La community Manjaro ha rilasciato la nuova ISO con OpenRC come sistema gestore degli avvii di default al posto di Systemd.

Manjaro Linux
Parte del successo di Manjaro è dovuta grazie alla community molto attiva in grado di sviluppare e rilasciare numerosi progetti come ad esempio la nuova ISO con OpenRC al posto di Systemd.
OpenRC è un sistema di gestore degli avvii open source sviluppato dai developer di Gentoo in grado di offrire una valida alternativa a Systemd (sistema di init di default in Arch Linux, Manjaro e molte altre distribuzioni Linux). Presente nei repository ufficiali di Arch Linux e Manjaro è possibile utilizzare OpenRC al posto di Systemd, oppure possiamo averla già di default grazie alla nuova community edition dedicata.

Manjaro OpenRC è disponibile in due varianti: una Netinstall che ci consente quindi di avere un sistema base pronto per installare le nostre applicazioni, ambiente desktop ecc preferiti oppure nella versione minimale con window manager Openbox.

Manjaro Netbook Edition

La community Manjaro ha inoltre rilasciato una guida su come installare e utilizzare OpenRC al posto di Systemd che possiamo consultare da questa pagina.

Ringrazio il nostro lettore Ge+ per la segnalazione.

Download Manjaro OpenRC

  • luca

    Una sola parola: GRANDI

    • ange98

      Perchè hanno dato un yaourt -S openrc openrc-arch-services-git openrc-sysvinit e poi hanno editato /etc/default/grub aggiungendoci “init=/usr/bin/init-openrc”? Beh allora se creo una iso avente di default il kernel-pf e kdenlive diventerò l’idolo di tutto quanti.

      • EnricoD

        basta che usi i repo di arch però se no ti boicotto ad ogni occasione xD

        • ange98

          Naah attingerò dai repo di Arch ogni 6 mesi senza pensare minimamente che una versione di una libreria farà a pugni con il programma/i che la richiede/richiedono, ci metterò su una GUI faiga perché voglio provare a sfondare nel mercato dei pc (cosa che prometterò ai miei utenti per almeno 10 anni) e stipulerò partnership con aziende tipo Amazon.
          Però sono indeciso: i wallpaper sono meglio rosa o giallino spento?
          PS: Roberto scusami, potresti cancellarlo questo commento? Perchè l’ho postato 2 volte…

        • ange98

          Naah attingerò dai repo di Arch ogni 6 mesi senza pensare minimamente che una versione di una libreria farà a pugni con il programma/i che la richiede/richiedono, ci metterò su una GUI faiga perché voglio provare a sfondare nel mercato dei pc (cosa che prometterò ai miei utenti per almeno 10 anni) e stipulerò partnership con aziende tipo Amazon.

          Però sono indeciso: i wallpaper sono meglio rosa o giallino spento?

          • Mister X

            non viola melanzana ? .. 😛

          • ange98

            Nono non voglio mica creare una copia di Ubuntu 😛

          • ZaccariaF

            Tutto giusto,ma pultroppo vanno a pigliare da Sid.
            Se pigliassero dal pozzo senza fondo dell’ instabilità aka AUR,Ubuntu sarebbe già defunta da tempo,liberandoci del suo peso e bad hype.

          • mr01

            Io sto con debian e derivate, pur non essendo un neofito certe cose di arch mi fanno impazzire/incazzare di brutto, partendo dall’hw che o non riconosce o non vuole usare…

          • ange98

            Quando leggo certi commenti non capisco se sono io quello fortunato che con qualsiasi hw su cui ho provato Arch tutto andava senza smanettamenti o se molti di voi hanno sfortuna quando la provano…
            Comunque nonostante il mio commento qui sopra, io non ho niente contro Ubuntu (per PC), anzi io stesso su un portatile che uso poco uso Kubuntu (anche se sto pensando di sostituirlo con OpenSUSE)

          • Marco

            Purtroppo nonostante supporti il mondo come hardware, arch non supporta la stupidità.

          • ZaccariaF

            Ma secondo l’ arcista medio il problema è il tuo HW,che è fatto da produttori faziosi che non supportano Arch(mica Linux,proprio loro) o e da buttare…siccome Arch è Bleeding Edge tu devi essere Bleeding Wallet.
            Quando qualcosa va storto ci sono guide non testate che(quasi mai)funzionano,se non c’è la fai si hai la possibiltà di udire il motto degli arcisti,”Cazzi Tuoi!”;ma non perché in AUR ci va soft in alpha,no no,sei tu che non sai seguire le guide.
            Mica come quei sfigati di Debian che ti spiegano nelle giude persino come creare una distro derivata,modificando ogni aspetto del sistema operativo universale,passo passo(pultroppo).
            Se non ti va bene,te ne vai dietro lo schermo, in ginocchio sopra i repo GTK. :troll

          • EnricoD

            Ti suonerà strano ma ho avuto pochissimi problemi con Arch, le guide sono complete e mi hanno sempre aiutato, per altri problemi ho sempre trovato risposta nel forum senza mai chiedere direttamente ma attingendo dai thread già risolti e le stesse guide del wiki mi sono state sempre molto utili, a volte, anche su lubuntu, per la grafica ibrida e su problemi che avevo per quanto riguarda le hotkeys della luminosità, non ho trovato le soluzioni ma messo insieme risposte qua e la e tutto gira alla perfezione… Addirittura ho risolto dei problemi di chromeos che ne limitavano l’usabilitàl’usabilità (alla fine l’ho tolto perché da usare c’è ben poco) su Asus eeepc 1011px (calibrazione touchpad, luminosità etc) ..
            Insomma è uno dei wiki più completi!
            Poi non mi sembra ci sia sta indisponibilità nei forum Arch, il fatto è che i problemi esposti il più delle volte sono problemi molto ma molto comuni e risolti in altri thread e mi arrabbierei anche io se non venisse usato il famoso tasto search presente in ogni forum, anche io su xda mi arrabbiavo molto per questo fatto… Secondo me la maggior parte è gente pigra … Io ancora non mi iscrivo nel forum, e uso archi da tempo, perché ho sempre trovato risposte ai miei problemiproblemi tramite wiki o forum, anche qui su lffl
            Con debian mai avuto problemi, a parte riconoscimento chiave livello USB in fase installazione, risolto, e mai avuto bisogno di guide “passo passo”

          • EnricoD

            Stupida tastiera di Lollipop -_-

          • Mah

            Scherzi? Anche questo è un problema comune di arch? è l’ultimo che ho avuto in ordine di tempo e che rimane ancora in sospeso.
            Il messaggio di log è il seguente:
            Failded at step EXEC spawning /bin/plymouth: No such file or directory.
            Avviene al boot e non mi fa caricare arch. La cosa assurda è che systemd mi chiede il percorso di Plymouth quando non l’ho mai installato, ci mancherebbe anche questa. Ha smesso di funzionare dopo un aggiornamento del kernel all’ultima versione. Ho provato a resettare systemd a default, ma niente.

          • mr01

            arch non vuole connettersi a un router sitecom (wifi) senza
            password solo perché gli fa schifo (problema accertato su vari forum)

          • EnricoD

            Usando wifi-menu non ci riesci?
            Che ti fa connettere l’interfaccia e poi ti chiede la password

          • mr01

            wifi-menu creo il profilo rete (che lui vede, e vede solo perché uso una penna wifi usb esterna…) ma non ci si connette. Dovetti usare il tethering del mio android…se vi pare normale.

          • EnricoD

            Non è un problema di Plymouth, se cerchi su internet trovi la soluzione

            Ahh, issue resolved wink
            as i look trough the log i’v noticed that my recent partition could’t get mounted, checked fstab and disabled that uuid entry.

            Oppure

            that fixed everything, writing from arch.
            Moods if need be remove this tread
            Turns out, the error description had nothing to do with what was going on.

            The problem is that the configuration made by ntfs-3g to my old windows partition was invalidated when I installed another windows version.

            I ran lsblk and could notice that the windows partition wasn’t mounted. I’ve tried mount it and ran systemctl default to try to boot again in default mode and everything worked just fine

            I went to ntfs-3g, it has detected a new partition on /dev/sda2 (windows partition), reconfigured it and now my system boots normally.

            hai una qualche partizione nell’fstab che non viene montata… Magari una partizione di win o altro…
            E se ne trovano tante sul web, tutte che alla fine arrivano alla stessa soluzione.. Ripeto, basta impegnarsi a cercare sul web e si risolve tutto
            Ripeto, è da arch che ho fatto un salto non indifferente ed affinato le mie conoscenze, grazie ad un wiki molto completo e competente, anche difficile da seguire perché scritto da esperti ma molto ben fatto

            COMUNE comunque per me non significa che sono problemi noti di Arch in se, ma che sono errori già affrontati da altri utenti e risolti…
            Del tuo si trovano vari thread, quindi non sei il primo ad averlo riscontrato, i.e. errore comune, disabilia la voce interessata nell’fstab e riuscirai ad avviare Arch

          • Mah

            Le ho lette anche io tutte queste guide ed ho modificato e stramodificato l’fstab per primo come era mio sospetto ma niente lo stesso, il mount e le partizioni sono tutte ok. Il mio deve essere un caso eccezzziunale veramente!!! La sscfiga con arch, non mi vule far sare arch.

          • Aggiungo

            Comunque ringrazio le guide di Arch perché in effetti sono le più complete in tutto il mondo Linux, su questo non ci piove. Ho sempre risolto tutto. Precedentemente mi era capitato qualche problema simile, ed avevo prontamente risolto. Spesso anche col mio solo intuito, perché me ne intendo. Non sono sprovveduto. Ma stavolta (pur eseguendo alla lettera qualsiasi aiuto) sono arrivato ad un punto fermo, forse un nuovo bug ho scoperto.

          • mr01

            Senti io con Ubuntu posso anche usare virtualbox+clonezilla per crearmi installazioni funzionanti e personalizzate senza restare per del tempo in una situazione “scomoda”.
            ***************************************************************
            [Creo la virtual machine installa netminimal ubuntu mi metto i ppa per il DE che voglio “aggiornatissimo”, metto il login-manager, installo le app, setto i configs vari {uso script per disattivare il turbo-boost di intel con comando memory sulla cpu al boot}, icone etc
            Spengo
            Avvio nella virtual machine clonezilla, clono in seconda partizione virtuale
            Riavvio installo solo ora gli addon virtualbox e salvo sul pc reale con cartelle condivise {non mi va di riempire pennette usb}
            Fine ora posso rendere sul hw reale (quindi ora posso installare i driver intel hd3000 e nvidia+nvidia-prime) il mio lavoro tutte le volte che voglio formattare….]

            ***************************************************************

            Cosa succede con Arch? Bene si auto installa i drivers virtualbox e dopo che installo il login manager e faccio un riavvio lightdm impazzisce….
            Sono un principiante su arch, e quindi mi sento gia incerto, se poi arch mi fa tutti sti problemi io mi arrendo…è un lottare contro corrente.
            Non posso cambiare un router che funziona bene solo per arch, ci sono topic su vari forum e nessuno ha risolto se non cambiando il tutto, be io non cambio.

          • mr01

            Mah sai quando arch non vuole connettersi a un router sitecom (wifi) senza password solo perché gli fa schifo (problema accertato su vari forum) io prendo il culo di arch e ci stampo un bel calcio.
            Se voglio un sistema operativo che fa preferenze prendo e mi compro un Mac, o un win95.
            Fidati che dalla net minimal cd di manjaro non ne esce un tubo se non hai hw pc e router compatibile…
            Ho un portatile asus con i7 2600qm (Intel HD3000) e Nvidia 520MX, nessun problema con altre distro.
            Ti fa schifo Debian e dai degli sfigati ai debian-users & debian-devs ma non mi pare tu abbia dato un contributo.
            Se sei mentalmente Microsoft, ovvero tieni tutto per te, allora levati di torno. Linux è una comunità aperta, se si ragionasse come te nessuno rilascerebbe sorgenti di librerie etc. (che sono la base su cui altra gente “sfigata” crea applicazioni)

            Nessuno può aiutare nessuno se non si rilasciano sorgenti e si fa debug, il chè mi ricorda il problema base della microsoft.

          • ZaccariaF

            Guarda che ero ironico riguardo alla community di Debian,facevo notare che il non dover workaroundare software in alpha,permette di creare guide per altre e più utili funzioni.

          • Marco

            Infatti tanti utenti di Debian leggono le guide sul wiki di Arch in quanto più completo ed aggiornato di quello di debian.

          • ZaccariaF

            Ma io questo non credo…anche peccé se ti metti ad Arch e difficile fare wiki wiki…
            Ok era terribile T_T

          • Marco

            http :// forums . debian . net / search.php?keywords=archlinux
            http :// ubuntuforums . org / search.php?searchid=6317382

            Interessante come nei forum ufficiali di queste distribuzioni si mettano tanti link al terribile wiki arch per risolvere i problemi…

          • ange98

            Guarda tu parli molto di AUR, pero anche i PPA non scherzano: anziché scaricare un solo pacchetto non ufficiale hai intere librerie non ufficiali che ipoteticamente potrebbero fare non poco casino coi pacchetti ufficiali 😉 (PS: come ho scritto sotto vorrei far notare che anch’io uso Ubuntu -o meglio Kubuntu- e mi piace molto Unity 7 sebbene sia un po scettico su Unity 8 e Ubuntu Touch che ritengo superfluo e inutile)

          • EnricoD

            MegaFlat superminimal, ogni colore pastel va bene XD metti anche icone circle

          • alex

            Arancione Amazon… che domande! se no mica lo vogliono!

  • heron

    Certo che la community di manjaro sforna iso su iso 🙂

    Comunque questo sì che è un dissenso civile. Non ti piace systemd? Scratch your itch e fatti un fork senza. Come teorizzato da Stallman, scarica i sorgenti, modifica e redistribuisci.
    Se avrà successo continuerà ad essere mantenuta, altrimenti prima o poi chiude.

    In debian a cause delle minacce e delle offese gratuite, soprattutto poi da parte di gente che nemmeno sa cos’è systemd, si sono dimessi, uno dopo l’altro, almeno una decina di sviluppatori dai loro incarichi.

    • secondo me invece è errato, cioè io sono per l’idea di uniformare il sistema di init magari lasciando 2 al max 3 alternative per cui poi ogni sviluppatore dovrebbe generare 2/3 script di init, ma evitiamo continui fork inutili, non servirebbe forkare se almeno il sistema di init fosse universale o comunque con caratteristiche comuni

    • ZaccariaF

      Forkare non è mai la risposta…anche RMS per poter far nascere il progetto GNU,dovette opporsi,molto duramente a un fork della sua libreria C,se non lo avesse fatto non credo che oggi avremmo Gnu/Linux.
      Oltretutto la parte che sostiene systemd lo fa principalmente per difendere la standardizzazione dell’ init linuxiano,nessuno pensa che quel blocco di C non documentato e difficile da debuggare,che rappresenta lo startup di systemd,può essere davvero visto come migliore.
      Io così tante offese non le ho viste,quelli del “allora il nostro è più stabile” anche senza insulti hanno invece,nei fatti praticato un pesante ostruzionismo,fino ad arrivare a una sconfortante votazione in cui,alla fine, sotto la minaccia di spaccare Debian(perchè avevano perso) si è scelto il “fat gel ghe vue” generale.

      • heron

        i singoli fork non sono un’istituzione che si può abolire. Non esiste qualcosa come “opporsi” ad un fork.

        Io posso benissimo scaricarmi i sorgenti chessò del kernel… e cambiare due righe e ricompilare per risolvere ad esempio un problema di compatibilità hardware.
        Quello è un fork
        Se ai dev linux (ad esempio) non sta bene la cosa non possono farci niente. E non possono farci niente nemmeno se distribuisco le mie modifiche.

        tutto è online… sono i singoli utenti che decideranno se installare la versione ufficiale o la mia. Sono i singoli utenti se decideranno di contribuire al mio progetto o no.

        Questo è l’opensource

        Se adesso verranno fuori distro forkate senza systemd e queste avranno più successo di quelle ufficiali, vuol dire che il nuovo standard non sarà systemd.

        Se invece (e ne sono sicuro), quando si finirà di parlare male di systemd, tutti ignoreranno queste distro fork, il nuovo standard sarà systemd

        il bello e il brutto dell’opensource è che non si può imporre uno standard. Questo può accadere solo se tutti smettono di usare le alternative a questo.

        • Maudit

          Concordo in tutto il ragionamento.

          Giusto un’aggiunta personale…
          La battaglia contro systemd è nata persa, perché il vero problema (che pare certe persone non riescano a capire) non è quello di fare una distro che si avvia con OpenRC, Upstart, sysvinit, o cos’altro possa piacere sulla base di sedicenti “filosofie” e teorie del complotto.
          Il problema è mantenerle quelle distro. Ora come ora è possibile farlo, ma i maggiori progetti che animano il desktop linux, ed anche diversi importanti lato server, si stanno orientando sempre più verso le facilitazioni offerte da systemd (inteso come progetto, non solo come sistema di init).
          E questo non avviene perché RedHat li ha pagati (che cazzata!) ma perché i programmatori amano lavorare meno.
          Presto o tardi sarà un problema avere un sistema di init alternativo a systemd, a meno che non offra funzioni equivalenti se non una mimica di systemd stesso.
          Di fronte a questa prospettiva, comunque si voglia rigirare la fritatta, systemd ha vinto perché detterà le regole.

          • ZaccariaF

            Peccato che il Sistema Operativo Universale stava per beccarsi un fork proprio in virtù di queste battaglie,che per quanto inutili,avvengono.
            I forkaioli(intesi come quelli del tipo”o si fa quello che dico io o me ne vado e mi porto via più dev che posso”) di cui lo stesso Poettering fa parte,ci sono e sempre ci saranno,è innegabile.
            RH non paga di certo,ordina,fa molto prima,in campo enterprise domina,de facto,da anni con RHEL o CentOS.
            Questa storia sta diventando una guerra tra “Grandi Antichi”,le distro degli standard,da una parte Debian e un po’ Slackware e dall’ altra quella del “son io quello che porta i soldi a casa e fa qualcosa di nuovo” RedHat.
            Systemd non vale molto più di un sysinitV solo è un gran accentratore di funzioni…può far comodo,se non si hanno gli script amministrativi già fatti o non si è in grado di produrli ma non è minimamente innovativo.

          • Maudit

            Ma, guarda… alla notizia del possibile fork di debian, io ho commentato con un “che lo facciano”. Sinceramente. Se esiste una disponibilità in quantità e qualità di mantainers e sviluppatori (e non di opinionisti) in grado, e con la volontà, di sostenere tale sforzo, perché no?

            Quello di cui dubito è invece che esista quella “quantità e qualità” nella misura necessaria a gestire un fork altrettanto “universale”.

            A seconda degli intendimenti di universalità, quei “mantainers” non potranno limitarsi a pachettizzare un po’ di files, ma dovranno letteralmente scrivere parti intere di programmi se vorranno rimanere fedeli alla “mission” del fork, o peggio, utilizzare dei layer di compatibilità con systemd (ma allora perché fare tutto sto casino? Per usare un accrocchio?).

            Mi spiace ma non lo vedo proprio Martin Graesslin (ad esempio) che prende ordini da RedHat, quando sulla sua pagina di G+ spiega perché sotto wayland KDE richiederà systemd:
            https://plus.google.com/+MartinGr%C3%A4%C3%9Flin/posts/GMtZrNCeaLD

            Non c’entra RedHat, c’entrano i vantaggi che lui ha ritenuto di poter avere dall’uso di systemd coniugati al fatto che wayland richiederà comunque… systemd.

            Ma aggiungo io, che accadrà alla variante di KDE col supporto ad X server (che non richiederà systemd e continuerà ad usare kdeinit), quando i produttori di schede video abbandoneranno il supporto ad X in favore di Wayland?

          • ZaccariaF

            Vorrei ben vedere W. è un altro progetto di Red Hat è logico che sia integrabile con sysd.
            Mah,credo che il freno principale all’ exploit di W. siano proprio i produttori di schede video che campacavallo si staccheranno da X11,Graesslin non si farà pagare o ordinare forse ma condizionare sì(dato che pensa che presto tutto Gnu+Linux sarà tutto sotto W.), la RedHattizzazione di Linux,con conseguente progressiva scomparsa dei paccchetti GNU continua,che sia un bene o un male lo scopriremo solo vivendo.

          • qwr

            Se vedi le cose in prospettiva futura, chiediti anche perche’ systemd e’ stato spinto a furia di dipendenze teoricamente aggirabili. L’ipotesi piu’ probabile e’ che systemd sia nato per offrire una scusa per rendere obsoleta una gran parte di software precedente (per la gioia di chi ti vuol vendere nuovi sistemi hardware) e per funzionare in maniera opaca e non completamente documentata (per la gioia di chi ti vuol vendere assistenza). Come vedi e’ la stessa strategia di android, open source ma under control. Potrei avere torto, ma se ho ragione chi si leva dalle balle systemd adesso, ricompilando o scegliendo un pacchetto piuttosto che altri fa una scelta migliore a lungo termine.

        • ZaccariaF

          Bel commento malgrado che alcuni fork vengono letteralmente attaccati finchè non rientrano.
          Ci sono diversi casi,ma è proprio il kernel stesso che applica l’ “Ishi-Soden” più duro,tramite Linus stesso.
          La regola(anche se non scritta)sarebbe di evitare i fork di componenti vitali di Gnu/Linux.
          Cmq c’è open e open,domani scrivi che vuoi fare un fork di Sysd e vedi quanti ti seguono,siccome è un progetto,nei fatti,di RedHat,chiunque ti venga dietro rischierebbe il licenziamento(come se facessi i fork dei firmware che si usano nei microcontrollori che programmiamo in azienda).
          Quindi non si può forkare ogni cosa open,ma ogni cosa forkabile in fondo sicuramente è open.

      • Samael

        Oltretutto la parte che sostiene systemd lo fa principalmente per difendere la standardizzazione dell’ init linuxiano

        Che parliamoci chiaro: è una stupidaggine bella e buona.
        Il sistema di INIT standard c’era già, ed era quello descritto nella LSB.
        Il 90% delle distribuzioni, Slackware compresa, eseguivano script LSB-compliant.
        Slackware per esempio usa un suo meccanismo di INIT in stile BSD, ma fornisce un layer di aderenza allo standard LSB, in modo da permettere di usare script scritti secondo la specifica senza problema alcuno.
        Tant’è che gli script di INIT per VMWare Workstation funzionano perfettamente.

        E questo mi pare lo facesse pure Arch Linux ai tempi.

        In ogni caso, la presenza o meno di diversi INIT non porta alcun problema.
        Lo standard c’era e bastava usare quello. Poi se qualche sviluppatore di una distro voleva creare una sua soluzione personalizzata erano fatti suoi. Liberissimo di farlo.
        O si riscriveva lui lo script di INIT dell’applicazione o forniva, come ha fatto Pat, un layer per gli script LSB-compliant.

        Ma come al solito le soluzioni durature non vanno bene.
        Bisogna per forza di cose reinventare la ruota a caso, altrimenti certi elementi della comunità open source si sentono soli se non vengono mandati a quel paese un giorno sì e l’altro pure.

        • TopoRuggente

          Era impossibile sfruttare il processore multicore e controllare le dipendenze fra i processi

          • ZaccariaF

            Il problema delle dipendenze si fa sentire solo se hai davvero molti servizi e/o programmi attivi o da attivare altrimenti ciccia.
            Per il multicore,per un init system,l’ unica risposta è esticazzi.

          • TopoRuggente

            Già infatti Jessie caricava NetworkManager senza controllare se il firmware della scheda wireless fosse caricato, risultato, al primo reboot post installazione 1 minuto di autonomia prima che il sistema andasse in freeze.

          • ZaccariaF

            Per il danno HW nessun init può far nulla.

          • Samael

            “Era impossibile sfruttare il processore multicore”

            E che te ne fai in un sistema di INIT?
            A parte le gare di boot per mostrare chi ce l’ha più lungo di altri, non serve assolutamente a nulla.
            Specie se consideri la potenza di calcolo delle macchine attuali, che soltanto sul desktop è ben al di sopra dell’uso medio che se ne fa.
            E nell’uso server è sostanzialmente inutile, visto che un server dovrebbe puntare sull’uptime, non sui millisecondi risparmiati durante la fase di boot.

            e controllare le dipendenze fra i processi

            FreeBSD ha la gestione delle dipendenze, e non usa systemd, ma un INIT classico.
            Non serviva systemd per fare cose del genere.
            Al massimo possiamo dire che systemd ha portato la possibilità di rimettere in piedi un servizio morto.
            Quello sì.

          • ZaccariaF

            @Samael
            Al massimo possiamo dire che systemd ha portato la possibilità di rimettere in piedi un servizio morto.

            Con un cronjob puoi facilmente riavviare un servizio morto appena crepa,l’ unica innovazione di Sysd è l’ accentramento antiUnix-Philosophy

        • ZaccariaF

          Vallo dire a RedHat,lo standard non era di suo gusto.

          • Samael

            Il bello è che la LSB è mantenuta dalla Linux Foundation, e RH ne è un membro.

            Per la serie: prima scrivono le specifiche e poi le ignorano.

        • Marco

          Eh beh, visto che circa funzionavano continuiamo a scrivere gli init in shellscript! Guai provare ad innovare!

          Leggi qui va!
          https : // lists . debian . org / debian-ctte/2013/12/msg00234.html
          Che lui lo sa scrivere meglio.

          • Samael

            Eh beh, visto che circa funzionavano continuiamo a scrivere gli init in shellscript! Guai provare ad innovare!

            Hai uno strano concetto di innovazione.
            Innovazione vuol dire fare di più con meno, non fare di meno con niente.

            E in ogni caso, sì. Preferisco di gran lunga scrivere script shell di INIT, che non mi nascondono le meccaniche del sistema, che posso debuggare facilmente anche con un semplice “bash -ex”, e che posso capire FACILMENTE sfruttando un know-how UNIVERSALMENTE valido per qualsiasi sistema operativo UNIX.
            Preferisco tutto questo, ad un software che non si può debuggare perché alcuni binari sono strippati, che nasconde il 90% delle meccaniche di un servizio, che non permette configurazioni particolari (vuoi mettere la costruzione di una funzione di start() appositamente scritta per un servizio con una semplice variabile ExecStart parsata? Direi di no.), che mi obbliga ad usare una libc particolare (sai quanti progetti embedded non usano glibc perché troppo bloat?), che mi obbliga a gestire i device node con udev (sai quanti progetti embedded e non non usano udev?), che mi obbliga ad usare journald anche se poi devo fare un forwarding per syslog, che mi obbliga ad avere un ramdisk quando non uso RAID, LUKS o configurazioni particolari al boot, e che mi obbliga a mantenere la /usr nella / anziché averla a parte con configurazioni di montaggio proprie.

            EDIT: e aggiungo.
            Non mi permette nemmeno di mantenere uptime seri, perché ci sono casi in cui un semplice reload-daemons non basta ad aggiornare i servizi, ma c’è bisogno di riavviare l’intero sistema operativo in pieno stile Windows, mentre prima si usava persino roba come KSplice per hotpatchare il kernel mantenendo IN PIEDI il sistema.

            Sì, preferisco avere tutto questo, anziché usare un software che mi tolga la possibilità di controllare il mio sistema operativo.

            Tu tieniti pure le tue “innovazioni”, io continuo ad usare il mio INIT che esiste e funziona da più di quarant’anni.
            Poi vedremo a chi il tempo darà ragione.
            Ti ricordi la storia di HAL, sì?
            Una panacea, dicevano. Sappiamo tutti come è finita: rimpiazzato dopo pochi anni perché faceva schifo.
            E con cosa è stato sostituito? Con upower e udisks, con quest’ultimo sostituito a sua volta con udisks2.
            Due prodotti che fanno ancora più schifo di quanto già non facesse HAL.
            Con la differenza che HAL era unico e portabile, questi invece no. Alcuni software continuano ad usare udisks, altri udisks2. E via di doppie configurazioni e roba non portabile.

            Ah, no, scusami. Sono io che non capisco.
            Queste sono innovazioni di cui TUTTO il mondo sentiva la necessità.

    • Marco

      Concordo, chi si lamenta dicendo che l’insieme sysvinit+dbus+pam+consolekit+ecc e’ il meglio, che muova il culo e continui a svilupparli rendendoli più appetibili di systemd o STFU.
      Sorvolando poi che i due siti debianfork e fedorafork erano delle spettacolari prese in giro create da 4chan!

  • SalvaJu29ro

    La community di Manjaro è pazzesca D:

  • ge+

    grazie a te , roberto, per tutti i tuoi articoli!

    La diatriba su systemd sta mettendo in crisi molte distro storiche, soprattutto Debian, ritengo sia importante avere delle alternative a systemd che soddisfino tutti gli utenti.

    Comunque, adoro la community di Manjaro per via di tutte queste iso della community, che alla fine creano un margine di scelta pazzesco

  • asuspro1985

    tra l’altro systemd richiede alla fine della fiera l’acquisto di un ssd altrimenti si hanno prestazioni peggiori di upstart isopratutto nei tempi di boot.. solo chakra ha tempi di avvio leggermente piu decenti su hd normale

    • TopoRuggente

      Assolutamente falso, non serve una SSD, ma saper configurare systemd

      • ZaccariaF

        Eh già anche Windows non è elefantico,basta saperlo configurare. :troll

        • TopoRuggente

          Anni fa Tanenbaum disse lo stesso del kernel Linux, che “faceva troppe cose”.

      • asuspro1985

        hai capito il senso di quello che ho scritto…ssd superiore ad hd …con systemd ci sono colli di bottiglia evidenti sugli hd normali..sfido chiunque a dire il contrario…ma cmnq è stato deciso che systemd sara il futuro per cui giu a maggior ragione a comprare gli ssd

        • TopoRuggente

          Lo stesso pc fra slackware con init classico (BSD) e Arch con systemd, Arch guadagna quasi 2 secondi con più del doppio dei servizi attivati da systemd (

  • Davide Dallara

    e pensare che quando gentoo decise di passare a openrc abbandonando baselayout ci fu il putiferio poichè molti devs preferivano quest’ultimo… il mondo linux è proprio bello perchè è vario…

    • sabayonino

      errato. baselayout non è stato abbandonato , ma è stato riscritto per motivi di compatibilità

      h t t p : / / www . gentoo . org / doc / it /openrc-migration . xml

      • Davide Dallara

        suvvia!!!! non mi cercare il pelo nell’uovo xD

        • sabayonino

          era giusto per mettere la cosa a NUDO ! 😀

  • Jacopo Ben Quatrini

    un altro gestore di avvii ?

    • ange98

      Esiste già da un po’. Se non sbaglio lo avevano creato i dev di Gentoo

      • Jacopo Ben Quatrini

        Non lo sapevo. Bè, buono a sapersi.

  • Fabio

    Cos’è un sistema di gestore degli avvii? 🙂

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