In questi ultimi giorni abbiamo testato per voi l’ultima versione della celebre distro Live Rescatux, che promette di risolvere i problemi che possono presentarsi al boot di sistema in modo semplice. Con l’ultimo aggiornamento, rilasciato il 22 Marzo di quest’anno, è stata raggiunta la versione 0.40 beta 6 che non porta grandi novità rispetto alle precedenti se non un supporto migliorato per UEFI boot e qualche bugfix. Visto che avevo una macchina con Windows 10 e Debian 8.3 in dual boot in cui, dopo un aggiornamento di Windows (neanche a dirlo), GRUB2 ha smesso di funzionare correttamente, ho pensato quindi di provare questa distro Live e parlarvene in modo approfondito.

Dato che questa è la prima recensione che pubblichiamo qui su lffl da un po’ di tempo a questa parte, prima di cominciare vediamo di fissare i parametri che andremo a giudicare per poter esprimere in numeri (da 0 a 10) la nostra valutazione:

Installazione: valuterò le opzioni di personalizzazione durante la procedura di installazione (o pre-avvio in caso di una distro ad utilizzo esclusivamente Live) e la semplicità del processo, in modo da dare agli utenti un metro di giudizio per capire se il primo passaggio per utilizzare il sistema sia o meno alla loro portata in rapporto al livello di preparazione.

Desktop Environment: durante la recensione utilizzerò sempre il DE di default, questo per poter capire che tipo esperienza “out of the box” abbiano pensato per noi gli sviluppatori e giudicarla al meglio.

Software: sempre nell’ottica di valutare l’usabilità al primo avvio, andremo a vedere l’insieme del software preinstallato nella distro in esame per capire in quale misura sia necessario un intervento da parte dell’utente per avere un’esperienza d’utilizzo quotidiano completa di tutto. In presenza di programmi che rappresentano il “marchio di fabbrica” della distribuzione andremo anche a testarli, almeno nelle loro parti principali e ne forniremo una breve panoramica.

Prestazioni: questo parametro potrebbe non essere presente in tutte le recensioni, questo dipenderà dal tipo di utilizzo previsto per la distribuzione oggetto del test. Per esempio, nel caso odierno non sarà presente, in quanto mi sembra poco utile ai fini della valutazione andare a misurare le prestazioni di una distro che sì e no verrà utilizzata per mezz’ora. In altri casi ove questo parametro fosse significativo, andrò a stimare, ricorrendo anche ad un system monitor dettagliato, i tempi di risposta del sistema e le prestazioni generali in rapporto alle specifiche della macchina utilizzata (che spero sia sempre la solita, ma questo aspetto è ancora in fase di definizione, nel caso di oggi comunque non è un’informazione rilevante).

Supporto: questo parametro non è tanto legato alla distribuzione che gira sulla macchina quanto al supporto che l’utente può ricevere durante il suo utilizzo. Faremo un giro sul sito ufficiale della distro e fare un giro in rete andando in cerca di forum specializzati e guide specifiche per essa. Così facendo un utente potrà rendersi conto se adottando quella distro sarà abbandonato a sé stesso o se potrà contare su una folta community per risolvere i problemi.

Conclusioni e voto finale: una volta esaminati i singoli aspetti daremo un commento ed un voto finale che esprimerà il nostro giudizio di insieme sulla distro oggetto del test.

Detto questo siamo pronti per cominciare con la nostra recensione.

Installazione: parlando di una distro che solitamente si usa soltanto in versione Live non è prevista una procedura di installazione, ma a volte capita che avviando l’immagine da una chiavetta USB ci vengano offerte alcune opzioni per personalizzare il sistema all’avvio, come ad esempio la scelta della lingua e la mappatura della tastiera. Nell’immagine da me testata non è presente nulla di tutto ciò, l’unica cosa che mi viene proposta è una schermata dalla tipica estetica di GRUB in cui posso scegliere se avviare Rescatux in versione da 32 o 64 bit o in alternativa scegliere delle opzioni avanzate di avvio. La mancanza di questi passaggi di impostazione iniziali rende però l’avvio del sistema decisamente veloce, e questo è un aspetto sempre positivo. Niente selezione della lingua e niente mappatura della tastiera dunque, dopo essermene fatto una ragione ho avviato il sistema in versione a 64 bit e mi sono preparato a rispolverare le mie conoscenze di inglese, niente di grave, ma non tutti gli utenti masticano molto bene la lingua d’oltre manica e potrebbero avere qualche difficoltà. Peccato. Punteggio: 7.5

Rescatux-1

Questa è la schermata che ci si presenta al boot

Desktop Environment: una volta caricata l’interfaccia, quello a cui ci troviamo di fronte è una versione modificata di Debian 8 con un LXDE decisamente essenziale (ma che volendo può essere personalizzato dall’apposito menu) ad occuparsi della gestione grafica: abbiamo un singolo pannello con qualche icona ed il menu delle applicazioni, l’orologio, un semplicissimo monitor della CPU ed il pulsante per aprire la finestra di spegnimento/riavvio. Questo minimalismo è ovviamente dovuto al fatto che Rescatux deve poter girare su qualunque macchina per svolgere il suo mestiere senza piantarsi e togliere l’utente dall’inghippo il più velocemente possibile. Niente di più e niente di meno di quello che serve, scelta azzeccata per il contesto dunque. Punteggio: 8.5

Rescatux-2Software: l’applicazione principale di Rescatux e che occuperà la porzione di più grande di questa sezione è ovviamente rescapp, che si occupa di riconoscere gli errori ed i problemi che si presentano in fase di boot e ripristinare l’usabilità della nostra macchina. Questa recensione è nata proprio perché, come detto in precedenza, la mia macchina era affetta da un problema di questa natura, quindi quale pretesto migliore per testare un programma del genere? E’ bene precisare che rescapp si apre automaticamente non appena l’interfaccia grafica finisce di caricare, ma se a voi dovesse accadere diversamente è presente uno script per lanciarla nel desktop. Non appena è pronta, la finestra dell’applicazione si presenta così:

Rescatux-3

Rescapp in azione

Tutto quello che mi è bastato fare è stato cliccare su “Restore Grub” e dopo qualche click per impostare qualche parametro ho dovuto solo attendere pochi secondi e l’applicazione ha finito la sua esecuzione, un po’ scettico sull’effettiva riuscita dell’operazione ho riavviato il PC e, come per magia, GRUB era tornato al suo posto e funzionava tranquillamente. Come potete vedere nell’immagine, le possibilità offerte da questo programma sono veramente tante e non riguardano soltanto il sistema del pinguino, testarle tutte una ad una mi è ovviamente impossibile, ma la parte relativa al mio problema ha funzionato in modo eccezionale.
Ma in Rescatux non c’è soltanto rescapp, quindi ho voluto approfondire un po’ il mio test per vedere se questa distro Live può essere un valido supporto anche per altri compiti, e devo dire che ha superato il test a pieni voti. Oltre alla già citata rescapp, in questa distro è presente un parco software essenziale ma abbastanza completo, nello specifico troviamo iceweasel per navigare in internet, il gestore dei file PCManFM,  xarchiver per lavorare con i file compressi, leafpad per scrivere delle note veloci e il gestore dei pacchetti synaptic per aggiungere altri programmi che possano esserci utili. Per concludere questa parte riguardante il software installato in Rescatux, mi sembra giusto segnalare la presenza al suo interno dell’utilissimo programma per la gestione ed il partizionamento del disco rigido: GParted, una chicca inaspettata e decisamente apprezzabile visto che questo programma ha anch’esso una sua distro Live che ho usato spesso e volentieri in altre situazioni. In questo modo in una sola chiavetta potete avere a disposizione tutto (o comunque la maggior parte) il software di ripristino che serve per sistemare un PC malconcio. Punteggio: 10

Prestazioni: come spiegato ad inizio articolo non mi sono voluto soffermare su questo aspetto in quanto non lo ritengo utile al fine di valutare questa distro. Lo scopo con cui è stata creata Rescatux è quello di risolvere un problema indipendentemente dalla macchina utilizzata e dal tempo impiegato per completare l’operazione, tutto quello che ci si può fare di diverso da questo è in più e quindi che funzioni velocemente o meno non è così importante.

Supporto: mi sono fatto un giretto sul sito ufficiale del progetto e quello che ho trovato è stata una sezione “help” che racchiude svariate guide per effettuare le diverse operazioni che vanno dall’installazione della distro su chiavetta al ripristino di GRUB tramite rescapp. Oltre a questo c’è anche un link al forum ufficiale della community, un canale IRC dove chiedere aiuto, la possibilità di iscriversi alla mailing list con lo stesso scopo ed infine un link alla wiki ufficiale. Tutti questi elementi sono piuttosto ricchi di informazioni e non vi lasceranno alcun senso di smarrimento nel caso in cui aveste bisogno di consultarli. Purtroppo però alcune sezioni non sono ancora complete e quindi non coprono tutte le situazioni che si possono presentare usando Rescatux o le funzioni di rescapp. E’ comunque doveroso dire che questo è un progetto che si trova ancora nello stato di beta e dunque è normale che le sezioni siano ancora in costruzione, quindi non possiamo che complimentarci ed aspettare le novità che arriveranno con le prossime versioni. Punteggio: 9

Conclusioni e voto finale: tutto quello che posso dire dopo aver testato questa distro Live, nata per risolvere diverse magagne più che per offrire una vera e propria esperienza utente, è che ne sono rimasto colpito per l’efficacia e che d’ora in poi nella mia valigetta non mancherà mai una pendrive con Rescatux installata e pronta all’uso. Voto finale: 8.7

Conoscevate già questo potente strumento di ripristino e supporto? Lo utilizzate? Fateci sapere le vostre opinioni! Se volete consigliarci altre distribuzioni GNU/Linux particolarmente interessanti da testare o che vi incuriosiscono segnalatecele con un commento!

  • Massimo A. Carofano

    A quanto apre Rescatux è una di quelle distro da tenere sempre a portata di Boot!

  • scaricherò l’immagine, credo che averla in giro nell’hdd fa sempre comodo

  • Andrea

    Qualche anno fa mi impressiono! Riusc^ a ripristinare il boot di un server con Hd in raid 5 in 2 minuti scarsi

  • rico

    Lo tengo fisso in una pendrive come fosse un kit di pronto soccorso: ripristina il Boot, il MBR, le password di Linux e windows, opera sulle partizioni e formattazioni con Gparted, occupa poco spazio (700MB) e il resto della chiavetta pùo essere usato per normale scambio di file.

  • Matteo D’Alessio

    Bellissima recensione, complimenti. A quanto pare dovrò tenere uno spazietto sulla mia pendrive per questa Rescatux ?

  • Teo

    Purtroppo sul mio notebook in modalità UEFI non s’ avvia proprio, parte solamente se imposto nel BIOS anche la modalità legacy support, ma così facendo non è poi in grado di ripristinare il boot loader sulla partizione EFI, appare un messaggio che invita a riavviare il sistema in modalità UEFI ma come ho detto prima, in questo modo non è in grado di fare il boot…. È un cane si morde la coda !

  • roro

    Rescatux è una live indispensabile per tutti quelli che amano installare svariate distro nello stesso pc…con pochi e semplici passaggi sei sempre padrone della situazione e ripristino boot . Molto utile anche per tutti quelli che vedono windows sparire dopo un’istallazione di debian in dual boot (che poi non sarebbe una gran tragedia) e anche in questo caso Rescatux rimette le cose a posto.

  • Powerbit

    [OT] Ragazzi si può ancora installare pf-kernel o il progetto è chiuso? Peerchè ho problemi di temperatura sul mio hp pavillion DV6, altriemnti ne conoscete uno nuovo più ottimizzato da quel punto di vista del generic?(monto la 14.04 LTS mate). Grazie in anticipo.

  • alex

    Buono a sapersi che esiste questa distro, anche se spero di non averne bisogno… 😀

    Forse solo un pochino inutile in questo caso andare a valutare i vari aspetti della distro, quando alla fine esiste solo per permetterti di avviare il sistema in live ed usare il loro tool rescapp. Comunque buono in generale l’approccio “standard” per la valutazione delle distro, che sicuramente si dimostrerà positivo nelle prossime prove 🙂

  • giovanni

    Prima di tutto complimenti. MI piacciono molto queste recensioni che rispondono a dei parametri di valutazione oggettivi e seguono processi logici. Bravi, bravi,bravi. Poi se servisse a qualcuno volevo segnalare che esistono altre distro per risolvere qualche problema:
    -boot-disk-repair. Si basa su lubuntu
    -systemrescuecd
    -parted magic
    Poi ci sono 2 distro live che anno il tool boot-repair basate su ubuntu 14.04 che penso possano riparare anche il grub di sistemi con uefi, e sono voyager-x2 e pinguyos

No more articles