In questa semplice guida vedremo come criptare facilmente i nostri file salvati in Dropbox utilizzando EncFS.

Dropbox
Dropbox è un servizio di cloud storage utilizzato anche da molti utenti Linux soprattutto ora che non è più disponibile Ubuntu One.
Dopo le critiche di Edward Snowden rivolte a Dropbox, gli amministratori del servizio di cloud storage hanno consigliato agli utenti di criptare i propri file prima di caricarli sui propri server dato che non è disponibile di default questa funzionalità visto che andrebbe a rendere impossibile l’accesso / riproduzione online dei vari file. Per Linux è possibile criptare facilmente i file prima di caricali su Dropbox attraverso EncFS, ecco come fare.

EncFS è un tool che crea un file system virtuale cifrato accessibile direttamente dal nostro file manager come una normale memoria collegata. Potremo quindi sincronizzare il file system virtuale in Dropbox in maniera tale da poter criptare i nostri file con estrema facilità. In questa maniera i nostri file non saranno accessibili dai gestori del servizio del servizio visto che servirà una password per poter decriptare il file system virtuale.
In questa maniera però non potremo accedere nemmeno noi ai file da browser web, dovremo per forza utilizzare il client di Dropbox oppure scaricare il file cifrato per poi montarlo sulla nostra distribuzione.

Dropbox file criptati con EncFS

Per poter criptare i file con EncFS in Dropbox dovremo per prima cosa installare il client ufficiale nella nostra distribuzione, per farlo basta collegarci in questa pagina e scaricare i pacchetti deb / rpm oppure installare “manualmente” il software.

Una volta installato il client ufficiale di Dropbox nella nostra distribuzione dovremo procedere all’installazione di EncFS digitando da terminale:

Per Debian, Ubuntu e derivate:

sudo apt-get install encfs

Per Fedora:

sudo yum install fuse-encfs

Per Arch Linux e derivate:

sudo pacman -S encfs

Al termine dell’installazione dovremo collegare e sincronizzare una cartella di Dropbox .encrypted con il file system virtuale denominato Private digitando da terminale:

encfs ~/Dropbox/.encrypted ~/Private

EncFS ci chiederà per prima cosa di creare le due directory, successivamente dovremo scegliere come configurare il file system virtuale, per comodità scegliamo l’opzione “p” ossia pre-configured paranoia mode ed infine basta inserire la password che servirà a criptare / decriptare i nostri file.

Una volta terminata la procedura basta avviare il nostro file manager e noteremo che avremo già montata una partizione denominata Private nella quale andremo a salvare i file da criptare che verranno automaticamente caricati nel server di Dropbox.

Per accedere ai nostri file criptati da un’altro pc possiamo installare il client Dropbox e effettuare la stessa procedura oppure salvare il file system virtuale e montarlo creando una normale cartelle e dando il comando: encfs cartella_creata fileststemvirtuale inseriamo la password ed ecco i nostri file criptati accessibili da nostro pc.

Aggiornamento: potremo accedere ai dati criptati anche in Microsoft Windows grazie al software encfs4win da utilizzare sempre con il client ufficiale di Dropbox.

Ringrazio il nostro lettore dinolib per la segnalazione.

  • Davide Depau

    E quelle invece che supportano EFI e tabelle di partizioni GPT (anche senza Secure Boot) quali sono?

    • efi viene supportato dalle principali distribuzioni recenti
      per domani max mercoledi ti preparo la guida dettagliata

      • Davide Depau

        Ottimo. Io uso già efi e ho imparato a tentativi (più o meno dannosi per il contenuto dell’HDD) come funziona e come si usa con Linux. Comunque a qualcun’altro potrebbe essere utile.

      • daniele zulian

        un grande grazie

  • microsoft… no comment 🙂

  • MatteoCafi

    E Mageia?

  • Quello della sicurezza è solo una cretinata, una emerita stupidaggine.

    E’ solo per ostacolare Linux e basta, è inutile che cerchino di inventare un sacco di balle.

    Se io uso un sistema basato su kernel Linux non solo mi sento tranquillo ma ci faccio quello che mi pare col sistema. Bah.

  • Davide

    ma io non ho capito…se compro un pc nuovo con win 8, appena mi arriva gli stacco l’ hd prima ancora di avviarlo, ne metto uno nuovo vuoto oppure lo stesso formattato brutalmente magari usando un case usb con un altro pc, disabilito UEFI….e neanche a quel punto posso , per dire, installarci Ubuntu 12.04???

    • se disabiliti uefi puoi installare ubu 12.04 ma devi reinstallare win 8 altrimenti devi installare o il 64bit di ubu 12.10 oppure il prossimo ubu 13.04
      senza formattare o altro

      • Davide

        Grazie.E’ quello che volevo capire.Il problema dell’ UEFi quindi è per la convivenza tra i due SO, invece per la sostituzione una volta disabilitato non crea problemi.

    • Non c’ entra nulla l’ HDisk perché l’ uefi sta nel (chiamiamolo) bios.

  • Marco

    A Tutti: ma se avete intenzione di usare Linux, perchè non comprate hardware compatibile, pc con linux o senza OS, invece di dannarvi l’anima? O anche quelli senza OS sono con il Secure Boot? Attendo delucidazioni…

    • E’ quello che mi son sempre chiesto anch’ io. :p

    • Simone Dedo

      Ma tu li hai visti che portatili sono quelli che non danno preinstallato Windows? E quanto costano? Se mi dai qualche modello…

      • Marco

        Veramente, quì su LFFL ho visto svariati modelli nella rubrica apposta “Laptop Linux” che non hanno niente da invidiare agli altri con Win; preferisco avere qualche gb di hard disk in meno, o il processore un pelino meno potente, ma con la sicurezza della piena compatibilità con i miei sistemi preferiti. Se continuate a comprare hardware concepito per Windows, fatto apposta per “intralciare” con la scusa della sicurezza, l’installazione di una distro Linux, non lamentatevi. Se vi piace Linux, sostenete quelle aziende che propongono hardware più aperto, altrimenti è inutile fare i linuxiani convinti…

        • Davide

          Ma siamo sicuri che tali pc abbiano un hw dedicato open fatte apposta per linux??ne dubito…secondo me sono normali pc solo che vengono privati di win 8…ma nel bios UEFI e compagnia ci sono eccome, a menoche non siano macchine fondi di magazzino pre 2011. IHMO

        • Simone Dedo

          come ho risposto ad un’altro utente, ho un samsung serie 3 con preinstallato freedos e per il quale non ho appunto licenza windows pre-installato.

          Ora, se non hai capito la mia domanda, te la riscrivo in quest’altro modo:

          I portatili segnalati qui su lffl, la fascia bassa aveva pre-installato Ubuntu oppure non aveva nulla (come il mio, quindi come vedi sostengo le aziende produttrici che mi danno la possibilità di avere un buon portatile, senza pagare licenza Windows o che ostacolino l’installazione di Linux), ma parliamo di portatili di FASCIA BASSA (e lascia stare i portatili che ha segnalato Roberto con processori AMD e grafica AMD, perchè ne ho preso uno per la mia ragazza e me ne sono STRAPENTITO) non per nulla, altri utenti pure hanno scritto che AMD e Linux non stanno mai nella stessa riga.

          Hai mai visto un portatili di FASCIA ALTA in vendita?

          SI’ O NO? Se sì, hai un collegamento sul negozio?

          Altrimenti sono chiacchiere. E non venirmi a dire: “Portatili che non hanno nulla da invidiare agli altri con Win” perchè sono canzonette per usare un eufemismo.

          Un portatile con un Pentium B960 con Intel Hd Graphics, ha tutto da invidiare rispetto a un Intel Core i7 con HD Graphics 4000 o scheda video dedicata nVIDIA.

      • GMA

        ci sono dei portatili in vendita senza OS e costano dalle tre alle cinque banconote verdi in meno

        • Simone Dedo

          Io ho un samsung venduto con freedos. Tu che modelli hai da consigliare?

          Ci sono portatili, ci sono portatili e ci sono portatili. Ok ho capito, dove sono?

    • quoto Marco. In effetti basta non comprare hardware assemblato in lapponia; chiedere delucidazioni su forum di linux o blog (come questo) prima di buttarsi a pesce sulle inutli “offerte” dei megastore assai pervicaci nel diffondere l’uefi, i DRM e simile merda; riferirsi a Nvidia per le vga; diffidare degli sciacalli che vendono hardware della NASA, che però è alimentato da un criceto; e pace a tutti.

      • GMA

        oltretutto basta pensare i passi da gigante dell’opensource egli ultimi 10 anni. Ubuntu a parte che sta regredendo quando uso opensuse mi sembra di essere un decennio avanti rispetto a windog.

      • Antonio G. Perrotti

        la lapponia fa parte della finlandia, per l’informatica sono sicuramente più avanti di noi… 😀

        • hai ragione, mi è sfuggito questo modo di dire assurdamente proverbiale per indicare luoghi “remoti”, in realtà del tutto infondato nella sostanza…faccio ammenda ^^

    • GMA

      giusto!

    • RiccardoC

      Concordo in linea di massima, ma se uno vuole un laptop con le seguenti caratteristiche?
      – Processore potente (diciamo core i7)
      – Scheda grafica va bene quella integrata
      – Ram minimo 8GB, meglio 16
      – Disco SSD

      Io non ne ho trovati senza Win, a parte il Macbook Pro Retina (che rimane comunque un’opzione in quanto per lavoro mi va bene uno unix qualsiasi più o meno e nel budget ci può stare, anche se non mi dispiacerebbe spendere qualcosina meno); i laptop con linux preinstallato sono per lo più di fascia media o economica, i top di gamma sono tutti Win.

      • Marco

        “Ram minimo 8GB”??? E che ci devi fare, programmazione aerospaziale, ci vuoi anche Piero Angela o Margherita Hack dentro? Ma dai, un notebook con Linux con 2gb di ram ha sempre la possibilità di fare l’upgrade a 4 o 8 e sempre che spendi meno; Poi che te ne fai di tutto questo ambaradan se poi se costretto a smanettare per disabilitare Secure Boot, uefi e compagnia bella?

        • RiccardoC

          per la programmazione a livello professionale in java ormai con meno di 4 GB non vai da nessuna parte; quindi comprando un pc nel 2013 preferisco prendere più del minimo (da qui gli 8GB che ad oggi non mi servono proprio tutti, ma fanno comodo).
          Non vedo la necessità di disabilitare l’UEFI etc. visto che le distribuzioni citate nell’articolo rispondono alle mie esigenze; alla peggio piallo Win8 del quale non mi faccio nulla al momento.
          Ho lavorato con dei computer della fascia che citi tu e quante volte ho visto la clessidra…

        • Pamela Colombo

          Ahahah, quella buon’anima di Margherita Hack ce li aveva nel cervello 8 GB di ram…. e non solo 😀

        • Brau

          Io un computer con dentro la conoscenza di Piero Angela e Margerita Hack lo comprerei ad occhi chiusi, indipendentemente dalla RAM e da quello che ci faccio 🙂

      • sono di fascia media-economica perché un i7 ha senso per l’editing video o per il gaming spinto (peraltro su desk, mai su portatile). Il gaming in particolare è una cosa che ancora necessita imprescindibilmente dell’OS di guglielmino cancelli. Ma quand’anche, c’è ovviamente il dualboot, e uno si puo’ fare assemblare qualsiasi (buon) pc senza win8 dentro

        • RiccardoC

          Diciamo che il processore è il requisito meno stringente tra quelli che ho citato (basta che sia veloce); in ogni caso quello di cui parlo è sostanzialmente un desktop replacement da usare appunto per sviluppo software (per questo la scheda grafica mi va bene “base”).
          Non ho interesse ne’ tempo ne’ particolare competenza per assemblarlo da me, con tutti i problemi che possono derivarne in un portatile; il risparmio sarebbe superato dal tempo perso.

      • RiccardoC

        Mi autorispondo, questo potrebbe andare bene anche se non è ideale (schermo piccolo, processore dual core; per il resto ci siamo):
        http://www.dell.com/it/aziende/p/xps-13-linux/pd?refid=xps-13-linux&baynote_bnrank=0&baynote_irrank=3&~ck=dellSearch&isredir=true

  • Il Mugnaio

    Ma l’UEFI si può disabilitare da BIOS.. Io l’ho disabilitato, ho formattato (tolto Win 8) l’HD e installato Windows 7 in dual boot con Ubuntu 12.04.1.
    Ho un HP dv6-7280sl. Mi funziona tutto a dovere senza UEFI, l’unica pecca è che non mi funziona il wifi con Ubuntu.

    • Davide

      Oh, è questo che volevo leggere 🙂 E’ esattamente la stessa cosa che farei soltanto che staccherei l’ HD con win 8 (e tenerlo da parte..penso che per poterlo riutilizzare basti riattivare l ‘UEFI) e caricherei ubuntu 12.04 e win 7 su un bel SSD per l’ uso quotidiano..

    • Dion

      Una pecca non da poco comunque.

    • daniele zulian

      su un asus nuovo da pochi soldini ho caricato ubuntu 12.04-2 con kernel 3.5 mi funziona tutto mentre con ubuntu 12.04 non funzionava la connessione di rete via cavo

  • etc_init_d

    io uso ubuntu e mint, quindi non avrei problemi, ma non ho capito se questa tecnologia si trova solo sui pc con windows preinstallato o anche se acquisto una scheda madre e mi assemblo il pc da solo

    • Il Mugnaio

      Si trova, credo, su tutti i PC e schede madri Windows 8 ready.

  • Rho

    …anche Ubuntu 12.04 64 bits !!!!!!!

    e quella che io utilizzo su la mia nuovissima asus zenbook che aveva window8.

  • sonia

    Bene che hai fatto chiarezz.a

  • ubuntu 12.10, fedora 18 e opensuse 12.3 partono anche come live cd, sabayon 11 no

  • Marco Mengoni

    A breve mi arriverà un pc con scheda madre uefi,ma senza win8 installato…ho già pronta una live usb di ArchBang 03.03.2013..da quel che ho capito devo solo disabilitare il secure boot dal bios, lanciare la live, installarla, e tutto dovrebbe funzionare alla perfezione, vero?..o ci sono passaggi in più da fare?…scusate la domanda,ma vorrei essere pronto all arrivo dell oggetto 🙂

  • dobrobuz

    Mi pare che anche Debia wheezy support il boot UEFI, non ricordo la procedura ma funziona su asus zenbook UX31A.

  • mi spiace ma sugli hp ne la 12.10 ne la 13.04 ubuntu in secureboot non parte,gli sviluppatori di ubuntu valgono molto poco,mentre fedora18 si installa ma non ti fa piu avviare windows8,quindi il mio voto agli sviluppatori linux è 3-

    • fabio crivaro

      l’uefi non e’ stato voluto da linux ecc… ma da quello schifo di zozz sto voto tienitelo per te…

  • è inutile fare 30000 distro e poi non c’è una dico una che funziona tutto sui nuovi notebook, epoi rompono i co……………i a windows, aprte che ormai ubuntu e feodra lo usano sopratutto bimbi mi——————-a

    • Enrico Rossignolo

      Ho installato da zero Windows 8 (scaricata dal sito Microsoft) sul mio nuovo portatile… senza installare i driver Dell il lettore di schede SD, la scheda ethernet e la scheda wifi non funzionavano e naturalmente nemmeno la Nvidia GForce 630M… Mentre con Ubuntu ho solo problemi ad installare i driver Nvidia.
      E poi hai ragione, FEODRA lo usano quelle persone là… mentre Fedora viene utilizzato pure nei laboratori di fisica per lavorare con gli acceleratori di particelle (sono stato a Legnaro (PD) qualche settimana fa)

    • Torno Nel Mio Limbo

      I bimbominkia usano win 7 e 8 emulando iOS, il tutto crackato. :p

    • kLeZ

      E tu, ipotizzo, fai parte di quella schiera, da come scrivi. Ad ogni modo, sulle distro principali funziona tutto l’hardware di ultima generazione, e ovviamente non esiste distro che non supporta un hardware che un’altra invece supporta, perché come saprai il supporto hardware sta nel kernel che è uguale per tutte. Oggi ho installato proprio una openSuSE 12.3 su un Asus K55V, è andato tutto liscio, con SecureBoot abilitato, e parte gira e fa le pernacchie a windows che è una meraviglia. Ho ovviamente tolto windows del tutto e l’unico sistema al momento è quello, funziona correttamente anche l’hardware più particolare. Non ho neanche seguito la guida qui sopra sinceramente visto che ho infilato il DVD e ho installato piallando tutto senza remore. Ed è andato. Ora, COSA, di preciso, non ti funziona, World of Warcraft? LOL? The Sims 3? Battlefield? È OVVIO che non vadano. Evitiamo di sparare a vanvera giudizi negativi per favore.

  • Pugnalatore

    Ennesima porcata M$

  • Cancellare Windows mi sembra la scelta più sensata…

  • Solaire Di Astora

    Una mossa sinceramente ben architettata per screditare e rendere più “complicato” di quello che realmente può risultare l’uso di un sistema open source quale Linux.
    UEFI Secure Boot è una tecnica tanto sporca quanto furba poichè porta i potenziali nuovi utenti curiosi a fare non 3 ma 300 passi indietro quando provano prodotti alternativi e liberi….
    Un potenziale utente che tenta l’installazione può tranquillamente essere indotto a credere che “sto Linux non mi funziona e fa schifo” piuttosto che dedurre che casa Microsoft sta tentando di rimanere slealmente in un mercato non più suo facendo uso di unghie, denti e colpi bassi.

    Del resto il depistaggio dei potenziali nuovi utenti open source ha riscosso non poco successo ed il commento di Andrea Locascio ne è una prova non banale.

  • dinolib

    Su windows si riesce a montare o vale solo per terminali linux?

    • Federico A.

      Puoi provare a dare un’occhiata a Boxcryptor (https://www.boxcryptor.com). E’ un software sia gratis che a pagamento, ma già nella versione gratis dovrebbe funzionare.
      Personalmente non l’ho mai provato, ma amici che l’hanno usato si sono trovati abbastanza bene.

    • dinolib

      come non detto. Trovato:

      http://www.howtogeek . com / 121737/how-to-encrypt-cloud-storage-on-linux-and-windows-with-encfs/

  • Zorro

    L’inconveniente di questa soluzione non è soltanto la portabilità, ma soprattutto la sincronizzazione: modificando anche un singolo byte di un singolo file contenuto nel FS virtuale, l’utente dovrà sincronizzare nuovamente TUTTO il FS criptato su OGNI computer collegato all’account. Ovviamente è una conseguenza implicita dell’usare soluzioni del genere, però mi sembrava corretto puntualizzare.

    P.S. Per ovviare al problema di cui sopra, volendo, si potrebbe pensare di salvare diversi FS criptati di dimensione ridotta su Dropbox, e dividere i file tra i vari FS. Così non bisognerebbe ogni volta sincronizzarr tutto, ma solo il FS interessato.

    • Marzio

      Assolutamente no. Encfs crea una directory (con nome criptato) dentro la quale ci sono tanti file criptati (con nome criptato), Ogni singolo file viene sincronizzato in maniera indipendente dagli altri.

      • f

        vero. Attenzione solo al file .encfs6.xml, senza quello non si decritta piu’ niente. Oppure si usa ecryptfs in modalita’ simile, che per situazioni di scarso bisogno di privacy permette anche di mantenere i nomi dei file originali crittando solo il contenuto.

        Peccato che ecryptfs e’ un attimino piu’ macchinoso.

  • Matteo

    Impazzite pure tutti con i vari sistemi cloud, crittografia, manie di essere spiati, etc etc.
    Io intanto mi rilasso con la mia chiavetta usb da 64GB, USB 3.

    Scusate, non ho capito… quanto spazio avete? 2GB? Beh è vero, con la connessione che abbiamo, bastano e avanzano. Ci vorranno 2 giorni per uppare 2GB di robba 😉

    W l’innovazione, il reinventare la ruota n volte diverse, le mode e il seguire la massa! 🙂

    • Kim Allamandola

      Pur essendo tra coloro che certe tecnologie nebulose non le vede bene lo storage remoto ha alcune utilità che la chiavetta non fornisce:
      * devi passare files ad un tuo conoscente dall’altra parte del mondo, così al volo mentre magari state chiacchierando al telefono.

      * devi condividere contenuti in costante evoluzione (es documenti) con più persone (lato lavorativo i PLM, i VCS sono ottimi esempi ante-litteram)
      * devi sincronizzare contenuti su più dispositivi

      In effetti è l’architettura attuale che non va bene, il concetto una ragion d’essere per l’utente ce l’ha…

      • Matteo

        I contenuti con persone dall’altra parte del mondo li condiviso sullo spazio ftp del mio hosting web. Oppure, se sono cose assolutamente innocue (una iso che dovevo passare ad una amica), carico su gdrive. Ma capirai che non mi interessa nascondere tale contenuto.
        Per la sincronizzazione su più dispositivi… dipende cosa intendi. Se i dispositivi non li uso contemporaneamente (cosa che difficilmente accade), sposto la chiavetta. E magari lavoro direttamente su di essa. Ovviamente poi della chiavetta ho un backup, fatto su un’altra chiavetta, che conservo in un cassetto.
        Se invece mi serve sincronizzarli in contemporanea, esistono tool come rsync che funzionano anche meglio 🙂 Magari associato ad uno script, che lo esegue appena viene apportata una modifica ad un file in una directory. In modo da avere la sincronizzazione automatica istantanea.

        Qualcuno dirà: e per gli smartphone?
        Semplice: non possiedo smartphone. Quindi non ho tale problema 🙂
        La scelta è dovuta dal fatto che l’android che avevo, fa letteralmente cagare. Peggio di windows Millenium. Di spendere 800€ per un iphone non ci penso neanche (anche se probabilmente sarebbe il miglior smartphone in commercio, pur con tutti i suoi contro). Windows phone… sono tentato, ma non mi convincono più di tanto. Anche perchè alla fine, col mio nokia symbian s60 faccio tutto qello che voglio. In modo migliore grazie alla tastiera fisica. Di cos’altro avrei bisogno? Nulla!

        • Kim Allamandola

          Rsync è monodirezionale, se vuoi una sincronia tra più target o vai di Unison o qualche VCS, il punto è che così tutte le parti devono essere “attive”, per esempio il tuo assicuratore che vuole le foto dell’ultimo danno denunciato non penso sappia manco cosa sia http://ftp...

          Detto questo anch’io uso al massimo GDrive (e solo perché per un verso o per l’altro ho già un account Google) per condividere qualcosa di scarsa importanza.

          Ps giusto a tema ftp: ti prego fai la tua parte perché scompaia. Siamo nel 2014, webdavs, sftp, ftps ci sono pure per Android!

          • Matteo

            🙂 uso ftp come termine generico. Nessuno vieta di leggerlo come ftps.

            In ogni caso, poco fa mi è capitato di dover inviare alcune foto di un danno causato all’avvocato. Allegate all’email. Molto semplice (lo so che sono controllate, ma vabbè…). Tanto si tratta di 3-4 foto al massimo.

            Invece, per inviare foto o file di grosse dimensioni uso appunto ftp (ftps ;), ed è sufficiente mandare un link diretto all’altra persona: “clicca su questo link e ti parte in automatico il download”.

            Anche se a volte è problematico, visto l’ignoranza informatica di certe persone. Condivido 800 foto delle vacanze coi parenti, archiviate in un file .zip Mi chiamano che non riescono a vederle. Oppure altri che, aperta una foto, non riescono a scorrere e vedere le altre. Devono chiuderla e riaprire un’altra. Senza avere anteprime.
            Certo, aprono lo zip senza estrarlo.. mentre altri non sanno manco aprirlo (non hanno zip sul proprio computer). Ma qua, col cloud avresti lo stesso problema. E ad un certo punto, affari loro! Non sono capaci, non vedranno le foto. Se le vogliono vedere lo stesso, verranno a casa tua e ce le si guarda insieme, mentre si beve qualcosa in compagnia. Alrimenti problemi loro 🙂

            Hanno poi la pretesa che tu le carichi tutte su facebook. Oppure (richiesta avvenuta veramente!!!) ti chiedono di inviargliele tutte con whatsapp. Perchè dall’iphone lo zip inviato per email non riescono ad aprirlo. Mentre a casa hanno un iMac nuovo, che non accendono da mesi (tutto vero eh, non sto sparando a caso).

          • Kim Allamandola

            Aneddoti tristemente noti… Io per le foto di assicurazioni&c mi appoggio a drive proprio per gli utonti e nonostante ciò mi è già capitato di gente che “stampa la foto” visualizzata nel browser con File->stampa della pagina web…

            Ad ogni modo con le Google Apps sono riuscito ad evitare a un certo numero di bipedi di tirar su mostri à-la-exchange, cosa che sinceramente pur consapevole della nebulosa disgrazia in attesa (Simon docet) mi fa star “meno agitato” di trovare Zimbra o Zarafa configurate da ****** e gestite “in autonomia” (vale a dire sinché vanno NESSUNO controlla/aggiorna/*)… Per questo trovo uno spazio a certi “servizi cloud” che chiamere più che altro servizi web…

            ‘Somma in attesa di ritrovare modernizzati i “data storage system” già teorizzati/semi-implementati dalle LispM, Multics/Plan9 ecc una loro ragion d’essere ce la vedo, sia pur ben più limitata di certe proposte pubblicitarie…

      • f

        Io sto esplorando l’uso di git-annex e git-annex assistant: hai cartelle su pc separati e su server, tieni traccia del contenuto, e puoi configurare una chiavetta come deposito per fare scambio dati.

  • Fabio

    Il problema non è tanto criptare i file in dropbox sul computer, ma, una volta criptati, come accedere facilmente agli stessi file sullo smartphone

    • Per Android c’è Encdroid che consente di accedere a file system cifrati con encfs, anche attraverso Dropbox

      • Fabio

        Molto interessante! Grazie mille per la segnalazione! 🙂

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