Peppermint, distro GNU/Linux nata nel Maggio 2010, giunge alla sua settima incarnazione.

Peppermint Linux OS è un sistema operativo basato su Lubuntu, a sua volta derivata di Ubuntu, che utilizza il desktop environment LXDE. L’obiettivo dei suoi sviluppatori quando hanno rilasciato la prima versione nel lontano Maggio del 2010 era quello di fornire ai nuovi utenti Linux una distribuzione facile da usare e con bassi requisiti hardware. Le caratteristiche di questa distro sono infatti velocità, facilità d’uso e leggerezza complessiva.

Attraverso un annuncio sulla piattaforma Google+ i devs hanno informato la community (detta ‘Peppermint nation’) circa la disponbilità della nuova versione del loro OS. La precedente versione stabile, Peppermint 6, era basata su Ubuntu 14.04.2 LTS (Trusty Tahr). Peppermint 7, invece, verrà lanciato in via preliminare il 30 Giugno, e sarà basato su Ubuntu 16.04 Xenial Xerus. Stando al loro annuncio la fase di beta testing, svolta in privato e senza release aperte all’utenza, è stata superata con successo e non sono sorte ulteriori problematiche.

Peppermint logo

Gli sviluppatori hanno inoltre comunicato che il sito potrebbe entrare in ‘maintenance mode’ (manutenzione) per un breve periodo entro il 30 Giugno, pertanto se vedete il sito offline non crediate siano morti tutti!

Chi sta utilizzando la sesta versione dell’OS non puo’ passare alla versione 7 senza cancellare l’attuale installazione, non è previsto un upgrade, è necessaria un’installazione pulita.

  • Ma non aveva cambiato proprietà o mi ricordo male io? E’ ancora viva? oO”

  • sinceramente non riesco a trovare un’utilità per queste distro.
    una distro è valida se porta qualcosa di innovativo.
    chi userebbe mai una distro che è derivata da una distro (lubuntu) che a sua volta deriva da un’altra distro (ubuntu) che deriva da un’altra distro (debian)?
    avrei capito l’utilità se non ci fosse stata lubuntu… perchè bene o male davi all’utente una distro ubuntu con lxde preinstallato… ok ha senso.
    ma così non riesco proprio a trovarvi un’utilità
    poi queste distro mantenute da chi?
    magari oggi la distro c’è, domani il manutentore (o i pochi manutentori) si stancano e abbandonano il progetto, e l’utente è costretto a cambiare distro.

    • giovanni

      In generale anch’io condivido il tuo pensiero, ma questa distro in effetti ha una caratteristica che la rende unica nel panorama che ne giustificherebbe l’esistenza. Al posto di openbox utilizza xfwm4 con un tool di personalizzazione. Questo da qualche vantaggio nell’uso quotidiano, anche se poi come prestazioni la avvicina molto a xfce.

    • Aster

      questa e meglio di lubuntu,perche lubuntu con 3 anni e una garanzia:)

  • rico

    Invece è arrivato già oggi 24 giugno, scaricato da distrowatch.
    Non male, e reattivo, anche se ho penato un pò per trovare la tastiera italiana (menu – preferenze – P. control center – keyboard&pointer – select layout), ma funziona solo dopo l’installazione dell’ italiano da Language settings.

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