Per gli utenti che cercano un pc compatto ed economico da utilizzare con Linux un’ottima soluzione arriva da ASUS con VivoPC.

Asus VivoPC
In questi anni abbiamo presentato molti pc desktop e portatili senza sistema operativo oppure ben supportati da Linux. Nel mercato troviamo ottimi personal computer anche economici da poter utilizzare con Linux, come ad esempio ASUS VivoPC. ASUS VivoPC è un personal computer compatto disponibile anche nel mercato italiano nella versione FreeDos / senza sistema operativo in grado di fornire un’ottimo sistema economico da poter utilizzare come un normale desktop o media center multimediale (o volendo anche come server domestico). Possiamo utilizzare ASUS VivoPC anche in azienda, per operare in gestionali, operare in web server e tutti quei software che non richiedono performance grafiche.

In Italia, Asus VivoPC è disponibile anche con FreeDOS (Senza sistema operativo) in due versioni: VM40B-S015M e VC60-B022M che si differenziamo principalmente dal processore incluso: ecco le principali caratteristiche dei due modelli:

– ASUS VM40B-S015M VivoPC

processore: Intel Celeron 1007U dual core da 1.5 Ghz con 2 MB di Cache
scheda grafica: integrata Intel HD Graphics
ram: 4 Gb che possiamo espandere fino a 16 GB
storage: Hard Dosk da 500 GB
porte: 2 USB 3.0, 4 USB 2.0, 1 RJ-45 Ethernet, 1 HDMI, 1 VGA,
connettività: WiFi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth V4.0 e Gigabit Ethernet 10/100/1000Mbps
sistema audio: SonicMaster con 2 speaker da 2 W
dimensioni: 190 x 190 x 56.2 mm (WxDxH)
peso: 1.2 kg
sistema operativo: FreeDOS + mouse e tastiera USB inclusi nel pc

Asus VivoPC

– ASUS VC60-B022M VivoPC

processore: Intel Core i3-3110M dual core da 2.4 GHz con 3 MB di Cache
scheda grafica: integrata Intel HD Graphics 4000
ram: 4 Gb che possiamo espandere fino a 16 GB
storage: Hard Dosk da 500 GB
porte: 2 USB 3.0, 4 USB 2.0, 1 RJ-45 Ethernet, 1 HDMI, 1 VGA,
connettività: WiFi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth V4.0 e Gigabit Ethernet 10/100/1000Mbps
sistema audio: SonicMaster con 2 speaker da 2 W
dimensioni: 190 x 190 x 56.2 mm (WxDxH)
peso: 1.2 kg
sistema operativo: FreeDOS + mouse e tastiera USB inclusi nel pc

Ecco il video ufficiale di ASUS VivoPC:

Asus VivoPC è disponibile su Amazon nella versione FreeDOS VM40B-S015M (con Intel Celeron) e VC60-B022M (con Intel Core i3).

  • Roberto, la tua faziosità sta stancando. Non è stato “completamente rimosso” ma spostato in basso insieme a “Partner”, “Support” e altre voci. http :// img842.imageshack .us /img842/9028/ ubuntucomcommunity .png

    • basta leggere l’articolo e vedi che c’è anche scritto

      • hehe m’hai pure cancellato la risposta.. bella zio censore.. grande! 😀

    • Andrea

      Titolo decisamente fazioso…….è sbagliato scrivere “tolto”. Bastava riportare semplicemente la realtà: “sposatato” 😉 Siamo di fronte alla solita deformazione giornalistica tipica dell’Italia….. Comunque, sempre complimenti a Roberto per il lavoro che ci dedica ogni giorno!!

      • il collegamento della comunity è stato tolto dato che i collegamenti della comunity sotto c’erano anche nella versione precedente del sito

        • da qui puoi vedere la home precedente e vedi che c’era già sotto è stato tolto il collegamento sopra quindi il titolo è giusto 😀

          http://web.archive.org/web/20130402202816/http://www.ubuntu.com/

          • Andrea

            Ok però il risultato pratico non cambia……Probabilmente sono sottigliezze che noi comuni “consumatori” non cogliamo mentre per chi si dedica a questo progetto notte/giorno forse la cosa può dare fastidio. Vedremo chi la scamperà tra la Community e Canonical nel prossimo futuro….se il mercato premierà o meno alcune scelte.
            Mahhh

        • Andrea

          ma se cliccato la pagina che si apre non è sempre la stessa di prima…..

  • Mario

    Siete pregati di inserire la fonte..

  • Jackladen

    l’ho sempre affermato che l’intento del buon Mark è quello di ottenere un prodotto finito semi-gratis e poi farlo diventare closed incassando i quattrini….voglio dire, non è che lo sfruttamento cinese sia tanto diverso.
    Ubuntu non ha mai ascoltato veramente la sua comunità, altrimenti non sarebbe esistito unity e il desktop con la K avrebbe avuto giorni migliori….
    come ex utente di kubuntu mi spiace tanto, ma mi tengo stretta la mia arch linux, nella loro comunità sono disponibili ad ascoltare anche ” le scorregge” dei propri utenti

  • muchoman

    può sembrare un inezia lo spostamento in basso, ma visto che era una mossa che avrebbe sicuramente creato discussioni tra chi supporta ubuntu perdendo il proprio tempo prezioso molte volte senza nessun ritorno economico, si poteva evitare….
    la mia impressione è che l’eccessiva popolarità della distro sta comportando un delirio di onnipotenza di chi tira le redini…

  • tux

    ubuntu sempre piu *soft ……..tuxino

  • La mia impressione è che la gente scriva commenti senza prima pensare.

    Hanno messo in basso anche.. se stessi! 😀 L’intera sezione About, dove parla di Canonical è in basso, ora insieme a Partners, a Supporto e a..SHOP!. Questo sta diventando un sito corporate, dove arrivano anche investitori o persone interessate a vedere i prodotti dell’ecosistema Ubuntu, e quindi nel menù principale si hanno i principali device supportati e il box di ricerca, il resto è stato spostato. La comunità continua ad esistere. Se poi preferite usare Arch o Slack o qualcos’altro, né Ubuntu né nessun altro lo impedisce.

    • se si ferma la comunità canonical tra un’anno dovrà vendere auto al posto di pc con ubu preinsallato

      • “un’anno” è sbagliato, si scrive “un anno” E’ appunto un anno che te lo dico ma a quanto pare è troppo complicato leggere quello che scrivono gli altri, fare autocritica e correggersi.

        Nessuno vuole fermare la comunità. Sto solo dicendo che sul sito si vuole dare visibilità a quello che la comunità, insieme a Canonical, produce. Mi spieghi come mai su www. mozilla .com c’è in evidenza il download di Firefox e non la community e nessuno protesta?

        Tanto rumore per nulla, come sempre quando si (s)parla di Canonical.

      • Andrea

        Il futuro di Ubuntu: Canonical fa fuori la Community, prende a stipendio le persone che vuole per portare avanti il suo Ubuntu come vuole lui, lo arricchisce sempre più di “cose” a pagamento pur mantenendo il minimo basilare (S.O. e applicazioni base) gratis, libere per tutti e via, il piatto è servito. Buon appetito a tutti.

        • Canonical fa fuori la Community
          il 98% di ubuntu viene sviluppato dalla comunity
          quante aziende deve vendere a verisign stavolta mark per far tutto questo?

          • Andrea

            non lo so, parlo da ignorante del settore, ma comunque pensante e penso che il “dio” denaro possa fare questo e altro. Tutta questa gente che lavora “gratis” si vede presentare la possibilità (ovviamente non per tutti) di essere retribuiti per quello che fanno e che gli piace fare nella vita, come dire di no? La strada penso sia questa, la base per tutti il più a pagamento…..ormai il trend commericale è questo, di esempi ce ne sono centinaia.

          • TopoRuggente

            Togli dal futuro Ubuntu MIR e Unity, ti rimane un linux con qualche applicazione extra.
            Canonical deve fare cassa !!!!

    • $26315458

      Concordo, è un articolo senza senso dove si fa tanto rumore per nulla. Ma tanto sai com’è, i fondamentalisti saputelli linuxari (e fa bene
      Linus Torvalds a prendere le distanze) provano GODURIA e PIACERE a
      sputtanare in continuazione (e per ogni minima sciocchezza) Ubuntu e
      Canonical, ormai è una sorta di sfogo per loro… non ci fai nulla, sono
      “haters” e tali resteranno! Scommetto che poi l’autore di questo
      articolo quando scova sul web una critica o qualcosa (anche minima) che
      parli male di Ubuntu i suoi occhi brillano di gioia e non vede l’ora di
      sbatterlo sul suo blog… Roberto abbiamo capito che Ubuntu, Unity e
      Canonical ti stanno sulle palle, e vabbè, de gustibus… ma un conto è
      fare una critica costruttiva e un’altra è farla per altre finalità… dai, lo si capisce da articoli insensati come questi che il vero scopo è
      sputtanare Ubuntu e Canonical, ottenere più visibilità sul blog (e magari più
      gente che clicca sulle pubblicità) attraverso più trolls e più haters che iniziano a scatenare inutili guerre di religione…oppure c’è qualcosa che devi sponsorizzare, magari qualche altra distro… perchè sennò non si spiegano queste inutili e continue faziosità, altro che critica… Praticamente con questo articolo hai voluto intendere che ubuntu ha cacciato la comunità solo perchè nel suo sito ha cambiato la posizione del collegamento alla community? Ma vi pare logico? Ma per favore!!!!

      • Se a te sta bene cosi allora perchè utilizzi linux? La comuntá è fondamentale x linux ma se per te non è cosi a questo punto mi chiedo perchè usi ubuntu

        • Concordo. Ubuntu a me piace, lo uso e mi piace l’etica.

          Se Canonical diventa competitiva sul mercato perché no?

          Ma purtroppo ci sono pure quelli a cui non sta mai bene nulla.

          RedHat ha saputo guadagnarci con l’Open Source, similmente lo fa pure Canonical e non ci vedo nulla di male.

          • TopoRuggente

            Canonical competitiva?
            In che senso?

            Non mi pare di aver sentito decantare le lodi di unity dagli stessi utenti che lo usano.
            Il progetto MIR ha avuto un riscontro del genere “L’hai voluto … gestiscitelo”, praticamente ha già ricevuto il no grazie dai principali DE.
            Sistema operativo per cellulari e appliance, Canonical contro Google?
            Competitiva contro Windows? Se il problema fossero i soldi linux sarebbe leader da tempo.

          • Masque

            RedHat si è sempre comportata con correttezza e coerenza, al contrario, Canonical sta mostrando grosse falle proprio in queste due caratteristiche.

        • Vellerofonte

          In realtà è la distro perfetta per certi utenti, ma che almeno si rendessero conto di quanto accade.

          Se 5 anni fa quando si invocava il concetto di “umanità”, “linux per tutti”, non avrei mai creduto a qualcuno se avesse detto:

          – Ubuntu creerà un ambiente sostanzialmente proprietario, forse aperto ma talmente incompatibile col resto dell’universo da renderlo proprietario.

          – Kubuntu sarà tagliata fuori da ogni supporto ufficiale

          – Sarà integrato nel sistema un servizio di storage cloud, 5GB gratuiti, per incrementare si dovrà pagare, naturalmente il servizio sarà perfettamente compatibile solo con Ubuntu…(one distro, one nation, one love)

          – Le opinioni della comunità non saranno in alcun modo prese in considerazione, quanto deciso da Canonical è il meglio per l’utenza, dunque incontrovertibile.

          – Applicazioni a pagamento saranno sponsorizzate, ci saranno strumenti studiati apposta per sbattertele in faccia ogni volta che avvii una ricerca, naturalmente nessuna opzione per evitare di installare tali strumenti in fase di installazione del sistema.

          – Il server grafico sarà sostituito, ma non con quello che utilizzeranno tutte le distribuzioni esistenti contribuendo quindi alla crescita di Gnu/Linux, ma con uno studiato da Canonical ad hoc per Ubuntu, contribuendo di fatto alla crescita di Ubuntu.

          – Il link della comunità sarà eliminato dal sito ufficiale, lasciando solo una bella scritta in piccolo in fondo alla pagina (le cose si fanno per gradi del resto)….

          Cosa ci attende ancora? Ubuntu a pagamento è alle porte, la certezza è che una schiera di utilizzatori difenderanno tale scelta a spada tratta.

  • noname

    Quando qualche anno fa dissi che Ubuntu sarebbe piano piano migrato ad una concezione completamente commerciale mi davano del pazzo. A breve (credo con la 14.04) usciranno le versioni “premium” a pagamento

    • Sì poi per la 15.10 eliminano le versione gratuite, ed entro la 20.04 dovrai pagare anche per visitare il loro sito. Me l’ha detto Casaleggio.

      • TopoRuggente

        Io non ci farei molte battute.

        A breve con MIR/Unity Ubuntu sarà unica e parzialmente incompatibile con le altre distribuzioni (o meglio sarà MIR a doversi rendere compatibile con KDE e Gnome)
        Se è vero che il codice opensource aiuta nella sicurezza visto che chiunque può controllare cosa fa il codice è anche vero che minore sarà il numero dei “controllatori” minore sarà il livello di sicurezza.

    • Davide Neri

      Quindi? Commerciale vuole dire chiuso? RedHat cos’è?

      • red hat oltre a supportare la stragranza dei progetti lunux ha una supporta fedora una distribuzione completamente gestita dalla comunità c’è un bel po di differenza con canonical anche se sono 2 aziende che lavorano con linux

      • TopoRuggente

        RedHat si è presa la fetta di mercato server.
        Offre soluzioni interessantissime per una azienda e per nulla “economiche”.

        Tu lo compreresti Ubuntu?
        Se solo per la bassa qualità di unity hanno avuto una diaspora di utenti, se cambiassero politica commerciale cosa succederebbe?

  • lino

    Beh, anche chi trolla nel piatto in cui mangia ha diritto ad un blog di riferimento 😀

  • dante

    guai a toccare mamma ubuntu

    canonical pensa solo a fare affari e non all’utente che si sbatte gratis tutto il giorno
    questa orai è la realtà

  • Il link è importante, ma cambia nulla la sua “scomparsa”. La comunità Ubuntu ha sempre bisogno di una mano, e il modo migliore per valorizzarla è quella di contribuire direttamente.

    • assolutamente non cambia nulla
      sicuramente lo potevano comunque lasciare visto l’immenso contributo che offre la comunità ubuntu

  • matteo

    poco ci manca che adesso si sappia anche quante volte va in bagno Shuttleworth

    • matteo

      e si costruiscano su tale numero delle ipotesi complottiste, ovviamente

  • Masque

    Chi ha più bisogno di mettere in evidenza la comunità (per non dire del legame con Debian… se Debian sparisce, possono dire addio alla quasi totalità dei loro pacchetti), quando puoi sbandierare contratti con case produttrici di hardware e governi?

  • Vellerofonte

    Ciò che talvolta mi stupisce è la cecità di certi utenti, inebriati dal sapore del prodotto che utilizzano sia esso uno smartphone un PC o un sistema operativo.

    Nessuno vuole affermare che Canonical sia il male, che Ubuntu sia meglio o peggio in senso assoluto, si tratta infatti di un giudizio squisitamente soggettivo.

    Ma perlomeno rendersi conto di quanto accade, semplicemente rendersene conto, possibile che per alcuni non è assolutamente chiaro dove sta navigando Canonical? Possibile che non si vedono i piccoli ma inesorabili passi che mese dopo mese, anno dopo anno il capitano Mark sta facendo?

    Ognuno giustamente usi ciò che maggiormente lo soddisfa, ma non perdiamo la coscienza delle cose difendendo l’indifendibile, accampando costrutti mentali per giustificare l’ingiustificabile, altrimenti domani ci si ritroverà ad usare OSX spergiurando che si tratta di un sistema operativo aperto.

    • TopoRuggente

      L’obiettivo di Canonical è proprio questo, uno zoccolo di utenti pronti a tutto pur di avere Ubuntu.

    • quoto 😀

  • Kepl

    Canonical si è intrufolata nel mondo del free software… svegliatevi se siete intelligenti e pensate a cosa fate prima di usare/sponsorizzare ubuntu.

    • TopoRuggente

      Io ero utente ubuntu, ma quando è uscita con unity ho iniziato ad avere dei dubbi, perchè sviluppare un DE proprio?
      Ho preferito cambiare aria e tornare in un ambiente più “vanilla” che mi permetta di abituarmi ad una operatività comune a più distribuzioni.

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