Qui su LFFL pubblichiamo periodicamente i risultati del sondaggio mensile di Steam. I numeri di Linux subiscono sempre leggere variazioni, possiamo dire che a oggi solo lo 0.9% (circa) dell’utenza Steam usa una qualsiasi distribuzione GNU/Linux per giocare.

Abbiamo deciso di proporvi un editoriale che va ad analizzare, in modo assolutamente critico e oggettivo, ma anche provocatorio, i pro e, soprattutto, i contro del gaming su Linux. Siamo soprattutto curiosi di sentire le vostre idee nel box dei commenti.

La domanda a cui cerchiamo di rispondere nel prosieguo dell’articolo è: quali sono i PRO e quali i CONTRO del gaming su Linux?

I CONTRO:

‘Cosa vorrei vedere su Linux che, ad ora, non c’è?’

  • CAPITOLO DRIVER: Microsoft ha introdotto da parecchi anni il WHQL testing, un sistema che certifica quando un driver è stato approvato per l’utilizzo sulle varie versioni del sistema operativo Windows. Tale procedura permette di identificare rapidamente quali driver sono approvati ufficialmente dalla casa madre del SO per il funzionamento su di esso, e servono anche come garanzia per chi produce software per tale sistema che funzioneranno alla perfezione.  Visti i molteplici problemi che i vari driver, video e non solo, hanno su Linux, perchè non si crea un sistema di certificazione simile anche nel mondo Linux? Non è possibile inventarsi un “LHQL Testing”, in modo da certificare quali driver sono approvati con una distro e quali no? Sarebbe un ottimo incentivo per tutte quelle case che necessitano proprio di driver di alta qualità per i propri software (non mi riferisco solo al mondo gaming), e allo stesso tempo un eccellente deterrente per alcuni (meglio non fare nomi…) che continuano a rilasciare software di pessima qualità. E’ chiaro che il WHQL funziona perchè, ad esempio, nVidia ha interesse a far si’ che i videogiochi funzionino alla perfezione su Windows, sarebbe bello che questo accadesse anche su Linux. Insomma driver migliori per un gaming di alto livello. Questo è un primo punto fondamentale.

 

  • SISTEMA AUDIO: Uno degli elementi più critici del mondo Linux è di sicuro il sistema audio. L’architettura audio di Linux conta ben sei layer di astrazione audio tra la periferica e l’applicativo che la sta utilizzando (driver kernel ALSA -> librerie ALSA ( -> dmix ) -> PulseAudio server -> librerie ALSA + PulseAudio backend -> Applicativo), che causano un sacco di problemi di latenza audio e di mancato riconoscimento della sorgente in entrata ed in uscita da parte dei vari applicativi oltre a frequenti problemi di crash con applicativi molto noti come Skype o Teamspeak, giusto per citarne un paio. Questa situazione andrebbe migliorata.

 

  • DISTRO DI RIFERIMENTO: So che per questo punto mi mangerete vivo nei commenti. Ritengo sia necessaria una distro di riferimento per aiutare anche i neofiti ad approcciarsi ad un nuovo mondo (quello di Linux, appunto) visto dai più come troppo complicato e frammentato. Sicuramente c’è Ubuntu, ormai la distro di riferimento Linux come confermano i risultati dei sondaggi di Valve. Ma al momento, che stabilità e solidità può garantire il sistema di Canonical? Il SO si basa su un ambiente desktop, Unity, basato su una tecnologia ‘superata’. Basti pensare che uno dei progetti “figli” di Ubuntu, Linux Mint, è riuscito in breve tempo a raggiungere un livello complessivo forse superiore a quello di Ubuntu. Sarebbe bello avere una distribuzione dichiaratamente pensata per il gaming che dovrebbe andare ipoteticamente a raccogliere un vasto bacino d’utenza. E’ chiaro che la forza di Linux sia la diversità ma nel  gaming la frammentazione non aiuta.

 

  • AAA: Questa sigla sta ad indicare i titoli tripla A, ovvero i più importanti, con elevate spese di produzione, e verso i quali l’hype degli utenti è molto elevato. A oggi molti tripla A (ad esempio Fallout 4, CoD: BO3, per citarne due recenti, ma la lista sarebbe sterminata) non sono disponibili su Linux e questo non fa altro che allontanare eventuali nuovi giocatori. Altra nota dolente: alcuni titoli sono legati indissolubilmente allo store di Microsoft e necessitano di Windows per funzionare. Bisognerebbe avere più giochi AAA per avvicinare nuovi utenti.

 

  • RIASSUMENDO: Se io sono un utente Windows, ho usato sempre e solo quello, perchè dovrei passare a linux per giocare? Attualmente non ci sono vantaggi significativi, i giochi sono in numero minore rispetto a Windows, le performance spesso sono inferiori e si verificano di frequente problemi di crash. Segnalo la quasi assenza di tool ben fatti per il tweaking e l’incertezza circa la continuità nel supporto a certi software, inoltre Origin (piattaforma di EA) e GoG non sono ancora compatibili con Linux (anche se il client di GoG dovrebbe essere in dirittura d’arrivo). Un gamer non ha una reale motivazione per passare al SO del pinguino.

I PRO:

steam-os

Se di veri e propri punti a favore di Linux non ce ne sono possiamo pero’ andare ad evidenziare alcune note positive.

La prima buona notizia per il gaming su Linux è l’impegno di Valve sul fronte del celebre sistema operativo open source. Con oltre 2000 titoli disponibili per il download su svariate “distro” GNU/Linux c’è materiale più che sufficiente per giocare e divertirsi. Insomma è falso affermare che ‘non ci sono giochi per Linux”

I nuovi driver Vulkan, sui quali molte aziende stanno investendo dovrebbero favorire nuovi porting che potrebbero diventare più frequenti.

Linux supporta molti titoli veramente importanti, vi propongo una piccola carrellata:

    •  DOTA 2
    • Team Fortress 2
    • Half Life 2
    • Portal 2
    • The Witcher 2: Assassin of Kings
    • Sid Meier’s Civilization V
    • Metro: Redux
    • XCOM: Enemy Unknown
    • Borderlands 2

Cliccando QUI potete visualizzare tutto il catalogo dei giochi presenti su Steam e compatibili con Linux.

Tuttavia il gaming su Linux non si ferma alla piattaforma di Valve, infatti esistono ad oggi diversi progetti indipendenti che pubblicano titoli su Linux, ad esempio è possibile trovarne tantissimi nell’ultimo Independent Game Festival, un concorso aperto a tutti gli sviluppatori indie che intendono pubblicare il loro gioco su Linux/SteamOS e sulle altre piattaforme.

CONCLUSIONI: Le conclusioni sono abbastanza chiare: non ci sono i presupposti per ipotizzare un rapido recupero in ambito gaming da parte di Linux. E’ chiaro che ho voluto toccare solo la punta dell’iceberg, la questione è decisamente più complessa di quanto analizzato nell’articolo. Sicuramente alcuni di voi sono d’accordo su alcune cose, altri meno, ma la vera domanda è, per migliorare la situazione, Voi cosa proporreste?

  • Stefano

    Come distro di riferimento posso consigliare Manjaro, già al termine dell’installazione i driver proprietari sono installati correttamente, e pure steam è già installato e funzionante.
    Per le prestazioni inferiori, su Nvidia siamo a pochi FPS di differenza, roba più da masturbazioni mentali che altro.
    Per i titoli mi sento di consigliare anche: ALIEN Isolation (spettacolare), Civilization V, Stellaris, Kerbal, Grid Autosport, Prison Architect, footballmanager 2016… ecc.
    Un punto a favore di linux potrebbe essere l’esistenza di un SO, SteamOS, pensato per giocare e navigare dal divano sulla tv di casa, e non è poco. Purtroppo con SteamOS ho avuto qualche problemuccio di riconoscimento del monitor e son passato a manjaro con grande soddisfazione, credo che sia ancora un po’ acerbo.

    Ma soprattutto, giriamo la domanda: che vantaggi ci sono ad usare Gnu/linux in ambito lavorativo, o in casa? I problemi elencati per il gaming dall’articolo sono gli stessi in tutti gli ambiti di utilizzo, problemi driver, mancanza di applicativi, frammentazione. Eppure se siamo qui è perchè in tanti si appoggiano al pinguino anzichè al SO MS. Passione? Ideali? Non so, ma un motivo c’è sicuramente.

  • JackPulde

    Io aggiungerei (per quelli che non amano usare il terminale) che in linux, rispetto alla controparte windows, non ha un installer user-friendly. Bisogna per forza intervenire tramite PPA o driver pre-impostati su ubuntu (che spesso col tempo sono obsoleti) oppure usando il .run, killando Xorg… Ci vorrebbe una bella procedura, magari semplifica, come su Windows (si lo so, verrò lapidato da chi usa in maniera considerevole il terminale).

    Per i giochi ormai ce ne sono migliaia compatibili con linux… e col tempo si andrà sempre più a renderli compatibili tutti (un po’ per steamOS… un po’ per i nuovi driver Vulkan).

    • Emanuele Cavallaro

      su Ubuntu: driver aggiuntivi -> click sul driver -> install- > fine. Se vuoi aggiornamenti del driver, clicca su nvidia updates.

    • Aury88

      onestamente trovo assurda questa idea di procedura grafica= semplice=a prova di niubbi…con linux mi basta fare di solito ricerca del problema su google-> selezione soluzione->copia linee di codice->incolla nel terminale ->invia…
      in microsoft di solito al secondo passaggio già mi perdevo perchè l’opzione tal dei tali è stata spostata in un altro punto, rinominata o addirittura in un caso rimossa…

      senza considerare che se non viglio la versione develop dei driver su “software e aggiornamenti” installo i driver proprietari che spesso sono aggiornabili

      • alex

        Nella partica è vero, ma è un metodo che appare difficile ai meno esperti che sono la gran parte del mercato.

    • Ormai su quasi tutte le distro userfriendly si fa alla windows solitamente, se i driver non sono integrati cerca, click destro, installa e fine dei giochi, la differenza è che su windows devi smadonnare ad andare sul sito del produttore a scaricare il cavolo di exe o zip mentre su linux ce l’hai nei repository.

    • Stefano

      Su Manjaro, per dirne una, i passaggi sono: fatto.

  • alex

    Distro di riferimento? visto l’ambito doveva essere SteamOS, se solo si dassero una mossa visto che il mercato non aspetta e già mi sembra che l’hype per i progetti di Valve sia parecchio scemato (tra l’altro sembra anche finita la guerra con MS, che era un po’ all’origine della cosa, visto il giudizio favorevole per la piattaforma Steam per applicazioni complesse come i giochi a discapito del loro stesso store).

    • Aury88

      già, steamos è stata utilizzata per minacciare microsoft e impedirle di vendere direttamente i giochi attraverso il proprio market…adesso è solo un deterrente contro il ripresentarsi di questa eventualità

  • Secondo me l’unico punto vero è : date tempo e con il livello di ascesa che c’e’ stato fra poco si parlerà solo di Linux anche nel mondo dei videogiochi.. c’e’ solo un gap di tempo.

    • al più di android, e il suo esordio nel mondo dei portatili/ultrabook sancirà la definitiva scomparsa di linux dal mondo videoludico, immagina un portatile gaming nvidia che costa quanto un portatile normalissimo ma hai un os ad hoc, i driver ultraottimizzati ti ci portano anche steam onboard e addio linux. Lo si vede con quello che è successo alla nexus tv, nvidia ha azzerato la concorrenza, e non parlo così per, andate a vedere video, benchmark se potete provatela è fantastica e costa sui 200€. Nel giro di 2/3 anni ci saranno giochi AAA su android e allora addio a tutti gli altri OS, secondo voi perché Google sta pensando a chiudere AOSP?

      • è possibile.. è possibile…

      • alex

        C’è anche ChromeOS volendo, anora da capire se alla fine le due realtà convergeranno o che

        • Dai ChromeOS se integrano le app di android rimarrà solamente la gui, fare un launcher stile ChromeOS ci si impiega neanche una settimana quindi a che pro mantenere due realtà parallele e non farle convergere? Bisogna vedere cosa dirà il mercato ma alla fine al più compilare il kernel android per x86 e avranno il panorama informatico in pugno in barba ad apple e ubuntu che ci provano da anni.

          • alex

            stanno già integrando le app android nei chromeOS.
            Tecnicamente io non sono in grado di dire cosa realmente cambia tra i due, visto che entrambi si basano su kernel linux a cui mettono sopra il loro stack. Forse per loro valutazioni di mercato preferiscono mantenere distine le due realtà, anche perchè appunto (come dici) se volevano ci mettevano un attimo ad adattare android per sostituire ChromeOS (vedi remixOS infatti) o a fare il viceversa, invece hanno scelto di portare la compatibilità delle app android su chromeOS al momento, che credo sia più complicato.

            Comunque al tempo anche da SteamOS mi sarei aspettato un progetto più stile ChromeOS, in cui a parte il kernel ed altre parti fondamentali il resto lo si riscriveva per arrivare ad un sistema ben definito e ad hoc senza dover aspettare i tempi della comunità, ma evidentemente la cosa richiedeva dei piani e degli investimenti che Valve non ha voluto fare. Forse anche per rimanere ben voluta dagli utenti linux.

          • La mossa di integrarli in chromeOs potrebbe lasciare il tempo che trova… Se riescono a farle girare all’interno di chrome e non chromeOS gli si aprirebbe un mercato enorme per qualsiasi OS, pensate a quanti utenti sono su windows con chrome. Se l’integrazione con chromeOS invece servisse semplicemente a vedere se riescono a farle girare dentro a un window manager ritorneremmo al discorso iniziale che fare un launcher pc ci metterebbero qualche mese o poco più. Per ora questo è un test che verrà lanciata come dev preview nella speranza che siano tanti i curiosoni che gli facciano da alpha e beta tester volontariamente.

            Per SteamOS, attenzione non è solo questione di scrivere codice, il loro codice lo han scritto, il kernel è quello, i pacchetti sono quelli. Un saggio disse “perché reinventare la ruota?” stessa domanda in questo caso, perché dovevano riscrivere un kernel o un package manager etc? Anche sony alla fine utilizza BSD e non ha reinventato la ruota.

          • alex

            no, no, per carità… non dicevo di riscrivere tutto, ma solo di eventualmente bypassare alcune parti. Ma non conoscendo bene le cose mi sa che cado in farneticazioni 🙂

  • Box2Tux #Linux

    Aggiungerei anche shadow of mordor

  • Davide Lombardo

    Io quello che so è che fino a poco tempo fa di videogiochi per Linux c’è erano pochi, il fatto che adesso ce ne siano in quantità, per una persona che usa solo Linux e se ne fotte di windows è un gran bella novità, non credo che più nessuno adesso possa dire che chi vuole giocare deve per forza usare windows, i videogiochi adesso ci sono anche per Linux.

  • Festa Giacomo

    Io penso che di tutte le distro che esistono sulla terra il 70% o più sia inutile, qui da anni spuntano distro come funghi. Pensate se tutti i sviluppatori o 2/3 si unissero per creare una distro di punta, secondo me ne verrebbe fuori in poco tempo una distro priva di bug e super completa e curata. Creando un singolo gruppo per ogni aspetto del SO non ci sarebbe uno spreco così grande di menti che potrebbero risolvere tanti problemi e saremmo tutti felici ma purtroppo qui se ad una qualsiasi persona che prova una distro per esempio Ubuntu non gli piacciono gli sfondi di default creano una nuova distro.

    • E secondo quale metro di giudizio andrebbero prese le decisioni? Cioè ad esempio quale package manager utilizzare? Meglio compilazione locale o pacchettizzazione con compilazione remota? Questi sono solo esempi basilari.

    • si ma sarebbe un casino… come dice anche black codec… gia il primo ostacolo che si incontra è la fatidica scelta del package manager… io ad esempio trovo che il migliore sia pacman, sia come pulizia dell’output sia come velocità di installazione e sia anche come velocità di utilizzo.
      ho provato una marea di package manager… apt-get, apt, aptitude, yum, dnf, e altri… ma nessuno è mai riuscito a soddisfarmi tanto quanto pacman.
      però pacman come package manager è usato solo da arch e derivate.
      negli ultimi mesi, ho provato per parecchio tempo ubuntu 16.04 con apt, fedora con dnf (per una settimana circa) e debian con apt… la prima cosa che ho notato è stata… ma quanto cavolo ci vuole per fare gli aggiornamenti?
      pacman in pochissimo tempo installa centinaia di update senza problemi, questi altrei package manager impiegano molto ma molto di più.
      e il package manager è un ostacolo bello grosso.
      perchè se mettiamo il caso 3 distro maggiori decidono di unirsi in un’unica distro (prendiamo, antergos, fedora, e ubuntu) entrambe sono derivate di distro maggiori (archlinux, redhat, debian) antergos vorrà pacman come PM, fedora vorrà dnf e ubuntu vorrà apt.. inoltre questa fusione non avverrà mai tra queste distro perchè fedora è la versione “beta” di redhat, distro commerciale, ubuntu è la distro di canonical, antergos effettivamente potrebbe collaborare con altri.. ma con chi?? rimangono solo le distro minori, che non fanno altro che creare derivate copia incolla cambiando solo DE… quindi mancherebbe proprio qualcuno di specializzato in grado di fare la differenza e portare innovazione.
      insomma è una cosa che non avverrà mai.
      gia però è un passo in avanti che si va verso l’unificazione degli snap.
      anche systemd per quanto odiato sia, ha portato una certa unificazione tra le varie distro

  • Aury88

    mancano i giochi perchè ci sono pochi giocatori->mancano i giocatori perchè ci sono pochi giochi+ si hanno già tutti i giochi su windows+ si ha già windows preinstallato+si ha dei programmi a cui l’utente è abituato non installabili su linux

    per il giocatore medio non c’è nessun vantaggio a passare su linux neanche se ci fosse un unica distro straottimizzata e con un sistema audio che ti tira fuori il dolby da un impianto stereo visto che, al momento attuale, mancano gran parte dei titoli e spesso mancano perchè non sono portabili in quanto utilizzano soluzioni informatiche proprietarie della microsoft…
    l’utente gamer non usa il computer solo per giocare e con un windows di solito preinstallato e la possibilità di cracckare M.Office a cui l’utente è affezionato perchè mai installarsi anche solo una partizione linux per fare al più le stesse cose che l’utente è già in grado di fare e non poter comunque installare gran parte dei titoli?
    insomma qual’è il motivo per passare a linux per un utente disinteressato alla filosofia freesoftware e alle problematiche della privacy/sicurezza? qual’è quella caratteristica/funzione/programma che può trovare solo su linux e convincerlo ad abbandonare abitudini e un ambiente familiare?
    quindi è imho esclusa una rapida rimonta per linux…si continuerà a conquistare gli utenti uno alla volta e solo per le qualità di linux (leggerezza, stabilità, istallabilità su l’hardware vecchio….)…ma la killer feature necessaria a linux per strappare un mercato ad un altro sistema operativo non ne ha al momento per il desk (imho).

    • Sul discorso free software e crackare office considera anche che vlc, libreoffice, gimp e tutti gli altri programmi che girano su linux hanno il loro porting su windows quindi non sono neanche motivati a cambiare os quando i programmi che posso usare sono gli stessi.

    • m310

      “Qual è”

  • NatNev

    senza contare che passare a Linux comporterebbe molti problemi a giocare con la STORIA dei VG in modo sereno e trasparente senza eccessive rotture di palle.

  • LHQL: lascia il tempo che trova, chi dovrebbe certificare? Non di certo la distro che utilizza il kernel di cui non è proprietaria. Quindi sarebbe il proprietario (o chi è autorizzato) a livello di kernel a certificare i driver? Questo sistema esiste già basta fornire i sorgenti ma non lo fanno i produttori…
    Capitolo Audio: c’era la proposta di incorporare in systemd la parte audio lasciando solamente a pulse se non sbaglio la parte di frontend, ma subito si è inveito sul cancro linux che è systemd, ok non lo chiamassero systemd ma lo integrassero ma anche qui chi deve dettar legge? Ogni distro è libera di fare quello che vuole rispettando le varie licenze software quindi ogni distro può scegliere se usare o no systemd pulseaudio etc. Le distro di riferimento, che sono e saranno sempre RedHat, Debian, Gentoo e Slack (caso a se stante è il panorama bsd) non hanno preso una posizione comune. La prima è a favore del dualismo di core kernel-sistemd, la seconda se ne sta convincendo, la terza ha deciso che non s’ha da fare, la quarta segue l’onda tanto ognuno è libero di fare come preferisce. Quindi in conclusione l’estrema libertà porta a tante possibili vie e spesso a cambiamenti di rotta momentanei che fan perdere tempo e basta.

    Caso a parte Ubuntu, ritenuta la distro di riferimento da molti ma siamo obbiettivi togli il lavoro debian a ubuntu e li lasci con un sistema vecchio su cui provano a far girare qualcosa di nuovo. Non hanno un team tale da poter competere con RedHat soprattutto in fase di innovazione e lo dimostra la parte cloud e container che in ubuntu è in divenire costante mentre in RedHat hai tool di massimo valore paragonabili ad esempio a soluzioni proprietarie affermate da anni.
    Infine aggiungici che come provano ad imporre una scelta di maggioranza c’è sempre una minoranza che forka e crea la sua distro con un tema diverso.

  • la verità è che valve ha in mano la chiave per portare linux e steamOS al successo planetario nel gaming….
    questo si chiama half life 3.
    se valve rilasciasse questo gioco in esclusiva per linux (non lo farà mai… ha gia detto che da parte sua non creerà alcuna esclusiva per nessun OS), gia al day one la percentuale di utenti steam linux, supererebbe l’utenza steam su OSX.

    tornando all’articolo… la certificazione non avrebbe senso… perchè io nvidia/amd, se voglio i driver certificati, devo pagare per avere questa certificazione… gia è tanto che lo fanno con windows (che poi amd giusto ora sta rilasciando un po più di driver whql, prima uscivano ogni morte di papa) figurati se hanno intenzione di spendere ulteriori soldi per una certificazione linux.
    inoltre chi è che da la certificazione?? la linux foundation? non so neanche se possono dare una certificazione a software proprietario, boo non mi intendo di queste cose legali e di licenze varie.
    oppure canonical? valve? la vedo dura che mettano un sistema di certificazioni per la loro distro.

    inoltre su linux c’è gia una sorta di “certificazione”, si chiama repo.
    valve sulla sua distro, monta i driver più stabili, e apporta modifiche per implementare nuove funzionalità ad esempio il supporto vulkan sui vecchi driver nvidia presenti in steamOS, insomma chi crea la distro, sceglie le versioni di pacchetti che devono esserci, quindi una sorta di certificazione c’è… se un driver da problemi, non lo mettono nell’ultima distro di ubuntu, non lo mettono nell’ultima versione di steamOS (infatti in ubuntu 16.04 non c’è il driver catalyst, così come da parecchio tempo, manca il driver catalyst anche su arch perchè ad ogni update di xorg o di kernel smetteva di funzionare il driver video).
    quindi avere una certificazione non aumenterebbe l’utenza.

    attualmente bisogna solo attendere driver ottimi… nvidia lo sta facendo… amd è ancora molto ma molto indietro, anche se sta facendo uno sforzo immane… ha riscritto da 0 un nuovo driver completamente open source, sta sviluppando un driver ibrido che si appoggi su questo driver open nuovo, e le performance sono aumentate molto negli ultimi mesi.

    i giochi stanno aumentando sempre più (compresi i AAA), ormai con hardware nvidia, si gioca tranquillamente anche su linux con ottime performance.

    • Giangi

      Io in half life 3 ci credo ancora, e’ successa la stessa cosa con il duca, giocavo a duke nuken 3d che ero alto un metro e un bondi’ e ho giocato al tanto atteso duke nuken forever che mi erano spuntati i primi capelli grigi……spero comunque in un finale piu’ dignitoso di quello del duca nel caso dovesse davvero uscire…..”let’s rock”

      • alex

        in quel caso era meglio se non usciva

  • Samael

    DRIVER
    Non serve la certificazione dei driver, perché su Linux la politica sui driver è chiara: i produttori devono convergere portando in mainline i driver, non tenendoli separati.
    Di conseguenza, non hai bisogno di sapere se un driver è compatibile o meno con la tua distro, perché se il driver è incluso in Linux quel driver ci sarà e sarà supportato.
    Il problema lo si ha per la maggior parte con i driver video, dove AMD e NVIDIA hanno tenuto per anni il sorgente chiuso per questioni commerciali.
    Ma in questo caso la certificazione non ti salva, perché non è un pezzo di carta che garantisce la qualità.
    La qualità è garantita da quanta tecnologia nativa fanno uso i suddetti driver.
    I driver NVIDIA sono sempre stati mediocri perché all’inizio non facevano uso di quasi nessuna API del kernel Linux, ma erano più o meno indipendenti.
    Persino adesso hanno una loro implementazione proprietaria del KMS.
    I driver AMD… Beh, è AMD: Ammazza che Mer*a di Driver. Non c’è bisogno di dire altro.
    Quindi di cosa stiamo parlando? A che serve uno stupido pezzo di carta? A farmi garantire che quei driver fanno schifo? Grazie, lo sappiamo già.
    Piuttosto se vogliamo che la situazione migliori dobbiamo sperare che in NVIDIA gli imbecilli che stanno nel CdA cambino idea e rilascino il sorgente (AHAHAHAHAH, come no). Una volta che esso starà in mainline i problemi scompariranno.

    AUDIO
    Questa è una battaglia persa. Il problema non è PulseAudio o le altre librerie esterne.
    Il problema dello stack audio su Linux si chiama ALSA, che è troppo complesso.
    ALSA è stato progettato male. Chi l’ha creato aveva pensato di creare uno stack audio che fosse multi-livello, con una parte in-kernel e con una userland, nella quale gli utenti avrebbero potuto tweakare le proprie periferiche per ottenere il massimo, specialmente nel campo della produzione.
    Tuttavia ciò che hanno ottenuto è stato un mostro talmente difficile da configurare e poco documentato che pochi hanno realmente una vaga idea di come funzioni il tutto.
    La maggior parte delle persone si limita a configurare due min**iate tipo dmix e fine.
    Senza contare che gli sviluppatori hanno persino fallito nel creare uno stack espandibile tramite plugin, dato che alsa-plugin non fa altro che creare latenze inutili e si porta dietro tutti i fottuti limiti dello stack, tra cui l’avere un solo canale master per tutto.
    Per risolvere il problema dello stack audio, andrebbe deprecato ALSA già a livello di kernel e rifatto nuovo.
    Anzi, basterebbe pure riprendere OSSv4 ed integrarlo con PulseAudio, facendo diventare quest’ultima una mera libreria che ne esporta le API per integrarlo con altre parti, tipo BlueZ per le periferiche bluetooth.
    In sostanza scordatelo. Questo è un lavoro che non farà nessuno.

    Detto ciò: sono questi i problemi di Linux nel gaming? Sono questi i motivi per il quale la gente non gioca su Linux? No.
    Il problema è sempre il solito: qual è il motivo di cambiare?
    Windows funziona, con tutti i suoi difetti e limiti (come tutti gli OS d’altronde). Fa quello che deve fare. E alla gente basta.
    Di conseguenza DOVE STA il vantaggio di Linux? Non esiste.
    Linux lo si usa perché lo si VUOLE usare, non perché è meglio o peggio del sistema concorrente. Il resto sono seghe mentali inutili.

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