In questa guida vedremo come installare il  nuovo client Twitter Turpial 3 Beta in Ubuntu Linux e derivate.

Turpial 3 Beta in Ubuntu
Turpial è uno dei più conosciuti ed apprezzati client Twitter open source per Linux.
Il passaggio a Gnome 3 / GTK+3 ha portato non pochi problemi agli sviluppatori di molte applicazioni compreso anche Turpial client Twitter fermo ormai da diverso tempo alla versione 1.6.9.
Dopo mesi di stop, Wil Alvarez, fondatore di Turpial, ha annunciato di aver ripreso in mano il progetto preparando la nuova versione 3.x che includerà importanti novità. Tra le principali di Turpial 3 troviamo la nuova interfaccia grafica QT completamente rivisitata multi-colonne, la nuova versione inoltre si basa sulle nuove API rilasciate da Twitter che andranno a rendere più sicuro il client grazie anche al nuovo metodo di configurazione tramite codice PIN.

Turpial 3 aggiunge il supporto multi-account con il quale potremo accedere / utilizzare contemporaneamente più account Twitter in un’unica finestra, introdotta inoltre la nuova opzione che ci consentirà di personalizzare la frequenza di aggiornamento, è possibile anche creare filtri che ci consentiranno di eliminare quei tweet che non vogliamo far apparire nella nostra linea temporale. In questa pagina troviamo il changelog della nuova versione in fase di sviluppo.

Turpial 3 Beta Preferenze

E’ possibile installare Turpial 3 Beta in Ubuntu e derivate grazie ai pacchetti deb rilasciati dagli sviluppatori del progetto basta digitare da terminale:

sudo apt-get install python-jinja2
cd /tmp
wget http://files.turpial.org.ve/debian/development/python-libturpial_1.0-1~miguel1_all.deb http://files.turpial.org.ve/debian/development/turpial_3.0~b1%2bdfsg-1~miguel1_all.deb
sudo dpkg -i *.deb
sudo apt-get install -f

e avremo Turpial 3 Beta installato.
Possiamo installare la versione in fase di sviluppo di Turpial anche su Arch Linux attraverso AUR.

Home Turpial     –     [via – omgubuntu]

  • ingamedeo

    Contrario ad ArchBoot…

    • ivanhoe1024

      Posso chiederti come mai? Nel senso, io ho dovuto usarla per forza, ma a livello di sistema installato, alla fine, c’è molta differenza con l’iso “standard”??

  • Ilgard

    Ho sempre voluto installare Arch ma l’installazione macchinosa mi ha sempre fatto desistere (anche per la necessità o di stamparsi tutta la guida o di usare un pc di supporto).
    Conoscete se c’è un tool che consente una installazione più agevole o se ci sono fork con almeno l’ambiente grafico già presente? (conosco solo Archbang con openbox)

    • Brado

      Io penso che se ti pesa il sedere (senza polemica e con affetto, solo per essere chiaro nel concetto) tanto da non aver voglia di stampare la guida per principianti e leggerla o avere un pc di supporto durante l’installazione, forse non è al distribuzione più adatta a te, se non hai voglia di affrontare i problemi fin dall’inizio, quei problemi che però ti permettono di imparare molto da subito, come pensi di affrontarli poi? Alla tua domanda invece rispondo Bridge Linux. A tutti coloro i quali vogliono approdare ad Archlinux un solo consiglio posso dare, leggetevi quella benedetta guida per principianti, anche se pensate di arrivarci passando attraverso una derivata, qui sul blog di Roberto poi, potete trovare ottime guide e consigli, ma quella è la base!

      • Ilgard

         Beh, non hai pensato al fatto che magari un pc di supporto non ce l’ho? ^^
        Comunque mediamente mi pesa il sedere, soprattutto quando ho dubbi sul risultato: non metto in dubbio le prestazioni di Arch, ma il mio portatile da problemi hardware da quando ce l’ho (considera che alcuni problemi hardware me li da anche con Windows) e quindi l’idea di perdere mezza giornata per installare e configurare tutto quando poi magari il wireless non funziona od ho fastidiosi problemi hardware non è proprio allettante.
        Soprattutto se si considera che non mi interessa un sistema ultraleggero (tanto non ho le componenti per allungare a dovere la durata della batteria), quindi finirebbe che installerei Arch con i soliti pacchetti presenti nelle varie distro. Trovare tutto già pronto mi farebbe risparmiare tempo.
        Comunque seguirò il tuo consiglio e darò un’occhiata a Bridge Linux.

        • Brado

          Per il pc di supporto lo avevo immaginato, il mio era solo un volerti spronare ad affrontare le difficoltà al di là di tutto, non è mai tempo perso che il pc funzioni a modo o meno, avrai sempre imparato qualche cosa.

        • Neon

           Guarada anche nosonja

          • Neon

             guarda

  • Brado

    Ho seguito e letto in questi giorni le varie polemiche e discussioni sul blog e mi è venuta la curiosità di provare questa nuova installazione, voglio sinceramente capire da dove nascano tutti questi problemi di cui o letto e le relative critiche, voglio capire cosa ci possa essere di complicato in più rispetto a prima (che poi non lo era neppure) perché non credo che tutti coloro i quali hanno espresso pareri negativi cerchino installazioni grafiche o semplificate all’inverosimile, altrimenti non capirei la ragione per la quale rivolgersi ad Archlinux. Personalmente ho reinstallato per vari motivi Arch sul portatile pochi giorni fa senza alcun problema, tirata a lucido è venuta un bisou e senza grandi sforzi. Forse sarà perché mi va di c.u.l.o. o forse sarà perché leggo, vedremo come andrà con questa nuova terrificante installazione.

    •  La nuova installazione non è complicata sta di fatto che non tutti capiscono quello che fanno e come devono farlo, quella di prima è molto più guidata e spesso con le opzioni di default ti dava la possibilità di arrivare al boot, quella di adesso spesso non va a buon fine se non si sa quello che si fa. Aggiungo inoltre che la guida attuale è pessima per chiunque non sa cosa significhi chroottarsi in un altro sistema… Senza contare che la guida attuale rimanda a altre guide il che rende tutto molto completo e allo stesso tempo molto complicato.
      Questo metodo non è nuovo per chi sa cosa sia lfs o gentoo ma per chi è abituato a installer grafici (aif era bash grafico) diventa un vero rompicapo.

      • la guida non è ancora completa vedrai sarà corretta e migliorata

        • andrea

          roberto non riesco a districarmi nel mettere arch in una determinata partizione…quale è il camando da dare?

      • Brado

        Interessante!!! Come ogni sfida, che la forza sia con noi.

  • Dario Grillo

    Trovo Archboot veramente comodo per chi come me vuole un’installazione più “lineare”, inoltre trovo veramente fantastica la possibilità di installare un kernel lts e di poter scegliere il bootloader preferito, si ha la possibilità di installare grub legacy, grub2, grub2 uefi i386-x86_64, lilo, o sylinux. Avendolo installato oggi pomeriggio su una macchina virtuale posso dire che se si seleziona l’installazione via internet non si presenta il problema di glib. Concludo dicendo che l’aif presente in archboot 2012.06 è più aggiornato e semplice di quello presente nella iso di archlinux 2011.

  • Ivanhoe1024

    Io personalmente ho dovuto usare archboot per l’istallazione, perché l’Iso standard sul MacBook non si avviava (kernel un pò vecchiotto, all’epoca) e perché mi serviva GRUB2, dal momento che la cartella /boot sarebbe stata su ext4. Sinceramente, io mi sono trovato abbastanza bene, solo qualche problemino con GRUB, ma che ho risolto grazie al wiki senza molti problemi; quindi, in conclusione, esperienza positiva!

  • ChicoMD

    Arch è il perfetto esempio della complessità inutile. “Eh, ma è leggero!”, la stessa leggerezza la ottieni da un’installazione minimale di Debian, per dirne uno. Se vuoi il top delle prestazioni, allora tanto vale che fai un po’ più di fatica e ti butti su Gentoo. Arch non ha senso, complica tutto inutilmente, non aggiungendo nulla ad un installazione minimale di qualunque altra distro. Più che altro sta diventando una moda tra gli utenti linux che vogliono fare i fighi, con la scusa del “leggero”. Arch con KDE ha sempre KDE, che pesa. Non è che quel KDE va a pesare come un Xfce, KDE è KDE. Eddai su.

    • Per certi versi ti do anche ragione, diciamo che con le ultime mosse portate avanti dal team vogliono rendere la distro una sorta di via di mezzo tra una slackware e gentoo, ma secondo me hanno scelto i punti peggiori di entrambe.
      Per quanto riguarda l’installazione gli script per aiutare gli utenti erano comodi, anche perché se volevi fartela a manina (alla gentoo way) lo potevi già fare, quindi non capisco perché aver imposto questa scelta.
      Slackware l’han copiata da una vita per i discorsi legati alle dipendenze e alla pacchettizzazione.
      Devo dire la verità da utilizzatore di debian sid e mint per certe cose rimpiango arch, in arch le dipendenze sono ridotte al minimo al punto tale che certi programmi neanche si avviano se non installi tutte le “dipendenze non obbligatorie” dall’altra parte apt anche configurato per non installare le reccomends ti installa certe ciofeche che lasciam perdere, un esempio è sul mysql-client che si tira giù anche librerie che non servono se devi semplicemente richiamare la libreria in un applicativo c. D’altro canto sei sicuro che anche quando installi un programma con le dipendenze al minimo funziona, male magari ma funziona.
      Diciamo che su arch a livello di dipendenze devi magari scrivere 5 pacchetti per ottenerne uno stupido debian, in debian per ottenere alcuni pacchetti alla arch way sei spesso costretto a modificare il deb-src, cosa non sempre simpatica…

    • mapkino

      Concordo.
      Il team di Arch sta volutamente complicando le cose, forse vogliono diventare una distro di nicchia per pochi eletti.
      Nell’arco di pochi giorni prima hanno spostato tutto da /lib a /usr/lib, poi han tolto AIF complicando non poco l’installazione, alla faccia del KISS.
      Da debianista convinto dico solo che Debian questi salti nel buio non li fa.

  • Comevolo

    ciao a tutti. ma con un solo tipo di immagine, come è possibile scegliere se installare la 32 o la 64bit? spero che la scelta non sia automatica….

    • RobertoCalabrese

       all’avvio ti permette di scegliere

  • Brado

    Installata la nuova versione senza troppi sforzi, però debbo dire che i più avevano ragione, non è assolutamente per tutti e forse anche per meno di prima, non lo vedo affatto un passo avanti…anzi….comunque una volta appreso il meccanismo si va tranquilli il fatto è che siamo nel 2012 e se qualche cosa viene modificato dovrebbe essere in un ottica che guarda al presente ed al futuro, non al passato almeno per quanto riguarda l’utenza desktop. Poi non è questione di fare i fighi o meno con Arch o quant’altro, uscire vivi da un installazione “complessa” a parte il fatto che permette di imparare molto, debbo dire che ti fa proprio godere dentro….e oggi ho goduto!!!

    • ChicoMD

      Ci mancherebbe che ti faccia godere, è bello riuscire ad installare qualcosa di complesso. Il punto è che poi non hai nulla di così superiore ad una Debian minimale, è questo il punto. Io trovo che sia bello installare distro smanettose solo quando serve. Vedi Slacky, vedi Gentoo. Arch apparte il discorso delle dipendenze che lascia il tempo che trova, dato che se io voglio utilizzare un software generalmente mi interessa che funzioni bene e che scarichi tutte le librerie (avete paura di occupare qualche MB di troppo sull’hard disk?). Poi tutti sti cambiamenti all’ultima ora mi fanno paura, altre distro più grosse e longeve (ricito Debian) non prendono e tolgono così, senza chiedere a nessuno. Secondo me è figo installare distro complesse solo quando poi il risultato ti è utile, se no non ha alcun senso.

  • cristianpozzessere

    Non mi piace!!!
    io non ho mica capito il perchè di tutti questi cambiamenti in così poco tempo,,
    parlano bene ma razzolanbo male,e la filosofia “KISS” è andata a farsi benedire?
    Va bè comunque alla fine dopo aver smanettato un pò , ho installato la solita ArchLinux!!
    ma non continuo a capire ,e onestamente questo passo indietro nel tempo (si ,perchè non è affatto innovativo,anzi..)mi dà da pensare male!!
    comunque Grazie Roberto per il link di archboot che non conoscevo,lo proverò e ti farò sapere 😀
    Alla prossima 😀

  • Davide

    Piccola esperienza personale. Non sono affatto pratico di linux, sono uno smanettone con autoformazione e da poco avvicinato ad Arch.
    Avevo provato l’installazione “classica” un po di mesi fa seguendo la beginner’s guide ufficiale e altre trovate in codesto sito. Leggendo in giro pensavo che non ce l’avrei mai fatta e invece è stato facile e con soddisfazione sono arrivato ad Arch.
    Ieri ho provato la nuova installazione causa aggiornamento hardware (SSD e scheda madre) e seguendo la wiki’s guida è stato ancora più facile, io la trovo persino meno complicata, basta fare un copia incolla al massimo. Due file da editare e via.
    Peccato che poi la mia nubbiaggine mi ha fatto incartare essendo un sistema UEFI e posso dirvi che quello è il vero problema.
    Se sapete come installare sotto UEFI in dualboot Arch e Ubuntu sono qui ad imparare.

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