A volte affidarsi a un desktop environment completo comporta sacrifici nel reparto prestazioni e non porta benefici sostanziali rispetto a utilizzare solamente un window manager. In questo articolo vi parleremo di alcuni dei migliori (e più leggeri) window manager disponibili per sistemi GNU/Linux che usano il display server X.Org.

xorg

Chi ha usato Linux per anni ha probabilmente avuto a che fare con sistemi davvero vetusti o lenti almeno un paio di volte. Bastano pochi minuti (o anche secondi, se non si contano i tempi di boot biblici) di utilizzo per rendersi conto che installare Ubuntu su una macchina che monta un Pentium 3 a 800MHz, 256MiB di RAM e un Hard Disk IDE non è una buona idea.

Quasi tutte le distribuzioni moderne di un certo successo offrono un desktop environment nelle loro immagini di installazione, che si occupa della maggior parte delle funzionalità che ci si aspetta da un desktop moderno – questa comodità, però, ha un prezzo. Anche i più leggeri tra questi (come LXDE ed LXQT) portano con sè un certo overhead sulle prestazioni.

Con hardware moderno questo non è solitamente un problema, ma quando si parla di computer con più di 12 anni e sistemi a bassissimo costo e consumo la differenza si sente, soprattutto se la macchina in questione verrà usata solo per poche funzioni, come spesso si fa quando si riesumano certi dinosauri. Inoltre, alcuni utenti non apprezzano questo “spreco” di risorse anche su sistemi più che adeguati con vari GiB di memoria a disposizione.

Quindi, senza ulteriori indugi, ecco quelli che a nostro parere sono alcuni dei migliori window manager che non vi lascieranno a chiedervi dov’è finita la RAM.

Window Manager a sovrapposizione

La maggior parte di voi sarà famigliare principalmente con questo tipo di WM: si tratta del “classico” paradigma di finestre che possono essere sovrapposte e ridimensionate a piacere.

TWM

Non si può parlare di window manager senza nominare TWM. Si tratta di un gestore scritto quasi 30 anni fa da Tom LaStrange (da cui il nome originale, acronimo di Tom’s Window Manager, poi cambiato in Tab Window Manager e Timeless Window Manager) che dal 1989 è diventato il WM di default per X11, soppiantando il ben più limitato UWM. Per quanto datato, il software è tuttora attivamente sviluppato e piuttosto funzionale.

In meno di 1.5MiB di RAM, questo window manager offre un menu contestuale e finestre ridimensionabili a piacere. Nel file di configurazione (questo e quasi tutti gli altri window manager non hanno un’utility di configurazione, ma la sintassi è molto semplice) si possono specificare moltissimi parametri tra cui i colori, il comportamento del cursore e le voci dei menu.

twm window manager

L’unica grossa limitazione (a seconda dell’utente potrebbe non essere un problema) è la mancanza del supporto a desktop multipli.

FluxBox

FluxBox è un fork dell’ormai abbandonato BlackBox che aggiunge molti miglioramenti e aggiornamenti continui. A differenza dell’altro fork di BlackBox, OpenBox, che viene usato principalmente come base di desktop environment più completi come LXDE, FluxBox è pensato per essere usato anche in standalone.

Anche questo programma usa semplici file di configurazione ed è possibile attingere a molte configurazioni create da altri utenti per rendere il desktop molto piacevole allo sguardo. Per questo window manager l’utilizzo della memoria sale a circa 16MiB, ancora nulla in confronto a cose come Unity e meno della metà di LXDE.

fluxbox window manager

JWM

3MiB di RAM e poco da invidiare a software ben più pesanti. Altamente configurabile (sempre tramite file appositi) e leggerissimo, JWM (Joe’s Window Manager) offre taskbar, ridimensionamenti avanzati, desktop multipli e persino widget minimali. Esiste anche una variante di Manjaro che utilizza questo window manager e qualche tool per personalizzarlo più facilmente.

jwm window manager

TinyWM

Nato come un esercizio di minimalismo e composto di circa 50 righe di C (indentate come si deve, chiaramente funzionerebbe anche su una riga sola) in cambio di soli 200KiB di memoria TinyWM permette di spostare, sovrapporre, ridimensionare e selezionare le vostre finestre. Non offre decorazioni per le finestre oltre al supporto per uno sfondo.

Questo software è più pensato come esempio per la creazione di un window manager, ma ciò non lo rende meno valido per chi ha bisogno solo di poche funzioni e ci tiene a ridurre al minimo l’uso di risorse. Esistono anche versioni in Python, Ada e Lisp.

tinywm window manager

Window Manager “Tiling” e dinamici

Questi window manager generalmente non permettono la sovrapposizione di finestre e cercano di utilizzare tutto lo spazio disponibile sul desktop per i vostri programmi. Aprendo un programma questo verrà visualizzato a schermo intero, aprendone un secondo lo schermo verrà diviso in due per mostrare entrambe le finestre una accanto all’altra (permettendo all’utente di riorganizzare lo spazio dedicato a entrambe). Potrebbero richiedere qualche tempo per abituarsi a questo sistema, ma di fatto non hanno alcun svantaggio oggettivo rispetto al tipo a sovrapposizione e permettono di non sprecare nemmeno un pixel del proprio schermo. I window manager dinamici spesso permettono anche la sovrapposizione ma prediligono il metodo “tiling”.

i3

i3 sta guadagnando molta popolarità tra sviluppatori e fan del minimalismo grazie all’utilizzo di soli 3MiB di RAM, finestre strutturate ad albero, varie modalità (come vim) e il supporto per più monitor. Inoltre la documentazione è chiara e completa e il codice elegante e pulito. Altri vantaggi di questa piattaforma si possono leggere sul sito ufficiale.

i3 window manager

Awesome

Scritto in C e in Lua, Awesome si promette di rimanere leggero e veloce (utilizza meno di 10MiB di memoria) senza sacrificare la possibilità di estenderlo e configurarlo a piacere utilizzando il linguaggio Lua. A differenza di altri, questo window manager utilizza “tag” piuttosto che desktop multipli – una finestra può fare parte di più di un “tag” e più “tag” possono essere selezionati contemporaneamente. Per chi ha qualche esperienza di giochi strategici, si può fare il paragone tra i “tag” e i gruppi di controllo per le unità. Come anche in i3, tutto può essere fatto tramite tastiera.

awesome window manager

Conclusione

Ovviamente non ci è possibile creare una lista di tutti i buoni window manager disponibili dato che sarebbero molte decine se non centinaia. Quelli presenti in questa lista sono quelli di cui abbiamo qualche esperienza personale e che ci hanno fatto una buona impressione, ma siamo sicuri che molti di voi avranno altre soluzioni da consigliare a noi e agli altri lettori nei commenti.

  • Mauro Contene

    pekwm merita una citazione.
    dei minimali è il mio preferito.

  • Box2Tux #Linux

    Io citerei pekwm, sopratutto, perché ha dei temi decenti ed accoppiandolo ad una menubar tipo lxpanel, rimane molto leggero ma anche carino da vedere.

    • Mauro Contene

      e di suo, quasi eliminava il tearing e le finestre avevano una scorrevolezza molto morbida e non “legnosa” come altri wm.

  • Samael

    Io ho usato Awesome ai tempi della 2.x, quando ancora non faceva uso di Lua.

    Poi però sono passato a dwm che trovo molto più gestibile, in quanto aggiungo al WM solo le patch che mi servono e ho un config.h personalizzato.
    Lo trovo un compromesso più che accettabile tra usabilità e minimalismo.

  • Giangi

    Provato awesome per curiosita’ l’anno scorso e non ora ho dimenticato cosa vuol dire ordinare finestre, ridimensionarle, spostarle, ho un ambiente completamente personalizzato, leggero, stabile e a discapito di cio’ che si pensa, godibilissimo anche per un utente non “tastiera/terminale centrico”.

  • paragonabile a jwm c’è icewm. Openbox standalone comunque gli manca solo la tray perché la gestione taskbar ce l’ha nel menu.

  • g cong

    Openbox, Openbox, Openbox 🙂

  • lo_stewie

    Bell’articolo! 🙂

  • scorpion2782

    e openbox?

    • Ciao

      E leggere l’articolo?

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