Cider è un nuovo progetto che punta a far “girare” le applicazioni e game nativi per Apple iOS in Android. 

Cider
In Android oltre alle varie applicazioni e game nativi troviamo anche diversi emulatori che consentono principalmente di avviare game per console all’interno del sistema operativo mobile di Google.
A puntare su Android troviamo anche i developer Wine, impegnati nello sviluppo del “non emulatore” che consentirà di avviare software e game nativi per Microsoft Windows nel sistema del robottino verde.
In futuro potremo avviare anche le applicazioni e game nativi per Apple iOS in Android grazie al nuovo progetto Cider sviluppato dai ricercatori della Columbia University.

Cider è un nuovo progetto che consente di avviare le applicazioni native per Apple iOS in Android tutto questo senza doverle “virtualizzare” ma tramite il metodo “compile-time code adaptation” (che personalmente non ho ben capito come funziona).

Stando a quando indicato dal professor Jason Nieh, principale sviluppatore del progetto, Cider consentirà in futuro di poter avviare in Android le varie applicazioni esclusive per il sistema operativo mobile di Apple come ad esempio iTunes, iMessage, il browser Safari ecc il tutto con un’ottima stabilità.

A confermarlo è anche in video rilasciato proprio dai developer del progetto Cider nel quale vediamo alcune app native per Apple iOS girare senza problemi su Android:

C’è da chiedersi se il progetto Cider potrà in futuro essere utilizzato, dato che Apple difficilmente consentirà di poter utilizzare le proprie applicazioni in altri sistemi operativi. Se tutto questo fosse possibile, in futuro potremo potrebbero approdare anche in Linux le app native per Apple iOS e MAC?

Per maggiori informazioni sul progetto Cider consiglio di consultare la pagina dedicata dal portale della Columbia University.

  • jancu

    bella questa, il sidro si fa dalle mele

  • Salvatore Gnecchi

    se ci riescono sono dei geni.
    non ci riusciranno 😛

    • Matteo

      Tutto è possibile senza essere geni. Basta guardare le vendite di Apple, non sono geni eppure vendono.

      • Simone

        Come non sono geni??? ma se ce l’hanno scritto sulle magliette???-cit. cliente apple medio-

      • Salvatore Gnecchi

        perfetto. fallo anche tu e diventi il mio migliore amico =)

        Non saranno geni, ma sono furbi. Non si diventa una delle aziende leader nel mondo per caso o per fortuna.

        Se poi vogliamo semplicemente andare contro la loro filosofia, facciamolo pure tutti in coro, ma sembreremmo dei cretini

    • azurehus

      Cerco che si può fare, ma come dice bene l’articolo, bisognerà vedere se “mamma” Apple lo permetterà visto che poi Android è anche il sistema operativo del suo ‘principale’ concorrente !!
      =)

      • Salvatore Gnecchi

        “si può fare” e “riuscirci” sono due cose molto diverse.
        Non riescono a configurare un iPod/iPhone etc su Linux e questo progetto è fattibile? E dietro l’aiuto di quale santo? “Oh San Giuseppe, aprici il codice” per 12 giorni e dita incrociate?

  • LaPittimaBlog

    Se un giorno apple rilascerà iTunes per Linux, addio Windows

    • Matteo

      Io dirò invece: addio a tutte le distro che ce lo avranno di default!

      • EnricoD

        Bella .. Super quotone.. 🙂

      • LaPittimaBlog

        Ubuntu lo metterebbe e lo capirei pure, (tanto io uso xnoise ed arch) è il migliore player tra tutti i mercati, ma tanto a me serve solo per aggiornare iPhone. Se non sbaglio nemmeno con il tanto blasonato Android le case produttrici rilasciano programmi per gli aggiornamenti, quindi non è che Apple sia il male assoluto, almeno qui

  • EnricoD

    Boh, vabbé, gente che c’ha tempo da buttà

  • Francesco

    Non li recupera più nessuno…

  • Davide Dallara

    sono l’unico a non vederne il senso?

    • Guido

      Avrebbe senso l’opposto… per insudiciare iOS con un po di app android a mo’ di contaminazione irreversibile.

      • Davide Dallara

        ma nemmeno, ormai android ed iOS hanno un parco apps enorme e difficilemente qualche app c’è solo per uno e l’altro no.

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