In breve: Il maintainer di Apricity OS Alex Gajewski ha reso noto che la prima stable release del suo sistema operativo GNU/Linux è ora ufficialmente disponibile per il download.

Soprannominato “Aspen” Apricity OS 07.2016 è la prima release stabile di questo sistema operativo basato su Arch e disponibile in due edizioni: GNOME e Cinnamon, entrambe supportano sia architetture a 32 bit che a 64 bit.

A bordo troviamo una miriade di app, tutte aggiornate, il kernel fa parte della serie 4.6. Tra le tante funzioni posso citare la possibilità di criptare il vostro disco di sistema grazie a LUKS, un miglior supporto al touchpad del portatile e una stabilità complessiva decisamente ottima.

apricity os linux

Apricity anche nella Dev edition

Queste sono alcune parole di Alex Gajewski: -“Siamo molto contenti di aver finalmente rilasciato una versione stabile di Apricity OS. Questo mese introdurremo anche Freezedry, un servizio online che permetterà ai nostri utenti di creare la loro versione di Apricity e condividerla con tutto il mondo. Grazie per il vostro supporto!”-

Grazie al tool Apricity Freezedry gli utenti saranno infatti in grado di modificare numerosi aspetti del sistema, inclusi i settings di GNOME e Cinnamon, i servizi legati a systemd, i temi di sistema e molto altro ancora. Questo tool sarà incluso in Apricity OS 07.2016 Dev, la versione per sviluppatori del sistema operativo.

[Fonte]

  • IlTizioCheNonVuoleRegistrarsi

    Per carità, gli sviluppatori sono stati bravissimi ma…ecco…invece di creare un’altra distribuzione Arch Linux “semplificata” non potevano contribuire allo sviluppo di Manjaro Linux? So che il bello del mondo Linux è la libertà di scelta però mi sembra più logico concentrare tutte le forze in un solo progetto, anziché farne un altro parallelo…
    Poi non mi sembra che la comunità di Manjaro sia così chiusa, anzi, credo che sia una fra le più grandi e collaborative, basta vedere le numerose community-editions 🙂 .
    P.S: Cos’ha ApricityOS che le altre distribuzioni non hanno? Vorrei provarla io ma per il momento non ne ho la possibilità 🙁 . Sinceramente mi sembra la versione Arch-based di ” elementary OS” :-/

    Grazie ancora per l’ottimo articolo, buona giornata!

    • più che collaborare con manjaro allora credo più che la loro ideologia sia più vicina ad antergos.
      manjaro si discosta un po da archlinux, invece apricity e antergos sono delle derivate pure con un’installer grafico

      • CharlieP

        Manjaro si discosta ma giusto perché hanno le loro repo. Alla fine tra Manjaro è Antergos cambia veramente poco….giusto che nell’installer puoi scegliere il DE, in ogni caso di Manjaro esistono praticamente tutti i flavour. Comunque, superato lo scoglio dell’installazione (che comunque basta seguire la guida….), Arch rimarrà la migliore a mia opinione.

        • mmm cambia molto invece tra manjaro e antergos… manjaro stravolge completamente il tempo con cui arrivano gli aggiornamenti, quindi diventa pesantemente diversa da arch anche se rimane sempre basata su di lei, invece antergos segue arch completamente.. l’unica cosa è che antergos aggiunge un repo in più ma che va ad aggiungere solo qualche software e tema senza stravolgere la distro stessa.
          manjaro per arch è un po come ubuntu per debian

          • CharlieP

            Mi riferivo alla filosofia, comunque proprio perché Antergos segue Arch, secondo me non ha senso, soprattutto superata l’installazione che potrebbe essere l’unico vantaggio (ma anche no, visto che il bello di Arch è scegliere i pacchetti uno ad uno) che ha Antergos.

          • a dir la verità lo scoglio di arch non è solo l’installazione iniziale… dopo l’installazione se non sei esperto ti capiterà spessissimo, che qualche funzionalità presente in altre distro non va come vorresti oppure manca, semplciemente perchè non hai installato il software che fa ciò che vuoi… ma non sempre per uno non esperto è facile trovare ciò che manca.
            poi con un minimo di esperienza e di volontà di cercare nella completissima wiki si riesce a far tutto, ma questo è solo per dire che lo scoglio di arch non è solo l’installazione.. ma anche il sapere quali software e tool bisogna installare dopo l’installazione per avere un sistema (per farla in parole semplici) alla ubuntu, dove l’utilizzo è molto semplice e comodo per tutti.

            rimane comunque il fatto che per me archlinux è tra le migliori distribuzioni

          • CharlieP

            Si beh installazione e configurazione 😀 la prima volta che lo ho configurato, ci ho messo mesi ad averla perfetta come volevo io ma adesso che la so, con la scusa del windows anniversary, ho reinstallato anche Arch da zero, ci ho messo poche ore. Vabbè siamo andati un po’OT alla fine. Buona giornata ^o^

          • xD in effetti anche io… mi accorgevo mesi dopo che mancava qualcosa per averla come volevo io.. e ogni tanto andavo ad aggiungere un pacchetto anche a distanza di settimane o mesi dall’installazione.
            poi col tempo impari e ti ricordi più o meno quali erano i pacchetti che volevi.

          • CharlieP

            Trucchetto per non doverti ricordare i pacchetti:

            pacman -Qqe > pkglist

            Ti salva la lista di tutti i pacchetti installati. Poi reinstallare tutto è un gioco da ragazzi 😉

  • Ho praticamente le stesse customizazzioni di questa distro e ho arch normale. Per quale motivo qualcuno dovrebbe installare questa cosa quando da gnome vanillla a questo ci vogliono 6 click del mouse?

    • be perchè installare arch richiede molto più tempo e molta più attenzione e voglia da parte dell’utente rispetto ad installare apricity o antergos.
      se con queste distro in 20 minuti hai il sistema installato e pronto all’uso (poi vabbè siccome i pacchetti devono essere scaricati ci può volore più o meno tempo a seconda della velocità di connessione).. con arch ti ci vogliono diverse ore… sopratutto perchè terminata l’installazione, poi mancherà sempre qualche pacchetto che ti serve.. e magari te ne accorgi settimane dopo che ti manca un pacchetto per far si che determinate procedure siano user friendly come sono gia di default su queste derivate.
      ovviamente arch è il meglio se uno vuole sperimentare, se vuol imparare, se vuole capire come funzionano determinate cose… io in svariati anni di arch ho imparato tantissime cose nuove su linux… però capisco che non è adatta a tutti, e per quanto mi riguarda è la miglior rolling release in circolazione (poi ci sono pacman e aur che la rendono perfetta) quindi posso capire che anche chi ha poco tempo per installare e configurare bene il sistema oppure semplicemente non sa fare, voglia comunque poter utilizzare ArchLinux ma avendo gia tutto pronto.
      e in questo caso antergos e apricity sono la miglior soluzione se si vuole una arch pura pronta all’uso

      • Scusami se parli di qualcuno che non ha mai visto un terminale siamo d’accordo. Ma anche uno che viene che ne so da ubuntu ci mette 20 minuti a fare l’installazione di arch. Magari la prima volta ci si mette un po’di più, ma poi viste quelle quattro cose ci vuole veramente poco anche perché il wiki di arch è qualcosa di mai visto, praticamente hai la pappa pronta per qualsiasi configurazione o problematica.

        Non so sottostimano le “difficoltà” invece tu secondo me sovrastimi l’attenzione che può avere un user che non ha voglia di installarsi arch a mantenere derivate.. cioè a quel punto sceglie comunque fedora o mint.. secondo me solo il 5% di quelli che installano derivate di arch la mantengono.

        Ovviamente imho

        • be oddio 20 minuti anche se sai fare non ti bastano con arch.. e sopratutto quel tempo che ti serve devi sempre stare attaccato al pc pronto a digitare comandi… nelle derivate puoi fare altro… quindi non mi stupirei se chi non ha tempo preferisce le derivate pronte

          • alex

            Comunque c’è anche chi arch se la sa installare benissimo ma dopo averlo già fatto diverse volte alla fine preferisce utilizzare qualche stumento come antergos per far prima e con pochi sbattimenti. Tanto magari non è nemmeno il suo pc principale e gli serve una semplice installazione “standard” (per me veramente ci sarà si e no l’1% di chi installa a crearsi delle configurazioni particolari e alla fine si finisce a mettere praticamente gli stessi pacchetti che ti installa ad esempio antergos). Ah, non parlo di me comunque 😀

          • MoMy

            … e @Dea1993:disqus – Ma io installo Arch perché spesso con le out of the box ho un sistema pensato da altri con programmi che non uso e non voglio. Quindi il tempo che perdo per togliermi i programmi che altri c’ han buttato dentro, lancio pacman e che mi legga il file contenente i miei preferiti. Il resto, personalizzazioni, scriptini o che so io… stan tutti archiviati altrove e mi basta un nonnulla per renderli operativi. 😛

            Bye^^

          • ange98

            Beh oddio, sarà che io durante l’installazione uso un bel
            pacstrap /mnt base base-devel xors-server xf86-video-scheda_video xf86-input-synaptics DE (con minimal install) o WM browser ide
            e come pacchetti sono apposto. Poi nel chroot in 5 minuti metto apposto quello che mi serve (ovvero un sistema base), ci piazzo sopra ufw, installo il bootloader e al reboot ho già il SO operativo.

        • Sallo

          Sono d’accordo su fedora, in molti casi potrebbe sostituire arch, solo che… Ho trovato meno bug su arch e la documentazione è buona quindi se uno è un utente di medio livello secondo me Antergos ha un senso.

          P.S. qualche arch user mi spiega il senso della sintassi dei comandi di pacman?

          • ange98

            -S | –sync –> Sincronizza
            -y | –refresh –> Aggiorna (ricarica)
            -u | –sysupgrade –> Aggiornamento di sistema.
            Li combini e ottieni “-Syu”. Credo sia stato scelto “–sync” anziché “–install” perché in fondo quello che avviene è una sincronizzazione coi repo per ottenere il pacchetto specificato.
            Per quanto riguarda “-R | –remove”, “-Q | –query” credo che si spieghino ben da soli.

          • alex

            Insomma è solo “y” che non ha assonanza con quello che fa 🙂

  • Zabriskie

    In effetti sembra un clone di Antergos con 3 estensioni in più e un tema diverso. A volte è brutto dire che non se ne sentiva il bisogno, considerando che ci avranno anche lavorato su, ma effettivamente non mi sembra avere molta utilità questa distro.

  • giovanni

    Questa situazione di arch linux, a mio avviso presenta dei paradossi. Chi
    sviluppa arch linux chiaramente non ha come scopo finale quello della
    massima diffusione del proprio lavoro, perché si rivolge ad una
    utenza avanzata, per cui ristretta, di utilizzatori, per rimanere
    fedele ai propri principi. Personalmente lo trovo totalmente assurdo,
    per il semplice fatto di essere escludente, nel senso che allontana
    una grossa fetta di persone che vorrebbe usarla, ma è una volontà
    espressa e va pienamente rispettata. A rigor di logica, però, se è
    vero che la diffusione del software in generale favorisce democrazia
    e libertà, la semplificazione della fruizione dello stesso dovrebbe
    andare nella stessa direzione. Questa rigidezza di filosofia permette
    lo sviluppo di un “parassitismo strisciante” rappresentato da
    tutte quelle derivate di arch che non fanno altro che rispondere ad
    un bisogno legittimo, ma ignorato, di poter utilizzare in modo facile
    qualcosa che non lo è. Ambizione che rappresenta una conquista,un
    passo avanti, come è confermato dalle soluzioni che hanno adottato
    gli sviluppatori delle maggiori distribuzioni, che hanno tutte un
    sistema di installazione semplice, perché per fortuna hanno come
    obiettivo la diffusione del proprio software. Proprio per questo
    motivo non uso arch, ne le sue derivate, perché coloro che lo
    sviluppano non lo fanno per gente che ha poco tempo o poche
    conoscenze come me. E’ una questione di coerenza e di rispetto,
    anche per se stessi.

    • Sallo

      Capisco il tuo punto, ma Antergos risponde ad esigenze anche degli utenti di arch. E una volta installata non è così difficile da mantenere. Inoltre avendo dei forum dedicati evitano di “disturbare” gli utenti arch con domande banali. Antergos mi piace, non ci vedo nulla di male.

    • alex

      tutti discorsi che ti stai facendo da solo, arch non è di per se escludente. E’ semplice per chi ha le conoscenze per usarla (no che serva poi chissà quale livello minimo poi) e per chi vuole imparare. Le facilitazioni che chiedi sono cose in più, che non aiutano ma anzi complicano la vita all’utenza che si è costruita arch. Tra l’altro non è che l’esistenza di arch ti toglie qualche libertà, ci sono già mille altre distribuzioni che fanno sicuramente al caso tuo e che ti permettono di fare esattamente le stese cose. Come ci sono anche distribuzioni ben più complicate di arch. Direi che proprio l’idea che tutto deve essere adatto a tutti non ha molto senso, a quel punto tanto varrebbe che ci fosse un unica distribuzione (ma questo varrebbe con qualunque cosa). Invece puoi scegliere, e non solo sulla base della complessità come in questo caso, ma anche sulla base del tipo di utilizzo che più ti intetressa, anche con distribuzioni relativamente specialistiche.

  • Samael

    Ah, ma non è una semplice fotocopia delle altre 999.999.999.999 distribuzioni presenti in circolazione che ha solo fatto una live con GNOME + un tema preso da GNOME-look . org (sticazzi oh, manco il tema in casa si sono fatti) e due-tre estensioni preinstallate.
    ASSOLUTAMENTE INNOVATIVA la funzionalità che ti permette di creare volumi criptati con LUKS.
    Non l’avremmo mai potuto fare con le altre distro! Dove abbiamo vissuto fino ad ora!

    Inoltre pare che lo sviluppatore abbia annunciato che per la prossima fotocop… ehm versione ci sarà un’altra innovazione potente: si potrà finalmente SPEGNERE IL COMPUTER!!!!! Non sto più nella pelle!

    $ sudo systemctl stop useless-forking
    $ sudo systemctl disable useless-forking

    • MoMy

      LOL
      In questo blog c’è stato un tempo in cui si usava indicare mod del genere con l’ acronimo EDI. Ennesima Distro/Distribuzione Inutile. 😛

      • IlTizioCheNonVuoleRegistrarsi

        Ciao MoMy,
        io propongo di ricominciare da quei tempi. Apricity OS per me è l’EDI !
        xD

  • user1

    Basta!

  • Stefano

    Manjaro non ha mai nascosto le sue origini e il fatto che manjaro e arch ma non viceversa. E vero nel ramo stabile gli aggironamenti arrivano dopo circa una settimana ma anche a volte di piu (vedi l`ultimo aggiornamento delle qt 5.7 che rompevano i temi gtk) perche nello stabile si cerca di spedire aggiornamenti indolore. Manjaro unstable e arch sono allineati al 100% solo abbiamo i nostri overlay per certi pacchetti che manteniamo direttamente. Non vorrei sbaglirare ma apricity usa il nostro mhwd …

    • Gabba

      “vedi l`ultimo aggiornamento delle qt 5.7 che rompevano i temi gtk”

      Tutto nella norma, se è per questo anche gtk rompe i temi gtk xD

  • Chiara

    Penso andrebbe fatto un certo distinguo tra lo scegliere una derivata e la distro di partenza: la prima permette di avere la seconda (forse in maniera più blanda, forse meno pratica per imparare, ma con una base ben precisa) in tempi rapidi, la seconda va bene in quegli ambienti dove già si sa che ci si potrà smanettare e perder tempo.
    Senza contare poi, quei casi in cui l’hardware che si sta utilizzando non è il massimo sotto il profilo della compatibilità Linux (es. Apple) e la sola installazione/configurazione di Arch può richiedere la perdita di un intero pomeriggio per un nonnulla.

    Quello che non capirò mai è semmai il voler distribuire delle derivate della stessa vanilla, ma con variazioni minime tra l’una e l’altra: viene da pensare che non si abbiano idee sufficienti per poter contribuire su delle distro più importanti, ma ci si voglia comunque ritagliare una fetta nel panorama.

    • MoMy

      Giustamente l’ esperienza personale fa la differenza, ma non vedo questa grande perdita di tempo nell’ installare Arch, che poi se hai problemi hardware con Arch, li avrai anche con una qualsiasi out of the box. Non è che altre distro te li risolvino con un paio di click su una gui e non dico sempre, ma il terminale spesso lo si usa per risolvere (vedi nel forum di Debian, Ubuntu… Fedora).

      Leggendo nei vari forum noto utenti con problemi – esempio – alla scheda di rete o video. Chiudono il topic annunciando che han installato un’ altra distro, poi li ritrovi nel forum relativo (oppure in Tom’s) con lo stesso identico problema., quindi… 😛

      Per il resto, queste son più mod che derivate e secondo me lasciano il tempo che trovano. Bye^^

      • Chiara

        Il punto non strettamente è la compatibilità che puoi avere o meno, ma il tempo che impieghi per testare e metter su una distro.
        Ho tenuto Arch per circa un anno su un MacBook Pro – e l’installazione in dual boot su un hardware simile non ha esattamente la stessa linearità di una Arch su, che so, un HP – ma quando mi è collassato l’HD è finita che ho ripiegato su Antergos, perché nel mentre son cambiate le mie esigenze e non ho più tempo da dedicare allo smanettamento.

        • alex

          E dove stà il problema? a meno che non ti senti in colpa per aver preso una scorciatoia 😀
          Se ormai le conoscenze le hai tanto vale usare antergos o simili, anche perchè il loro unico problema è che se qualcosa poi non funziona chi non ha la minima conoscenza non sa nemmeno dove andare a mettere le mani. Tu invece conoscendo già il sistema puoi probabilmente andare a sistemare quello che è andato storto o comunque ti sai giostrare sul problema penso.

  • foobar

    Tutto bene finché il numero di distro non supererà quello degli utenti Linux desktop.

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