In questi giorni all’interno di Fedora si è venuto a formare un nuovo gruppo di lavoro, il cui scopo è concentrarsi sul rendere la famosa distribuzione più modulare, andando a definire gli elementi base da cui possano essere costruite nuove distro derivate da Fedora stessa.

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Questo nuovo gruppo si chiama “Fedora Modularity Working Group” e si autodefinisce nella pagina Wiki con queste parole:

“L’obiettivo di questo gruppo è quello di definire e mantenere il Modulo Base di Fedora, le linee guida e gli strumenti per creare altri moduli.

Ciò include il rilascio sotto diverse forme del Modulo Base a cadenza regolare: come immagine di Docker, come sistema minimo installabile e possibilmente in altri modi da definire più avanti. Questa non sarà un’Edizione di Fedora, è meglio vederla come il punto di partenza da cui le persone potranno costruire le loro versioni personalizzate del sistema. Tutto ciò includendo anche le versioni per utenti avanzati, gli Spins e le Edizioni.

Con questa filosofia i moduli saranno veloci da creare e distribuire, diventando utili in un grandissimo numero di situazioni e con l’impronta di sicurezza più piccola possibile. Il Modularity Working Group ridurrà al massimo gli alberi di dipendenza dei pacchetti, in particolar modo quelli del Modulo Base.

Il gruppo, inoltre, produrrà i tool e le linee guida per la produzione ed il mantenimento di nuovi moduli, proprio come la FPC fa per gli RPM.

L’impresa richiederà anche l’aiuto e le risorse da parte di tutto l’ambiente Fedora, incluse l’Infrastruttura, la Release Engineering, il QA, il Team di Sicurezza e molti altri gruppi, i cui rappresentanti dovrebbero entrare a far parte del Working Group. Infine, coloro che lavoreranno al progetto come produttori di pacchetti istituiranno delle dipendenze deboli in modo sistematico collaborando con i mantenitori.”

Questo sforzo da parte di Fedora dovrebbe costituire una grossa vittoria per tutti i fan di Docker e per tutti coloro i quali vogliano mettere in piedi la propria distro derivata in modo semplice.

E voi aspettavate un cambiamento simile? Sfrutterete queste nuove possibilità? Fatecelo sapere con un commento!

[Fonte]

  • Andrej Peribar

    Io credo che con internet a banda larga, il concetto di distribuzione originario stia “morendo” tanto da risultare “anacronistico”

    Le “distro” in fondo nascevano con lo scopo di pacchettizzare e distribuire SW tramite veicoli anche fisici come i Floppy/CD/DVD.

    Direi che un distro base (non intendo come le net install), intendo distro con un DE che copre le funzioni basilari + uno repository/store, siano sufficienti oggigiorno, forse riusciremo anche ad eliminare “l’inutile” concetto che una distro è solo un insieme di SW di default e temi senza una filosofia reale dietro. 🙂

    Tutto imho, come sempre.

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