In breve: i repo di OpenSUSE Tumbleweed ricevono l’aggiornamento di numerosi software interessanti.

Come molti di voi sanno openSUSE è un sistema operativo GNU/Linux sviluppato dalla comunità del Progetto openSUSE. Dopo l’acquisizione di SUSE Linux nel gennaio 2004 Novell decise di rilasciare la distribuzione come prodotto open source, coinvolgendo la comunità nel processo di sviluppo.

opensuse tumbleweed

Lo sviluppatore di openSUSE Dominique Leuenberger nella giornata di ieri, 8 Luglio, ha informato la community di Tumbleweed circa gli aggiornamenti software che sono arrivati nei repo del sistema operativo. Innanzitutto Leuenberger ha spiegato che molti sviluppatori di openSUSE sono in vacanza: ecco perchè il numero degli snapshot inviati agli utenti è calato da quattro a tre questa settimana (0701, 0703 e 0705).

Detto questo passiamo al capitolo aggiornamenti software, sono arrivati nei repo:

  1. La libreria grafica Mesa 12.0.0 3D
  2. La prima Release Candidate (RC) della suite office LibreOffice 5.2
  3. PulseAudio 9.0
  4. Git 2.9.0
  5. KDE Framework 5.23.0

A breve gli utenti di Tumbleweed riceveranno anche il Kernel Linux 4.6.3, Freetype 2.8.4 otlre al desktop environment KDE Plasma 5.7.0.

Insomma se è da un po’ di tempo che non aggiornate il vostro sistema operativo è giunto il momento di farlo. L’arrivo delle librerie grafiche Mesa 12.0.0 3D promette un incremento sostanzioso delle performance della vostra GPU e giustifica da solo il tempo perso per aggiornare il pc.

  • How The West Was Won

    Ancora articoli su suse? I morti vanno lasciati in pace.

    • Marco Missere

      Perché mai sarebbe morta?

      • Samael

        Perché SUSE ha smesso ormai di essere rilevante da anni.

        Persino VMware, che all’inizio la voleva rilevare da Novell, alla fine lasciò perdere quando vide la realtà dei fatti.
        SUSE ha perso in tutti i settori che contano. Nel cloud non conta più nulla, perché è stata sorpassata da Red Hat e Canonical.
        Nei server la lotta contro Red Hat l’ha persa anni fa per colpa dell’incompetenza dei capoccia di Novell.
        Persino il suo storico partner, HP, ormai l’ha abbandonata e sta usando Ubuntu.
        Certo, ha ancora grossi contratti (LSE su tutti), ma i suoi introiti sono in stagnazione da tanto tempo.

        In tutto questo aggiungici che ormai SUSE ha una rilevanza in termini di innovazione pari a zero, dato che tutto quello che fa è adottare i progetti Red Hat.
        Perché oggi uno dovrebbe scegliere SUSE, quando potrebbe andare su Fedora o CentOS e stare comunque in una comunità di IT Pro ma con la consapevolezza di utilizzare uno dei punti di riferimento del mondo Linux?

        SUSE è stata una storica distro. Un faro per il mondo Linux e una delle migliori distribuzioni. Come Mandriva.
        Ma ormai è storia. Rimane l’amaro in bocca perché SUSE in termini di qualità spacca in due ancora oggi Red Hat; tuttavia gli errori di un management incompetente sono molto più determinanti del valore del prodotto in sé. E di errori Novell ne ha commessi tanti. Anzi troppi.

        Non è questione di essere viva perché qualche utente la usa ancora, ma è questione di essere rilevante.
        Se scomparisse Red Hat, il 90% delle tecnologie del mondo Linux scomparirebbe con essa.
        Se scomparisse SUSE quanto perderebbe il resto del mondo? Ti rispondo subito io: niente. Ci alzeremmo tutti come se nulla fosse e andremmo a lavorare come sempre.

        E la creazione di Leap è l’ennesima dimostrazione che ormai SUSE ha così poco valore là fuori che forse è meglio lasciarla alla comunità, tipo Mandriva con OpenMandriva.

        • How The West Was Won

          D’accordo su tutto tranne che sul fatto che sia stata e sia qualitativamente superiore.

          • Samael

            Beh tecnicamente lo era e lo è tuttora.
            Pensa che SUSE era anche l’unica distro apprezzata dai sysadmin UNIX, notoriamente poco inclini a farsi piacere Linux.
            SUSE era considerata la AIX del mondo Linux, anche per la presenza di YaST che assomiglia un po’ al suo SMIT.
            Per anni il settore finanziario ha fatto contratti con SUSE, e la stessa distribuzione era il punto di riferimento quando dovevi mettere su infrastrutture SAP.
            Il problema di SUSE è sempre stato il management incapace di Novell che non l’ha mai saputa valorizzare.
            Ma d’altronde stiamo parlando della stessa azienda che pur possedendo NetWare, uno dei più grandi OS enterprise della storia, non ha saputo entrare nel mercato UNIX poiché il suo UnixWare non era stato pubblicizzato abbastanza, e perciò veniva visto come l’ennesimo clone di quello dell’AT&T.
            Stiamo parlando della stessa azienda che riuscì ad inimicarsi in un colpo solo sia i clienti NetWare che i clienti e gli ingegneri di SUSE subito dopo l’acquisizione della suddetta distro Linux, a causa di una politica di conversione ridicola del suo eccellente stack enterprise (tra cui il famoso Novell Directory Server).
            SUSE l’ha ammazzata Novell. E la cosa più triste è che da quando l’ha acquistata Attachmate (poi a sua volta acquistata da MicroFocus) hanno di nuovo cominciato a fare un ottimo lavoro. Solo che, come dicono gli inglesi, è ormai too little too late.

        • Ezio

          Non mi pronuncio sulle questioni relative al contributo al mondo linux in quanto sono totalmente ignorante in materia, ma da semplice utilizzatore su pc domestico uso opensuse da anni, e ora con Leap sono estremamente soddisfatto. Inoltre sul relativo forum inglese ci sono diversi utenti molto competenti, se si necessita di supporto.

          • Samael

            Per carità, nessuno dice che non ci siano utenti competenti su SUSE. Anzi, molta dell’utenza seria di SUSE sono IT Pro come su Fedora e CentOS.

            Il punto però è un altro: mentre RHEL era ed è tuttora rilevante nel settore enterprise e anche nel mercato cloud, SUSE lo è sempre meno.
            E questo è un problema a lungo termine, perché meno deploy enterprise c’è e meno IT Pro useranno la distribuzione.
            Molti usano OpenSUSE o Fedora, perché lato server hanno rispettivamente SLES o RHEL; di conseguenza usano le prime due per mantenere un’esperienza coerente e vagliare le nuove tecnologie che presto si ritroveranno in produzione.
            Ma dato che SLES la si trova sempre meno, e dato che ormai la maggior parte del suo stack è fatto da Red Hat quanto senso ha preferirla a Fedora se sei uno che lavora nell’IT? Se vuoi un’alternativa a Red Hat a quel punto ha più senso Ubuntu.
            Questo era il punto della discussione.

            Poi che ci siano anche utenti comuni soddisfatti quello onestamente cambia poco, perché bene o male li trovi ovunque.
            Ma OpenSUSE come Fedora e Ubuntu non sono solo distro per utenza domestica. Sono vere e proprie palestre per chi usa Linux in produzione.

            Leap è la dimostrazione del fallimento di SUSE perché è nata dall’apertura del codice di SLES.
            Vedi, SLES a differenza di RHEL non è mai stata 100% FOSS. OpenSUSE venne creata da Novell, ma era solo la versione beta di una parte dei componenti che si trovavano su SUSE Linux Enterprise Server. La parte che faceva da valore aggiunto era tutta proprietaria.
            Il rapporto tra RHEL e Fedora invece è completamente opposto. Red Hat sviluppa Fedora con la comunità ed usa uno snapshot integrato con vari backport per creare la sua distro enterprise.
            SUSE ha aperto il codice di tutta la distro e contribuito a creare Leap perché ormai non c’è più un interesse verso le sue soluzioni enterprise.
            Gli unici che continuano ad usarla sono i clienti che hanno già stipulato contratti e che rendono stabili, seppur stagnanti, gli introiti derivati dal supporto tecnico.

          • Ezio

            Capisco, non ero al corrente di queste problematiche lato enterprise. Grazie per la spiegazione 😉

          • How The West Was Won

            C’è da dire che l’idea di leap di per se è sensata: avere un sistema operativo ibrido con le applicazioni userspace aggiornate e quelle di base con un ciclo di rilascio tipo enterprise, in modo da poter sviluppare con tutti gli strumenti necessari e poi fare il deployment in produzione su SLES ritrovando le medesime versioni dei pacchetti.
            Soltanto che nell’era delle macchine virtuali si può fare di meglio. Installo fedora e ci metto su una VM con centos come ambiente di testing.

          • Samael

            Più che dalle VM, IMHO l’idea di Leap è stata deprecata da Docker e più in generale dai container, perché permettono di sviluppare su stack anche più aggiornati di quelli presenti in produzione, ma eliminano al contempo i rischi di incompatibilità durante il deploy a causa delle differenze in termini di runtime.

            Di conseguenza uno sul desktop usa la distro che più gli aggrada e tanti saluti.

        • Marco Missere

          Forse sono poco ferrato circa SUSE e OpenSUSE, ma perché Leap la vedi come qualcosa di negativo?

          • Samael

            L’ho spiegato sotto ad Ezio: perché è nato a causa del sempre più crescente disinteresse verso le soluzioni enterprise di SUSE.

            Quando SUSE aveva valore, l’idea di aprire completamente lo sviluppo sarebbe stata impensabile, perché avrebbe creato una situazione simile a quella che vive Red Hat, con il clone CentOS che le fa concorrenza a costo zero. Non è un caso se Red Hat infatti ha deciso di assumere direttamente la direzione dello sviluppo anche di CentOS.

    • Marco Persy

      morta? se come parametro usi la classifica distrowatch ho da darti una spiacevole notizia: openSUSE è viva e il suo contributo alla communità open source è fondamentale

      • Samael

        In realtà i contributi di SUSE alla comunità open source non solo non sono fondamentali ma sono quasi inesistenti.
        Ormai SUSE altro non è che un repackage di tecnologia Red Hat+tecnologie Freedesktop con i vari DE+Yast. Fine.

        SUSE ha smesso di contribuire attivamente al mondo FOSS da quando Novell ha cominciato ad affondare. Circa sette-otto anni fa, quindi.
        Persino libsolv, che è stata adottata di recente in DNF su Fedora, deriva da sat-solver che è una tecnologia che fu integrata in YaST nove anni fa.

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