Manjaro è una distribuzione Linux che sta riscontrando un notevole successo in tutto il mondo.
Facciamo un rapido riassunto della storia di questa distro: l’idea alla base del progetto Manjaro fu quella di prendere le qualità di Arch Linux e includere un installer grafico, software center e utili tool post-configurazione per completare l’installazione della lingua e driver oltre ad offrire all’utente la possibilità di avere a disposizione i più diffusi ambienti desktop.
manjaro
Proprio in questi giorni gli sviluppatori hanno messo in rete una pre-release della versione in dirittura d’arrivo: la 16.06. La versione di test 16.06-pre1 include Xfce 4.12 e KDE Plasma 5.5 (di quest’ultimo vi ho recentemente parlato qui) ed è incluso anche il kernel 4.4 LTS.
Installare Manjaro Linux è un gioco da ragazzi, la distribuzione offre un ottimo supporto per UEFI Secure Boot consentendoci quindi di poter installare il sistema operativo anche in dual boot con Microsoft Windows 10.
Al primo avvio ci troviamo un sistema operativo già funzionante con molte applicazioni installate. Numerose sono le novità che possiamo anticiparvi: è stata migliorata l’interfaccia grafica generale e l’integrazione con Plasma.
Interessante è l’introduzione di una piccola GUI che semplifica la procedura di installazione e disinstallazione dei vari kernel.
Per chi non lo sapesse il numero di kernel disponibili per Manjaro è davvero ragguardevole, è forse la distro che mette a disposizione il maggior numero di kernel i quali tirano fuori il meglio dal vostro pc, nuovo o vecchio che sia.

Miniguida: se la versione del kernel installata non fosse immediatamente rintracciabile è sufficiente aprire il terminale e inserire il seguente comando:

mhwd-kernel -li

Maggiori informazioni circa questa nuova release potete trovarle cliccando qui mentre Manjaro puo’ essere scaricato da qui.

[Fonte]

 

  • Ste84

    Confesso che da tempo ormai ho perso la voglia (e anche il tempo..) che avevo prima in settaggi e smaneggiamenti vari e tra questi vi sono anche l’installazione e la configurazione di Arch, che all’inizio mi stimolavano e divertivano ma adesso sinceramente dopo n installazioni trovo un po’ una rottura. Amando Arch ma, come dicevo, essendo diventato pigro, ho provato varie derivate più o meno pronte all’uso e più o meno simili all’originale e nella mia personale esperienza posso dire che nessuna distro mi è sembrata così solida, bella, funzionale, pronta e intuitiva come Manjaro Xfce, oltre al fatto che si installa davvero in un attimo. Ormai è diventata la mia preferita e il mio sistema di riferimento, per quelli che sono i miei gusti è semplicemente la distro perfetta.

    • Sergio Besana

      Concordo sul burnout da “distro da mantenere quitidianamente”; tra le derivate di Arch ho utilizzato, nell’ordine, Antergos, Manjaro e Chakra. Sono rimasto soddisfattissimo di Antergos; Chakra è un signor OS in quanto a presentazione grafica, ma la scelta di slegarlo da Arch lo ha condizionato negativamente per quanto riguarda aggiornamenti e parco SW.

      • alex

        scelta che era giustificata dal voler implementare il proprio gestore di pacchetti ecc… cose che però al momento sono ancora nel limbo, anche se ogni tanto se ne riparla. Comunque non ricordo di aver mai avuto particolari problemi a trovare i pacchetti che mi servivano su Chakra, ed eventualmente si ottenevano anche quelli mancanti.

        • alex

          Ad esempio una cosa che apprezzavo in Chakra è che anche tutto il parco software di default era per coerenza incentrato su KDE, quindi Calligra invece di libreoffice, krita invece di gimp ecc… Non so ora su Majaro, ma in altre distro non era così e si preferiva usare i software più conosciuti anche se in gtk.

    • Simone Picciau

      Si ti capisco, effettivamente installare da zero Arch è stimolante a livello didattico, ma poi nell’ambito delle necessità quotidiane l’importante è avere a disposizione degli strumenti per fare il proprio lavoro. Tra l’altro un utilizzatore di mageia o Fedora può conoscere il sistema tanto quanto un utilizzatore di Arch, diciamo pure che avere una immagine live con un desktop pronto è la normalità, se voglio un sistema da utilizzare senza GUI come server andrò a cercarmi qualcosa di specifico, e prenderò una immagine netinstall. Tutto dipende dalle esigenze.

  • Stefano

    Molte novità sotto il cofano per manjaro arriveranno .. una tra tante e già pronta la possibiltà di installare le impostazioni desktop come le realese anche comunitarie tramite pacchetti ( desktop-settings ) . Abbiamo bisogno anche di restailing , se sapete modificare temi in qt o in gtk fatevi avanti .

  • SalvaJu29ro

    Manjaro credo sia la distro del momento..tanta roba

  • sbaragnaus

    Sono da tempo un utilizzatore di Manjaro sul mio pc desktop. L’ho sostituita ad Archlinux, distribuzione che ritengo sì ottima, ma che necessita di parecchio tempo libero per la manutenzione. Manjaro arriva invece già pronto per l’uso ed alcune operazioni di configurazione post aggiornamento vengono svolte in automatico.

    E’ vero che utilizzando un prodotto pronto per l’uso c’è il rischio di conoscere meno il motore che sta sotto, così come è utile assemblarsi il pc da solo anziché acquistarlo in negozio, ma, come diceva Benjamin Franklin, il tempo è denaro. 🙂

    Una nota per Matteo Gatti, che ringrazio per aver resuscitato Lffl, il comando mhwd-kernel -li è più utile per vedere da riga di comando i kernel installati sulla propria macchina. Per capire quale è in uso c’è sempre il buon vecchio universale “uname -a”.

    Giusto per far capire quali sono i kernel installabili con un click, quindi senza dover stare a perdere tempo nello scaricare i sorgenti, ecco il risultato del comandi “mhw kernel -li”:

    Available kernels:

    * linux310
    * linux312
    * linux313
    * linux314
    * linux316
    * linux318
    * linux319
    * linux41
    * linux42
    * linux43
    * linux44
    * linux45

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