Nasce Devuan, il nuovo progetto che punta a fornire una versione di Debian che non dipenda da Systemd

L’arrivo di Systemd di default nelle future versioni di Debian ha portato non poche discussioni a riguardo. Alcuni utenti e sviluppatori del sistema operativo universale hanno deciso di creare una versione / fork di Debian denominata Devuan che consenta di poter utilizzare le future release senza dover utilizzare Systemd.
Devuan è un nuovo progetto open source nato dal gruppo Veteran Unix Admin il cui obiettivo è quello “di recuperare in Debian la libertà dei suoi utenti e creatori”.

Il nuovo fork di Debian (Devuan) dovrebbe debuttare nella primavera 2015, con una versione del sistema operativo universale che non includa Systemd come sistema init di default, fornendo all’utente la libertà di scegliere quale gestore degli avvii utilizzare.
Devuan è un progetto che porterà non pochi problemi agli sviluppatori, visto che molti componenti si affidano proprio a Systemd (a partire dal nuovo server grafico Wayland, Gnome, Plasma 5 ecc).

Systemd in Debian

Staremo a vedere se gli sviluppatori Devuan riusciranno a fare un fork di Debian in grado di garantire anche una stabilità una delle principali caratteristiche del sistema operativo universale.

Home Devuan

  • che spreco di risorse.

  • Marco

    Sarebbe bastato che i DD accendessero il cervello e spegnessero l’ego, per non sprecare risorse

    • ZaccariaF

      Sarebbe bastato che si accettasse l’ esito di una votazione al posto di fare i grillini.
      I forkaioli colpiscono ancora.

  • ZaccariaF

    C’è anche bisogno di commentare?
    Mostrano fieri il logo Debian-fork. :facepalm
    Come se sysD non accettasse gli script sysV.
    Il Debianista medio è un pro,si cambia il gestore d’ avvio in un attimo e non deve reinstallare ogni anno, quindi una volta scelto l’ init lo aggiorna sfruttando i repo testing.
    Qualcuno mi spiegi l’ utilità di questo fork.

    • loki

      avrai ragione tu, o avrà ragione quel mezzo team di debian che si è dimesso, chi può dirlo

      • Marco

        L”unico che si e’ dimesso perche’ c’e’ systemd e’ Ian Jackson che e’ stato contrario a priori fin dall’inizio.

      • michele casari

        A onor del vero, a quanto ho capito, le dimissioni (tranne per un abbandono) sono ai ruoli, ma continuano a sviluppare in debian, e i più, se non tutti, lo hanno fatto per le polemiche ricevute e non per systemd.

      • ZaccariaF

        Più per i toni che per l’ argomento.

  • lucapas

    Nasce Devuan il nuovo fork di Debian

    … Muore il buonsenso, quello che gli uomini non hanno mai avuto!

  • Ho già seguito la cosa qualche giorno fa (quando è stata annunciata). Allora giusto per fare chiarezza la frase:

    Devuan è un progetto che porterà non pochi problemi agli sviluppatori, visto che molti componenti si affidano proprio a Systemd

    Non è totalmente corretta, in quanto non hanno intenzione (almeno nell’immediato) di rimuovere totalmente systemd, ma solo dove questo svolge il lavoro di altri strumenti di sistema. Mentre systemd (o meglio, la sua versione castrata systemd-shim) continuerà a svolgere “solo” il lavoro di sistema di gestore degli avvii, ovvero la sua funzione primaria.
    Quindi, non è che stanno facendo chissà cosa. La frammentazione non aumenterà ed è inutile gridare al fork inutile. Anche perchè se dovesse avere successo (cosa molto difficile, io dico che muore in 2 mesi :P) ci vorrebbe poco e niente per i dev Debian integrare le loro modifiche o supportarla come spin ufficiale, dato che non saranno incompatibili.

    Infatti la loro critica a systemd è principalmente il fatto che questo svolga compiti troppo eterogenei (soprattutto cose come la gestione della rete e delle partizioni che non c’entrano assolutamente niente con un gestore degli avvii), negando la filosofia UNIX:

    Write programs that do one thing and do it well.

    (anche se c’è anche da dire che sono passati tanti anni da quando quella frase è stata pronunciata)

    Ad ogni modo la strategia a lungo termine è di riuscire ad eliminarlo totalmente… cosa alquanto improbabile dato che gli sviluppatori sono davvero pochi (3?) e almeno un paio di loro più che programmatori sono persone che fin’ora hanno solo scritto documentazione.

    C’è anche da dire un’altra cosa che mi dispiace parecchio. Nelle scorse settimane lo sport era quello di offendere e attaccare gratuitamente i dev debian che lavoravano a systemd. Ora sembra che le parti si siano invertite e i bersagli sono diventati i dev di devuan.

    Ad ogni modo dubito che la cosa avrà successo, anche perchè la maggior parte della gente che critica systemd (e che ha minacciato e offeso i dev debian), poi nella pratica nemmeno sa cosa è systemd e non saprebbe in grado di configurare un sistema di init alternativo LOL!

    • Finalmente ho trovato qualcosa di concreto su devuan, che ho scoperto sarà una distro italiana. A quanto pare mi sbagliavo sul numero degli sviluppatori.
      Ecco un link fresco fresco scritto da uno dei dev:
      http://forum.debianizzati.org/viewtopic.php?f=15&t=49133&p=188104#p188107

      • ZaccariaF

        Mi ripeto, facciamoci riconoscere 🙁

    • ZaccariaF

      Guarda io ho sempre odiato, fondamentalmente ,chi non accetta gli esiti delle decisioni di consultazioni plenarie e vuole sempre fare di testa sua aka forkaiolo,tutto lì
      Non bisognava farla diventare una guerra di religione RedHatfobica,perché quella è diventata.
      Io posso scegliermi l’ init e sono contento che Debian abbia ampi repo che lo permettono.
      Le distro sono comunità e anche se il singolo ha potere ,ciò non deve tradursi in faccio quello che mi pare.
      Un fan di sysd ti potrebbe dire che fa una sola cosa ,gestisce i servizi e lo fa bene;questo non toglie che taglia un po’ le gambe a chi(come me)ama creare script di avvio e chiusura per cercare di ottimizzare il sistema,cosa che con lui è più complicata.
      Comunque i tempi sono cambiati e Linux’s not UNIX. XD

  • JackPulde

    Spero tanto che lo utilizzano in pochissimi da farlo morire subito questo fork!

    Smettiamola con questi sprechi di risorse e, di conseguenza, rallentamenti nello sviluppo!

    Ma stiamo scherzando!?

    Per chi è abbastanza esperto può cambiarselo da solo il sistema init di default. Mentre per chi è un principiante e/o non ne vuole sapere… Non si fa problemi ad usare Systemd!

    Bah… Questi fork inutili.
    Ok che fa parte della “natura” di Linux ma cavolo, in futuro cosa ci saranno? 5 sviluppatori per distribuzione?!

    • loki

      il problema di systemd è che sta diventando imprescindibile, e più le distro lo usano, più continuerà ad essere così. già ora è relativamente difficile creare una distro che non lo usi, e si è comunque costretti a ricorrere a pezzi di systemd per integrare tutta la roba che ha deprecato…

      • alex

        Andare verso uno standard, sempre che lo si voglia, vuol dire anche non poter più attaccare i pezzi che si vuole.

    • tomberry

      Non è proprio così, questo è nato non per sfizio ma per esigenza..
      Systemd non fa solo il lavoro di init, ma molti lavori e va contro alla filosofia *nix “fai una cosa e falla bene”..

      Non è modulare e crea dipendenze con altri pacchetti vitali del sistema (core)..

      • ekerazha

        Il concetto di “init” che fa partire i servizi e stop è superato, in un sistema operativo moderno serve un sistema che gestisca i servizi a 360 gradi, con annessi e connessi. Se ragionassimo a compartimenti stagni senza avere una visione globale delle cose, useremmo una tastiera separata per ogni lettera dell’alfabeto.

        • pj

          il discorso non è così lineare come sembra, il vantaggio dei sistemi *nix è stato proprio il fatto di affidare un compito ad un singolo componente. questo consente di trovare abbastanza facilmente un’alternativa ad un problema. delegando troppi compiti ad un singolo componente si richia di creare un’eccessiva dipendenza dal componente stesso, e se c’è un problema qualsiasi va a condizionare tutte le parti che dipendono da esso. vedi gnome e gtk3 per esempio.

          • TopoRuggente

            Gnome-shell intendi o Gnome inteso come progetto?

            Lo stesso dicasi per KDE e QT4, vorrei vedere un moderno DE basarsi su decine di librerie aggiornate fra loro ad mentula canis.

            La velocità di systemd è un sottoprodotto, come la velocità del kernel linux lo è dell’essere monolitico, gli obiettivi erano
            il poter gestire le dipendenze fra hardware e sistemi che li gestiscono, fra differenti servizi e voci di corridoio dicono anche di poter “tradurre” i log di sistema.

        • ZaccariaF

          Beh anche i kernel monolitici sono obsoleti, ma…

        • ale

          Integrare tutto in un unico mattone di codice ha come effetto solo quello di renderne difficile lo sviluppo, insomma più cose fa un software più è difficile da mantenere e più ha bug, e un software critico come systemd che deve gestire le parti più cruciali del sistema e che è relativamente giovane ed è praticamente un mattone di codice tenuto insieme in qualche modo mi preoccupa un pò, soprattutto lato sicurezza e stabilità, insomma non è che mi ispiri molta fiducia a dire il vero, mentre prima c’erano sistemi che si usavano da più di 20 anni e che andavano sicuramente bene, poi qual’è il vantaggio di systemd, 5 secondi in meno di tempo di boot ? E quali sono gli svantaggi però ?

          • TopoRuggente

            In parte è vero, ma mantenere separate funzionalità che interagiscono intensamente fra loro potrebbe essere controproducente.

            Anche il kernel monolitico non è logicamente funzionale come quelli modulari, ma oggettivamente funziona molto meglio.

          • ale

            Bhe sul kernel monolitico che funziona meglio ci sarebbe da ridire veramente eh… Soprattutto come stabilità, su un kernel monolitico se va in crash un modulo si deve riavviare il pc

          • ZaccariaF

            Eretico!Beh si il kernel di Win è modulare e non va in crash se crasha un suo modulo…

      • TopoRuggente

        Anche il kernel linux ha lo stesso “difetto”, ma non vedo schiere di utenti installando Hurd !!

    • ZaccariaF

      6 sviluppatori,7 distro,8 fork,10 derivate.

      • pj

        hai dimenticato 9 commenti che non aggiungono niente di costruttivo alla discussione…
        dunque, a te non sta bene che si crei una derivata per evitare l’uso di systemD, ma considera che systemD stesso è un ulteriore gestore di avvio, che si va ad aggiungere a quelli che gia esistevano da prima, e quindi volendo, anziche “sprecare risorse”, che sembra il cruccio di tanti in questa discussione, avrebbero potuto benissimo arricchire lo sviluppo di un gestore preesistente, anziche crearne uno nuovo. continuando, systemD si sta dimostrando molto più invasivo dei suoi predecessori, il che non è una differenza così piccola, visto che se tu volessi andare a sostituirlo ci sarebbero un bel po di gatte da pelare. a questo livello, non si parla ormai del semplice gestore di avvio, ma di buona parte del “core” di una distribuzione. se uno sviluppatore deve “per forza” fare una cosa anche se non gli garba, meglio che se ne tiri fuori e lasci spazio a chi ci crede di più, senza rompere le biglie a nessuno. se poi decide di portare avanti un progetto a parte, il futuro dirà chi aveva ragione.

        • ZaccariaF

          Piccola premessa : Debian fa parte del tessuto stesso della mia puerilità,non ho avuto una fase windowsiana ,le finestre rimangono illogiche e disfunzionali per me,quindi qualsiasi idea di fork in un pezzo della mia infanzia mi fa ribrezzo.
          I VUA potevano fare un modulo per l’ installer di Debian(per costruire la distro intorno all’ init) e porlo in un github;sono certo che sarebbe stato recepito.Il default sarebbe rimasto sysd ma alla fine chi voleva sysv lo avrebbe installato sapendo cmq che alcuni DE hanno l’ init RedHattinano come dipendenza imprescindibile.

    • ale

      Fosse così semplice eliminare systemd, no certi pacchetti serve proprio ricompilarli con determinate opzioni se non modificarne proprio il codice per fare in modo che funzionino senza systemd…

  • Kim Allamandola

    #define SFOGO_TIRAFLAME
    Per coloro che parlano di spreco di risorse ad ogni fork: mi farebbe piacere vi rileggeste come funziona il modello open. È propria la DIVERSITÀ che garantisce la bontà delle soluzioni open, i fork han in maggioranza continui pull e merge, non sprecano risorse sviluppano idee diverse che in un continuo rimescolarsi permettono di taylorizzare al meglio il sw. La PALLA che i fork sono un *problema* la raccontano i commerciali dei sw closed che non san più cosa inventarsi dato che la bassa qualità del codice e l’incertezza del futuro sono stare oramai riclassificate come balle anche dai più.

    A parte questo sfogo: quel che non va bene di Systemd prescinde da Systemd: è che mancano alternative. Abbiamo bisogno di un init più moderno (ok, non è un bisogno così pressante ma comunque bisogno è) e ad oggi c’è Upstart (che lavora bene) e Systemd. Upstart è sviluppato da pochi e questo lo porta sulla via dell’abbandono come è accaduto con Bazaar poiché in troppi non han ancora accettato (alla pari degli XP-isti del mondo Microsoft) che il mondo è cambiato e GNU/Linux DEVE cambiare e gli brucia che Canonical con Ubuntu ha mostrato di aver ragione (ricordo che Ubuntu è nato perché i DD non han voluto cambiare, Mark Shuttleworth&c han deciso il fork da Debian proprio per questo e si, sono ex sviluppatori Debian). Dall’altra parte l’unica altra fonte di cambiamento si chiama Red Hat.

    Quel che manca oggi sono core developer che vogliano adeguare gli OS ai moderni bisogni è questa la vera polemica non le scelte (che non condivido) di Lennart Poettering o di RH. È comodo ululare che questo e quest’altro non va bene e non fare un’epsilon per cambiare, tanti che vivono nell’ecosistema Microsoft sono della stessa idea.

    • ZaccariaF

      E daje con sta storia dei fork,vanno benone, ma ricordati sempre che lo stesso insieme di pacchetti Gnu non sarebbe mai nato,se Stallman stesso non avesse imposto un “Ishi Soden” alla glibc.
      E di conseguenza Linux stesso.
      RH innova per dare valore ,di migliorare l’ ambiente Linux, nel suo complesso ,non gliene importa una ceppa.

      • Kim Allamandola

        ? hai visto quanti fork della glibc ci sono (e sono usati)?

        Stallman non ha imposto, ha diretto il suo progetto allo stesso modo in cui Lennart Poettering porta avanti il suo. Il problema qui è che non ci sono altri progetti alternativi seri eccetto Upstart ed il suo futuro è purtroppo incerto anche a causa dell’inerzia di una vasta gamma di soggetti che son stati a vedere senza far nulla per anni.

        • ZaccariaF

          ? hai visto quanti fork della glibc ci sono (e sono usati)?

          Spagnolo? 🙂
          Fear of Forking essay, see “6. glibc –> Linux libc –> g
          Forking: it could even happen to youCercali e capirai.

        • ZaccariaF

          ? hai visto quanti fork della glibc ci sono (e sono usati)?

          Spagnolo? 🙂
          Molte delle implementazioni di cui parli sono from scratch con solo alcune parti prese dalla glibc.
          Googla e vedrai di cosa parlo.

          Fear of Forking essay, see glibc –> Linux libc –> glibc

  • Giulio Mantovani

    systemd per quanti problemi abbia sta facendo una costa che nel panorama linux succede ogni morte di papa. UNIFORMA e crea uno standard. Io sono favorevole all’utilizzo di systemd da parte di tutte le distribuzioni linux, e ho avuto modo di confrontare upstart, init di debian e systemd. Systemd ed Upstart sullo stesso pc avevano prestazioni alla mano identiche, senza dire “upstart è scritto meglio di systemd, systemd è più integrato ecc.” solo in maniera pratica quanto ci mette a finire, ecco systemd (su arch) e upstart (su ubuntu) finivano con uno scarto minimo (1-2 secondi al massimo e non ricordo a favore di chi) mentre init su debian ci metteva 40 e dico 40 secondi in più!
    Era ora di cambiare.
    E questi dicono che lo fanno per dare possibilità all’utente di scegliere quale sistema di init usare… manco ne esistessero 5000… ci sono appunto Upstart che è morto praticamente visto che ubuntu passerà a systemd, c’è initgn che è un’alpha ed usarlo in debian sarebbe un controsenso ed infine appunto systemd… che grande scelta che abbiamo.

    • ale

      Cavolo te ne fai tanto di un tempo di boot più corto su un server che non riavii mai praticamente, perchè linux è usato al 99% sui server, e magari su un server il classico init è più pratico, per esempio avere i log in formato binario visualizzabili solo con l’utility di systemd non è il massimo, avere dei file di testo è meglio, ed è anche più stabile il vecchio sysvinit comunque, fra l’altro integrare tutto in un unico processo non è che sia il massimo, se va in crash qualche parte di systemd devi riavviare il sistema…

      Poi che questi fork siano inutili concordo, basterebbe poi che quelli di debian nell’installer anche solo nell’installazione avanzata mettessero la scelta del sistema di init da installare e siamo a posto

      • Pol Hallen

        concordo: ma systemd va in conflitto con SysV quindi c’è poco da fà.

      • TopoRuggente

        Ale, sopra in un post ho inserito alcune funzionalità dei log in binario.

        Sicuramente saprai riprodurre la stessa funzionalità con quelli di testo.

        Mi spiegheresti ad esempio come con i file di testo filtreresti i messaggi di errore di deadbeef delle ultime 2 settimane?
        journalctl lo fa con due parametri.

        Immagina la possibilità di poter vedere cosa è andato storto dopo un aggiornamento…

        • ale

          Come fai ? Usi grep come si è sempre fatto…

          Immagina la possibilità di vedere cosa è andato storto dopo che la macchina non si può più avviare, non non puoi, con i log in formato testo attacchi il disco ad un’altro pc e li leggi

          • ZaccariaF

            Ci vorrebbe un fork di sysd che loggi in testo attraverso syslogd,un fork utile per una volta.

          • Marco

            A che serve fare un fork per una funzione gia’ inclusa in systemd?
            /etc/systemd/journald.conf > ForwardToSyslog=yes

          • ZaccariaF

            Ma otterro i log in testo? come ogni init fa? Mistero XD

          • Marco

            No ottieni solo sterco di cavallo in faccia…come ogni init antiquato.

          • ZaccariaF

            Mi passi il sorgente del generatore di sterco, può tornare utile…Rotfl.

          • TopoRuggente

            Mostrami che comando usi per ottenere tutti i msg creati da il tuo file manager (nautilus per esempio) negli ultimi 3 giorni.

            Con journalctl

            journalctl –since=”data” path_applicazione

            Immagina di dover vedere tutti i messagi inseriti da una determinata applicazione dal ultimo aggiornamento.

          • ale

            semplicemente: cat /var/log/syslog | grep “applicationname”…

          • TopoRuggente

            Si e “negli ultimi 3 giorni” lo abbiamo lasciato per strada altrimenti il “semplicemente” non funzionava più.

    • ange98

      Ti sei dimenticato di OpenRC

    • ZaccariaF

      La gente tutta di questo blog devono avere un singulto opensourecista
      per contrastare il rigurgito neoproprietarista che questo commento contiene!!!!!
      Bisogna essere sempre partigiani Anti-proprietaristi!!!!
      Collettivo centrale forkisti studenteschi. 🙂

    • Samael

      Io sono favorevole all’utilizzo di systemd da parte di tutte le distribuzioni linux

      Amico caro, te lo dico da INIT:
      sudo /etc/rc.d/rc.fattilica*zitua start

      Noi su Slackware stiamo bene con il nostro INIT.
      Vuoi usare systemd? Fallo sulla TUA distribuzione e lascia perdere quelle che non lo usano.

      • TopoRuggente

        Infatti noi utenti Slack (io la uso dalla 1.0) siamo talmente felici del nostro init da portarci dietro un rc.sysvinit che serve a mantenere la compatibilità con l’init systemV.

        • Samael

          E quindi?
          Ti ha mai creato problemi l’avere il layer di compatibilità per INIT LSB?

          • TopoRuggente

            No ma sicuramente il sistema di init ha le sue pecche.
            In primis già di default è impostato per lanciare servizi che la maggior parte degli utenti non userà mai (in rc.M trovi OpenLDAP, Apache etc…) trasformandosi in una sterminata serie di if exist then run it.

            In secondo luogo non è così semplice da gestire e così immediato, dobbiamo considerare che chi usa linux non è per forza un amministratore di sistema, ne un programmatore

            Già il sysV è più semplice, ma richiede comunque una certa conoscenza per le modifiche.

            In entrambi i casi comunque non è possibile gestire decentemente la dipendenza di due o più servizi se non con ridicole sequenze di if e sleep.

          • Samael

            In primis già
            di default è impostato per lanciare servizi che la maggior parte degli
            utenti non userà mai (in rc.M trovi OpenLDAP, Apache etc…)
            trasformandosi in una sterminata serie di if exist then run it.

            Puoi sempre non installare i pacchetti o dare un
            chmod 0644 /etc/rc.d/rc.servizio

            e hai risolto il problema.
            Io Slack la installo selezionando manualmente i pacchetti.

            O se proprio hai bisogno di tweakare per velocizzare il boot, commenti le righe che non ti servono in rc.S e rc.M.

            In secondo luogo non è così semplice da gestire e così immediato,
            dobbiamo considerare che chi usa linux non è per forza un amministratore
            di sistema, ne un programmatore

            Gli utenti comuni non “giocano” nemmeno con i servizi di sistema, il problema non sussiste.

          • TopoRuggente

            Almeno leggi cosa scrivo, anche se non installi i pacchetti nel tuoi script la sequenza di if exists then run rimangono.

            Gli utenti comuni installano cose tipo bluetooth, samba, cups, tutti sistemi se non ricordo male.

          • Samael

            Almeno leggi cosa scrivo,

            Ho capito benissimo quello che hai detto.

            anche se non installi i pacchetti nel tuoi script la sequenza di if exists then run rimangono.

            E quindi?
            Le istruzioni non vengono comunque eseguite, perché se if [ -x /etc/rc.d/rc.servizio ] torna false, il then non viene nemmeno letto. Passa oltre.

            E in ogni caso, se proprio sei paranoico puoi sempre commentare le righe.

          • TopoRuggente

            Hai capito benissimo e hai risposto alla …

            Vero, bash non esegue l’if.

            Modificando un file tanto importante il minimo errore potrebbe essere deleterio

            Ripeto che non puoi considerare che tutti gli utenti siano sistemisti, la maggioranza degli utenti linux ha seri problemi ad usare vi
            Un sistema dove esegui un comando e il servizio è caricato È sicuramente più alla portata di tutti.

          • Samael

            Hai capito benissimo e hai risposto alla …

            Io? Non sai nemmeno come funziona un interprete e sarei io quello che risponde a cavolo.
            Ah beh, stiamo messi bene…

            Vero, bash non esegue l’if.

            Veramente ho scritto che non esegue il then quando if torna false. Ma vabbe’…

            Ripeto che non puoi considerare che tutti gli utenti siano sistemisti,
            la maggioranza degli utenti linux ha seri problemi ad usare vi

            E che me ne frega a me che gli utenti non sanno usare vi.
            Nemmeno io lo sapevo usare. Ho cominciato a leggere il man, fare qualche ricerca su google, ed oggi uso solo quello come editor di testo.

            Se non hanno voglia di imparare possono sempre usare un’altra distribuzione.
            Non vedo perché io debba smettere di usare una soluzione che funziona, solo perché qualche utente non è in grado di dare un chmod o editare un file di testo.

          • Samael

            Gli utenti comuni installano cose tipo bluetooth, samba, cups, tutti sistemi se non ricordo male.

            Ah, dimenticavo.
            Slackware ti permette di selezionare i servizi che vuoi avviare subito dopo l’installazione.
            Scegli tu se avviare gpm, cups, sshd, samba ecc.
            Quindi il problema delle serie sterminate di servizi avviati non sussiste nemmeno.

    • sabayonino

      all’utente giornaliero interessa slo il tempo di boot … ma ad uno sviluppatore interessa qualcosa di più 😀 del solo tempo di boot.

      si sa che systemd sfrutta la parellizazione nei multicore … fallo andare su un single core e poi vediamo, 😛

    • Kim Allamandola

      Scusa hai letto The Cathedral and the Bazaar? Magari anche The Mythical Man-Month?

      Ps l’aspetto tempo-di-boot non è la rilevante differenza tra upstart e systemd, la differenza rilevante è che upstart è un init che supporta anche il desktop (session job, env ecc) senza spaghetti-code, systemd è un mostro che vuol far tutto e tagliar fuori tutti gli altri.

      PPs Ubuntu per ora non ha deciso di eliminare Upstart

  • per favore roberto approva questo commento, è un post chiarificatore scritto da uno dei membri (a maggioranza italiana tra l’altro):
    http://forum.debianizzati.org/viewtopic.php?f=15&t=49133&p=188104#p188107

  • ekerazha

    Questo movimento “anti-systemd” è la cosa più ridicola in natura.

    • ZaccariaF

      Proprietarista!
      Costrizionista!.
      Forkare è bello!
      Imponi standar per estendere e estinguere!
      Violatore delle libertà del FreeSoftware!
      XDDDDDDDDDDDD!

  • -.-

    Eh si, sentivamo proprio il bisogno dell’ennesimo fork di Debian!

    • asd

      Veramente i fork a debian non hanno fatto granché male. Neanche i fork dei fork.
      La diatriba su systemd, invece…

  • Jacopo Ben Quatrini

    Ritorno al medioevo: i forkaioli colpiscono ancora.

    Io , personalmente , continuerò ad usare la normale Debian visto che mi ci trovo bene.

    • Kim Allamandola

      Hum, si, quindi Ubuntu che è un fork di Debian nato proprio per un rifiuto della maggioranza dei DD di allora di seguire la linea proposta da alcuni DD (i fondatori di Ubuntu) è il medioevo? Accidenti devo aver un’idea un po’ confusa della storia…

      Ps non era nel medioevo (e nelle dittature) che bisognava seguire il gregge come tante pecorelle e criticare, tassare, colpire chiunque si muovesse altrimenti?

      • Jacopo Ben Quatrini

        Hai la più pallida idea di cosa sia l’ironia ?

        Cmq sia ubuntu al momento fa abbasanza schifo per vari motivi. E trovo che essendo ubuntu una derivata debian sia abbastanza inutile dal momento che sotto sotto il sistema si controlla in modo molto simile (anzi non hai nemmeno bisogno di usare sudo per ogni cazzata che fa pure casini).

        Piuttosto che forkare ogni cazzata pur di far gli alternativi si contribuisse in modo serio allo sviluppo di systemd sopperendo alle mancanze che ha ora.
        Trovo che sia retrogrado forkare perchè non sta bene un nuovo tool. Se tutti facessimo otterremo solo frammentazione e null’altro. Linux è open source anche e soprattutto perchè quanti più sviluppatori possibili e con buone idee possano contribuire in modo sensato per standardizzare delel funzioni richieste.

        Fare un fork per ogni cosa non ci sta bene (in nome della libertà poi , ma per piacere) non contribuisce in alcun modo alla comunità , è solo un inutile spreco di risorse che poteva essere impiegato in altro modo, molto più utile.

  • posto ancora una volta (eliminato dalla moderazione) il link ad un post chiarificatore, scritto da uno degli sviluppatori (in maggioranza italiani):
    forum.debianizzati. org/viewtopic. php?f=15&t=49133&p=188104#p188107

    • ZaccariaF

      Più che un chiarimento a me sembra un’ attacco d’ ego,da tipico forkaiolo…”io c’ ho il forum con mille iscritti,quindi posso fare un bel forkone”,poi attacca che sono vecchi admin che lo fanno “non per trollare,ma per mantenere la loro libertà”ripetendolo per convincersi.
      Particolari…Vergognoso siparietto? Una votazione è un vergognoso siparietto?!Turisti dell’ OpenSource!
      Ma non l’ ha scritto uno del VUA ,almeno,a loro basta dire che la votazione “è finita male”.
      Naturalmente fan notare che il loro devuan . org ha solo un bel indirizzo BTC in bella mostra e il github vuoto,risposta?
      Un meraviglioso ed assordante silenzio.

    • ZaccariaF

      Allora già definire una votazione siparietto già dice molto sul tono dell’ articolo,a perte questo sembra la fiera del forkaiolo.
      “il VUA ha mille iscritti, e l’ ora del fork,siccome siamo turisti dell’ opensource” come si poteva riassumere l’ intervento di F. Lanza(facciamoci sempre riconoscere).

      • veramente la parola siparietto l’ha scritta chi ha iniziato il thread, che è uno che è contro devuan 😛
        E per siparietto intendeva tutto il polverone sollevato dagli anti-systemd

        • ZaccariaF

          Sono stato poco chiaro…scrivere siparietto è un invito al flame,sembra fatto apposta per dargli sponda.
          Anche se siparietto come def è giusta ,gli si offre punti vittima,per dire che han dovuto lasciare la comunità e forkare ;meglio far notare l’ indirizzo BTC in bella vista su devuan punto org e il github vuoto(fino a ieri :-)).

  • perplesso

    Io difendo la libertà di fork: Ubuntu è un fork di Debian ad esempio, Linuxmint è un fork di Ubuntu, eccetera. Quando Debian decide di fare una scelta a favore di systemd, deve anche accettare di perdere qualche sviluppatore che non è d’accordo con la scelta fatta. Venti sviluppatori se ne vanno? Altri venti arrivano a prenderne il posto. Non vedo questo dramma. E poi mi sembra di capire che Slackware e Gentoo non useranno systemd: quindi il mondo Linux è già diviso in due fronti, uno maggioritario per systemd e uno minoritario contro systemd. Quindi un eventuale nascita di Devuan non crea nuove spaccature, le spaccature ci sono già.

    • Pol Hallen

      ci sono già… si. che continuano ad aumentare e la sinergia si frantuma… ecco perché windows regna inesorabile

    • carlo coppa

      …anch’io difendo la libertà di fork, ci mancherebbe altro ! Quello che non condivido è il fatto di non riuscire a stare in una community accettando le scelte fatte a maggioranza, questo è preoccupante. Capisco il fork quando si distingue dall'”originale” per una serie di cose. Ubuntu nasce per un’utenza diversa da quella di Debian, con obbiettivo la semplicità, non nasce perché non erano d’accordo su un programma, pur importante che sia. Io credo che a volte si potrebbe cercare di convincere gli altri delle proprie idee dall’interno. Poi giustamente la libertà è anche questa !

      • Kim Allamandola

        Difendi la libertà di fork e critichi chi non segue la massa? Un pelo un ossimoro non trovi?

        Ps a tema libertà chi è la massa che voleva systemd? Non so quanta “massa” abbia Lennart Poettering (e non mi interessa) ma non mi pare sia rappresentativo della community FOSS.

        • carlo coppa

          Perché, non posso difendere un diritto, ma nel caso specifico non essere d’accordo ? Difendo anche la libertà di parola, ma non per questo sono d’accordo con tutto quello che si dice !

          • Kim Allamandola

            Liberissimo: ma è un ossimoro dire che chiunque ha la libertà di fork-are _ma non ti garba chi forka_ perché “non riesce a stare in una community” “accettare le scelte della maggioranza” ecc.

            Quel che dico è che “la maggioranza” che ha voluto systemd si chiama Lennart Poettering ed un piccolo gruppo in casa RH vs la stragrande maggioranza della community FLOSS… I devs di DevUan (come i devs di Ubuntu ai tempi, anche se qui prevedo un futuro diverso) si sono staccati dalla community Debian poiché questa ha nuovamente “votato conservatore” dopo aver preso una super-facciato col “grande fork” precedente: Ubuntu.

            La sintesi è che la maggior parte dei DD preferisce accettare systemd (non gradire) poiché Upstart è oramai sviluppato solo da Canonical che in altre occasioni ha mostrato di non farcela da sola (Bazaar) e non ci sono ancora altri competitor, Ubuntu a parte, che si curano del desktop e non han systemd.

            Chi ha forkato a sua volta non l’ha fatto per promuovere un init moderno (Upstart od uno nuovo) ma per dire “restiamo col vecchio anche se non è il massimo perché il nuovo è peggio”, per questo prevedo che andran male, come andò male Debian quando scelse di non ascoltare quel gruppo di sviluppatori che han fondato Ubuntu. Chi non vuol cambiare cade: panta rei.

          • ZaccariaF

            Mi spiace fare il guastafeste ma se Mark non ci metteva i dindi ,Ubuntu non sarebbe mai stata creata.
            Debian è conservatrice per natura è logico che si voti contro alle “innovazioni”.
            Ubuntu è una derivata ,non un fork, IMO è nata perché a molti suoi dev è stato offerto uno stipendio,e potevano smettere di fare gli sviluppatori per sfida intelletuale e amore del free software ,that’s all ;non ci vedere strane lotte intestine ,ogni inezia era buona per allontanarsi.
            keithcu . com / wordpress / ? page_id=558
            Ti chiarirà le idee.

    • ZaccariaF

      La community Gentoo ,già da tempo, prepara un totale passaggio a sysd,ma vuol farlo lasciando totale scelta sull init da utilizzare.
      Credo che rimarrano solo Slack e le ultra-light a un init classico

      • Matteo

        Da utente Gentoo… mi indicheresti dove c’è scritto che Gentoo sta passando a systemd?
        Gentoo non ha alcun sistema init di default. Così come non ha nessun DE/WM di default, e nessun X server di default.
        Di default non hai nulla, manco il kernel! (Nello stage3, il punto di partenza per l’installazione, il kernel non c’è. Accedi da chroot).
        Ogni singolo componente viene scelto dall’utente. Non esistono default.
        Detto ciò, gli sviluppatori Gentoo sono stati gli unici ad avviare il progetto eudev, un fork di udev che verrà implementato in systemd. In modo da continuare ad avere udev separato dall’init. Questo ti sembra un “prepararsi a systemd”?!

        • ZaccariaF

          Difatti ,data la natura di metadistribuzione di Gentoo è positivo che si tenga lontano /dev dall’ init cio ha permesso di evitare di costruire la metadistro attorno a sysd in caso venga scelto.
          Io questo non credo…anche pecché un kernel in memoria nello stage 3 ci deve essere. LOL

          • Matteo

            Potrai anche non crederci, ma nello stage3 il kernel non c’è. Come detto, accedi alla distro da chroot, da un’altra distribuzione (live o meno, poco importa).
            Il kernel da installare poi verrà scelto dall’utente, tra diversi kernel fra cui scegliere.
            E davvero, non dire che Gentoo sta preparandosi a passare a systemd, per poi smentire tutto quanto appena dopo.

            Io sono sempre stato un amante di linux, usando arch (nel 2004), debian, fedora, ubuntu…
            Però da quando sono passato a gentoo… tutte le altre distro non riesco più a guardarle/capirle.
            Tanto scannarsi per decidere come avere il proprio sistema. Quano alla fine, si potrebbe lasciare la decisione all’utente finale, senza fork o robe del genere.

          • ange98

            Questo può avvenire tranquillamente in una source-based distro, ma in una distro aventi binari la questione è un po’ più complessa… Solitamente in questo genere di distro si cerca di offrire uno standard (solitamente scelto dal creatore della distro o da un gruppo ristretto di utenti), mentre in una distro come Gentoo è ovvio che puoi scegliere tutto: non sarebbe Gentoo senno 😉

          • ZaccariaF

            Ma lo so che il kernel nell hardisk non c’é ma solo un altro in memoria ;stavo scherzando 🙂

      • Kim Allamandola

        Ahem, la community di Gentoo è stata la prima esponente di OpenRC e la prima a forkare systemd…

        • ZaccariaF

          Il fork di udev di quello scrivi,vero? È fatto apposta per tenere separato /dev dall ‘ init è questo IMO è prepararsi a un passaggio.
          A parte il nazisyntax Gentoo si è parata per tempo. Altre distro stanno avendo lotte intestine per niente.

          • Kim Allamandola

            Si, sorry ho scritto male, fork di udev per non far dipendere questo da systemd, mi pare l’opposto del prepararsi ad una migrazione…

            Poi hai ragione a dire che si son preparati ad un cambio di init con calma, solo che tale init doveva essere OpenRC…

  • Pol Hallen

    ho 8 macchine Debian (3 server) e ovviamente server a parte i client hanno un uptime di mesi (la sera vanno in sleep in automatico). ottimizzare i tempi di avvio (vabbè) però systemd ha tutto un suo sistema di logging dei servizi (anziché usare il classico syslog). però assolutamente non mi ci trovo… fortuna che freebsd è sempre a portata di mano.

    PS: ovviamente tutti i servizi devono essere compatibili con systemd, ciò rende la programmazione un po’ più complessa. Ecco perché esisteranno sempre bug.

    Pol

    • lettore

      Io mi chiedo un’altra cosa: chi rinuncia a systemD rinuncia anche a Gnome Shell? Oppure è possibile far funzionare Gnome Shell anche senza systemD?

      • ale

        C’è il modo per farlo funzionare lo stesso per ora

    • ale

      I log in formato binario mi chiedo chi li ha ideati, fra l’altro jounalctl mostra per primi i log più vecchi, quindi dopo un anno che hai installato la macchina per arrivare fino alla fine del log ci mette 10 minuti, incredibile la furbata, almeno facessero che dopo tot si cancellino in automatico, per di più mi pare di aver letto che addirittura systemd salva nei log i core dump dei programmi che vanno in crash, assurdo e insensato, che poi per forza i log diventano pesantissimi…

      • TopoRuggente

        Se vai in
        /etc/systemd/journald.conf
        troverai la variabile

        #SystemMaxUse=

        Vediamo se indovini cosa succede se rimuovi il # all’inizio della linea e inserisci un valore
        SystemMaxUse=10M

        Ohhhh il log rotate.

        Mai leggere la documentazione prima di sparare boi….

        • foo

          non che me ne freghi una cippa visto che sto ottimamente su runit, ma chiamare SystemMaxUse la dimensione massima di un file di log invece che LogSizeLimit, MaxLogfileSize o simili già mi suona poco intuitivo: se anche il resto del sistema è così, capisco perché i veterani si lamentano.

          • TopoRuggente

            Vedrò di ottenere che ti chiamino la variabile
            Inserisci_qui_dopo_il_simbolo_=_la_dimensione_massima_del_log_che_piu_desideri

            Mi pare il minimo per evitarti di leggere la documentazione.

            Invece di startx che ne pensi di
            eseguimi_per_lanciare_l_interfaccia_video

          • foo

            Ah beh grazie dell’esempio, calza a pennello.

            1. startx, suona come “avviare x” cos’è x? man x

            “X – a portable, network-transparent window system”

            OK


            SystemMaxUse=(dimensione) per determinare la massima dimensione di un
            logfile prima che venga sottoposto a logrotate. WTF, solo max ha una
            attinenza.

            “man systemd” non lo posso fare ma
            google “systemd systemmaxuse” sì.
            il primo link mi dice che dovevo probabilmente fare un man journald.conf, fin qui OK, leggiamo….

            “…
            SystemMaxUse=, SystemKeepFree=, SystemMaxFileSize=, RuntimeMaxUse=, RuntimeKeepFree=, RuntimeMaxFileSize=Enforce size limits on
            the journal files stored. The options
            prefixed with
            “System” apply to the
            journal files when stored on a
            persistent file system, more
            specifically
            /var/log/journal. The
            options prefixed with
            “Runtime” apply to
            the journal files when stored on a
            volatile in-memory file system, more
            specifically
            /run/log/journal. The
            former is used only when
            /var is mounted,
            writable, and the directory
            /var/log/journal
            exists. Otherwise, only the latter
            applies. Note that this means that
            during early boot and if the
            administrator disabled persistent
            logging, only the latter options apply,
            while the former apply if persistent
            logging is enabled and the system is
            fully booted
            up. journalctl and
            systemd-journald
            ignore all files with names not ending
            with “.journal” or
            “.journal~”, so only
            such files, located in the appropriate
            directories, are taken into account
            when calculating current disk usage.

            SystemMaxUse=
            and RuntimeMaxUse=
            control how much disk space the
            journal may use up at maximum.”

            AH….
            OK….. da spaghetti code siamo passati a spaghetti config… (si
            ritira lentamente, va a prendere un cacciavite per rimuovere l’hard disk
            con systemd e incenerirlo, perchè un dd if=/dev/zero probabilmente non è
            abbastanza)

            – “Foo Che stai facendo?”

            – “Foo non farlo, ti prego, cambierò, non sarà più necessario che la luna sia in sagittario per riconoscere le opzioni di debug”

            – “Giiiiro Giiiiro toooondo cascaaa il moooondo cascaaa la teeeerraaa…”

            Mi dispiace systemd, mi dispiace.

      • TopoRuggente

        Se inserisci

        journalctl -b
        visualizzi solo i log del boot attuale

        journalctl –since=”2014-11-30 18:17:16″
        come per magia potrai vedere solo i log dalla data inserita

        o anche
        journalctl –since “20 min ago”

        journalctl /usr/bin/anjuta
        potrai filtrare i log solo di quell’eseguibile

        man journalctl per scoprire le altre chicche del log binario.

        • peppino

          la parte sui log binari corrotti in quale paragrafo del man è descritta?

          • TopoRuggente

            Systemctl quando si accorge del log danneggiato reagisce
            The journald will automatically switch to writing a new “clean” file as
            soon as it detects the problem, so theoretically data loss should be
            minimal.

            Al contrario di init che lascia il file danneggiato e pianta l’applicazione che non riesce a scrivere il log.

          • Samael

            The journald will automatically switch to writing a new “clean” file as
            soon as it detects the problem, so theoretically data loss should be
            minimal.

            Che in sostanza vuol dire: il log l’hai perso, ne scrivo un altro.
            Bella soluzione.
            Potevi dirlo prima che non esisteva un metodo di riparazione dei log danneggiati.

            Al contrario di init che lascia il file danneggiato e pianta l’applicazione che non riesce a scrivere il log.

            A parte che INIT non c’entra niente, visto che il suo compito non è gestire i log.
            Ma poi, a parte quello.
            Il problema della corruzione è limitato all’uso dei log binari.
            Usa log plain text, e hai risolto il problema alla radice.

          • (⊙⊙)

            Se sei ottimista, risolveranno perché in fondo non ci vuole molto.
            Usando un log plain text, risolvi sì il problema alla radice. Ma vai fuori dallo scopo per cui era stato scartato a priori dall’inizio. Al limite potevano allora usare un log xml oppure non so misto base64, in modo da storare sia binario che testuale, oppure ancora un db sql leggero, ma le dimensioni e la fluidità ne avrebbe risentito nei primi due casi.

          • Samael

            Se sei ottimista, risolveranno perché in fondo non ci vuole molto.

            No, non sono ottimista perché Poettering l’ha detto chiaramente: la risoluzione del problema non è nella loro TODO list in quanto sono casi a sua detta “sfortunati”.

            Un atteggiamento proprio professionale, non c’è che dire.
            Bisognerà andarglielo a spiegare a tutti i sysadmin che si ritroveranno parti del log illeggibili.

            ma le dimensioni e la fluidità ne avrebbe risentito nei primi due casi.

            Per le dimensioni, c’è da tempo logrotate.
            E comunque puoi migliorare la situazione con la compressione del volume.

            Per la questione fluidità, sinceramente preferisco una soluzione poco fluida ma che non soffra di problemi di corruzione, piuttosto che una soluzione fluida ma che si corrompe ogni 3×2.

            Aggiungo: alla fine, è la stessa storia del registro di windows vs file di conf di unix.
            Sulla carta il primo è più efficiente, ma all’atto pratico il secondo è molto più affidabile.

          • Kim Allamandola

            È un atteggiamento tipico del sw proprietario: la maggior parte dei miei clienti sopporta bene quel che faccio, gli altri vadano a quel paese…

          • (⊙⊙)

            Molto strano che abbia detto così. Allora divento pessimista pure io. C’è è come la soluzione: a livello binario basta implementare una sorta di multi-livello transazionale. Un po’ come è stato fatto per i principali database: nessun dato viene perso se qualcuno prova a staccare la spina. Come dire che i dati sopravvivono a più di una vita, senza disfarsi e senza compromettere il sistema. Io stesso lo saprei fare.

          • Samael

            Molto strano che abbia detto così.

            Giusto per evitare che qualcuno (non ce l’ho con te xD) pensi che mi invento le cose.

            h
            t t p s : / / l i s t s . f e d o r a p r o j e c t . o r g / p i p e r
            m a i l / d e v e l / 2 0 1 3 – J u l y / 1 8 5 7 0 2 . h t m l

            Things are different for corruptions in the middle. We have no nice tool
            for salvaging data from such corruption, but they could be written
            relatively easily. However, since they are highly unlikely due to the
            “append-only” model of the journal this hasn’t been on our TODO list.

            In sostanza, il tool sarebbe relativamente semplice da creare.
            Peccato che poi abbia scritto (h t t p s : / / b u g s . f r e e d e s k t o p .
            o r g / s h o w _ b u g . c g i ? i d = 6 4 1 1 6):

            Now,
            our strategy to rotate-on-corruption is the safest thing we can do, as
            we make sure that the internal corruption is frozen in time, and not
            attempted to be “fixed” by a tool, that might end up making things
            worse.

            Si è passati da “il tool si potrebbe scrivere facilmente, ma visto che sono casi improbabili non è in programma” a “il tool potrebbe generare situazioni peggiori, quindi non si crea”.

            Intanto il problema rimane.

            C’è
            è come la soluzione: a livello binario basta implementare una sorta di
            multi-livello transazionale.

            Vaglielo a spiegare.
            La filosofia degli sviluppatori di systemd è: noi scriviamo codice. Se poi è buggato o ha problemi non ci riguarda. O inventate voi i workaround ai problemi che noi creiamo oppure siete hater.

            Che poi è la stessa cosa che ha detto Torvalds:

            h t t p s : / / l k m l . o r g / l k m l / 2 0 1 4 / 4 / 2 / 4 2 0

            EDIT: Aggiungo, che poi ne ha di fegato per chiamarli “improbabili”.
            Google è pieno zeppo di casi di corruzione e lui viene a dire che sono casi improbabili.

          • TopoRuggente

            No significa che hai perso solo il message corrotto, fino al messaggio prima il log è leggibile e da lí in poi lo sarà ancora.

            In quanto a log di testo corrotti … beh ne ho visti sicuramente più che di quelli binari, Apache, Mysql anche Samba qualche volta in caso di crash del sistema.

            Cerca e vedrai che ci sono numerosissime casistiche di problemi con i log in formato testo.

          • Samael

            Cerca e vedrai che ci sono numerosissime casistiche di problemi con i log in formato testo.

            Ci sono anche numerosissime casistiche relative ai log binari.
            Se cerchi su google “linux log corruption” i primi due topic caso vuole sono su systemd.

            E gli stessi sviluppatori di uselessd, fork di systemd, hanno scritto:

            The main case against binary logs is their corruptibility. This happens
            more often than you’d think, due to not having any transaction
            consistency, as an RDBMS would. The advice of the systemd developers on
            handling this? Ignore it.

        • ale

          Per fare queste cose non serviva un formato binario, bastava anche solo un formato testuale formattato in una certa maniera…

          • Pier Luigi Fiorini

            non hai idea dei metadati associati ad ogni entry altrimenti cambieresti idea (per esempio dettagli utili al debugging come file .c e numero di linea). un semplice file di testo con un messaggio per riga come si è visto fino ad ora non era abbastanza.

          • TopoRuggente

            In pratica un database in formato testo … sai che prestazioni?

          • ale

            Cavolo si tratta di un log, non di un database, si è usato per 30 anni il formato testuale e mi vieni dire oggi che le prestazioni sono troppo basse ??? Ma io non ho mai avuto difficoltà a leggere i log…

            Poi se quelli di systemd hanno deciso di fare robe insensate tipo core dump nel log è un’altro discorso, nessuno glielo ha chiesto e la reputo una cosa totalmente inutile e insensata…

          • TopoRuggente

            Se fosse così semplice leggere i log, non si spiega la quantità di parser che esistono in commercio.

            Per 30 anni le caratteristiche richieste ai log erano minori, ora esistono reti estremamente più sofisticate e il numero di client è cresciuto esponenzialmente (30 anni fa 1000 client era una mega rete ora ci arrivano siti amatoriali).

            Il formato testo è stato abbandonato proprio per problemi di prestazioni dopo numerosi test.

            IPV4 era molto più semplice da gestire, ma presto l’IPV6 sara obbligatorio.

        • loki

          se greppo un file di testo non devo leggermi l’ennesimo manuale e impararmi altre opzioni per fare quello che facevo già prima…

          • TopoRuggente

            Vero,

            Mi mostri come greppi per avere tutti i msg eseguiti da un unico applicativo negli ultimi 3 giorni?

    • Spooky Hunter

      Systemd è la novità, ci vorranno anni prima che i super conservativi amministratori UNIX imparino ad usarlo e ad apprezzarne le funzionalità.

      • qweqwe

        Probabilmente ci vorrà molto meno per tutti gli altri capire dove systemd vuol andare a parare. Se c’è stato tutto questo casino per la sua adozione, un motivo spunterà.

      • Samael

        E nel frattempo avrà già fatto la fine di HAL.
        Deprecato e sostituito da qualcos’altro che fa le cose peggio di quanto già non le facesse systemd.
        Per la gioia dei Linux-fanboy che applaudono a qualsiasi stupidaggine arrivi sul pinguino.

        Fa niente se intanto si reinventa la ruota, per poi deprecare il tutto di nuovo dopo qualche anno.
        L’importante è credere agli elefanti che volano.

        Tanto a mettere le pezze alle porcherie di systemd, ci pensa Torvalds, vero?

        Ah no, aspetta:
        h t t p s : / / l k m l . o r g / l k m l / 2 0 1 4 / 4 / 2 / 4 2 0

    • Kim Allamandola

      Hem, se mandi in sospensione un server, scusa ma hai un comportamento a dir poco criminale.

  • gambadilegno

    liberta’ = frammentazione senza fine?

    • A tutto c’è un limite

      = sfascio totale (o quasi)
      È il lato oscuro di quello che tutti pensano sia positivo. Non tutto il bene viene per far del bene, come non tutto il male vien per far del male.

      • Geggio

        Sei un filosofo, hai colto una delle grandi verità dell’universo. Lo dico sul serio.

      • Kim Allamandola

        Non è un esempio che mi piaccia ma calza: quando stilarono la prima Costituzione negli USA si narra fossero state distribuite copie tra la gente ed il giudizio ricavato era sostanzialmente: “questo è un documento socialista, noi non siamo così”.

        I fork sono il primo motore dell’evoluzione del software libero, sono il meccanismo che ha permesso di raggiungere i risultati attuali e la loro esistenza e ragion d’essere è sancita dalla “Costituzione” del software libero. Al contrario l’uniformità, la “cattedrale” (vs bazaar) è la sua antitesi, il modello del software proprietario che è sostanzialmente sconfitto di questi tempi.

        Inviterei chi legge prima di sparare contro i fork perché ha sentito altri farlo a riflettere, certo FUD è la via con cui in altri ambiti si son demolite e si stanno demolendo le democrazie nel nostro mondo occidentale e non solo. Nella fattispece è la via con cui i partigiani del software proprietario sperano di demolire il sw libero, non possono vincere in battaglia? Allora si infiltrano e trasformano dall’interno il sw libero in commerciale, con calma, un passo alla volta.

        • ZaccariaF

          Frena,frena.
          Documento socialista? nel 1787? non ti pare strano?
          Prima di Proudhon quel termine manco esisteva, figurati se poi i cittadini americani parlavano cosi…

          certo FUD è la via con cui in altri ambiti si son demolite e si stanno
          demolendo le democrazie nel nostro mondo occidentale e non solo. Nella
          fattispece è la via con cui i partigiani del software proprietario
          sperano di demolire il sw libero, non possono vincere in battaglia?
          Allora si infiltrano e trasformano dall’interno il sw libero in
          commerciale, con calma, un passo alla volta.

          Hai dimenticato un “Un abbraccio, Adam…”
          A parte gli scherzi ,il FUD è un’ altra cosa una SH proprietarista che volesse davvero distruggere un SW libero userebbe altri metodi non quello di urlare al fork;EEE,PT ecc. ecc. .

          • Kim Allamandola

            Proprio per questo si usa certo FUD, perché la maggior parte della gente direbbe che i metodi sono ben altri (senza ben specificare quali, non te in particolare ma in genere).

            Come del resto un tempo il mantra era che GNU/Linux non è compatibile col ferro, che le community non sono affidabili, che non hai qualcuno a cui romper le scatole se qualcosa non va, ecc ecc pian piano poiché *alle sono cadono e pian piano ne introducono altre, dire che la community è frammentata oggi che di fatto abbiamo solo 2 distro principali RH e Ubuntu contro le 4-5+ di un tempo, dire che i fork sono un problema quando il core della polemica anti-systemd è che se non lo vuoi devi stare con DE/WM “vecchi” o fartene uno nuovo lato desktop e lato server che ti becchi l’ennesima “imposizione” di quello che è quasi l’unico core-developer grosso a tema (RH)… Devo continuare?

          • ZaccariaF

            La seconda parte è anti-FUD(se uno comanda e viene imposto uno standard,con la “forza” ,non si fa scappare i clienti,fa solo male all’ Open Source).
            L’ efficacia di un fattoide è data dalla sua persistenza non dalla sua verificabilità ,
            Il fatto di dire che si può forkare sempre e comunque e spandere forze a zanza ,cosa che materialmente non si può manco fare perché da soli non si fa nulla e gli sviluppatori non amano riscrivere la ruota ogni volta; é questa la nuova frontiera del FUD ,lato dev ,è siccome è una libertà del FLOSS,sono gli stessi user ad alimentarlo dandogli persistenza.
            Credo di capire ma se lo dici come hai fatto prima sei credibile come un eurista che parla di politiche redistributive.

    • Lasciali andare. Se hanno sbagliato avranno vita breve altrimenti un grande successo, che ti cambia? Tanto non avrebbero lavorato su una cosa che non volevano fare.

    • loki

      libertà = potersi per cambiare qualcosa che non ti piace
      libertà != “vabbè, mi hanno messo le mattonelle sul desktop, prima o poi mi abituo…”

      • loki

        potersi impegnare*

    • Kim Allamandola

      Domanda: ti piace vestirti uguale a tutti gli altri, diciamo con una divisa o preferisci vestirti come ti pare senza guardare gli altri se non per trarne spunto?

      Bene, quale che sia la tua risposta essa vale anche per i fork: la libertà di ognuno di copiare, usare e modificare il software per raggiungere i propri personali obiettivi. Il fondamento del Free/Libre software.

  • Samael

    Auguri agli sviluppatori di Devuan.
    Spero che riescano nel loro intento e che realizzino gli obbiettivi prefissati.

  • TopoRuggente

    Pensate bene una cosa, perchè forkare una distribuzione dovendo riscrivere decine di pacchetti, quando potevano forkare systemd?

    • MoMy

      Perché da quel che ho capito, al gruppo VUA interessa una distro ”Debian” ove puoi installarti l’ init che vuoi senza nessuna dipendenza – in nessuna parte del sistema – da systemd.

      • TopoRuggente

        Ma nemmeno la debian originale lo permettava, installare l’init BSDstyle di Slackware era un incubo.

        I sistemi “init” sono tutto fuorchè perfetti, come tale non sarebbe male migliorarli.

        • asd

          l’init BSD di slackware sarà stato un incubo ma installare runit era facile. Immagino anche che daemontools lo fosse.

    • (⊙⊙)

      Forse altri sicuramente. Loro no di sicuro perché non hanno alcun interesse a farlo.

    • ZaccariaF

      Ad esserne capaci…

      • (⊙⊙)

        Infatti questo richiede qualche competenza/conoscenza in più. Ma se ce l’avessero, si sarebbero accorti di aver commesso qualche leggero errore di valutazione e noi non staremo a discuterne.

    • asd

      Se non ti piace l’architettura proposta da systemd non lo puoi forkare senza replicare le stesse caratteristiche o perdere compatibilità. Se perdi compatibilità tanto vale fare a meno di un intermediario e tornare ad usare le caratteristiche che hanno permesso a sistemi unix di funzionare in tutti questi anni senza grossi problemi.

  • Davide Dallara

    io sinceramente tutto questo odio per systemd non lo capisco… poi eh, ognuno la può pensare come vuole e forkare quel che vuole: è questo il bello dell’open source

  • cosmon560

    Poi ci chiediamo come mai GNU/Linux rimane sempre ad 1,6% di share…

    • asd

      Tranquillo, se con systemd si avvicinerà a windows (una interfaccia stabile per software proprietario) e ad android (un sistema nominalmente libero ma in stato di flusso continuo con occasionali incompatibilità, per cui lo sviluppo di software è libero ma oneroso, quindi costoso in termini di tempo) Linux verrà usato al posto di windows e assomiglierà a windows.

      Chi ha a cuore il controllo dei propri sistemi o conviverà con systemd se e quando si stabilizzerà, o ne starà fuori rimanendo di più su architetture unix tradizionali, e continuerà a stare nello 0.1% di quota di mercato ma con software che fa quello che vuole lui. Non credo si troverà tanto peggio degli altri.

    • Kim Allamandola

      Gli aristotelici sono stati sconfessati dai galileiani molto tempo. Questo per dire che le statistiche che citano certe percentuali per il *desktop* GNU/Linux (poiché che sia il re in quasi tutti gli altri settori è oramai indiscusso anche in quel di Redmond e Cupertino) se non false per lo meno usano campioni non validi.

      Non servono studi speciali per capirlo, basta guardarsi intorno, sentire come il nome Ubuntu sia oramai diventato noto a larghe fette della popolazione, notare i vari video “Ubuntu in the wild”, osservare le occasionali apparizioni nella GDO, sui siti dei vari OEM, sui laptop a conferenze varie, in treno, in aeroporto, nei laboratori di superiori ed università ecc. ecc. ecc.

      Ps io al posto dello share mi preoccupo da un lato dell’enorme numero di tecnobipedi-ipocompetenti che stan emorragicamente arrivando su GNU/Linux e forti della loro incompetenza vi cercano e in parte sviluppano porcate derivate da altri OS anziché imparare; dall’altro della poca varietà di soluzioni core (altro che urlare contro i fork) che oramai han ridotto GNU/Linux a 2 distro dominanti (RH e Ubuntu) e solo una (Ubuntu) che ha ben poco sviluppo core sembra aver intenzione di imboccare buone strade (prima che si scatenino le urla anti-Ubuntu vorrei far notare che GNU/Linux è esploso proprio grazie a questo fork di Debian, operato da ex DD), in ultimo sono preoccupato dall’influenzabilità di tanta gente che crede a quattro righe su un sito qualsiasi senza sapere chi è che le ha scritte (firma Mario Rossi non vuol dire saper chi è Mario Rossi) né come le ha realmente elaborate: “ci sono i dati!”, certo! E i dati prima di elevarli a dogma sacrosanto che è in grado di *riprodurli e verificarli* in casa come *prevederebbe* il metodo scientifico di cui tanto si parla?

  • Giorgio

    Senza voler fare polemica, posso domandare il perchè di questa avversione contro systemd? Mi piacerebbe molto saperne i motivi.
    Grazie a chi vorrà rispondermi.

    • ange98

      Perché comincia a includere parti di sistema che non centrano nulla con l’init system. Per noi utenti desktop non è poi neanche un gran problema (cioè io preferivo upstart, però se devo usare Systemd non mi cambia la vita), però a quanto pare in ambito server verrebbero integrate funzioni che si potrebbero anche evitare.

      • Marco

        Tanti sysadmin son contenti anche in ambito server perchè gli semplifica la vita, gli scontenti son più scontenti per una questione ideologica e filosofica (e perchè son abituati a scrivere shellscript e non vogliono cambiare)

        • ange98

          Onestamente non capisco tutta questa difficoltà nel passare dagli shellscript a un .service. Comunque come ho sempre sostenuto, uso felicemente Systemd ma sarei stato più contento se Canonical avesse deciso di continuare con Upstart (progetto che onestamente mi piaceva veramente molto).

      • Giorgio

        Ti ringrazio per la risposta.

    • Pippo Disney

      Con systemd unix non è più unix.

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