Linux ha appena superato il 2% di marketshare su desktop secondo alcune statistiche, il picco più alto mai raggiunto dal pinguino su questo fronte.

Screen Shot 2016-07-01 at 12.45.15

Per chiarire, si parla di distribuzioni GNU/Linux, che non comprendono Android. La compagnia di analisi Netmarketshare sostiene che al momento, Giugno 2016, gli utenti che usano Linux sul proprio desktop (o portatile, in ogni caso su un pc “normale” e non un server o un sistema embedded) hanno appena superato il 2% del totale.

Può sembrare poco, ma in prospettiva non lo è; solo due anni fa questo numero si aggirava sull’1% e le recenti statistiche denotano una lenta ma costante crescita.

I numeri di Netmarketshare sono ottenuti registrando la piattaforma di ogni browser che si collega a uno dei loro siti affiliati (circa 40.000) in tutto il mondo. Trattandosi di statistiche, il numero non è definitivo e la verità potrebbe variare significativamente, ma dovendo lavorare con approssimazioni ci si deve accontentare.

Sapremo mai il numero effettivo di utenti Linux?

Conoscere il numero effettivo di utenti è praticamente impossibile senza introdurre un sistema nel kernel che segnali la propria esistenza, il che andrebbe ovviamente contro tutti i principi della Linux Foundation. Altri siti statistici mostrano numeri altalenanti ma generalmente la media sembra combaciare con i numeri mostrati da Netmarketshare.

Purtroppo il nostro sistema operativo preferito rimane tuttora un prodotto di nicchia nel mercato desktop. I driver spesso sottosviluppati e la mancata compatibilità con molti prodotti adottati come standard dall’industria pongono una grossa barriera per l’adozione di massa.

Fateci sapere cosa ne pensate.

[Fonte]

  • Massimo A. Carofano

    Fiero di esser in quel 2%!

  • “Sapremo mai il numero effettivo di utenti Linux?”basterebbe guardare queste statistiche in base agli accessi sul motore di ricerca google… credo che la precisione aumenterebbe notevolmente xD

    • MoMy

      Dicono 86M scarsi. 😛

      • laodoco

        Stimati.

  • sabayonino

    un giretto presso
    linuxcounter net

  • altermetax

    Mah, driver sottosviluppati non è più vero da 5 anni…

  • SeaPatrol

    Allora c’è speranza per l’umanità

  • El Ninho

    Secondo me questo 2% sono quelli che usano solo linux, mentre in realtà la maggioranza che usa linux lo usa con dual boot con windows, ad entrando in internet sia con uno che con l’altro os la percentuale viene falsata

    • D4rK Br41N

      il restante 18% che non risulterà mai nelle statistiche globali sono gli utenti che usano linux SOLO in modalità “Live” da un paio di lustri. 🙂

  • Arcturus

    Credo che la percentuale aumenterebbe se venisse adottato come sistema nelle amministrazioni pubbliche e sopratutto nelle scuole.Se avesse poi un supporto decente ai videogiochi la sua popolarità balzerebbe in un amen.

    • Simone

      Pian piano le cose si muovono, Libre Italia sta facendo un gran lavoro, una volta che le pubbliche amministrazioni dovessero iniziare ad abbandonare gli standard proprietari da lì ad ottenere più supporto e quindi rendere più appetibile l’intero OS il passo è un po’ più breve. Inoltre sul lato giochi c’è STEAM, stanno iniziando a tirar fuori titoli per il pinguino, speriamo continuino così.

  • Samael

    Nah, non è poco. Ed il fatto che il trend cresca è il frutto di due cose:
    1) Windows 10 continua a non convincere e cresce molto lentamente, al netto di pratiche di aggiornamento forzose che sono costate una multarella a MS.
    2) migrazione di molti sviluppatori che devono lavorare con Python, PHP, Node o Ruby.

    Il problema principale per Microsoft è rappresentato dal punto 2.
    Molti sviluppatori sono stanchi di lottare con Windows per avere un ambiente di sviluppo decente per quelle piattaforme, dato che l’OS di Microsoft riceve un supporto di seconda classe.
    Addirittura ci sono casi come Redis che nemmeno ce l’hanno un supporto ufficiale per Windows.
    Oppure casi di gem Ruby che supportano solo OS UNIX e sono testate su Linux e OSX, mentre Windows non è neanche lontanamente supportato, ed ogni richiesta di supporto non viene accolta.
    Se ci si fa persino un giro su Reddit si nota subito questo atteggiamento; ai tizi che vorrebbero maggior supporto su Windows gli si viene risposto “passa a Linux/OSX o tieniti i problemi”.
    E dato che il deploy avviene sempre e comunque su Linux (sono pochissimi, se non inesistenti i casi di deploy su Windows Server con queste piattaforme) tanto vale togliersi il problema cambiando OS.
    Molti sviluppatori passano su OSX (le comunità di Ruby/Rails e Node sono quasi completamente fatte di utenti Apple), mentre chi vuole riciclare il proprio hardware passa a Linux.

    D’altronde il Windows Subsystem for Linux che è stato messo in Windows 10 Anniversary serve proprio per quello; per cercare di arginare la migrazione a Linux, facendo rimanere gli sviluppatori su Windows.
    Tuttavia il successo di questa strategia è legata a doppio filo a quella di convincimento degli sviluppatori all’aggiornamento a Windows 10.

  • D4rK Br41N

    solo alcuni mesi fa ero tra i felici utenti Gnu/Linux che si erano dimenticati dei virus, trojan e spazzatura varia bersaglio anche di W10. Se non fosse per quei 1000 mila software che Linux non ha ancora, sarei utente fisso da anni. sigh!

    • Paolo Campi

      “1000 mila software” quali? curiosità… perchè sono tantini… 🙂

      • D4rK Br41N

        utility varie per configurare al meglio la distro (tool di tweaking o OC cpu), software di produttività tipo vari cad (elettronico, ingegneristico, edilizia), montaggio audio video, creazione contenuti multimediali, d.a.w. (sequencer), tool per ritocco e restauro audio professionale, sviluppo contenuti per il web, gestione stampanti 3D e gestione degli smartphone dal pc

        • Luca Cavedale

          per montaggi audio video, kden live è ottimo, certo non siamo ai livelli di vegas ovviamente. Openshot non è malaccio nemmeno, anche se per quanto ne so per il comparto audio pecca molto.

          • Oscar Andrea Merandi

            c’è anche lightworks che è un software utilizzato anche in film importanti, per i cad ci sono software free(librecad) e software professionali (draftsight) per l’audio c’è audacity, l’ottimo Ardour etc, per lo smartphone c’è adb come anche su windows, io uso solo quello poi se ti serve software proprietario non so, per sviluppo web cosa intendi?

          • D4rK Br41N

            driftsight è solo per grafica bidimensionale (2D), mentre altre tipologie di cad evoluti, tipo eaglecad o equivalenti, manco l’ombra.

          • Samael

            Sul sito di EagleCAD mi pare di vedere anche la versione per Linux e OSX, oltre quella per Windows.
            La questione CAD è in ogni caso oggettivamente spinosa, perché alcuni ci sono e sono usati in produzione tipo BricsCAD e BRL-CAD mentre altri no, tipo AutoCAD. Diciamo che varia a seconda di ciò che devi fare.

            In ogni caso, generalmente concordo col tuo post, tranne per lo “sviluppo contenuti web”, ma lì più che altro perché non ho onestamente capito cosa intendi.

            Per i tool di OC CPU scordateli. Su Linux si è sempre avuto la convinzione (giusta) che l’overclock vada fatto lato firmware e non lato OS.
            L’unica cosa che dovresti fare lato OS è il monitoraggio delle prestazioni e dei consumi.

          • gabriele tesio

            un d.a.w. che mi pare molto buono è ardour, poi non me ne intendo, ma a prima vista non sembra niente male

          • D4rK Br41N

            Openshot non è male, vero. Ho qualche riserva sul periodo di gestazione, più travagliata di un parto. Le altenative, scarseggiano ancora al momento. Lightworks (free), poco intuitivo.

          • Luca Cavedale

            che versione hai provato? la vecchia 1.3 mi pare o la 2.0 che però è in beta?

  • Luky

    Driver sottosviluppati non tanto, direi solo per le schede video sopratutto nell’ambito notebook e mancanza di software

    • Marco Persy

      i driver ci sono e fungono molto bene ma se poi Xorg si aggiorna e non è supportato, se mesa funziona bene solo con le versioni beta, se le OpenGL funzionano una versione sì e una no.. diventa un incubo: è questo il punto di debolezza di Linux (che poi tutti giustificano come invece punto di forza), la frammentazione ed è ben diversa dall’avere un ecosistema eterogeneo.

      • Andrea

        Triste realtà.

  • Potrebbe essere anche un fattore sociale. Il fatto che la media degli utenti del pinguino non hanno la struttura fisica per andare al mare, l’aumento delle installazioni potrebbe essere il di ciò.

  • fiovit

    Se non sei costretto ad usare un software che gira solo per windows non ha più senso utilizzare il s.o. di microsoft, linux ha una miriade di applicazioni che ti permettono praticamente di fare tutto il necessario e oltre, con windows hai solo il sistema operativo, e poi cosa fai, cosa installi, sei in una giungla, malware, troian, li trovi dappertutto. Io ho imparato ad installare e configurare debian, sono addirittura riuscito ad installare il driver proprietario nvidia, una figata incredibile, altro che windows.

  • Fabio

    Non è ch’io scoppi di voglia che milioni di utonti usino una distro, speriamo cresca ancora, diciamo fino al 3-4%, poi basta. Ora quando chiedono aiuto x Windows me la cavo con “ah ma io quella roba lì non la conosco mica”, dopo non avrei scuse, sai che palle?

    • gabriele tesio

      potresti farti pagare per sistemare le cose 😉

  • simone

    Per quello che mi riguarda e da 8 anni che uso UBUNTU , e tutti quelli che mi chiedono consigli li dirotto appunto verso un sistema linux , mi riferisco a tutti quelli che usano prevalentemente un pc x collegarsi a internet , chi x scaricare chi x guardare film in treaming, poi per tutto il resto gli faccio vedere che non gli manca nulla , hanno tutto quello che gli può servire,
    Vedo che si trovano molto soddisfatti e non hanno nessun problema ad usarlo.
    Ovvio all’inizio ci vuole qualcuno che gli insegni le cose basi, ma questo capita a tutti .

    • Rhemus86

      Concordo, per chi ha esigenze talmente base che potrebbe andare avanti anche con un tablet e usa il pc giusto per due cose in croce, va bene qualunque os, perfino Linux Dekstop.
      Ma per moltissime persone (e sottolineo MOLTISSIME) non è così, ti faccio degli esempi per mia esperienza (ma chissà quanti altri casi ci sono). Tutti gli utilizzatori di iPhone, iPad o iPod touch (dispositivi ben diffusi, tutt’altro che di nicchia) hanno necessità di sincronizzare su iTunes. Coloro che usano servizi streaming italiani LEGALI (Sky Go, Mediaset Premium, Infinity) devono utilizzare il plugin Silverlight. Spesso mi è capitato di vedere persone che utilizzano i servizi di creazione di fotolibri o album online per stampare le foto digitali di eventi particolari (battesimi, cresime, lauree, diciottesimi, anniversari), risparmiando enormemente rispetto al servizio del fotografo (ovviamente): questi servizi funzionano tramite software disponibili solo per Windows e Mac (non mi è finora capitato un servizio di stampa che fornisce software per Linux). Coloro che lavorano con documenti o fogli di calcolo realizzati appositamente per Microsoft Office (lo standard de facto), soprattutto per i gestionali o pubbliche amministrazioni, sono spesso obbligati a utilizzare la suite Microsoft, vista la scarsa compatibilità di libreOffice o simili. Chi intende editare i propri video (anche girati con lo smartphone oppure un video a partire dalle proprie foto) difficilmente trova software all’altezza, sia a livello di semplicità (iMovie per Mac, pinnacle studio o Movie maker su Windows), che professionale (Adobe premiere, Sony Vegas, AVID Media composer oppure final Cut su Mac). Chi ha intenzione di “smanettare” col proprio smartphone Android, difficilmente trova tools per Linux (paradossalmente è cosi), per installare custom recovery, root, rom cucinate, … Chi ha uno smartphone Samsung (i più diffusi insieme a Apple), spesso si è trovato a dover usare Odin per installare firmware ufficiali, non disponibile per Linux, così come la suite Samsung Smart Switch per backup e sincronizzazione (solo su Windows e Mac). Manca anche il client ufficiale di Google drive (servizio cloud tra i più usati al mondo, con 15 GB gratuiti), anche se ci sono alternative (ma non è la stessa cosa). Non parliamo della mancanza di giochi, anche piuttosto diffusi (come Fallout 4) e applicazioni professionali come Autocad, la suite Adobe (per intero) e tantissimi software specifici.
      Al di là di tutto ciò, sperando che sia supportato tutto ciò che hai in casa, il che non è banale (stampanti, webcam, chiavette HSPA). Addirittura manca ancora il supporto a nVidia Optimus e ATI dynamic GPU, indispensabile per i notebook con scheda video dedicata. Di chi conosco io, che inizialmente ha provato ad usare distribuzioni Linux desktop, magari perché ne ha sentito parlare come la panacea da tutti i mali (no virus, sicuro, affidabile, leggero) ha finito per tornare di corsa su Windows per svariati motivi (come quelli citati sopra), e non perché “trovano Windows preinstallato e quindi usano quello”, come molti continuano a sostenere. Prima di installare a chicchessia una distribuzione Linux come unico OS, devo assicurarmi innanzitutto che il suo PC sia supportato (cosa non banale) e così anche tutte le periferiche (stampanti, webcam, dispositivi USB), che non abbia un iDevice Apple e non sia interessato ad acquistarne uno in futuro, non faccia uso di servizi di streaming legale italiano, non sia intenzionato a smanettare col proprio smartphone Android (nel caso di Samsung neanche ad effettuare un backup o installare manualmente un firmware ufficiale), non abbia intenzione di realizzare fotolibri o cose del genere online, non giochi al pc (o cmq solo ai giochi disponibili per Linux), non sia interessato a software professionali o specifici, è disposto a realizzare all’occorrenza filmatini da foto o editare video con software non professionali, ma allo stesso tempo non immediati da usare. Di chi conosco io (forse conosco gente strana) taglio almeno il 90%.

  • michele casari

    il 2% di cosa?
    prima (quando era 1%), 10 linux contro 1000 altri os, ora (2%) 8 utenti linux 400 altri os… siamo sicuri di essere in cresicta e non semplicemente che il desktop stia calando e l’utente medio di altri os passa a tablete & CO?Chi usa linux su pc lo fa principalemnte per sviluppare e ha bisogno di un pc, il restante (altri os) non necessita di un pc.
    Naturalmente ci sono enne mila eccezioni, ma sulla massa(critica del mercato dei pc) non credo di essermi sbagliato.

    • Simone

      Può benissimo essere un’erosione delle quote altrui, poco cambia, significa che mentre il windowsiano passa ad altro, probabilmente stufo di bestemmiare addosso alla sua macchina o a causa della scarsa scalabilità del sistema, il linuxiano rimane lì. E’ anche questo sinonimo di qualità del prodotto. Personalmente uso tutti gli OS che mi servono, dò la preferenza a Linux ma a volte per contratto mi tocca usare Windows, e per comodità uno android in determinati frangenti, se dovessi eliminare qualcosa è molto probabile che sarebbero Windows prima e android se Ubuntu Phone dovesse ottenere un buon supporto dagli sviluppatori.

  • Luigi Pirola

    Io sono con Linux dal 2012 quando installai per la prima volta Ubuntu 12.04 lts sul mio notebook e da allora ho sempre usato sempre e solo Ubuntu prima e poi Linux Mint. Windows è da quasi 4 anni che non lo uso (neanche in dual boot).
    Ora utilizzo Linux Mint su tutti i miei computer fissi e portatili e windows non lo vedo neanche col binocolo.
    Non ho una grande esigenza dei programmi ho rimpiazzato MS Office con OpenOffice già su windows e poi sono passato a libreoffice per quanto riguarda photoshop per quel poco che lo usavo ho installato GIMP e mi trovo bene.

    Fiero di fare parte del 2%

  • rico

    Un buon risultato, considerati i paletti che ha messo microsoft per bloccare altri OS, con UEFI, Secure Boot e minacce ai produttori di PC (di fatto è vietato di vendere PC in dual-boot).

    • D4rK Br41N

      dovrebbero permettere l’adozione di pc desktop e portatili in configurazione FreeDos, e poi senza pietà via di Distro Gnu/Linux “infarcita” con tutto il meglio che offre il parco software dedicato. Peccato che la modalità FreeDos la rendano disponibile solo per l’hardware di fascia bassa..

      • rico

        Vero. Ma il negozio vuole venderti il prodotto pronto, anche se pieno di spyware e programmi inutili. Sarebbe bello se il venditore ti dicesse: ci vuoi Windows, Linux o che altro?
        Come fanno i produttori di automobili coi motori: benzina, diesel, ibrido o bi-fuel? Perchè i produttori di computer non offrono questa scelta?

        • Luigi Pirola

          Io una volta sono andato a vedere dei computer perchè ne volevo comprare uno e quando gli ho chiesto un computer senza windows installato mi hanno guardato di traverso dicendo che loro non potevano vendere un computer senza windows preinstallato e allora gli chiesi se non conoscevano Linux e hanno cominciato a parlare male di Linux continuando a guardarmi storto tanto che l’adetto alla sicurezza del negozio è venuto a vedere cosa stesse succedendo e mi è stato chiesto di andarmene perchè non avevano cio che faceva per Me.
          La maggior parte dei negozi ti vende si il prodotto già pronto e i commessi non sanno di cosa parlano il loro unico scopo è venderti quel prodotto.

          • floriano

            online risolvi, ci sono prodotti interessanti (linux a parte) che non si trovano nei negozi

          • Rhemus86

            Non capisco questo atteggiamento di andare a chiedere in un negozio commerciale (come l’hai descritto tu sembra una catena come Unieuro, Euronics, Mediaworld) qualcosa di nicchia che normalmente non è in vendita da nessuna parte. I produttori di PC non sono interessati a vendere un prodotto non funzionante all’accensione (FreeDos) o con sistema operativo che a stento ha quote di mercato del 2% (la totalità delle distribuzioni Gnu/Linux)… Ci sono dei produttori, come Asus, che DOPO l’acquisto del notebook (senza prendertela con i commessi che fanno il loro mestiere) permettono di richiedere il rimborso della licenza con bonifico internazionale, basta NON attivare la licenza di Windows all’accensione e inviare una mail al supporto tecnico con le tue coordinate bancarie. Un pc è software e hardware e giustamente viene venduto funzionante con il sistema operativo (Windows o MacOS per i prodotti Apple). Chi ha esigenze di estrema nicchia, come la tua (considera che del 2% di quote mondiali di Linux desktop, molti hanno in dual boot Windows) deve adattarsi e non pretendere da un centro commerciale richieste fuori dal mondo reale.

        • Samael

          Perché i produttori di computer vendono ciò che la gente vuole.
          E la gente non vuole Linux, Windows o $sistema_operativo. La gente vuole il computer.
          Per l’utenza comune il PC è un semplice elettrodomestico. Loro si aspettano che una volta acceso funzioni. Esattamente come una lavatrice o uno smartphone.
          E dato che Windows è il sistema più diffuso sul desktop, ed è quello con la quale è più probabile che gli utenti abbiano familiarità, non c’è alcun motivo commerciale per preinstallare Linux.

          Tu sei tranquillamente libero di farti restituire i soldi della licenza e installare la tua distro, oppure tenerti la licenza di Windows e installarci Linux lo stesso. O in alternativa sei libero di andare su internet ed acquistare un prodotto da venditori che supportano Linux, tipo system76.
          Ma non aspettatevi che il mercato cambi le regole per supportare una frazione infinitesimale d’utenza perché è una lotta contro i mulini a vento.

          • Rhemus86

            Grazie a te sto rivalutando i Linux users, fortunatamente non sono tutti talebani e fuori dal mondo reale: sei molto preparato e vivi nel nostro mondo.

          • lol

            Utenti apple, i talebani per eccellenza, che danno dei talebani ad altri non si può proprio sentire lol

          • Rhemus86

            Per mia esperienza, tutti gli eccessi (sia Apple fan, che Android fan, Windows fan o Linux fan) sono esagerati. Di solito gli Apple fan sfegatati considerano i dispositivi Apple “il massimo e il resto non conta”, ma quanto meno sono prodotti davvero supportati (pur con i loro difetti); statisticamente la maggior parte dei Linux users hanno concetti abbastanza fuori dal mercato, come la pretesa di trovare in un centro commerciale di massa un laptop con preinstallato come unico sistema operativo una distro Linux (!) oppure pensare che le distro Linux sono adatte a qualunque utenza, chi non le usa è solo per ignoranza, chiudendo gli occhi su tutti i problemi e le limitazioni.

          • lol

            Non avendo statistiche e dati alla mano, posso basarmi solo sull’ esperienza personale e la differenza che ho riscontrato tra un talebano apple e uno linux e’ che almeno il secondo sa che dentro al pc non ci sono dei piccoli folleti, aiutanti del sempre veneratissimo uomo con il dolcevita, a far funzionare il tutto….poi di utenti linux non invasati per fortuna ne conosco, di utenti apple non ho ancora avuto il piacere di incontrarne uno.

          • Rhemus86

            Vedo che il mondo è vario: utenti Apple ce ne sono tantissimi al mondo (basta pensare che il solo iPhone 6 è lo smartphone più venduto della storia della telefonia mobile), evidentemente sei capitato con i più “talebani”, di utenti Linux desktop (non Android o server) una percentuale molto ma molto minore (considera che le quote internazionali sono da poco al 2%, molti di questi usano distribuzioni GNU/Linux in dual boot con Windows). Nella mia piccola realtà, ho trovato gli utenti Linux mediamente più preparati rispetto a quelli Apple (sottolineo mediamente): conosco infatti diversi ingegneri informatici o informatici Apple users, molto preparati, così come Linux users che usano l’os del pinguino giusto per fare gli alternativi, gli anti-moda e non sanno nulla di sistemi operativi (non sanno che Linux è il kernel o dicono in giro che OS X è Linux a pagamento). La migliore preparazione tecnica (mediamente) dei Linux users è purtroppo sovente legata ad una chiusura mentale su tutti gli altri fronti (economico e buon senso): senso di superiorità “intellettiva” nell’usare un sistema operativo di nicchia rispetto alla massa, chiusura mentale sulle leggi di mercato: pretendere che le aziende e i centri commerciali vendano allo stesso modo notebook Windows e con distribuzioni Linux, nonostante un divario di utenza 90/2%, ad essere buoni; considerare le distribuzioni Linux universalmente adatte a chiunque e non vengono usate solo perché non si è capaci di installarle, non perché si hanno esigenze DIVERSE che obbligano a non prenderle nemmeno in considerazione; considerare l’uso del terminale al posto della GUI un vantaggio per l’utente, e chi la pensa diversamente è solo perché non è capace; chiamare chi usa prodotti Apple “iCapra”, o roba simile, considerando i loro prodotti spazzatura indipendentemente dalle ottime qualità (nonostante anche lo stesso Linus usi da sempre MacBook come hardware); nel momento in cui palesi i motivi per cui non usi Linux o non lo consigli a certe utenze, la colpa è sempre dell’utilizzatore, che ha comprato un dispositivo Apple che richiede iTunes, che paga Sky o Mediaset per i servizi in streaming (bisogna usare lo streaming illegale che non è legato a silverlight), che ha comprato un portatile con Nvidia Optimus, che utilizza una penna usb HSPA che non va su Linux, che lavora con autocad, che usa documenti o fogli di calcolo precompilati per Excel e Word, che usa programmi professionali che non sono presenti su Linux (soprattutto di editing audio e video oppure CAD); spesso propongono “ottime” alternative free che non sono neanche lontanamente paragonabili (la più assurda Final Cut Pro X paragonato a kdenlive: è come paragonare Microsoft Word a blocco note).

            Gli utenti Apple sono mediamente meno preparati, ma quanto meno non li ho mai trovati fuori dal mondo reale con pretese assurde: hanno dei prodotti costosissimi, che però sono spesso il riferimento del settore o comunque prodotti di punta (MacBook Pro per i notebook, MacBook Air per gli ultrabook, iMac per gli all in one, iPad per i tablet, iPhone per gli smartphone), nonostante i loro difetti (e ce ne sono). Sicuramente potrebbero fare le stesse cose con prodotti più economici (così come chi compra una bmw piuttosto che una Fiat punto), alcuni sono anche troppo legati al prodotto (si trovano talmente bene che non passerebbero mai ad altro), ma non ho mai avuto discussioni completamente fuori dal mondo, come con molti Linux users :(.

  • Davide Lombardo

    Il 2% di marketshare a quante persone equivale ? Siamo migliaia, milioni ?

    • gabriele tesio

      milioni, ubuntu è stimato su qualcosa tipo 30-40 milioni è possibile che il numero di utenti arrivi fino a quasi 100 milioni

  • Riccardo Montorzi

    Io sono convinto che i desktop via via spariranno dalle utenze domestiche rimpiazzati da tablet e smartphone con possibilità di trasformarsi in desktop non appena collegati a monitor, tastiera e mouse. E poiché in questa fascia Windows è minoritario credo che il campo verrà lasciato (quasi) completamente in mano a Linux. Spero però che ciò non si tradurrà a un monopolio Google con Android.

    • Giangi

      Per riprendere un vecchio slogan:” Meno touch per tutti”…….Speriamo che i tablet e smartphone non sostituiscano nulla…….

      • Riccardo Montorzi

        Se collegati a monitor si usa tastiera e mouse non si usa il touch.

        • Giangi

          Anche solo per un discorso di puro spreco dico speriamo di no….Quanta gente ha un pc con piu’ di tre anni di vita? La maggior parte, quanti hanno un tablet/smartphone con piu’ di tre anni di vita?…Davvero ne esiste qualcuno?…Montagne di dispositivi, batterie buttate per il nulla, contando che la maggior parte delle persone attaccano e staccano, attaccano e staccano dalla presa, risultato….batterie che durano meno di un anno, almeno dal portatile se uno non ha la necessita, la batterie se la toglie……Senza poi contare il supporto, non credo che con il tempo cambiera’ la politica, visto che se un dispositivo viene supportato solo per un paio d’anni, poi sei praticamente costretto a cambiarlo….lasciamo perdere va, che se non fosse per le mail del lavoro, me ne ritornerei volentieri al mio vecchio cellulare.

No more articles