E’ disponibile la nuova versione numero 10 di Zorin OS, release basata su Ubuntu 15.04 Vivid.

Zorin OS 10
Per chi non lo sapesse Zorin OS è progetto che punta a coniugare le qualità di Ubuntu in un’ambiente desktop più intuitivo che ricordi in parte quello di Microsoft Windows. L’idea del progetto è quella di avvicinare gli utenti che utilizzano Microsoft Windows in Linux, grazie anche ad desktop environment Gnome con dockbar AWN oltre a varie animazioni e vari tool dedicati alla configurazione e personalizzazione del sistema operativo. Proprio in questi giorni i developer Zorin OS hanno presentato la nuova versione numero 10 basata su Ubuntu 15.04 Vivid Vervet, release che porta con se anche alcune novità.

Zorin OS 10 include in tema del desktop rivisitato grazie anche al nuovo font FreeSans di default, debutta inoltre il nuovo set d’icone elementary e elementary-add, migliora anche il gestore dei temi con nuove varianti di colorazione (verde, arancione e rosso oltre al classico tema blu di default)

Novità anche per le applicazioni dove troviamo il client email Geary, aggiornato anche il Kernel alla versione 3.19 oltre al gestore degli avvii systemd di default.

Zorin OS 10 Themes

Per maggiori informazioni:

Note di rilascio Zorin OS 10
Download Zorin OS 10
Home Zorin OS

Ringrazio il nostro lettore albano per la segnalazione

  • Salvatore Tamborino

    Le distro principali sono 5: Debian, Red Hat, Slackware, Arch, Gentoo. Le altre 695 sono derivate (o derivate di derivate, ecc) che non usa nessuno (tranne rari casi, tipo Ubuntu). Non esiste nessuna frammentazione.

    • Ilgard

      Ubuntu ormai non credo sia più basato su Debian ma sia totalmente autonomo.

      • l’ambiente desktop è autonomo ma molti pacchetti arrivano proprio da debian

        • Ilgard

          Beh, ma probabilmente l’unica dipendenza rimasta è appunto il gestore pacchetti e se non sbaglio Ubuntu vuole abbandonare anche i .deb.
          Ad esempio, non penso che ormai per fare la nuova versione di Ubuntu si basino sull’ultima uscita di Debian come facevano tempo fa.

          • Fabio

            E’ esattamente così invece: le LTS su Debian testing, le altre su Sid.

          • Ilgard

            Ma le versioni dei pacchetti sono molto diverse. Tra l’altro Ubuntu passerà a Mir a differenza di Debian oltre al fatto che abbandoneranno i .deb, quindi non penso che potrà essere considerata a lungo una derivata.

          • michele casari

            notizia/link relativa all’abbandono di ubuntu dai .deb?
            Come ha già detto Fabio la LTS si basa su debian testing. Ovviamente i pacchetti vengono ricompilati e ‘sistemati’ per essere ben integrati con Compiz.
            Solo mir e unity è creato e gestito da Canonical, ma quest’ultima non ha la forza lavoro per gestire in ‘solitaria’ l’intera distribuzione.

          • Ilgard

            Lo lessi proprio su questo blog: se non sbaglio i nuovi pacchetti si chiameranno click o qualcosa di simile.

          • Fabio

            Boh, in un futuro non so, ma a tutt’oggi lo è. Lo dicono anche loro, leggi qua: http://www.ubuntu-it.org/progetto/ubuntu-e-debian

    • js3

      anche opensuse deriva da slackware, ma considerarla adesso come semplice derivata mi sembra molto, molto riduttivo!

      • ale

        Forse in un primo periodo,suse usa gli rpm e quindi è basata su red hat

        • js3

          sì, ok. nata da slackware, evoluta con red hat…

          ma il punto è che non per questo può essere relegata a semplice derivata, giusto? un po’ come fedora in 10 anni di vita indipendente non sarà mica rimasta uguale a red hat!!!

          • js3

            quindi ridurre tutto il panorama a 5 distro ed il resto sono distribuzioni che cambiano sfondo e programmi mi sembra un tantino esagerato. ma giusto un tantino, eh! 😉

    • varennikov

      “Le distro principali sono 5: Debian, Red Hat, Slackware, Arch, Gentoo” è vero, ma io vedo molte differenze fra queste 5 e molta frammentazione.

  • Ilgard

    Secondo me è un male: non è solo un problema di nuove utenze, ma è anche uno spreco di risorse che vanno a distribuirsi su un numero elevatissimo di progetti, la maggior parte dei quali o inutili o superflui.

    • varennikov

      Concordo. GNU/Linux è nato male: c’era il software GNU ma non aveva un kernel affidabile, poi arrivò il kernel Linux. Da quel momento in poi ognuno ha assemblato come voleva il sistema operativo, ed ognuno ha creato un proprio sistema di pacchettizzazione. Oggi, ogni distro è un sistema operativo autonomo: non usi GNU/Linux, usi Debian, RedHat (Fedora), Suse (Opensuse), Arch, Gentoo, Slackware (molte cose sono comuni, ma molte altre non lo sono). La confusione non aiuta la diffusione, soprattutto sul lato desktop.

      • Ilgard

        Non solo, spesso le differenze sono anche piuttosto blande: ci sono alcune distro che sono semplicemente una certa distro con un DE diverso. Ora, che senso ha tutto ciò? Non bastava lavorare per inserire il DE nei repository della distro di origine (e magari c’era già)? Secondo me in alcuni casi è impegno sprecato.

  • borgio3

    Sono un bene ed una espressione di libertà senza paragoni. Linux non è un’azienda, ne una cosa da vendere. Linux è un modo di essere, fare e pensare. Va bene così!

  • ale

    Premesso che le distro non sono 700,almeno secondo me una distribuzione deve avere almeno un gestore pacchetti suo o dei suoi repository,quindi tutte le personalizzazioni di ubuntu dove cambia poco bniente come gli sfondi e i programmi preinstallati non sono distro,mint per esempio,ok ha i suoi repo ma si basa in larga parte su quelli di ubuntu,almeno ubuntu avrà i pacchetti di debian ma li modifica leggermente e li mette su suoi server
    comuqnue di distribuzioni alla fine considero solo
    archlinux
    debian
    red hat (e mettiamoci anche fedora che non è male)
    gentoo
    slackware
    Se togliamo slackware che ormai non usa più nessuno,gentoo che è talmente instabile che usarla tutti i giorni è difficile,ne restano 3 di principali,e sono le 3 di cui tutti parlano e si discute tanto di quale è migliore,alla fine la frammentazione non è molta,se ci si pensa alla fine tutte le distro sono uguali eccetto il gestore pacchetti,adesso quando anche debian avrà adottato systemd anche sul piano della gestione del sistema saranno tutte uguali

    Comunque è canonical che se mai fa frammentazione,basta vedere il caso mir,c’era un progetto già avviato e quasi stabile per un server grafico prestante appoggiato da red hat,intel e altre aziende importanti,che sarà il sostituto ufficiale di xorg fra 1 anno,e cosa vanno a fare ? fanno un server grafico loro che fa anche schifo,poco prestante,e poi magari pretendono che nvidia e ati facciano i driver per mir in modo da tagliare fuori wayland e quindi tutte le altre distro,bel comportamento che segue anche molto le regole del mondo open source…

    Comunque le 3 distro debian,red hat e arch hanno tutte il loro punto di forza,debian è per chi vuole un sistema perfettamente stabile ma non molto aggiornato,fedora per chi vuole un sistema aggiornato,stabile e facile da installare e arch per chi vuole tutto all’ ultima versione con il rischio che qualcosa non vada

    • Andrea

      per quanto concerne Canonical ormai non è più del mondo open….sta prendendo una sua strada giusta o sbagliata che sia, il suo obiettivo è di creare una sua “cosa” con risorse open ma che per l’utente finale avrà ben poco di open….forse diventerà peggio di MS ma al di la delle scelte potrebbe comunque rivelarsi un buon progetto

      • ale

        Ne dubito,a canonical interessa solo la diffusione,per il resto fa schifo,se mi propongono windows o ubuntu scelgo windows…
        Già ubuntu fa schifo adesso,poi con mir che non è nemmeno testato mi immagino,in più ci sarà il casino perchè chi vuole installare i driver proprietari deve installare xorg e ovviamente non è così semplice senza generare conflitti immagino

        • Andrea

          si può essere, ma come sempre bisognerà aspettare come risponderà il mercato…..senza far sempre riferimento al fatto che la massa è totalmente ignorante e quindi non contano i risultati

          • ale

            Ma non si può nemmeno parlare di mercato con software libero,uno non deve vendere nulla… è l’ utente che decide cosa usare in base alle proprie esigenze

          • Andrea

            non deve vendere nulla, ok. ma se parliamo di utilizzo, non sarebbe bello avere un mercato libero dove tutti utilizzano software libero invece di proprietario a pagamento? io mi riferisco ai dati di utilizzo, installazioni non a dati di cifre in $

          • ale

            Si ok se tutti usassero ubuntu dici,no,non andrebbe bene,tanto vale usare windows allora,a linux non serve a nulla un mucchio di utenti che non sanno nemmeno cosa stanno usando,se uno vuole usare linux non dico di dover sapere come compilare il kernel o altro ma almeno saper installare una debian mi pare il minimo,non c’è nulla di difficile

          • Andrea

            allora non bisogna pretendere che le quote di mercato cambino!! e non si venga e dire che non importa perchè ovunque, in qualsiasi blog o sito in cui vige la filosofia linux si spera ad una maggior diffusione possibile……cmq non mi riferivo ad ubuntu ma più in generale

          • ange98

            Mi viene il nervoso a leggere i commenti di ‘sto tipo. Mi autocensurerò: Ma che ca**o continui a ripetere ‘ste fott*te quote di mercato! RHEL/SLES/Debian sono le migliori nei server. Linux Vince.

            SuperComputer. Linux vince.
            Dispositivi mobili. Linux vince.
            Le quote di mercato non centrano nulla mettitelo in testa!
            La voglia di espandersi è una cosa, le quote di mercato sono un’altra. Spero che sia chiaro e che tu non faccia più discorsii sulle quote di mercato

          • Andrea

            ohh vedrò di non commettere più errori di questo genere, mi scuso infinitamente…….ma fatevi una camomilla e rilassatevi che domani è un altro giorno!

          • ange98

            No! Non mi rilasso altrimenti le quote di mercato caleranno a picco!

          • Andrea

            guarda che le quote di mercato per linux sono = a maggiori utenti = maggiori donazioni = maggiori risorse = maggiori sviluppatori tutte cose che non servono a nulla… certo…..

          • ange98

            Guarda la Valve ci sta dando giochi su Linux senza avere tanti utenti, solo perchè vuole fare la sua SteamBox, ma ne abbiamo guadagnato comunque. Driver video migliori e GIOCHI SU LINUX (!!!).
            Maggiori donazioni: falsità.
            Fammi conoscere 10 utenti Windows abituati a crackare tutto che fanno una donazione. Ok, facciamo anche 5.
            Maggiori risorse: Intendi economiche? Hai visto quanti soldi ha RH?
            Maggiori sviluppatori: nulla da ridire

          • Andrea

            ha dimenticavo le quote sono già a picco….;-)

          • reft32

            Ad oggi nel Pianeta Terra purtroppo funziona così.E’ il mercato il padrone o ti adatti o è inutile sperare che il software libero prenda il sopravvento su il software closed.

        • Robbe

          “se mi propongono windows o ubuntu scelgo windows…”

          vorrei vederti pagare per una licenza windows per credere a questa cavolata…

          • ale

            Se uno usa ubuntu perchè linux è gratis non ha capito nulla,anche window per me è gratis,a mettere una crack non mi ci vuole nulla

          • reft32

            sveglia…ubuntu è utilizzato sopratutto perchè è una distro linux più “plubicizzata” è più “famosa” rispetto ad altre distro, trovi gli installer dvd di ubuntu anche in edicola….

          • ange98

            Ci sono anche di Arch,Bridge,Chakra,Mint,Fedora,OpenSuse,Slackware,Gentoo e molte altre… Non ti credere che vendano solo Ubuntu in edicola

          • ange98

            3 voti negativi? solo perchè ha accennato alle crack? Il voto positivo e mio per tutto il discorso U.U

      • Ilgard

        E perché Canonical non sarebbe più nel mondo open? Quali software closed rilascia?

    • noname

      Che Slackware non la uso nessuno lo dici tu; i server seri o hanno Debian o hanno Slackware.
      Inoltre anche se derivate non si possono considerare Fedora, Mandriva, Ubuntu e openSuse come non-distro, visto il “distacco” che ormai hanno preso dalle madri.

      E’ anche un discorso contraddittorio, perchè se consideriamo la mera diffusione fisica – che come dicevo nell’altro commento è in realtà accessoria alla filosofia Free, tranne per Canonical e forse in parte per RedHat e Zorin – guardando Distrowatch andrebbero considerate ancora prima Manjaro, Zorin, Mageia e soprattutto Mint.
      Per cui se guardi alla difussione sbagli, se non guardi alla diffusione puoi considerare quello che ti pare, anche una distro sola, ma fintanto che il codice sarà Open sarà una TUA considerazione, una tua scelta; chiunque può farne una diversa.

      Si ha più scelta, come può essere una limitazione? Un po’ di confusione, un po’ di delusione se si pensa di cambiare e, magari, si trova invece la solita minestra nell’ultima distro provata… il bello dell’Open Source è che comunque può fare quello che ti pare.

      Uso solo Linux (purtroppo a lavoro no) da più di 5 anni, e nessuno mi è mai venuto fucile alla tempia in casa ad oblligarmi ad installare 4 distro alla volta ogni 3 giorni; mi capitato di farlo perchè VOLEVO.
      Se non vuoi, ti metti su la Slackware (sì, proprio quella che hai denigrato è la più adatta all’isolamento) e sei autonomo al 100% su pacchetti e tutto il resto. Se vuoi puoi non aggiornarla e vai tranquillo per anni; sono convinto che ci siano server con Slackware 9 che vanno bene ancora oggi…

      • ale

        Non ho detto che slackware faccia schifo,è una delle migliori,però è difficile da gestire e il software che hai a disposizione è abbastanza vecchiotto,per un utilizzo desktop non la considero più di tanto,poi su server è un altro discorso

        Distrowatch comunque lascialo perdere,conta le volte che il nome di una distro è cercato su google,ovviamente non è una statistica reale e non vuol dire nulla…

        Poi le distro più diffuse sono tutte debian based,già non mi sta molto simpatica debian anche se è un ottima distro ma ha software troppo vecchio per i miei gusti e un gestore pacchetti che non sopporto proprio,figurarsi le debian based,che poi sono sempre la solita cosa con qualche modifica qua e la,mint è nata come ubuntu con un tema e sfondi diversi e codec multimediali pre-installati

        Poi va be,di derivate l’ unica che considero è fedora e mettiamoci anche opensuse anche se non l’ ho mai usata,poi il resto non ha senso perchè è uguale,ubuntu è uguale a debian,solo software più aggiornato,basta

        • Davide Neri

          Lol Ubuntu uguale a Debian… mi meraviglio che nessuno ti abbia ancora fatto una tirata enorme visti i fanboy in giro.

          • ale

            Dimmi le differenze fra ubuntu e debian,ovviamente escludi unity,il software più aggiornato e l’ installer grafico,ubuntu è derivato debian,non possono essere tanto diversi,stesso gestore pacchetti,buona parte dei pacchetti sono i medesimi di debian sid o debian testing per le lts,i file di configurazione,gli script di avvio sono gli stessi,l’ installer non grafico è lo stesso solo con lo sfondo viola
            Ovviamente come prestazioni stabilità e tutto debian è mille volte meglio,ma il sistema base è lo stesso,è una derivata in fondo

  • Andrea

    Anche secondo me è un male. Giustamente troppe risorse mal distribuite e che in molti casi non servono a molto, basterebbero 4/5 distribuzioni su cui lavorare in maniera regolare e costante, ovviamente diversificandole una dall’altra per dar modo ai diversi tipi di utenti di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Forse causerebbe anche un po meno confusione nel nuovo utente che si ritrova a dover scegliere da dove incominciare……Anche le risorse disponibili quali software e hardware forse ne gioverebbero……

  • luca massaro

    Da utente finale che, da 5 anni oramai, ha abbandonato Windows, e fatto salvo che, come ha scritto Salvatore, le distro principali sono 5, credo sia un bene per i seguenti motivi:

    1) con la possibilità di avere più distro diverse sul proprio pc, è un po’ come avere in garage più auto da “guidare” anziché sempre la stessa;

    2) Windows o Apple uniformano l’esperienza utente a un solo tipo di ambiente desktop, con Linux, invece, possiamo scegliere Gnome, Kde, Unity, Xfce, Lxde, Mate, openbox, e scusate se ne dimentico qualcuno;

    Dunque, a me pare che quello che è da voi chiamato frammentazione sia, invece, molteplicità, ovvero dare la possibilità a chiunque ne sia capace, a partire dal kernel (e da una delle 5 distro di riferimento) di costruire un Sistema Operativo particolare.

  • Può essere un bene perchè permette di installarlo su moltissimi dispositivi e in base all’hardware posso permettermi di scegliere la distribuzione più consona (vedi raspberry), ma può essere un male se l’obbiettivo è diventare un OS da installare sui desktop della gente comune. Se lo scopo fosse questo sarebbe bello che tutte le forze si concentrassero su un unico progetto e allora sì che linux avrebbe qualche speranza.

    • ale

      Non potrà mai essere così,perchè ci sarà sempre quello che preferisce una distro invece di un altra,anche in base alle conoscenze informatiche di ogni persona,alle loro preferenze di software ecc,poi fare un unico progetto porterebbe a un dibattito ancora più forte,si discuterebbe su che gestore pacchetti usare (e li è una scelta personale),su che DE usare,su che sistema di avvio ecc

      • Infatti… è impossibile che le cose cambino. Si aprono dei flame tra gente che ama KDE e/o odia GNOME e/o Unity… Ma dove vogliamo andare? (ripeto: sempre se si parla di prendersi una bella fetta di Desktop)

      • Andrea

        ok, fai 3 distro: 1 per utente base, che non ha e non vuole avere conoscenze informatiche, 1 per utente medio che ha voglia di sbattersi un pò ma senza sclerare e 1 per l’informatico accanito che magari lo fa anche come studio/lavoro. Basta non serve altro.

        • Vinicio Muchador

          già ci sono: semplificando ti direi ubuntu debian e arch….ma la cosa a quanto pare non è così semplice

          • Andrea

            bhe, ubuntu tra poco sarà peggio di nonno MS restano debian e arch che sicuramente se le propongo al mio vicino di casa dopo due ore mi chiede di togliere tutto per rimettere win (non sono propriamente facilissime da usare per chi si avvicina a linux)

          • ale

            Debian difficile da usare ? ma se è come ubuntu…

          • Andrea

            difficile no ma sicuramente non si può pretendere che una persona poco informatizzata la installi e si metta tutti i software che vuole, penso.

          • ale

            Per installarla non ci vuole nulla,se la mettiamo su quel piano è più difficile installare xp….

            Per installare i software c’è anche il gestore grafico synaptic se proprio uno non vuole usare apt (che non ha nulla difficile)

          • Davide Neri

            Se hai GNOME c’è pure il Software Center (preso da Ubuntu), e su KDE c’è Apper che è molto facile pure lui.

          • Fabio

            Guarda che se è per questo l’utente medio manco Windows sa installare e configurare. Ti dico una cosa: Debian 6 la usa mia sorella, che per fargli accettare Firefox ai tempi dovetti dotarlo di IE6 theme… (dopo sì che andava bene!)

        • ale

          No,perchè ci sarà sempre quello che preferisce questo e quell’ altro,magari a un utente esperto piace la pacchettizzazione rpm e odia apt o il contrario,non si troverà mai un accordo,per ora resta più sensato così

  • Vinicio Muchador

    un bene….. perchè alla fine non credo che la frammentazione sia così grave per come può sembrare. Molte nuove distro sono solo qualcosa di graficamente diverso che nella sostanza non cambia molto dalla distro da quale derivano. Quel poco di frammentazione, che per me consiste nell’ambiente desktop, nel gestore file e finestre, nell’utilizzo di diversi tipi di pacchetti e gestori degli stessi, resta un bene perchè crea spazio per nuove soluzioni che a secondo della loro efficacia possono sopravvivere o meno come offerta, lasciando comunque spunti interessanti.

  • tomberry

    Dipende cosa si intende per frammentazione secondo me..

    Se si prendono solo le distro (derivate incluse) allora non è un male, molti progetti sono nati proprio per colmare alcuni vuoti con piccole o grandi modifiche (gli esempi più comuni sono per l’appunto ubuntu, derivata debian che ha implementato delle modifiche per semplificare l’uso agli utenti, e mint che sebbene derivata da ubuntu ha fatto a sua volte delle modifiche). Alla fine le distro si basano tutte sullo stesso kernel e cambiano di base la gestione dei pacchetti e gli stessi inclusi nei repository. In questo modo è l’utente stesso a poter scegliere tra una distro stabile a lungo supporto, o una rolling aggiornatissima o una distro da plasmare sul proprio hardware.

    Se c’è una cosa che non capisco è questo astio nei confronti delle derivate di chi usa le cosiddette distro madri: la stessa archlinux è nata basandosi su CRUX.

    Se si partisse da una ubuntu minimale lts e si costruisse il proprio desktop si arriverebbe a una distro simile a debian senza trovarsi servizi indesiderati all’avvio.

    Come sempre è lo stesso utente a scegliere cosa utilizzare e cosa non; le varie distro semplificano, chi più chi meno, ad arrivare a un risultato che però è diverso per ognuno, dato che ogni utente ha esigenze diverse uno dall’altro

    • ale

      archlinux è stata costruita da 0 ispirandosi a crux,lo dice anche il wiki… con crux non ha niente in comune se non il fatto che il sistema lo costruisce l’ utente

      • ange98

        Si è ispirata a CRUX, Slackware e PLD per l’esattezza.
        Judd Vinet ha usato Linux From Scratch per creare questa distro ma integrando un tool per la gestione software che mancava in Slackware: Pacman

  • gnumark

    La frammentazione è sempre un bene per chi crede che il massimo valore di un uomo debba essere la Libertà. Appunto perchè frammentazione è sinonimo di Libertà con la L maiuscola. Tra l’altro è la cosa più naturale del mondo nel mondo Libero. Libertà e frammentazione sono legate a stretto filo. Tutto il resto è “politiche aziendali”, multinazionali, lobby.. Tutto ciò che non ha nulla a che vedere con la parola Libertà. Voler eliminare la frammentazione significherebbe voler snaturare la filosofia del free software.
    Poi sinceramente non capisco chi ancora dice che la frammentazione fa si che Linux non funzioni sui desktop. Io configuro pc di amici di continuo e sinceramente negli ultimi 2 anni non ho mai avuto nessun problema con nessun pc o notebook.. Anzi per via di riconoscimento hardware ormai ho più problemi quando mi chiedono di installargli windows.
    Comunque piaccia o non piaccia la fine della frammentazione sarebbe la morte del free software e di Linux. E perciò chi la critica è solo una persona che magari usa Linux, senza però averne afferrato in pieno la filosofia.

    • Andrea

      si ok, belle parole. Ma mentre tu parli di libertà = frammentazione dall’altra parte si parla di quote di mercato, diffusione del software libero ecc….questo due cose non sono compatibili. Allora perchè non cercare di trovare un punto d’incontro tra le due cose? i dati della diffusione parlano chiaro…..inutile fare belle cose per pochi eletti. non penso sia la filosofia di linux…..allora sarebbe diverso se il mondo GNU/Linux non volesse assolutamente diffondersi a livello globale, ma così non è!

      • gnumark

        Il mondo Gnu/Linux è appunto formato da centinaia di distro e di programmatori.

        Il fatto che il diffondersi a livello globale sia secondario rispetto all’importanza della Libertà lo dimostra proprio il fatto che c’è questa frammentazione e perciò non è come dici tu. Non mi sembra che questi programmatori si stiano strappando i capelli per diffondersi a livello globale. Il fatto che una distro (Ubuntu) su 300 abbia questo scopo non mi sembra che sia indicativo di una volontà collettiva. Per tutte le altre conta di più la Libertà.

        Ripeto. Nel momento in cui non ci sarà più frammentazione non esisterà più Gnu-Linux. Può piacere o meno ma è così.

        Tu pensi che sarebbe giusto fare cosa?

        Vorresti che tutti i programmatori, molti dei quali volontari, si unissero sugli stessi software e su una sola distro?

        E quale differenza ci sarebbe allora dalle 2 multinazionali che monopolizzano da decenni, con sporchi giochi di potere il mercato? Perchè vorrei ricordarti che il vero motivo per cui la gente utilizza windows è perchè gli viene venduto, nella maggior parte dei casi, a propria insaputa per via di sporchi giochi tra multinazionali.

        Quasi tutti quelli a cui ho installato linux negli ultimi 2 anni non usano più windows perchè si sono accorti che Linux è decisamente migliore. Perciò non è colpa della frammentazione. Non è solo per pochi eletti. E’ che c’è un monopolio arrogante da parte di 2 aziende. E questo ci sarà sempre, frammentazione o no. Fino a che quelle 2 aziende esisteranno.

        Poi se devo dirla tutta a me del fatto che linux non abbia una grossa fetta di mercato non me ne frega assolutamente niente.

        La mia idea, la mia filosofia e non solo lato Linux, è decisamente lontana da tutta quella mxxxa che è la filosofia del mercato. Il vero freno al “vero progresso” dell’umanità per come la penso io. ma non voglio andare OT.

        Probabilmente tu la pensi diversamente ed è giusto che la pensi come vuoi ma fidati.. Non dare per scontato che il lato “quote di mercato” sia così importante per la maggior parte degli sviluppatori di Linux.

        • Andrea

          continui a scrivere belle parole, lo dico seriamente! ma non trovo coesione tra quello che dici con quello che sento e vedo in giro….”poi se devo dirla tutta a me del fatto che linux non abbia una grossa fetta di mercato non me ne frega assolutamente niente” questa frase rovina il tuo bel discorso e ci sei cascato in pieno peccato

          • gnumark

            Perché lo rovina?

            E’ quello che penso seriamente.

            Vorrei chiarire.. A me interessa la diffusione di Linux e molto. Non mi interessano le quote di mercato.

            Dove abito sto cercando di organizzare serate di presentazione Linux ma cercando di puntare sulla filosofia oltre che sulle qualità del sistema.

            Ripeto.. Per come la vedo io, le quote di mercato sono centrali nella mente di chi non ha capito la filosofia di Linux. O di chi non l’ha abbracciata.

            Porta pazienza. Io sarò fuori dal mondo. Anzi lo sono di sicuro. Tutta la filosofia della mia vita lo dimostra ma la penso così veramente.

            Poi.. Tornando al topic una cosa mi piacerebbe capire..
            Come sarebbe possibile far si che Linux non sia frammentato.

            Il codice è Libero e aperto. Ora qualcuno mi spieghi come sarebbe possibile evitare la frammentazione finchè il codice è libero e aperto.

          • noname

            Bravo Mark, ne servirebbero tante di persone come te. Invece mi sa che ultimamente chi si avvicina a Linux lo fa con in testa il mondo commerciale – e in questo la Canonical non è certo incolpevole – cosicchè come Andrea sopra ribattono “pere” mentre si parla di “mele”.
            Chi aderisce alla filosofia del Free Software non ha interesse all’uso di Linux in sè, ma ci tiene alla sua diffusione in quanto CONSEGUENZA dell’instaurarsi della filosofia Free in chi lo usa. Ecco la differenza con “le quote di mercato”.
            L’iniziativa di introdurre le persone a Linux non come “pezzo di software” buttato lì, ma come parte integrante di una determinata filosofia è davvero lodevole, ed è quello che a mio avviso di più serve in questo momento, nel quale invece, pur di “vendere” (anche senza virgolette), fanno apparire come Linux qualsiasi ditata sullo schermo…

          • Andrea

            introduciamo persone ma bisogna farle affezzionare, devono restare, gli deve piacere quello che vedono, deve essere semplice ed intuitivo, la strada che sta facendo ubuntu non è sbagliata a priori….altrimenti ci sarà sempre pochissima diffusione

        • ale

          appunto,ma sai quanto me ne frega se tutti usano linux,anzi meglio così,tanto poi se lo usassero tutti diventerebbe come windows e farebbe schifo,tutti farebbero software di scarsa qualità e si riempirebbe di sporcizia
          Poi parlare di quote di mercato per il software libero non ha senso,non importa a nessuno quanto venga usato linux,tanto che lo usino tutti o nessuno non ci guadagnano nulla gli sviluppatori

      • xxx

        tra server e dispositivi android credo che abbia una diffusione maggiore di qualsiasi altro sistema operativo

    • Rama

      Concordo in pieno, c’e’ poi chi cerca di farci un minimo di business come Ubuntu ma non vedo cosa ci sia di male in questo a patto di offrire un prodotto valido.

      • ange98

        Ma in questo caso il prodotto non è valido quanto molti pensano. Ubuntu da più problemi di Arch! Con Arch terminata l’installazione ho terminato le rogne. Con Ubuntu ogni minima cosa che faccio è una rogna! Aggiungo un ppa ed ecco le dipendenze che si sfanc*lizzano a vicenda! Metto vgaswitcheroo ed ecco che carica il plymouth ma non carica LightDM!

    • reft32

      Ma il mondo funziona in un certo modo sicuramente sbagliato ma è così.Io credo che la frammentazione sia da un lato una cosa positiva e dall’altro negativa.Per esempio come fa Linux ad imporsi a livello mondiae se non ha una distro standard che tutte le aziende dovrebbero usare ?Quale distro dovrebbe essere più diffusa ??

      • ange98

        Ma chissene frega del livello mondiale e della distro leader! Se il leader dev’essere Ubuntu preferisco avere altre 300 derivate in più! Non dobbiamo avere una distro leader, ma dobbiamo avere distro create con criterio e meno marketing da parte di Canonical!

  • TopoRuggente

    Sarebbe un bene se fossero 300 distribuzioni.
    In molti casi invece si riducono soluzioni con pacchetti preinstallati, cosa che si potrebbe facilmente risolvere con uno schell script senza creare una “distro”.

    • ange98

      Ti nomino per il Nobel! *.*
      “Script invece di distro” È la cosa che preferirei invece di trovarmi con 400 Ubuntu con 3 pacchetti in più!

  • boss

    Secondo me la frammentarieta è una cosa buona è giusta,solo che avere 700 ditribuzioni senza conoscere ognuna di queste cosa offre porta solo ad una confusione tale da scoraggiare i più sensibili che optano nel scegliere linux.
    Bisognerebbe avere un certo range di distribuzioni “senza esagerare” che ognuna offra funzionalità in base all uso che se ne deve fare tipo server,home,HTPC etc etc.
    Bisognerebbe eliminare tutte quelle derivate che come obbiettivo hanno solo personalizzazioni dei temi desktop e quelle che includono solo qualche script ed eventualmente unire le forze per migliorare altre distribuzioni di rilievo.

    • Andrea

      giusto, scendiamo sulla terra!!! per andare su Marte ci vogliono ancora un pò di anni…….Alleggerire, snellire, semplificare, unificare, queste sono le cose da seguire per un buon prodotto libero o a pagamento che sia!!!

      • xxx

        difatti su Marte ci andranno con GNU/Linux

  • Dario · 753 a.C. .

    È un bene! Ognuno è libero di scegliere e di creare la propria distro.. Obbligare a sviluppare solo 5 distro non è accettabile.. Ogni sviluppatore deve sviluppare per la comunity ciò che vuole e come vuole lui

    • daniele dragoni

      Tanto le distro principali sono una decina. Le altre sono personalizzazioni molto utili da cui prendere spunto!!!!

  • crossedhead

    una distro è come un vestito: ce ne sono tante, e, se hai fortuna o scegli con criterio, trovi quella che ti calza a pennello! 😀

    • Andrea

      si come le donne, se non hanno il guardaroba pieno di vestiti non sono contente :-)) a me tutto sto caos dopo un pò mi provoca insofferenza, piallo e torno a win. ogni volta succede così ma ogni volta ritorno a linux provo, provo e riprovo le distribuzioni e poi piallo…..secondo me capita al 90% delle persone di questo blog

      • ale

        A me capita invece che alla fine torno sempre ad arch… sarà che è quella con cui mi trovo meglio e su cui non ho difficoltà a fare tutto

        • Andrea

          io fino allo scorso anno ritornavo sempre ad ubuntu, quest anno ho provato solo elementry os beta 2 ed ora sono a win in attesa di non so che………

          • Rama

            Ma daiii come fate a tornare a win? Provate una distro user friendly, Mint (cinnamon, mate o xfce) Ubuntu xubuntu lubuntu, anche deepin merita un tour secondo me

        • crossedhead

          Si vede che è la distro su cui ti trovi sempre a tuo agio 😀

      • crossedhead

        Per me è questa la vita del linuxista, cercare la distro che fa per lui, e poi godersela!
        Nel mio caso, Sabayon è diventata la mia scelta stabile 😀

    • TopoRuggente

      La filosofia giusta sarebbe che linux è come un tessuto, lo adatti tu ad essere il vestito che più ti si adatta.

      • crossedhead

        giusta similitudine!

  • Sortospino

    Sentite, io sono un utente medio. Uso linux perché mi piace. Sono obbligato ad usare Windows perché sul mio XPS 15 devo fare 2000 cosa per fare funzionare il mio hdmi e la batteria mi dura la metà. Su tutti gli altri portatili ho sempre avuto linux.. da ubuntu a fedora a mint ad opensuse, anche arch prima di impazzire. Per me ci devono essere 2 distribuzioni. Una per tu che vuoi essere libero e smanettarci come vuoi e una per me utente medio dove mi funziona tutto…e che se voglio modificare qualcosa lo posso fare. Senza perdere batteria, hdmi e vita.

    • Andrea

      concordo!!!! linux non deve essere frammentato ma deve essere personalizzabile. ti do la base e tu lo personalizzi a tuo piacere, secondo le tue necessità in maniera semplice ed intuitiva; lo rendi tuo ed unico

      • Davide Neri

        E cos’è la personalizzazione? È un concetto uguale per tutti? Linux From Scratch è massima personalizzazione o masochismo inutile per la maggioranza degli utenti, anche “pro”? È Gentoo, che ha tanti strumenti semplici ed automatici per farti scegliere qualsiasi funzionalità ma richiede sempre un tot di tempo per la compilazione? Anche Ubuntu, essendo la distro più supportata e conosciuta anche dalle aziende, può essere definita “molto personalizzabile”, perchè ci sono a dispozione molte guide e applicazioni “accessorie”.
        Allora come le scegliamo ‘ste distro? Sorteggio? Voto? Editto del re? …

        • Andrea

          facciamone poche e buone

  • Ugo Zambiasi

    Proviamo il paragone con: automobili, telefonini, elettrodomestici e che altro vogliamo, poi proviamo a riproporci il quesito in questione.
    Si, è completamente diverso ma può calzare: maggiore è la scelta più possibilità abbiamo di trovare quella che più si confà a noi stessi.

    Purtroppo il discorso OS è ancora troppo condizionato dal monopolio Windows
    ma anche solo qualche anno fa parlare di “telefonino” significava NOKIA!!!

    • ale

      Appunto,anche di cellulari però si parla di frammentazione,almeno così accusa apple,per esempio vedi android dove ci sono mille modelli,ma alla fine è meglio così rispetto al mercato apple dove c’è un modello solo che deve andare bene per tutti,è sempre meglio avere una scelta più ampia secondo me

      • Andrea

        tanti telefoni e modelli ma tutti con android, poi se uno vuole ci sono le rom ma sono cose a parte.

        • ale

          Ma in quel caso è frammentazione hardware,perchè poi dicono (ed è vero) che uno che sviluppa un applicazione deve farlo tenendo conto che ogni telefono ha una risoluzione dello schermo diversa,una potenza diversa (perchè deve andare sia sulla cinesata da 50€ che sul top di gamma),risorse diverse,sensori diversi e così via
          Mentre con apple di modelli ne ecsce uno all’ anno quindi alla fine non ci sono tanti problemi

          • Andrea

            si però all’utente finale poco cambia per lui non c’è frammentazione: cerca l’app se c’è la scarica e via, che abbia un cell da 100 € o da 600 € poco cambia…..al limite se si va sui giochi si ha sicuramente un calo di prestazioni ma non drastico

          • ale

            E invece no,causa problemi perchè non tutte le app girano su tutti i telefoni,in alcuni vanno in crash,in altri non girano proprio…

          • Andrea

            ho android su cell dal 2009 e su tablet dal 2011 su centinaia di app scaricate forse il 4/5% mi hanno dato problemi

      • Ugo Zambiasi

        Yesss

  • xxx

    Discorso trito e ritrito.

    A chi dice che è un male gli rispondo che, per lo stesso principio, perchè usare Amarok quando Vlc ti fa vedere anche i video.

    Tutte le distribuzioni utilizzano kernel Linux e programmi di base GNU, si differenziano solo per il modo di pacchettizzare (deb, rpm, tar.xz…)

    Si potrebbe discutere invece sull’uniformare i vari script, le cartelle, i files di configurazione… ma anche questo fa parte del bello di GNU/Linux è come una specie di selezione naurale

    • ale

      Per i file di configurazione e il resto il problema è già risolto,nel giro di pochi anni tutte le distro dovrebbero adottare systemd,che ora usa arch e fedora e poi bo,in quel caso il gestore è unico e gestisce l’ avvio di sistema,l’ avvio di servizi,i log di tutto il sistema,i dispositivi,i file di configurazione di boot e anche dell’ orologio,hostname,rete,tastiera,lingua e tutto insomma

    • TopoRuggente

      “Tutte le distribuzioni utilizzano kernel Linux e programmi di base GNU,
      si differenziano solo per il modo di pacchettizzare (deb, rpm,
      tar.xz…)”

      Fosse così esisterebbero
      Debian deb
      Fedora rpm
      Arch Linux tar.xz
      Slackware txz
      Gentoo

      Così sono 5, diciamo magari 10, ben lontano dalle 300

      • xxx

        le altre 300 si differenziano per l’ambiente grafico o per i programmi inseriti nella distribuzione, per il resto sono sempre riconducibili a 5-10 distribuzioni

  • Ruben Tura

    Alla fine io credo ci siano lati positivi e lati negativi. Da un lato la frammentazione può portare ad innovazioni varie e miglioramenti, come da voi citato nell’articolo, e sotto molti aspetti la si tratta come un vantaggio, ma vorrei parlare proprio di Ubuntu. Nata come derivata di Debian, si è fatta strada negli anni portando diverse modifiche all’inizio, e cambiando radicalmente poi (cosa poi non troppo difficile data la mentalità di Debian, di certo particolare, riguardo alla gestione dei repository), ed è diventata un’ottima distro (che attualmente uso), ma a parer mio sono troppe e deleterie le derivate di Ubuntu, che alla fine non portano nulla di nuovo, se non un DE (installabile a parte, forse, come fanno tutti) o idee già portate mille volte da altre distro, e non meglio sviluppate (vogliamo parlare delle mille distro uguali a xubuntu o lubuntu, o le stesse xubuntu e lubuntu?). Inutili e deleterie come detto, perchè si basano sul nome da cui “prendono spunto”.

  • kenshiro000

    Sge windows è il primo sistema operativo gran parte delle colpe è della frammentazione di mille distro circolazione, molti tra queste inutili.
    Il vero problema è che su linux si da molta priorità ai desktop paiette e cotillion e lustrini, ma se dedicassero più tempo alla programmazione di app che spesso mancano e solo la vera piaga su linux, a parte alcuni, molti sono ridicoli e obsoleti, e il fatto che ci siano in circolazione più distro che applicativi rende il tutto più anomalo e ridicolo.

    • Davide Neri

      Ma cosa c’entrano le comunità delle distro con le applicazioni? Tutti i programmi per Window li sviluppa Microsoft? Quelli di Debian programmano 25000 applicazioni?
      Se gli sviluppatori anche commerciali non sono capaci di fare software che gira su tutte le distro, ammettano di essere incapaci o di non averne voglia invece che tirare fuori a scusa della frammentazione, ce la fanno perfettamente piccoli team di volontari.

  • DarkTux

    Per Linux avere una cosi ampia scelta di distribuzioni non è un male dato che cosi ogni utente può scegliere quella che meglio si adatta alle sue esigenze senza che nessuno ti imponga un modo di lavorare e di pensare. Il vero problema su Linux è per gli sviluppatori che ,se già poco interessati a questa piattaforma per via dei pochi utenti, devono combattere con mille difficoltà e differenze come la diversità dei pacchetti delle distribuzioni, che a volte cambiano solo nel nome. Secondo me basterebbe creare un SDK ed un gestore pacchetti comune per risolvere molti dei problemi di Linux diventando più appetibile per gli sviluppatori, ma lasciando invece libere le distribuzione di scegliere il software preinstallato e l’ambiente desktop per rispettar la libertà di scelta degli utenti.

  • enrico t.

    La frammentazione è un bene nel lungo termine, per due motivi, vengono acquisite competenze all’esterno di gruppi consolidati e questo determina un rientro di novità dovuta ad approcci differenti, la libertà di fare tutto, fa selezione naturale e crea il compost per le generazioni future 🙂

  • kayashan silverleaf

    Analizziamo con ordine.

    In genere le distrubuzioni hanno tre cose in comune.
    Il server Grafico X.org( che verrà sostituito da progetti frammentati Mir/Wayland)
    Il Kernel ( e qualcuno dirà OVVIO IMBECILLE)
    I De Disponibili
    i sistemi di pacchettizzazione( a parte qualche rumors in ubuntu del sistema interno) sono diversi a seconda della distrubuzione master ( Debian, Redhad ecc)
    Tanto tempo fa si cercò di standardizzare le distribuzioni in modo che gli sviluppatori non dovessero fare dei pacchetti chiusi chiamando questo Standard LSB (Linux Standard Base) Ovvero dei punti cardine dove le distro si dovevano ancorare in modo che i bug fossero comuni e una volta risolti su una venivano risolti per tutte. ( all’epoca però erano pochissime le derivate ufficiali e non delle principali )

    Oggi abbiamo invece che ogni distrubuzione ha delle derivate.
    Esempio Ubuntu ha formato un proprio Standard Base.
    Fedora idem ecc.
    Il fatto che esista una derivata è semplicemente un evoluzione un arricchimento una sorta di ricerca infinita dell’uomo a completare ciò che manca ed è su questo che si basa Linux. Linux parti con un hardware specifico poi arrivò qualcuno e scrisse il codice per altro hardware.
    La distribuzione che incorpora linux non puà fare altrimenti.
    Diciamo che il punto di forza e anche il punto debole.
    Vedi la questione Mir / Wayland citando il programmatore di X.org, mettendo un alternativa a Wayland nella successione di X.org produrrà che ci sarà doppio lavoro per sviluppatori, produttori di hardware ma sempre che questi due server grafici non siano compatibili e che quindi creando il supporto per uno non si possa creare il supporto per l’altro. Bisogna vedere cosa converrà a tal punto agli sviluppatori .
    Se maggior esclusività o maggior supporto da parte delle comunity.

  • Dea1993

    è un bene se portano qualcosa di innovativo o se facilitano l’utilizzo della distro madre.
    ad esempio ubuntu per me non è una distro inutile perchè è una derivata di debian ma non si limita solo a portare gli stessi pacchetti ma porta alcune facilitazioni per l’utente inesperto (infatti è stata la prima distro che ho provato).
    ho detto ubuntu perchè è una delle più diffuse ma lo stesso discorso vale per tutte le principali derivate delle distro madri, quindi anche fedora, sabayon, chakra ecc…
    anche distro che derivano da una derivata potrebbero non essere inutili se portano qualcosa di diverso (e non solo il DE e qualche software), ad esempio Mint, è una derivata di ubuntu ma si può dire che è abbastanza indipendente da ubuntu perchè innanzi tutto il team di mint ha creato un proprio DE quindi qualcosa di innovativo l’hanno fatto e non si sono limitati solo a fare una copia di ubuntu.
    tutte le altre distro che si limitano a cambiare solo qualche pacchetto rispetto alla distro originale secondo me non hanno motivo di esistere e alla lunga potrebbero anche morire perchè magari lo sviluppatore l’aveva fatta così tanto per farla ma senza l’intenzione di supportarla negli anni.

    quindi riassumento le distro mi stanno bene solo fintanto che portano qualcosa di innovativo o facilitano l’utilizzo del sistema operativo, per il resto no.

    PS: io uso archlinux e secondo me è fantastica

    • ange98

      +111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111 (non si è inceppata la tastiera 😛 )

  • Nicola

    Senza ombra di dubbio un bene.
    Chi lo ritiene un male o è un utene di altri sistemi operativi, o più semplicemente si è avvicinato al mondo gnulinux perchè “free” (inteso come gratis) o comunque senza capire minimamente la filosofia che stà dietro al free software. E questo, concordando con chi lo ha già scritto, è “merito” anche di Canonical. In quanto azienda non si preoccupa della filosofia, ma solo di fare numeri. Sia chiaro, non è un reato. Ma così facendo crea questo genere di utenza.
    Molto meglio la qualità che la quantità. E questo vale anche per gli utenti.
    Sacrificare la filosofia per le quote di mercato mi sembra assurdo oltre che deleterio. Le quote di mercato lasciamole alle aziende.

    Per tutti quelli che dicono “devono esiste 1, 2, 3 distribuzioni…”: chi avrà il potere decisionale? Chi deciderà quante e queli distribuzioni dovranno sopravvivere? Ognuno è e deve essere libero di crearsi la proprio distribuzione.

    • ale

      Un conto è creare una distribuzione,ottimo,sarebbe bello vedere qualcosa di nuovo,ma alla fine le nuove distro non sono altro che la derivata della derivata della derivata di debian o red hat,fine,ubuntu è pur sempre una derivata,l’ unica distro che sta introducendo novità è archlinux,è stata la prima a introdurre systemd,sarà la prima ad abbandonare il supporto a x86 e la prima ad adottare wayland (che è già nei repo),in più ha semplificato la struttura in generale,per esempio le librerie sono tutte in /usr/lib,i binari tutti in /usr/bin invece che in /bin,/sbin e /usr/sbin che creano solo confusione
      Ubuntu invece pensa a sviluppare la sua unity e ora il suo mir,contributo alla comunità 0
      insomma quello che non va è che si facciano distro prendendo ubuntu,cambiando qua e la 2 cosette,il tema,lo sfondo,i programmi predefiniti e la si chiami distro,no una distro per me deve avere per lo meno un suo gestore di pacchetti,se no non la provo nemmeno

      • ange98

        Non vorrei dire fesserie ma credo che Fedora abbia adottato Systemd prima di Arch (mi risulta dalla v.15.).
        Sono info corrette?

        • ale

          Si è vero,pensavo dalla 17,mi sono sbagliato

  • Marco

    esisteranno anche mille distro differenti, ma in realtà la parte del leone la fa ubuntu e un nuovo utente che si avvicina a linux il 99% lo fa provando il sistema operativo di canonical e non certo Arch Linux… Il motivo è chiaro: ubuntu non è migliore delle altre distro , ma è ben supportato da una comunità immensa che aiutata i nuovi arrivati in tutto per tutto ed inoltre, col passare del tempo, sta diventando sempre più semplice ed intuitiva; quindi secondo me chi può portare alta la bandiera dell’open source è certamente canonical. Le altre distro, in termini numerici, fanno solo contorno

    • DarkTux

      Ubuntu e sue derivate sono le più utilizzate sl xchè hanno una più ampia scelta di software pronto all’uso e non è quasi mai necessario compilare software manualmente dato che viene in genere supportata sin da subito dagli sviluppatori (vedi Steam). gli utenti di altre distro devono attendere invece che il pacchetto venga ricompilato anche per loro o dagli sviluppatori o da qualche utente volenteroso. Se invece ci fosse un sistema di pacchetti comune alle varie distro tutti gli utenti Linux ne trarrebbero vantaggio ma anche gli sviluppatori, che dovranno compilare il pacchetto solo una volta e supportare cosi tutte le distro.

      • ale

        Ubuntu è diffusa perchè è facile all’ inizio,ma alla lunga è più complessa di altre,vedi archlinux,è difficile iniziare ma dopo averci fatto la mano e avere imparato i 4 comandi che si usano per gestirla mantenerla è facilissimo,tutti usano ubuntu per iniziare ma poi chi va avanti con linux usa o debian o arch,gli altri prima o poi tornano a windows
        E poi dai non è la fine del mondo se ci sono 4 standard di pacchettizzazione diversi,che poi gli sviluppatori creano solo deb e rpm,a parte che compilare un pacchetto non è che sia così complesso,sono 4 comandi,in più su distro come arch hai aur che facilita il tutto

        • tomberry

          C’è anche chi inizia con ubuntu, prova anche con altro, ma se si trova bene con ubuntu torna ad ubuntu eh…

        • DarkTux

          Può risultare facile per te compilare, ma un utente che da sempre è abituato a windows e con la filosofia del clicca avanti per installare, già il solo pensiero del terminale lo spaventa e sinceramente anche se il processo di compilazione è semplice,comunque porta via del tempo. In realtà poi si è vero, esistono più o meno 4 formati di pacchetti, ma hai mai provato ad installare un pacchetto rpm di Fedora su OpenSuse o altre che usano lo stesso formato? La maggior parte delle volte il pacchetto non si installa o si installa male, questo perchè il programma non riesce a soddisfare le dipendenze adeguatamente, dato che spesso le dipendenze che sono contenute nei repository di distro diverse anche se con stesso formato cambiano nel nome oppure risultano mancanti. Se esistesse un formato ed un nome unico per identificare quel particolare software, le dipendenze potrebbero essere soddisfatte adeguatamente su qualsiasi distro e lo sviluppatore potrà preoccuparsi di altro.

          • ange98

            Ma prima dell’utente Windows esisterà sempre un utente prima di lui che è un po’ più pratico ed ha già precompilato il pacchetto (o creato lo script).
            Non è arrivato? Chiedi aiuto online. Mamma mia che difficile!!!

      • ange98

        Oh be ci vuole tanto a scompattare un .deb e farne un PKGBUILD o crearne un .rpm (se proprio sei svogliato usi alien che spesso risolve TUTTO), ecc.

    • xxx

      il 99% lo fa provando il sistema operativo di canonical

      non capisco chi vi dà queste convinzioni

  • Torno Nel Mio Limbo

    Ognuno è libero di fare se ha tempo, voglia e passione. Purtroppo molte derivate non sviluppano nulla, le si potrebbe vedere come un assemblamento personalizzato (io le chiamo mod.). Unificare il sistema di pacchettizzazione (come ho letto in alcuni commenti) sarebbe un grave errore, primo perché non è il medesimo che crea frammentazione e poi si perderebbe così il carattere, la natura, la fisionomia e personalità della distro stessa.

    • DarkTux

      secondo me un formato unico di pacchettizzazione semplificherebbe la vita di sviluppatori ed utenti per mantenere ed installare software. Il carattere delle distro non si perderebbe perchè ogni distro deciderà sempre cosa preinstallare e cosa no, quali repository abilitare e quali no.

      • Davide Neri

        Sì ma dai è un falso problema una volta che hai i binari fare qualche pacchetto diverso è roba da poco, anche perchè la documentazione e i tool automatici non mancano.

        • DarkTux

          Ma comunque devi dedicare del tempo che potresti utilizzare per dedicarti alla ricerca di bug o alla creazione di nuovi programmi. Poi mentre per le distribuzioni più grandi questo non è un problema, per altre distro più piccole gestire il software può diventare veramente qualcosa di frustrante. Ad ogni modo se non hai quelle capacità tecniche necessarie, dovrai sempre aspettare che qualcuno si ricordi di pacchettizzare quel software per la tua distro che altrimenti non potrai utilizzare.

          • Davide Neri

            Io non stavo parlando degli utenti, secondo me una buona distro è quella che richiede di installare “a mano” meno programmi possibile. Ovviamente però non tutti hanno la comunità grande abbastanza per avere repositories con 30mila pacchetti.
            Mi riferivo di più agli sviluppatori, di cui ci si mostra sempre troppo preoccupati senza motivo. Se si vuole scrivere una applicazione per Linux e gestire anche la sua pacchettizzazione, si possono tranquillamente creare più pacchetti. Non è che sia una perdita di tempo quantificabile in perdita di denaro eh…

          • DarkTux

            Allora se sei uno sviluppatore, prova a scrivere un programma e generare i pacchetti per 600 distribuzioni diverse. Oppure come si usa fare, scegli solo 10 distro tra quelle più diffuse che utilizzano repository diversi. Io credo che per trovare solo il nome delle dipendenze per ogni distro impiegherai parecchio.

          • Andrea

            appunto meno distro meno lavoro inutile per i programmatori, e sicuramente programmi fatti molto meglio senza bug

          • DarkTux

            Io penso che il problema non siano quante distro ci sono, ma come queste distro cooperano tra loro. La base software cambia pochissimo, ma ci sono a volte differenze inutili che complicano la vita di utenti e sviluppatori. Il fatto che si creino nuove distro è un bene perchè ognuna nel suo piccolo immagina un’idea di linux differente e saranno poi gli utenti a decidere se sostenerla oppure no.

          • Davide Neri

            Qui si stanno confondendo cose completamente diverse. Usare librerie collegate staticamente o dinamicamente è un altro problema. Uno non è mica obbligato ad usare le librerie fornite dalla distro. Può usare tranquillamente la propria versione ed aggiornarla col proprio software. In questo caso, la pacchettizzazione non conta nulla. E anche se si usassero pacchetti della distro, si potrebbero comunque fornire delle librerie “just in case” ci siano dei problemi.

          • DarkTux

            Per la creazione di un programma non usi soltanto librerie, ma ti puoi appoggiare anche ad altri programmi, per la programmazione potresti utilizzare Gambas che a sua volta si porta con se altre dipendenze. Dovresti creare pacchetti EXTRA LARGE, come si usa con Mac. Ma se vuoi semplicemente creare una GUI per un programma a linea di comando come ffmpeg, dovresti includere il programma e tutte le sue dipendenze per farlo funzionare.

          • Davide Neri

            Ma mica i programmi cambiano completamente ad ogni release. Basta controllare se c’è la versione che dovrebbe andar bene o una maggiore. Idem per le librerie. Così sembra che sia impossibile avere programmi che con 4-5 pacchetti girino su più distro, mentre ce ne sono parecchi.

          • DarkTux

            E’ ovvio che ci sono programmi che non richiedono grandi dipendenze. Ma rimane il problema se il mio programma dipende solo da un programma, ma che a sua volta dipende da una infinità di altre librerie e programmi.

          • DarkTux

            Ad ogni modo, il tempo da impiegare per gestire tutti i pacchetti di una distro è davvero troppo. Al punto che spesso ci si ritrova nei repository software obsoleto. Se fosse invece direttamente lo sviluppatore a mantenere un unico pacchetto universale, il tutto sarebbe più semplice.

          • ale

            Di pacchetti ne devi creare solo 2,un deb e un rpm,fine,se proprio vuoi supportare anche arch crei un PKGBUILD e lo metti in aur,questi sono i sistemi di pacchettizzazione diffusi,poi al limite ne crei uno per slackware e poi distribuisci i sorgenti

          • DarkTux

            Ripeto! Prova a fare come dici tu, crea un programma semplice in gambas. Crei un pacchetto deb ed uno rpm, poi prova ad installarlo su Debian, Ubuntu (deb) e poi su Fedora, OpenSuse, Mandriva (rpm). Dimmi se funziona su solo queste 5 distro senza alterare per ognuna le varie dipendendenze.

          • ange98

            e poi facciamo un ebuild, un formato per BSD, già che ci siamo per Haiku e perchè no anche per Solaris 😛
            Basta un .deb e/o il codice sorgente. Dal .deb si ricava il resto (.rpm, il PKGBUILD, l’ebuild, quello per Slackware, ecc.)

          • ale

            Va be lascia stare BSD e solaris che si parlava di linux,e le ebuild non sono veri e propri pacchetti,sono delle specie di script per compilare il pacchetto,come i PKGBUILD di arch,se rilasci il sorgente a fare l’ ebuild se mai ci pensa qualcun’altro

          • ange98

            “se rilasci il sorgente a fare l’ ebuild se mai ci pensa qualcun’altro” stesso discorso per un PKGBUILD. Sono anche simili (N.B.: Simili != uguali).

            il PKGBUILD e l’ebuild sono soolo degli esempi (anche al quanto stupidi) per farti capire che basta solo un banale .deb. Partito da quello puoi fare tutto.

          • ale

            Partendo da un deb puoi fare tutto tranne un pkgbuild o un ebuild… dato che non sono pacchetti ma script per compilare il pacchetto se non hai il sorgente come fai a farlo
            Ovviamente puoi fare come con il PKGBUILD o l’ ebuild di chrome che prende l’ rpm o il deb di chrome e lo estrae,ma è sempre bene partire dal sorgente

          • ange98

            Steam non mi pare che abbia un sorgente disponibile. È stato scompattato il deb per Ubuntu e viene usato il PKGBUILD per installare tale precompilato
            PS: ho appena scaricato anche il PKGBUILD di Steam con ABS ed ho spulciato il .tar.gz di steam

          • ale

            Si ma il PKGBUILD come ti ho spiegato per chrome è fasullo,in pratica il PKGBUILD non fa nient’altro che scaricare il pacchetto deb di steam dal sito ufficiale,scompattarlo e ricompattarlo aggiungendo giusto quei file per renderlo compatibile con arch,finita li,non si compila nulla

          • ange98

            Ma installa comunque un programma nel mio sistema, perciò io lo considero valido. Comunque esistono anche PKGBUILD come systemd-vgaswitcheroo-units che non fanno altro se non scaricare 3 files, controllarne l’integrità e copiarli nel sistema (+ o – quello che fa il PKGBUILD di Steam), ma sempre un pacchetto installa.
            Questo IMHO, poi se la pensiamo diversamente potremo stare qui a discuterne per ore, ognuno con la sua idea e dopo ore non avremo comunque un “vincitore”

          • ange98

            Oppure crei un .deb per Ubuntu (o un .rpm per OpenSuSE/Fedora) e lasci il lavoro “sporco” alle distro (AUR, PPA, repo di terze parti, pacchetti online esistono sempre)

          • Simone Dedo

            Ed è quello che sta succedendo attualmente, che per quanto sono d’accordo, se proprio deve esserci più di una distribuzione, che si preoccupino di sviluppare unicamente per Debian/Ubuntu e Fedora/openSUSE.

            Però questo scassa veramente le pxxxe. OpenSUSE ad esempio ha fatto un ottimo lavoro su questo proposito (e ricordo che openSUSE si sbatte molto più di qualsiasi altra distribuzione per far rispettare standard aperti e non sviluppa solo per se, ma per tutti) Openbuildservice dove praticamente il tuo software lo puoi pacchettizzare facilmente per tutte le distribuzioni grazie a quello strumento.

            Tuttavia, anche se apprezzo moltissimo questa cosa, non risolve il problema alla radice e cioè che ci vuole ordine e standard concreti che TUTTI devono rispettare.

            Sviluppi software per Linux? Pacchettizza unicamente .rpm per Fedora e openSUSE perchè loro rispettano gli standard e gli altri no, punto.

            Il problema è che openSUSE e Fedora, non sono usate come Debian e Ubuntu (Debian sui server e Ubuntu sui Desktop).

            Già questi utenti creano disordine in un sistema in cui dovrebbe cominciare a esserci ordine, per di più, se consideriamo che ci sono utenti che cominciano a dire: “esiste solamente archlinux” questo mi fa capire che a nessuno importi qualcosa veramente di Linux e che non crescerà mai sul settore desktop.

          • ange98

            Allora non sono l’unico a cui piace OpenSuSE e che pensa che si meriti più utenti 😀

          • Simone Dedo

            Direi proprio di no e fai bene ad usarlo e a sponsorizzarlo, perchè merita più di qualsiasi distribuzione, Ubuntu compresa.

          • ange98

            purtroppo non la uso più in favore di Arch, ma è la distro che mi è piaciuta di più dopo Arch 🙂
            Forse la preferisco anche a Chakra

        • Simone Dedo

          Sottovaluti il problema: alcuni software sono pacchettizzati solamente .deb (che non è lo standard) e ci sono ppa solo per distribuzioni basate su Ubuntu (che questa cosa diciamo mi piace e non mi piace) e questa cosa ha delle ripercussioni per utenti che voglio fare solo doppio click per installare un programma.

          Mi piace perchè: così tutti convergono su un’unica distribuzione (ed è stato grazie a questo che ora Ubuntu è conosciuta dalla massa, sviluppatori e produttori)

          Non mi piace perchè: perchè Ubuntu non rispetta nessuno standard aperto come Mir, che è fatto solo da loro e per loro e il sistema dei pacchetti non è quello standard definito della Linux Foundation.

          Quindi qualcosa non è stato rispettato e grazie a questa filosofia della libertà, ognuno fa come gli pare, un pò come succede in Italia.

          • Torno Nel Mio Limbo

            Perché la Linux Foundation ha promosso wayland come prossimo server grafico standard per i sistemi Linux? Io non uso Ubuntu e potrei anche fregarmene, però Canonical sta facendo quello che Red Hat ha fatto +/- 4 anni fa. Non capisco perché MIR non possa essere una alternativa a Xorg e/o wayland. Chi lo decide questo, Red Hat solo perché più forte e da sempre influenza la comunità Linux?

          • Simone Dedo

            Perchè xorg è uno standard approvato da tutti, principalmente dalla freedesktop e in seconda battuta dalla Linux Foundation visto che condivide i piani di sviluppo di Intel (mi riferisco a Wayland e Intel lo finanzia e sviluppa) .

            Successivamente, anche i produttori e sviluppatori di software hanno preso conoscenza con xorg (chi bene chi male) e Wayland rappresenta la sua evoluzione (ricordatevi che ci sono gli sviluppatori di xorg dietro Wayland)

            Non è Red Hat che decide, ma la Freedesktop e la Linux Foundation sono stati creati proprio per stabilire degli standard comuni e aperti.

          • Torno Nel Mio Limbo

            Era ora che sbloccassero il tuo messaggio. 😛
            Premetto che a me non interessa avere ragione però le info devono essere corrette. Non sto dicendo che le mie lo siano, magari te possiedi informazioni che io mi son perso per strada… però:

            Ovvio che xorg sia divenuto uno standard nei sistemi Linux perché l’ alternativa era la shell. Quindi non c’ erano tante alternative visto anche il tipo di licenza.
            Wayland è un progetto creato e sviluppato da Red Hat supportato (vero) dalla Linux Foundation (quindi anche dalla Intel), che poi ci sia collaborazione con i produttori di driver… è ovvio. Che gli sviluppatori siano gli stessi (o dietro) di xorg… non mi risulta, magari sbaglio ma questa mi è nuova.
            Red Hat (magari non decide) da sempre condiziona la comunità Linux, basti guardare le novità partorite e dopo implementate in altre distribuzioni. Se in un futuro, da una parte ci fosse la possibilità di adottare wayland o mir, non la vedo così brutta come scenario. L’ evoluzione e sviluppo (come inizialmente avevi scritto, definendo wayland ”l’ evoluzione di xorg”) nasce dalle differenze e non dallo standard. Che sia il successore mi sembra ovvio…
            Pace e bene. ^^

          • Simone Dedo

            Sì, l’alternativa era la shell, ma semplifichiamo la discussione che ne dici?

            Se nasce un progetto per un server grafico e non più testuale, esso diventa uno standard. Cosa sarebbe successo se ne fossero nati 3? Un bel pastrocchio immagino.

            Quindi, siccome è nato xorg e solo lui (almeno credo) è ovvio che lui è divenuto uno standard e accettato dagli enti da me sopra citate. Visto che gli sviluppatori poi cominceranno a lavorare su Wayland, Wayland è la naturale evoluzione di xorg. Può non sembrarti così matematico, ma è inutile farci tante seghe mentali su cosa lo è e cosa no.

            Vedi, funziona così: xorg prima, Wayland dopo. Mir non è stato accettato da nessuno, nè dai DE, nè dalle distribuzioni, nè dai produttori, nè dagli enti sopra citati. Al contrario, Wayland è stato accettato da tutti questi. Questo è ciò che importa, quindi, se Canonical non vuole rovinare la festa, è bene che contribuisca e non “frammenti” perchè è di questo che parliamo e l’esempio è calzante.

            Red Hat influenza perchè fa qualcosa di concreto per la comunità (Fedora) e per il kernel Linux, oltre che ad essere la prima azienda al mondo che guadagna in assistenza e prodotti basati su Linux.

          • Torno Nel Mio Limbo

            Perché c’è Red Hat che spinge dove altrimenti perderebbe tutti i soldini messi in questo progetto. Se agli costruttori, produttori importasse veramente di Linux, non ci darebbero le briciole. Invece Linux da sempre combatte anche per il piccolo dei driver. Canonical ha dato il suo piccolo contributo al progetto wayland. Per carità non lo voglio santificare, però qualcosina ha fatto. Le altre comunità invece?
            Comunque sia, se al tempo ci fossero state altre possibilità oltre a xorg, sicuramente avrebbero scelto in base ai soliti criteri pragmatici e filosofici di Linux. L’ evoluzione di un progetto è tutt’ altro, altro che seghe mentali. 😛
            Pace e bene ^^

          • Simone Dedo

            Scusa quale contributo ha dato Canonical per Wayland?

          • Torno Nel Mio Limbo

            Il driver che permette l’esecuzione di xorg come client di wayland per le applicazioni non native.

          • Simone Dedo

            Puoi spiegarti meglio? Di che applicazioni parli?

          • Torno Nel Mio Limbo

            Hi,

            I started working a few weeks ago on Xorg hosted mode (X running as a
            wayland client) which was available at
            http://cgit.freedesktop.org/~krh/xserver/log/?h=hosted .

            With krh, we decided to rename it xwayland instead of hosted, mainly
            because the goal of hosted was to provide an abstract mechanism to
            host an X server inside another graphic system, but that abstraction
            was dropped eventually.

            The previous “hosted” code needed cooperation from the video driver,
            and only xf86-video-intel available in krh’s tree provided that. With
            xwayland, we still need that, but since I don’t have an intel video
            card, I also created xf86-video-wlshm which is a “fake” video driver
            that work without real hardware. This driver really make things easy
            to test, since you don’t need any specific hardware, and if it crash
            or do something wrong, it will only crash a userspace process, and
            your hardware won’t burn into flames.

            So, what’s new in xwayland ?
            =====================

            – rebased on xorg’s master
            – updated to follow wayland changes
            – new input code, using xf86 input drivers
            – improved stability, fixed memory corruptions and removed some leaks

            How can use it ?
            ============

            I’ll assume that you have a working wayland setup, if not, you can
            always follow that: http://wayland.freedesktop.org/building.html
            I’ll also assume that I’ll your wayland stuff is installed in
            /home/user/dev/wl/local/

            xwayland: http://cgit.freedesktop.org/~iksaif/xserver/
            $ cd xserver
            $ git checkout -b xwayland origin/xwayland
            $ CFLAGS=”-O0 -ggdb3″
            PKG_CONFIG_PATH=/home/user/dev/wl/local/lib/pkgconfig/:/home/user/dev/wl/local/share/pkgconfig/
            sh autogen.sh –prefix=/home/user/dev/wl/local –disable-dri
            –disable-dri2 –disable-config-hal –enable-unix-transport
            –enable-tcp-transport –disable-config-udev –disable-config-dbus
            –disable-xaa –enable-libdrm –disable-xnest –disable-xvfb
            –disable-dmx –disable-xvmc –disable-dga –disable-screensaver
            –disable-xdmcp –disable-xdm-auth-1 –disable-glx –disable-xinerama
            –disable-xace
            $ make
            $ make install

            xf86-videp-wlshm: http://cgit.freedesktop.org/~iksaif/xf86-video-wlshm/
            $ cd xf86-video-wlshm
            $ sh autogen.sh –prefix=/home/user/dev/wl/local
            $ make
            $ make install

            xf86-video-intel: http://cgit.freedesktop.org/~krh/xf86-video-intel/
            $ cd xf86-video-intel
            $ git checkout -b xwayland origin/xwayland
            $ sh autogen.sh –prefix=/home/user/dev/wl/local
            $ make
            $ make install

            $ mkdir -p /home/user/dev/wl/local/etc/X11
            $ cat > /home/user/dev/wl/local/etc/X11/xorg.conf <<EOF
            Section "Device"
            Identifier "Device"
            Driver "wlshm" # or intel
            EndSection
            EOF
            $ ./my-wayland-compositor
            $ cd /home/uer/dev/wl/
            $ ./local/bin/Xorg -wayland -rootless :1

            And voila ! now you should be able to run some X client on DISPLAY=:1

            Some results, using qwidget-compositor-mid:
            – firefox + adobe-flash-plugin:
            http://xf.iksaif.net/dev/wayland/xwayland-flash.png
            – dwm + xterm + xeyes: http://xf.iksaif.net/dev/wayland/xwayland-flash.png
            – chrome + compiz + WolfenQt: http://twitpic.com/5d92f4

            What's left to do ?
            =============

            update screen geometry
            ———————-
            how ? virtualbox have an .. interesting approach to do that.

            window geometry
            —————
            X11::_Screen::MoveWindow() | wl_shell_resize()
            X11::_Screen::PositionWindow() | wl_shell_move()
            X11::_Screen::ResizeWindow() |

            wl_shell_listener::configure() | X11::ConfigureWindow()

            clipboard
            ———
            – special path for X11X11 ? Does it work now ?
            – how can we control X11 clipboard inside an extension ?
            – Wayland -> wl_shell_create_selection()

            drag&drop
            ———
            how do will we do that on X11 side ?
            For wayland, simpy use wl_shell_create_drag()

            input grab
            ———-
            does that work ? don’t think so…

            What now ?
            ========

            Feel free to come on #wayland if you want to discuss about it, and
            more important, feel free to send patch to implement missing features
            !

            Special Thanks to krh, bnf, daniels others for their help !


            Corentin Chary
            http://xf.iksaif.net

          • Torno Nel Mio Limbo

            Il supporto per i driver open nvidia per esempio, questa patch ha un nome ben preciso, ma te questo già lo sai. :p
            A parte che son convinto che stai giocando con me.

            Appena verrà sbloccato il mio post precedente leggerai il piccolo contributo di Canonical. Ora dimmi, cos’ hanno fatto le altre comunità Linux (Debian, Mint, Arch, Slack, Gentoo etc etc), lasciando da parte – ovviamente – l’ industria Red Hat e derivati. Visto che ci siamo, rammentami i progetti ufficiali (sempre escludendo Red Hat) che le altre comunità stan sviluppando per la comunità Linux.

          • Simone Dedo

            No, in tutta onestà non ho capito di cosa stai parlando di preciso.

            Le comunità Linux (Debian, Mint, Arch, Slack, Gentoo) dal mio punto di vista, hanno solo danneggiato gli standard. Sono tutte opere amatoriali che era meglio tenere all’oscuro se avessi potuto decidere io per loro.

            Ora, riguardo il fatto che io debba ricordarti i progetti ufficiali che hanno fatto per la comunità Linux, ho già capito che vuoi andare a parare che Ubuntu ha contribuito a far crescere di molto la popolarità di Linux in ambito scrivania e che ha creato dei servizi come quelli Apple. Tuttavia, anche Ubuntu ha rotto molto le righe degli standard e ora ancora di più con Mir.

          • Torno Nel Mio Limbo

            Io sono utente Arch Linux e in seconda battuta SlackWare (anche se tribolo con Slack) e non sto andando a parare da nessuna parte. Mi attengo ai fatti.
            Dalla moltitudine può nascere una nuova idea che può essere presa e ripresa da altri e sviluppata. Diversamente lo standard può semplificare il lavoro e produrre a basso costo ma assassina la creatività e te (spiace dirlo) questo concetto lo ignori.

            http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&px=MTEyMDE

          • Simone Dedo

            Ora ho capito di cosa parli, ma per me, è del tutto irrisorio il loro intervento, ma ci ha risparmiato del lavoro.

            Diversamente dalla creatività, lo standard si focalizza a ottenere qualcosa di concreto e che funzione e io non ignoro la creatività, apprezzo la concretezza.

      • Simone Dedo

        Bravo, hai citato un problema da me sopra descritto. C’è uno standard per i pacchetti e ne hanno fatto un altro, questa è la peggiore cosa che potesse accadere.

    • kayashan silverleaf

      La pacchettizzazione di una distribuzione non è che sia quel gran punto di carattere e filosofia di una distribuzione. è un punto seguito da tre lettere (.deb. .rpm. ) sono due modi di utilizzare la stessa cosa cosi le distribuzioni sono dei punti di vista di come si vede linux.
      Linux a sua volta è ha un suo modo per vedere il computing.
      Il Linux Standard Base era una sorta di convenzione di punto cardine dove tutte le distribuzioni maggiori vi si appoggiavano.
      Redhat e Debian si strascinano ancora LSB del 2000
      che poi non dimentichiamoci esattamente il presupposto del kernel sul perchè è stato inventato, per un hobby, e per far vedere che Microsoft e le altre SH non avevano creato nulla di straordinario, ma con la VOLONTA’ si creano opere straordinarie.
      La frammentazione è solo dovuta al fatto che oggi chiunque può creare una distribuzione con pochi passaggi ( vedi Remastersys per ubuntu o il Novel Suse studio) il che implica che non c’è uno standard e per gli utenti finali scegliere tra cosi tanta scelta andrà solo a discapito e mai a vantaggio. Quindi è un male la frammentazione senza uno standard.
      Cito questo passaggio sulla pagina Mir di wikipedia
      “Il continuatore di X.Org, Daniel Stone, alla notizia dello sviluppo di
      un server grafico apposito per Ubuntu chiamato Mir, ha affermato: “Sono
      solo irritato per il fatto che ciò significa più lavoro per noi, più
      lavoro per gli sviluppatori upstream, più lavoro per i toolkit, più
      lavoro per i venditori di hardware.”
      ecco cosa succede sul non avere degli standard base.

      • Torno Nel Mio Limbo

        Il package manager è un tratto distintivo, è come la fossetta sul mento. In realtà non c’è questa grande frammentazione perché escludendo quelle opere dove la differenza sta nella pesonalizzazione, ci accorgiamo che alla fine dei conti Red Hat lavora ai propri progetti, Arch ai propri, Ubuntu ai propri, Debian idem, dove la libera condivisione permette, per esempio, ad Arch di implementare systemd (è il primo che mi è venuto in mente), usare un qualcosa ideato e progettato da altri e adattato alla propria distribuzione.
        Io sarei d’ accordo con il concetto di frammentazione letto qui, se tutte le varie opere Linux fossero concepite e ”costruite” da un’ unica azienda/società/community, dove i vari dev si barcamenassero in ciò che più gli agrada creando così dispersione di risorse, sviluppo e una molteplicità di opere sconnesse. In realtà non è così, perché ogni distro segue un proprio progetto e lavora per portarlo avanti dove fortunatamente non è lo stesso per tutti. Lo standard è il killer dell’ evoluzione, della libertà e sviluppo.

        Edit: Se proprio volessimo essere cattivelli, Red Hat influenza molto le altre distribuzioni.

        • kayashan silverleaf

          Ti rendi conto che hai appena detto ciò che invece è evidente davanti ai tuoi occhi ? Dimmi hai qualcosa in comune con le scimmie? bene quello che tu hai in comune è lo standard.

          Tutte le distribuzioni hanno in comune qualcosa: Il Kernel, i Toolkit, le intefaccie grafiche i programmi in comune.
          Cambiano i sistemi di pachettizzazione ( che sono in comune per qualcuna ed è quindi uno standard Esempio DEB, RPM) (non voglio ripetere ciò che ho gia detto questi sono a loro volta degli standard)
          Ora a breve sulle intefaccie grafiche e toolkit qualcosa varierà ma per il momento a parte qualche punta di diamante non ci sono grandissime evoluzioni. ( Lo stesso Unity si appoggia su librerie di Gnome e questo è uno standard)
          http://www.linuxfoundation.org/collaborate/workgroups/lsb
          L’importanza dello standard lo da la stessa Linux Foundation.
          “The Linux Standard Base was created to lower the overall costs of
          supporting the Linux platform. By reducing the differences between
          individual Linux distributions, the LSB greatly reduces the costs
          involved with porting applications to different distributions, as well
          as lowers the cost and effort involved in after-market support of those
          applications.”
          Lo standard fa avvicinare gli investitori, i supporter le grandi compagnie che possono trovare mercato tra gli utenti. Inoltre se una distribuzione muore e non si appoggia agli standard di altre in teoria io dovrò migrare da quella distribuzione e mentre non troverò una che mi aggrada perderò tempo dovrò cambiare il modo di lavorare mi cambieranno i comandi tutto. Ma perchè dovrò cambiare? semplice perchè non riceverò supporto, perchè nessuno segue più un progetto morto o obsoleto indi non potrò più usare quel prodotto sulla mia distribuzione.
          Se invece fosse basata sullo standard potrei continuare ad usarla in attesa magari che fosse ripresa da qualcun altro. ( Vedi Mandriva/Mageia e pensa a tutti quelli che usavano mandriva e hanno avuto paura quando hanno detto ciao gente hai visto tutto il casino scoppiato? su quella distribuzione? pensa se oggi o domani dovesse succedere a ubuntu, debian o fedora)
          metti il caso che ubuntu riesca ad appoggiare i propri sistemi di packetizzazionee domani Canonical viene venduta a Microsoft che decide di chiuderla e abbandonare il progetto( Effetto Symbian ahimè sono uno sfortunato possessore di un nokia C7-00) cosa accade? devi migrare non hai scelta nel momento che dovrai cambiare pc(o dispositivo) e utilizzare nuove applicazioni visto che le sorgenti sono chiuse tu sarai costretto ad appoggiarti ad altre aperte. Ecco perchè secondo me serve uno standard comune o di compatibilità più è comune ed è compatibile più c’è libertà per l’utente di continuare l’uso del sistema operativo preferito. Non appoggio i progetti della singola distribuzione a meno che non siano realmente aperti senza vincoli.

          é un concetto di libertà quello che linus T. ha sempre voluto dare e il LSB lo da di certo

  • CuccuDrillu10

    secondo me è sbagliato ragionare nell’ottica di giusto o sbagliato quando parliamo di frammentazione linux. La famigerata frammentazione è alla base stessa della filosofia linux e del software libero, secondo la quale chiunque ha il diritto di usare, modificare, creare ridistribuire a suo piacimento e discrezione qualsiasi tipo di software libero, che si tratti di kernel, di ambiente desktop o di programmi in generale..linux non è microsoft, non è apple, il suo faro non dev’essere il numero di licenze rilasciate ma il tenere aperta un’altra via, opposta a quella dei sistemi proprietari chiusi e a pagamento, una via fatta di condivisione e miglioramento degli strumenti a disposizione dove ognuno può partecipare. Leggo basito di qualcuno che vorrebbe l’elimizione di distribuzioni inutili per lasciare la palla alle 4-5 distribuzioni principali, ecco per me questa sarebbe la morte di linux…chi scrive così, può tranquillamente utilizzare windows che è in ogni caso un ottimo sistema operativo (checchè se ne dica) perchè a quel punto non ci sarebbe differenza alcuna tra microsoft e ubuntu/debian/redHat etcc

  • matte

    male, anzi malissimo!!! troppa gente con obiettivi diversi, inutili o irraggiungibili, esempi? mate che ritorna sui difetti di gnome 2 e li amplifica, linux mint e l’ossessione del fork di quello che già funziona, elementary os e la storia infinita… un consiglio a tutti, andatevene a… dove vi pare, ma lasciate spento il pc, grazie!

    • xxx

      chiudiamo github è pieno di fork
      lascialo tu spento il pc grazie!

    • tomberry

      Ma scusa, se una cosa funziona, cos’è questa mania impellente di cambiare?

      • xxx

        funziona per chi?
        per te

        • tomberry

          Non trollare, gnome2 è stato un DE usatissimo e in alcune distro è ancora usato, per il semplice fatto che a molti non è andato giù lo stravolgimento che è stato fatto con gnome-shell.

          Gnome-shell può piacere e non, e a chi non piace fortunatamente ha altre scelte, tra cui mate e cinnamon.
          Infatti gnome-shell ha avuto tanti pareri negativi che hanno dovuto pure creare una sessione gnome-classic per dare all’utente la possibilità di riavere la vecchia interfaccia.
          Ricordo che io non mi pongo al centro del mondo, ho solo espresso un disagio comune a molti utenti.

    • ange98

      Dimentichi E17 e 12 anni per arrivare ad una versione stabile

  • Roberto Mirto

    Dico la mia nel mio piccolo. In un mondo fatto di relativismo e filosofia più disparata, esiste una verità assoluta che non fallisce mai, oserei dire spietata e precisa come la morte. Sto parlando della legge dei “Grandi Numeri”. Qui ho letto commenti di ogni tipo, ma non si parla di filosofia, qui si sta parlando semplicemente di “Diffusione”. Ora se analizziamo i numeri di questo articolo, si può facilmente evidenziare che: 700 distro delle quali solo 100 sono ancora attive, le altre sono defunte da un pezzo per un target di mercato di riferimento desktop pari all’1,5%. Qualsiasi economista, ma anche non capirebbe che tale modello, ovvero “La Frammentazione” è un modello fallimentare. Impossibile da gestire, eccessivamente dispendiosa. Qui la libertà di scelta non c’entra un ca..o. Saluti.

    • ange98

      Comunque 600 distro defunte di cui il 60% erano basate su Ubuntu + tema modificato… Sinceramente meglio così (IMHO!)

    • Torno Nel Mio Limbo

      Ma Arch Linux lavora ai propri progetti, Debian idem, Ubuntu Idem, SlackWare idem, Red Hat idem con patate… dove fortunatamente c’è condivisione e possibilità di implementare (questo o quello) introdotto o sviluppato da altri. La frammentazione è fallimentare quando in una realtà di sviluppo o lavorativa non si rispettano i vari step, un po’ come costruire una casa partendo dal tetto perché non c’è comunicazione/condivisione e ognuno si muove a piacere. Diversamente, quando le realtà di sviluppo o lavorative sono molteplici, la frammentazione può risolvere problemi dove altri son bloccati, può buttar giù una riga di codice, snellire e velocizzare un processo di sviluppo o lavorativo. Tutto questo a patto che ci sia volontà di sviluppo e condivisione. In parole povere, due teste ragionano meglio di una.

  • Roberto Mirto

    Perchè non ha aggiunto il mio ultimo commento?

  • Lucio

    Mi rivolgo a coloro che non vogliono tutte queste distribuzioni. Ma al di là del giudizio se siano bene o male, ma come pensereste di inibire tutte queste distribuzioni? Una bella legge che manda in galera chi sviluppa una nuova distribuzione?

    Il punto è uno solo.

    Linux di fatto è per una elite.

    È per persone che hanno voglia di smazzarsi un po’, persone che amano la libertà.

    Libertà significa responsabilità e fatica.

    Significa documentarsi per fare delle scelte, per agire autonomamente ed in libertà.

    Ma la maggior parte della gente preferisce avere un padrone che ti dica cosa devi fare e cosa non devi fare e come lo devi fare. E tu, da bravo bambino lo fai a occhi chiusi.

    Io amo un mondo dove le persone di buona volontà amano sviluppare software anche del cavolo, che a loro piace e che amano rendere disponibile agli altri. Per condividere, per farsi conoscere, per farsi apprezzare.

    Linux non deve necessariamente essere bello, funzionante, eccetera.

    Semplicemente linux è di tutti e chiunque vuole condividere il prodotto delle sue fatiche e del suo ingegno è benvenuto.

    Ma quante distro ci sono? Ma backtrack vorreste davvero che sparisse dalla faccia del pianeta?

    • Andrea

      ok allora d’accordo: poca diffusione, creare una elite nulla da obbiettare.
      ma non tutti i fan di Linux la pensano così

      • Lucio

        Non è questione di “creare” una elite. Di fatto lo è se è vero che solo il 2% degli utilizzatori di pc usa linux.
        Sembra essere un dato di fatto.

        • Andrea

          anche apple è un elite ma la sua diffusione è maggiore, anche MS è un elite ma lòa sua diffusione è molto maggiore. facile parlare bene sole delle cose che piacciono, io anche se attualmente preferisco win non parlo male di Linux anzi mi piacerebbe fosse molto più diffuso di oggi

          • Lucio

            Accetto la critica e modifico il mio pensiero. Linux non è di una elite, ma semplicemente di una minoranza. Ho sbagliato ad usare il termine elite perchè implica che sia migliore di altri.

            Mac è sicuramente di una minoranza, grafici, gente con molti soldi.

            Ms non può essere considerata una elite, perchè è il gruppo di maggior peso.

            Ora tornando alla minoranza linux:

            a me piace che sia una minoranza. Se diventasse di largo uso porterebbe con se tutte le caratteristiche dei fenomeni di massa, che per quello che sono oggi, non apprezzo. Un domani… chissà.

            Apprezzo la gente che va alle fiere dell’elettronica e non nel negozione super ricco di apple.

            O nel supermercato a si flippano windows ignorando completamente l’esistenza di altro.

            Le persone libere non amano essere tenute all’oscuro.

            Ma puppy linux lo vorreste spazzare via?

            Ma chakra, meraviglioso, lo vorreste spazzare via?

            Ma allora linux lo odiate.

          • Andrea

            nessun odio ci mancherebbe (apple di per se è ok ma non riesco a digerire il fatto che ti facciano pagare hardware e software uno sproposito) MS è ok nulla da dire anche se ovviamente chi troppo vuole alla fine rischia di darsi la zappa sui piedi, Linux è super ok ma ogni volta che si chiede di avere una maggiore semplicità e globalizzazione si va sempre a finire con il discorso che mi hai fatto tu…..canonical nel suo percorso sta facendo quello che chiedo io anche se essendo la prima a farlo bisognerà vedere come va a finire

          • ange98

            No ma io vorrei spazzare via Bluestar Linux, ArchEx, CTKArch, KahelOS e NoSonjia per esempio, perchè le ritengo inutili distro che non fanno nulla (forse potrei fare un’eccezione per Nosonja). Non sono contro alla creazione delle distro, ma secondo me dovrebbero essere create con criterio 😉

          • Lucio

            CTKArch non è una distro lui lo dice chiaramente.

            A me piace molto, peccato che sia stravecchia. Ma per un approccio di studio iniziale di arch con openbox io l’ho trovata utilissima.

            Poi come dici tu… e non solo tu ;-), “De gustibus non est disputandum”

            Roberto potrebbe fare un altro post chiedendo quali siano le distro che non vogliamo e quelle a cui non vogliamo rinunciare. Sarebbe una lotta senza fine, non credi?

          • ange98

            Ovvio che sarebbe una lotta senza fine, ma abbiamo la metà dei progetti che vengono avviati e poi abbandonati come se niente fosse. Almeno se lo avvii continuaci altrimenti poteva fare a meno di crearla (poi se i motivi sono diversi da capricci del creatore, allora mi va anche bene).
            CTKArch è ormai inutile. KahelOS pure, Bluestar Linux è usata da 4 gatti che hanno almeno un dualboot con un altro OS, ArchEx usa ancora Init!(cavoli le ho riprovate tutte ‘sti giorni ma non vorrei confondermi fra CTKArch e ArchEx per quest’ultimo punto).
            Comunque quel detto è validissimo. I gusti non si discutono (e se lo facessimo creerei io stesso una flamewar in una flamewar)

  • reft32

    Sicuramente un male, ma questo i fan più incalliti di Linux non lo capiscono o non lo ritengono un problema.Il fatto è che ci vorrebbe una distro standard per linux.Come fa Linux a imporsi sul mercato se è così frammentato in tante distribuzioni ???Gli eventuali utenti che distro dovrebbero usare ?Capita anche a me di trovarmi indeciso su che distro instalare sul mio Deskotop.
    PS:questa è soltanto una critica.Io amo Linux e lo ritengo superiore a tutti gli altri OS, non sono un hater ma ritengo che questo sia un problema che potrebbe frenare una ben voluta espansione di linux a livello mondiale.

    • Davide Neri

      Non c’è alcuna distro che DEVI usare, ce ne sono decine e decine che PUOI usare. Preferiresti così tanto essere obbligato e condotto al guinzaglio piuttosto che poter usare il tuo giudizio e la tua esperienza per SCEGLIERE?

      • Lucio

        Ma scusa, è un male in che senso. A cosa fa male?

        Perchè non è diffuso con windows?

        Ma quanti linuxiano vorrebbero essere “di massa”

        C’è a chi piace fare collezione di tappi, c’è a chi piace linux.

        Della “diffusione” chi se ne frega.

        Poi diciamolo, per quanto estraneo alla filosofia di linux, il maggior diffusore è purtroppo la crisi economica, che porta sempre più linux negli uffici pubblici e di conseguenza nelle case della gente.

        Conosco gente che in ufficio usa openoffice 2 e si lamenta di scarsa compatibilità con msword. Non sono linuxiani, è altra gente, altri gruppi altra mentalità. Alla faccia della semplificazione e globalizzazione.
        Non voglio offendere nessuno, ma si tratta di altro.

        Io spero che linux non diventi mai un televisore, dove schiacci un pulsante e ti rincoglionisce.

        Globalizzazione e semplificazione… parlatene con android, ma quello è un altro mondo ancora. (anche se ha il kernel linux)

    • noname

      L’obiettivo di Linux on è imporsi sul mercato; al limite quello di far capire alla gente che si può fare anche senza alcun mercato…

  • roberto

    per me è un male….io uso solo Fedora

    • noname

      Allora per te è indefferente: hai quello che vuoi, che te frega se gli altri provano altro? Classica filosofia italiota: io faccio la vostra scelta, tutto il resto è sbagliato.

  • reft32

    e ricordate che molto probabilmente a causa della frammentazione ci possiamo scordare l’idea di far diventare Linux un s.o. molto diffuso…

  • Luca

    E’ meravigliosa la libertà che ognuno ha di creare una distro se lo vuole! Non ho dubbi.. solo mi piacerebbe che passasse il concetto di tirar fuori una innovazione, di dare un poco più di valore ad ogni distro che nasce.. Ad esempio: anni e anni di distro linux e un solo tool grafico (gnome-font-viewer) per installare i fonts sul s.o. ..non è un po’ poco? Voglio dire.. mettiamo che mi passi per la testa di creare la 701esima distro.. vorrò distinguermi per qualcosa? Posso limitarmi a “mixare” i vari pacchetti o posso fare qualcosa di meglio? Io penso che si possa fare di meglio: introdurre un concetto, un’idea inedita.. ..anche fosse solo una per ogni distro attiva.. 300×1 fa comunque 300! ..and yes, i’m a dreamer.

    • Luca

      Ops: pardon! anche Kde ha un tool integrato per i fonts.. chiedo venia.

  • Andrea

    Prendiamo Android: kernel Linux, so unico per smartphone, tablet e a breve desktop semplice, funzionale, intuitivo e veloce che si adatterà a qualsiasi hardware da qui a breve, diffusione esponenziale, app libere e a pagamento e comunque sempre molto economiche……difficile ammettere che quella è la strada giusta? per un uso base/medio è perfetto

    • Davide Neri

      E quindi perchè c’è gente che cucina ROM custom se è perfetto? Non è che solo perchè sono distribuite in altro modo non ci sono. Per non parlare di interfacce proprietarie o meno dei produttori.

      • Andrea

        per passatempo o per cimentarsi in cose alternative non per stretta necessità. l’interfaccia proprietaria e pura personalizzazione per rendere qualcosa di unico (distinguere un brend dall’altro) nulla di strettamente necessario. android puro e crudo va benissimo anche senza rom o interfacce, difatti i device che escono con android puro sono migliori nelle performance generali, le rom esaltano solo alcuni aspetti a discapito di altri che vengono penalizzati.

        • Davide Neri

          No perchè invece la frammentazione di Linux è per necessità e non per libertà? Per intascare un premio dell’assicurazione forse? Lol
          “le rom esaltano solo alcuni aspetti a discapito di altri che vengono penalizzati.” Non è uguale con distro al posto di rom?

          • Andrea

            si, infatti io le rom le detesto così come tutte ste distro inutili. ripeto poche distro 2/3 e fatte bene. android puro e basta. semplicità!

          • Davide Neri

            Eh quindi Apple e Windows. Uno è per tutti, uno è per gli “avanzati”. Però evidentemente non sei soddisfatto di questi due, come alcuni sviluppatori non sono soddisfatti di certe distro. Se vuoi dare la “colpa” della frammentazione a qualcuno dalla agli utenti che supportano le più varie distro, mica a Linux.

          • Andrea

            questo è anche vero…..

          • ale

            Stesso discorso su android,di rom alla fine che vanno bene ce ne sono 2,cyanogenmod e paranoid,e mettiamoci anche la miui che è alternativa,il resto fa solo casini
            Comunque le rom migliorano android,io ho la cyano sul galaxy nexus e aggiunge molte cose in più,puoi mettere le scorciatoie nella look screen,puoi nascondere i tasti software nei giochi,puoi aggiungere pulsanti ai quick settings e mille altre cose

    • TopoRuggente

      Per ora pare la strada giusta, android si muove in un ambiente comunque ristretto, telefoni e cellulari.

      Aspetto che entri nel mondo desktop per vedere come se la cava con decine di migliaia di combinazioni diverse di schede video, scehde madri, controller, ram ecc…

  • eticre

    Avete tutti le fette di salame sugli occhi!!!
    Esiste una ed una sola distro… arch…

    • ale

      Arch sta avendo una diffusione incredibile nell’ ultimo periodo,ormai se si parla di una distro per utenti avanzati si parla solo di arch,comunque è fantastica

      • Davide Neri

        Buuu viva il solo ed unico Sistema Operativo Univerale, Debian!
        (scherzavo eh, senza polemica 😛 w la libertà)

        • ale

          Debian non è male,se serve stabilità si usa debian,se no ha pacchetti troppo vecchi per i miei gusti,certo che se devo dare un pc a uno che non se ne intende molto ci butto su debian,così non fa casini

          • ange98

            Parlo da arciere: Debian Sid + Experimental ti fa tanto schifo? È la stessa cosa solo che invece di dare
            # pacman -Sy
            # pacman -Su (o semplicemente # pacman -Syu)
            dai:
            # apt-get update
            # apt-get upgrade
            invece del KISS hai la filosofia free software e se non ti piace avere tante dipendenze usa lo switch –no-install-recommends
            Facendo ciò a me pareva di avere la stessa cosa.

          • ale

            Si ok ma in debian sid i software non sono per niente aggiornati come arch,per esempio c’è ,ancora gnome 3.4 che siamo al 3.8.. usare i repo experimental comunque vuol dire corrompere il sistema,ho provato più volte e tutte le volte ho corrotto tutto,si sono creati errori di dipendenze circolari ed altro…
            Comunque debian non mi fa schifo,preferisco arch

          • ange98

            Be anch’io ho avuto piccoli problemi con experimental ma nulla di irrisolvibile.
            x GNOME 3.8: basta usare i repo di siduction. Per Debian è ancora instabile come versione sia la 3.6 che la 3.8.
            Ma l’ho già scritto prima: I gusti non si discutono. Se preferisci Arch (come me), lo preferisci.

          • Davide Neri

            Comunque mi sa manchi veramente poco a GNOME 3.6 su sid. Poi oh, se uno vuole GNOME aggiornato, coi ritmi kamikaze di sviluppo che stanno tenendo e Debian che sta ancora cercando di capire come può starci dietro, è evidente che ci sono scelte migliori.

      • Lucio

        Dire che debian non è male è proprio una bestemmia. Inoltre mai sentito parlare di debia testing o unstable, mai sentito parlare di distro come aptosid o siduction? Già ma forse tu vorresti spazzarle via tutte. Questo senza nulla togliere alle meraviglie di arch. Sono due grandissime distribuzioni entrambe, dei giganti. Altro che fare gli esperti e dire “non è male”. Non so chi tu sia, ma sono certo che non ha MAI e non fari MAI nulla di paragonabile a debian.

        Ma va a lavorare. Mi sa che sei un figlio di papà fancazzista. viziato e che vuole la promozione senza studiare e che vuole solo divertirsi.

        Complimenti esperto!!!

        “non è male”.. ma va…… 😉

        • ange98

          de gustibus non est disputandum

        • Lucio

          Andava sotto dopo ale. Spero si capisca 🙁

          • ange98

            Oh non ti preoccupare, con un po’ di intuito ci si arriva (altrimenti non avrebbe senso 😉 )

        • ale

          Ma cosa ho detto di male,mica ho detto che fa schifo,debian mi piace e ho usato la 6 per parecchio tempo,è stata la mia prima distro,con quella ho imparato ad usare linux,l’ avrò reinstallata 5 volte tutti i casini che ho fatto all’ inizio,e comunque mi ci trovo sempre bene con debian e non ho mai avuto un problema,e la uso ancora,uso la 7 poi aggiornata a sid su un desktop secondario,e la uso sul raspberry pi
          Poi va be si c’è sid,ma su sid c’è ancora gnome 3.4,quando ormai siamo al 3.8

          • Lucio

            Cos’hai detto di male… ma nulla.

            Solo che definire debian “niente male” mi sembra riduttivo ed offensivo per gli sviluppatore e per la più grande comunita linux.

            Prima si diceva che le distribuzioni che vanno per la maggiore sono debian arch e red hat. Quindi vedi tu.

            Ma non mi uguagliare neppure ubuntu a debian. Sono due mondi diversi. Due filosofie diverse.

            Ubunto non mi piace per nulla ma non finirò ma di ringraziare “mark” per averlo fatto ed aver avvicinato me e molte altre persone al meraviglioso mondo di linux.

          • ale

            Infatti se leggi i commenti precedenti ho detto anch’io che debian,red hat e arch sono le principali,non ho detto che debian fa schifo,ne tanto meno l’ ho paragonata ad ubuntu,ho detto che è un ottima distro però preferisco arch

          • Lucio

            No no. Non è vero. Hai scritto: ” debian non è male” non hai detto che è ottima. Ma hai fatto come calderoli, hai ritrattato. Quindi sei perdonato e visto che non sei vicepresidente di nulla tutto bene.

            Ma non c’è problema. Parlare di linux è sempre una grande passione.

            Però questo è un sito linux… come dire….

          • TopoRuggente

            È una questione di filosofie alla base Slackware e Debian curano molto questo aspetto a costo di sembrare obsolete. (Slackware ha ancora il kernel 3.2.29).

            Questo non implica siano “peggiori” ma che abbiano un altro target.
            Un server lo farei con una delle due (uso Slackware per abitudine).

          • ale

            infatti,per un server usare arch è da pazzi,anch’io metterei sicuramente debian o slackware,tanto poi non lo tocca nessuno,mentre un sistema desktop a me piace sia sempre aggiornato
            Ma magari a certi piace di più avere una distro più stabile,per esempio sul mio vecchio pc ultimamente non potevo più usare arch per un problema con la scheda video nvidia che consumava con il driver proprietario 1Gb di ram appena avviato,e ne ho solo 2…
            Infatti ora ha su debian sid e va benissimo

        • Davide Neri

          Alèèè altro elitario del cavolo, ma quanti siete? Per fortuna che abbiamo voi “difensori della libertà e dell’unico credo”! Non sia mai che qualcuno usi il proprio cervello e magari pure meglio di voi!

    • TopoRuggente

      Sono utente arch e la trovo ottima, ma nemmeno si avvicina a Gentoo e Slackware

      • ale

        gentoo l’ho provata una volta e devo dire che non mi è durata più di 2 mesi,poi non l’ ho più installata,avevo un pc poco potente e per compilare gnome ci avevo messo 1 giorno… poi anche li è molto incasinata,però buona come distro,ma serve un pc potente se no stai anni a compilare e molto tempo per risolvere i problemi
        Slackware è buona (ce l’ ho su VM) ma su desktop non l’ ho mai installata perchè ha software poco aggiornato,e poi non so come installare gnome,e kde non mi piace molto

        • ange98

          Gentoo: non capisco perchè compilare ogni singolo pacchetto (alla fine non si compila solo lo stage). C’è chi dice che si guadagnano performance, ma io di guadagnare 0.000001 secondi per l’avvio di un’applicazione dopo una compilazione spesso anche lunga, non capisco chi me lo fa fare.
          Slackware: ottima distro, è forse la più istruttiva ma anche la più rognosa… Come stabilità è una roccia, ma quando l’avevo provata io aveva pacchetti troppo poco aggiornati e poi mi mancava avere pacman ;D

          • ale

            Con gentoo se imposti bene le opzioni di ottimizzazione guadagni un bel po,mi ricordo che la differenza si vedeva,ovvio che se compili con le impostazioni predefinite tanto vale prendere il binario già compilato,sarà ovviamente uguale

        • eticre

          Non ho mai provato gentoo proprio per non dover ricompilare, le distro linux esistono proprio per questo motivo.

  • KK125R

    mamma quanti ignoranti….

    è da tre giorni che usano ubuntu (nel 80% dei casi -con tutto il rispetto per UBU) e già parlano di male, bene…come dovrebbe essere la licenza del kernel di gnu e i nuovi fondamenti open source…..

    Bene, cambieremo le licenze che vi permettono di scroccare tutto a gratis senza mollare un centesimo (perchè donare ogni tanto potrebbe far male alla salute) o meglio…donare una linea di qualsiasi codice…che sia una…troppo impegnativo.

    In nome della conquista del mercato………la percentuale…….questa chimera del mercato e delle leggi del marketing da applicare anche ad una scoreggia…che potrebbe fare style.

    Intanto pezzi di ignoranti, ringraziate che esistano queste licenze o cose come l’arcano contratto sociale di debian.

    E andate a studiare un poco di codice, invece di passare mezza giornata sull’ultimo smartphone collegati a facebook a pavoneggiarvi con amici ed annessi, di essere hacker; perchè…………….”usate linux”…………

    • Andrea

      ecco il solito con i paraocchi, vede Linux a nient’altro, bella apertura mentale. o la si pensa così altrimenti si è ignoranti, contraddittoria la cosa!

      • noname

        Non è questione di “pensarla”, è questione di “saperla”. E se una cosa non la sai, la ignori.
        Avrebbe potuto dirlo più gentilmente, concordo, ma il concetto è innegabile

    • Davide Neri

      Ma vacci te a studiare il codice, elitista aristocratico. Cosa c’entra col discorso?

  • noname

    La questione in sè è in realtà semplice: è soggettiva. Il fatto che siamo nel mondo Open Source le permette di esserlo, per cui ognuno fa come crede: c’è quello che usa una distro e solo quella, e quello che ne usa una diversa ogni mese (o settimana). E la filosofia (e le licenze) del free Software che permettono la realizzazione pratica di questo semplice concetto: libertà.

    Ma ciò che è oggettivo, invece, sono determinate motivazioni e pulsioni che stanno dietro allo sviluppo della Comunità.
    Motivazioni che molti stanno dando prova di ignorare completamente, nel momento in cui alla loro scelta – soggettiva e quindi insindacabile – accostano però motivazioni palesemente in contrasto con la filosofia di base.
    La più quotata: ma così non può imporsi sul mercato.

    Ma lo sapete che Linux NON è nato per imporsi sul mercato?

    Siete talmente abituati a vedere tutto come una lotta per il dominio assoluto delle vendite, a vedere tutto come una merce e una mercificazione del tutto, che nemmeno riuscite a contemplare una vita, uno sviluppo, al di fuori di questo benedetto mercato.

    • Lucio

      Difatti Linux prima di essere software è un ideale.

      Il mercato non c’entra nulla.

      Linux è un prodotto per chi è disposto a fare un po’ di fatica per avere un po’ di libertà in più.

      Più fatica… più libertà.

      Più libertà… più fatica.

      Tutto gli altri su facebook e windows

      Tutti gli altri “Panem et circenses”

    • garuax

      si nasce in un luogo per fare un percorso. Non è nato per imporsi, ma sarà costretto a farlo, per sopravvivere.

  • ange98

    @ferramroberto: adori le flamewar come me, vero? Altrimenti non avresti mai aperto questa rubrica 😀

    • ange98

      Comunque ormai hai dato il via ad una guerra: Flamewarriors, all’attacco!

    • Davide Neri

      Ma dai che qualche pageview in più è un gran bell’effetto collaterale 😛
      w il flame XD

    • js3

      al mio segnale scatenate l’inferno!!!

      • ange98

        IMHO dovevi citare un famoso film: “Al mio segnale, scatenate l’inferno!”

        • js3

          oh cavolo, è vero! niente di più brutto di una citazione sbagliata!!! accetto e correggo 😉

    • personalmente un blog linux che parla di problemi linux non vedo cosa possa far “flamewar”

      • ange98

        Be insomma è risaputo che gli utenti Linux hanno svariate opinioni su questo argomento e al 99% dei casi sono anche contrastanti. Però complimenti: 200 e passa commenti in un giorno 😉

  • Nel leggere questo breve articolo sento di dire la mia.

    Intanto il kernel Linux è nato grazie ad un esigenza molto specifica, creare un sistema libero e non vincolato da licenze come nel caso del software proprietario.

    Linus Torvalds insieme a Stallman ed altri hanno creato tutto ciò.

    Di conseguenza anche gli attuali appassionati e programmatori professionisti hanno dato vita a diversi sistemi operativi con caratteristiche diverse proprio per soddisfare le più svariate esigenze personali di un individuo o di un azienda o di un’intera comunità.

    In altre parole è un bene che il sistema sia libero e modificabile. La quantità esistente dei vari sistemi operativi basati su kernel Linux non ha nessuna importanza.

    Le esigenze ci sono, esistono e anzi… guai se non fosse così. L’adattamento del kernel e del software Open in generale è troppo prezioso e la libertà di tutti di crearsi un proprio sistema non va assolutamente violata.

    Tutti i progetti creati hanno dato vita a numerosi software proprio grazie al tipo di licenza (come nel caso della GPL) hanno consentito di trovare nuove alternative e un sensibile miglioramento del software e del suo uso.

    E anche i migliori super-computer al mondo usano Linux ed esistono software che possiamo usare anche noi oppure che non sono disponibili al pubblico ma le aziende hanno creato tali software per adattarli alle loro esigenze, come nel caso della creazione del film Avatar che hanno usato Ubuntu Server (e software correlati creati appositamente) per le loro esigenze cinematografiche.

    Quindi la risposta è “Sì”, è un bene.

  • Leonardo

    Secondo me la frammentazione non è un male per Linux, certamente lo indebolisce. Comunque, chi utilizza Linux utilizza una distro UNA, non dieci, cento, mille. Se utilizzi dieci, cento, mille distro significa che non stai utilizzando Linux nel senso proprio del termine e molto probabilmente salti da una partizione all’altra per tornare al tuo caro windows. C’è molta gente che parla a vanvera, chiacchiere da bar. Sono 7 anni che utilizzo Ubuntu su desktop in pianta stabile, dopo prove e controprove, ma alla fine ho preso una decisione ferrea. Se voglio provare un’altra distro la virtualizzo (visto che con il computer ci lavoro non lo intrippo di partizioni). Su server utilizzo Debian e CentOS, stop. Personalmente non vedo tanta utilità in altre 300 o 700 distro. Per farla breve, il mio sport preferito non è l’installa distro.

  • DottorGab

    Quanti commenti “strani”, tutti che credo di aver la verità e autorizzati da questa consapevolezza insultano gli alti facendo a gara.
    Io credo che la frammentazione intesa come “non so quale distro scegliere” non esista, credo che se un utente medio vuole passare da Windows a Linux, sceglierà sempre Ubuntu e che difetti ha Ubuntu?
    Non bisogna guardare alle funzionalità, nessuno nega che Debian sia più stabile, che Arch abbia meno consumi di ram eccetera, ma alla produttività e Ubuntu permette di evitare molte perdite di tempo. La frammentazioni nasce quando un utente “smanettone” o professionista non si accontenta più solo della produttività, ma cerca anche funzionalità che siano, non so, i plasma di kde e Linux essendo open source ha proprio la caratteristica che tutti possono creare e modificare alla ricerca di ciò che più piace. Siamo in 6 miliardi sulla terra, si ha la convinzione che nessuno abbia gusti differenti? Vi faccio l’esempio di OS Luna. È una distro già morta per chi ha bisogno di pacchetti aggiornati e stabili per motivi di lavoro in quanto non è ancora uscita nonostante sia passato tutto questo tempo, mentre ad un utente più esperto fa piacere sbattersi un po’, ma avere un desktop così curato. Se esiste quindi frammentazione, non riguarda Linux, ma le necessità dell’utente, Windows, ha prescindere dai gusti, ha avuto successo perché è riuscita ad unire chi cercava funzionalità e chi cercava produttività. Invece di fare i commenti sterili, di fare le prime donne e di dire x mi fa schifo, cercare di contribuire magari facendo donazioni o segnalando bug…

    P.S.
    Ho difeso Ubuntu e Windows, ma uso Chakra 😉

  • Andrea

    Al di la delle ragioni o dei torti la strada in mezzo è sempre quella più giusta.
    Se si estremizza o da una parte o dall’altra non si va a capo di nulla. Se si facessero piccoli passi in entrambe le direzioni sarebbe un bene per tutti. Sottolineo il fatto negativo (uso sia win che linux), che sta passando da tutti questi bei discorsi il messaggio che se una persona usa linux o si deve spostare su linux è matematico che deve odiare o dovrà odiare win e probabilmente è lo stesso al contrario…….per me non è così e non deve essere così, si possono usare entrambe o nello stesso pc o se si ha la fortuna su più pc prendendo il buono di ognuno di essi e migliorando quello che non va. Per tornare in tema ok alla frammentazione, ma se darle dei limiti potrebbe giovare ad una maggiore diffusione di linux perchè no?

    • js3

      concordo sul fatto che non bisogna demonizzare windows, ma trovare il meglio di ogni sistema per migliorare il proprio. ad esempio, io uso fedora xfce, ma me lo sono personalizzato prendendo ciò che mi piace di più dei vari DE (come hot corners, animazioni, scala finestre, ecc), e pure da windows 8 con un bell’orologione nel desktop (conky)! sono gusti personali, ma se non ci si toglie il paraocchi non si può migliorare. non dico “copiare”, ma adottare soluzioni già usate da altri. non ci trovo niente di male. per il lato strutturale (kernel ecc), me ne tiro fuori, lasciando la palla a chi ne ha le competenze

      • js3

        e pensando al mac, mi viene in mente la completa armoniosità e cura dei dettagli di tutto il sistema e delle applicazioni, cosa che spesso manca nei vari DE di linux.
        a seconda di che programma si usa ci si trova davanti ad interfacce ora stile gnome, ora kde, a prescindere dal DE su cui si lavora. ne risulta poca armoniosità globale.
        tra parentesi, uso linux da molti anni e windows non ce l’ho più nemmeno in dual boot…

        • Andrea

          pensando a mac probabilmente più avanti si potrà accostare ubuntu che secondo me sta prendendo quella strada, strada che ovviamente ha fondato sulle spalle dell’open e che oggi ha deciso di portare avanti in maniera quasi autonoma. sicuramente lascia la filosofia Linux per abbracciare la filosofia consumer ma non per questo è da demonizzare come spazzatura, come tante volte sento dire in questo blog

  • js3

    in una discussione analoga a questa una volta ho letto questo:

    pinco: “avere tutte queste distribuzioni e DE è uno spreco di risorse, bisognerebbe concentrarsi solo su una!”

    pallo: “ah ok… allora anche per le automobili è uno spreco che ne facciano così tante. sarebbe meglio si concentrassero solo su una e la facessero bene!”

    l’esempio calza, no? più che di frammentazione parlerei di varietà. e linux si può adattare a molti computer diversi, cosa di fatto impossibile per windows (che se ora non hai un buon computer aggiornato te lo sogni…). anche per usabilità ed aspetto grafico, l’utente linux ha la possibilità di scegliere ciò che si adatta meglio alle proprie esigenze.

    se poi parliamo di distro tipo ubuntu versione Hanna Montana… beh, è chiaro che siano solo piccoli sfizi che rasentano l’inutilità totale! ma magari ad un tredicenne piace, se l’installa, ci prende la mano e col tempo matura e passa a qualcosa di più serio, perchè no? di certo io non la proverei nemmeno una distro così, ma in realtà non ne installarei nemmeno una che punta all’analisi forense (come DEFT linux) o alla robotica (come fedora robotics suite). releghiamo anche queste tra le distro inutili? mmmmmmm…

    • Simone Dedo

      Non calza proprio per niente.

      Ognuno di loro offre tecnologie diverse tra loro, le distribuzioni Linux hanno il 98% di software che una Ubuntu, Tiny Core, openSUSE, ArchLinux possono avere.

      Non c’è una distribuzione (oltre Ubuntu, openSUSE e Fedora) che offrono qualcosa di diverso e anche in questo caso, potrebbe starci quasi certamente il metodo per implementarla nella tua distribuzione, in un modo o nell’altro.

      Le auto usano motori tecnologicamente diversi, elettronica diversa, meccanica diversa, telaio diverso.

      Anche se avessimo parlato di pneumatici non sarebbe stata la stessa cosa.

      Stessa cosa se avessimo parlato di Schede video, processori o schede madri.

      La frammentazione in realtà esiste non perchè ci sono tante distribuzioni, ma perchè ogni distribuzione fa un pò come cavolo gli pare.

      Alcuni esempi:

      Sistema di pacchettizzazione: .deb e .rpm. Il .rpm è uno standard, il .deb non lo è, questo crea frammentazione.

      Server grafico: Mir, Wayland e x.org. Questi componenti sono essenziali, ma deve essercene uno uguale per tutti e non 3, su cui poi gli sviluppatori non possono mettersi a sbattersi per farli funzionare
      tutti e 3, ma 1 e che funzioni a dovere per tutti gli ambiti.

      GNOME KDE XFCE LXDE: Questo crea frammentazione anche se in minima parte. Se ne scelga uno predefinito che funzioni (per me GNOME) e che si concentri su quello per i software. Ciò non toglie che KDE vada eliminato perchè del resto usa delle ottime librerie. Per concludere ci deve essere una prima scelta e al massimo una seconda, basta, il resto non deve esistere (Cinnamon, Mate, LXDE, Razor-QT, XFCE, questo è spreco di risorse)

      • js3

        xfce spreco di risorse… non sono proprio d’accordo! lo uso con molta soddisfazione e mi permette di non dover buttare un computer che altrimenti con gnome e kde avrebbe seri rallentamenti: li ho provati ed usati per mooooolto tempo, ma da quando sono tornato ad xfce sono rinato: qualsiasi programma si apre immediatamente al click o nel giro di un paio di secondi (laddove con gnome e kde c’è da aspettare senz’altro di più). ho tutto quello che mi serve dal punto di vista dei programmi e come usabilità ed effetti grafici è fluido, senza rallentamenti, scatti o freeze temporanei.
        senza xfce che dovrei fare? accontentarmi di aprire una finestra qualsiasi dopo dieci secondi o ridurla a icona a scatti? o aspettare il tempo di un caffè prima che mi si apra la dash? no grazie! viva la molteplicità dei DE e viva xfce!

        • Simone Dedo

          Dal mio punto di vista, rimanevi su GNOME 2 con una distro non più aggiornata visto che il tuo pc è obsoleto (da quello che dici).

          Io capisco che alcuni progetti amatoriali di questo tipo, riescono a far sorridere di nuovo visto che magari ho un pc vecchio, ma non ho la possibilità di cambiarlo e cosa faccio? Ottimizzo al massimo con una distro Linux e software leggeri.

          Ma la verità è questa: quello che è obsoleto va cambiato.

          Un pc che riesce a girare con XFCE è un pc con Pentium 4 o analogo, non certo un Pentium 2 o 3 (li ho avuti questi processori e so di cosa parlo, ne ho provate un bel po’).

          Quindi di conseguenza, GNOME 2 va più che bene su un questi processori e ancora meglio se hai una vecchia integrata Intel, una vecchia scheda AMD (dalla 9200 in poi (a partire dal Kernel 3.11) o una nVIDIA Geforce FX in poi.

          Per concludere, la mia opinione è che se hai un pc vecchio, ti devi mantenere software vecchio (ma il kernel puoi comunque ricompilarlo, quindi i driver liberi li hai aggiornati).

          • js3

            il mio portatile non è così vecchio! intel celeron t3100, 1.9 ghz, 2 giga di ram. non sarà l’ultimo grido, ma non è nemmeno da buttar via!
            io non parlavo di riesumare vecchi pentium ll con 128 mega di ram 🙂 ma di poter usare tranquillamente un computer anche se non l’ho comprato la settimana scorsa. perchè dover usare un ambiente vecchio e defunto (ahimè) come gnome 2 anzichè uno aggiornato come può essere xfce? e con fedora xfce posso usare tranquillamente tutto il software nuovo ed aggiornato che voglio senza problemi.
            tra l’altro sul kernel non ci so mettere mano. come, immagino, la maggior parte delle persone che usano un computer.
            davvero, non voglio polemizzare, ma continuo a non capire perchè impedire (o considerare inutile) lo sviluppo di progetti come xfce che fanno funzionare egregiamente architetture meno potenti

          • Andrea

            l’hardware e datato ma non vecchio, sei sicuro che farebbe fatica a girare con le ultime distro con ambienti non ottimizzati per pc vecchi?

          • js3

            girava benissimo la prima gnome shell con opensuse. una meraviglia! poi ci girave bene ubuntu (12.04 mi pare!). e anche opensuse 12.2 con kde andava benissimo. ora col nuovo kde opensuse gira più lentamente e con qualche scatto. idem per gnome 3.8 sempre su opensuse. ubuntu ci mette una vita a farmi vedere la dash e non ha quell’aspetto fluido che aveva prima. sono passato a xubuntu (anche con voyager) e fedora xfce e davvero sto da dio! 🙂 per dirti: anche elementary os ha qualche piccolo freeze o scatto in apertura e chiusura delle finestre. e non è che ci abbia messo su chissà che programmi.
            ogni tanto provo qualche distro nuova o qualche release nuova (sia in live che installando su una partizione dedicata alle prove!), quindi ho toccato con mano queste impressioni. ecco perchè difendo così tanto xfce!!! 😉

          • js3

            boh, ho postato una risposta, ma è in attesa di moderazione…

          • js3

            mah, il commento non è apparso! comunque ti dicevo che la prima gnome shell con opensuse girava benissimo. idem per kde, sempre con opensuse (12.1 e 12.2). anche ubuntu (mi sembra 12.04) andava bene. poi con kde, gnome shell e unity un po’ più aggiornati le cose sono peggiorate (sia con ubuntu che opensuse): piccoli rallentamenti, piccoli freeze, animazioni un po’ a scatti, ritardi nella comparsa di dash (unity) e panoramica programmi in gnome shell… allora sono tornato (dopo tanto tempo!) a xfce e mi sono trovato molto molto bene: niente ritardi, animazioni perfette, nessun congelamento neanche momentaneo! anche elementary os mi presenta gli stessi limiti di kde & co. e vabbè, mi tengo stretto il topolino!!! 🙂

          • Simone Dedo

            No figurati, non ho mai pensato che tu voglia fare polemica, sei anzi l’utente più tranquillo con cui poter discutere al contrario di tanti altri che ti saltano addosso se dici una cosa fuori dal coro.
            Tuttavia, anche se non è così obsoleto (ho un portatile analogo al tuo, ma AMD) gli ho rimesso Xp, sistemato a modino e funziona meglio di qualsiasi distribuzione Linux.
            Perché questo? Perché i driver sono concepiti per quel sistema e non c’è nulla da fare.
            E per l’appunto, su Windows XP posso farci girare qualsiasi cosa senza problemi e al meglio delle sue forze.
            Con Linux questo non può succedere purtroppo e anche se ci stanno lavorando per ottimizzare vecchio hardware, faccio prima a prendere un portatile semi-nuovo a 200 euro e funzionerà 20 volte meglio e con Linux.

          • js3

            dove lavoro ci sono dei pc vecchi con xp e sono velocissimi. il problema è che sono destinati all’estinzione! nel senso che ora termina pure il supporto ad xp e quindi possono diventare meno sicuri e stabili. il problema dei driver è una scocciatura non da poco. spesso e volentieri ci si deve sbattere un bel po’ prima di far funzionare bene una stampante o uno scanner e con la metà delle funzioni che avresti su windows.
            dopo tanti anni di uso linux, però, per me la si butta un po’ anche sulla filosofia: software libero, basta programmi craccati, personalizzazioni estreme e pure un bel divertimento a perderci del tempo appresso! 😉

      • Andrea

        una ferrari offre decisamente cose diverse da una punto (non c’è paragone) debian non offre decisamente cose diverse da arch o ubuntu o altro solo piccole diversità. poi se si vuole parlare di scalabilità, se ci si concentrasse su pochi progetti potrebbe essere possibile farla su qualsiasi distro

        • Simone Dedo

          Dal tuo discorso mi stai dando ragione, ma da lo hai chiuso sembra che non sia così. Prova a rispiegarti

          • Andrea

            si hai ragione, ma volevo portare anche il discorso che per pc datati servono distro studiate appositamente con uso di poche risorse e quindi è in parte sostenuta la tesi di meglio avere tante distro…..nel commento sopra ho sostenuto che lavorando meglio a poche dist si potrebbe avere questa scalabilità anche su una sola distro tipo debian o altre, ottimizzarle per farle girare su pc datato o nuovi

      • js3

        per l’esempio delle macchine, è chiaro si tratti di una semplificazione. allora mettiamola così: perchè fanno tanti modelli, che ne so, della ford fiesta? stesso telaio, a seconda del modello stesso motore. perchè la fanno di tanti colori? perchè c’è il modello con i cerchi in lega e quello con i cerchi in plastica? perchè una ha di serie la superautoradio e l’altra quella di base? perchè posso scegliere di mettere o meno i fendinebbia? perchè il modello “superiore” ha i sedili in pelle? che spreco di risorse… sarebbe meglio concentrarsi su un modello che vada bene per tutti. ma c’è un “ma”: un modello che vada per tutte le esigenze non esiste! e quindi ecco la diversificazione

        • Simone Dedo

          Lanciano diversi modelli della stessa auto perché ci sono pratiche commerciali dietro e pochi aggiornamenti.
          Potremmo paragonarli ad aggiornamenti di un software stabile.
          Ma tutte le domande che stai facendo, sono proposte di mercato per incamerare i soldi, non perché un auto non funziona e un’altra funziona meglio.

          • js3

            ecco, è giusto quello che dici. un modello di auto “superiore” magari monta solo qualche optional in più. e spesso questo fa la differenza. io la vedo così anche per linux: gnome funziona, kde funziona, xfce funziona, ecc. lo stesso lo possiamo dire per moltissime distro (a prescindere dal DE). come scegli la tua distro? c’è chi preferisce avere una distro minimale o comunque col minimo indispensabile e si prende una fedora, chi invece la vuole già bella pronta per poter usufruire subito di audio e video e si prende una korora. mi chiedo: perchè non ci deve essere questa possibilità di scelta se qualcuno si prende la briga di fare questo lavoro?

          • Simone Dedo

            Ok, capisco quello che dici e provo lo stesso a farti riflettere che obbiettivamente questa cosa è più un ostacolo che un aiuto e spero di spiegarmi bene perché non è un concetto semplice:

            Prendiamo in esame Windows.

            Sappiamo che il codice di Windows 98 seconda edizione è obsoleto, ma fa funzionare pc di vecchia generazione.

            Ha un interfaccia grafica senz’altro più leggera paragonato a Windows Vista, Windows 7 o Windows 8.
            Le distribuzioni Linux non hanno questa concezione, puntano a immettersi ovunque creando appunto frammentazione.

            Mentre uno sviluppatore può dedurre che se hai un Pentium 3, non esci fuori da Windows 98 seconda edizione se vuoi un pc prestante, con le distribuzioni Linux, non lo puoi immaginare, proprio per questo motivo.

            Qual è quindi la soluzione? Che GNOME e KDE ad esempio, studino determinate interfacce grafiche che siano mirate a un tipo di hardware.

            Ora non voglio dire che non lo fanno, perché in realtà, KDE 2 o KDE 3 ancora è disponibile se qualcuno vuole installarselo, il problema è che non è così immediato e soprattutto, distribuzioni recenti, non offrono versioni obsolete di questo parco software.

            (Porca miseria ho dimenticato l’aggiornamento della pagina).

            Quindi qual è la soluzione più semplice se hai un hardware datato? E’ rimanere alla controparte Windows 98 seconda edizione che semplificando, potrebbe essere openSUSE 10.2 (non è un paragone esatto, è una stima)

            Per concludere cosa porterebbe mettere tutti d’accordo a fare questa cosa? Semplice: ad avere più forza lavoro sui progetti madre come GNOME, KDE, Wayland e via dicendo, perché così nessuno più andrà a prendere in considerazione un progetto amatoriale guidato da 8 persone e usato da 2, ma quelle 8, andranno ad aggiungere la loro competenza in qualcosa di più concreto.

            Questo sarebbe l’ideale allo stato attuale delle cose, visto che più di qualcuno si sta perdendo per strada, quindi serve riorganizzarsi il prima possibile per offrire qualcosa di veramente competente.

            Se poi invece vogliamo solamente perdere tempo, questo è un altro discorso, ma personalmente, mi sono stancato di dover cambiare sistema, programmi, per fare le stesse cose o per farle funzionare, o giustificarmi davanti a clienti perché una cosa funziona e l’altra no.

          • js3

            ah ecco, avevo perso mezzo commento!!! ok, vista così la cosa quadra di più. ci fosse uno gnome light o un kde light (aggiornati e portati avanti in parallelo) le cose sarebbero diverse. lo avevano fatto con unity 2d che per me era molto fluido e prestante, ma hanno pensato bene di eliminarlo… non mi piace, invece, l’idea di dover utilizzare un sistema vecchio o non aggiornato (che so, kde 2). poi, è chiaro, non si può pretendere di far girare tranquillamente su computer “deboli” sistemi con gli attuali gnome e kde.
            resta, comunque il fatto che non si potrà mai mettere d’accordo tutti a lavorare agli stessi due o tre progetti, perchè ognuno vorrà mettere del suo e non vorrà accettare le scelte della “casa madre”. e quindi si parte con la scissione e la frammentazione. credo sia inevitabile. ma anche da cose del genere si può trarre del buono. proprio nell’ambito commerciale, se un colosso vede una buona idea in una piccola azienda, vuole prontamente accapparrarsela, rilevando addirittura l’azienda in questione e facendo proprio il progetto nato come minore ed indipendente. mah! discorsi troppo vasti per riassumerli in quattro righe!!!
            comunque diversificare gnome e kde non sarebbe male

          • js3

            però non perdiamo di vista il fatto che linux ora come ora non è fatta per essere commerciale, quindi anche il discorso che ho fatto lascia un po’ il tempo che trova…

  • Ferik

    Bisogna concentrarsi su quello che manca nel mondo Linux e non duplicare quello che c’è gia. Tutte queste distro derivate sono completamente inutili perchè propongono nulla di nuovo come programmi, tranne rarissime eccezioni. Ma siamo sicuri che chi le fa (le derivate) siano dei programmatori? mah…..

  • Andrea

    Provo a spiegare un mio concetto forse anche sbagliato…. per me
    la frammentazione deve esistere solo a livello di utente finale, ovvero linux fa 3 distro a seconda delle esigenze base, medie e da smanettone incallito, eliminando tutto quel mare di cavolate e massimizzando così sforzi e risorse su tre progetti ben definiti e in continua evoluzione ma sempre mantenendo 3 identità, (non da tre fare 1000 progetti); l’utente finale può a sua volta a sue spese e risorse ed in base alle sue capacità e voglia di imparare fare quello che vuole. è questa la differenza che deve esserci fra linux ed il resto che lo prendi così com’è e te lo tieni così. tutte queste belle community invece di lavorare in maniera disordinata ed autonoma potrebbero lavorare insieme….

  • Sam

    Più che della frammentazione dei so , non mi va giù la frammentazione dei software per i vari DE.

    Invece per la quantità enonrme di distro , mi dispiace il fatto che su 700 distro 300 sono già abbandonate , per cui non capisco il motivo di tenerle ancora attive , ormai basterà poco tempo per diventare davero obsolete.

    Un’altra pecca è la stabilità delle distro minori , decisamente inensistenete in molte.

    Io personalmente consiglio ai vari developers delle distro , di organizzarsi insieme , per raggiungere , come dire , uno scopo comune , ubuntu sta già prendendo il largo nel settore consumer , ma un pizzico di organizzazione in più tra le altre distro più rilevanti , seppur ben diverse tra loro , non guasta

    • Simone Dedo

      E’ esattamente quello che ho detto io, in modo diverso, in un intervento prima.

  • ArchTux

    Credo che ci voglia, maggiore coordinamento per far emergere linux, la frammentazione d’altraparte porta innovazione, ma focalizzare un po’ le energie sarebbe utile.

  • Gianky Fashion

    Adesso ho provato pure io a installare Linus ma non riesco proprio! …. il mio MAC 27 è perfettissimo! e la comunità è una vera famiglia!! 😀 grazie ad Apple e al grande Steve, che ci hanno regalato e donato a tutti queste innovazioni Fashion che hanno migliorato la nostra vita di tutti i giorni, sono troppo avanti! Linus dovrebbe avere un padrone come tutti che ne implementi ed unifichi la comunità altrimenti dove và? è anche questione di maketing :-D.

    • Andrea

      nulla da dire, apple ottima azienda uniche pecche a mio avviso costo troppo, troppo, troppo elevato e so iper blindato. poi come dice simone attenzione che i fondamenti sono linux, quindi non si sputa sul piatto in cui si mangia

    • Giulio Mantovani

      Linus è il creatore di Linux, è lui il capo, trollone… la comunità mac non è una famiglia, è una massa di persone che pensano di essere migliori senza capire che alcuni primati stanno evolvendosi meglio di loro… un conto è partecipare a una comunità con idee, progetti, sviluppo ecc. un conto è parlare tra persone dicendo “ma quanto amo il mio mac <3, ma quanto è bello OS X, sono felicissimo di aver speso 3 stipendi per un computer come un'altro solo in alluminio 😀 ", se questa è una vera famiglia…

  • Yuri

    Pff , nerd con fondi di bottiglia come occhiali
    fatevi una vita al posto di smanettare sempre su linux , comprato so che già vi preparano tutto , anche bene
    Nessuno batte la stabilità dei mac , e per il prezzo che lo paghi , ti dura anche più di 10 anni
    Continuate ad usare sta schifezza di linux , che non serve a nulla se non a far perdere tempo

    • Simone Dedo

      Ma tu lo sai che MAC usa molte cose che ha Linux? E tu lo sai che a 5 anni di vita, un prodotto Apple diventa obsoleto e che quei 10 anni con il progresso tecnologico di ora non li vedranno mai?

      Ora capisco che Apple offre delle belle cose e che soprattutto funzionano, ma venire qui a fargli pubblicità senza manco sapere di cosa stai parlando, sei… come dire… obsoleto.

      • KK125R

        Che componenti usa di linux? ……..

        • Simone Dedo

          Kernel (non è identico, è un derivato molto lontano), servizi di rete, editor di testi testuale, terminale, librerie, server di stampa, server web e non so se c’è altro.

          • KK125R

            ma sono componenti del kernel o software? e derivato molto lontano perchè?

          • Simone Dedo

            No, non sono componenti del kernel. E’ un derivato molto lontano perché è di origine Unix e poi modificato da Apple (la stessa cosa è avvenuta per Linux).
            In poche parole, stesso dna, ma due caretteri differenti.

          • maldestro

            ma anche no.
            Il kernel di OSX, XNU, è un ibrido nato dalla fusione del microkernel Mach e del kernel monolitico di FreeBSD, con componenti prese da NetBSD. Ed è, quindi, un derivato UNIX.

            Linux non è UNIX e non deriva da esso. È un clone che SIMULA il funzionamento di Unix, pur non condividendone il codice.

          • Simone Dedo

            Sì, tecnicamente è così che stanno le cose.

            Tuttavia, il Kernel Linux comunque fa quello che fa un Kernel Unix no? Non parliamo di un Kernel totalmente diverso da Unix oppure sbaglio?

          • anche se fosse non e’ importante cio’ che fanno ma come lo fanno !

        • Torno Nel Mio Limbo

          Linux si adatta al Hardware che trova, cosa che Mac non fa.

      • Yuri

        Trololol

    • Leej

      in effetti Linux può far perdere parecchio tempo….e farti alzare la pressione. Ma attento Yuri: stai sputando nel piatto in cui mangi!

    • Giulio Mantovani

      Pff, decelebrato sottosviluppato deficiente, capace solo di sparar cazzate, ma che cavolo commenti a fare se è solo per scatenare litigi, ma stattene a casa tua e non rompere il pinguino a gente che ne capisce 10 volte più di te, ma va a zappare la terra va….

      • Leej

        ueh! cos’hai da dire contro chi zappa? Io so’ contadino eh. 🙂

        • Giulio Mantovani

          Ovviamente nulla, ma invece che stare al pc a sparar vaccate vadano a spaccarsi il culo a lavorare 😉

    • ArchTux

      Si, certo, Think Different, cioè pensate tutti uguale, pensate solo quello che dice Apple .

    • Vinicio Muchador

      non sono molto d’accordo…lo uso al lavoro…office per mac mi va in crash troppo spesso per i miei gusti…dopo snow leopard l’SO è diventato discretamente pesante..oltretutto ho notato che molti programmi sul solo mac che abbiamo tenuto con snow non vengo più aggiornati, in pratica chrome e firefox per esempio non posso più aggiornabili perchè le versione successive non sono compatibili con quel sistema operativo con i relativi dubbi relativi alla sicurezza per un terminale che usiamo per lavoro… l’unica cosa che invidio di questi terminali è il design, per il resto ci metterei un bel w7 sopra

    • Leonardo

      Stabilità del mac?? Bestemmie del mac più che altro! Prendi una distro Linux a caso gli fa pelo e contro pelo al tuo Mac OsX, io utilizzo tutti e tre i sistemi principali e Linux in quanto a stabilità e sicurezza è imbattibile, punto (sempre se sai cosa vuol dire stabilità).

    • nizzax

      Ricordati Yuri che MAC OSX non è altro che un kernel Linux con Librerie (Carbon) proprietarie. Il vero SO Apple si è fermato a OS 9, dopodichè è stato utilizzato Debian per sviluppare OS X (alcuni sviluppatori facevano parte della comunità di sviluppatori Debian).
      Per cui i due SO sono cugini, in teoria, se le librerie Carbon diventassero open source, si potrebbero interscambiare i programmi delle due pattaforme.

      • maldestro

        Cosa?
        Mac OS X non ha kernel Linux, ma un kernel di derivazione BSD.
        Non ha mai usato Debian come base, ma ha usato FreeBSD e NeXTSTEP.
        NON ha MAI usato Carbon come widget toolkit principale, in quanto quest’ultimo era usato come toolkit di transizione dal Mac OS Classic all’interfaccia Aqua basata su Cocoa (che è l’attuale widget toolkit, scritto in Objective-C e derivato da OpenStep).

  • Leej

    Sono assolutamente d’accordo con te, Andrea.
    La frammentazione è, al tempo stesso, un’opportunità ed un grosso limite per Linux.
    Un’opportunità, perchè offre la possibilità, a chiunque lo sappia fare, di modificarlo;
    un grosso limite, perchè le grosse energie e le competenze in campo non sono focalizzate ma disperse.

    Io sono dell’idea che gli sviluppatori di Linux debbano concentrarsi esclusivamente su tre progetti al massimo, cercando di migliorarli sempre di più. Inoltre bisognerebbe che ci fossero dei gruppi di lavoro che si concentrassero esclusivamente allo sviluppo di applicazioni volte a migliorare e potenziare l’aspetto della produttività: oggi tutto si può dire su Linux tranne, purtroppo, considerarlo davvero alternativo a Windows!

    • Andrea

      mio malgrado tutto vero, ritorno sul discorso già fatto qui sotto sotto sotto in cui dicevo che ogni volta che provo delle distr linux dopo un pò piallo tutto o ritorno a win e ogni volta è così…..anche se non mollo, confido in un cambiamento positivo di linux in futuro! ne ha già fatti molti….

  • igino71

    Ciao a tutti, personalmente non trovo la varietà di distro linux così preoccupante (attualmente utilizzo oltre a Win XP e 7, Lubuntu linux e Bridge Linux, che trovo entrambi fantastici), anche se effettivamente ho l’impressione che ci sia una certa dispersione di risorse e, forse, di potenzialità… Non dimentichiamo poi che nella mischia ci si è buttata anche Google… anche se non lo citano (quasi) mai, anche i loro OS sono della famiglia linux… una presenza così ingombrante può essere sia un rischio (concentrazione di nuovi utenti a scapito di altre alternative), che un’opportunità (muovere l’interesse degli utenti di altri SO a provare un sistema Linux). Cosa ne pensate?

  • ArchTux

    Diciamo magari che sarebbe utile definire delle priorità comuni.

    Magari Linus Torvalds o e qualcunaltro a cui le comunità danno credito potrebbe dire, ok per cortesia concentriamo un po’ più di attenzione qui o li…

  • LucBenjo

    la frammentazione è il male di linux, ci vorrebbe che una guida diriga il progetto e una azione di marketing, unendo le forse di tutti e tagliando fuori le varie distro derivate e fork, che non servono a nulla se non a perdere risorse. Ci vorrebbe un proprietario che decidesse lo sviluppo in maniera concreta una volta per tutte. Non è possibile così.

    • daniele dragoni

      Ma questa già c’è e Apple!!!

      • Gianky Fashion

        YEAH!! 😀 Siiiiiiii

  • Clemente Carlucci

    Le differenze sono ricchezza. Pensate ad Ubuntu derivata da Debian. Ed a Mint derivata da Ubuntu. Quanti ambienti grafici, quanti installer, quanti gestori di pacchetti, quanti software straordinari sono nati grazie al tocco “personale” di uomini e donne che hanno deciso di creare una nuova distro. Non credo che le molte distro danneggino Linux. Anzi.

    • js3

      è vero. tra l’altro credo sia pressochè impensabile che tutte le persone che attualmente lavorano a qualsiasi progetto linux (in tutto il mondo) possano lavorare in un’unica direzione, ad un progetto comune. già non ci si mette d’accordo in una riunione di condominio con dieci persone, figurati in un campo come questo! 🙂 ognuno vuole (e può) dare il suo contributo, anche andando controcorrente, creando derivate di ogni tipo che sono più congeniali a lui o ad una comunità ristretta di persone, staccandosi leggermente o radicalmente dalle distro madri.

  • Leonardo

    Sarebbe meraviglioso che qualcuno piuttosto che sviluppare una nuova distro al minuto si concentri su altri progetti, come ad esempio Gimp, Inkscape, Kdenlive, ecc… in quanto a software multimediale siamo messi male, a malapena una sufficienza. Oppure che ne so… un Libreoffice, Audacity, qualsiasi software insomma. Perché non collaborano a questi progetti? Forse per manie di protagonismo? “Hey amico, guarda che bella distro ho pastrocchiato, si chiama Fedargenta, ho preso Fedora ci ho buttato là un DE, due icone, quattro programmi, non è meraviglioso?”.

  • Ludovico Toscano

    non è android la distribuzione più usata?

    • er

      Non e’ una distribuzione, si parla di gnu/linux, non e’ mai sorto il problema di pacchettizzare android visto che esce gia’ rifinito e credo che android/linux nelle parti completamente libere (niente drivers e se non erro neanche SDK) sia abbastanza funzionale da personalizzare e ridistribuire.

      Anvedi che aveva ragione stallman a insistere perche’ si dicesse gnu/linux.

      • er

        Prima che mi si parli di cyanogenmod, e’ un mod appunto piu’ che una distribuzione, concetto che ha poco a che fare con una rom personalizzata.

        • leonardo

          beh, non sono anche le derivate “minori” come lubuntu, xubuntu, kubuntu (mi vengono in mente solo queste al momento) alla fine nient’altro che mod ben tenute? cambiano de, temi e impostazioni varie, ma non sono come ubuntu che ha cambiato varie cose da debian, giusto?

  • zio Bill

    ora serve un volontario che riassuma tutti i commenti postati… Torvalds alla lavagna sei preparato hai studiato?

    • Dea1993

      in fondo sono solo 291 commenti in mezza giornata si fa un buon riassunto con tanto di statistiche e grafico in excel (anzi libreoffice calc :D)

  • Leonida

    questo è il commento numero 300 ora siamo pronti ad invadere Redmond

    “Non ci ritiriamo. Non ci arrendiamo. Questa è la legge di Sparta. Noi obbediamo alla legge di Sparta e quindi restiamo, ci battiamo e moriamo.”

    • js3

      cacchio che tempismo!

  • Linux…

    la frammentazione di linux e dei de è proprio la morte di linux già avvenuta da tempo il declino è iniziato nel 2009

    • Mac

      quindi cuggino,……..mi dicono che soffri di personalità multiple?

      • Android

        Non sa neanche telefonare….io si

  • glukosio

    non si chiama frammentazione! si chiama libertà di scelta! chi è ai primi passi in linux sceglie quasi sempre ubuntu perchè è considerato il più adatto per iniziare ed è anche il più conosciuto! poi gli si apre un mondo (o forse no), e può fare TUTTO quello che vuole, esplorare, divertirsi!!

    • Roberto Tamburrino

      sono d’ accordo che sia la libertà ,la libertà preservata di mettere mano al codice a differenza del freeware …no questa non è freeware o commerciale ,questa èèèè Open sorce !

  • whoami

    Mi lascia perplesso la frase:
    “un’ambiente desktop più intuitivo che ricordi in parte quello di Microsoft Windows”

    Intuitivo e windows nella stessa frase cozzano un po’ 😛

    • EnricoD

      il menu in stile win7 è intuitivo

      • whoami

        Finchè VLC dovranno cercarlo sotto “VideoLAN” e non sotto “Multimedia” non avrà mai niente di intuitivo (comunque dico dovranno perchè per fortuna non ho a che fare con windows nella vita normale… potrei sbagliarmi)

        • Mod

          Beh, già in parte ti sbagli in quanto tocchi la categorizzazione delle app, la quale sotto gnu/linux è statica (e schiodabile solo con intervento diretto sui file), mentre su windows è dinamica con un semplice drag & drop dalla notte dei tempi (oltre che a permettere l’annidamento a cascata delle categorie sempre dalla notte dei tempi). Ma su linux tutto questo si sa che non interessa o non sanno nemmeno cos’è. Ma se fossi uno sviluppatore, non ci penserei due volte perché mi manca parecchio almeno a me.

  • EnricoD

    bello, molto interessante quella storia dei temi

  • non male… sta per uscire ubuntu 15.10, e ubuntu 15.04 sta per essere abbandonato, e se ne escono con una distro basata su ubuntu 15.04?????

    • SalvaJu29ro

      Più che altro sono quasi inutili le versioni di Ubuntu non LTS, figuriamoci queste derivate

      • fedefigo92

        Più che inutili sono delle beta…solo canonical dice che sono stabili

  • iClaud

    A sto punto aspettavano la 16.04, almeno era LTS. Difficilmente non avrà problemi di compatibilità dopo l’anno di vita basandosi su una non lts.

  • Stefano Bianchini

    da quando ho memoria ogni distribuzioni che avesse provato a scimmiottare windows e’ finita nell’oblio in poco tempo, probabilmente perche’ attirano a se gli utonti che si aspettano che sia al 100% uguale a windows e voglio che funzioni come windows compresa l’installazione di exe a caso scaricati chissa’ dove e siccome cosi’ non e’ la abbandonano subito, mentre gli utenti Linux normali non le degnano del minimo interesse… L’ultima che ho visto era talmente ridicola che loggava di default come root, aveva un file manager con un finto C: che puntava a / dove potevi tranquillamente cancellare i file del sistema operativo… ma andate a ca…

    • Be era proprio come windows allora!

    • Antonio

      A si? Io invece ho visto utenti lasciare questo tipo di distro perché NON vedevano o NON trovavano le icone associate/gestite dal programma stesso direttamente anziché gestite dal tema (come funzica su linux). Quindi erano sempre generiche perché il tema non le identificava e non riuscivano a capire. Non accettavano insomma questo limite. Vaglielo a spiegare che tutto non si può.

  • SalvaJu29ro

    Non capisco perchè non facciano una versione per ogni LTS
    Perdi solo tempo così…ma magari gli serve come test per la prossima LTS….

  • g cong

    Io l’ho provata tempo fa, non perchè avessi bisogno di una distro simile a Win (lol), ma perchè mi incuriosiva avere un O.S. già bello e super-configurato.
    La distro era buona, come le altre del resto. L’unica cosa è che era lenta al boot up, diversamente da tutte le altre e, in questo, simile a Win 🙂
    L’ho disinstallata dopo una decina di giorni.

    • ldm85

      Se ti piace un sistema già bello e super configurato, cerca eMod OS su Google o Youtube, ciao

      • g cong

        🙂 ti ringrazio per la segnalazione, il desiderio di provare soltanto un sistema già configurato mi era venuto così … tanto per provare a vedere com’è ad avere la pappa pronta. Io uso Gentoo e Arch, dove si parte da zero con terminale vuoto e cursore

  • Azz

    Il menu di zorin simile a quello di win 7? Bah, allora devo comprarmi un bel paio di occhiali.

  • Roberto64

    Questa distro porta ancora con se dei bug fastidiosi con puntuali popup di errore di sistema che non sono stati risolti.

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