uscire dalla nicchia, diversamente si possono avere anche 1000 distro , si resta al 2% e la si smette di lagnarsi che linux non esce dal bozzolo sul lato desktop

        • loki

          e chi si lamenta? il 2% assicura un certo livello di qualità tra l’utenza e di conseguenza dell’ecosistema. chi vuole avanti → avanti → installa fa bene a starsene su altri sistemi devastati dall’ignoranza. personalmente spero che non si superi mai il 5%

          • Simone

            Mah questa cosa del “poca diffusione=qualità” non ha fondamento. infatti nel nostro piccolo se vuoi avere sw di qualità devi attenerti alle distro e ai DE più diffusi e meglio supportati. Se Linux non cresce non sarà mai produttivo quanto MS o Apple, e lo dice uno che lo impiega da una vita emmezza e ha bebuggato le proprie macchine (a parte una per giocare a Skyrim e Fallout finché non otterrò performance decenti con Wine) da anni eh…

          • Aury88

            non credo ci sia fondamento ma non è neanche detto che avere una minor diffusione di MS o Apple significhi necessariamente avere minor produttività/qualità…ne che eventuali pecche dal lato della produttività siano la causa principale della scarsa diffusione.
            quanti sono gli utenti che usano il computer unicamente per navigare, sentire musica, guardarsi film e leggere dei documenti e quindi coperti al 100% da un po’ tutte le distro?considera che consumer sta proprio ad indicare i fruitori di contenuti (non i creatori) e i consumer sono una fetta enorme anche della quota desk…
            mi vuoi dire che queste persone non vedrebbero un aumento di “produttività” su un so che non ha bisogno di antivirus, non soffre di frammentazione e in cui la stragrande maggioranza delle necessità da consumer è già coperta dal preinstallato o risolvibile installando pochissimi pacchetti da un sistema centralizzato mentre su windows devi spesso andare in rete a cercare il software?
            gli unici consumer non soddisfacibili a pieno da linux sono i gamers, ma anche qui, nonostante l’enorme aumento dei titoli disponibili, l’effetto sul marketshare è stato pressocchè nullo…dal punto di vista statistico significa o che i videogiocatori sono pochissimi o che i due fattori non sono direttamente collegati ma subiscono l’effetto di un altro fattore limitante…io propendo per l’ultima e quel fattore comune ai consumer non gamers e gamers è imho la predisposizione a cambiare un ambiente familiare per uno che, pur magari portando vantaggi, non lo è…

          • alex

            Perchè un gamer dovrebbe abbandonare Windows per altro? purtroppo in quest’ambito c’è solo da perdere, e meno di essere veramente risoluti a non volerlo usare per spingere il pinguino. Nonostante i nuovi titoli rilasciati per un gamer le vere possibilità sono solo console o pc con windows. Forse se valve ci avesse investito più pesantemente si poteva fare qualcosa, ma ormai l’hype è passato… nel senso che SteamOS doveva essere pronto nel giro di pochi mesi, anche se magari ne usciva una “semplice distro” come tante e come in definitiva attualmente è. Ma velocità e open source di solito non vanno a braccetto.

          • Aury88

            esatto! estendi quel discorso al resto del software…un utente che va in rete, sente la musica, si guarda film, si legge e-book ecc ecc perchè dovrebbe lasciare windows per linux? ci sono qui si dei vantaggi con lo svantaggio però comunque di ritrovarsi in un ambiente diverso e che non si conosce forse non si è in grado di usare (quante volte abbiamo letto di gente che ancora crede che per linux sia necessario usare il terminale? )…quanti sono disposti ad abbandonare qualcosa che conoscono (e che si trovano già preinstallato) per qualcosa di sconosciuto anche se l’alternativa procurasse dei vantaggi?

            l’hype è passato ma non penso sia quello il problema…il problema è che per valve non ci sono ancora sufficienti svantaggi per spingere verso l’abbandono di windows…fino a quando non verranno imposte le universalapp (e quindi il market centralizzato) temo che la situazione rimarrà questa con o senza hype.
            comunque sia onestamente sono fiducioso per il futuro…se si pensa ad iniziative quali quelle del governo cinese e russo o a programmi di port di varie istituzioni su software opensource (spesso causate dalle porcate che gli USA fanno tramite software made in USA e NSA) la situazione per quanto ancora nettamente sbilanciata è molto migliorata rispetto mezzo decennio fa…
            moltissimo si sta spostando su webapp/webservice (la stessa suite office di microsoft ha una versione online utilizzabile da browser su linux )…insomma onestamente il passaggio a linux oggi è molto più semplice che mezzo decennio fa…purtroppo le abitudinni rimangono difficili da dimenticare oggi come allora.

          • alex

            “un utente che va in rete, sente la musica, si guarda film, si legge e-book ecc ecc” si è accorto che probabilmente gli basta un tablet/smartphone o al masimo un chromebook se proprio ci vuole lavorare un pochino di più 🙂 Ma alla fine è giusto così, anche per il mio lavoro un pc è anche troppo e mi basterebbe un dispositivo più semplice.
            D’accordo con quello che dici comunque.

          • Aury88

            ” si è accorto che probabilmente gli basta un tablet/smartphone o al masimo un chromebook” e quindi al 50% usa già linux 😛

          • alex

            si ma senza saperlo 😀

          • Aury88

            ma a me non interessa che sappia cosa sta usano,l’importante e che lo usi 😛

          • Simone

            In realtà il consumer sono anche io, che faccio uso a livello professionale di LibreOffice, e per quanto lo adori e lo sostenga (ma per davvero, non a chiacchiere) non posso negare che dal lato semplicità e funzionalità subisca di brutto MS Office. Anche dal punto di vista dei CAD su Linux non esiste nulla di vagamente simile ad AutoCAD, al massimo roba per dilettanti o studenti, ma se devo lavorare con delle multinazionali dell’ingegneria mi tocca usare prodotti di livello ben differente.
            La mia famiglia è Windows free, e io sono rimasto l’unico ad avere una installazione Windows per giocare (ancora per poco, sto risolvendo i problemi grazie a WineHQ e CodeWeavers) e AutoCAD e per quei clienti che rompono le bolle se ti colleghi nei loro uffici con Linux, ma la mia famiglia e io non siamo il mondo, esistono migliaia di differenti necessità e ragioni, e finché anche solo una persona sarà impossibilitata ad usare Linux per i suoi scopi, purché legali, la missione non potrà dirsi compiuta.

          • Aury88

            è incredibile come a quanto pare tutti quelli che utilizzino il computer debbano usare usare CAD xD. direi che quello non è certo un ambito consumer.
            esatto, tu e la tua famiglia non siete il mondo…posso dire che gran parte del mondo consumer che usa il desk non ha bisogno di CAD, ne di particolari funzioni di office…a parte che per la creazione di tabelle e le classi di testo dove l’interfaccia LO fa tecnicamente ca*are, onestamente tutte le altre funzioni basiche e usate dalla maggior parte degli ambiti di utilizzo LO ha la stessa difficoltà se non minore rispetto l’interfaccia ribbon…e, male che vada, puoi benissimo usare la suite office su internet…stando alla tua definizione di missione compiuta direi che neanche windows o mac possano definere tale la propria 😛

          • Simone

            Beh ma la missione di Windows e Mac non è mettere a disposizione di chiunque un sistema libero e produttivo, è fare quanti più miliardi possibile. E direi che la loro missione la compiono bene. Linux è un’altra cosa. Inoltre se è vero che per l’utente minimo, cioè diciamo mia madre, Linux è soddisfacente, già mio fratello, che pure usa il pc più per svago che altro, deve usare Wine. E non credo sia un’anomalìa.

          • Aury88

            la missione di linux non è farsi usare da chiunque ma semplicemente rendersi disponibile…mentre il fare più miliardi possibile è un obiettivo raggiuntibile solo se hai il 100% del mercato, altrimenti non hai fatto tutti i miliardi possibili ma tutti meno qualcosina.
            tuo fratello per cosa deve usare wine?

          • Simone

            Oh stai giocando sulle parole: “fare più miliardi possibile” significa “fare più miliardi possibile”, non “farli tutti”, altrimenti la mission delle imprese sarebbe fare “tutti i miliardi”, che è impossibile, fisicamente, in un sistema economico sostenibile: accaparrarsi tutte le risorse porterebbe automaticamente al collasso del sistema e alla perdita di valore del denaro, se non più scambiato.
            Quanto al discorso del “semplicemente rendersi disponibile” non sta in piedi, tutto ciò che è gratuito è semplicemente disponibile, questo non significa che sia utile a qualcosa. Linux è in primis “free as in free speech” e si propone di abbattere il digital divide. Questo significa che chi non ha i mezzi per studiare o lavorare su tool costosissimi debba poter avere a disposizione degli strumenti a prezzi onesti (o gratuiti, ma è in secondo piano, questo sì dipende spesso dalle capacità di compilarsi il programma partendo dai sorgenti) per poter comunque competere con chi è ricco. Linux investe tempo e soldi nei paesi del terzo mondo per questa battaglia, e liberare quante più persone possibile dalla schiavitù del software proprietario è parte della sua mission. Ed è chiaramente impensabile pretendere che tutti si specializzino in informatica per saperlo fare, perché gli informatici hanno bisogno di pizza e coca per sopravvivere, di conseguenza, ancora una volta, non sarebbe un sistema sostenibile.

            Mio fratello deve usare Wine per giochi, applicazioni varie di uso comune su Windows che non hanno un riscontro paritario su Linux (vedi già Paint, al momento solo KolourPaint regge il passo con quello Linux, o la suite per la tavoletta grafica Wacom), dipende dalla necessità del momento.

          • Aury88

            no…è esattamente questo che significa “fare più miliardi possibile”…se l’obiettivo è “fare tanti miliardi” si dice “fare tanti miliardi” e per essere credibile si da una cifra….ma il “fare più miliardi possibile”, che è naturalmente l’obiettivo del software proprietario ,è una cosa che è per definizione raggiungibile solo avendo tutto il marketshare e potendo imporre le proprie tariffe senza timore di concorrenza…obiettivo conclamato e ambito da parte di MS che, pur avendo un ottimo marketshare fa di tutto per vincolarlo alle proprie soluzioni e rendere la vita il più difficile possibile a chi ancora non compra i loro prodotti per spingere anche questa minima fetta ad usare i loro prodotti.

            il discorso sul collasso della moneta in caso di monopolio al 100% di windows non lo capisco e, se è come temo un discorso di macroeconomia, ti suggerisco di non perdere tempo a spiegarmelo perchè tanto non lo capisco…non saresti il primo a tentare questa impresa:-P

            no, linux mette a disposizione gli strumenti, se qualcuno vuole sperperare i propri soldi o continuare a vivere con lucchetti di cui non avrebbe bisogno sono problemi suoi…fsf e linuxF informano solamente che esistono proprio per dare questa libertà di scelta, ma se qualcuno, nonostante questo, non vuole usarle di certo non vedrai fsf o linuxF a spendere un cent per convincerli.

            solo tu dici che sia gratuito…linuxF così come FSF si fa pagare per i suoi corsi e certificazioni…e il free as speech non significa di per se gratuito, ma semplicemente liberamente disponibile proprio come la lingua (e come conseguenza non vendibile/comprabile, ma è una conseguenza della libertà di (ri)utilizzo…devi comunque imparare a leggere e scrivere e devi pagare se non riesci ad imparare da solo)…
            ripeto i giochi sono un caso a parte ma io voglio vedere tutte queste casalinghe che usano videogame o anche solo che opere meravigliose devono creare per giustificare l’uso di alcuni applicativi ben noti…

            “Quanto al discorso del “semplicemente rendersi disponibile” non sta in
            piedi, tutto ciò che è gratuito è semplicemente disponibile, questo non
            significa che sia utile a qualcosa.” io ho una mucca, dalla quale chiunque può prendere il latte gratuitamente, la mucca è in uno scantinato chiusa a chiave. eccoti la dimostrazione che tutto ciò che è gratuito non +è automaticamente disponibile., ora io ti do la chiave e ti informo che nel mio scantinato c’è una mucca da cui tu puoi prendere il latte gratuitamente…tu ora puoi decidere se prendere il latte della mia mucca oppure andare al supermercato…io cosa ci guadagno? ti dico che per mantenere la mucca mi serve foraggio, quindi potresti, ma solo se vuoi, aiutarmi a darle da mangiare…oppure decidere di aiutarmi a curarla così ho il tempo libero per dedicarmi ad altro, oppure potresti rendere disponibile tu qualcosa perchè io possa utilizzarlo e risparmiare mie risorse da dedicare a me e alla mucca.
            di per se che tu prenda il mio latte o lo compri non mi interessa, mi interessa avere il latte e possibilmente che qualcuno contribuisca…tu puoi benissimo contribuire E continuare a comprare anche il latte dal supermercato.

            il discorso sull’utilità non l’ho capito…se è inutile non lo usi ma probabilmente nessuno lo produrrà se non per proprio intimo diletto….detto questo linux e GNU sono liberi…ed estremamente utili…sia che vengano usati da poche decine di persone sia che vengano utilizzati da miliardi(e delle due è comunque la seconda la situazione attuale di gnu/linux…che chi lo usi sappia che c’è linux non è mai stato rilevante o avrebbero costretto a mettere gli annunci durante l’utilizzo)

          • loki

            io parlo della qualità dell’ecosistema, non di avere photoshop e compagnia bella di cui non mi faccio niente. il mio lavoro riguarda la gestione e manutenzione di sistemi e in quel campo siamo i numeri 1. un aumento della diffusione comporterebbe un adattamento del sistema all’ignoranza generale, e quindi mi ritroverei con un surrogato di windows a fare in maniera altrettanto scomoda le cose che ora sono perfette. ripeto, se volete le quote di mercato usate altro e non cercate di trasformare in un obbrobrio quello che ora funziona in modo efficace

          • Simone

            Non sono d’accordo: Linux è il più diffuso tra i sistemisti, ed infatti è il meglio nel settore, nulla a che vedere con quello che va a finire sul desktop dell’utonto. E’ il più diffuso negli istituti di ricerca, ed infatti è il meglio nel settore, nulla a che vedere con quello che va sul desktop dell’utonto. Il miglioramente delle distro per utonti, per contro, non vedo come possano inficiare le buone prestazioni dei due precedenti. Inoltre il fondamento dell’open source è che debba essere efficace e produttivo per il maggior numero di utenti, e non possiamo certo pretendere di vivere in un mondo di sistemisti, che del resto morirebbero di fame senza pizzaioli e operai della Coca cola, che di certo non devono essere obbligati ad avere competenze avanzate di IT per avere il rpivilegio di usufruire di Linux. Non è col protezionismo che si fa il bene.

          • Aury88

            quoto…senza considerare che stiamo parlando di livelli che possono rimanere nettamente separati pur usando lo stesso so…l’utonto per esempio necessità di un interfaccia intuitiva, l’utente avanzato di un interfaccia efficiente o anche niente interfaccia…il soddisfare li primo può essere visto come un danno per il secondo solo nel limite del tempo “consumato” per fornire quello che serve all’utonto…ma non lo ritengo poi tutto questo danno visto che ci sono sviluppatori che vogliono sviluppare quel tipo di interfaccia e non quell’altra e che quindi che contribuiscano o meno non fanno alcun danno agli utenti avanzati… e gli utenti avanzati non sono obbligati ad usare quello che usano gli utonti.

        • Aury88

          1) stiamo parlando di una distro in cui di fatto è stato cambiato lo sfondo da una normale fedora con gnome…di che energie perse nella nicchia parli? che apporto pensi abbiano dato questi sviluppatori che sarebbe stato più utile in altre distro?
          2) stai parlando di una qualcosa di impossibile quindi perchè parlarne?…la frammentazione è una conseguenza diretta dell’essere il tutto basato su opensource…non puoi avere opensource senza frammentazione quindi lamentarsi di uno e pretendere l’altro significa volere la botte piena e la moglie ubriaca
          3)oltre a non apportare alcuna utilità…sai quante volte la tua frase è stata ripetuta in altri commenti di altri utenti? perchè non hai evitato di perdere energie per strada per ribadire un concetto già espresso in decine di altre migliaia di modi più o meno simili…perchè non hai commentato un altra notizia o commentato altri aspetti in questa? vuoi la libertà di commentare e ripetere ma poi ti opponi alla conseguenza della libertà di ognuno di dedicare le proprie energie in quello che più gli aggrada?

          4)il nuovo utente che mediamente non sa nulla di linux e che decide di fare il passaggio fa una ricerca in internet mettendo come stringa di ricerca qualcosa tipo ” linux download”…indovina quali sono le prime opzioni? quasi tutte ubuntu e mint (entrambe debian based ed estremamente compatibili tra loro)…se non trova quelle trova blog o guide dove al 90% si parla sempre delle stesse 3-4 distro…

          5) l’utente che non sa nulla di linux non sa cosa siano gnome o kde o unity o altri (ne concettualmente provenendo da altri os può avere idea che possano esistere più interfacce grafiche per lo stesso so) quindi o trova da qualche parte questi nomi o non cercherà mai secondo quei criteri.
          6) chi dovrebbe selezionare la distro su cui bisogna concentrare gli forzi? chi decide qual’è il DE da portare avanti?

          6) se ce l’ho fatta io che non so nulla di informatica e non sono certo una cima ce la fa anche l’utente medio…smettiamola di prendercela con la frammentazione di linux e piuttosto cerchiamo di capire perche l’utente pretende di utilizzare sempre quel particolare programma che per le sue necessità in realtà sarebbe sostituibile al 100% da alternative opensorce e spesso anche gratuite…
          il tuo ragionamento potrebbe sembrare corretto…ma ci sono decine e decine di software opensource che di fatto, pur avendo la stragrande maggioranza di sviluppatori rispetto i concorrenti opensource, attirano un numero di utenti ridicolo rispetto la concorrenza pur avendo tutte le features per loro necessarie e pur essendo gratuite…
          per carità, la duplicazione degli sforzi è di sicuro deleterio, ma non ha senso lamentarsi…voi lamentarti e dare un vero senso alla lamentela? lamentati con gli sviluppatori.

          • alex

            Perfettamente d’accordo col punto 1, infatti l’ho anche scritto diverse volte.

            Per il normale utente che vuole fare il passaggio è difficile capire che le varie distro e anche le loro varie varianti sono alla fine lo stesso sistema, per loro anche vedere kde e gnome sono proprio due sistemi diversi.
            Di Windows sanno che ci sono le varie versioni dalla più vecchia alla più nuova, di OSX nemmeno quello, è semplicemente un Mac. Partono già in confusione, poi a questo si aggiungono programmi diversi da quelli che hanno visto, e a volte con un aspetto più scarso e meno curato della controparte, arrivano probabilemnte i primi inghippi nel fare qualche operazione di routine e fine…. in molti tornano a windows.

          • Aury88

            lo ritengo un po’ tutti problemi irrilevanti se confrontati con la difficoltà a passare ad un ambiente nuovo. Il fatto che ci siano molte distro, se anche l’utente conoscesse questo problema, si affiderebbe comunque ad internet e i blog e consigli per i nuovi utenti che vogliono provare linux quasi sempre indicano le stesse 2-3 distro. stesso discorso per l’ambiente grafico se non che è addirittura meno rilevante perchè 1) l’utente dovrebbe sapere che esistono 2) l’utente sceglie la distro che quasi sempre viene fornita con un DE di riferimento e altri DE entrerebbero in gioco solo se l’utente specificamente li cercasse.

            La confusione è inevitabile e un utente che non è in grado di adattare il proprio workflow al nuovo software tornerà comunque a windows fino a quando linux non sarà estremamente simile a windows e fino a quando su di esso non si installeranno gli stessi software o non si avranno software estremamente simili a quelli su windows…un problema che rimane e spesso non colmabile per questioni di licenze e copyright…e questo anche se ci fosse una sola distro linux un solo DE e un solo software per ogni tipo di necessità.

            La dinamica “un solo software sviluppato”=” aumento considerevole numero di utenti” non trova riscontri…è invece vero un altro fenomeno e cioè che il software meglio sviluppato
            e mantenuto è in grado di erodere quote di mercato agli altri, ma
            questo non blocca il nascere di fork o progetti simili (e infatti esistono software largamente utilizzati pur essendo presenti moltisime alternative contemporanee attivamente sviluppate).

        • Golden

          Questi discorsi non hanno acun senso: il bello di linux (e del software libero in generale) è proprio quello di poter modificare e riorganizzare il condice a modo proprio e di renderlo nuovamente fruibile ad altri.

          Nel bene o nel male, questa è la sua particolarità e ciò che ha permesso all’ecosistema linux di esistere e di essere ciò che è.
          Ed è esattamente questa la sua forza.

          Probabilmente questa distro è inutile e superflua, potrei anche essere soggettivamente d’accordo. Ma questa cosa non è possibile stabilirla a priori: non sarebbe la prima volta che una distribuzione si crea una sua nicchia grazie ad un set di icone diverso ed a qualche pacchetto preinstallato…
          Nella peggiore delle ipotesi un piccolo team di sviluppatori si sarà fatta un’esperienza che potrà investire in progetti futuri e più efficaci.

          Se poi volete la distro unica per tutti, ci sono (appunto) già Redmont e Cupertino…

    • Questa distro non è una “copia” di Fedora. È proprio Fedora con qualche repo in più preconfigurato.
      Il che non è totalmente inutile, visto che i principali repo per Fedora (alcuni dei quali sono indispensabili, perché di default mancano cose come VLC e i driver nVidia) sono in uno stato di transizione che li rende difficili da gestire, soprattutto, per un nuovo utente.

      Prendila come un utente che sta condividendo un installer per Fedora con le sue configurazioni preferite.

      Se il creatore l’avesse chiamata “custom Fedora ISO” (perché è quello che è) e non “distro”, probabilmente non l’avresti criticata. Probabilmente l’ha fatto in modo da avere delle dei rilasci che non si aggiornano quando lo fa Fedora, ma solo quando sono pronti anche i repo aggiuntivi. Il che non è una cattiva idea.

    • Samael

      Ma come fai a definirla fotocopia? Ci è voluto un sacco per trovare il font giusto per mettere quella “é” nel wallpaper.
      Un po’ di rispetto per l’impegno altrui, ragazzi.

  • Simone

    Ma la release “Armstrong” aveva già installato anche software proprietario?

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