Non molto tempo fa (più precisamente qui) vi abbiamo parlato del rilascio di GNOME 3.20, che con questa nuova versione si porta dietro un sacco di novità interessanti, in particolare ricordiamo i miglioramenti a Wayland, gli aggiornamenti delle GNOME apps e la possibilità di gestire gli shortcut da tastiera e le gestures.

Come sicuramente saprete (e vi avevamo anticipato nell’articolo linkato all’inizio)  le distribuzioni GNU/Linux che per prime hanno fornito un’anteprima della nuova versione del tanto apprezzato DE sono state Fedora 24 Alpha e Parsix GNU/Linux 8.10, che verranno rilasciate ufficialmente più avanti durante l’anno. Per quel che riguarda le distro già rilasciate e stabili, la prima a ricevere GNOME 3.20 è stata openSUSE Tumbleweed.

gnome 3.20-arch-2

Siamo però felici di annunciare che dalla giornata di ieri GNOME 3.20 ha cominciato ad arrivare nelle principali repository di Arch Linux e che adesso gli utenti possono aggiornare (partendo da GNOME 3.18.2) il loro desktop environment utilizzando un package manager grafico oppure da terminale con il comando:

sudo pacman -Syu

Oltre a questo vi informiamo che per la giornata del 13 Aprile 2016 è stato pianificato il rilascio della versione 3.20.1, perciò nei prossimi giorni chi di voi utilizza Arch Linux dovrebbe poter effettuare gli aggiornamenti per diversi pacchetti di GNOME, vi consigliamo quindi di mantenere il vostro sistema sempre aggiornato per essere pronti a ricevere le novità che stanno per arrivare.

[Fonte]

  • Simone

    Cos’è quella tamarrata di Gnome con la dockbar sotto? XD

    • ange98

      Credo che quella sia Docky (utilizza mono). Se ne vuoi una simile ti consiglierei Plank oppure cairo-dock (più pesante, ma con molte più opzioni)

      • O dash-to-dock

        • ange98

          Che è infatti la prima cosa che installo quando uso GS 😀

        • io uso plank perchè dash to dock mi sono accorto che non sempre funziona l’autohide intelligente.
          a volte anche se “disturba” rimane comunque alzato coprendomi le finestre.
          plank è leggero, essenziale e ha pure il cestino

      • Simone

        In realtà scherzavo sul fatto di sporcare un DE che secondo me è un’opera d’arte in termini di pulizia e funzionalità aggiungendo una dock estranea. Poi oh, de gustibus!

    • Marco Missere

      Peraltro sembra anche GNOME 3.0 o giù di lì.

  • Box2Tux #LinuxITA

    Segnalo, che ora si possono avviare applicazioni grafiche di linux su windows tramite ubuntu on windows

  • Stefano

    A dire il vero è da sabato che è arrivato o forse venerdì ed ha creato anche casini poichè molti temi risultavano rotti così come molte estensioni tanto che si doveva regredire la versione .. solo adwaita , vertex ed arc theme erano pronti che io sappia

    • BlueRazor

      Infatti a me lo segnala da sabato, ma non ancora aggiorno. Gnome 3.18 appena uscito mi ha incasinato la distro che ho fatto prima a formattare e reinstallare Arch. Avrei fatto meglio ad aspettare qualche giorno. A parte le estensioni e i temi, che non uso, come va? dà problemi?

      • Stefano

        No , non direi anche se lo uso in abbinamento a budgie

      • problemi non ne ha, lo sto usando da ieri, l’unico problema sono i temi e le estensioni.
        a distanza di anni non è normale che gnome ha ancora questi problemi con i nuovi rilasci, non è pensabile usare un DE che oggi funziona tutto bene, domani si aggiorna, e incasina tutto.

        • BlueRazor

          Ho aggiornato ieri sera. Funziona alla perfezione. Anzi è molto più rapido del 3.18.
          I problemi con temi ed estensioni di terze parti sono quelli che hanno tutti i programmi quando si aggiornano. Chi li gestisce dovrebbe renderli compatibili già con le beta, invece spesso muoiono con la versione precedente. Mi ricordo i problemi che c’erano quando si aggiornava Firefox nelle versioni 2.x e 3.x…

          Per le estensioni su Gnome ora basta togliere il controllo versione e, a meno che quel settore non sia cambiato con la nuova versione, funziona tutto. I temi in genere vanno aggiornati. Onestamente già dalla 3.16 non installo più estensioni e faccio tutto da tastiera con le shortcut. Il sistema è più rapido e mi risolvo molti grattacapi

        • Samael

          Io l’ho già detto quali sono i problemi di GNOME, ma l’ultima volta sono stato tacciato di non essere all’altezza dei commenti tipici di lffl da un genio della lampada che passava per caso.

          Questo perché ormai criticare GNOME sta diventando un sacrilegio degno della Santa Inquisizione da parte dei soliti idioti che aprono la bocca a sproposito.

          GNOME ha questi problemi per un semplice motivo: manca di una politica SERIA sulle API.
          GNOME continua a legare le API della shell e delle GTK+3 alla singola versione del prodotto, quando invece non dovrebbe essere così.
          Le API dovrebbero avere un life cycle indipendente e più lungo, come avviene per Firefox.
          Certo, i break ci sono anche lì, ma sono molto più rari e avvengono dopo molte versioni, quando il cambio di una API è tranquillamente giustificabile.
          Su GNOME invece il break avviene anche se non ci sono stati cambi, perché basta che nel manifest la versione non corrisponda e BOOM! Il che denota la fragilità dell’intera architettura delle estensioni.

          Senza contare che l’altro problema grave è che GNOME manca di una documentazione seria. Dire alle persone di leggere il sorgente della shell e di spulciare i commit su git per capire cosa è successo è ridicolo.

          Comunque tutte queste cose sono indice della politica di GNOME, che è una politica che va contro l’idea di estensioni e modifiche.
          Quelli di GNOME non vogliono le modifiche. Dico davvero. L’hanno detto chiaramente in un bug report. Se non ricordo male era quello relativo al deprecare gli engine di terze parti per far posto al puro CSS.
          Quelli di GNOME hanno detto chiaramente che loro puntano ad un’esperienza pura (e quindi vanilla), perché le modifiche fanno perdere riconoscibilità al loro brand.
          Hanno persino dichiarato chiaramente che la stabilità delle API non è mai stata promessa e non è una loro priorità.
          Cose che se le avessi dette io ad un esame di ingegneria del software, il professore mi avrebbe dato tre calci nel sedere e mi avrebbe detto di ritornare a fare l’esame tra qualche secolo.

          • Stefano

            Purtroppo è vero ad ogni cambio versione cambiano sotto il cofano costringendo tutti a rincorrere .. inoltre perchè usare ancora formati xml ? perchè non fare come kde che usa semplicissimi file di testo .conf . l’xml ti costringe ad usare molto spesso dconf e se vuoi creare degli shemi override devi estrapolarli . Per carità è un gran progetto ma a volte sembra ragionino alla ms …

          • Samael

            La spiegazione l’hai data tu stesso, Stefano: Ragionano come MS. Infatti dconf, l’uso di xml sono un chiaro problema di over-engineering, ovvero creare implementazioni che sono molto più complesse di quello che dovrebbero fare normalmente per motivi futili.
            Ad esempio, si usa XML perché perché è “auto-validante” (nessuno ha mai capito cosa voglia dire ma fa tanto figo dirlo, perciò prendilo per oro colato), mentre il plain-text no.
            Tuttavia, il risultato è che il parsing di XML è fottutamente più complesso e lento del parsing di un formato plain-text come INI, che è il formato che usano tutti i progetti Freedesktop tra cui systemd e Wayland e che è un formato leggero da parsare e privo di sintassi complessa.
            Questo vuol dire aumentare la complessità senza ottenere particolari benefici. In inglese: over-engineering.

            GNOME sulla carta ha delle idee interessanti, davvero.
            L’idea di un desktop espandibile tramite estensioni è davvero geniale, perché permette di modellarlo a seconda delle proprie esigenze.
            E l’uso di JavaScript, e di CSS per i temi, non è nemmeno così sbagliato, dato che oggi va MOLTO di moda lo sviluppo Web. Soprattutto con il cloud.
            Hanno tra le mani il miglior desktop del mondo, potenzialmente parlando, ma lo rovina la loro stupida mentalità.

            Se non si ha un’infrastruttura solida dietro che permetta alle estensioni di funzionare sempre, alla fine quello che ottieni è l’ennesima roba per cantinari: cioè una cosa sulla quale se non smanetti e non ti sporchi le mani nel terminale non vai da nessuna parte.
            Devi installare un’estensione incompatibile? Che problema c’è! Vai su GitHub, la scarichi, modifichi il manifest, crei lo schema via terminale, la copi a mano nella directory e riavvii la shell.
            Naturalmente, l’utente comune ti ha già mandato a ca*are appena ha sentito GitHub.

            E su GNOME questo danno è ancora più accentuato dal fatto che deve girare su un ecosistema variegato come Linux, laddove le distro hanno spesso una versione differente del desktop.
            Di conseguenza, mantenere la compatibilità tra le varie versioni fornendo API stabili deve diventare una PRIORITÀ. Non ci serve GNOME OS, ci serve una politica seria sulle API.

            Ma stiamo scherzando? Ma è possibile che a degli ingegneri pagati da una grossa multinazionale come Red Hat debba arrivare un Samael su lffl a dire come fare il loro lavoro? Ma qui siamo alla fiera del ridicolo.
            Chiunque difenda una cosa del genere va internato in una qualche clinica psichiatrica. Non ci sono giustificazioni.

            Finché non si esce dalla mentalità che il prodotto deve essere fatto con l’ottica di CHI LO USA e non di CHI LO CREA succederanno sempre cose di questo genere.

            Alla fine molte delle sue qualità sono offuscate da scelte idiote compiute dallo stesso team di sviluppo.

          • alex

            Mi spieghi il contrasto tra queste due affermazioni:
            “Comunque tutte queste cose sono indice della politica di GNOME, che è
            una politica che va contro l’idea di estensioni e modifiche.”
            e
            “GNOME sulla carta ha delle idee interessanti, davvero.
            L’idea di un desktop espandibile tramite estensioni è davvero geniale, perché
            permette di modellarlo a seconda delle proprie esigenze.”

            anche se probabilmente sono quelli di Gnome ad essere un po’ schizzofrenici a riguardo 😀

            Per il discorso sull’implementazione “over-engineering” sarebbe da capire se questa scelta sia nata “inutilmente grande” o se invece era nata in previsione di caratteristiche poi non sfruttate che hanno poi reso inutile e pesante quella scelta di implemetazione. Insomma, capire se l’errore, sempre che lo sia, sia stato a valle o a monte del progetto…. scusa se sono poco chiaro 🙂

          • Samael

            In realtà, sebbene possa sembrare assurdo, non c’è nessun contrasto.
            Quelli di GNOME non vogliono le modifiche, tuttavia non possono non mettere le estensioni, perché altrimenti il loro desktop non lo userebbe più nessuno.

            Le estensioni sono arrivate con la 3.2, dopo la marea di critiche che li hanno sommersi.
            Sono state un’aggiunta che hanno dovuto mettere contro-voglia, ed ecco perché fanno di tutto per rendere la vita impossibile a quelli che le usano, sia rompendole ogni sei mesi e sia non mettendo una riga di documentazione.
            La loro idea è: prima o poi si stancheranno delle estensioni che si rompono ogni sei mesi ed useranno GNOME vanilla. La stessa cosa vale per i temi.

            La cosa bella in tutto questo è che ciò che hanno creato, ovvero un desktop espandibile, è qualcosa di interessante. Ma sono troppo stupidi per accorgersene.

          • alex

            Ah ecco, mi mancava un passaggio… le estesione sono state introdotte dopo.
            Il bello è, che come dici, sarebbero uno dei punti di forza: un sistema semplice ed essenziale che funziona anche bene devo deire, e a parte la possibilità di espanderlo ed adattarlo.
            Grazie 🙂

          • Samael

            Figurati, anzi scusami per non averlo specificato prima. 😉
            In effetti, senza specificare il discorso era ambiguo. Grazie per avermelo fatto notare.

            E sì, è un punto di forza soprattutto perché hanno usato tecnologie web sia per i temi che per le estensioni (CSS e JS), che come ho detto prima sono sempre più diffuse, dato che ormai li chiedono praticamente ovunque.
            Il che significa che stai creando un modello dove le persone sviluppano porzioni dell’OS (o meglio, della GUI, però lo considero OS dato che in un desktop la GUI è parte integrante dell’ambiente) come se stessero sviluppando siti web.

            Su GNOME 2 potevi estendere il desktop utilizzando linguaggi complessi come il C/C++ o utilizzando linguaggi di scripting meno diffusi come python e con un livello di integrazione quasi inesistente.
            Adesso invece hai un linguaggio ultra-diffuso ed un’integrazione perfetta con la shell.

            La cosa è talmente geniale che è veramente ridicolo che queste persone non si siano ancora decise a fornire un ambiente sano e che non si rompa ogni 3×2.

          • alex

            E in quest’amibito come si colloca “vala”? sempre se centra… scusa se approfitto delle tue conoscenze 🙂

          • Samael

            Vala è un linguaggio per applicazioni, ed è nato come l’evoluzione di C#.

            Mi spiego meglio: subito dopo l’uscita del .NET Framework, che fu standardizzato sotto ECMA ISO, venne creato Mono.
            Mono è stato fondato dalla Ximian dello stesso Miguel de Icaza (fondatore poi di Xamarin e oggi dipendente Microsoft), che ha fondato GNOME insieme ad altre persone. Ximian poi venne acquisita da Novell, che all’epoca era uno dei grossi sponsor di GNOME insieme a Red Hat.
            A causa della presenza di Novell e di de Icaza, GNOME 2 ha usato per anni roba Mono, come F-Spot, Tomboy e Banshee.
            Poi però Mono si ritrovò in una situazione pericolosa, in quanto le versioni successive alla 2.0 del .NET Framework non erano standard, e quindi c’era il rischio che le re-implementazioni di Mono avrebbero potuto creare problemi brevettuali e di copyright con Microsoft. Problemi che furono attenuati (ma non sono scomparsi) dalla community promise fatta tra quest’ultima e Novell, che fu anche il motivo per cui OpenSUSE per anni fu snobbato, in quanto considerato troppo vicino alla Microsoft che cercava continuamente di affossare Linux.
            Ora, da lì si pensò di abbandonare l’uso di Mono (non senza polemiche da parte del team di de Icaza e del resto del team GNOME vicino a Novell), ma c’era un problema: GTK+ è scritto in C e non è ad oggetti, come Qt. Quindi era molto più difficile avere dei binding con linguaggi ad oggetti. Difatti esistevano (ed esistono tuttora) gtkmm, cairomm, pangomm, glibmm che servono a sviluppare applicazioni in C++ con tecnologie GNOME.
            Tuttavia, quei binding altro non facevano che aggiungere altre dipendenze a quello che era già un porcaio come GNOME 2.
            Su Mono era più semplice, perché le applicazioni facevano capo alla Class Library del framework e a GTK# (il binding Mono per GTK+), quindi le dipendenze alla fine erano poche.
            Perciò serviva un linguaggio moderno e ad oggetti come il C#, prestante in quanto compilato (quindi Python naturalmente non era una soluzione) e che fosse povero di dipendenze.
            Da qui nacque Vala, che più che essere un linguaggio completo, è un linguaggio che nasce intorno a GObject (API ad oggetti per il C) e che non viene compilato direttamente, ma viene trasformato prima in C e poi compilato.
            Questo vuol dire che non ha bisogno di alcun binding in quanto si possono sfruttare diretto le API C, ma usando un linguaggio ad oggetti moderno.

          • alex

            Molte grazie.

    • SalvaJu29ro

      Quando risolveranno questo fatto non sarà mai troppo tardi

    • confermo che arc non da problemi, l’ho appena messo e apparantemente sembra tutto ok, non vedo nessun glitch

  • aggiungerei anche PURTROPPO.
    è arrivato e sono iniziati tanti casini, non solo con gnome shell ma anche con cinnamon (quindi credo sia un problema delle gtk 3.20), ora sono passato a gnome shell, diverse importanti (per me) estensioni non funzionano più come ad esempio, topicons, gno-menu, clowerflow alt-tab, i temi (usavo numix) non funzionano bene, nonostante numix si è aggiornato, ha migliorato un po la situazione, ma ancora ci sono problemi e sono costretto ad usare quello schifo di adwaita

    • luX0r.reload

      Per i temi compatibili con la 3.20 non posso non consigliarti Arc theme di horst3180 😉

      • infatti ora lo sto usando, è stupendo, anche meglio di numix.
        comunque ho visto che oggi si è aggiornato nuovamente numix, magari hanno fixato tutto

      • alex

        Bello Arc theme, l’ho messo proprio ieri dopo averne sentito parlare qui. E anche vertex è interessante.

    • Brado

      Diverse estensioni le ho fatte ripartire fin da subito, semplicemente modificando il metadata. Numix dava un problema abilitando le icone sulla scrivania, altro non ho riscontrato forse perché uso numix-frost e l’aggiornamento mi è arrivato se non sbaglio anche prima degli aggiornamenti alla 3.20 attraverso i repo di Antergos. Ovviamente loro aggiornano la parte che li riguarda, ad aggiornare il resto ci devono pensare gli uomini di buona volontà.

      • sono nuovo di gnome shell, come si modificano il metadata? che dovrei fare?

        • Samael

          Vai in .local/share/gnome-shell/directory_estensione/metadata.json e modifica la versione della shell, mettendo quella attuale.

          Poi Alt+F2 e digita r, per riavviare.

          • grazie.. nel frattempo ho visto che hanno aggiornato gno-menu, mentre coverflow alt tab non è ancora stato aggiornato e l’ho installato manualmente e ho aggiunto 3.20 al metadata, ora funziona

        • Brado

          Samael ti ha risposto correttamente, per la maggior parte delle estensioni funziona, dalla 3.18 alla 3.20 ha funzionato per tutte quelle che utilizzo. Può capitare occasionalmente che non basti e si debba attendere l’aggiornamento da parte dell’autore.

No more articles