I developer del sistema operativo universale hanno parlato di Debian GNU/kFreeBSD 8.0 Jessie, versione che potrebbe non venir rilasciata.

Debian GNU/kFreeBSD
Con Debian 6.0 Squeeze è debuttata anche la versione bastata su Kernel FreeBDS denominata Debian GNU/kFreeBSD disponibile per architetture IA-32 e x86-64. L’idea di Debian GNU/kFreeBSD è quella di fornire un sistema operativo in grado di offrire le qualità incluse in FreeBSD a partire dal file system ZFS, driver NDIS e soluzioni di sicurezza come ad esempio Jails ecc.
Manca ormai poco al fatidico congelamento dei pacchetti o “Freeze” di Debian 8.0 Jessie (previsto per il prossimo 5 novembre), data dalla quale non verranno più integrati aggiornamenti o nuove features nella futura versione stabile ma gli sviluppatori lavoreranno solo nella correzione di bug. A quanto pare però lo sviluppo della futura versione Debian GNU/kFreeBSD 8.0 Jessie (basta su Kernel FreeBSD 10) sta portando non pochi problemi al punto tale che non potrebbe essere rilasciata.

Stando ai developer Debian, la futura versione stabile basta su Kernel FreeBDS non è ancora completa e mancano sviluppatori in grado di poter lavorare nel mantenimento e sviluppo della futura versione. In concomitanza del congelamento dei pacchetti della versione in fase di sviluppo di Debian 8.0 Jessie gli sviluppatori del sistema operativo universale valuteranno se include kFreeBSD come architettura supportata o meno nella futura versione stabile.

Questo non vuol dire che Debian GNU/kFreeBSD verrà abbandonato, ma che non sarà disponibile in versione stabile, potremo continuare ad utilizzarlo con repository testing, unstabile a discapito però della stabilità e sicurezza del sistema operativo.

  • mircozorzo

    Sembrerebbe una bella cosa!

  • Marco

    Quelle 3 persone che lo usano (di cui 2 saranno gli sviluppatori) dovranno passare oltre…

  • Ferik

    l’avevo installata tempo fa ma aveva pacchetti “facili” (tipo chromium etc) troppo vecchi, peccato.

  • masand

    FreeBSD mi ha sempre incuriosito, ma mi frena la scarsa compatibilità con l’hardware rispetto a GNU/Linux; è ancora vero questo oppure è un vecchio preconcetto?

    Grazie 🙂

    • Kim Allamandola

      È vero parzialmente: buona parte del ferro desktop moderno è supportato anche se meno di GNU/Linux. Il problema di FreeBSD è che dopo anni di promesse si è ancora con un os difficile da tenere aggiornato. Il base system lo puoi aggiornare via diff binari con assoluta comodità (utility freebsd_update) ma tutto il resto o vai di port con ricompilazioni potenzialmente molto lunghe, avide di risorse, con qualcosa che si rompe regolarmente (per build complessi come quelli di un desktop moderno) o praticamente non aggiorni, i pkg sono pochi e praticamente non aggiornati, il port tree ha una struttura storica di makefiles che nonostante tutte le utility sviluppate negli anni (portupgrade la più nota) rende ostica la gestione di un’install “grossa”…

      In più in questi anni si sono radicalizzati contro la GPL sprecando un pacco di risorse per passare l’intero portage da gcc a clang, togliere tutte le utility gnu ecc.

      Di positivo ha un supporto zfs nativo ben fatto e potenzialmente più facile da tenere sincronizzato con IllumOS (ma vista la base di sviluppatori di IllumOS non credo vedremo update per molto tempo), un tempo aveva performance complessive un po’ superiori a GNU/Linux grazie ad un sistema più leggero, un initi più comodo di SysV (configuri tutti i servizi in un file di testo, niente symlink nei vari rc.*) e pf portato da FreeBSD che pur facendo meno cose di iptables è anche ben più comodo da gestire. Oggi con Upstart e Systemd l’init bsd è diventato “legacy” e con wrapper come ferm iptables è assolutamente comodo da gestire, pf ha ancora senso ma più che altro per appliance dedicate.

      La sostanza è che i *BSD son rimasti molto indietro e la grande promessa di rinascita che pareva nata ai tempi della semi-fuga da GNU/Linux coi primi 2.6 è oramai un miraggio…

      • masand

        Ottima spiegazione.

        Grazie molte 🙂

        • anonimo

          @Kim Allamandola
          “In più in questi anni si sono radicalizzati contro la GPL sprecando un
          pacco di risorse per passare l’intero portage da gcc a clang, togliere
          tutte le utility gnu ecc”. Sarebbe stato strano se non lo avessero fatto: è un s.o. differente con licenza incompatibile con la GPL.

          • Kim Allamandola

            Per decenni però non si son fatti mai problemi…

  • Esu

    Qual è il punto di forza di questa “distro”? Il fatto che installi tutti i programmi in una cartella di sistema o cosa?

    • Kim Allamandola

      Il punto di forza è un kernel più leggero e per alcuni aspetti più performante di Linux con un userland GNU ed un package system binario (apt) moderno.

      • ekerazha

        Quali aspetti? Negli ultimi anni FreeBSD prende bastonate da Linux praticamente in ogni benchmark. Di apprezzabile c’è però il supporto a ZFS (considerando anche che le distribuzioni OpenSolaris/Illumos sono ormai praticamente morte… e le poche che sono rimaste sono progetti estremamenti di nicchia).

        • alex

          Magari sbaglio, ma da quello che mi risulta l’unico difetto di FreeBSD è che supporta poco HW (almeno rispetto a Linux).

        • Kim Allamandola

          I benchmark sono benchmark, l’uso reale è l’uso reale. Nella pratica a parità di ferro un server FreeBSD carico risponde meglio di un server GNU/Linux equivalente, un router/fw FreeBSD/pf è più rapido sullo stesso ferro di GNU/Linux/iptables ecc. Purtroppo questo lo puoi vedere solo facendo delle prove…

          I benchmark sono interessanti da guardare ma non riescono a darti una visione d’insieme ed è proprio l’insieme che conta nel 99.9999% dei compiti. Poco importa che ext4 su molti benchmark sia un filino più performante di btrfs, btrfs stravince nella pratica per gli snapshot/cloni usabili e per la compressione, zfs stravince su btrfs per l’allocazione dinamica dei volumi, send&recv, snapshot&cloni ecc L’userland GNU stravince su tutti per la comodità d’uso, poco importa che pesi un pelo di più e magari qualche coreutils sia meno performante ecc.

          • ekerazha

            I benchmark spesso tentano di simulare proprio l’uso reale… parlare di “uso reale” senza portare alcun dato non ha alcun senso perché si può dire tutto ed il contrario di tutto. Comunque nel caso specifico di massiccio utilizzo del firewall, port forwarding ecc. potrebbe anche essere vero (io per questo caso d’uso utilizzavo OpenBSD). Ovviamente parliamo di performance (dato che tu avevi parlato di “performante”), l’essere feature-rich è un altro discorso.

          • Kim Allamandola

            I benchmark simulano aspetti estremi d’uso reale ma non l’uso nel suo complesso, per questo danno indicazioni ma non giudizi complessivi.

            Nell’uso *generico* di tutti i giorni dal nas all’webserver FreeBSD risulta mediamente sopra a GNU/Linux come performance, per provarti ciò dovrei pubblicare una collezione di screenshot di dashboards… Quanto a features non è che gliene manchino rispetto a GNU/Linux per il 99% degli usi, la differenza è anche qui nel come sono disponibili. Tra i port e i repo di Ubuntu non c’è una gran differenza per usi server&assimilabili, tra portupgrade+freebsd-update e apt/aptitude non c’è tutta stà differenza c’è però un’enorme differenza di comodità d’uso. apt mi aggiorna tutto in pochi istanti, portupgrade ha spesso magagne a seconda di come è stato configurato ogni port, ha talvolta dipendenze ricorsive, non sai a priori se quel che compili/aggiorni porterà ad un deploy stabile ecc, freebsd-update al contrario è ottimo, però è limitato al solo base system è da parecchi anni che si parla di scrivere qualcosa che permetta update binari, anche coi pkg, in maniera globale e in sync coi port ma ancora non c’è. E lo stesso vale, per “delta di comodità” minori per l’userland nel suo complesso.

            Questo non saprei come puoi vederlo da un benchmark o rappresentato in numeri e grafici.

            Ps a tema fw, su FreeBSD in genere si usa pf, lo stesso di OpenBSD, quest’ultima è preferita non tanto per il continuo controllo di qualità del codice quanto perché non usa i port ma i pkg. È più “rozza” di FreeBSD ma risulta più comoda in pratica 😛

          • ekerazha

            Infatti per avere un’idea complessiva si utilizzano benchmark multipli che vanno a considerare molteplici aspetti. Ovviamente si tratta sempre di una approssimazione, ma è comunque migliore di una opinione soggettiva senza dati a proprio supporto.

            Le funzionalità, come già detto, sono un discorso a parte.

          • Kim Allamandola

            Hai presente la differenza tra la simulazione di un manufatto meccanico e il suo comportamento materiale quando lo vai a mettere nel motore della tua auto? Bé per i benchmark è la stessa cosa. Puoi farne n per n aspetti diversi, se solo su quelli ti basi per favore non lavorare mai nell’IT e se già ci lavori dimmi dove che cercherò di starci alla larga 😛

            L’opinione soggettiva, non solo mia, ha dati a supporto solo non è riducibile per complessità ad un modello matematico semplice rappresentabile all’utente in un grafico colorato. È moda moderna d’importazione USA, dalle scuole di economia, che ogni cosa debba essere rappresentabile con un modello matematico; una versione pseudo-scientifica del vecchio paradigma dell’operaio Ford: la versione moderna dice fa parlare i numeri così se sbagli non è colpa tua, tu non hai bisogno di sapere, devi solo sparare numeri, la versione antica diceva che l’operaio-macchina è comodo, sostituibile e gestibile senza problemi. Questi modelli nella pratica han solo portato disastri.

          • ekerazha

            Se hai “dati di supporto” validi il tuo è sostanzialmente un benchmark, se non li hai è aria fritta, c’è poco da girarci attorno.

            Galileo parlava di metodo scientifico nel ‘600, senza metodo scientifico non si va da nessuna parte.

          • Kim Allamandola

            I “dati” sono le dashboards che ho visto nel tempo, i loro log, il resto sono i miei occhi e neuroni… Non sono dati riproducibili ovunque quindi non sono un benchmark. E non sono manco aria fritta: non sono l’operaio modello Ford, sono un essere pensante, quel che osservo e catalogo nel tempo.

            Il metodo scientifico inteso come unico metro di verità è già stato da tempo classificato come modo per coprire l’incompetenza. Se anziché scrivere questo commento tenessi un blog, magari in inglese, e linkassi un articolo che dice le stesse cose corredato da un paio di grafici ti scomoderesti a verificare i dati? Io penso di no, la maggior parte della gente li prende come oro colato. Li prende così perché così è stata abituata a pensare: “tu singolo cittadino non puoi pensare, se non pubblichi montagne di numeri non sei credibile, fai solo chiacchiere da bar, non c’è un modo di rappresentarlo in numeri? Non hai voglia di farlo? Allora non sai di cosa parli”.

            Il metodo di slides, grafici e aria fritta pseudo-statistica è il metodo con cui il gli economisti/manager che lo applicano son riusciti a demolire svariate tonnellate di aziende: è l’incapacità di pensare, di conoscere, di elaborare, il pretendere che il modello sia la realtà e la realtà differisca dal modello per sua imperfezione, l’ingegnere che guarda con occhi vaqui il ponte crollato e accusa tutti tranne se stesso perché la sua simulazione gli ha detto che il ponte stava su.

          • ekerazha

            Senza metodo scientifico la conoscenza sarebbe in mano a ciarlatani, forse non hai il mio stesso background scientifico ed ingegneristico per poterlo apprezzare. Senza dati raccolti ed elaborati in modo scientifico, quello che rimane è inutile aria fritta.

          • Kim Allamandola

            Come ho già scritto trincerarsi dietro il “metodo scientifico” è un modo molto diffuso per non affrontare un problema o per negare di non saper cosa fare.

            Oggi non va di moda ma ti ricordo che quasi ogni innovazione non viene fuori da una reingegnerizzazione o rilavorazione di un modello teorico ma dalle idee di qualcuno, Il metodo scentifico è solo un mezzo per COMUNICARE non per conoscere. Se così non fosse i computers sarebbero molto più efficienti di noi per ogni cosa (e al manager di turno piacerebbe molto) e tutto ciò che noi dovremmo fare è lanciare un test di Montecarlo dietro l’altro.

            Ti ho chiesto di fornire statistiche a supporto di quanto affermi e non hai potuto farlo perché come avevo scritto prima non c’è un modello matematico per fare un’analisi simile. Questo è il punto.

            Ps a tema background ti sei mai chiesto perché non c’è un solo esame a tema “sistemistica” né a ing. informatica né a informatica? Di esami teorici, di programmazione, ecc ce ne sono un sacco.

          • TopoRuggente

            Vero per conoscere si usano le rune.

            Per favore prima di fare figuracce vedi di scoprire cosa sia il metoto scientifico.
            Ovvero un ciclo di
            1) Analisi di un evento
            2) Costruzione di una ipotesi
            3) Previsione di un evento di accordo all’ipotesi
            4) Verifica dell’evento.

            I computer sono più efficienti di noi in alcuni campi.
            Conta da 1 a 1000000000000 riesci a farlo (anche solo pensando un numero dopo l’altro) più velocemente di un computer, dubito?
            I computer non hanno il concetto di astrazione e come tale non possono “saltare” step del ragionamento logico.

            La capacità di astrarre è quello che ci rende “intelligenti”, ma anche fallaci.

            Quale sarebbe l’utilizzo di un computer velocissimo, ma non assolutamente affidabile sulle risposte? Nessuno.

            Leggiti i lavori di Silvio Ceccato…

          • ekerazha

            A quello che è già stato scritto devo aggiungere anche una doverosa correzione: a ing. informatica di esami a tema “sistemistica” ce ne sono, cerca ad esempio il corso di “Impianti Informatici” al Politecnico di Milano 😉

  • Davide Neri

    Tanto in futuro GNOME e quindi Debian dovranno essere sempre più legati a systemd, tanto vale concentrarsi su Linux e magari poter tornare ad espandere le architettude di CPU supportate che hanno dovuto ridurle perché non c’era abbastanza hardware per i test o abbastanza sviluppatori.

    • Kim Allamandola

      Le varie “architetture minori” sono diventate tali proprio perché interessano a pochi, prendi MIPS: negli anni ’80 era notevole, oggi esiste solo per uso embedded, uno dei tanti progetti caduti con la fine dell’SGI, sparc oggi con Oracle non ha più un gran interesse, Power? Se ci investe l’IBM può aver senso incorporare i suoi contributi ma sennò… PA-Risc? L’HP non sa manco cosa intende fare con HP-UX, Alpha? Il top degli anni della DEC, 64bit quando Intel era a 16/32, 400MHz quando Intel era a 33/66MHz ecc oggi? Boh, forse ha ancora qualche utente con True64 o OpenVMS…

      Oggi come oggi è più importante IMVHO avere un ampio supporto sw per evitare GnomeOS od ogni altra chiusura del genere!

      • Davide Neri

        Guarda che GNOME OS non esiste e non esisterà mai se non nella testa di quelli che si sono presi paura quando hanno usato quel termine (piuttosto infelice, bisogna ammetterlo).

        • Kim Allamandola

          Non esiste ancora, pensa all’evoluzione di udev, di systemd, delle GTk, di Gnome ecc. La community RH messa in ombra, coi suoi “prodotti” da Ubuntu stà reagendo chiudendosi e purtroppo ad oggi ha effettivamente sviluppato e sviluppa sw core a cui abbiamo poche alternative.

          La “colpa” è un po’ di tutti visto che Canonical non ha saputo difendere i pilastri del suo sviluppo da Bazaar a Upstart per far qualche esempio ed il resto delle distro non ha saputo cercare alternative, svegliarsi.

          Quando si cresce situazioni che non sono mai state un problema lo diventano ed oggi ancora pochi c’han pensato…

          • TopoRuggente

            GnomeOS non esiste e mai esisterà, era una fantomatica live per poter provare l’ultima release di GS, ma non ha mai visto la luce.

            Gnome Foundation infatti è supportata da
            Red Hat, Canonical, Suse, SugarLabs e Debian, quindi direi che non abbia alcun interesse ad entrare in concorrenza con altre distribuzioni.

          • Kim Allamandola

            Certo, e come base di codice? La maggior parte è in mano a dipendenti di RH ed uno di questi in particolare Lennart Poettering stà facendo di tutto per costringere ogni distro a lavorare come dice lui…

            Chiamalo con un altro nome se non GnomeOS ma il succo è questo: “abbiamo fallito come desktop, Ubuntu ci ha stracciato coi nostri prodotti, allora noi lo stracciamo togliendogli il motore (che sviluppiamo in grandissima parte noi) dal cofano”. La cosa brutta è che sinora nessuno s’è realmente preoccupato di questo e anche adesso non c’è un reale fronte unito se non di protesta, uselessd, eudev, … non fanno molta strada.

          • TopoRuggente

            Eh già un successone Ubuntu, infatti Canonical, ha un bilancio che è invidiato da tutti (un rosso da 21,3milioni di dollari).

            Gli tolgono il motore? Sarebbe quale il motore Gnome, mi spiace ricordare che Unity (2010) ha un anno in più di Gnome-Shell(2011)
            Come tale Canonical ha cambiato il suo “motore” da sola.
            O forse le GTK, mi pare che non ci siano problemi a riguardo.

            Stiamo allora parlando del initscript, ma se non si usa GS si è liberissimi di non usare systemd.

            Curiosamente quando Pulseaudio è stato adottato da tutti, i complotti di Pottering (autore anche di Avahi oltre che systemd e pulseaudio) non sono venuti in mente a nessuno.

            Gomblotto !!!!

          • loki

            “quando Pulseaudio è stato adottato da tutti, i complotti di Pottering non sono venuti in mente a nessuno.”
            perchè pulseaudio non depreca alsa sostituendone i parti con dipendenze di se stesso, nè si spinge oltre il suo campo

          • TopoRuggente

            No infatti i tools di alsa li sviluppano ancora …. non sono stati sostituiti da pulseaudio.

            Alsa è rimasto solo come driver, perdendo totalmente il lato server audio a vantaggio di Pulseaudio.

          • TopoRuggente

            Slackware ha mantenuto il suo init BSD like visto che non supporta Gnome, come tale nessuna delle distribuzioni che non propone GS è obbligata a passsare a systemd.

            Curiosamente invece tutte le distribuzioni che usavano un init tipo SystemV stanno adottando systemd.

          • Marco

            Poi vedi distribuzioni come Funtoo che nonostante la poca forza lavoro hanno GS senza systemd obbligatorio.

          • TopoRuggente

            Non è impossibile infatti.

          • loki

            curiosità, che versione di udev usa slackware? perchè ora udev è imprescindibile da systemd, ed è proprio quello di cui si lamentano gli sviluppatori gentoo

          • TopoRuggente

            182, ultima versione rilasciata, nel lontano 2012.

            Ora systemd diciamo che sia in voga dal fine 2013, quindi lo sviluppo di udev siera arrestato ben prima di essere sostituito da systemd.

  • golden

    *ha debuttato

No more articles