Cari utenti rieccoci con la seconda parte della guida, se vi siete persi la prima parte potete trovarla cliccando qua.

Nella prima parte vi ho parlato della shell, del terminale, abbiamo visto il comando “man” (per accedere al manuale), il comando “ls” (per mostrare tutti i file presenti in una directory) e il comando “touch” (per creare un file).

Tips & Tricks

Il primo comando di cui vi voglio parlare in questa guida è decisamente intuitivo, scrivendo infatti sul terminale “clear” dopo che l’avete usato per altre istruzioni, automaticamente il terminale viene ripulito, questo trucchetto è molto comodo per avere sempre la shell chiara e ben leggibile.

Un’altra cosa che vi faccio notare, se non ve ne foste accorti, è che una volta dato un comando questo resta salvato in memoria e per invocarlo basta cliccare ripetutamente “freccia su” per cercarlo e “invio” per eseguirlo, questo vi eviterà di scrivere ripetutamente le stesse identiche cose.

Nuovi comandi

Ci eravamo lasciati con il comando touch, ora vediamo altri comandi interessanti.

  1. create un file (touch nomefile);
  2. rimuovetelo dando ” rm nomefile “;
  3. controllate con “ls” che la cancellazione sia andata a buon fine;

Proviamo ora a creare una cartella usando ” mkdir nomecartella “.

Prima di proseguire con la lettura provate a capire da soli cos’ho fatto nella screen qui sotto.

1_ seconda parte

Creazione e rimozione di un file.

Mi sono spostato sul desktop, ho creato la cartella prova, sono entrato nella cartella prova, ho creato il file ‘lffl”, ho verificato col comando “ls” che il file fosse effettivamente presente, ho rimosso il file controllando ancora una volta con “ls”.

…e per eliminare la cartella?

partendo da zero: mi sposto sul desktop ed entro in prova per verificare che la cartella esista, successivamente il comando “cd” mi riporta nella directory principale, ritorno nel desktop e uso il comando ” rmdir nomecartella “, controllo infine con “ls“: effettivamente sul desktop non ci sono più file.

NOTA: quando si usa rmdir, il generico comando da imporre è “rmdir /percorso/completo/alla/cartella/da/eliminare”. Chiaramente se ci si sposta nella directory corretta è sufficiente imporre “rmdir nomecartelladaeliminare” come mostrato sotto.

E’ fondamentale che cancelliate una cartella quando vi trovate nella sua directory, dando “rmdir nomecartella” in una directory qualunque otterrete un messaggio d’errore.

2_ seconda parte

Rimuovere una cartella

Se siete amanti delle sottocartelle e non vi ricordate più in che sotto-directory siete entrati, niente paura:  usando il comando “pwd” verrete informati della vostra posizione.

Scrivere su file, leggere un file.

Riportatevi sul desktop e create un file da zero. “touch pippo“. Ora vogliamo scrivere qualcosa in questo file, chiaramente da terminale, come fare?

Il comando da usare è “echo “testo” >> nomefile “, dove testo è quello che volete scrivere, come vi mostra la screen sottostante:

3_ seconda parte

Scrivere su file, leggere da file.

Dopo aver scritto sul file ho usato il comando “cat” per andare a leggere il contenuto del file. Se volete saperne di più vi ricordo l’uso di “man” –> “man cat “.

Creazione e rimozione di un direttorio

creare una struttura articolata di direttori:
mkdir atomo
mkdir atomo/nucleo
mkdir atomo/nucleo/particelle

provate a rimuovere il direttorio atomo: “rmdir atomo
il comando precedente non funziona perchè la cartella atomo contiene a sua volta dei direttori. Come fare? per rimuoverlo occorre utilizzare la ricorsione: “rmdir -p atomo/nucleo/particelle”
NOTA: per ottenere lo stesso risultato si puo utilizzare rm -r atomo, ma rmdir -p permette di cancellare singoli rami di un albero di direttori.

4_ seconda parte

creazione e rimozione di un direttorio.

Per la seconda parte è tutto, abbiamo aggiunto un po’ di comandi nuovi e ora tocca a voi provarli. Attendo vostre domande, dubbi e soprattutto suggerimenti!

  • gabriele tesio

    Ottima continuazione, solo una cosa, nelle prime due foto la “d” di mkdir e rmdir si sovrappone alla lettera precedente, mentre non lo fa nella terza foto, è un bug di quel terminale?

    • Matteo Gatti

      la realtà è che il terminale è lo stesso, semplicemente dal mio account “user” che è quello predefinito (terza foto) ho creato un altro account ” matteo_lffl” (uguale identico) da dedicare a queste prove ma, non so proprio perchè, il terminale mi fa quello scherzetto li (ho smanettato un po ma non sono riuscito a risolvere). D’ora in poi usero’ sempre l’account “user” come nella terza foto.

      • El Ninho

        una soluzione potrebbe essere una macchina virtuale con ubuntu installato.

  • sbaragnaus

    Grazie per la seconda parte della guida.

    Una domanda: scrivete che per capire in quale sottocartella ci si trovi è necessario il comando ““pwd nomecartella”. In realtà quello giusto non è il semplice “pwd”?

    • Matteo Gatti

      si è esattamente la stessa cosa, funzionano entrambi, se dai “pwd cartellaincuititrovi” restituisce la directory

  • DEMOCRATICO

    Assomigliano ad alcuni appunti che conosco..magari di un certo professore di Parma? Oppure fatti te? 😀

    • Matteo Gatti

      unipr anche te :)?

  • Giusto qualche precisazione:
    1) ho visto che avete corretto la storia del pwd cartelladovemitrovo anche perché era da matti chiedere al sistema sai dirmi dove mi trovo se sono in /home/user/miacartella , senza contare che il comando pwd cartellachemiinvento da solo il risultato di pwd quindi è proprio concettualmente errato questo perché PWD è una env vars e il comando pwd non fa altro che eseguire echo $PWD. Esiste inoltre una variabile sempre env che si chiama OLDPWD e vi dice la cartella precedente nella quale eravate e per visualizzarla echo $OLDPWD, questa env var viene utilizzata dal comando cd – che equivale a cd $OLDPWD.
    2) rmdir nomecartella è sempre errato, o meglio non è mai opportuno utilizzare il comando in questo formato la sintassi esatta sarebbe rmdir /percorso/completo/alla/cartella in alternativa si può utilizzare il percorso relativo ad esempio rmdir ./sottocartella1/sottosottocartella notare che ./ sta ad indicare il punto in cui ci si trova.
    3) Quando si fa una guida sarebbe opportuno mostrare pochi comandi ma con tutte le potenzialità, ad esempio quando parli di mkdir atomo , mkdir atomo/nucleo, mkdir atomo/nucleo/particella diviso in 3 fasi dovresti puntualizzare che si può utilizzare il comando mkdir -p atomo/nucleo/particella che costruisce l’intera alberatura, questa credo sia una nozione molto utile piuttosto che dire come creare sottocartelle in 7 comandi.

    Se si mira a un target di utenza non esperto come nel caso di queste guide si deve pensare a illustrar loro non solo le basi ma anche le alternative al fine di ottimizzarne le conoscenze non solo di limitarsi a raccogliere informazioni che si trovano ormai ovunque.

    • Matteo Gatti

      1) d’accordissimo
      2)certamente bisogna passargli la directory se si vuole cancellare una cartella specifica, è chiaro che per un uso di base funziona esattamente come scritto nell’articolo, siamo solo agli inizi della guida 🙂
      3)chiaramente il comando che fornisci tu è più efficace, ma ho preferito andare per punti in modo da spiegare intuitivamente come funziona (mettiti nei panni di uno che non ha mai provato!). Spiegare tutte le funzionalità di un comando in un articolo sarebbe una cosa infinita (per quello c’è il manuale!), l’obiettivo qui è dare l’input, poi ognuno deve cercare di fare un upgrade delle conoscenze in maniera individuale, capisci anche tu che non è possibile spiegare tutto con qualche articolo e soprattutto la richiesta era partire dalle basi, e cosi’ sto cercando di fare, ovviamente si puo’ sempre fare di meglio:)

  • Mirko185

    Ehm.. per quale motivo vi è nell’immagine dell’anteprima la formula chimica della Finasteride? (propecia) 😀

  • gianfranco

    Salve.Volevo segnalare questo video corso in 3 parti sull’uso del terminale.Io x ora ho visto solo la prima parte,ma mi sembra interessante e spiegato bene.Magari a qualcuno può servire

  • Pingback: [GUIDA] Impariamo a usare il terminale - terza parte - Lffl.org()

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