Forse non molti di voi conosceranno il browser Vivaldi, un nuovo programma per la navigazione web che promette una navigazione più intelligente e produttiva grazie a diverse funzioni che lo rendono abbastanza diverso dai suoi concorrenti attualmente disponibili sul mercato, tanto per citarne un paio, segnaliamo la possibilità di personalizzarlo in quasi ogni singolo aspetto e la presenza di alcune gestures effettuabili con il mouse.

Lo sviluppo di questo promettente browser è cominciato circa un anno fa ed è il frutto del lavoro di un’azienda chiamata Vivaldi Technologies, creata da Jon Stephenson von Tetzchner, ex co-fondatore della Opera Software, madre dell’omonimo e celebre browser web. Nella giornata di oggi Vivaldi web browser ha finalmente raggiunto il traguardo della versione 1.0 ed è pronto a mostrarsi al mondo con tutte le sue interessanti proposte. Oltre alle caratteristiche già viste ad inizio articolo, Vivaldi 1.0 offre la possibilità di avere dei collegamenti rapidi ai siti specificati dall’utente sempre disponibili all’interno di qualsiasi scheda, diverse opzioni per gestire la navigazione in schede e diverse altre funzioni molto interessanti.

vivaldi-1

Per quanto riguarda gli aspetti leggermente più tecnici vi segnaliamo che il programma gira con il motore di layout Blink di Google e che, purtroppo, non è open-source.

Per concludere vi segnaliamo che Vivaldi 1.0 è disponibile per Windows, Mac e anche per Linux pacchettizzato come .deb e .rpm sia in versione da 32 che da 64 bit. Per chi volesse dare una chance a questo nuovo prodotto, che almeno a me è piaciuto molto, può scaricarlo a questo indirizzo.

E voi proverete questo nuovo browser? Fateci sapere le vostre impressioni con un commento!

[Fonte]

  • Falegnamino

    Peccato che non ci sia anche il codice sorgente disponibile al download.

  • Io lo proverò sicuramente, cosa che nel mondo Linux verrà criticata molto perché induce a scaricare un pacchetto al di fuori dei repo…

    • ancora peggio, un pacchetto di cui non si conoscono i sorgenti, niente build riproducibili, compilato staticamente e senza repository.

      Cioè non sai che fa, non sai cosa hanno aggiunto a blink, le librerie su cui si basa non si possono aggiornare (nemmeno in caso di vulnerabilità note) e non si aggiorna automaticamente (cosa importante per qualcosa sensibile e a rischio come browser).

      • Samael

        Questo lo sai che è FUD, vero? FUD al pari del Get the Facts di Microsoft.

        Un software closed source non sai che fa, e allora? Mi stai dicendo che tu sai che cosa fa il tuo OS open source? Mi stai dicendo che TU PERSONALMENTE fai auditing di tutto il codice del kernel, dello userland, della toolchain, ecc?
        Ti rispondo già io: non lo fai. E no, non mi rispondere con scuse del tipo: è open source, quindi c’è sempre qualcuno che guarda, perché non è una scusa valida.
        Quello che tu fai è affidarti ad un’altra persona. Persona che potrebbe avere interessi del tutto differenti dai tuoi. Ed è esattamente ciò che si fa nel closed source. Ci si affida a terzi. Senza contare che la storia dell’open source che è più sicuro perché non è soggetto a security through obscurity è una balla che Heartbleed ha smentito completamente due anni fa.
        La sicurezza basata sull’offuscamento può essere fatta anche nel software open source; basta non divulgare di aver scoperto una falla e sfruttarla per i tuoi porci comodi, come ha fatto l’NSA con Heartbleed e poi far finta di scoprirla quando non ti è più utile. Oppure basa pagare qualcuno dei committer per mettere falle nel codice di un OS, come si ipotizzò nella famosa storia riguardo le presunte backdoor governative in OpenBSD.
        La verità è che non esiste sicurezza che non sia violabile, e l’avere o meno un sorgente non garantisce niente di tutto questo. Né in un senso e né nell’altro. Questo perché la pericolosità di un software non sta in quante falle
        sono state effettivamente scoperte come molta gente qui dentro pensa, ma nel numero e nella gravità delle falle che NON sono
        state individuate e di cui non è possibile una reale quantificazione.
        Open Source vs Closed Source non è una questione di sicurezza, ma di costi ed evolvibilità a lungo termine.

        Sul fatto di non conoscere i sorgenti, Vivaldi mette i sorgenti di quasi tutto il browser a disposizione, escluse alcune parti che rimangono closed source.
        In sostanza segue il classico modello di sviluppo misto che fanno tutte le big dell’IT di oggi: open source + parti closed source per dare valore aggiunto.
        La stessa cosa che avviene su Java, .NET, Visual Studio Code e tanti altri software.

        Sul fatto di essere compilato staticamente, non mi risulta. I binari di Vivaldi sono tutti linkati dinamicamente. Tra l’altro cosa c’è da linkare staticamente, dato che stiamo parlando di un browser web che usa Blink?
        E con questo decade anche la storiella del: non posso aggiornare le librerie!
        Questo tralasciando il fatto che fino a prova contraria la compilazione statica o quanto meno dinamica con le dipendenze in bundle è il metodo più efficace per il deploy di un software, e che il metodo fallato è quello con le dipendenze a ragnatela delle distro Linux.

        Per quanto riguarda la mancanza di aggiornamenti automatici. Ne sei sicuro?
        Esistono i repository ufficiali per RPM e DEB.
        RPM: h t t p s : / / repo . vivaldi . com / archive / rpm /
        DEB: h t t p s : / / repo . vivaldi . com / archive / deb /
        Una volta che il package manager li ha registrati, cosa gli impedisce di aggiornare automaticamente come per il resto del software linux?

  • Stefano Cocchi

    Sempre interessantissimi e di qualità i vostri articoli, maaa….mi ha colpito di più quel “widget”(?) laterale con tutti i dati del pc che si vede nel vostro screenshot…non è che potreste dirmi come si chiama e dove trovarlo? 😀

    • theShort

      Si chiama Conky e si trova in quasi tutti i repo delle distribuzioni Linux.

      • Stefano Cocchi

        Grazie mille! Ricordo che ne avevo sentito parlare molte volte, provai ad installarla su Xubuntu ma senza risultato eppoi lasciai perdere. Ora ricontrollo di avere tutte le dipendenze apposto 😛

    • Leonardo Bertazzolo

      Per quanto possa somigliare a conky nel mio caso non è lui, questo è un tema per superkaramba (tipico di kde) che si chiama semplicemente system monitor

  • Jorge Blanco

    lo uso oramai da qualche mese, in versione beta, ed è diventato il mio browser pricipale. Si riescono anche ad installare gli add on del chrome web store. Molto comoda la possibilità di spostare la barra dei segnalibri sulla destra, anzichè solo a sx come firefox. Si possono anche affiancare due siti, e prendere note al volo…poi ci sono le gesture con il mouse per compiere azioni…insomma..mi spiace che non sia open ma lo trovo veramente ottimo…molto veloce e da provare assolutamente..

  • NerdissimoPC

    Lo provato sul mio Windows 10, sta sotto i 50MB di memoria, è leggerissimo.
    In effetti volevo cambiare un po’, ma non posso fare a meno di Firefox, ho un sacco di pagine web salvate in formato MAFF.

    • ancora peggio, un pacchetto di cui non si conoscono i sorgenti, niente build riproducibili, compilato staticamente e senza repository.

      Cioè non sai che fa, non sai cosa hanno aggiunto a blink, le librerie su cui si basa non si possono aggiornare (nemmeno in caso di vulnerabilità note) e non si aggiorna automaticamente (cosa importante per qualcosa sensibile e a rischio come browser).

    • luca ciccotelli

      firefox è firefox 😉 cmq al primo tentativo di installarlo su windows 10 64bit, errore: “Impossibile scaricare chrome”… passiamo avanti…

  • mahh, non sembra male, ma se fosse stato opensource lo avrei pure provato.

    grazie ma rimango a firefox, rilasciate i sorgenti e forse ci penso

    • Sorgiva

      Ho messo il link sopra se ti interessa ancora.

      • si ma il browser non è open source, solo alcune componenti (quelle prese da chromium lo sono) il resto è tutto proprietario

        • Sorgiva

          Ho solo messo il link ai sorgenti indipendentemente dal fatto che siano protetti da licenza proprietaria o meno.

        • Samael

          E dici poco?
          Blink è praticamente tutto il browser web. Solo alcune parti sono closed source.

  • Franco

    Browser? Io, indipendentemente dall’uso che ne faccio, non oserei mai e poi mai (nemmeno se mi pagassero) chiamare browser quello che invece è il solito nuovo “software involucro” di blink.

    • Samael

      Vivaldi sarebbe stato un progetto interessante se avesse adottato il motore di rendering Presto, che usava Opera prima di lasciarlo per Blink/WebKit.

  • Powerbit

    Non male su linux. Diventerà il mio secondo dopo firefox che in questi giorni mi sta usando troppa cpu.. Vediamo come procede lo sviluppo e se rilasciano il codice..

  • Sorgiva

    Per chi usa Arch è disponibile direttamente sia sul repo di Antergos che su AUR.
    Naturalmente concordo anche io sul fatto che non può trattarsi di un nuovo prodotto, essendo solo un tema grafico di contorno al lavoro fatto da google e compagnia bella.

    PS – I sorgenti sono ben visibili al seguente link:
    https : // vivaldi . com / source

  • Marcantonio Manicone

    Non male.. Aspetto il rilascio per Android

  • Alessandro Giannini

    A me sembra ancora un po’ immaturo, sotto windows 10 Pro a 64 bit mi ha dato diversi blocchi, sotto linux non l’ho ancor provato

  • Da vecchio, vecchissimo utente di Opera non posso non apprezzare il “Concept” di Vivaldi. Mi piace e mi sono subito trovato a mio agio. Detto questo è ancora un pochino immaturo, L’avvio è lento, quando ci sono molte schede aperte è un pochino scattoso.
    Questo su un laptop con I3 ed 8 Giga di Ram, sul mio pc personale a casa, che è una macchina decisamente potente invece non è scattoso ma questo non è accettabile, alla fine parliamo di un browser…
    In ogni caso continuerò ad usarlo, sono certo che maturando diventerà un ottimo browser.
    Piccola nota, lo uso in ufficio ed a casa dal giorno del lancio, quindi tante ore al giorno ed ho avuto un solo crash.

  • Pingback: Vivaldi 1.1 passa a Chromium 50 e richiede OS più recenti - Lffl.org()

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