Ultimamente qui su lffl abbiamo preso a cuore l’obiettivo di rendere, soprattutto per gli utenti alle prime armi, l’utilizzo del terminale più accessibile e dove possibile anche piacevole, questo per fare in modo che tutti coloro i quali si avvicinano per la prima volta al mondo GNU/Linux possano rendersi conto fin da subito di quanto la linea di comando possa essere uno strumento utile, veloce ed affidabile (più nello specifico ne abbiamo parlato qui, qui e qui). Midnight Commander, che andremo a vedere oggi, è un potente strumento che ci sarà utile non tanto nell’utilizzo quotidiano quanto nelle situazioni “di emergenza”.

Con la diffusione sempre più vasta e il progressivo miglioramento dei diversi desktop environment, navigare fra i nostri file è una cosa diventata quantomai semplice, ma ogni tanto possono capitare situazioni in cui il nostro ambiente grafico ci lascia a piedi e l’unico modo di interfacciarci con la nostra macchina è utilizzare il terminale. Situazioni come quella appena descritta possono presentarsi soprattutto quando ci mettiamo a lavorare coi driver grafici o in presenza di qualche errore del sistema e, specie agli utenti meno esperti, ciò causa un panico irrimediabile che sfocia spesso nella rimozione di tutto il sistema (e magari un ritorno in tronco al mondo Microsoft) per risolvere un problema che magari poteva essere eliminato semplicemente cancellando o spostando un file salvato in una qualche cartella. Come tutti sappiamo, muoversi fra le cartelle, spostare, copiare e rimuovere file sono operazioni piuttosto semplici per gli utenti più navigati, ma sicuramente più ostiche per chi non ricorda i comandi bash di base, come può essere un utente alle prime armi. In questi casi avere un semplice file explorer/manager da utilizzare all’interno del terminale può rappresentare un buon appoggio per compiere le suddette operazioni e per permettere a chi non ha molto chiara la struttura del proprio sistema di non perdere la bussola. Se anche voi (come me) vi ritrovate spesso a dover affrontare questo tipo di problemi, Midnight Commander è sicuramente un programma che fa al caso vostro. Quello che fa questo semplice software open-source è fornirvi un file manager a due finestre all’interno del terminale, permettendovi di gestire in tutta tranquillità la navigazione all’interno del sistema. Vediamo insieme come installarlo ed utilizzarlo:

Installazione di Midnight Commander

Questo passo è estremamente semplice in quanto il programma dovrebbe essere disponibile nei repository ufficiali di un sacco di distribuzioni, potete installarlo quindi utilizzando il gestore dei pacchetti per il vostro sistema cercando il paccheto “mc“. Per le distro Debian/Ubuntu based il comando sarà quindi il seguente:

$ sudo apt-get install mc

Nello sfortunato caso in cui il software non dovesse essere disponibile nei vostri repo è comunque possibile installarlo scaricando i sorgenti qui (il primo file proposto dovrebbe andare bene) e compilandolo manualmente (se non sapete come fare trovate a questo indirizzo la nostra guida sull’argomento).

Interfaccia ed utilizzo

Una volta installato possiamo lanciarlo semplicemente digitando il comando:

$ mc

Eventualmente preceduto da sudo se volessimo usarlo con i privilegi di root. Una volta lanciato, la schermata che ci si presenterà sa qualcosa di simile:

Midnight Commander-1

Come potete notare la nostra finestra del terminale è piuttosto ricca di informazioni, tuttavia per nulla complicate da interpretare; analizziamole insieme:

  • La parte in blu più scuro è composta dalle due finestre (inizialmente identiche) che ci forniscono le informazioni su tutte le cartelle presenti all’interno della nostra /home , all’inizio il cursore sarà posizionato su quella di sinistra, potremo spostarci in su o in giù utilizzando le frecce, passare da una all’altra premendo il tasto TAB ed aprire la cartella selezionata con il tasto Invio, in questo caso la finestra in uso cambierà mostrandoci il contenuto della directory aperta.
  • Subito sotto alla due finestre di navigazione troviamo due linee del terminale “classico”. La prima ci fornisce dei consigli su come utilizzare al meglio Midnight Commander, la seconda invece è a tutti gli effetti una linea di comando standard e ci rende possibile utilizzare alcuni dei consueti comandi che digitiamo quando usiamo il terminale liscio, inoltre, lanciando i comandi al suo interno, la finestra blu su cui si trova il cursore cambierà mostrandoci il risultato del comando da noi utilizzato (oltre che per l’utilizzo standard questo modo di interagire può rivelarsi un buon banco di esercizio per i neofiti che vogliono imparare ad utilizzare il terminale).
  • Altro elemento importante da tenere in considerazione sono le piccole “schede” azzurre sul fondo. Esse rappresentano i comandi principali che si possono utilizzare per interagire con il programma e sono utilizzabili premendo il tasto alt in combinazione con il numero corrispondente al comando desiderato. Senza addentrarci troppo nei dettagli vi segnalo che con il comando “modifica” possiamo andare ad editare un file di testo, ma prima di aprirlo saremo invitati a selezionare, sempre tramite la pressione di un tasto numerico, l’editor di testo che vogliamo utilizzare per effettuare le modifiche, il che risulta davvero molto comodo!

Non vediamo nel dettaglio il piccolo menu in alto in quanto presenta solo alcune piccole opzioni di personalizzazione che non sono fondamentali ai fini dell’utilizzo di Midnight Commander.

Questo è quanto, speriamo che questo programma possa essere utile tanto ai nuovi arrivati quanto ai più esperti e che possa rendere il vostro utilizzo del terminale sempre più piacevole e gratificante. Se avete dei dubbi o delle perplessità non esitate a chiedere con un commento!

  • Teo

    Bravi ragazzi, ottimo articolo !

    • Leonardo Bertazzolo

      Grazie mille! 🙂

  • El Ninho

    bravi ragazzi, con questi articoli diminuiranno gli utonti 🙂

  • Ottimo, anche se continuo a preferire ranger come fm da terminale

  • Samael

    Midnight è veramente eccellente, ma alla fine ho smesso di usarlo. Idem ranger, Thunar, Nautilus ecc.

    Non me ne faccio di nulla di un file manager, perché preferisco usare direttamente le utility UNIX dalla shell.

    • gabriele tesio

      Samael il power unix user.

      • Samael

        Più che power unix user è semplicemente una questione di praticità.

        Usando dwm ed avendo sempre aperto urxvt, mi risulta scomodo aprire Midnight e fare le stesse cose che farei con le utility del sistema.
        Alla fine un fm in un ambiente CLI ha un’utilità del tutto marginale.

        • El Ninho

          Si e vero, quando sei un utente avanzato questi strumenti danno un po di intralcio.
          ma per chi si avvicina al terminale danno una grossa mano di aiuto

          • Samael

            Sì, assolutamente, la penso allo stesso modo.

          • alex

            Carino byobu, non lo conoscevo 🙂

        • gabriele tesio

          Guarda, a me usare il terminale piace, però lo uso più che altro per installare/aggiornare/rimuovere software usare qualche applicativo tipo tlp e un po di programmazione con nano, ma senza file manager mi troverei come minimo un po spaesato 🙂

          • Samael

            Questione di abitudine, te lo garantisco. 😉
            All’inizio anch’io avevo il tuo stesso problema.

            Ricordo che passai da Fluxbox ad AwesomeWM. All’epoca usai Awesome 2 perché la 3.x – che era basata su lua – richiedeva la ricompilazione di alcuni pacchetti Slackware. E onestamente non mi andava di farlo.
            Misi compiz-deskmenu per aprire un menu a tendina col tasto destro del mouse e poi tenevo installato Thunar che lo facevo partire come demone nello .xinitrc.
            Avevo Mousepad come editor e varie applicazioni grafiche.
            GNU nano era anche il mio editor all’epoca.

            Poi però alla fine cominciai ad interessarmi ad ncurses. Era il fascino di UNIX che mi stava seducendo. xD
            E da lì cominciai ad usare sempre di più il terminale. Da GNU nano passai a VIM (e poi al VI tradizionale, prima con elvis, poi con il vero ex-vi, poi nvi su FreeBSD e poi di nuovo con elvis), eliminai mousepad, sostituì XFCE-Terminal con urxvt e scoprì ranger.

            Nel frattempo cominciai ad usare FreeBSD e lì ranger non c’era ancora nei ports.
            Così installai Midnight Commander e lo usai per un po’, sennonché senza nemmeno accorgermene cominciai ad usare spontaneamente le utility UNIX.
            Davvero, lo facevo inconsciamente. Anziché aprire urxvt e digitare mc, andavo direttamente di cp, mv, ln, vi ecc.
            Alla fine mc rimase lì a marcire per un pezzo, finché non decisi di eliminarlo in quanto mi resi conto che ne potevo fare sinceramente a meno.

            Poi successivamente ho scoperto byobu e me ne sono innamorato. Non avevo mai usato GNU screen o tmux intensivamente, ma con byobu ne sono diventato dipendente.
            Morale della favola? Oggi urxvt+byobu+zsh+utility UNIX sono la mia configurazione principale.

            Naturalmente uso ancora applicazioni grafiche, tipo gcolor2 che uso per ottenere il codice HTML dei colori che applico nella configurazione di dwm, o Firefox o Skype.
            Però i file manager sono l’ultima cosa di cui ho bisogno.

            Ah, naturalmente sono tornato a VIM che oggi uso insieme al set di plugin VIM-IDE. Elvis lo uso ancora in caso di emergenza.

          • Arch_Stanton

            ciao pure io mi rispecchio molto in te… dopo anni di openbox sono passato a wmii e proprio ora con i3…
            in quanto al file manager… uso cd/ls/rm questi 3 comandi mi bastano per fare TUTTO ciò di cui ho bisogno io… forse anche cp in rari casi….
            thunar ancora installato c’è si, ma non mi servirebbe a nulla sinceramente…

            in quanto a nano, no purtroppo mi sto ancora troppo comodo con nano.. e non lo cambierei mai con vim….

            come distro dopo anni di debian (sono convinto ancora sia la più stabile) sono passato ad arch solo per l’aur….e per la velocità nelle operazioni confronto a debian…

          • Samael

            Io VIM cominciai ad usarlo forzatamente. Mi obbligai a passarci perché sapevo benissimo che su UNIX lato server o in sistemi veramente minimali era molto più facile trovare vi che altro.
            Quindi alla fine pensai bene di cominciare ad impararlo per poter stare sempre tranquillo.
            Poi però ho cominciato ad abituarmi ed ho continuato ad usarlo come mio editor predefinito.

            Arch è stata la mia distro anni fa, ai tempi in cui non c’era ancora systemd, si installava con l’Arch Installation Framework e c’erano ancora le iso core e netinstall, entrambe a singola architettura. 🙂
            La usai per poco tempo, prima di passare a Slackware. E da lì non me ne sono più andato.

          • Arch_Stanton

            ma slackware è quella che devi compilare ogni dipendenza ogni volta vero?

            non intendo provarla aahahh

          • Samael

            Ho dovuto rifare il commento perché è caduto in moderazione.

            Beh, Slackware parte già di default con un set di librerie vario, quindi molte delle dipendenze di base sono già risolte.
            Inoltre, progetti come SlackBuilds_org mettono sempre in evidenza le dipendenze, ed i tool come sbopkg offrono la possibilità di gestire le code, quindi se è vero che tecnicamente non hai la risoluzione automatica, all’atto pratico non ne senti la mancanza.

  • Box2Tux #LinuxITA

    Da ora in poi dovreste dividere i comandi di apt in due parti. Una per ubuntu 16.04 e precedenti con apt-get e una per ubuntu 16.04 con apt

    • El Ninho

      cmq apt-get funziona ancora sulla 16.04, ti avverte solo che è meglio usare apt

      • Box2Tux #LinuxITA

        Perchè apt è meglio. È piú veloce

        • gabriele tesio

          da totale ignorante, qual’è la differenza tra apt e apt-get?

          • Box2Tux #LinuxITA

            La sintassi è la stessa, invece di apt-get install, diventa apt install.
            Migliora l’efficienza e la velocità, nel rimuovere,aggiornare ed eliminare i vari pacchetti

          • cambia anche che per fare la ricerca non devi più fare
            apt-cache search nomepacchetto

            ma basta fare
            apt search nomepacchetto

            usare apt-cache poteva creare un po di confusione visto che normalmente si usa apt-get per fare update, installazione disinstallazioni ecc… e quindi apt-cache era scomodo e più difficile da ricordare

          • Fighi Blue

            scusa ma anche io sono ignorante, apt (nuovo) è stato sviluppato da ubuntu?

          • non saprei, stavo testando ubuntu 16.04 in live e l’ho trovato per caso perchè usando apt-get mi veniva consigliato di usare apt e devo dire che è molto ma molto meglio.
            apt-get mi ha fatto sempre schifo

          • Fighi Blue

            da quello che ho letto anche debian lo introdurrà…allora non penso sia una cosa solo di ubuntu

        • oltre ad essere più veloce ho visto con piacere che ha un outpud decisamente molto più pulito e chiaro da vedere, apt-get è un casino, non si capisce niente li dentro.
          apt è molto più simile a pacman, come pulizia, invece la velocità devo ancora testarla

          • Box2Tux #LinuxITA

            L’ho testato oggi, che ho installato ubuntu 16.04. Hai ragione, ora ha anche una progressbar.

        • El Ninho

          si senza d’ombra di dubbio, ma le guide funzionerebbero ugualmente con apt-get

  • Simone Padovan

    provate ranger! gentooisti ed arcieri (smanettoni insomma, o tecnici smanettoni con qualche ora libera di troppo come nel mio caso) si trovano bene con ranger, è VIM style e di conseguenza molto + nerdy di MC

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