Nella nostra rubrica settimanale “Oggi parliamo di…” parliamo dei tablet Android all’interno delle scuole italiane e vi chiediamo se siete favorevoli o contrari al suo utilizzo.

Tablet a Scuola
Grazie al decreto legge “Digitalia” pubblicato sulla gazzetta ufficiale un’anno fa, è arrivato l’obbligo di utilizzare tablet nelle scuole, con il conseguente passaggio dei libri dal formato cartaceo a digitale.
A puntare molto su passaggio da “libro” a “tablet” nelle scuole troviamo anche Samsung con il nuovo progetto “Smart Future” che punta di digitalizzare pian piano la scuola italiana. Samsung Smart Future ed è un progetto internazionale che punta a favorire la digitalizzazione dell’istruzione pubblica. Tra le prime scuole ad adottare questo nuovo progetto troviamo il Museo Della Scienza e della Tecnica di Milano, che punta di creare nuove classi digitali in circa 300 scuole italiane nel triennio 2013/2015 fornendo gli studenti e le classi di nuove tecnologie digitali interattive oltre a creare cosi di formazioni dedicati ai docenti.

L’arrivo dei tablet a scuola porta notevoli vantaggi, gli alunni non avranno più zaini pesanti colmi di libri quaderni ecc, il tablet oltre ad essere molto più  leggero e pratico include la possibilità di immagazzinare moltissimi libri oltre ad inserire anche applicazioni dedicate, capacità d’interagire con rete con altri device ecc. Il passaggio al tablet “in teoria” dovrebbe essere anche più economico dato che il costo del Tablet può essere ammortizzato dal costo inferiore dei libri, quaderni ecc.

Se da una parte il passaggio al tablet ha i sui vantaggi c’è da chiedersi se questo metodo garantirà un maggiore apprendimento da parte degli alunni, c’è da pensare anche alla salute degli alunni non solo fisica ma anche mentale indicate problema già segnalato anche da diverse associazioni di settore e dei consumatori.

Quello che vi chiediamo oggi è se siete favorevoli o contrari all’arrivo dei tablet nelle scuole, inoltre secondo voi è giusto puntare su tablet Samsung con sistema operativo Android? Non sarebbe meglio puntare su tablet X86 magari made in italy con Linux preinstallato (esempio Edubuntu) incentivando cosi l’uso di software libero?

  • theShort

    Assolutamente favorevole! il mondo progredisce e sarebbe opportuno che anche la scuola faccia altrettanto. Sono pure d’accordo su fatto che sarebbe meglio privilegiare i prodotti open source. Però ci sarebbe anche da dire che è la comunità open source che si deve dare una mossa per pubblicizzare i loro prodotti e servizi, perché se aspettiamo che siano le scuole ad andare incontro alle loro offerte, allora campa cavallo che l’erba cresce…

  • Hombre Maledicto

    Di sicuro se si usassero i tablet si dovrebbe ideare un altro sistema per far venire la gobba ai bimbi, non dovendo più trascinarsi zaini da 30kg caricati di libri.
    Poi, a me, i tablet non piacciono. Ma sono una persona vecchia e triste.

    • Brau

      E vuoi mettere i compiti in classe sui tablet, mentre gli studenti scartabellano Wikipedia alla facciazza dei prof? Io sono una persona più vecchia e triste di te, ma per me tutta la questione tablet a scuola mi sa tanto di fighetteria, mentre gli studenti sapranno più imbrogliare nei compiti, i genitori potranno dire (disclaimer: ogni riferimento a dialetti realmente esistenti è puramente casuale) “meenghia, mi figghiu ié intelligente pecché iùsa ‘schtà tavulitta che io ce la vedo e ie dicu ma che meenghia ié?”, e i professori potranno menarsela con gli altri colleghi delle altre scuole che loro sanno usare i tablet perché la loro scuola è atennologica e gli altri no (e anche per i risultati alti dei loro compiti, sapendo ma tacendo sugli imbrogli), senza contare la questione dei DRM, del prezzo aggiunto del tablet, del fatto che il tablet verrà rotto sistematicamente almeno una volta al mese causa c***eggio, ecc…

      • Hombre Maledicto

        Per l’appunto 🙂

        Sono un fautore del carta & penna(sarà, ma lo trovo più comodo e immediato), in questo campo. Ha funzionato fin’ora, quindi perchè no? Non conta il mezzo, conta la volontà da parte degli studenti, le qualità dell’insegnante ed il metodo di studio. Il resto è fuffa.
        Certo, sarebbe bello avere testi liberi e gratuiti (implicito: a costo zero, di revisione in revisione) distribuiti agli alunni. Ma questa al momento è utopia, purtroppo.
        Poi bè, sulla faccenda della gobba, resta un fatto tristemente vero. Tutte le mattine recandomi all’uni vedo sti poveri bambini a trascinarsi il peso del mondo sulle spalle…

        Non è che rigetto innovazioni a prescindere, figurarsi. Specie in un settore come l’istruzione.

        • MastroAttilio87

          Condivido. Io a studiare senza carta e penna non ce la farei, mi verrebbe un mal di testa incredibile a stare ore intere vicino a un tablet, perderei proprio la concentrazione finendo col chiudere definitivamente la sessione di studio e iniziare quella della musica, magari con un bel pezzo dei Pink Floyd (e qui vado sempre meglio di quelli che col tablet finiscono con l’ascoltare Justin Bieber o Gigi D’Alessio, per intenderci) XD
          Più che un tablet mi potrebbe andar bene la scelta di un ebook reader per fare una semplice lettura, un approfondimento… ma per tutto il resto ci vuole il libro cartaceo 🙂

          Comunque diversi sostenitori affermano che tra i vantaggi ci sarebbe quello del minor spreco di carta, la deforestazione… e qui sarebbe bene che TUTTE le case editrici facessero solo ed esclusivamente uso di carta riciclata, per fortuna molti editori italiani si sono mossi o si stanno muovendo in questa direzione, ma purtroppo ancora non tutti… e questi sono quelli che dicono: “non usiamo carta riciclata per una questione di leggibilità, quella in fibra vergine è meglio” Che rabbia!

  • Favorevole all’utilizzo di dispositivi a inchiostro elettronico, come il Kindle, perché i tablet distraggono e fanno male agli occhi (pensiamo ad un ragazzo che deve studiare diverse ore al giorno)… E con rom apposite anche con gli eink si può andare su Internet (col mio pocketbook vedo i video in html5)

    Però prima bisogna regolamentare i DRM perché non è proprio possibile che le biblioteche debbano ricomprare gli stessi libri elettronici ogni mese, perché questi scadono ogni tot prestiti

  • muchoman

    Non sono d accordo… Vedere gente che sa giocare ad angry bird e usare fb ma non sa sfogliare neanche un vocabolario mi mette tristezza… Le nuove tecnologie devono essere unmezzo per migliorare migliorareuno studente ma non l’unico… Avere un figlio che non usa un libro perché non sa ‘accenderlo’ mi darebbe fastidio

  • Alessandro Giannini

    Possedendo e usando sia tablet che E-book reader, direi che, da un punto di vista strettamente tecnico, e prescindendo da considerazioni di carattere economico, sarebbe utile fare usare agli studenti entrambi i dispositivi: e-boor reader per i testi più lunghi e tablet per quelli brevi e/o integrazioni didattiche di tipo multimediale. E, con due dispositivi, eviti a ragazzini di 7-8 anni di girare coi trolley, neanche dovessero stare lontani da casa per una settimana!

  • CuccuDrillu10

    I tablet per ogni studente? per me sono una forzatura tecnologica, non ne vedo il bisogno. Benvengano altre tecnologie come lavagne interattive, molto più costruttive e comode nell’utilizzo didattico rispetto ai gessetti, bene anche l’aggiunta di più postazioni pc e aule di informatica. Per studiare “sulla sedia” invece sempre meglio star sui libri, che distraggono meno e soprattutto ti tentano di meno….il discorso economico? non cambierebbe granchè visto che gli editori alzerebbero i prezzi dei testi digitali quasi a livello delle copie cartacee (in italia funziona così) se si passasse definitivamente ai tablet!….per questo ci sarebbe di rivedere tutto il sistema scolastico, magari adottando il sistema inglese che da in prestito a tutti gli studenti i libri necessari che devono essere resi intatti alla fine dell’anno…questa sarebbe una gran rivoluzione di civiltà

  • Giovanni Curto

    Negli USA questo progetto ha fatto flop, quindi non credo che l’Italia si distanzierà da questo risultato.

    • Brau

      Perché negli USA non hanno imparato l’arte degli appalti, e chi vuole intendere…

      • Giovanni Curto

        Su questo in Italia siamo i primi in classifica.

      • Hombre Maledicto

        Premesso che forse non ho inteso, perciò mi scuso(diverse birre sul groppone e pure 2 bicchieri di brandy), ma quasi per intero il settore industriale statunitense è stato smantellato(lasciando la famosa cintura della ruggine, o distruggendo poli strategici come Detroit), oggi la produzione di merci avviene tramite appalti, subappalti,sub-subappalti e così via.
        Ben prima che accadesse in Europa.

        La truffa insomma è iniziata lì, ben prima che qui. E questo ha implicato abbattimento delle frontiere ed esternalizzazione della manodopera (dove costava meno, in assenza di diritti dei lavoratori. Il famoso caso della Cina. Ma anche altri paesi ben prima di allora. Non a caso si chiama modello Nike, nato negli anni ’80, proprio grazie a detta azienda. Chi ricorda gli scandali dei bambini africani a cucire palloni da calcio? ), distruggendo la produzione del paese importatore, ma risultando estremamente proficuo per i manager ed azionisti.
        In Italia ha semplicemente assunto il connotato di investimenti statali verso le varie mafiette. Ma non è nulla a confronto (sebbene è grave, non nego affatto che sia un fenomeno grave che penalizza i cittadini). Accade anche negli USA comunque, questo. E in misura persino maggiore (difficile a credersi, vero?). I servizi sono appaltati ad aziende private tramite concorsi truccati. La casistica è vasta, e ben documentata. Ti basti pensare che persino le guerre intraprese dagli Stati Uniti dall’Iraq in poi, versavano a coinvolgere più il settore privato che quello pubblico(corporations come Lockheed Martin e Blackwater ci hanno fatto una fortuna).

        Ma ripeto, forse è l’alto tasso alcolico in circolo che non mi fa capire il sarcasmo, quindi me ne scuso 😉

        • Brau

          Magari fosse sarcasmo, è che ho paura che la faccenda dei tablet sia stato un trucchetto per poter scucire soldi al’Unione Europea e farci su la cresta, come ogni novità di carattere tecnologico/culturale che viene introdotta in un settore pubblico di questo Stato, non mi stupirei se un giorno uscisse una puntata di Report dedicata alla faccenda dei tablet…

          P.S.: Sarà leggendo il tuo post, sarà il grandioso sfoggio di cultura appena sbattutomi in faccia, ma mi hai messo su una sete terribile 😉

    • MastroAttilio87

      Qualche mese fa a Lecco (se non erro) ci avevano provato in un liceo ed anche qui si è rivelato un flop, se ne sono pentiti perchè molti studenti incominciavano solo a cazzeggiarci tipo andando su facebook, chattare, musica a manetta… tutte cose difficilissime da prevedere 😀

  • ale

    Io direi di no,primo perchè dai io sono uno studente e sono sicuro al 100% che se avessi un tablet davanti fare tutt’altro che usarlo per prendere appunti,se poi ho anche internet magari,meglio di no
    Anche perchè sarebbe una distrazione totale,no non si può fare,carta e penna secondo me sono sempre la soluzione migliore…
    Più che altro invece proporrei di incentivare l’ insegnamento dell’ informatica,mi pare assurdo che in un liceo scientifico non si faccia nemmeno un ora di informatica ma in compenso si fanno 3 ore di latino,bo io metterei almeno 2 ore di informatica obbligatorie in qualsiasi indirizzo,anche perchè al giorno d’oggi sapere usare un computer è fondamentale,e purtroppo vedo che in molti lo sanno usare a malapena per andare su facebook…

  • Daniele Cereda

    mi spiace ma tutta fuffa…
    1)i tablet nella scuola italiana?la stessa che cade a pezzi,non ha la carta igienica nei bagni e non ha organico adeguato?la stessa scuola che la gelmini ci ha raccontato avrebbe avuto le lavagne tecnologiche e ancora oggi in alcune classi non ci sono gessetti e cancellino?
    2)la stessa scuola che non ha classi di informatica degne di questo nome?con pc vecchi,scalcinati e tutti con la loro bella licenza windows che prende polvere?
    3)da maniaco della tecnologia,studente perenne(ahimè il mio lavoro è così,si passa una vita a studiare fino alla pensione se mai ci sarà)posso solo dire che nulla sostituisce un libro,studiare su un supporto cartaceo è tutta un’altra musica(non potrei mai studiare su un ebook o un pdf,li uso per aggiornarmi,ma quelli più importanti li stampo o li compro,se non sottolineo o prendo appunti sono morto)
    4)invece di queste decreti legge “spazzatura” insegnamo nelle scuole l’uso delle nuove tecnologie,ma quello vero,migriamo finalmente ad un uso delle mail serio ,impariamo a sfruttare strumenti validi per smartphone e pc che ci facilitano la vita(calendari,uso di skype per videolezioni etc.),di cose da fare ce ne sarebbero a iosa che non dare in mano un tablet per leggere 4 pagine o ritrovarsi poi durante le ore di lezione a giocare o chattare su FB.

    • Salvatore Gnecchi

      Concordo pienamente, soprattutto sul punto 1 io insisterei col dire che la scuola italiana ha ben altri problemi di cui curarsi. I soldi non ci sono per gli insegnanti, figuriamoci per comprare tablet.

      I libri di testo potrebbero invece calare tranquillamente di prezzo.

    • Brau

      1) dimentichi il fatto che le poche classi che hanno le lavagne tecnologiche non le usano, per la stessa causa per cui mancano i gesseti e il cancellino;
      2) nella mia ex-scuola, dall’ultima volta che ci sono andato (ben 6 anni fa) hanno OSATO (perché spendere soldi nella mia ex-scuola era tacciato di crimine contro l’Umanità) cambiare i computer, però, per evitare i c***i della licenza che avevano fatto? Ci avevano rimesso su Windows 2000 come in quelli vecchi -_-
      3) Questa parte, chi non la quota, non vuole bene al Mondo;
      4) Idem come sopra

      • ale

        Per il punto 1,le lavagne interattive sono una buona cosa alla fine,almeno nella mia scuola le si usa tanto (dove ci sono…),per esempio per fare i grafici delle funzioni per matematica oppure per vedere video/immagini,o magari per proiettare un testo evitando di fare mille fotocopie,poi alla fine si se ne potrebbe fare anche a meno tranquillamente,però è una cosa che alla fine non è inutile

        • Daniele Cereda

          bah,uno studio di funzione lo fai benissimo con lavagna nera e gessetto o al massimo con lavagna magnetica e pennarello,non vedo così fondamentale avere un mostro elettronico per insegnare.

          • ale

            Si be ovviamente,però va be alla fine serve anche per vedere video e immagini,insomma senza perdere tempo per prendere un proiettore,collegarlo,regolare l’ immagine,dove si perde sicuramente tempo

          • Daniele Cereda

            perchè vedete video tutti i giorni?vedi dove volevo arrivare?in questo caso vi hanno fatto credere che le lavagne elettroniche fossero il futuro dell’insegnamento,proposte da una classe politica inetta,assurda,che vi ha svenduto un prodotto inutile per fare solo campagna elettorale,il tutto supportato da una come la Gelmini,ignorante come un macigno,che è riuscita a farsi ridere dietro dal mondo per la stronz..a del tunnel dei neutrini…..e questo dovrebbero risanare la scuola italiana? ma per piacere…

          • ale

            Infatti,non ho detto che sia una cosa fondamentale da avere però alla fine un pò di progresso non guasta,poi si tratta di un semplice proiettore lcd da pochi soldi,non serve di certo comprare un full hd,un banale 1024×768 da pochi soldi basterebbe,quindi non penso che sia una spesa così insostenibile se fatta con criterio ovviamente

  • geronimo

    la vera rivoluzione e l insegnamento via streaming riduzione dei costi d itrasporto affitti per studenti fuori sede di lezioni digitalizzazione di appunti libri in pdf creati da idocenti e distribuiti a 0 euro …

    • Brau

      La vera rivoluzione che servirebbe alla Scuola Italiana, a parer mio, sarebbe quella di insegnare qualcosa almeno, PUNTO.

  • andreazube

    Al momento la cosa è ridicola, le scuole a momenti cadono a pezzi ma si è costretti a comprare tablet… in ogni caso, voglio fare una piccola analisi, visto che conosco la questione *relativamente* bene.

    -Tablet o ebook reader?
    Per un utilizzo classico, ovvero leggere libri, è indubbiamente meglio un ebook reader, sia per il costo che per lo schermo.
    Tuttavia, un tablet permette di fare di più.
    Può sostituire, oltre ai libri, anche i quaderni e il diario(*), permette di fare velocemente ricerche sulla rete oltre a dare la possibilità di usare programmi esterni come per esempio geogebra per geometria (tra l’altro, geogebra è open e disponibile anche per il pinguino).

    -Quale tablet?
    E qui casca il mondo. Tra case produttrici di hardware e SO vari, la scelta è fin troppo varia. Inizialmente avevo paura che si scegliesse ipad…
    Nelle scuole che conosco si è scelto il galaxy tab 2 da 10 pollici(p5110, wifi-only).

    *Cosa fondamentale è la possibilità di avere una tastiera fisica, per sostituire davvero i quaderni. La tastiera touch non è paragonabile ad una tastiera fisica, nonostante alcune siano relativamente buone (esistono diverse tastiere virtuali per android).

    -Vantaggi
    Essenzialmente gli ho elencati prima, permette di fare cose fantastiche e di risparmiare molto. In teoria.

    -Svantaggi

    Sono molteplici, quindi elenco solo i principali.

    -Professori molto probabilmente incompetenti, non in grado di usare questo strumento.

    — È ovvio che gli studenti cerchino di giocare. E ci riescono/riusciranno. I controlli durante la lezione servono a poco, basta cambiare applicazione in uso/finestra se si vede che arriva un professore. E per i controlli approfonditi… esistono tool come “hide it pro” grazie ai quali è davvero improbabile che qualcuno non “esperto” riesca a capire che sono installi programmi non desiderati.
    Di conseguenza, gli studenti saranno quasi sempre distratti.

    -Il tablet non è regalato, ma dato in prestito.

    Se si rompe accidentalmente, sono guai. Il libro fisico è di proprietà, e anche se lo si rompe comunque il danno economico è nettamente inferiore.

    Inoltre, la quasi obbligatoria cover è a carico dello studente, che la deve comprare (oltre ovviamente a ricare il tablet a casa, consumando corrente).

    -I formati.
    Usando i tablet, è normale che alcuni docenti salutariamente chiedano dei compiti in versione digitale. Il problema è che spesso sono richiesti formati proprietari come il .doc.

    -La salute
    I tablet non sono ebook. E alla lunga, possono dare fastidio agli occhi.
    Non credo molto alla storia delle dipendenza… a quella ci pensano gli smartphone. E fidatevi, il 99% degli studenti delle superiori si porta dietro -e usa- il proprio smartphone.

    -In ogni caso, i tablet non sostituiscono tutto.
    Materie come musica e disegno non si possono in alcun modo fare col tablet. Ma è anche piuttosto scomodo usare i tablet al posto dei quaderni di matematica, fisica ecc.

    -Il costo.

    Come detto prima, molte scuole statali a momenti cadono a pezzi, e la prima cosa a cui si pensa sono una cosa secondaria come i tablet? davvero?

    -I libri.
    Al momento, si usa una applicazione chiamata “scuolabook”. Bene, tale applicazione ha moltissimi bug e non è certo perfetta (quest’anno è già migliorata, ma l’anno scorso era un disastro).
    E molti libri sono a dir poco inusabili, essendo sempicemente i pdf del cartaceo (altri, invece, sono fatti bene). Infatti, so che diversi docenti quest’anno consigliano comunque l’adozione del libro cartaceo al posto di quello digitale, dopo i problemi dell’anno precedente (per esempio, impossibilità di svolgere gli esercizi sul libro, per esempio quelli dove bisogna inserire le parole o semplicemente mettere vero e falso).

    • rocco

      prendere appunti con una tastiera la vero dura anzi durissima .)

      • andreazube

        Con una tastiera fisica, no.

        Il fatto è che la tastiera virtuale non è come la fisica. Ed in ogni caso, la tastiera va bene per scrivere italiano, inglese o altre lingue. Non matematica, per dirne una 🙂

        • MisterX

          prendere appunti? con un tablet faccio prima a registrarmi la lezione..

  • Ugo Zambiasi

    Si al tablet ma è osceno che qualche scuola abbia adottato l’I Pad.
    Questo non dovrebbe essere tollerato.

    • Brau

      “Eh, ma vuoi mettere l’occhio?” (cit. il mio EX-preside delle superiori, perlatro di un istituto dove si insegna ragioneria informatica)…

  • TopoRuggente

    Favorevole, ma ….
    1) Il modello deve essere uno ad hoc non quelli preesistenti.
    2) Si deve offrire la possibilità di creare e utilizzare libri di testo Open Source !!!

    • sisto

      1 chi lo produrebbe?
      2 sogna pensa al casino successo dopo la diffusione delle sigarette elettroniche ci sono corporazioni in questo caso editori non lo permetterebbero mai

      • TopoRuggente

        Produrlo, chiunque voglia, specifiche aperte e via.

        Organizzandosi bene e facendo in modo che gli open-libri siano fatti dagli stessi professori, sarebbe difficile opporsi.

        Le tasse sulle e-sigarette le hanno messe per rifarsi delle perdite del monopolio.

        • Ilgard

          Sarebbe bene che il produttore fosse italiano così da evitare di dar lavoro sempre agli altri e favorire qualche impresa nostrana.

          • leo

            tablet italiani? sto pensando alla mivar ..

          • Brau

            Senza disdegnare l’Olivetti 😉

          • MisterX

            purtroppo la mivar ha chiuso o stà chiudendo i battenti, ho sentito che si danno ai mobili.. O_o

          • Gustavo

            costerebbe 5000 euro..

          • Ilgard

            Non necessariamente.
            Ovviamente i materiali di base vanno comprati all’estero, ma quello lo fanno praticamente tutti i produttori.
            Il resto è fattibile in Italia senza pagare cifre particolari.

          • Gustavo

            l’economia virtuosa non funziona così, basta guardare la storia di olivetti: ci ha riempito le scuole di baracche (che anni prima erano ottimi pc), quindi non è stata più in grado di produrre niente e ha chiuso tutto.
            Gli aiuti di Stato rovinano le aziende e ricadono sempre sui cittadini, noi italiani dovremmo saperlo più di tutti

          • Ilgard

            E chi ha parlato di aiuti di stato? Il mio discorso riguardava puramente la gara di appalto.
            Il vantaggio di appaltare ad una ditta straniera è inesistente, il vantaggio di appaltare ad una ditta italiana c’è eccome.
            Ma dev’essere un privato, non lo stato stesso in modo indiretto, altrimenti è solo uno sperpero.

          • Gustavo

            una gara d’appalto all’italiana, insomma, si configura sempre con un aiuto di stato, condito da tangenti varie e favori incrociati..
            La cosa migliore rimane che il singolo cittadino acquista il dispositivo che preferisce, rispettando certe direttive

          • Ilgard

            No, il dispositivo deve essere fatto ad hoc, altrimenti tutto va a farsi friggere. Una normale azienda produrrebbe lo stesso dispositivo in due versioni: una per il mercato ed una per gli studenti, identica alla prima ma con qualche blocco software che sarà molto probabilmente facile da aggirare. E poi sì che tutti giocano ad Angry Birds invece di studiare.

            Lo scopo non è quello di regalare un tablet agli studenti, lo scopo è quello di sostituire i libri di testo con una contropare elettronica.

          • Gustavo

            nessun regalo, men che meno di tablet (abbiamo detto niente tablet solo lettori): lo studente si compra il dispositivo nel rispetto di una lista di caratteristiche qualificanti: all’insegnante spetta il compito di imparare a non farsi fare fesso dallo studente. Quando si doveva usare il dizionario monolingue, l’insegnante passava fra i banchi a controllare che il furbino non avesse il bilingue.. e così si farà.
            Se no pagheremo il doppio i dispositivi fatti (male) da un’azienda italiana intrallazzona, e in più gli studenti compreranno il clone cinese identico ma che ti fa i compiti. Non cambierà niente se gli insegnanti continueranno ad essere scelti fra gli analfabeti (informatici) come è adesso, ma questo è un altro discorso.
            Concludendo: il dispositivo ad hoc significa solo costi e sprechi.

          • Ilgard

            I lettori sono solo in bianco e nero e sono da 6″, formato adatto quanto quello di un quotidiano per farci dei libri di testo.
            Inoltre anche la gestione dei pdf lascia a desiderare a causa degli scarsi processori ed i pdf fanno estremamente comodo per libri dalla struttura complessa (più colonne con immagini e tabelle).

            Il problema è che da qualunque punto di vista guardi la situazione, serve un dispositivo fatto apposta perché assente dal mercato.

          • Gustavo

            sono già usciti in passato vari modelli da 9 e adesso da 8, buoni per i pdf. Non ne escono molti perché il mercato non li richiede. A fronte di una domanda, uscirebbero con gran facilità ed a prezzi simili a quelli da 6..

          • Ilgard

            Quelli di cui parli non escono da un paio d’anni buoni e costavano sui 250€, 100€ in più rispetto agli altri reader da 6″.
            Ma comunque il problema rimane: devi iniziare da capo una nuova linea produttiva (non basta il fatto che fai dei modelli da 6″, quello influisce solo per i materiali), un costo non indifferente.

          • Gustavo

            il costo è relativo: prima che arrivasse amazon un ebook reader da 6 costava minimo 180 euro. La telecom (italiana che gestirebbe il monopolio dopo “regolare” asta) vendeva la sua cineseria imporata e marchiata a 229 euro.. Sony lo stesso, sui 200.
            Amazon ha offerto il suo primo modello da noi a 99 euro, poi scesi fino a 59.
            Questo per dire che se c’è concorrenza (e la previsione di un mercato con milioni di utenti annuali suscita non poca attenzione) anche modelli ora rari costerebbero molto molto meno.
            Che non ci siano poi modelli nuovi o contemporanei sul mercato non è vero: l’onyx m92 col pennino per le note e ben 9,7 pollici, 229 euro
            la trexor ha a listino un 8″ (non touch) a 145 euro.
            Il nuovo kobo aura (169 euro) è un 7 pollici e già sarebbe sufficiente per i pdf.
            Quindi le linee produttive per schermi di diagonale 7, 8, 9, 10 ci sono. A fronte di forte domanda e libera competizione i prezzi scenderebbero drasticamente

          • Ilgard

            Quando Amazon ha fatto arrivare da noi il Kindle, questo è già venduto negli USA da un po’, quindi è normale che potesse usare prezzi più bassi. Tra l’altro non è vero che il prezzo di partenza fosse di 100€: quando acquistai il mio primo eReader lo pagai 150€ e il Kindle di Amazon costava poco meno, 130€ se non ricordo male. Non avrei mai preso a 150€ l’altro reader se ci fossero stati 50€ di differenza.
            Per il resto, 7″ sono pochi (l’ho visto di persona l’Aura). Considera che normalmente i pdf sono strutturati sul formato A4 o quasi, 10″ sono necessari (infatti prendi un qualunque libro di testo scolastico e vedrai che sono ben più grandi di un libro tascabile che di norma è intorno ai 6″).
            Inoltre i Trekstore sono generalmente dei troiai (a quanto mi dicono almeno, non li ho mai provati), l’Onyx non la conosco. C’è una buona possibilità comunque che si acquistino prodotti stranieri comprando ciofeche (tanto valeva farsele in casa le ciofeche).
            Per dire, il mio primo reader fu un Cybook Odyssey, francese, che faceva decisamente pena (non comprerò mai più Cybook in vita mia). Non sempre un prodotto è migliore solo perché non è italiano.

          • Gustavo

            il kindle base di amazon l’ho comprato a 99 euro ed è stata la prima uscita, il touch costava di più, ma era per dire che, rispetto ai prezzi che facevano qui (minimo 180 per un non touch) è stata una rivoluzione..
            Onyx è tanto che è in giro con gli ebook è molto carino l’m92 (io aspetto il telefonino inkjet).
            Il punto non è che facciano bene gli stranieri o gli italiani, il punto è se appalti ad uno e non fai concorrenza, vedrai costare i dispositivi esattamente quanto tutti i libri che devi comprare in cartaceo (né più né meno)..

          • Ilgard

            Ah, allora ti sbagli: non segui il settore da abbastanza tempo.
            Due anni fa i dispositivi touch erano ancora rari ed il Kindle aveva ancora l’ibrido tasti+touch e costava ben più dei 99€ che era il prezzo del touch l’anno scorso, quando io ho preso il mio.
            Ed il prezzo qui era lo stesso che all’estero (soprattutto per i prodotti di Amazon).

            Comunque l’utilità dei reader al posto dei libri non riguarda tanto il costo (quello è un problema direttamente proporzionale alle ri-edizioni dei libri), quanto più ai disagi per i giovani dovuti al peso dei libri oltre che al gigantesco spreco di carta.
            Comunque, il costo del reader è l’ultimo dei problemi: comprato uno dura 5 anni tranquilli. Anche costasse 200€ si avrebbe 40€ all’anno, nulla di ché. A fronte di un risparmio su quel che costa davvero: i libri.

          • Gustavo

            i trekstore tft sono sicuramente cineserie, l’ebook eink è ho letto essere usabilissimo

          • Ilgard

            Credo tu ti sia mangiato qualche parola, la seconda parte non l’ho capita un granché XD
            Comunque l’e-ink è solo la tecnologia dello schermo, che ormai hanno tutti e bene o male sullo stesso livello (perché come tecnologia non sta avanzando).

          • Gustavo

            si sembra arabo.. volevo dire che i trekstor con schermo lcd sono da evitare, mentre quelli con e-ink, anche se con una tecnologia un po’ datata, sono abbastanza validi

          • Ilgard

            Ah, ok.
            Gli schermi lcd sono normali schermi da tablet, poco adatti ad essere usati con grande continuità per la lettura.
            Per i reader, il problema non è solo lo schermo. Il Cybook che avevo io aveva uno schermo ottimo, solo che tutto il resto faceva schifo. Pessime qualità costruttive, firmware scadente e supporto ridicolo.

      • Ilgard

        Lo standard dei libri deve essere open, il libro in sé è solo una sequenza di parole ed immagini (nemmeno protette da copyright di solito).
        È fattibilissimo, considerato che, ad esempio, gli epub sono open source.

    • MisterX

      sono d’accordo ma con ulteriori punti.
      3) sistema operativo open source, basato su mer .. o al limite selfish.
      4) app store bloccato o gestito dai genitori e rigorosamente senza giochi.
      5) produttore non unico, più marche, anche cineserie, ma che rispettino le specifiche tecniche, e che non costino pù di 200 euro e con schermo >= 10″

      6) libri a basso costo o testi scritti dai professori

  • Fubyz

    Se poi i risultati sono ragazzini che alle superiori credono e scrivono tranquillamente …..che –Ke–,….. comunque –Cmq–…. grazie –grz– ….non –nn– ………….stiamo aposto.

    • Brau

      a posto –aposto– XD

      • rikkardo

        cmq brau hai ragione grz per l intervento .)

        • Brau

          Prg zio, nn cé d k 😉

        • SimoL

          secondo me l’ha fatto apposto

          • Ilgard

            S scrv a posto, igniorante!!!11!!!
            Ma km prl???!?!?!???apostrofoapostrofo??

    • Anna

      Già me li vedo i bimbiminkia che scrivono su FB: “ke palle ,qst lezzione nn paxa mai… ;-( la proff è trp pallosa ù_ù”

  • Rama

    Haha! Io piu’ che altro la vedo come un pericolo per l’incolumita’ dei piccoli, coi tempi che corrono vedo gia’ orde di scippatori in agguato alla fine delle lezioni!

  • renzo
    • Brau

      E che c’entra? Stiamo parlando di scuola, mica di asilo 😉

  • Ilgard

    Il vantaggio del non dover più caricare i bambini di libri è non da poco.
    Il problema è che i giovani sono troppo dipendenti dalla tecnologia. Ai miei tempi da piccolo si giocava a nascondino o a pallone, ora si gioca con lo smartphone. Ed io sono giovane.

    La soluzione ottimale sarebbe un eReader o un tablet molto limitato nelle funzionalità così da diventare solo ed esclusivamente un sostituto dei libri.

    • Gustavo

      concordo con l’ereader: è uno strumento economico, non distrae, è perfetto per leggere e con nessuno sforzo implementabile con una penna per prendere appunti alla vecchia maniera

      • Ilgard

        Il problema è che, non essendo a colori, non va bene per alcuni testi, come biologia o chimica.

        • Gustavo

          io ho fatto il passaggio di testi di biologia da b/n a colori (sono vecchio), e ti assicuro che a guadagnarci è stato solo l’editore con le sue belle e inutili foto sberluccicose..

  • borgio3

    Assolutamente contrario. Il digitale rischia di non andare più o di dover star dietro ad evoluzioni gestite dal mercato. Un libro di 1000 anni fa si legge ancora!

    • Brau

      Sempre se lo si conserva bene, certo che per salutare per sempre un e-book, però, basterebbe una copia non fatta o un semplicissimo sbalzo di corrente…

      • Gustavo

        conservare serve a poco per i libri scolastici, dopo qualche anno finiscono tutti al macero perché commercialmente obsoleti

        • Brau

          Tu pensa ai libri di Diritto o quelli di Economia Aziendale, quelli diventano obsoleti dopo una settimana…

          • Gustavo

            quelli di diritto lo posso anche capire, quelli di storia proprio no

    • Gustavo

      perché finora i testi scolastici non sono gestiti dal mercato in una maniera ridicola, tanto che ogni anno esce una edizione uguale a quella dell’anno prima con 3 pagine in più?
      Terminerei il tuo commento con: un libro di 1000 anni fa si paga ancora!
      Ed è scandaloso.

      • Brau

        Tu pensa che il libro più venduto al Mondo (e che si vende ancora) non cambia da circa 2000 anni…

        • Gustavo

          a voglia se è cambiato in 2000 anni..

          • MoMy

            …e più di una volta anche. :p

          • Brau

            …e sempre in peggio…

  • Nico

    Libri, rigorosamente di carta, custoditi nelle biblioteche scolastiche. Scuola a tempo pieno, dove si fanno anche i compiti. E palestre, dove si fa attività fisica ogni giorno. E laboratori degni di questo nome. E spazi di lavoro anche per gli insegnanti. Sogno? No, basterebbe cacciare a pedate questa classe politica ladra, inetta e cialtrona.

    • EnricoD

      quotone

    • MoMy

      Alla Giapponese insomma.

    • Brau

      Aspé, prima ti fai restituire tutti i soldi che si sono magnati in decenni e li investi in cultura e ricerca, poi puoi benissimo estradarli in Siberia…

  • ale

    i problemi principali sono:

    -usare un tablet è una distrazione,si finirebbe a fare tornei di fruit ninja,a chattare,navigare su intentet,ecc

    -nessuno ha considerato che l’ autore forse ma dico forse richiede il pagamento di una licenza per scaricare il libro digitale,di certo la scuola non può promuovere la pirateria,quindi il discorso prezzo più basso cade (dato che il costo del libro non è dato tanto dalla carta ma dai diritti d’autore,quindi si risparmierebbero pochi euro a libro…)

    -non tutti hanno la possibilità di usare un tablet o un pc,c’è che non possiede un tablet (di certo la scuola non può fornire i tablet,sarebbe una spesa insostenibile),quindi ci sarà chi ha il tablet,chi usa il portatile e chi carta e penna,per di più bisognerebbe mettere a disposizione ciabatte e prolunghe per la corrente perchè 6 ore con la batteria forse con un tablet ce la fai ma non con un pc

    -non tutti sono bravi nell’ usare questi strumenti tecnologici,dubito che uno che non sia in grado di scrivere a 10 dita senza guardare la tastiera e che non abbia confidenza con la tastiera per esempio per inserire simboli matematici possa prendere appunti alla stessa velocità con cui lo farebbe con carta e penna,per non parlare delle tastiere touch che sono inadatte (cosa fa uno si porta via il cavo otg e la tastiera usb,e magari anche il mouse ?)

    -e poi,come fai a verificare l’ autenticità dei compiti,non essendo scritti posso benissimo inviare il mio file a tutta la classe e molti lo farebbero,con ovvie conseguenze poi nelle verifiche (li non hai tablet o pc)

    • Gustavo

      ti sbagli della grossa su una cosa: che il costo è dato dal diritto d’autore e non dalla carta.
      Totalmente falso, il costo della carta e dell’inchiostro è una voce importante, e immediatamente eliminabile.
      il resto va alla casa editrice. Quando all’autore viene concesso il 5% stiamo parlando di un grosso risultato

      • pino

        si infatti gli ebook costano come i testi cartacei

        • Gustavo

          perché gli editori si guardano bene dal rinunciare anche ai costi che non sostengono più (vedi carta inchiostro e distribuzione) e li caricano lo stesso sugli ebook. Ma questo andazzo è destinato a calare

          • alien321

            c’è anche una questione di IVA che sugli Ebook è del 22% mentre sui libri è al 11%. Su questo c’è un enorme buco normativo in Europa, e anche cause e contro cause in Francia.

  • EnricoD

    Contrario, è deleterio per l’apprendimento e poi arrivi a 20 che te sei già ciecato e poi non puoi mettere in mano queste cose già a questa età!
    Già ci pensano i genitori a questo, a metterli davanti a videogiochi e zozzerie varie come la tv pur di tenerseli buoni … anche a scuola no!
    Secondo me leggere un libro è molto meglio che leggere da tablet, ha un altro valore secondo me.
    Per il fatto che si potrebbe caricare gli zaini di meno, beh… Io non sono d’accordo, cioè, l’ho fatto pure per 13 anni e non mi pare che sia morto per questo o mi sia mai lamentato o che ne abbia sofferto piu di tanto…
    Sono già troppo viziati sti bambini di oggi, cosi li viziamo ancora di più… è sbagliato. Insegniamogli il valore di un libro, questo è importante, e a camminare e a stare seduti mentre si studia con la schiena dritta, cosi non gli piglia la scoliosi … semplice

    • Brau

      “poi arrivi a 20 che te sei già ciecato”
      …ed hai creato mercato anche per i venditori di occhiali, che se hai 9/10, con ‘sta scusa ti obbligano a comprare occhiali riposa-vista…

      “leggere un libro è molto meglio che leggere da tablet”
      vaglielo a dire ai produttori di occhiali riposa-vista 😛

  • Luca

    Ebook rdr (al limite) sì, tablet giammai! A che min**** serve?? A sviluppare il collo ricurvo già a quella età? Se si vogliono alleggerire gli zaini ci stanno gli ebook reader.

  • ange98

    Sebbene sono del 98 sono contrario: non si farebbe altro che giocare a Bike Race tutta la lezione e come se non bastasse si potrebbe usare un apparecchio tecnologico (simile ad uno smartphone con tanto di playstore) senza neanche il gusto di mettere lo zaino sul banco e giocarci senza farsi sgamare 😛

  • guerino

    si potrebbe installare a scuola ogni giorno una distro linux diversa pensate che bello il sogno di tutti gli utenti di questo blog .)

  • striplex

    In america hanno usato delle scuole campione per realizzare questo progetto ed è stato un flop sia dal punto di vista economico sia per quanto riguarda l apprendimento degli alunni. Basta osservare i dati per capire che non è una bella idea!!!!

    • MoMy

      Tipo?

      • striplex

        Basta fare una piccola ricerca su internet riguardo all utilizzo dei tablet in USA. Ha scritto un articolo anche il los angeles times riugardo a qeust argomento.

        • MoMy

          Ha scritto un commento importante. Son dell’ idea che dovrebbe avvallare la sua tesi. :p

    • striplex

      Per migliorare l istruzione e la preparazione degli studenti bisogna aumentare i fondi pre le infrastrutture , per i laboratori , per i dipendenti migliorare il sistema scolastico e renderlo meritocratico ed efficente.
      Un altro modo per buttare soldi pubblici !!!!

      • giuliano

        si dai altri dipendenti pubblici aumentiamo la spesa pubblica mentre le imprese chiudono
        purtroppo la soluzione sta nella privatizzazione dell istruzione

  • Sandor

    Immagino pezzi di soffitto delle scuole italiane che cadono sui nuovi tablet…

    • bzarro

      completamente d’accordo con il tuo pensiero, semmai la vera innovazione sarebbe eliminare i testi universitari (i quali spesso per il primo anno hanno un costo equivalente ad un tablet di fascia alta!) data l’enorrme quantità di dati reperibili in rete

  • Regulus

    Sarebbe un enorme vantaggio per i bambini dislessici…che non sono pochi come si può pensare.

  • marco77

    Un voto contrario a questo post? E chi è? Forse Brunetta?

    • Waifod

      Ci sono io: penso infatti che lo stare a lungo a contatto con questi gingilli elettronici pieni di colori, luci e giochi sia nocivo per i bambini in quanto potrebbe creare dipendenza (i piccoli sono molto più influenzabili e tenderebbero a chiudersi nel loro mondo elettronico più facilmente). Inoltre il tasso di errore quando si sfruttano schermi elettronici per scrivere è molto più alto e sarebbe problematica la creazione di programmi per svolgere compiti di matematica (non per niente è stato creato il LaTex…). A ciò si aggiunga che chi ha un ritardo mentale ha dei problemi nello sfruttare device elettronici in quanto inconsistenti, astratti, distaccati, mentre hanno un miglior rapporto con la carta. Tuttavia sono più che a favore dell’introduzione delle tavolette per sostituire i testi, fintanto che queste non vanno ad eliminare i quaderni.

    • P.e.Barracco

      della Gelmini

  • KK125R

    Ma già i ragazzini di oggi non sanno scrivere e leggere correttamente, e non parliamo della voglia di leggere un libro ogni tanto, manco a pagarli (“un italiano su due non legge neppure un libro all’anno”).
    E’ stato creato un sistema scolastico dove le “capre” grazie a debiti o sistemi similari, ecc ecc per qualche anno passavano tranquillamente, un sistema universitario meno selettivo e con “lauree” (triennali) talvolta assurde ma sopratutto inutili, che ha immesso nel mondo del lavoro solamente futuri disoccupati.

    Ma che si pensi prima a ristrutturare tutto il sistema scolastico, a creare una scuola che formi i ragazzi sia dal punto di vista dell’istruzione che come futuri adulti, piuttosto che ad introdurre i tablet come innovazione e panacea……nel nulla….., in un sistema che già di suo funziona male sulle basi.

  • Jackladen

    siccome non sono in grado di dare un lavoro ai laureati ( che vanno all’estero ricoprendo posizioni di rilievo ) e ingrassano le percentuali di immigrazione cosa fanno…….ideona……..creiamo dei dementi che non saranno capaci di fare un cerchio con un bicchiere, così non emigreranno!!!!
    italico modo di risolvere i problemi.
    da docente scuole secondarie di secondo grado ( le care e vecchie superiori ) VIETEREI ASSOLUTAMENTE l’uso di dispositivi elettronici, cellulari e smartphone in primis. Anche le calcolatrici dovrebbero essere centellinate a dovere……per fare 35×2 non serve la calcolatrice.
    stiamo formando una generazione di “automi de-neuronizzati”…..imbambolati davanti alla tv, rincitrulliti con i pollici pieni di artrosi da sms, rimbambiti da youtube & co……
    la cosa più grave e squallida è che i genitori li difendono a spada tratta non capendo il male immenso che procurano ai loro figli
    Jackladen

    P.S. disqus fa le bizze….non mi fa accedere….e non è la prima volta….mhhahaha

    • Brau

      Guarda, io invece, forse perché son razzista o chissà che, non solo in ambito scolastico, io sarei favorevole ad ogni tecnologia, ma dato che noi italiani non abbiamo mai saputo usare alcuna tecnologia in modo intelligente (e dubito che sapremmo farlo), mi sento con sconforto a concordare con te…

      • Brau

        *mi sento, con sconforto, portato a concordare con te

        pardon…

    • giamma1295

      Metto la mano sul fuoco che lei è un profesore di Italiano. I dispositivi che lei vieterebbe assolutamente sono il domani, se i ragazzi non sono istruiti a dovere sulle nuove tecnologie si troveranno male in futuro.
      E poi dico io perchè tutto questo odio verso smartphone e tablet da parte dei professori(sopratutto quelli di italiano, storia, etc…), non avete capito che il domani non è saper tutta la grammatica italiana, che poi è la nostra rovina(fateci caso noi italiani siamo i più scarsi in inglese, questo perchè abbiamo un’approccio sbagliato colpa della base che sta alla nostra lingua,il latino, e di tutta la grammatica, noi per pronunciare qualcosa in inglese prima dobbiamo pensare alla frase in italiano, controllare se la forma e giusta, tradurre e controllare,quando invece gli inglesi parlano ”ad muzzum” per loro non è importante la forma ma farsi capire!),quindi basta con sti luoghi comuni che l’informatica fa rimbecillire, piùttosto io dimezzerei le ore di italiano e storia, ad esempio io che faccio un itis 2 ore di italiano a settimana e i di storia!

      • Brau

        Spero vivamente che tu sia sarcastico, il metodo a farci rimbecillire, non l’oggetto della materia in sé: non vedo il motivo di dover disimparare una lingua per impararne un’altra, se chi te la insegna te la insegna bene, e ti facilita lo studio, vedi che parlare quella lingua non ti dà alcun problema, lo stesso con le nuove tecnologie, se chi te le introduce lo fa nel modo giusto le usi nel modo giusto…

        • giamma1295

          Ovviamente ero sarcastico! XD

      • jack

        …se per parlare in inglese devi pensare in italiano è un tuo problema, non dell’italiano. Inoltre saper comunicare non significa solo mettere in fila quei 100 vocaboli che stanno diventando il bagaglio linguistico dell’italiano medio, se non altro questo si dovrebbe evincere dai dati sulle capacità di comprensione di un testo da parte degli studenti italiani (di ogni ordine e grado). L’informatica non fa rimbecillire nessuno, come ogni scienza apre la mente, la tecnologia “user friendly” data in mano ad una manica di idioti nemmeno, ma li lascia crogiolare nello scimmiesco “pigia e trascina”, che francamente non mi pare proprio il domani. E per altro anche l’inglese è una lingua strutturata e complessa, solo che li la rivincita degli analfabeti è in anticipo, come tutte le mode.

      • Daniele Cereda

        Non ti offendere ma se già ragioni così oggi,pensa se tu fossi cresciuto a smartphone e tablet!
        A te l’italiano può far schifo ma visto che vivi in italia lo dovresti sapere bene(e sono onestamente stufo della generazione del k=che cmq=comunque etc……tutto ridotto a giganti sms),in italia siamo scarsi in inglese perchè siamo PIGRI,perchè a scuola viene insegnato poco e male(il processo mentale per cui devi prima pensare in italiano è frutto di questo,una lingua straniera la apprendi veramente se non devi ogni volta tradurre mentalmente,pena ridursi a parlare inglese come qualcuno dei nostri politici,che fanno figure barbine)..quanto al latino,se tu lo sapessi anche solo un pochino avresti,ad esempio,le porte aperte per sapere la grammatica tedesca e il costrutto della frase non ti darebbe problemi. la storia:bravi dimezziamola,così già adesso ci abbiamo impiegato 20 anni solamente per farci fregare dai politici nostrani(mani pulite non è servito a niente!!)figurarsi se eliminiamo la storia.
        Tecnologia nelle scuole non vuol dire avere una tavoletta che fa tutto al posto nostro:se seguissi il tuo ragionamento io perchè mi faccio 6 anni di università per fare il medico?tanto trovo tutto su internet,le moderne macchine ti risputano la diagnosi(sbagliata per lo più perchè un software interpretativo di un elettrocardiogramma non sostituirà MAI l’essere umano che ha studiato per saperlo leggere).Informatica nelle scuole non vuol dire saper fare 4 cavolate con excel o word:tu purtroppo,mi duole dirlo,sei proprio il prodotto medio della scuola italiana,vi tengono sui banchi per imparare nulla,ai miei tempi(mio dio non ho nemmeno 40 anni e devo parlare come ne avessi 60)se steccavi 3 materie ripetevi l’anno alle superiori…adesso hanno inventato i crediti,i recuperi,i corsi …morale nessuno viene più bocciato,tutti in questo porco paese hanno una laurea e poi ci si lamenta perchè”i laureati non trovano lavoro”….porca vacca,ma se tutti ne hanno una in tasca come fa il mercato ad assorbirli?e sopratutto che serve una laurea quando non sai nulla?
        IO sono un fautore delle nuove tecnologie che ,ad esempio,nella sanità italiana mancano totalmente(colleghi svizzeri da anni hanno digitalizzato cartelle cliniche ed esami radiografici!)li servirebbero veramente per migliorare la vita di tutti(di chi lavora in primis),ma poi ti guardi attorno e scopri che la media di colleghi,se hanno uno smartphone in tasca,hanno di sicuro l’ultimo uscito(iphone o samsung,così non facciamo torti a nessuno)ma lo usano per un misero 3% delle potenzialità,avendolo però pagato uno sproposito.Queste sono le cose da aggiustare nel sistema formativo italiano,non i tablet da dare alle elementari!!

        • giamma1295

          Rispondo a che a te come ho risposto sotto, per il fatto dell’italiano stavo scherzando, comunque è vero io ci ho fatto caso quando sono stato a Londra, i tedeschi, gli olandesi sembravano inglesi, i caproni come al solito noi, gli spagnoli(i peggiori) e i francesi!!!

      • Daniele Cereda

        i ragazzi italiani?gli stessi che hanno in tasca smartphone da 500 o 700 euro per farci cosa? giocare o chattare?
        mi spiace dirlo e non offenderti,ma sei il prototipo del prodotto medio della scuola italiana moderna:tutto votato ad una pseudo tecnologia che non aiuta per nulla,perchè non la si sa usare bene(quanti hanno attivato la casella PEC che lo stato ti da gratis?…quanti poi usano nel mondo del lavoro o della scuola la PEC invece dei fax?siamo l’ultimo paese al mondo,credo a usare ancor ai fax,ci sono realtà dove sono spariti da decenni,per lavoro agli inizi del 2000 ho lavorato per 5 anni in Svizzera e germania,li i fax manco sapevano cosa erano oramai,tutto via mail,da noi ancora mandiamo I FATTORINI nei ministeri per spostare i documenti!).se l’italiano e la storia ti fanno schifo sono un tuo problema,non per questo vanno aboliti,ne sopratutto se per fare una frase inglese devi fare la traduzione mentale.Mi duole dirlo ma siete oramai un prodotto di una scuola di facciata(vedi queste geniali trovate sulla tecnologia)che di concreto non ha più nulla,basta vedere quanti vengono bocciati…praticamente nessuno,gli esami di maturità hanno % di promossi da elezioni bulgare.Se a questo ci aggiungiamo che gli diamo i tablet siamo a posto,possiamo già che dire al pianeta di metterci tra gli ultimi paesi scolarizzati del globo,tanto faremo quella fine(ma con i tablet sui banchi,le lavagne elettroniche sulle pareti,senza ore di italiano e storia che tanto non servono)!.
        PS:il latino non servirà ma è la base di buona parte delle lingue europee,perchè se tu avessi studiato la storia,avresti saputo che prima c’erano i romani e poi gli inglesi!

        • giamma1295

          Premetto che io con la tecnologia ci convivo, frequento il 5 anno di informatica in un Itis, non sono il prodotto della scuola media italiana e non uso il telefono solo per chattare, al contrario di molti miei conoscenti io il pc, gli smartphone etc… li so usare(non per mandare messaggi e basta),per preima cosa sono un programmatore e web designer, conservo i mie dati in cloud, leggo e invio mail, effetto compravendite, do consulenze di tipo tecnico(di recente ho contribuito alla realizzazione della rete della mia scuola, che non è una passeggiata, abbiamo un server centrale, 2 slave , 10 aule con 20.30 pc a testa, credimi non è stato facile tra subnet mask, getaway, proxy, configurare il dominio c’è da uscire pazzo), per quanto riguarda la pec ti do ragione in effetti a forza di fax e raccomandate si sarebbe risparmiato un casino, ma che ci vuoi fare non tutti sono come te o come me!

  • ge+

    Dico favorevole per vari motivi: in molti istituti l’ora di informatica (che spesso se va bene è una sola alla settimana) è gestita a m*rda dagli insegnanti ed utilizzata dagli alunni come pretesto per riposare tra una lezione e l’altra o utilizzata per ripassare la materia dell’ora dopo.Altresì, se fosse fatta per ipotesi “costruttivamente”, non servirebbe a nulla, poichè i PC montano quasi esclusivamente Windows XP.
    L’uso del tablet al posto dei libri di testo può evitare ingenti spese annuali da parte delle famiglie (c’è una sorta di “associazione a delinquere” sui libri di testo adottati: spesso cambiano testata e casa editrice da un anno all’altro, ed i libri che in teoria dovevano andare bene per l’anno successivo son da buttare, perchè il consiglio di istituto ha scelto un’altro libro nel frattempo).
    In ultimo, vorrei fortemente il totale abbandono delle lavagne con gesso e
    cancelletto: sarebbe utile una lavagna-tablet con formule di calcolo e forme geomertiche.
    Tutto questo sarebbe molto utile soprattutto negli istituti superiori a mio avviso.

    Non vedo invece di buon occhio la sostituzione di quaderni, penne e l’uso di internet,

  • Andrea Annunziata

    d’accordo ma non troppo presto, insomma vedere un bambino di 10 anni che gioca ad angry bird invece di giocare a pallone, non è il massimo!
    inoltre non si deve dimenticare l’importante del cartaceo, sarò io troppo all’antica ma vi pongo un quesito
    qualcuno di voi ha mai pensato di strappare un libro e poi si è fermato?
    io si, un testo della 3 superiore alla fine dell’anno, sembrava quasi di strappare la bibbia…non ne ho avuto il coraggio nonostante riguardasse una materia tanto odiata
    invece che ci vuole per cancellare un ebook o un pdf, è soplo un file, copia, incolla, elimina…tutto semplice e veloce

    personalmente introdurrei i tablet alle superiori o in 2 media massimo
    per quanto riguarda edubuntu, con un buon supporto alle applicazioni, non sarebbe affatto una cattiva idea, se made in italy meglio ancora

  • alien321

    Parere da appassionato di SiFi, è il concetto stesso di scuola che deve essere

    riveduto.
    È inaccettabile che un umano debba studiare 20 e + anni per imparare, ci deve essere un modo per velocizzare questo passaggio. Se andiamo avanti cosi fra 30 anni ti Laurei quando hai 40 anni.

    • Brau

      Son d’accordo, ma più per la quantità degli anni io rivedrei la qualità stessa dell’insegnamento: se fin dall’inizio a scuola ci insegnassero ciò che ci serve veramente per poter fare un mestiere o per relazionarci col Mondo, non saremmo ridotti ad inseguire un’inutile pezzo di carta che noi crediamo di importanza vitale, ma per la maggior parte delle volte, non serve a nulla, perché rappresenta solo quanto tempo ci abbiamo perso ad imparare una certa roba, e non COME l’abbiamo imparata…

      • ge+

        concordo. A livello pratico, la scuola dell’obbligo è praticamente inutile oggigiorno: docenti per lo più impreparati a gestire classi e a far apprendere allo studente una materia, un tipo di concezione puramente noizionistico della cultura, che a livello contenutistico è inoltre molto arretrata (oserei dire piuttosto sorpassata, anche concettualmente e nei metodi di apprendimento, ma non entro nello specifico per non dilungarmi troppo).
        Gli studenti non sono certo invogliati a perseguire seriamente lo studio, e di certo la giovane età non aiuta.Per quanto riguarda la laurea, ormai sta perdendo il suo significato intrinseco: è solo un pezzo di carta, che costa molto tempo, fatica e denaro che è sempre di più visto come l’unica strada da perseguire se vuoi un impiego stabile (e spesso non basta comunque), e non come un obiettivo dato da una vocazione/passione personale che si vuol utilizzare come professione in futuro

      • ge+

        concordo. A livello pratico, la scuola dell’obbligo è praticamente inutile oggigiorno: docenti per lo più impreparati a gestire classi e a far apprendere allo studente una materia, un tipo di concezione
        puramente noizionistico della cultura, che a livello contenutistico è
        inoltre molto arretrata (oserei dire piuttosto sorpassata, anche
        concettualmente e nei metodi di apprendimento, ma non entro nello specifico per non dilungarmi troppo).
        Gli studenti non sono certo invogliati a perseguire seriamente lo studio, e di certo la giovane età non aiuta.Per quanto riguarda la laurea, ormai sta perdendo il suo significato intrinseco: è solo un pezzo di carta, che costa molto tempo, fatica e denaro che è sempre di più visto come l’unica strada da perseguire se vuoi un impiego stabile (e spesso non basta comunque), e non come un obittivo dato da una vocazione/passione personale che si vuol utilizzare come professione in futuro

        P.s: mi scuso nel caso questo commento risulti inviato due volte, in tal caso maledico disqus, che è come una mazzata sui genitali 😉

        • Alessandro Giannini

          Il mio pezzo di carta si è dimostrato non solo completamente inutile ai fini lavorativi, ma talvolta perfino controproducente. I corsi di formazione professionale post laurea che ho seguito mi hanno aiutato molto di più enon credo di essere stato un caso così raro!

  • sarebbe meglio un ebook per sostituire i libri… altrimenti questi bambini non si fanno una vita sociale… non imparano a giocare fuori con altri bambini…
    inoltre non è da dimenticare che i tablet tra antenna rete, wifi, bluetooth, gps, sono pieni di onde elettromagnetiche… che per una bambino non sono poi il massimo visto che sono nel pieno dello sviluppo….

    sono favorevole ad avvicinare i ragazzi alla tecnologia… ma inizierei come prima cosa ad imparare ad usare un computer alle scuole medie, perchè molta gente ancora non sa usare ne un computer ne tanto meno internet… e hai giorni d’oggi è essenziale… e userei come gia detto gli ebook al posto dei libri così che i bambini non si ritrovano con 5-6kg di libri sulle spalle…

  • panfilo

    contrario. Ci sono già fin troppe distrazioni, non aggiungiamone altre. I tablet/ebook ridurranno anche il peso sulle spalle dei ragazzi, ma di certo non aumenteranno la loro istruzione

  • Gianky Fashion

    Siiiiiiiii!!!! 😀 … ♪♥♪.​…….♪♥♪ ….. sarebbe belliximo!!! ✿•*¨`*•. (¯`v´¯) (¯`v´¯) .•*¨`*•✿ finalmente l’ipad nelle scuole :-DDD. La tecnologia alla portata di tt c vuole! l’innovazzione. Le nostre scuole sn troppo polverose e vecchieeeeee (((°◡°))) eppoi cn l’ipad migliorerebbe tt :-)) imparare ad usare le app, internet, i libri pesanti nn servirebbero più!!! e si divertiranno imparando

    • Brau

      I Mac hanno per caso la tastiera della Barbie? o_O

      • Daniele Cereda

        vabbè si saranno adeguati…dopo le icone di hello kitty su ios 7 avranno cambiato anche le tastiere

    • MastroAttilio87

      Infatti, grazie all’ipad i nostri bambini diventeranno gli Einstein del nuovo millennio, ci sarà una nuova ondata di ottimismo e le scuole italiane diventeranno tutte antisismiche, ringiovanite e non più vecchie e polverose. Viva l’innovazzzzione made in Apple!!! XD

  • paolocirillomartini

    Che ci sia una lenta migrazione al digitale è ormai da prendere come un dato di fatto. Nelle squole dell’infanzia mi pare un po’ una forzatura. Occorre sviluppare manualità, equilibrio, capacità intellettive di base e il tablet con interfacce così limitate non mi sembra lo strumento giusto. Un personal pro capite a bambini di 6 anni?? Interessante visione… Ci sarà da lavorare…

  • capawht

    Io sono favorevole. Magari non proprio tablet a tutti glieffetti, causa di troppe distrazioni. Vedrei benissimo degli ebook reader possibilmente a colori. Peso nettamente minore, tutti i libri sempre a portata di mano, possibilità di prendere appunti e sottolineare. Per me è la soluzione ideale.

  • Rocco Junior

    favorevole
    I love yporn
    🙂

  • bcone

    Teoricamente favorevole, ma non so perché mi viene da pensare a
    Steve Ballmer a proposito dei tablet Surface!
    “Abbiamo prodotto qualche tablet in più di quelli che potevamo vendere”

    e che finalmente può tirare un sospiro di solievo e dire:
    “Per fortuna finalmente abbiamo trovato dei fessi a cui venderli, anche se ci è costato un po’ ungere alcune ruote”

  • Altroché se sono favorevole.

    La scuola italiana è già indietro di decenni, così come per il tipo d’istruzione e la pessima competenza di maestri e docenti vari, totalmente incompetenti in campo tecnologico e usando ancora carta, penna e libri scolastici che alla fine della fiera l’intera spesa copre ben più il costo di un tablet.

    • Gigi

      Scusa, non ho capito. Se intendi dire che la scuola migliorerebbe usando i tablet mi spiace ma sei fuori strada, e molto. Migliora la scuola se i docenti la smettono di dover promuovere cani e porci: è una politica devastante per la buona volontà degli insegnanti e non si capisce se sia istituzionale o cosa.

      Se invece intendi dire che come costi ci siamo, allora permettimi di farti notare che l’LCD o il LED non sono granché riposanti per la vista, meglio l’eInk, che però ad oggi non ha tirato fuori schermi almeno di 10 pollici se non a costi obbiettivamente imbarazzanti… e comunque visto che i pargoli ne capiscono di tablet più degli insegnanti va a finire che butterebbero via tempo a giochini, visto lo stato degli insegnanti di oggi.

      No, mi dispiace: fosse per me li faccio scrivere a scalpellate su fogli di granito.

      • Parlo infatti di quello che intendi dire tu.

        Non intendo dire che col tablet l’istruzione migliorerebbe di chissà quanto.

        Ma intendo tutto il suo insieme.

  • Kraig

    favorevole all’uso dei tablet a scuola, soprattutto per non sprecare più carta e evitare danni fisici da zaini pesanti, come le scogliosi. ogni cosa però c’è sempre un contro: saranno bambini drogati di tecnologia e in certi casi rincoglioniti da ragazzini. oggi esiste questa dipendenza, figuriamoci in futuro.

  • Kraig

    sono favorevole con edubuntu per ovii motivi.

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