Il team Miller Technologies ha rilasciato il nuovo Bridge Linux 2015.02. Le principali novità e download.

Bridge Linux LXDE
Bridge Linux è un progetto che ci consente di poter testare da live e installare Arch Linux sul nostro pc. L’idea di Bridge Linux è quella di offrire agli utenti la possibilità di poter installare Arch Linux in maniera più semplice, con la possibilità di scegliere la ISO con già inclusi i principali ambienti desktop e applicazioni correlate. A differenza ad esempio di Manjaro Linux, Bridge ci consente di avere Arch Linux con tanto di repository ufficiali, driver preinstallati (compreso VirtualBox Guest Utils) oltre ad un’installer semplificato e un tool post installazione per facilitarci la configurazione del nuovo sistema operativo. Gli sviluppatori di Bridge Linux hanno rilasciato le nuove ISO aggiornate a febbraio 2015 (2015.02) con ambienti desktop KDE, Gnome, XFCE e LXDE / OpenBox, update che include oltre a svariati aggiornamenti anche alcune migliorie all’installer.

Importante novità dell’installer di Bridge Linux che include il supporto per la lingua italiana, correggendo quindi problemi di lingua dell’ambiente desktop, tastiera ecc post-installazione. Da notare che una volta impostata la lingua italiana all’avvio dell’installer, non dovremo più operare in locale.gen / locale.conf dato che verrà automaticamente impostata.

Bridge Linux Installer

Bridge Linux 2015.02 ci consente di avere Arch Linux con desktop environment KDE, Gnome, XFCE e LXDE / OpenBox, al primo avvio consiglio di effettuare l’aggiornamento con un semplice pacman -Syu e riavviare.

Download Bridge Linux 2015.02
Home Bridge Linux

  • Giulio

    Che pasticcio! Avrebbero dovuto prima almeno mettersi d’accordo con AMD e nVidia per il supporto driver..

    • matteo

      Figurati se non sono d’accordo… Dai tempo al tempo. Non avrebbero imbastito un progetto così ambizioso per nulla. Questa 13.10 è una versione per tester e curiosi, dalla Lts vedremo come stanno veramente le cose.

      Giusto che accelerino i tempi, sono avanti rispetto a molte distro, ma se voglio tenere il passo del mercato, come sembrerebbe, sono in ritardo ma non incolmabile 😉 la 14.04 con desktop, server, tablet e smartphone sarà il banco di prova!

  • Matteo Iervasi

    Sono curioso di provarla ubuntu 13.10 con mir… anche se come ha detto roberto non so quanto abbia senso chiamarla “stable”.

    Secondo me però è più stabile di ubuntu 11.04… 😀

  • ale

    Era scontato,è già tanto che nvidia o ati facciano un driver per xorg,figurarsi se poi si mettono a riscrivere tutto per mir o wayland…
    Fortuna che la mia 660 è supportata bene dagli open così posso provarlo,sono curioso di vedere come va

    • Beh è però ufficiale che entrambe stanno lavorando su MIR. Qui però è Canonical che anticipa di 6 mesi e loro non sono pronti 😀

      • ale

        Be spero di no però,se no vuol dire che poi non fanno più driver per xorg e soprattutto wayland tutte le altre distro sono tagliate fuori e gli tocca usare mir anche loro

        • Supportare entrambi non dovrebbe richiedere molti sforzi, il succo è supportare opengl-ES.

          • ale

            Non richiederebbe nemmeno tanti sforzi supportare solo bene xorg… ma a quanto pare certe schede video non vanno ancora,però a me pare che dalle schede video nvidia della serie 5XX e 6XX i driver open girino bene,il problema sono le schede vecchie

  • heron

    Mi chiedo se steam e i suoi giochi passeranno a mir, a wayland o se rimarranno con x

    • abral

      Per i giochi non cambia nulla, non dipendono direttamente dal server grafico.

  • giulio

    onestamente non credo che canonical abbia le competenze per proporre un server grafico.. poverini ci provano, poi dovranno ripiegare su wailand.. finora hanno prodotto due cose: uno sfondo marroncino e unity.. a voi la scelta su quale dei due ricorda di più la cacca…

    • Jerome

      Quale dei due? Direi il tuo commento.

    • Maudit

      Ma… lo sfondo non è marroncino!

      • giulio

        lo sfondo brevettato da canonical (unico loro lavoro nei primi anni di vita, era marroncino)..
        il mio commento è obiettivo e non polemico: in casa canonical hanno pochi sviluppatori che si sono sempre occupati di raccogliere il lavoro degli altri. Quando hanno provato a portare avanti loro progetti hanno prodotto robaccia scadente (vedi unity).. Con mir sarà lo stesso, perché non hanno il materiale umano per fare qualcosa di buono, e alla fine dovranno aspettare la pappa dai grandi..

        • Pochi sviluppatori? sai quanta gente lavora fulltime a MIR? c’era un interessante post in merito su phoronix ieri, 4/5 persone, alcune assunte appositamente da Canonical (gente che aveva già esperienza nello sviluppo di cose simili)

          Di contro su wayland c’è 1 solo sviluppatore fulltime. Certo, arrivano patch da molte persone (più che su mir) ma è un settore molto specialistico e lavorare “nei ritagli di tempo” su un server grafico non è il massimo….

          • Simone Dedo

            Il fatto è che quello sviluppatore fulltime ha le spalle coperte da Red Hat e da Intel e molto probabilmente è questo che ti sfugge, Intel.

            Vogliamo mettere a confronto una società come Intel con una società come Canonical?

            Canonical avrebbe fatto meglio ad aiutare invece che fare di testa sua, società grosse come Intel.

            Invece vuole cercare di ritagliarsi la sua fetta di mercato con prodotti come ubuntu phone, ubuntu software center, ubuntu cloud.

            Ma non ha fatto i conti con Intel evidentemente, visto che lancerà sul mercato Tizen insieme a Samsung e non a NGM che è paragonabile a Canonical a livello di settore o poco più.

            Ora potrai controbattere sul fatto che comunque è sempre 1 persona che lavora a Wayland contro 5 persone che lavorano a Mir, ma quella persona può contare sulla disponibilità di ingegneri tecnici che lavorano sui driver open intel e fare ottimizzazioni che Canonical non potrà fare in giro di poco tempo.

            Personalmente, comincio a stringere la mano sui grossi colossi che cercano di contribuire a standard aperti, piuttosto che una casa piccola come Canonical.

            Per concludere, probabilmente non sai che gli sviluppatori di x.org, contribuiscono a Wayland e che mano a mano, faranno una completa migrazione a lavorare su quest’ultimo.

          • quoto

          • Intel?
            La stessa che sta dietro ai fallimenti moblin e meego, ricordo bene? Quella che ha investito 2 spiccioli su linux negli ultimi 2 anni?

            Lavorare PER Intel e lavorare CON intel sono 2 cose molto diverse.

          • Simone Dedo

            Moblin era di Intel, esclusivamente. Per avere maggiore attenzione al progetto, si alleò con Nokia per portarlo sui mobili, poi successe che quell’idiota e talpa di Elop prese il comando di Nokia e puntò tutto sui prodotti Microsoft. E’ stata colpa di Intel per te qualcuno che l’ha lasciata a piedi? No, tant’è che dimostra di credere molto nel progetto, che ha cercato altri collaboratori e ha trovato la Linux Foundation e Samsung.

            Inoltre ma come fai a dire 2 spiccioli negli ultimi 2 anni visto che l’hardware della piattaforma steambox sarà Intel, proprio per via dello stretto legame che ha con Gnu/Linux.

            1) Driver liberi di qualità
            2) Motore fisico Havok portato su Linux
            3) Hardware Intel ben supportato da sistemi Linux
            4) Prodotti che usciranno per la massa nativi Linux e non quell’aborto di Android basato su Java (Primo tra tutti Tizen)

            5) Membro Platino della Linux Foundation (ammesso che tu sappia cosa significa esserlo)

            Ma te sembra roba di poco conto? Te secondo me non ti stai rendendo conto di quello che stai dicendo. Inoltre fossi in te, io mi metterei da parte i soldi e comincerei a comprare i prodotti Tizen che tirerà fuori visto che sarà proprio grazie a quelli che valuteranno se è un mercato pronto per ricevere Linux che finalmente FUNZIONA per la massa e ben supportata da un’azienda che è tra le prime al mondo.

            Le dovresti lodare queste cose, non sminuire come stai facendo, tra l’altro, pecca anche di veridicità quello che dici.

          • non diciamo caxxxxe…..

            INTEL crede in un progetto dove METTE 1 PROGRAMMATORE???? Googlando si scopre che Intel ha 89.000 dipendenti. In pratica hanno offerto un caffè alla comunità opensource…..

            Renditi conto che per un’azienda che fattura DECINE DI MILIARDI di dollari potersela tirare perchè hanno donato 200.000$ a FSF non significa crederci….

            Credono in Atom in ambito mobile? si, ci hanno messo su 2 laboratori (un migliadio di ing.) e investito centinaia di milioni di €.

            Tutte le mosse legate a linux di intel dipendono dalla volontà di mantenere un buon rapporto con la comunità che poi COMPRA HARDWARE (principalmente in ambito server)….

          • Simone Dedo

            Ecco vedi, continui a controbattere sul fatto che Intel mette 1 programmatore, ma non vedi oltre, nonostante alcune cose da me citate che non sono poche.

            Nemmeno sei stato tanto intelligente da dire: “Beh, offre un programmatore a tempo pieno per un server grafico, ma mette una squadra di 15 persone per driver di qualità che fanno funzionare l’hardware che produce su sistemi Linux e un display grafico che semplifica questo lavoro, di cui, ne beneficiano TUTTE le distribuzioni che adottano i loro software e pensa, non sono nemmeno proprietari, ma a sorgente aperto.

            Canonical ha messo 4 sviluppatori per un display grafico che usa solamente la sua distribuzione (potrei anche dire che 4 o 5 sviluppatori su un display grafico che va per per desktop e mobile sia poco, in particolar modo se non contribuisce nemmeno allo sviluppo di un hardware specifico che lo faccia funzionare a dovere, ma è così irrisorio che si commenta da solo) e una distribuzione.

            Pensi questo sia sufficiente quando poi affrontiamo i gravi problemi come:

            1) Il video scatta

            2) Il portatile ha la batteria che si brucia con 2 ore

            3) Il portatile va in fiamme

            Ma quello che ancora forse non riesci a comprendere, è l’ottica d’investimento di un’azienda: Si investe il minimo su un settore nuovo, per vedere quanto raccoglie. Se raccoglie, l’investimento aumenta, se non raccoglie, l’investimento è andato perso, ma è andato perso il minimo.

            Tutti quei soldi Intel li ha fatti grazie al supporto per Linux? Certo che no, ma contribuisce e questo è buona cosa per noi tutti.

            Tutte quelle mosse legate a Linux dipendono dalla volontà di entrare in nuovi settori remunerativi, perchè è questo che si tratta per un’azienda, non di fare bella figura. Capisci? E’ questa la differenza, soldi non simpatia.

            A quante persone piace un sistema Linux che funzioni? Investiamoci quel tanto che serve, collaboriamo con chi di dovere e vediamo quanti domandano all’offerta. Domanda e offerta, è così che funziona il mercato.

            Prodotti con Linux a bordo possono piacere se sviluppati da colossi? Non è un forum che dà questa risposta, sono i soldi che gli utenti sganciano.

            Canonical ha mai dato prodotti per la massa? No, ha solamente semplificato una distribuzione di nome Debian per l’utente più curioso, ma non ha risolto i problemi di cui tanti utenti lamentano: “Questo non funziona…”

            Intel produce hardware di vario tipo e software e ti sta dando la possibilità di avere questo hardware ottimizzato per i loro prodotti, ma non è facile immettersi nel mercato e ci vogliono i giusti contatti e collaborazioni.

            Un’altra cosa che non sai, è che il membro platino, non è solamente il membro che dona dollari (e non i dollari che dona un utente che può arrivare a 10 o 20, ma migliaia) ma è anche il membro che contribuisce allo sviluppo del kernel con patch per far funzionare i loro servizi o prodotti.

            E’ per questo che della Linux Foundation ci sono nomi di aziende e non nomi di comunità.

            Vediamo se il discorso ora è più chiaro, oppure vieni a controbattere con paragoni come: “Googlando si scopre che Intel ha 89.000 dipendenti” come se Intel fa mangiare quegli 89.000 aiutando la comunità Linux.

            Se fai una ricerca con Google, anche Canonical ha più di 5 dipendenti, ma non tutti fanno le stesse cose.

        • Maudit

          non hai colto l’ironia… 🙂

    • Gianluigi Crimi

      mentre tu su cosa stai lavorando?

  • fedefigo92

    Visto i risultati ottenuti mi sa che alla canonical ci sanno fare….quindi unity 7 con mir nella 13.10 e unity 8 con mir in ubuntu 14.04?questo vuol dire che ormai mir è pronto e gli servono i tester per segnalare i bug,mentre ora si devono concentrare su unity 8

  • Giampi

    notizia totalmente fraintesa. L’adozione di Mir è stata **posticipata** dalla 14.04 alla 14.10. Nella 13.10 e nella 14.04 il default sarà XMir, che è sempre X, non Mir.

    • MI sa che sei tu che non hai capito bene la notizia, tutto il web lìha riportata così….

      • Giampi

        Oh, eppure l’annuncio di Canonical è chiarissimo (da https://lists.ubuntu.com/archives/ubuntu-devel/2013-June/037401.html):

        Ubuntu 13.10 (Unity 7,ndr)
        **XMir** on Mir by default, with a fallback session to X where there is no Mir driver support, supported for 9 months

        Ubuntu 14.04 LTS (Unity 7, ndr)
        **XMir** as default with the fallback session removed, full Mir driver support, traditional LTS support for 5 years

        Ubuntu 14.10 and beyond: (Unitiy 8, ndr)
        Mir stack as default, including rootless X support for legacy X
        applications, supported for 9 months

        Invece nel precedente annuncio canonical diceva che:
        “April 2014
        Complete
        convergence across the form factors is achieved, with Mir serving as
        the carrier across form factors, powering a seamless transition between
        different use-cases and devices. (Unity 8, ndr)”

        • Pappolo

          Personalmente io ci leggo che dalla 14.10 rimuovono il supporto a X e tengono solo Mir no? O per meglio dire, supportano X ma solo rootless, quindi in user space.

          • Giampi

            nell’annuncio di aprile Mir era prevista per la 14.04, adesso è prevista per la 14.10. Posticipano di 6 mesi.

            Nella 13.10 e 14.04 c’è XMir, no Mir. XMir= unity gira dentro X che a sua volta gira dentro Mir.

      • Giampi

        putroppo la mia replica non viene pubblicata, l’ho inviata più volte ma niente…

  • floriano

    uno dei vantaggi di mir (e si spera anche di wayland) “dovrebbe” essere che “un driver è per sempre” (come succede da sempre per beos e per haiku), in questo modo i costruttori di schede video non avranno la seccatura d’inseguire i cambiamenti del kernel e le versioni (si spera)

  • mapkino

    Per me rimane la miglior distro basata su Arch.
    C’è anche un post-install script che, a richiesta, installa il supporto per la stampa, Flash, Java, etc…

    Non so come sia la 2015.02 visto che da almeno due anni vado avanti ad aggiornamenti.

    • Arch_boy

      Davvero? La consigli anche rispetto a Antergos?

      • Francone

        Prima installi manjaro, poi antergos, poi bridge e alla fine capisci che non sei ancora pienamente soddisfatto…….allora ti installi arch e non torni più indietro…..amen.

        • daniele

          concordo arch is the best

        • duetto

          e cosa cambia da installare arch ad installare questa? una volta installato il sistema è praticamente lo stesso…

          • Francone

            Hai mai provato a costruire qualcosa con le lego?…..ti puoi costruire l’astronave grossa quanto la vuoi te, con gli accessori che vuoi te, con gli abbellimenti che vuoi te, oppure te la fai costruire da tuo padre, fatta però come ha deciso lui…..è vero che poi la puoi smontare e sistemarla, ma non è la stessa cosa…….

          • alex

            Nulla, chi lo fa a mano ha l’illusione di aver scelto lui esattamente cosa mettere, ma di base si installano praticamente sempre la stessa serie di gruppi di pacchetti…

  • edu

    Ennesima distro utile.

  • Marco Missere

    Quali sono le differenze tra Bridge Linux e Antergos?

    • Agostino

      Installer a parte, Bridge Linux ha una cura dei particolari nettamente inferiore ad Antegos, non ha molte ottimizzazioni (che invece Antergos ha) e si mantiene quindi più leggero per natura.

      • Marco Missere

        Eh ho notato che Antergos è davvero ben curata!

    • Antergos cerca di portare oltre all’esperienza utente di arch uno stile curato e una semplicità tipiche delle *buntu style, vedi anche l’installer via gui più user friendly rispetto a questo. Bridge ti lascia una arch quasi raw, ti fa giusto qualche modifica secondo quello che gli hai indicato, per molti ricorda la vecchia arch linux.

  • Leonardo

    In pratica è Arch puro con installatore grafico. Non è proprio una cattiva idea. Non rispetterà alla lettera il KISS ma non lo stravolge. Non la vedo una distro proprio inutile.

    • SalvaJu29ro

      Esiste anche Evo / Lution, è veramente facilissima e ha i repo di Arch

      • alex

        Ottimo! usato più volte e in versioni diverse senza particolari problemi 🙂

    • kernele

      cosa vuole dire KISS?

      • akoka

        Keep It Simple Stupid

        • kernele

          perché, dare 24 comandi da terminale e poi fare addirittura un chroot per installare uno straccio di sistema minimale di base è da persone intelligenti?
          ma questi di arch, da quale galassia stanno arrivando?

          ottima questa bridge!

          • Semplice e stupido nel senso di non complesso. Rispetto a qualsiasi installazione raw mode arch non fa ne più ne meno.

          • Marco

            Keep it simple, stupid!
            Non semplice e stupido, ma è una incitazione allo sviluppatore a rimanere sul semplice.

          • mikronimo

            Motivo per il quale ho sempre sostenuto che arch pura (come bridge, che da solo un aiuto per istallare DE e poco altro, ma poi segue pari pari l’aggiornamento arch, con tutti gli eventuali problemi) dovrebbe essere definita, dagli sviluppatori stessi, sperimentale; in questo modo chi ha bisogno di una distro per l’uso comune, saprà che il rischio di intervento manuale, e complicazioni che ne derivano, è molto elevato e farà una sua scelta + ragionata; ci sono stati svariati “incidenti” dovuti al completo menefreghismo degli sviluppatori nell’implementare modifiche al sistema senza darne minimo report (il passaggio a systemd, lo spostamento dei file binari in /usr/bin e tante altre, di cui si sono lamentati anche sul sito italiano); se si sa come risolvere, bene, altrimenti diventa un vero problema; il motto kiss vale solo per gli sviluppatori; per l’user comune, nei fatti, complica, e parecchio, le cose.

          • MoMy

            Detta così sembra che Systemd e lo spostamento dei binari siano avvenuti tra l’ oggi e il domani. In realtà nei forum se ne discusse con largo anticipo per quanto riguarda Systemd e per i binari venne indicato cosa fare, risolvendo con un paio di comandi. Insomma dai… ^^

          • mikronimo

            Un modulo di systemd venne attivato all’improvviso (logind, se ricordo bene) costringendo ad un’intervento al volo, quando non sembrava sarebbe stato necessario fare nessun passaggio in tempi brevi, e addirittura sembrava che si potesse tenere il vecchio sistema; per i binari, idem, all’improvviso gli aggiornamenti richiesero un grosso lavoro, addirittura passando per aggiustamenti via chroot; se guardi la pagina home di archlinux.it, si sono lamentati anche esponenti del sito, del fatto che in maniera improvvisa, ci fu questa corsa al cambio de binari; quindi non è che le modifiche non fossero state annunciate o discusse, ma la loro applicazione fu un po’ confusa; questo può andare per chi ha compentenze adeguate e rende la distro pura o la derivata semi-pura alla bridge, sperimentale, assolutamente non adatta all’user comune.

          • MoMy

            Se non sbaglio fai riferimento alla rimozione di consolekit a favore di system-logind e si ebbero problemi in lxde risolti in una 20ina di giorni (ottobre/novembre 2012). Il salto (inteso come rimozione e supporto initscripts) fu gennaio/febbraio 2013 ove le neo installazioni non ebbero problemi e questo fu comunicato a novembre. Se poi tengo presete che systemd fu di default da ottobre…
            Essendo rolling il passaggio causò qualche problema – e nessuno vuole dire il contrario – alle installazioni stabili e secondo me ci sta per la natura del sistema.

            Per i binari… boh! Ricordo di aver letto qualche topic, ma nulla di tanto grave. ^^

          • alex

            Si, ma molti non leggono le news ne seguono in altro modo quello che succede, per poi lamentarsi e dare la colpa agli altri dei casini…

          • mikronimo

            Io leggevo sempre le news, ma se da quello evincevo che il passaggio a systemd non era obbligato ne imminente, poi facendo un aggiornamento, c’erano problemi perché un modulo, invece, era stato aggiornato e richiedeva azione manuale, la cosa mi scoccia assai…

          • alex

            io mi sono avvicinato ad arch dopo il passaggio a systemd, quindi non ho vissuto cambiamenti così “traumatici”. Ho comunque sempre preso i piccoli problemini capitati (pochi per ora) come scusa per imparare qualcosa, forse per questo non mi hanno mai infastidito 🙂

          • mikronimo

            Più che giusto, ma forse non ti rendevi conto che la sperimentalità nei fatti di arch poteva dare problemi; tu non ti sei però posto il problema e ne hai approfittato; chi come te non se ne è reso conto, se non quando era troppo tardi, ma non ha interesse e/o tempo, si trova nella condizione di doversi mettere a lavorare di terminale, dopo aver consultato forum, wiki, news, ecc. Le cose vanno chiamate con il loro nome, quindi non solo arch non è adatta a tutti, ma è sperimentale, ad uso e consumo di sviluppatori e autodidatti informatici.

          • per me i problemi maggiori in arch ultimamente sono stati 3:
            1) passaggio a systemd (a dir la verità non è stato un problema, seguendo le istruzioni poste nella home non ho avuto problemi)
            2) cambio radicale della struttura del filesystem (mi ha creato problemi perchè forse ho seguito male le istruzioni per la fretta e non mi partiva più e siccome non avevo tempo di risolvere ho formattato (è stata l’ultima volta che ho formattato il mio PC)
            3) aggiornamento di apache alla versione 2.4, mi ha creato non pochi problemi con php e phpmysql, ho dovuto cercare nel forum per diversi giorni prima di trovare una soluzione.

            ci sono stati questi 3 “problemi” negli ultimi anni, di cui il primo non mi ha causato nessun problema, quindi 0 perdita di tempo, il secondo mi ha creato un po di casini ma forse è stata colpa mia che ho fatto di fretta
            e il terzo che mi ha fatto immattire per giorni, quindi in quasi 4 anni di arch, posso dire che arch è stato un guadagno di tempo, perchè non ho dovuto perdere tempo ad aggiornare la distro perchè anche con l’avanzamento automatico, comunque impiega parecchio a scaricare tutti i nuovi pacchetti.

          • ange98

            eh beh certo perché io vivo per stare dietro ad Arch e i vari dev…

          • Marco

            Concordo al 100%, infatti dopo 6 anni di servizio ho formattato il desktop ed installato debian al posto di arch.

          • alex

            E’ semplice per chi sa, e in questo non c’è nulla di male, anzi!

          • mikronimo

            Infatti, mai detto il contrario; va solo dichiarato apertamente: i vantaggi di una configurazione ad hoc, come il rischio della risoluzione via terminale per chi non può o non vuole farlo.

          • akoka

            Ti capisco benissimo, d’altronde ognuno ha il suo punto di vista e per quanto mi riguarda credo che gli “estremisti” di ogni distribuzione dovrebbero imparare a rispettare il principio per cui ciascuno ha le sue esigenze così come preferenze.
            Personalmente sono un amante di arch e derivate: mi sono avvicinato ad arch anni fa (dopo averle girate un po’ tutte – ubuntu, mint, opensuse, fedora, mageia, elementary etc etc..) ma da quando tolsero l’installer grafico ebbi non poche difficoltà ad installare la distro in più di un occasione, così sono passato alle derivate più “user friendly”: chakra, antergos e ora manjaro.
            Antergos è ottima, veloce e ben configurata per un utilizzo out of the box (io la usavo con gnome 3 che per il mio modo di lavorare è ottimo), purtroppo qualche settimana fa dopo l’upgrade del kernel non sono riuscito a farla ripartire neanche facendo il downgrade e dal forum non ho avuto risposte. Così ho deciso di provare Manjaro con kde dopo aver fatto una ricerca e credo di aver trovato una delle distro che mi accompagneranno per un pò.
            Nel caso poi si voglia restare il più vicino possibile alla filosofia arch c’è sempre un’ottima derivata che propone un semplice e minimale installer grafico simile a quello che una volta si trovava nelle iso di arch: evo/lution (http://www.evolutionlinux.com/).
            Buon divertimento!

          • Simone Picciau

            Bah in effetti io direi che potevano usare un installer come quello di slackware o di freebsd, e sarebbe stato molto meglio.

  • Cristian

    A breve dovrò reinstallare Arch sul nuovo PC.
    Sarà con un SSD Kingston V300 120GB.
    Qualche derivata che agevola l’installazione mi farebbe comodo ovviamente la preferisco con le ottimizzazioni per ssd durante l’installazione.
    Consigli?
    Grazie.

    • mrholiday

      se mastichi di inglese fatti un giretto sui forum delle varie derivate per farti un’idea.
      se sei poco interessato ad AUR forse vale la pena provare manjaro

      • Stefano

        “poco interessato ad AUR forse vale la pena provare manjaro”
        Qualcosa mi sfugge in questa affermazione ma non ho capito cosa .. Aur è supportato su manjaro alla pari delle arch

        • mrholiday

          https : // wiki.manjaro.org/index.php/Arch_User_Repository
          mi riferivo a questo.

          • Stefano

            Ah ok quindi lo stesso vale anche per Arch .. quello che hai postato è nè più nè meno le stesse cose che leggeresti nel wiki di arch per quanto riguarda AUR .. ogni volta che scarichi con yaourt et similia ti avverte … Quindi con questo ragionamento se non sono interessato ai PPA posso lasciar perdere *buntu e concentrarmi su Debian.. Bha

          • mrholiday

            “con questo ragionamento se non sono interessato ai PPA posso lasciar perdere *buntu e concentrarmi su Debian..” sono io che non ti seguo qui…Bha

      • heron

        manjaro supporta aur.
        kaos e chakra non lo supportano, anche se in realtà ci sono dei modi per forzarli

    • Brado

      L’installazione, se l’hai già fatta, non è poi così complessa ed è anche abbastanza veloce, poi è tutta rifinitura. L’obbiettivo con un ssd, è quello di limitarne le scritture per prolungarne la durata. L’ssd durante l’installazione non lo gestisci con cfdisk, ma con gdisk che, dopo aver caricato la scheda di rete ed aver ottenuto l’ip con dhcpcd, devi scaricare con pacman -S gdisk. Partizioni il disco a tuo piacimento e in base a se hai o meno anche un hdd (da gestire questo si con cfdisk), abiliti il tirm nell’fstab sulle partizioni dell’ssd una volta generato. Poi dovresti montare tmp e cache in ram. Se intendi utilizzare soltanto l’ssd, una normale distribuzione può decidere il partizionamento per te e non c’è molto da studiare per fare in modo da limitare le scritture sull’ssd attraverso un partizionamento mirato, potrai sempre verificare e in caso abilitare il trim nell’fstab e montare tmp e cache in ram. In merito comunque ci sono tutti i wiki necessari nella documentazione di Arch. In poche parole, devi vedere se vuoi essere tu a decidere o meno la gestione e la vita del tuo ssd.

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