Valve ha rilasciato le statistiche riguardanti l’utilizzo del client Steam nel mese di Marzo 2014, gli utenti Linux diminuiscono del 0.10%.

Steam
Ogni mese Valve rilascia dettagli  riguardanti l’utilizzo del client Steam nel mese precedente con informazioni riguardanti il sistema operativo e hardware utilizzato dagli utenti. A marzo 2014 rimane Microsoft Windows 7 64 Bit (50,27%) il sistema operativo più utilizzato dagli utenti che utilizzano il client Steam, al secondo posto troviamo Windows 8.1 64 bit con il 12,90%. Da notare che a Marzo 2014 c’è stato un lieve calo degli user Windows (-0.05%) e Linux (-0.10%) mentre crescono gli utenti Mac OS X (+0.12%).

Per Linux la distribuzione più utilizzata dagli utenti rimane Ubuntu 13.10 64 bit (0.36%) seguita da Ubuntu 12.04.4 LTS 64 bit (0.15%) e Linux Mint 16 Petra 64 bit (0.10%). A Marzo 2014 troviamo quindi un leggero calo di utenti da parte di Linux, niente di drammatico, sperano che il futuro arrivo di Valve Steam OS e di molti nuovi game nativi per il sistema operativo libero possa finalmente far aumentare gli utenti avvicinandoli a percentuali simili ad Apple Mac OS X.

Steam: Linux a Marzo 2014

Per quanto riguarda l’hardware utilizzato dagli utenti Steam nel mese di Marzo, gli utenti utilizzano principalmente un personal computer con processore multi-core da 2.3 a 2.69Ghz con 8 GB di RAM e un display con risoluzione da 1920×1080 pixel (FullHD) con hard disk da 250 a 500 GB.

Da notare che la scheda grafica più utilizzata dagli utenti è una integrata ossia Intel HD Graphics 4000 (4.96%) al secondo posto Intel HD Graphics 3000 (3.88%) e NVIDIA GeForce GTX 660 (2.40%). Altra interessante statistica riguarda la lingua oltre all’inglese (50.56%) al secondo posto troviamo la lingua russa (17.27%) seguita dal tedesco (5.31%) la versione italia di Steam la troviamo solo al decimo posto (1.11%) in leggero aumento confronto il mese precedente.

Statistiche Hardware & Software di Steam: Marzo 2014

  • Phoenix

    Troppe distro, troppe, questo è l’unico male di Linux. L’utente che si vuole affacciare in questo mondo deve prima farsi mezzo mondo per capire quale usare prima e poi ci mette mano, nel frattempo s’è già scazzato. Se fosse stata solo una distro, allora sarebbe stato diverso, molto diverso.

    • Se ci fosse stata una sola distro, non sarebbe Gnu/Linux e non sarebbe ovviamente OpenSource.

      • Phoenix

        e che discorso è scusami? Perchè quanti kernel esistono al mondo? A me pare uno solo, sviluppato da più persone ed a codice aperto…e vogliamo parlare di altre applicazioni open source che mantengono lo stesso brand ma sempre con più persone al lavoro sullo stesso progetto? Immagina una distro unica con milioni di persone a migliorarle, invece che tutte smistate per piccole distro, sarebbe il sistema operativo per eccellenza, perdonami ma hai fatto un intervento senza senso.

        • Ma non si possono obbligare le persone a non produrre, a non farsi venire delle idee, a non divertirsi e smanettere con dei codici. Il fatto che poi si punti a diffonderne solo una (di distro) può benissimo coesistere con la molteplicità delle idee.

          • Guest

            Le distro ci devono essere e al contrario di quello che si dice quì se non ci fossero sarebbe peggio perché non ci sarebbe competizione sulle idee e miglioramenti per raggiungere gl’antagonisti. Nessuno vieta a qualunque distro di prendere il software che reputa migliore e di impacchettarlo in una distro per loro perfetta, super, top. Che alla fine è quello che succede. Solo che quì scatta il discorso migliore per cosa? server, home, ufficio, progetti scientifici,macchine embadded, hardware legacy, usabilità, leggerezza? Ogni distro ha il suo scopo. Pensa se ci fosse solo ubuntu che fine farebbero molti pc… e ora pensa se ci fossero solo debian, slackware, gentoo ecc, Che fine farebbero quegl’home PC tutti carrozzati ma su cui la gente non sa mettere mano con linux? continuerebbero a usare solo windows. O peggio ubuntu sui super computer dove è assolutamente inadeguato ma dove non lo è affatto il kernel linux invece. Concordo che le forze sarebbe meglio concentrarle in un numero minore di progetti aumentando la qualità generale. Però sarebbe ancora più sensato proporre agli sviluppatori di una disto che vogliono usare il software ad esempio a rilasciare almeno una patch al mese sul kernel, una verso la distro madre e qualche altra sugli applicativi di maggior utilizzo in modo da non fare solo da parassita ma contribuire alla crescita

          • concordo

        • Antux91

          Ignoranza esistono altri kernel e sistemi liberi

          • Phoenix

            ovviamente è cosa risaputa, non scopri l’acqua calda, il mio era un intervento per far capire che si parla di kernel di ubuntu e soci…benedetta ignoranza…

          • Allora siccome tu non sei ignorante, ben saprai che il kernel di Ubuntu è diverso da quello usato dalla stragrande maggioranza delle distro, vero?

        • Wowo

          Il problema è che io sono utente di Arch Linux e di passare ad Ubuntu non ci penso nemmeno, come facciamo? Per la distro migliore di tutte su client è Arch, per te sarà un’altra. Già da questo capisci che concentrare le forze risulta impossibile, a me Ubuntu/Fedora con i loro cosini grafici preoconfigurati non mi danno soddisfazione, E soprattuto non sopporto il dover reinstallare più volte, rolling > all.

        • lud

          newbie ….O_o”

        • Guest

          Primo: esistono diversi Kernel
          Secondo: Applicazioni? Ha senso! Infatti non esistono

        • Ma cosa stai dicendo? Se non sei un ignorante saprai bene che esistono più kernel e che la maggior parte delle applicazioni Open Source con milioni di persone a migliorarle hanno questo fenomeno (vedi Firefox con i vari IceWeasel).
          Il free software si basa anche sul diritto della ridistribuzione, ma penso che tu lo sappia visto che non sei un newbie.

          Me la immagino proprio bene una distro GNU unica! Scegliamo Arch, Slackware o Debian? Non ci si mette niente a convincere la Novell, la Canonical e la Red Hat a mollare tutto!

          Ripassati le basi del free software.

        • andy77

          Il kernel è alla basa di ogni sistema operativo, non solo di linux.

          Saprai che windows, macos, freebsd, haiku, aros, (inserire lista interminabile a piacere ) si basano su kernel parecchio differenti, vero?

          • Phoenix

            la cosa che mi fa sorridere è la vostra banalità nei commenti, basta leggere la frase da me scritta “A me pare uno solo, sviluppato da più persone ed a codice aperto…” riferito ovviamente al progetto SINGOLO della distribuzione. Ma vabè, cosa potrei pretendere da tanti “saputelli” che non riescono neanche a comprendere la finalità di un discorso? 🙂 Detto questo, spero abbiate CAPITO il senso, perchè mi sono espresso abbastanza bene sull’argomento “kernel”, che per altro era un esempio ma pochi di voi hanno colto il tutto. Ah giusto, aspetto l’altro GENIO che mi venga a ripetere “lo sapevi vero che esistono più kernel?” hahahahahahahah porelli che siete…

    • Floriano

      qualche anno fa ti avrei dato ragione, attualmente c’è solo ubuntu da considerare (e la pensa così anche valve), il problema maggiore rimane unity..

      • Attualmente TU consideri solo Ubuntu e assolutizzi questa tua scelta. Molti altri lo fanno e, non a caso, da quando è comparso quell’insulso Unity l’uso di Linux ha subito una flessione che solo sta (a malapena) recuperando.
        Se smettessimo di assolutizzare, molti utenti scoprirebbero che non c’è solo Ubuntu, nè è il migliore solo perchè più conosciuto. Molti utenti avrebbero provato altre distro e trovato la loro, ed oggi Linux sarebbe magari sopra al 2%

      • andy77

        Povero me, ed io che mi trovo bene con Arch…
        Ho sbagliato a considerarla? me ne illustri le ragioni?

    • Pensa che Windows porta il nome del prodotto commerciale. Invece qui si parla di Linux e non di Ubuntu o Mint o altro. Come se le persone chiamassero DOS il sistema operativo di Microsoft. Questo forse proprio per il motivo che dici tu. E pensa che se non fosse per un processo del 1989, nel quale la Apple fece causa a M$ perchè secondo lei le stava rubando le idee e in cui la M$ vinse, a quest’ora ci sarebbe solo la Apple. Pensa che macello, a quel punto forse da una parte Linux avrebbe avuto più utenti, ma dall’altra acquistare un computer Apple sarebbe costato ancora di più! 🙂

    • Ci fosse una sola distro sarebbe Windows. Hai fatto un discorso veramente assurdo: un nuovo utente NON è costretto a provare tutte le distro, ma è una SCELTA. Ed è proprio questa la parola chiave del Free Software e dell’Open Source: SCELTA – gratuito, duplicabile, modificabile, ecc… sono tutti concetti ad essa subordinati.

      • Phoenix

        Vedo che non hai letto per bene il mio intervento, eppure credo di esser stato chiaro, vabè è passabile la tua superficialità nel leggere il mio post 🙂

        • Certamente il fatto che non hai argomentazioni è colpa della mia superficialità…

          • Phoenix

            infatti 🙂

        • andy77

          namen.los ha dato per scontato che il tuo fosse un post denigratorio verso la larga scelta; ma tu non hai scritto che il fatto che un utente debba farsi il mazzo è una cosa sbagliata; hai scritto che se non avesse dovuto farselo sarebbe stato diverso, molto diverso.
          Ora, dal momento che non gradisco utonti, io ti rispondo che se una scelta blocca un utente dall’utilizzare una distribuzione linux, ti dico che se questa scelta non ci fosse stata sarebbe stato peggio, molto peggio.

          • Phoenix

            Pensa che stai parlando ad uno che usa linux da ben 20 anni, ne ha viste di distro morire, e pensa che non sono neanche un “utonto”, pensa te! Il discorso è che pochissimi si rimboccano le maniche per studiare a fondo e togliersi quel velo d’ignoranza su un qualcosa di nuovo, cercando di capire come funziona un OS. Il 99% delle persone vuole la pappa pronta, e se qualcuno gli sussurra all’orecchio che esiste Linux, che porta sicuramente tanti vantaggi, è normale che si avvicini, però una volta affacciatosi, e vista la moltitudine di distribuzioni, secondo te dove andrà a sbattere per prima? Su Arch? su Slackware? MADDAI, ovviamente su Ubuntu perchè la più conosciuta e user-friendly, poi incontra le prime difficoltà, e se non ha la voglia di perder tempo, cerca altrove, o peggio ancora, torna su Windows. tu invece immagina un Ubuntu (distro presa a caso eh, ora non ti fare pippe mentali perchè ho nominato questa distro), fosse stata supportata il triplo rispetto ad ora, quindi con un maggior numero di risorse, anziché sparse su una miriade di versioni, secondo te ora di Ubuntu se ne parlerebbe male? Non penso assolutamente, qui si parla di logica, più risorse uguale più impegno, meno casini per il risultato finale.

          • andy77

            Qui invece parlo di aritmetica: più sviluppatori su ubuntu, meno sviluppatori su arch, ed a me… piace arch.

            Ma chi se ne frega di come se ne parla delle distribuzioni; sono fatte per essere usate, non per far parlare.

    • Neal_Caffrey

      Più che un male, io lo vedo come un difetto ed uno spreco di energie. Condivido la scelta tra distro concettualmente differenti come ad esempio Ubuntu, Arch, Chakra, Gento, Slack, Debian. Ma non condivido ad esempio distro come Mint, che è ( A MIO AVVISO, SENZA POLEMIZZARE) Ubuntu verde con Cinnamon. Linux è libertà, e quindi è scelta, personalizzazioni, riproposizioni e quant’altro. Però tu hai ragione, il nuovo utente (quello che che non sa cosa sia GPL, open source ecc ecc) se prova a fare una ricerca su linux si trova difronte a una moltitudine di opzioni e rimane certamente spaesato. Solo (% più che ottimistica) il 20% di questi continua a documentarsi, magari installa una distro, successivamente ne valuta pro e contro, e diventa utente linux. Se ci fosse una sola distro sarebbe… MAC.. però anche per me ora come ora, di distro ce ne sono troppe, e molte di queste sono anche inutili

      • Phoenix

        per fortuna qualcuno che ha compreso e letto con attenzione il mio pensiero 😉

      • andy77

        Fai bene a precisare “io la vedo come”, “a mio avviso” etc.

        Dimostri intelligenza nel comprendere come il tuo pensiero possa essere differente da quello altrui; ma ciò comporta anche che a pensieri diversi possano addirsi distribuzioni differenti ed è la palissiana che se una distribuzione esiste, allora ha ragion d’essere dal momento che se una distro è viva, vuol dire che è utilizzata; altrimenti muore.

        Chi da a chi il diritto di sindacare cosa è utile agli altri?

        • Neal_Caffrey

          Più che sindacare, è semplicemente esprimere un’opinione: opinione ovviamente dovuta alle caratteristiche e predispozioni che l’individuo che esprime l’opinione stessa, ha in merito.
          Personalmente concordo con la filosofia KISS: installo il sistema, i pacchetti di cui necessito, il DE che più mi piace ed ecco servita la mia distro ideale. Ovviamente c’è chi preferisce le centinaia di alternative ed una distro ready to use, e va benissimo così, de gustibus non disputandis est (o come si scrive, in latino ai miei tempi ero una capra). Sempre a mio avviso, ci provo a trovare un senso ad esempio a Mint KDE, ma proprio non lo trovo. O a Mint LXDE o a Pear Linux… Qualche commento sopra parlavo di “istruzione” al mondo Linux… se magari alcune risorse venissero impiegate per dare supporto invece che per creare distro, che usano repo altrui e che al primo avanzamento/grosso aggiornamento vanno in pappa, a mio avviso, sarebbe tempo speso meglio 🙂

          Poi ci tengo a precisare una cosa: le mie risposte sono in merito alla domanda/provocazione (in senso buono) di come mai linux sia poco usato in ambito desktop. In linea di massima poco mi importa delle percentuali, se mi trovo bene con un SO invece che con un altro, poco mi interessa se questo è usato da altre 10 persone o da altre 10 milioni…

    • andy77

      Se non ci fossero state “troppe” distro, oggi io non avrei il piacere di usare Archlinux per il sistema che preferisco tenere aggiornato e non potrei usare manjaro per quello che uso di rado.
      Non so voi, ma sinceramente preferisco le cose come sono ad un numeretto in una statistica a due cifre.

    • TopoRuggente

      Di mio sarei un purista, uso Slackware fin dalle origini, ma non sono d’accordo.

      Ci sono distro utili che si differenziano radicalmente e che hanno un numero decente di sviluppatori, che apportano alla community un vero contributo.
      Altre invece sono meri kit di software e customizzazioni estetiche, quelle alla fine non distolgono molti sviluppatori e spesso hanno anche vita breve.

  • genny

    Troppe distro? bastavano le 3 mamme (genitrici di tutte distro esistenti) da sole Debian, Red Hat, Slackware, con molto più impegno di sviluppatori verso le cose serie e no futili come i D.E, cubi rotanti cavolate grafiche varie, molto provabilmente oggi si festeggiava il 4 Luglio informatico.

    • andy77

      Certo, dovremmo andare a dire agli sviluppatori di software libero che non sono liberi di sviluppare software come vogliono; non fa una piega.

  • Nicola

    Non riesco proprio a comprendere discorsi del tipo “Troppe distro.” Per sostenere questa tesi, secondo me, si è capito veramente poco del mondo free software open source. Avrei capito se si discuteva sugli standard (se tutte le distro seguissero standard approvati dalla comunità, nessuno si lamenterebbe delle tante distro).
    Una domanda, secondo voi a chi spetta il compito di decidere quale distro salvare e quale uccidere? Chi è che ha questo potere?

    • andy77

      Coloro che dicono che ci sono troppe distro, chiaramente; che domande…
      Vorrebbero un regime libero entro i limiti che impongono loro stessi; dei geni.

  • Gabriele Infusino

    La presenza della frammentazione può spaventare l’utente nuovo, ma non è un reale problema. GNU/Linux assolve a diverse richieste dell’utenza rispetto ad esempio a Windows e questo penso sia chiaro a tutti noi. L’utente che si avvicina realmente interessato al mondo free software e con delle necessità specifiche che lo indirizzano verso GNU/Linux troverà invece, nella varietà delle distro, una ricchezza.
    Gli unici reali problemi sono due, tra l’altro legati tra loro. Il primo è che le distribuzione maggiormente orientate verso l’utente medio (Ubuntu, Mint) dovrebbero poter arrivare ad offrire la possibilità di gestire tutti i componenti hardware esattamente come sotto windows. L’altra problematica è che alcuni software largamente utilizzati anche per uso professionale mancano per GNU/Linux ed è inutile, almeno per il momento, parlare degli equivalenti free. Io personalmente userei sempre e solo software free e open source, ma la prima cosa che fa un utente di tipo medio quando testa un sistema operativo è cercare i software che ha sempre usato e che spesso usa per lavoro/studio.
    Entrambi i problemi sono figli di una politica un attimino ostruzionista da parte delle hardware e software house, io credo seriamente che se le due fossero completamente risolte, almeno per le distribuzioni ultra-user-friendly come Ubuntu e Mint, in pochissimo tempo la percentuale GNU/Linux in quella statistica migliorerebbe e di molto. L’ingresso dei videogames comunque potrebbe dare una decisa spallata ed essere il primo passo verso la risoluzione completa delle problematiche esposte.

  • d4n1x

    Non concordo con la frase finale dell’articolo, più utenti vuol dire più interesse da parte delle aziende a produrre driver anche per noi e decenti.

  • Darkat

    Il problema non sono troppe distro, ma troppe distro con nessuna strategia vincente, nemmeno ubuntu. E con strategia intendo avere un piano di sviluppo coerente ad un idea ben precisa, qualcosa che venga studiato bene, uno sviluppo del software coordinato e associato ad idee brillanti: nessuna distro purtroppo riesce in questo intento e finchè non si capiranno i meccanismi del marketing linux rimarrà sempre sotto il 2%. Unity ad esempio non è stato sviluppato pensando seriamente a sviluppare un’interfaccia innovativa, ma semplicemente sulla falsariga della dockbar di osx ponendola di lato, e chiunque dice che non è vero ha bisogno di un’oculista. Le applicazioni non sono migliori di quelle dei sistemi proprietari ed in particolare di windows, non dico siano peggiori! io sono un fedele utente linux, ma nemmeno migliori (molte applicazioni comuni spesso sono molto più belle sia esteticamente che funzionalmente sotto mac per fare un’esempio). Ad oggi ci sono pazzi che preferiscono spendere tanti soldi per un mac invece che per windows perchè c’è qualcosa che vedono migliore, non dico poi sia vero, mentre in linux non si riesce a vedere niente di migliore rispetto a windows, dico agli occhi di un utente normale, ok ora ci sono i giochi, ma ci sono anche su windows e molto di più e più supportati, non sarà certo l’approdo di valve a far saltare gli utenti su ubuntu da windows…serve una rotta nuova, che unifichi vari mini progetti e tante buone idee

    • Lud

      piano di sviluppo …strategie di marketing??? e chi lo decide che chiunque non si possa inventare una propria distro? ….un’entità superiore incorruttibile superpartes intellettualmente illuminata che garantirà la libertà di tutti….con un piano di sviluppo …però da seguire alla lettera…eh

      • Darkat

        Eh? ma sei sicuro di aver letto bene? perchè non ho capito a cosa ti riferisci. Ho iniziato proprio dicendo che il problema non è il numero di distro, il problema alla diffusione del pinguino. Quando parlo di decisioni ovviamente mi riferisco ai team di sviluppo delle distro e in particolare di ubuntu, delle scelte che fanno continuamente e del fatto che ci sia una strategia di fondo sbagliata, che nonostante gli “sprechi” di denaro non stia fruttando affatto come dovuto, è evidente che c’è qualcosa di sbagliato nella strategia di canonical, solo un ceco dopo 8 anni direbbe che questa è una strategia vincente! Poi oh è il mio parere, ma i fatti sono questi nella realtà, il grafico sopra lo dimostra abbastanza palesemente e ignorarlo non vedo come possa migliorare la situazione

        • ferdi

          secondo me stai sopravvalutando canonical, non per colpa tua ma per l’autopubblicità farlocca che questa si è fatta. Canonical è e resta una pseudoazienda minuscola, con pochi sviluppatori e non molto bravi. NON fanno profitti, tant’è che evitano di presentare bilanci che risulterebbero quantomeno comici. Le aziende che funzionano con linux sono solo due: red hat e novell. Ora novell ha lasciato suse che sembra continuare a gestire progetti, ma si vedrà. Queste due aziende determinano lo sviluppo dei progetti: kernel (30%), libreoffice (30%), kde, gnome, wayland ecc. ci mettono i VERI sviluppatori, quelli core, quelli che fanno la differenza e li pagano, le comunità si muovono sul solco di conseguenza, determinando la bontà dei progetti. Canonical non ne ha molti di veri sviluppatori, e infatti non contribuisce attivamente a nulla (l’unica cosa che ha fatto da sola è unity, una comica vergognosa), e così la maggior parte delle distribuzioni, sono formate da persone che non garantirebbero nessun reale contributo se si occupassero di altro se non l’assemblare il lavoro altrui. Quindi secondo me la differenza la fa se hai un reale interesse commerciale alla riuscita dei vari progetti.

          • darkat

            Si si ma ti quoto al 100% 🙂 il tuo discorso collide con il mio pensiero! Canonical “vorrebbe” essere un’azienda che porta una OS su desktop ma sta sbagliando su tutti i punti di vista, non riesce a creare quello status di unicità che vorrebbe e sopratutto ad avere idee brillanti, insomma quello che dico è proprio questo: Canonical vorrebbe essere quell’azienda capace di spodestare i grandi dal desktop ma ci sta riuscendo? la risposta, secondo me ma anche secondo i dati, è un palese no, a meno che non cambi radicalmente strategia su tutti i fronti (impossibile non è)

  • Il fatto che ci siano tante distro non è una scelta è intrinseco nell’ideologia del Open Source essendo libero chi può se lo fa come vuole lui, non credo che tante distro confondano i nuovi utenti:
    Primo perche i pochi che hanno sentito parlare di linux di solito è tramite Android o Ubuntu.
    Secondo anche se uno conosce molte distro sicuramente sceglira tra quelle piu note (Ubuntu, Mint, Mandria, Fedora, ecc.) non credo che un nuovo utente inizierebbe con Slackware o tinycorelinux, qualcuno di voi le consiglierebbe?
    Il problema è che quasi tutti i nuovi utenti vedono Linux come se fosse Win quindi lo provano e se non gli piace tornano a Win senza sapere che ce ne sono molti diversi tra cui trovare cio che si vuole, se Linux non fosse cosi io che non sono un esperto non avrei mai iniziato a usarlo, mio fratello usava Slackware per la tesi di laura e io gli guardavo poi è arrivato Red Hat e potevo usarlo anche se doveva installarlo lui poi con Suse sono riuscito a farlo io.
    Credo che tutto questo movimento verso i giochi per Linux sia positivo sia per l’interesse verso gli utente ma sopratutto per quanto questo attiri l’interesse di chi fa HW che secondo me rimane uno dei limiti di Linux, un appasionato come me sa che potrebbe perdere tempo in problemi HW o adottare soluzioni alternative ma un nuovo utente non capisce/accetta questa eventualità si aspetta che sia tutto perfetto anche se questo non accade neanche con Win.

  • Kiko_fire_ram

    Le distro ci devono essere e al contrario di quello che si dice quì se non ci fossero sarebbe peggio perché non ci sarebbe competizione sulle idee e miglioramenti per raggiungere gl’antagonisti. Nessuno vieta a qualunque distro di prendere il software che reputa migliore e di impacchettarlo in una distro per loro perfetta, super, top. Che alla fine è quello che succede. Solo che quì scatta il discorso migliore per cosa? server, home, ufficio, progetti scientifici,macchine embadded, hardware legacy, usabilità, leggerezza? Ogni distro ha il suo scopo. Pensa se ci fosse solo ubuntu che fine farebbero molti pc… e ora pensa se ci fossero solo debian, slackware, gentoo ecc, Che fine farebbero quegl’home PC tutti carrozzati ma su cui la gente non sa mettere mano con linux? continuerebbero a usare solo windows. O peggio ubuntu sui super computer dove è assolutamente inadeguato ma dove non lo è affatto il kernel linux invece. Concordo che le forze sarebbe meglio concentrarle in un numero minore di progetti aumentando la qualità generale. Però sarebbe ancora più sensato proporre agli sviluppatori di una disto che vogliono usare il software ad esempio a rilasciare almeno una patch al mese sul kernel, una verso la distro madre e qualche altra sugli applicativi di maggior utilizzo in modo da non fare solo da parassita ma contribuire alla crescita

  • Alessandro

    La statistica dovrebbe tenere conto del fatto che Microsoft sta vendendo più che altro licenze di aggiornamento, a prezzi del tutto abbordabili, contrariamente alle proprie abitudini. Ma solo in questa fase, e solo perché è costretta a farlo dalla disperata necessità di creare una massa critica di utenti.

  • Giacomo

    della serie “almeno l’Italiano sallo”…. aumento è maschile, quindi l’apostrofo non ci “và”

    • ghoppa

      Della serie: vediamo di non rispondere in modo spocchioso e con senso di superiorità verso gli altri perchè può capitare a tutti di sbagliare, e in questo caso ti sei proprio sbagliato tu!

      • Waifod

        Non ha torto, un non richiede l’apostrofo con i termini maschili. Tuttavia è vero che potrebbe essere un po’ meno spocchioso.

  • Francesco Flora

    Salve a tutti ragazzi 🙂 non so come scrivere al padrone del blog in modo privato e cosi lascio un messaggio qui in un post, premetto che sono un vostro lettore e che vorrei recensiste un mio lavoro sfornato in circa 2 giorni di lavoro 🙂 una mia modifica al Sistema Operativo Ubuntu 12.04 dove utilizzando le vostre guide “http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CDMQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.lffl.org%2F2012%2F04%2Fvelocizzare-ottimizzare-e-pulire-ubuntu.html&ei=YDmvUMfuH8nh4QSxvYCwAQ&usg=AFQjCNE3ZE1-yk-uR9j0ypA3pO53saVVHQ&sig2=Jj6xhE8QIL3ka8Ok3Wr7fQ” e “http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&ved=0CDkQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.lffl.org%2F2012%2F05%2Falleggerire-e-velocizzare-ubuntu-1204.html&ei=YDmvUMfuH8nh4QSxvYCwAQ&usg=AFQjCNHEcblMJxhXct2qt7Abxsf4gY8EnA&sig2=LjDDw_ElsEVmR-NE59YFOw” ho ripulito il sistema di applicazioni inutili e servendomi di quest’altra “http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&sqi=2&ved=0CDYQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.lffl.org%2F2012%2F06%2Fgnome-classic-su-ubuntu-1204.html&ei=mjmvUP_KFKf04QSM44GABA&usg=AFQjCNEJg-HObvAXhMV56FDdeXdP68NPpw&sig2=FtrJsety2pTAIcn9VEMS1A” ho installato gnome-classic rimuovendo il Sistema Operativo di unity 3d e unity 2d.
    Il risultato è un sistema veramente leggero e performante, vi chiedo quindi di testarlo e magari recensirlo 🙂 mi farebbe davvero molto piacere 🙂 purtroppo non l’ho scritto ma, la versione che potrete scaricare “al momento” e la 64-bit. Spero non avervi disturbato e vi rigranzio per tutto ciò che fate ogni giorno, vi leggo sempre dall’università e alleviate le mie sofferenze da studente… XD

  • Francesco Flora

    Ho scordato se non erro di darvi il sito dove scaricarlo…. che sbadato…. “gubuntu.altervista.org” scusate per la mia sbadataggine XD

  • Neal_Caffrey

    Per me uno dei problemi dello “scarso” utilizzo di linux è dovuto alla mancanza di “istruzione”… Il primo SO che un bambino conosce quando gioca al “computer” è windows. Le ricerche a scuola le fa con windows, ed ovviamente impara ad usare quell’interfaccia grafica. Nelle pubbliche amministazioni si comprano e stracomprano licenze windows, per me questo è semplicmente un errore. Sono d’accordo anche io sul fatto che alle varie distribuzioni manchi una strategia di marketing: più desktop/netbook con linux preinstallato nei negozi aiuterebbe e non poco, e migliorerebbe anche di riflesso la compatibilità hardware. Sul fatto che ci sono troppe distro ho da ridire invece, viva la libertà, ci mancherebbe. Ma quante distro si fanno chiamare distro solo perchè hanno un colore al posto di un altro e chrome di default al posto di firefox?

    • TopoRuggente

      Infatti, educarli fin da piccoli
      La mia figlia grande mi ha chiesto esplicitamente di smontare windows e mettere linux.
      La piccola, a scuola ha messo le mani su Windows 7 e la prima cosa che ha detto “Dov’è finito il menu Attività?”

    • Mia nipote di 9 anni usa Ubuntu da 3. Prima giocava, disegnava, colorava con Windows.
      Ieri sera, con la nonna, ha visto un PC dismesso (la nonna aveva un negozio di informatica fino al 31 dicembre del 2011), e l’ho messo in funzione.
      Delusa ha detto “nonna, ma questo PC monta ancora Windows. Toglilo!”.
      Non è una battuta. E’ vero. E’ successo ieri sera!

      • Neal_Caffrey

        E’ una bella notizia… ma è un caso isolato (o almeno capita statisticamente una volta su 50, o su 100). Quanti ragazzini ad esempio, battono i piedi se non trovano paint o internet explorer (associare una azione ad una icona, o ad un software, senza sapere magari cosa sia un software). Si crea dipendenza. Un altro esempio potrebbe essere per ragazzini un po piu cresciuti (elementari, medie) quello di scrivere un documento “word”. Non hanno la minima idea (anche perchè nessuno lo insegna loro, o chi lo insegna magari ha un misero patentino europeo, spacciato avidamente per master in informatica) che word sia un software per la creazione di documenti di testo. E’ per questo che bisognerebbe educarli ed istruirli meglio…. eh magari tutti i ragazzini fossero come tua nipote, forse oggi linux sarebbe al 10%…

        • Hai centrato il bersaglio!
          Trattasi di vera è propria dipendenza per assuefazione!
          Ho installato su vari PC la versione Ubuntu con interfaccia XP… Credimi: nessuno si è accorto che non era XP!
          Notavano solo che “andava meglio di quello di prima…” e che “.. non prendo virus da quando mi hai installato questa nuova versione..che numero è?..” 🙂
          L’incanto finiva quando volevano giocare!

  • Linux non “decolla”, a parer mio, perchè è… gratis!
    Siccome il S.O. è gratis si PRETENDE che il software che giri su un S.O. gratuito sia gratuito!
    Ma scherziamo?
    Come si può pretendere che un software costato settimane, mesi e anche anni di lavoro, possa essere regalato?
    Non mi risulta che siano poi tantissimi coloro che progettano e realizzano software ad essere ricconi come Papà MS e il fù Papà Apple.
    Nel momento in cui Linux sarà immesso sul mercato e i softwarman decideranno di scrivere applicazioni per questo S.O., anche Linux decollerà.
    Senza parlare, poi, dell’ignoranza e della pessima cultura informatica!
    A coloro che storceranno il naso e mi manderanno a quel paese chiedo “Il PC lo avete acquisto o ve lo hanno dato gratis? La corrente elettrica per farlo funzionare la pagate e ve la danno gratis?… allora non vi pare che è necessario pagare anche i programmatori”..
    Ed ecco che Linux …decollerà…

    • TopoRuggente

      Non sono d’accordo, gran parte delle applicazioni aziendali per linux sono tutt’altro che GRATIS.

      Linux è FREE non GRATIS, da nessuna parte si parla di “prezzi”, ma di libertà.

      • Un S.O. se non ha delle applicazioni scritte e realizzate per poterlo usare, quale libertà ti offre se non la “libertà” di occupare spazio sull’HD. E la occupa gratis! Ma se sei un esperto informatico ti puoi produrre il software necessario. Sei libero di farlo.
        Uso Linux non per motivi economici (i programmi utilizzati sono stati tutti acquistati), ma perchè “stimola” la fantasia di un vecchio appassionato di informatica.
        Che le aziende paghino gli applicativi è giusto, come è giusto che chi usi programmi “free” paghi nel momento in cui li utilizza per produrre un proprio benficio economico. Tanto è “libertà” ed “onestà”.
        Comunque, sono punti di vista, naturalmente. 🙂

        • TopoRuggente

          Uso Gnu/Linux dal 1991-92 e anche se non come vorrei ho fatto pure parte di alcuni gruppi di sviluppo, come programmatore, debugger, tester, traduttore ecc..

          Io non credo che il problema di linux sia il software. Non esiste alcun impedimento per scrivere software proprietario per Linux.

          Il problema è che comunque la base dell’installato di Windows è enorme e come tale Microsoft ha un peso notevole nelle decisioni delle softwarehouse.

          Supponi tu sia Adobe e tu voglia buttarti sul mercato linux, io come MS posso iniziare a darti solo parte delle specifiche ed il tuo software nella mia piattaforma risulterà poco performante, aprendo l’accesso ai tuoi concorrenti.

          Se ricordi bene molti anni fa software compilati con il C++ di Borland erano nettamente meno performanti di quelli compilati con quello MS, risultato Microsoft fu condannata per concorrenza sleale per aver nascosto parte delle specifiche.

          Inoltre le ditte devono fare i conti fra costi di sviluppo e tempi di rientro dell’investimento.
          Con le basse percentuali di utenti Gnu/Linux il mercato non e molto invogliante.

          • Su tanto concordo: “Il problema è che comunque la base dell’installato di Windows è enorme e
            come tale Microsoft ha un peso notevole nelle decisioni delle
            softwarehouse.”

          • Luciano Buffo

            per non parlare delle fantomatiche directX.. con cui zio bill minacciava i programmatori .. facendoli allontanare da OpenGl .. -_-

    • “Siccome il S.O. è gratis si PRETENDE che il software che giri su un S.O. gratuito sia gratuito!
      Ma scherziamo?”
      Non so, io ho un centinaio di programmi installati e perfettamente funzionanti e non ne ho pagato nemmeno uno.
      Io non scherzo, forse sei tu che sei un po’ fuori dal mondo (del Free Software), a cominciare dal fatto che nel “Free” il concetto di “gratis” è circa il 10%…

      • Non sono nè fuori dal modo, nè fuori di testa!
        Ma il punto nodale è proprio quello.
        Il software free (gratis) generalmente è sviluppato da programmatori amanti dell’informatica, che naturalmente progettano, sviluppano e realizzano il programma per passione ma devono pur vivere!
        “Non so, io ho un centinaio di programmi installati e perfettamente funzionanti e non ne ho pagato nemmeno uno.”
        Come nò, anche io nè ho tanti installati su vari PC e NB… Programmi funzionanti. Per certi programmi e per certi usi non ho molte pretese, ma quando li uso per lavoro i programmi li acquisto! Ultimamente constatata la funzionalità di un software per Linux, ed dovendolo utilizzare per lavoro, dopo un test di 2 giorni ho acquistato quel software.
        Free, significa gratis, sì. In passato (quando ero, ancora, giovane) anche io ho realizzato vari applicativi e li ho regalati…. (il mio primo pc risale al 1981 progettato e costruito)… ma bisogna pur vivere..Inoltre, quando regalavo i programmi, pur usandoli quotidinamente, non erano “apprezzati” dagli utilizzatori… quando si richiedeva un compenso li acquistavano…. altrove, pur se di qualità inferiore.
        Questo è il mondo.

        • No, Free NON significa (soltanto) gratis. Hai il computer dall’81 e non sai fare una semplice ricerca internet? Ecco (per esempio): http://it.wikipedia.org/wiki/Software_libero

          • 🙂 🙂 🙂 …..

            che dirti: hai ragione…
            free (fri) significa anvhe “libero, agile,.. folle”…. ma nel nostro caso, come si è svolto il dialogo si intende “gratis”.. se il programmatore rilascia del software libero (free) è una sua scelta.
            Mi permetto di chiedere: se tutti quei programmi che hai (abbiamo) installato li avresti (avremmo) dovuti pagare, li avresti (avremmo) installati?
            Quanti sono i programmatori professionisti che conosci tu, personalmente, che passano mesi ( a volte anni) per realizzare un software professionale da far utilizzare liberamente?
            Generalmente i professionisti rilasciano software TRIAL (uguale a quello commerciale ma limitandone l’uso nel tempo e/o nelle funzioni) generalmente quei programmi sono affidabili.
            (Trial, si come free ha più significati ad esempio: collaudo, prova, esperimento… tribolazione !).
            Ti saluto e ti auguro una buona domenica.
            PS. il computer non c’è l’ho dall’81….. ma molto prima, nell’81 me lo sono costruito… sono vecchio e all’antica.
            🙁 🙁 🙁

  • Secondo me si ignorano alcuni concetti basilari. Non sono nè un esperto informatico nè dello sviluppo di Linux, ma basta informarsi un minimo…
    Si parla di distro e “scelte vincenti”, dando per scontato che l’obiettivo da raggiungere sia la maggiore fetta di mercato; e si sbaglia in partenza. Le prime distro NON sono assolutamente nate con lo scopo di fare “concorrenza” agli altri SO. Se si dice che non ci sono distro con “scelte vincenti”, allora non si conoscono Debian, Slackware, Gentoo e tante altre; non si conoscono nè nei loro obiettivi – spesso splendidamente raggiunti – nè tantomeno nel loro essere.
    Il bello di Linux è che è un kernel che ha dato la possibilità ad ognuno di farsi un proprio SO – quasi tutti partono dal GNU, ma non solo.
    Nella maggior parte dei casi chi ha messo su una distro della “fetta di mercato” se ne fregava alla stragrande; poi è chiaro che con lo sviluppo, aumentare la propria utenza è uno degli obiettivi, ma soprattutto perchè conferma che la propria “filosofia” funziona. Allo stesso tempo è fisiologico che tutte quelle distro che hanno filosofie non “di massa” hanno un range limitato di utenza nel quale muoversi… ma ripeto, il numero grezzo di utenti interessa davvero a Canonical e pochi altri.
    E’ come andare ad una gara di campestre e venir giudicati per la pettinatura…

  • Ilgard

    Va considerato il fatto che quasi tutti i pc aventi Xp sono pc aziendali/da ufficio, per questo è ancora così usato. Quindi questi dati sono ovviamente poco precisi (anche solo per il fatto che se ti colleghi da due posti diversi dovresti figurare come due pc diversi).

  • Alla fin fine, nei negozi trovi scafali pieni di pc con win installato. Anche se la panoramica sta cambiando, la differenza è troppo elevata.

  • Cmq, per riprendere il discorso delle troppe distro. Secondo me, il problema sono i troppi software.

  • alek

    A inizio novembre ho molto apprezzato la pubblicazione di un paio di articoli di introduzione alla distro Opensuse 12.2, il che mi aveva fatto sperare nell’inizio di una nuova lunga catena di successivi articoli di approfondimento/novità/confronto con altre distro.

    Proporrei dunque argomenti come l’utilizzo dei Repository e la differenza tra OSS e NN-OSS, i vantaggi delle librerie packman e le possibilità di installare codec audio e video da terze party, parlare più in generale dei repository e della loro configurazione (ad esempio suggerendo una possibile configurazione iniziale post-installazione per utilizzo domestico e multimediale?), la gestione di risorse del sistema tramite yast e l’integrazione con kde, la scelta o meno di un’installazione su partizioni formattate in Btrfs discutendo sui possibili vantaggi.. insomma suggerirei di parlare di più del camaleonte di novell!

    Ma ancora più importante ne approfitto per salutare e ringraziare tutti coloro che mantengono attivo questo blog, perché credo stiano svolgendo un lavoro eccezionale 😉

    • alek

      Scusate ho sbagliato sezione, ho fatto casino con le schede del broswer ^^

  • andy77

    O quella statistica è fatta coi piedi oppure tiene conto del fatto che Linux è un kernel e pertanto include anche terminali android, smart tv etc..

  • matteo81

    Avete detto tante cose interessanti e vere ma a parer mio non è stato menzionato il punto dal quale partono tutti i problemi a livello di commercio e businnes vale a dire la licenza gpl….. su cui io mi trovo totalmente d’accordo ed è stata scritta appositamente per fare in modo che qualunque distro linux non potesse mai essere “commerciale”…… chi crede che linux debba diventare più per la massa non ha capito, a parer mio, che nessuna distro (eccetto ubuntu) è stata creata per contrastare gli os proprietari…. lo scopo reale è quello di mantenere un’alternativa libera (e di lusso aggiungerei..) e alla portata di tutti…. l’ecosistema è globale e nessuna distro può rendersi “esclusiva”…. mi spiego meglio con un semplice esempio: oggi nessuno ha ancora copiato unity (fortunatamente direi) per via della sua lentezza, mancanza di versatilità, bug ecc ecc… ma mettiamo che in un futuro ubuntu con unity diventasse un’os straordinario e superasse come preferenze win e mac…. secondo la licenza con cui viene distribuito ubuntu qualunque team potrebbe, senza chiedere nulla e in perfetta libertà, copiare di sana pianta ubuntu e riproporla con alcune sfumature ed un nome diverso…. si andrebbe così a creare una competizione interna inutile e appunto deleteria dal punto di vista commerciale….. è come se, oggi, qualunque privato potesse sgavazzare i sorgenti di win 8 e rilasciare un’os praticamente identico…. secondo voi ms sarebbe riuscita a creare il proprio businnes in un contesto del genere?

  • maniuz

    “L’importante è che Linux soddisfi le nostre esigenze, che poi sia utilizzato da pochi o tanti utenti poco conta”

    è anche vero che più gli utenti aumentano, maggior interesse c’è da parte dei produttori hardware e quindi una miglior compatibilità tra questi e i sistemi operativi Linux. C’è anche da dire però che in questo caso aumenterebbero anche i problemi, come virus e altre schifezze, ma in fondo non si può avere tutto.
    Per me l’importante è che anche se ci fossero distro commerciali, rimangano sempre anche quelle pure così da dare la possibilità all’utente di scegliere

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