Grazie a Back In Time potremo creare facilmente backup incrementali dei nostri file preferiti e salvarli anche online in server, NAS ecc.

Back In Time in Ubuntu Linux
Ubuntu, come dal resto gran parte delle distribuzioni Linux, fornisce un sistema operativo stabile e funzionale, può capitare però che per svariati motivi (installazione software da PPA, aggiornamento driver, kernel ecc) il sistema diventi instabile o inaccessibile. E’ consigliabile quindi effettuare un costante backup dei nostri documenti, immagini, ecc più importanti in maniera tale da poterli recuperare in un secondo momento. A fornire un’ottima soluzione ci pensa Back In Time, software open source che ci consente di effettuare backup incrementali dei nostri file e directory preferite e salvarli in hard disk esterni, pendrive, ecc oppure in server, NAS ecc.

Disponibile con interfaccia grafica specifica per Gnome o KDE, Back in Time si basa su rsync per creare istantanee dei nostri file e directory preferiti ordinate per data, ora ecc. I backup incrementali ci consentiranno di salvare molto spazio sui nostro hard disk, nas, server ecc dato che il software salverà solo i file modificati e non crea intere copie per ogni backup. Grazie ad una semplice ed intuiva interfaccia grafica con Back in Time potremo includere / escludere nel backup alcune tipologie di file esempio possiamo effettuare il backup di tutti i document odt e non salvare i pdf, stessa cosa per le immagini possiamo salvare le immagini jpeg e non le immagini gif ecc oppure con dimensioni superiori ad una dimensione prestabilita ecc.

Interessante anche la funzione “rimozione automatica” con la quale potremo rimuovere automaticamente backup datati che superano ad esempio i due anni, oppure rimuovere i backup più datati in caso che lo spazio a disposizione raggiunga il limite stabilito.

Back In Time - Preferenze

Back In Time ci consente di pianificare backup ad intervalli di tempo regolari (esempio ad ogni specifica ora del giorno ecc) e molte opzioni, il software ci consente di ripristinare documenti ecc anche da livecd e in distribuzioni diverse dalla nostra, può tornarci utile quando vogliamo ad esempio cambiare distribuzione Linux o pc.  Possiamo inoltre utilizzare Back In Time da riga di comando, in questa maniera possiamo operare nel backup o ripristino dei file / directory anche in Server oppure da remoto via SSH ecc.

– InstallareBack In Time

Back In Time è un software disponibile nei repository ufficiali delle principali distribuzioni Linux, viene rilasciato con la GUI per Gnome (da utilizzare in Unity, Gnome Shell, Xfce, LXDE, Cinnamon ecc) e l’interfaccia grafica specifica per desktop environment KDE.

Per installare Back In Time in Debian, Ubuntu e derivate basta digitare:

– Versione Gnome

sudo apt-get install backintime-gnome

– Versione KDE

sudo apt-get install backintime-kde

al termine dell’istallazione basta avviare Back In Time da menu / dash

Back In Time è incluso anche nei repository ufficiali di Fedora (per maggiori informazioni), per Arch Linux potremo installare l’applicazione attraverso AUR.

Per rimuovere Back In Time:

– Versione Gnome

sudo apt-get remove backintime-gnome

– Versione KDE

sudo apt-get remove backintime-kde

Ringrazio il nostro lettore DS per la segnalazione

Home Back In Time

  • TonyIT

    Ottimo sw. Saranno circa quattro anni che lo uso per i miei backup.
    Ho un disco esterno dedicato solo a questo.

  • andrea

    grsync è molto meglio

    • TonyIT

      Ti viene facile fare una Time Machine con Grsync?
      E, soprattutto, come fai a recuperare una versione di un file che non sia l’ultima ma quella (per es.) di tre mesi fa?
      Non è una provocazione, giuro. Sono sempre interessato alle varie tecniche di bck.

  • g cong

    io uso rsync

  • Battute battenti

    Il sistema di backup sponsorizzato dagli Eiffel 65

  • sdfdsfdsf1

    Lo uso da anni su Fedora e mi trovo benissimo

  • Kim Allamandola

    IMO al giorno d’oggi è tempo che anche i sw di backup domestici supportino gli snapshot. Nella fattispecie zfs (port by LLNL) e btrfs. L’ennesimo mero fe a rsync non mi pare una gran cosa…

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