Gli sviluppatori di OpenMandriva hanno da poco rilasciato la prima Release Candidate della nuova Lx 2014.0, ecco le novità.

OpenMandriva
Gli sviluppatori della OpenMandriva Association (una associazione senza scopo di lucro) ha annunciato il rilascio dalla nuova OpenMandriva Lx 2014.0 Release Candidate 1 versione in fase di sviluppo che include molte novità riguardanti il Kernel Linux nrjQ 3.13.10 che rende il sistema operativo sempre veloce e reattivo (per maggiori informazioni basta consultare il nostro articolo dedicato). Tra le principali novità incluse nel nuovo Kernel nrjQ in OpenMandriva Lx 2014.0 RC1 troviamo “Compose cache” ottimizzazione che velocizza non solo il processo d’avvio del sistema operativo ma anche le applicazioni KDE, tutto questo grazie anche a magic trick ossia la compilazione di libX11 con il supporto per la compose-cache, da notare che le ottimizzazioni funzionano anche dalla modalità Live (per maggior informazioni).

Grazie alla nuova feature Monitor_EDID_Loading sarà possibile settare al meglio il nostro monitor nelle più diffuse risoluzioni (per maggiori informazioni), la nuova RC1 include anche il supporto per UEFI e una gestore della memoria notevolmente migliorata utilizzando UKSM e TuxOnIce velocizzando cosi anche la sospensione ed ibernazione del sistema operativo.

Tra gli aggiornamenti troviamo KDE aggiornato alla versione 4.12.4 (presto dovrebbe approdare la nuova versione stabile 4.13), dracut 037, systemd 208, initscripts 9.52 con supporto per NetworkManager, Xorg 1.15.1 e Mesa 10.1.
OpenMandriva Lx 2014.0 RC1 include anche un nuovo tema di default per KDE, Grub2, Plymouth e KSplash oltre a nuovi screensaver e user avatar.

OpenMandriva Lx 2014.0 RC1

OpenMandriva Lx 2014.0 RC1

I pacchetti a disposizione degli utenti, che nella prima uscita erano un po scarsetti di numero, circa poco più di 10.000, adesso su 2014 passano il numero di 20.000, quindi la dotazione software può dirsi soddisfacente, con la 2015 si porterà ancora oltre…, ma comunque, appena il freze finisce, al rilascio del 1 Maggio, i rubinetti si riapriranno ed arriveranno molti altri titoli e richieste (che arrivano attraverso BugZilla alla voce di richieste di enhancements) vi saranno aggiunti soprattutto attraverso i repository di /contrib/updates

Ultima novità, alla sua prima implementazione, sicuramente degna di nota, è OMA Welcome, per aiutare gli utenti alle prime armi, in seguito sarò estesa e localizzata anche in Italiano

Per maggiori informazioni su OpenMandriva Lx 2014.0 RC1 basta consultare le note di rilascio disponibili in questa pagina.

PConsiglio inoltre di leggere questo post dal portale OpenMandriva dedicato alle impressioni di un normale utente dopo aver testato la Beta di OpenMandriva Lx 2014

Ringrazio il nostro amico lettore / developer NicCo per la segnalazione (se avete domande da fare sul kernel o sulla distribuzione potete farlo commentando questo articolo).

Home OpenMandriva

  • pino

    provatela trasmette piacevoli emozioni 😉

    • biosniper

      non metto in dubbio ciò che dici, ma perchè tutte questi sistemi operativi?? penso che se uno volesse provarli tutti passerebbe la vita a installare e disinstallare s.o.
      non sarebbe meglio concentrarsi su un singolo progetto ?
      alcuni possono rispondermi che ogni distro si adatta all’esigenza di chi la scarica, ma allora perchè non creare un distro che invece sia adatta alle esigenze di tutti?(come fa windows o i sistemi operativi apple) io preferisco linux per motivi miei personali, ma a volte lo trovo un pò troppo dispersivo! comunque non metto in dubbio che trasmetta emozioni quest’ennesima distro…
      w il pinguino
      😉

      • CuccuDrillu10

        è impossibile fare quello che dici perchè linux è un sistema aperto e libero, così come gli ambienti desktop e le applicazioni varie, è quasi tutto open source.
        Quindi chiunque abbia voglia si può crearsi la sua distro, che si tratti di un utente singolo o che si tratti della grande azienda.

        Eliminare tutte le distro per concentrarsi su un’unico progetto, per forza di cose comporterebbe non solo un cambio radicale della filosofia linux, ma anche un sistema che diventerebbe a pagamento o quanto meno con software completamente closed….e a questo punto preferirei 100 volte windows

        • biosniper

          ma perchè un progetto unico comporterebbe l’utilizzo di software closed?

          • CuccuDrillu10

            no intendo dire che per trasformare Linux un progetto che preveda un un unico solo Sistema Operativo (stile windows e mac) per forza di cose bisognerebbe rendere il kernel, gli ambienti desktop e le varie applicazioni tutte closed, perchè se tutto fosse open source, chiunque potrebbe usufruire di tutti i codici per farsi la distribuzione come preferisce….insomma come appunto succede ora.
            Windows e Mac non hanno frammentazione stile Linux proprio perchè nessuno fuori da microsoft (e apple) conosce i sorgenti che stanno alla base di quei sistemi

          • Kraig

            Il tuo discorso fila… 🙂

      • enricopas

        per tenere in piedi una distro derivata può bastare un piccolo team, può pure essere divertente. Poi la comunità del free software spesso si contraddistingue per facili entusiasmi (e quindi inutile pubblicità) verso progetti insensati 🙂

        A me non dispiace la frammentazione, anche perché è inevitabile nel free software, e ha pure i suoi lati positivi.

        La creazione di software libero, essendo collaborativa, passa per discussioni e scelte affrontate da tutta la community che partecipa a un progetto. Questo spesso rende l’evoluzione di un software lenta, macchinosa, per arrivare a scelte spesso non condivise da molti.
        Perciò non è strano che ogni tanto qualcuno si svegli la mattina e pensi: “va be’, sapete che c’è? Vaff****lo, io faccio un fork” 🙂

        Ad ogni modo se si votassero gli awards dei fork più insensati della storia, il premio lo darei alla Apache Foundation con OpenOffice. Ora ci sono due team separati (libre e open) che lavorano allo stesso identico progetto, senza coordinarsi tra loro e disperdendo quindi energie. Ad aggravare la cosa poi c’è il fatto che la suite da ufficio open source è un progetto fondamentale per la diffusione di Linux su pc, ma dopo tanti anni è ancora sempre la solita porcheria con poche e poco utili aggiunte.

      • MoMy

        Mi fa strano leggere che Windows & Apple abbiano sviluppato ”un sistema operativo che si adatta a tutti”. È una contraddizione in termini. O.o
        Sei certo di ciò che scrivi oppure nel tentativo di spiegar le problematiche derivanti dalla frammentazione, ti sei ‘n attimino confuso? :p

        • biosniper

          non dico che win o mac riescano ad adattarsi alle esigenze di tutti, ma almeno diciamo che … ci provano…, che poi ci riescano o meno è un altro discorso, per microsoft dopo win 98 fa seguito windows 2000 poi windows xp poi win 7 poi win 8 etc…, ma sempre lo stesso progetto , con linux invece ti perdi tra mille distro (alcune delle quali, diciamoci la verità, sono fiori che vivono solo un giorno…!)
          comunque così è…
          buon linux a tutti

          • MoMy

            Diciamo che Windows & Apple ti offrono un prodotto e quello è e quello resta. Nei sistemi GNU/Linux trovo tutta la modularità possibile immaginabile, posso costruirmi passo passo un OS che risponde totalmente alle mie esigenze, ammesso e concesso che uno abbia la capacità per farlo, ma al di là che uno sappia o meno, la possibilità esiste ed è tangibile.
            Concordo in linea di massima che esista una certa dispersione di forze, ma è altrettanto vero che dalla frammentazione siano nati progetti che con l’ andar del tempo abbian acquisito molti consensi, divenuti poi come possibilità di scelta dalle stesse distribuzioni più blasonate. L’ esempio più eclatante sta nei DE e WM.
            Io la vedo come pluralità di idee. :p
            Per quanto concerne quel tipo di distribuzione che altro non è che una mod… bhè! Lasciano il tempo che trovano.
            ^-^

          • Libertà

            Come tanti anche tu sottovaluti un aspetto che per pochi è molto importante! Io faccio parte di quest’ultima cerchia: amo molto GNU/Linux, amo la modularità di GNU/Linux e quindi la possibilità di costruirmi il mio specifico OS.
            Non amo quello che non si può togliere oltre un certo limite, altrimenti rimarrei con un progetto monco ancor prima di farlo nascere. Perché sebbene non mi piacciano le scelte altrui me le devo tenere comunque o dedicare la mia vita a riscrivere mezzo OS. Può essere un bene sotto alcuni punti di vista o un male. Ma in questo ultimo caso allora farei prima a ricominciare da zero un lavoro colossale.

      • js3

        “penso che se uno volesse provarli tutti passerebbe la vita a installare e disinstallare s.o.”
        ehm… è quello che faccio regolarmente da un po’ di anni a questa parte!!! 🙂

        • biosniper

          😀

        • ange98

          Fidati: non sei l’unico 😉

      • Kraig

        Più che una unica, almeno lasciare in giro solo le distro madri (debian, archlinux, gentoo ecc.) e munirle di tool per facilitare la vita, senza togliere il lato smanettone che c’è in noi.

      • golden

        Mi permetto di copiaincollare un post che ho scritto qualche tempo fa:

        La verità è che l’evoluzione (da quella biologica a quella sociale) non va per ragionamenti, ma per “caso” 🙂

        Non puoi prevedere a “priori” il successo (e l’utilità) di una distro o di un progetto software.
        Ci sono distro che si “rivelano” di fatto inutili, altre che partono come “inutili” rimodellamenti grafici di distro maggiori (come mint o elementary) e che poi hanno successo e si sviluppano autonomamente, altre ancora che partono da un’idea ed un progetto particolare e poi finiscono nel dimenticatoio (e poi magari vengono recuperate a distanza di tempo).

        In tutto questo, si crea un universo divergente e potenzialmente infinito di possibilità e potenzialità, che va incontro a necessità e bisogni ancora sconosciuti e imprevedibili.

        Il fork non è solo un “male minore necessario” del FLOSS, ma (in media e sul lungo periodo, quanto meno) ne rappresenta la forza!

        My two cents

        ___________

        Aggiungo che Windows o OSX non sono (intrinsecamente) “per tutti”, ma tutti di fatto sono “costretti” ad usarli…DI CONSEGUENZA va a finire che (più o meno) tutti sanno usarli e che per (più o meno) tutti diventano gli standard di riferimento.

      • golden

        Intendo dire, in altri termini, che non puoi sapere “a priori” quale siano le esigenze di tutti.

        Hai due strade:
        1. o “costrisci” le esigenze degli altri, creando standard di fatto, creando il “bisogno” di avere – che so – uno smartphon o un tablet.
        2. ti adatti alle esigenze che di volta in volta la comunità manifesta, un po’ a caso, un po’ per tentativi, un po’ adattandoti ad esigenze non sempre conciliabili (es: una distro completa superaccessoriata o una distro leggera e minimale?). L’unico modo per fare quest’ultima cosa (a mio avviso) è il “free, libre and open source software”. E il fork 😉

    • Io

      Sono pieno di gomito!

  • Kraig

    Mageia effettivamente non bastava eh…

    • oiram73

      No! Non bastava!

  • biosniper

    è meglio una rolling release o una lts? è un dubbio che ho in questi giorni perchè vorrei passare a una rolling per il mio pc fisso . accetto commenti e suggerimenti
    😉

    • essendo “il solito archiere” ti direi di passare ad arch. Ma dicono che sia difficile da installare, per questo consiglio manjaro kde.

      • biosniper

        arch mi tenta parecchio e lo smanettamento non mi fa eccessiva paura, ma che ne pensi di debian?, poligono qui sotto mi dice che mantenerla richiede”sbattimenti”, cosa mi vuol dire esattamente?

        • Debian è una bellissima distro, purtoppo è un po’ outdated e se si vogliono installare gli ultimi driver proprietari o l’ultima versione di Firefox, si rischia di combinare macelli con il pinning.
          E poi non è rolling, o meglio, le versioni “usabili”, che non si “rompono” con gli aggiornamenti (testing e stable) non lo sono.
          C’è il repo “unstable”, chiamato anche “sid” ma non è pensato per l’uso comune. Meglio una derivata come siduction in questo caso.

          Debian ha i suoi punti deboli:
          * non si possono installare i ppa e non ha strumenti come aur o obs per installare software non presenti nei repo ufficiali.
          * il wiki è scarnissimo e se provi a chiedere aiuto sui forum c’è poca gente, se chiedi su quelli di ubuntu… beh nessuno saprà darti una risposta 😛
          * è pieno di tool di autoconfigurazione (da terminale), che semplificano la vita ma li trovo un po’ lenti e pesantucci.

          Ecco il motivo principale per cui consiglio Arch o Manjaro (arch-compatibile)… l’ArchWiki!!! Da quando l’ho scoperto non ho più bisogno di fare ricerche o di chiedere sui forum quando ho problemi.

          I punti deboli di arch sono:
          * la frequenza elevata degli aggiornamenti (che in realtà è una cosa buona, ma non su un pc da usare poco)
          * a volte approdano pacchetti buggati e il giorno dopo la loro correzione (statti a scaricare 2 volte lo stesso pacchetto)
          * se la tira! Le configurazioni di default di alcuni pacchetti sono scelte per dar fastidio e costringere a riconfigurare dopo un’attenta lettura del wiki (come per i pacchetti per LAMP). E poi hanno eliminato da un annetto lo script di installazione… a dire il vero io mi ci trovo meglio, però altri no e si vede lontano un miglio che la scelta è studiata solo per tirarsela e scoraggiare i niubbi… nonostante poi arch sia facilissima da usare e gestire con gli opportuni pacchetti installati.

          Tutti questi punti deboli sono in gran parte assenti in Manjaro, al prezzo di installarsi un sistema operativo pieno di “robaccia inutile” (come in ubuntu, opensuse, fedora…).

          Quindi installati Manjaro se vieni da Ubuntu, altrimenti Arch.

          Se scegli Arch ti sarà utile la guida passo passo che ho scritto per installare il sistema base
          h3ron . com /installare-archlinux-2

          • biosniper

            grazie dei tuoi chiarimenti, ci rifletterò su..
            🙂

    • Salvatore Furnò

      ti posso dare il mio parere ho una opensuse tumbleweed… e va una scheggia stabile affidabile e sempre aggiornata

      • biosniper

        cercherò informazione su questa distro…, grazie

  • Alexander83

    La sto provando ed è già ottima anche se aspetto sempre il rilascio finale per dare dei giudizi! 😉

  • Marcantonio98

    Prima di installarla volevo chiedervi solo due cose. 1. Se è possibile installare VLC. 2. Se è possibile installare gli altri codes (tipo in Ubuntu il pacchetto è ubuntu-restricted-extras) o ci sono già tutti installati?

    • Pinco Pallino

      dando un’occhiata a questi repository http://mirror.yandex.ru/openmandriva/openmandriva2014.0/repository c’è un bel po’ di roba…mi sa mi sa che proverò ad installarla…:P

    • NicCo

      Subito dopo l’installazione, al primo aggiornamento, dal momento che i repo restricted sono già configurati di default, viene proposto l’aggiornamento alla versione VLC plf da restricted, versione questa con tutti i codecs presenti ed abilitati a differenza di quella sulle ISO, che per problemi legali non può contenere delle cose proprietarie,

      poi oltre VLC puoi anche aggiungere un sacco di altri player tutti molto validi, da ROMP (ROSA Media Player), xt7-player3, qmmp, kaffeine, e tanti altri…

  • js3

    installata e provata.
    dal post citato mi aspettavo chissà quale velocità e fluidità, invece in questi termini non ho trovato niente in più rispetto ad esempio a fedora kde (anzi, quest’ultima risulta molto più reattiva e fluida).
    ottima la finestra di benvenuto post installazione che, oltre a dare una esauriente ed aggiornata presentazione della distro, dà immediatamente la possibilità di installare programmi come gimp, unrar, codecs, flash, skype ed altro.
    graficamente sembra gradevole, ma dopo poco la trasparenza delle finestre risulta più fastidiosa che gradevole! anche il menu a tutto schermo (homerun) non è leggibilissimo: lo sfondo è ancora troppo poco scuro e la leggibilità delle icone dei programmi ne soffre… almeno fosse sfocato, invece è bello lucido e le scritte delle icone si confondono con le eventuali scritte delle finestre già aperte nello sfondo. per le configurazioni, niente di nuovo rispetto alle “classiche” configurazioni kde ed alle impostazioni avanzate di mandriva. un po’ creano dispersione e ridondanza nelle impostazioni, ma alla fine ci sono impostazioni molto avanzate che permettono una configurazione approfondita da gui. ma forse queste impostazioni così avanzate non servono proprio a tutti…
    mah, mi aspettavo di meglio. vista la mia prova rapida non posso parlare di stabilità, ma, vista la “mamma”, immagino che sia agli stessi livelli di stabilità e solidità.
    dettagli (seppur importanti) come la decorazione delle finestre ed il menu sono facilmente modificabili, quindi per chi la volesse provare, comunque ne vale la pena. ma non aspettiamoci chissà che innovazione e fluidità…

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