SlowMoVideo è un applicativo open source davvero molto interessante per gli amanti del video editing, dato che permette di realizzare slow-motion in maniera facile ed intuitiva.

La caratteristica particolare di questo software è che, come già visto con Twixtor su Adobe Premiere, permette di andare ad aumentare il frame rate del video in maniera tale da rendere più fluido il risultato finale ed aumentare, dunque, l’effetto slow-motion.

SlowMoVideo

Infatti, tramite l’Optical Flow, il software va ad analizzare la variazione dei pixel da un’immagine all’altra, in modo tale da ricreare un frame intermedio e dunque aumentare la resa finale del video e l’effetto rallenty.

Tra le altre feature di questo software, troviamo la  possibilità di editare qualsiasi formato video tra quelli supportati dall’ffmpeg, inoltre è anche possibile editare i propri timelapse, andando ad aggiungere frame nel caso in cui l’intervallo di scatto impostato si sia rivelato troppo elevato.

SlowMoVideo è reperibile su Linux digitando direttamente dal terminale digitando il seguente codice:

sudo add-apt-repository ppa:ubuntuhandbook1/slowmovideo

sudo apt-get update

sudo apt-get install slowmovideo

Vi rimandiamo alla pagina GitHub dell’applicativo, dove troverete il codice sorgente ed anche diversi video dimostrativi, in cui vengono mostrate le funzionalità software offerte dal programma.

[Fonte]

  • FIgooooooooo!!!!!!!!

  • Mauro Contene

    il bello di ubuntu e derivare: iserisci un ppa e provi il software.

    • Oscar Andrea Merandi

      Tanto bello non lo definirei, devi inserire ppa per qualsiasi cosa, quando ad esempio su arch e derivate esiste un solo “””””””””ppa””””””””””” aur

      • gabriele tesio

        non so come funzioni arch ma i ppa li trovo una cosa molto furba, perchè permettono a ubuntu di mantenere il software stabile nei repo ufficiali, e da comunque la libertà di usare software più recente o non incluso nei repo ufficiali e semplificarne il mantenimento, perché ogni volta che esce una nuova versione del software, il gestore degli aggiornamenti lo scarica e lo installa.

        • sbaragnaus

          Senza iniziare guerre di religione, in Arch Linux (e derivate, come Manjaro) puoi scaricare i pacchetti come questo dal repository degli utenti (Aur appunto) senza dover inserire di volta volta i ppa, che in Ubuntu e affini sono usati anche per aggiornare pacchetti presenti nei PPA stabili.

          Per facilitare lo scaricamento è possibile anche utilizzare un “helper”, ossia un programma che automatizza tutte le operazioni necessarie. Il più popolare è Yaourt.

          In Aur puoi trovare sia pacchetti binari già compilati, quindi come fosse un PPA di Ubuntu, oppure da compilare. Questi ultimi vanno per la maggiore ma i tempi per prepararli sono di pochi minuti, a parte software più complessi, come i browser (che comunque sono spesso disponibili come binari).

          Alla prossima.

      • loki

        e giu a compilare…

      • Aury88

        in realtà no:inserisci ppa solo per quel software che vuoi aggiornato…per il 90% del software di solito basta quello che ti ritrovi nei repository ufficiali…
        in una lts solitamente, a parte gli aggiornamenti di sicurezza, non conviene aggiungere ppa o rischi conflitti di dipendenze e perdere stabilità del sistema. nelle non lts considera che hai solitamente software non più vecchio di 6 mesi…solo in rari casi o nei progetti con frequenti uscite di nuove versioni/feature si aggiunge la ppa

    • Aury88

      quando ci saranno gli snappy le cose diventeranno ancora più facili….niente ppa, installi semplicemente il software che vuoi alla versione che vuoi senza preoccupazioni di dipendenze o del fatto che stai dando, durante l’installazione, diritti di amministrazione ad un software di cui non conosci l’origine/contenuto 😉
      ps: dovresti ringraziare Debian e derivate semmai 😛

      • Mauro Contene

        se ne parlava gia 5-7 anni fa.
        come pc-bsd o lo stesso windows. ed avere librerie ridondanti non è un problema visto lo spazio a disposizione dei moderni hard disk.
        facile e utile.

        di origine/contenuto si saprà sempre tutto.
        la quota di user linux resterà sempre dell1% di persone che sanno tutto o quasi.

        p.s. per lffl
        non bloccate i commenti!
        fra l’altro, ho espresso cose che sono state dette non solo da me.
        ho caricato i toni perché non mi piacciono gli “unti dal signore”

        • Aury88

          l’avere librerie condivise è una scelta che ha dei vantaggi…per esempio metti che venga trovato un grave bug nel pacchetto x che permette il controllo da remoto, se quel pacchetto è usato da y e z, con l’attuale sistema delle dipendenze condivise, ti basta aggiornare x perchè y e z non siano soggetti entrambi a questo genere di falla (con il rischio che y e z non funzionino più). con il sistema a pacchettizzazione snappy teoricamente il software buggato rimane fino a quando gli sviluppatori di y e z non aggiornano ciascuno la dipendenza dei loro pacchetti. se questo non avviene la dipendenza buggata rimane ed infatti è per questo che la pacchettizzazione snappy impone, solitamente che il software, possa scrivere solo all’interno della propria cartella; in questo modo, se anche la libreria buggata non viene aggiornata, i danni che può fare saranno relegati solo alla cartella del software che usa quella dipendenza non aggiornata…

No more articles