Microsoft Visual Studio Code disponibile per Linux, Windows e Mac

Microsoft ha rilasciato Visual Studio Code, piattaforma di sviluppo disponibile per Linux, Windows e Mac.

Microsoft Visual Studio Code in Ubuntu
Ad un anno circa dall’annuncio da parte di Microsoft di voler rendere open source gran parte di .Net Framwork arriva la nuova piattaforma di sviluppo Visual Studio Code per Linux, Windows e Apple Mac.
Microsoft Visual Studio Code è una piattaforma di sviluppo creata principalmente per i developer ASP.NET e Node.JS, in grado comunque di supportare i più diffusi linguaggi come HTML, CSS, C#, TypeScript, ecc. L’interfaccia grafica di Visual Studio Code ricorda molto Adobe Brackets e dispone di svariate ed utili funzionalità come ad esempio il controllo di versione Git e supporto per IntelliSense (features che consente il completamento automatico oltre ad analizzare le varie sintassi per impedire errori).

Microsoft Visual Studio Code è un progetto ancora in fase di sviluppo, in futuro molto probabilmente verranno introdotte nuove features e un miglior supporto soprattutto per Linux e Apple Mac.

Microsoft Visual Studio Code in Ubuntu

Microsoft Visual Studio Code è già disponibile per Linux, Windows e Mac direttamente dalla home del progetto. Per Linux viene rilasciato con binari precompilati, basta scaricare il file estrarlo e dare un doppio click sul file Code per avviare il software.

Home Microsoft Visual Studio Code

79 Commenti

  1. Ma l’applicazione per gli smartphone non c’era gia da una vita? In ogni caso ormai utilizzo da un pezzo DuckDuckGo, anche se come ricerca è inferiore a Google offre alcune funzioni interessanti per migliorare la ricerca (es. i comandi !bang per andare sulle fonti mirate come viene citato nell’articolo)

    • L’ho provato per molto tempo, ma anche se dichiarano che è basato su google a me i risultati sembrano abbastanza scadenti… meglio Duckduckgo secondo me.

      In ogni caso è stato provato che almeno lo user-agent te lo leggono, quindi non si sa mai che non mentano anche su altre cose. Io non mi sono più fidato.

  2. Ora io non sono qui ne per criticare DuckDuckGo, ne tantomeno questo articolo che considero sicuramente utile per gli amanti di questo motore di ricerca; ma vorrei sottolinearvi il paradosso che si crea con questa applicazione: andate ad usare un motore di ricerca che è preferito dalla maggior parte dei sui utilizzatori rispetto a Google per il fatto di essere attento alla privacy degli utenti in un sistema operativo che appartiene a google, e che comunque “spia” le azioni dell’utente…
    Allora penso cosa mi sono comprato uno smartphone android a fare, dato che non è altro che un contenitore dei servizi Google, se ho paura di essere spiato da Google stessa?

    Ripeto, non sto criticando nessuno, ne DuckDuckGo nell’articolo e ne tantomeno google (io stesso sono possessore di un galaxy nexus, smartphone google per eccellenza), però che senso ha?

    • Riguardo l’acquisto del cellulare è perchè non hai alternative: Android, iOS o Windows Phone. Non scelgo Android perchè voglio Google, lo scelgo perchè al momento non c’è di meglio. Per la ricerca è un discorso diverso, in questo modo almeno le tue ricerche non le passi a BigG.
      In ogni caso nessuno ti impedisce di installare una Cyanogenmod.

      • Ma infatti io non uso DuckDuckGo ma usa sempre e solo Google… Penso che per ripagarla dei servizi gratuiti che ci da un po’ i cavoli se li possa anche fare dopotutto…
        Per il discorso della cyanogenmod, io attualmente sto usando la Paranoid 3.6 sul mio galaxy nexus e ovviamente prima ho provato anche la cyanogen… Ma lo ho fatto solo per avere qualche funzione in più, perché se poi non installi le Gapps cosa te ne fai dello smartphone?

        • Sono tutte scelte.
          “Penso che per ripagarla dei servizi gratuiti che ci da un po’ i cavoli se li possa anche fare dopotutto…”
          Questa frase la fanno in molti e mi inquieta un po’, se arriviamo al punto da considerare normale lo “spionaggio” degli utenti allora è finita.

          • diciamo che a certa gente non frega nulla se si conosce il suo pasto o colore preferito, mentre altra gente non vuole assolutamente che si conosca dove vive

          • appartengo alla seconda categoria. e faccio tutto il possibile perchè la mia vita sia più “privata” possibile. ho cancellato tutti gli account (fb, twitter, g+). è una questione di principio, la privacy è un valore in sè e per sè. aggiungo che la pubblicità indesiderata mi irrita, scelgo io cosa e quando acquistare, non accetto nessuna “educazione ai consumi”. poi se c’è gente che senza l’ultimo melamarciafonino va in astinenza, cavoli suoi. esistono gli psichiatri, per queste situazioni…

    • Embrace, extend, extinguish.
      Fermo restando che la mia fiducia in MS è POCA, come potrebbe attuare questo piano in un ambiente open source?
      Mi spiego, negli anni 90 aveva “abbracciato” il web (embrace), lo aveva esteso con componenti suoi (extend) che rendevano inutilizzabili gli altri browser, facendo cadere gli standard web (extinguish) in favore dello standard suo.
      Certo, sappiamo che non fu vittoria definitiva. Ma ci vollero anni per rimediare al danno.
      E in questo caso come potrebbe attuare un piano simile?

      • Negli anni 90 tutti i browser cercavano di imporre i propri standard e in particolare Netscape è stato il primo a farlo con meno successo però. Solo che tutti preferiscono parlare della “non verità” ignorando i fatto reali a prescindere.

        • Comunque, anche volendo, nel web i tempi degli standard sono troppo lunghi e finisce che alla fine vengano riconosciuti come tali le varie aggiunte introdotte dai vari browser stessi.

      • Beh gli anni 90 sono passati da un pezzo, e di certo qualcosa di diverso nel frattempo hanno fatto.
        Però nemmeno io mi fido perchè quando utilizzi quelle tecnologie poi ti ritrovi a dover per forza usare qualcosa che casualmente è disponibile solo in Windows Server versione XYZ, oppure hai forti limitazioni se non usi IIS, che a sua volta è legato mani e piedi ad una particolare versione di Windows.
        Magari questa è la volta buona, per ora stiamo a guardare.

        Io comunque mi accontenterei di un editor e basta, non mi interessa nulla compilare o usare wizard, ne usare C# (se si può non guasta, specialmente per quei programmini personali che vivono una settimana e che fai apposta per quello scopo).

        E’ tempo che devo provare altri editor, alcuni suggeriti proprio su questo sito da alcuni utenti, ma ogni volta rimando e sono ancora su Eclipse…

      • “come potrebbe attuare questo piano in un ambiente open source?”

        Per migliorare i suoi programmi. Funzionerà un po’ così…

        Rilascierà gran parte del codice .NET open source, per far si che migliaia di developer lo guardino, lo studino e lo migliorino. Poi, magari la parte del programma più interessante rimane closed-source, et voilà il programma è migliorato notevolmente a costo 0 e tutti “Grande Microsoft! Come ha fatto in così poco tempo! Fantastica! Altro che Mac osx e linux!”.

        😀

        • Faccio solo un piccolo chiarimento per chi non lo sapesse: .NET è sempre stato closed per via della licenza, OK
          Ma nessuno ha mai impedito di poter sbirciare ogni singola riga originale nei sorgenti resi pubblici dalla stessa MS da quando NET è nato.

          • Infatti lasciando visibile si è venuto a creare Mono.

            Ora hanno reso pubblicamente la versione Core di .Net così da allineare Mono con il Framework corrente.

            Per carità non è tutta una fregatura perchè linux, dalla sua parte, potrà far girare software scritto in asp.net e C# :).

          • Infatti lasciandolo visibile si è venuto a creare Mono.

            Ora hanno reso pubblicamente la versione Core di .Net così da allineare Mono con il Framework corrente.

            Per carità non è tutta una fregatura perchè linux, dalla sua parte, potrà far girare software scritto in asp e C# :).

          • E sì magari 😉 Mono ha un’infinità di lacune perché non hanno copiato niente. Hanno ripreso solo in parte le funzionalità principali, tralasciando parecchio. Nel frattempo è nato Vala che ha fatto più strada.

          • Sicuramente potrà far girare codice C#, ma spesso chi scrive i programmi deve saperlo in anticipo di dover andare su un’altra piattaforma.
            Altrimenti casini a non finire sui percorsi dei file, sulle librerie che utilizza, ecc.
            .net core ha molto poco di usabile in un’applicazione, ma con qualche libreria aggiuntiva (o buona regola di programmazione) diventa molto meglio.
            E’ da tanto che non uso Mono, forse vale la pena controllare a che punto sono arrivati, anche solo per curiosità personale.

          • asp anni ’80 == corrente php
            asp != c# (non c’entrano una fava)
            aspx + c# sono un’altra cosa (pur avendo già 15 anni pure loro)

          • Se un prodotto rimane closed, non c’è alcuno stimolo nell’utilizzarlo o migliorarlo, anche perchè poi ci sarebbero problemi con le licenze open.
            Se invece chiunque può prenderlo e cambiarlo, migliorarlo o ancora meglio correggere un bug clamoroso, allora si che hai un vantaggio per tutti 🙂

      • Licenza BSD. E’ open source, ma MS può fare modifiche e rilasciare Visual Studio Pro con licenza proprietaria e rivenderlo in un secondo tempo.

    • chissà a cosa vogliono puntare,qual’è il loro obbiettivo, cmq sia io penso che stanno rendendo parte della piattaforma .net open perché tra pochi anni sarà obsoleta ed avranno in mente qualcos’altro, oppure la renderanno più open per guadagnarsi la fiducia delle persone dato che ubbundu gli sta alle calcagna.

  3. ok forse è solo un inizio, ma a vedere le immagini (non l’ho ancora provato), non ha nulla a che fare con visual studio di windows, anzi monodevelop sembra più avanzato per lo sviluppo in C#

  4. Signori è ora di capire che Microsoft si è svegliata. Guardatevi cosa stanno facendo un solo OS per tutte le piattaforme attacchi un cavo allo smartphone lo connetti al monitor e hai un pc… Windows holographics… portabilità delle app su ios e Android… nuovo browser… hanno realizzato tutto quello che canonical/google/Apple hanno tanto mostrato ottenendo solo fallimenti.

      • Canonical ha detto datemi i soldi e vi faccio vedere la convergenza, risultato = fallimento. Il giudizio lo puoi dare e come, hanno rotto le scatole con unity, mir e compagnia bella tutto in nome della “convergenza” e alla fine? hanno realizzato un desktop mobile inusabile, non sono riusciti a lanciare un prodotto sul mercato e non hanno fatto nessuna convergenza (in 2 anni) io lo chiamo non aver realizzato quello che ci si era preposti, e se ci pensi un’azienda che investe soldi quando non realizza il prodotto finale perde denaro. Se aspettano un’altro po arriveranno tutti gli altri e loro saranno il solito prodotto di nicchia.

        • “Canonical ha detto datemi i soldi e vi faccio vedere la convergenza”

          parli di ubuntu edge?? il famoso smartphone presentato tempo fa su indiegogo??
          be se parli di quelli devi capire che i soldi di canonical non sono nemmeno lontanamente paragonabili ai soldi che possiede microsoft.
          microsoft si può permettere di tentare soluzioni costose e fallire, perchè ha una posizione dominante negli OS PC, ha una console che non va male anche se non è la più venduta, guadagna parecchi soldi grazie ad android per via delle royalities su alcune tecnologie, ha accordi con aziende per le licenze di office e non solo.
          insomma vuoi paragonare davvero le finanze di un’azienda che è in posizione dominante da un’era, rispetto alle finanze di un’azienda molto più di nicchia e nata molto dopo?

          è normale che canonical non può permettersi di realizzare progetti costesi e ambiziosi per poi fallire, alla fine cio che voleva fare con ubuntu edge lo sta facendo ugualmente, ma ci sta mettendo solo più tempo

        • MI sembra che è il tuo discorso a “divergere” dalla realtà. Canonical sta iniziando ora a lavorare con serietà al problema, e quello che ha fatto non mi sembra male. Il problema è che Unity non ti piace in quanto, come per l’interfaccia Windows 8, è troppo legato al modello di uso “gesture” molto differente dal modello mouse. Mi sembra che MS abbia fatto un buco nell’acqua che cerca di riparare con l’upgrade Windows 10 (Si è un upgrade per questo è quasi gratis… 😉 ). La convergenza è anzitutto un problema HW e di protocolli. Se vuoi avere il tuo smartphone collegato ad un monitor e guardarti un film in 4K … hai bisogno di HW adeguato come del resto ha fatto Apple con i suoi “standard”… Quindi risparmiati di dire cose senza osservare prima il contesto per favore…

    • un solo os per tutte le piattaforme che è stato un fallimento. windows 8 sui desktop è una pena e in ambito smartphone non ha certo fatto vedere grandi cose, anche come vendite… tant’è che arriva windows 10, come 7 arrivò per mettere una pezza a vista. portabilità delle apps su android e ios lo fanno perchè sugli smartphone sono sotto di brutto e l’ecosistema windows phone ha pochissime applicazioni, quindi cercano di importare quelle degli altri sistemi. nuovo browser, non mi pare che ci sia niente di così originale, ma vedremo quando uscirà e comunque si potrebbe dire era l’ora dopo anni di quella ciofeca di ie. unica cosa innovativa windows holographics.

      • Windows 8 non portava alla convergenza completa, era una via di mezzo, infatti se prendi la Xbox One ha 2 SO ora con windows 10 ne avrà uno solo. Con Windows 10 potrai usare lo smartphone come PC attaccando un solo cavo al monitor e la tastiera il mouse funzioneranno in wireless senza dover usare dock o altre macchinette del cavolo. Ad oggi nessun altro prodotto fa questo. Il succo del mio discorso era che mentre gli altri ora si stanno crogiolando sugli allori, di quello che non hanno fatto, Microsoft sta lavorando su prodotti innovativi, e sta cercando di sistemare tutto quello che veniva sempre scartato da tutti perchè schifoso (e mi riferisco ad explorer). Vediamo google che ha fatto? google galss, fallimento, chromecast fallimento, chrome sta diventando un ciuccia ram, lollipop è un bug fatto SO… Apple che fa? presenta 4 pc e 2 iphone? dove sono le innovazioni da parte loro?

    • Forse sono io che conosco poco Brackets, ma non mi pare che supporti Python, C, C#, ASP.NET, eccetera. Forse volevi dire “simile a Atom ma closed source”… allora sì. 😛

  5. mmmhhh… Visual Studio… una delle poche cose Microsoft che… Che tentazione! Ma resisterò.

    Edit: non ho resistito.
    A parte il fascino perverso della cosa, c’è poco e nulla di Visual Studio.
    Morale: resto con Netbeans e Qt Creator.

    • è Visual Studio CODE, non Visual Studio. È una alternativa ai vari editor avanzati come sublimetext (che attualmente è insuperabile), atom, brackets… non si pone come alternativa degli IDE.

      • è Visual Studio CODE, non Visual Studio.

        Eh… sì, me ne sono accorto. 😀

        È una alternativa ai vari
        editor avanzati come sublimetext (che attualmente è insuperabile), atom,
        brackets… non si pone come alternativa degli IDE.

        Ok, però anche come alternativa a quelli citati (ed altri del genere), nella mia prova, non ha brillato. Hanno tempo per migliorarlo comunque.

        • è la prima release 🙂 dagli tempo! Secondo me sono partiti abbastanza bene. È leggero e presto sarà espandibile.

      • ma allora non è open source? io pensavo fosse open, infatti mi pareva strano visto che su AUR lo dava con licenza custom e sul sito non trovavo nulla a riguardo dei sorgenti

        • Semplicemente si tratta di una banale web app come Brackets (progetto electron_atom_io). Non c’è un gran che da scoprire lato codice a parte i js che sono ben visibili.

  6. Sono emozionato di vedere MS che continua a dire e fare cose senza ne “capo ne coda”, si vede che oramai è una azienda priva di una direzione chiara, un po’ come l’IBM degli anni 80. Penso che duri sul mercato solo per motivi di convenienza politica (i PC MS hanno back-door così utili ai vari NSA ed equivalenti di tutto il mondo etc…). Perciò da questo “epocale” annuncio non mi aspetterei niente di interessante se non il fatto che è un segnale di esplicita difficoltà interna a livello manageriale.

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