Di recente siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un nuovo progetto su GitHub chiamato: GNOME Without Systemd , che promette di fornire agli utenti delle distribuzioni GNU/Linux Gentoo e Funtoo un’esperienza systemd-free del desktop environment GNOME.

Il progetto, che di fatto rappresenta una collezione di informazioni utili per poter installare GNOME senza il tanto discusso gestore dei servizi di sistema, è stato messo in piedi da Dantrell B. (un noto contributor delle distro in questione) ed ha aperto i battenti nella giornata del 16 Aprile.

Per fornire agli utenti finali l’esperienza d’uso di GNOME desktop promessa, al posto di systemd vengono usati: l’init system OpenRC, il framework ConsoleKit per definire e tracciare le sessioni utente e di login ed anche UPower congiuntamente alle pm-utils per la gestione energetica.

gnome gentoo e funtoo-1

Lo sviluppatore si è espresso riguardo al progetto con queste parole: “Se cercate informazioni su questo argomento (GNOME senza systemd. NdR) in posti diversi dalle mie contribuzioni ufficiali per Gentoo e Funtoo scoprirete che nella maggior parte dei casi sono totalmente sbagliate, quindi lasciatemi ribadire che ciò è necessario per avere l’esperienza di GNOME completa senza systemd.”

Quindi se utilizzate Gentoo o Funtoo come vostro sistema operativo ed odiate systemd vi consigliamo di dare un’occhiata alle istruzioni che vengono fornite dal progetto “GNOME Without Systemd“, la cui pagina ufficiale si trova qui.

Attualmente le versioni del famoso DE supportate sono la 3.14, 3.16, 3.18 e 3.20, anche se a quanto pare per le versioni superiori alla 3.14 c’è ancora qualcosa da sistemare affinché funzioni tutto a dovere. Purtroppo non abbiamo modo (almeno al momento) di testare se le procedure descritte sul sito funzionano e perciò non possiamo garantirvi che utilizzando tali guide avrete un’esperienza GNOME completa senza systemd, quindi installate a vostro rischio e pericolo.

Se avete voglia di condividere le vostre impressioni o avete modo di effettuare un test condividete con noi la vostra esperienza con un commento!

[Fonte]

  • questo systemd lo odiano proprio tanto 🙂
    in parte posso capire, un software solo che fa praticamente tutto, non è proprio parte della mentalità KISS, però se alla fine funziona bene, o addirittura meglio, all’utente finale non gli interessa niente se sta usando systemd o altro

    • Samael

      In realtà l’idea che faccia tutto è più un luogo comune, derivato dal fatto che Lennart e gli altri hanno avuto la brillante idea di chiamare il gestore dei servizi come il progetto.
      Io avrei lasciato systemd come nome generale, ed il gestore dei servizi l’avrei chiamato serviced, così come hanno fatto per il gestore dei log (journald), per il gestore di sessioni (logind) ecc.

      systemd è semplicemente una suite che fornisce utility per amministrare GNU/Linux. E tra le normali cose tipiche dell’amministrazione c’è anche la gestione dei servizi.
      Molta gente pensa che, siccome sia il gestore dei servizi che il progetto si chiamino entrambi systemd, tutto giri in PID1 ed “il nuovo INIT” faccia cose che non gli competono.

      Comunque la preoccupazione vera che queste distro hanno nei confronti di systemd è che con esso scomparirà molta diversità e si procederà verso una convergenza totale del sistema operativo, al punto che di fatto scomparirà l’idea stessa di distribuzione come la intendiamo noi, perché all’atto pratico l’unica cosa che rimarrà a differenziarle sarà il package manager, che sta già intanto affrontando una fase di transizione verso soluzioni differenti e indipendenti.

      • mah sinceramente non mi dispiacerebbe vedere anche un po di “convergenza” tra le varie distribuzioni

        • Samael

          Sì, assolutamente. Anch’io condivido la stessa idea.

          Senza contare che systemd ha effettivamente portato coerenza anche a livello di configurazioni.
          Tutti i file di configurazione, servizi ecc. condividono la stessa sintassi: INI.
          Quindi alla fine tutto diventa più coerente e pulito, oltre che sicuro dato che c’è molta meno logica di parsing implementata nelle singole utility.

    • cristianpozzessere

      Per l’utente finale no…ma tanti sistemisti (molto meno i giovani)non la trovano la soluzione ideale .

      comunque fatti un giro su la wiki di ” without-systemd (punto)org .”

      • alex

        “ma tanti sistemisti (molto meno i giovani)non la trovano la soluzione ideale” per lo più sono quelli ancorati alle cose che già sanno, e non hanno voglia di cambiare su cose che per loro già funzionano bene. Per dire, ho amici sistemisti che lo amano systemd perchè gli ha facilitato molte cose, evidentemente un po’ particolari, che prima li obbligava a vie molto incasinate e troppo creative.

  • Gambit

    Ma c’è davvero chi USA Gnome3?

    • prokopios

      Secondo me, al massimo, usano Cinnamon.

      • Gambit

        Cinnamon se non sbaglio non richiede systemd

  • giocitta

    Io lo uso da qualche tempo senza sostanziali problemi nella configurazione generale più avanzata: partizione unica criptata; lvm; Gentoo openRC con secure boot e Windows 10 (che tengo per gli amici…); boot da pennetta EFI per garantire una doppia sicurezza (passwd per la decriptazione e passwd per l’accesso); Gnome 3.20 (preferisco di gran lunga kde-plasma, ma tant’è: ho voluto provare e sono rimasto lì). Mi sono basato sulla guida di Sakaki e sulla variante di dantrell (entrambi persone più che squisite). Consiglio a tutti l’esperienza altamente formativa di seguire con attenzione la Sakaki’s EFI Install Guide e scegliere i repository di dantrell onde poter usare Gnome con openRC.

    • cristianpozzessere

      Un pò fissato per la sicurezza XD. Comunque ottima guida.
      Ma non mi è mai piaciuto Gnome 3.

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