5 buoni motivi per scegliere OpenSUSE

opensuse

Gli utenti di Linux si dividono principalmente in 3 categorie: Debian/Ubuntu, Fedora, Arch Linux. Oggi voglio fornirvi 5 buone ragioni per cui dovreste usare openSUSE.

Il camaleonte verde è bello e carismatico, dentro di me ho sempre considerato openSUSE qualcosa di diverso rispetto alle altre distribuzioni. Capitemi, so che non esiste una distribuzione migliore o peggiore, non in senso assoluto, al limite può esiste una distro migliore in base all’uso che dobbiamo fare del sistema. Allora ecco alcune buone ragioni per preferire OpenSUSE alle altre distro Linux.

#1 La community è importante

openSUSEè un simbolo di community driven project. Molti utenti spesso si lamentano delle novità non richieste ma comunque introdotte dagli sviluppatori con gli aggiornamenti. Non è il caso di OpenSUSE. OpenSUSE è (quasi) sempre community driven nelle scelte, gli utenti ricevono ciò che desiderano e la loro opinione è la cosa più importante.

#2 Solidità e stabilità

L’OS è uno fra i più stabili e funzionali in assoluto. Posso installarci tutti i desktop environments che si trovano in circolazione senza compromettere il sistema (cosa che non si può fare nemmeno su Ubuntu). Dopo un’installazione pulita la velocità del sistema sorprende.

#3 Software facile da installare

Nel mondo Linux ci sono numerosi package manager. Dall’ apt-get di Debian al DNF di Fedora. OpenSUSE mette a disposizione un portale che potete usare per installare il software dai repo. Vi basta aprire il portale cercare l’app che vi interessa e cliccare su “Direct Install”.

#4 YaST

YaST è probabilmente il miglior control center in assoluto nel panorama GNU/Linux. Permette di controllare ogni cosa, dal networking all’aggiornamento software passando per tutte le impostazioni del caso. YaST vi dà tutto il potere del caso sul sistema.

#5 Ottima esperienza d’uso, efficienza

Il team di SUSE è uno fra i più attivi nello sviluppo del kernel Linux. Il loro aiuto implica una grossa conoscenza del kernel e un eccellente supporto per l’hardware. E un buon supporto hardware implica una buona out-of-the-box experience.

OpenSUSE : Leap o Tumbleweed?

opensuse tumbleweed-or-leap

Leap riceve aggiornamenti ogni 8 mesi, ed, a oggi, è aggiornato alla versione 42.1. Mette a disposizione la miglior esperienza d’uso, punta tutto sulla stabilità. Ottimo per qualsiasi uso (Home, office, multimedia etc).

Tumbleweed è invece una rolling release, perfetta per sysadmins e developer. Il progetto Tumbleweed fornisce una versione rolling updates, ovvero una versione continuativamente aggiornata. Il progetto è dunque indirizzato agli utenti che vogliono sempre il software aggiornato.

Ritengo OpenSUSE, in entrambe le incarnazioni, Leap o Tumbleweed, un sistema operativo eccezionale, assolutamente maturo, e purtroppo tenuto poco in considerazione dall’utenza.

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67 Commenti

  1. openSUSE è stata la prima distribuzione che ho provato, e all’epoca l’unica ad aver funzionato senza davvero alcun genere di problema. È grazie a lei che oggi amo Linux. Purtroppo ho acquistato un nuovo portatile e ho subito voluto ritornare a utilizzarla, ma mi ha dato alcuni problemi un po’ strani. Per ora ho Ubuntu ma sono sicuro che tornerò a usarla presto 😉
    P.S. un sesto motivo per utilizzarla è che ha una documentazione da far paura, corposa e aggiornata!

      • No solo poche dietro basate su ubuntu 9 o 10 e un problema della scheda video intel penso perche anche installando w7 pro appena faccio i aggiornamenti va in bootlop e si riavvia di continuo,unico modo installare un vecchio driver e poi si può anche aggiornare a w10 tranquillamente,se hai qualche idea perche non lo posso guardare con w10 pro:),per ora mi godo opensuse sul altro portatile
        P.s.ho un thinkpad t420s

        • Ma va in bootloop da subito senza caricare grub? Sul forum di Lenovo, nel 2014 davano la “colpa” a uefi consigliando di impostare uefi in Legacy mode e reinstallare Linux.
          Aggiungo io, magari nel frattempo è uscito qualche aggiornamento per il BIOS/uefi? Dovresti controllare.

          • no va in bootloop dopo aver caricato il sistema in modalita grafica cioe appena dopo il grub e le scritte,fatto un aggiornamento bios e anche messo in modalita legacy,unici funzionanti ubuntu studio plus e qualche altro debian

  2. Io dopo aver avuto problemi con il mio lenovo Z50-75 (specificamente con LibreOffice che faceva crashare X all’avvio) l’ho abbandonata, anche se forse ci tornerò.

  3. è dalla 6.0 che uso opensuse (o s.u.s.e. allora) e mi son sempre trovato benissimo.
    forse ho letto male, ma tumbleweed è si un pò piu instabile.. ma ci son aggiornamenti di contino e sempre le ultime versioni dei software (a volte si rischia un pò )

  4. Sono d’accordo, OpenSUSE è ottima. Se non esistesse Fedora sarebbe la mia scelta principale. Personalmente non gradisco poche cose, ma non sono difetti in senso assoluto:

    – L’installer propone di settare la password di root uguale a quella dell’utente: si può settare diversa ovviamente, e poi configurare sudo, ma l’avvio di Yast in modalità grafica richiede per forza la password di root quindi tale account non può essere disattivato. C’era una discussione sulla possibilità di avviare le app amministrative tramite polkit, come avviene per tutti gli strumenti di GNOME o KDE, ma tale feature non è stata ancora implementata;

    -Non sono disponibili immagini live, a meno che non si tratti di snapshots di Tumbleweed o immagini provenienti da SuSE studio. Scaricare 4,5 GB di iso non è poco, ma ormai alla portata di chiunque e pposso capire tale scelta in quanto si tratta di un sistema orientato più che altro agli utenti che lavorano.

    In sostanza non ci sono motivi oggettivamente validi per rifiutare di usare OpenSUSE.

  5. Concordo assolutamente. E’ una distribuzione che si adatta anche al principiante (magari non la Tumbleweed) anche per la ricchezza di documentazione.
    Ma se Linux è il vostro os principale o ne fate un uso professionale allora opensuse è un must.

  6. La mia distro preferita a livello tecnico e di funzionamento. Ecco il mio contributo a questa lista di buoni motivi:
    1. zypper: gestore pacchetti eccezionale, mostra il nome di un programma così come apparirà nel menu del tuo DE quando lo installerai (non so se mi sono spiegato bene: su -c ‘zypper in gnome-boxes’ mostrerà un output simile a “1 applicazione sta per essere installata: Boxes”), ha delle abbreviazioni utilissime (in, rm, ar, dup, up, se, ref…), esegue l’autorefresh dei repo, colora l’iniziale di ogni nome pacchetto per agevolare la lettura di tanti nomi messi in fila e separati solo da uno spazio, gestione dei cambi di fornitore di un pacchetto veramente semplice.
    2: yast: no need to explain. Il suo gestore repository permette di modificare la priorità da GUI (simile al pinning di apt ma estremamente più semplice da configurare!)

    3: 1-click-install
    4: offre sia una versione stabile che una rolling
    5: installer veramente elegante e molto funzionale, ottimamente pensato (altro che Anaconda o Ubiquity)
    6: splashscreen di grub: vi fa capire quanto il team opensuse curi ogni minimo dettaglio del design della distro.
    Bene, dopo questo mio e vostro elogio a opensuse vado a scaricare la tumbleweed, ché è un po’ che la voglio provare sul portatile nuovo (dove c’è già ubuntu) 🙂
    se mi verrà in mente qualcos’altro lo aggiungerò alla lista!

  7. Sono passato da poco (una settimana :D) ad OpenSUSE Tumbleweed. Mi e’ sembrato tutto molto stabile e curato fino ad ora. Quello che non ho ancora capito e’ se debba fare uno “zypper dist-upgrade” ogni tanto o mi basta solo uno “zypper update”. Ho letto la documentazione a riguardo, ho capito cosa facciano i due comandi. Per questo la mia preoccupazione e’: se io inizio ad usare il dist-upgrade i pacchetti si allineano alle ultime versioni nei repo presenti nel sistema. Quello che temo e’ che cosi’ facendo si crei un sistema zombie in cui i pacchetti inizino ad essere instabili in quanto magari un’applicazione viene testata con una specifica versione di una libreria, ma grazie ad un altro repo questa libreria si aggiorna ad una versione piu’ recente. Immaginate tutto cio’ esteso a tutti i pacchetti che potrei aver installato e capite la mia preoccupazione a riguardo. Qualcuno mi sa dare una spiegazione e magari un consiglio?!? Grazie… 😉

    • Quando creano una nuova snapshot di TW allineano le versioni dei vari pacchetti, quindi uno zypper dup è l’ideale.
      Questo però se non hai repo aggiunti da te a posteriori. In caso contrario, se lo stesso pacchetto è disponibile sia sul repo stock sia su uno dei tuoi repo, può essere installata una versione non adeguata (la più aggiornata fra i due repo insomma).
      La cosa migliore da fare è quella di usare sempre zypper dup, ma impostare una priorità maggiore (numero più basso nel mananger dei repo) in modo che i pacchetti di repo aggiuntivi come packman per i codec vengano salvaguardati durante l’aggiornamento con zypper dup. In questo modo almeno le dipendenze dei pacchetti installati da packman vengono mantenute.

      Ciò non esclude problemi al 100% ma trattandosi di una rolling è da mettere in conto a prescindere.

  8. Bella, ma dopo due anni di Ubu/Mint/Debian, vorrei sapere:
    1- qualche motivo per NON installare openSUSE (poi forse il motivo è irrilevante).
    2- come installarla senza problemi (Rufus, UNetbootin, Terminale, Tool apposito).
    3- programmi disponibili tra quelli famosi (chrome? VLC? Libreoffice? GIMP? Firefox? ecc).

    • 1. Non me ne viene in mente nessuno. Forse non tutto sarà così semplice come in ubuntu, ma potrai fare comunque tutto quel che facevi prima.
      2. Rufus per metterla su USB direi.
      3. Tutti.

    • Non serve scaricare il dvd di installazione, basta la net-install.
      Durante l’installazione puoi anche selezionare i pacchetti che preferisci (magari evitando di installare programmi che non intendi usare).
      La net-install occupa pochi mega, mentre l’installazione standard da net richiede circa 1,3 Gb di download e 3-4 di occupazione su disco.

  9. Da quando mi sono convertito a openSUSE qualche mese fa, niente da dire è la migliore. Tumbleweed mi sembra la rolling più stabile che esista. Poi da quando ho scoperto Gecko Linux, è ancora più facile da installare e provare i diversi desktop. Gecko Linux è semplicement openSUSE sgrassata e snellita, ancora più veloce e pronta all’uso.

    • concordo ma sul mio portatile con una partizione efi per il blocco del bios da parte da microsoft non si avvia sono dovuto ripiegare su opensuse cinnamon

  10. I vostri commenti mi sorprendono, ho usato Ubuntu per anni, poi sono passato a Fedora, per circa 9 mesi, openSuse che è durata si è no mezza giornata, per andare su Debian, 2 anni e poi Arch, da ottobre. La ho riprovata qualche mese fa su macchina virtuale con Tumbleweed perché cercavo una Rolling release veloce da installare per eventuali configurazioni future. Nulla da fare, ho trovato risposta piuttosto in Debian Testing e amen. O non è amore o c’è qualcosa di strano ma proprio non va.

    • Da ex utente linux ho provato, in 10 anni, un pò tutte le distro anche quelle un pò più di nicchia. Alla fine della fiera sono sempre tornato o su Debian o su Kubuntu, principalmente Kubuntu più per una questione di velocità nell’arrivo dei nuovi software, debian testing la amo ma sta sempre un pelo indietro. Fedora, openSuse danno sempre rogne con driver proprietari e purtroppo non se ne può fare sempre a meno. Poi durante gli install fest mi è capitato di trovare macchine su cui le uniche distro live che partivano erano fedora o suse e quindi la scelta era obbligata ma per l’utenza base mi dispiace ma Ubuntu resta la scelta migliore, anche se io odio Unity.

  11. La sto testando in macchina virtuale per un progetto di serverino casalingo al posto della mia solita ArchLinux…Tra le cose che non capisco c’è la presenza nella directory home dell’utente che ho creato della directory “bin”.Che ci fa lì? Come si pone OpenSuse nei confronti della standardizzazione della gerarchia del file system?

    • 1) $HOME/bin è un path alternativo a /usr/local/bin:/usr/bin:/bin per mettere binari il cui scopo è l’essere utili solo all’utente locale.
      Anch’io lo uso su Slackware sebbene l’abbia messo in $HOME/.local.

      2) OpenSUSE è la beta di SUSE Linux Enterprise, una distro che rispetta tutti gli standard alla lettera per garantire compatibilità con software industriali, quindi puoi dormire sonni tranquilli.

  12. Sono dei motivi quasi integralmente applicabili ad ogni altra distro, quindi non particolarmente validi.

    Comunity? Qualsiasi altra delle famiglie di distro ne ha esageratamente di più.
    Solidità? Neanche sto a parlarne.
    Facilità di installazione Software? Non vedo dove possa essere una difficoltà oggigiorno. Hai alcuni ambienti tipo Arch in cui può essere più laborioso, ma per il resto è tutto alla portata.
    Yast? Veramente irrilevante.
    Lavorano sul kernel? Hmm ok.

    • Comunity non si riferisce al numero di utenti ma al loro coinvolgimento al progetto. Un po’ l’opposto di Ubuntu che essenzialmente fa quello che gli pare.
      Yast l’ho sentito elogiare da molti ma non lo conosco e non lo posso giudicare.
      Comunque si, non ho letto qui nessun motivo che sia applicabile in esclusiva a OpenSuse, a parte yast che è uno strumento specifico.

      • Mi riferivo proprio al coinvolgimento al progetto (o a branchie di esso), per cui hai un sacco di attività dietro (indipendentemente dalla direzione) sotto praticamente ogni punto di vista.
        Yast è un ottimo tool, di cui si fa tranquillamente a meno e non è qualcosa che faccia da ago della bilancia in favore di opensuse.
        Parliamo sicuramente di una distro stabile, pulita e anche piacevole a vedersi che è sicuramente ha senso tenere su di un muletto, ma che non si avvicina neanche di striscio al supporto e la comunity dietro le altre.

          • Come anche il fatto che la carbonara sia in definitiva è un ottimo primo piatto. Non centra una minchia tigrata, ma oh…

          • Senti non so di cosa tu stia parlwndo magafi disqus ha sovrapposto i commenti,non ho idea di cosa tu abbia scritto o cosa abbia che te la prendi

          • Non c’è bisogno di mettersi sulla difensiva, se è vero quello che dici hai solo sbagliato a rispondere e ti sei messo a rispondere ad un commento al posto di rispondere all’articolo.

          • non capisco cose ce di sbagliato nella mia risposta che te la prendi cosi tanto,ho solo detto un motivo in piu per usare opensuse

          • Vuoi dirmi che non hai idea di come funzioni la comunicazione su internet? Ok, partiamo dalle basi.

            L’idea dietro la funzione RISPOSTA è che vuoi dire la tua su di un argomento: aggiungendo, invalidando,…. il punto espresso. Sei d’accordo, perchè? Non sei d’accordo, perchè?
            Non quella di uscirsene con una cosa che non centra assolutamente un tubo, come avere una discussione sull’argomento opensuse e iniziare a parlare della ricetta della carbonara, regione per regione. Che è quello che hai fatto.
            Prevengo il “Ho dato un motivo in più per opensuse”: l’hai scritto in un punto a caso, senza curarti del particolare che non stavi rispondendo all’articolista, ma al punto di un utente (che nello specifico rigettava la tesi dell’articolo) e non essendo Facebook, non è cosa necessariamente gradita.
            Chiariamoci, non è un peccato capitale valevole di scomunica e impiccagione, fai solo la figura dello scemo del villaggio, è semplicemente qualcosa a cui fare attenzione.

    • Perché? L’ho sempre fatto anche senza avere grandi conoscenze, non cambia molto, tranne il fatto che mi ha già salvato la vita una volta, non capisco perché non impostare una voce come fa Debian, così diventa facile. Magari di default per ogni installazione su disco più grande di 120 GB.

        • Ma dai! Ovvio che hai ragione se devi farle creare all’utente, ma se lo metti come opzione, e aggiungi la spiegazione breve dei vantaggi (molti) e degli svantaggi (in caso di poco spazio) non è difficile, Fedora lo fa per default non me n’ero neanche accorto!

  13. Ho usato Leap 42.1 per qualche mese, ma purtroppo sono dovuto ritornare a Kubuntu perché ad un certo punto installando gli aggiornamenti non partiva più il DE, probabilmente a causa dei driver nVidia, ma anche da riga di comando non funzionava la rete quindi diventava difficile intervenire.

    In realtà nella mia esperienza ho avuto impressioni contrare su 4 delle 5 le questioni citate nell’articolo.

    1. Community
    Ho fatto molta più fatica rispetto ad Ubuntu a trovare guide, forum, ecc.

    2. Solidità e stabilità
    Come detto ad un certo punto la distro si è rotta

    3. SW facile da installare
    Ho trovato più pratico il software center di ubuntu, il 1-click install di open suse tra l’altro funziona solo con firefox.

    4. Yast
    Mi è sembrato piuttosto confuso e non immediato da usare, spesso in sovrapposizione con il system settings di KDE

    Kubuntu ha inoltre qualche piccola attenzione in più all’aspetto del DE (icone, font, cose così).

    Vero è invece che non ci sono problemi ad installare DE diversi.

    Vorrei comunque fare un secondo tentativo, magari con tumbleweed per avere una rollolling con KDE.

    • vero slla lep42.1 ad un certo puto ce stato un piccolo problema (mi sembra mancasse un file) ma è stato risolto nel giro di poche ore (se non parte kde ce sempre la riga di comando oppure un DE alternativo sempre pronto 😉 insomma se non si riesce ad entarre dalla porta si entra dalla finestra 😉

      • Non so, a me il problema è durato oltre un mese. Aggiornavi, riavviavi e non caricava più il DE, inoltre non funzionava la rete per cui diventava difficile anche installare qualsiasi pacchetto. Alla fine ho dovuto piallare tutto e rimettere Kubuntu.

        L’unica nota positiva è che dato il problema ho potuto apprezzare la possibilità di fare un roll back dello stato del sistema in qualsiasi punto prima di ogni modifica di sistema, come gli aggiornamenti. In questo modo sono riuscito almeno a ripristinare l’utilizzabilità del sistema.

        • Grazie a btrfs. Lo puoi fare anche con Kubuntu, scegli btrfs su unica partizione: /, e installi timeshift-btrfs, puoi mettere lo snap ad ogni boot, o giornaliero etc… oppure lo fai manualmente. sinceramente io l’ho impostato: 1 snapshot al giorno.

  14. “Gli utenti di Linux si dividono principalmente in 3 categorie: Debian/Ubuntu, Fedora, Arch Linux. Oggi voglio fornirvi 5 buone ragioni per cui dovreste usare openSUSE”.
    E non dimentichiamoci Mageia che è anche una buona distro.

  15. Mah…l’ho sempre trovata “lenta” rispetto ad altre distro (Debian in primis)… inoltre ricordo che la gestione dei repo era un po’ macchinosa e non ho mai capito perché Yast racchiudea anche i doppioni di utility che esistono nativamente nei de o che comunque vengono installati di default…troppo piena di cose inutili e troppo confusionaria…

  16. A me al primo aggiornamento ha sputtanato tutto il sistema altro che solidità e stabilità….rispetto al passato è peggiorata moltissimo.

  17. E’ la mia distro predefinita.
    L’unica accortezza è quella di installare i repo aggiornati per kde (Qt, frameworks, applications, extra), la mole di bugfix e migliorie varie è enorme.

  18. A giudicare da quanta gente c’è sul canale irc di freenode, la community mi pare un po’ striminzita.
    Poi c’è il fatto che non si sa quale e quanto futuro abbia l’azienda davanti a se. Comunque, anche se dovesse scomparire, opensuse rimarrà alla community, come è accadde per mandrake.

    • Se fai una ricerca su Micro Focus International, il suo proprietario, potrai vedere che il futuro di SUSE non è in dubbio, al contrario ha ottime prospettive. Nemmeno sul presente ci sono dubbi, dato che nell’ultimo hanno SUSE ha avuto +18% di ricavi e sta assumendo personale.
      I tempi bui sono finiti.

  19. Leggendo alcuni commenti mi stavo domandando perché uso openSUSE.
    Oggettivamente la dove alcuni aspetti, magari molto specifici, sono estremamente curati, altri, banali, lasciano parecchio a desiderare.
    Ad esempio, riportando la mia esperienza, quando l’ho installata tramite rete, per impostare un IP statico sono dovuto uscire dall’installer grafico ed utilizzare quello a linea di comando (che mostra comunque una gui) perché l’impostazione di ip statici non è supportata. Non mi è stato possibile indicare l’ip, come ho fatto per altre distro, ma ho dovuto usare la notazione CIDR.
    Infine, una volta completata l’installazione con KDE, al posto di network manager mi sono trovato con WICD.
    Altro problema che ho avuto è stato con una scheda nvidia maxwell, per cui i drivers open non erano compatibili e che mi ha costretto ad installare quelli proprietari.
    Ulteriore seccatura sono stati i repository packman e gli altri gestiti dalla community (più specifici) che generano conflitti di versione fra pacchetti.

    Quindi perché cavolo sto usando openSUSE e non Manjaro, o Kubuntu, Neon, Mint, Gentoo, Debian, ecc…?
    Innanzitutto perché i problemi li ho risolti, ed una volta fatto questo non ho avuto altro di cui lagnarmi; in secondo luogo perché cercavo una base stabile (e Leap è stabile) su cui utilizzare l’ultima versione di KDE. In questo, openSUSE Leap + repo KDE aggiornati è stata sin’ora una scelta eccellente, quindi me la tengo.

    • Uno dei miei PC desktop ha questa configurazione:
      – core 2 due e8400
      – nvidia gt210
      – 4gb ram
      – ssd kingstone / 120gb

      e opensuse + kde updates funziona perfettamente.

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