Dai developer GNOME arriva la prima versione in fase di sviluppo di Polari, nuovo client IRC che troveremo di default nel nuovo GNOME 3.12.

Polari Client IRC Gnome
Da alcuni settimane gli sviluppatori Gnome sono al lavoro nello mantenimento della nuova versione stabile 3.10.x e nello sviluppo di Gnome 3.12 importante aggiornamento che verrà rilasciato a marzo 2014.
GNOME 3.12 includerà molte novità che vanno da ottimizzazioni per il supporto con il nuovo server grafico Wayland, alcune migliorie per Gnome Shell e all’integrazione di nuove applicazioni come Gnome Sound Recorder e il nuovo client IRC Polari.
Polari è un nuovo client IRC open source, sviluppato dal team Gnome, che troveremo di default in Gnome 3.12. L’idea del nuovo progetto è quella di fornire all’utente un semplice client IRC che consenta l’accesso alle varie stanze di chat per ottenere supporto per l’ambiente desktop Gnome o per le varie distribuzioni Linux.

Il nuovo client IRC Polari dispone di un’interfaccia grafica GTK+3 semplice e minimale, che ci consente con facilità di gestore e connetterci velocemente ai vari server e canali di chat attraverso poche e semplici operazioni. L’interfaccia grafica  di Polari ci consente di accedere e gestire più stanze contemporaneamente, sulla destra troviamo l’elenco dei contatti con la possibilità di contattare un’utente inviandone messaggi privati.
Lo sviluppo del nuovo Polari è appena iniziato, in futuro molto probabilmente verranno integrate nuove funzionalità oltre ad una migliorie integrazione con Gnome Shell (esempio sarà possibile accedere ad una stanza effettuandone la ricerca nella panoramica delle attività).

Polari Client IRC - Preferenze

Polari Client IRC - Info

Polari è disponibile per Arch Linux (immagini articolo) attraverso AUR, per Ubuntu sarà disponibile a breve nei repository PPA Gnome 3 Next mantenuto dal team Ubuntu GNOME, sarà molto probabilmente disponibile nella nuova Fedora 21.

Per maggiori informazioni sul nuovo client IRC Polari basta consultare la pagina dedicata dal portale GNOME.

  • Jack O’Malley

    Personalmente sono contrario a questo tipo di aiuto nell’installazione, Arch è Arch e si deve sapere quello che si fà, credo che col suo metodo in molti riescano ad imparare qualcosa in più.
    Piuttosto andrebbero create delle distro derivate con semplificazioni, o come dico io “Ubuntizzate”.

    • Hai ragione 😉

    • ti do ragione anch’io
      il fatto è che questi script possono a mio avviso avvicinare nuovi utenti ad arch
      e una volta imparato il suo utilizzo son sicuro che non utilizzeranno più nessuno script e si installeranno tutto da soli ;D

  • giocitta

    Hai perfettamente ragione. Io credo che l’utente di ArchLinux debba essere come un pilota che conosce uno per uno i comandi della sua cloche sì da far fare all’aereo tutte le evoluzioni desiderate. Può essere pericoloso e comunque non è formativo utilizzare un solo pulsante che, una volta premuto, inserisce in forma preordinata tutti i possibili comandi sequenziali.

    • vero anche se spero che questi script permettano di avvicinare nuovi utenti a questa fantastica distro
      una volta imparato (anche grazie all’ottimo wiki) non utilizzeranno alcun script

      Il giorno 16 giugno 2012 16:51, Disqus ha scritto:

    • “Io credo che l’utente di ArchLinux debba essere come un pilota che
      conosce uno per uno i comandi della sua cloche sì da far fare all’aereo
      tutte le evoluzioni desiderate” parli di gentoo forse… con arch non è proprio come dici te anche se si avvicina a questo ma ti dirò di più, molto più vicino a quello che dici te allora è slackware che non risolve neanche le dipendenze… Arch non è proprio come molti archeri la descrivono…

      • Jack O’Malley

        E perché? Tieni a mente che il motto di Arch, anzi “The Arch way” è “Kip it simple stupid” che significa “rendilo stupidamente semplice”.
        Semplice nel senso di basilare ma non automatizzato e Arch di automatizzato non ha proprio niente se non si usano tools esterni come questo script.

        • Antonio G. Perrotti

          keep it simple, stupid. e significa “mantienilo semplice, stupido”.

          • Jack O’Malley

            Si, è vero, anzi, tradotto concettualmente suonerebbe tipo “Non complicare le cose, stupido”, ma la mia precedente interpretazione resta valida in quanto in Arch le automazioni non sono contemplate per lasciar fare le cose all’utente che in questo modo può scegliere fino in fondo cosa installare e come configurare la propria distro e al contempo imparare sempre cose nuove.

          • Antonio G. Perrotti

            non era pedanteria, sia chiaro 🙂

        • Ti ripeto che sbagli, semplice e stupido sì ma non è come quello che dici te. Non puoi modificare le variabili di make ad ogni compilazione (gentoo like) hai la risoluzione delle dipendenze… quindi non è come dici te, conoscere un sistema come un pilota di aereoplani è molto di più che utilizzare arch linux.

          • Jack O’Malley

            Sarà, ma per me risolvere le dipendenze dei pacchetti significa usare una distro per tutto il resto (es. lavoro, gioco scazzi e mazzi) e non solo per configurarla. Come dici tu non resterebbe tanto tempo per il resto e comunque deve essere una distro semplice ma che aiuti ad imparare, non a spaventare i nuovi utenti.

          • 4javier

            Le flag le imposti nel file di configurazione di makepkg come preferisci.
            In che modo avere la possibilità della risoluzione automatica delle dipendenze sarebbe un minus? Se non la vuoi usare installi solo tramite ABS i pacchetti che ti compili in locale. Altrimenti che senso avrebbe non usare la risoluzione automatica?

          • Anche con ABS a meno che non ti editi i file di build risolvi le dipendenze… per me un sistema come lo definisce lui non è arch tutto qui, non sto dicendo che arch non sia una buona distro ma non è come dite

          • 4javier

            Assolutamente no. Le dipendenze possono tranquillamente rimanere negli array dei PKGBUILD. Una volta compilato il pacchetto, all’atto dell’installazione basta passare lo switch -dd a pacman perchè nessuna dipendenza venga risolta (rimango curioso comunque del perchè di questa scelta in toto, anzichè in casi particolari).

          • Anche con altri metodi puoi bypassare l’installazione delle dipendenze anche su altre distro, questo però ahimé non è quello che ho detto io. Ora se vogliamo tirare fuori una discussione sul sesso degli angeli fate pure, è un dato di fatto arch linux non è la versione “estrema” di linux che vi piaccia o no, senza discutere sulla bellezza o meno della distro ma solo sulle sue caratteristiche, poi torno a dire che il problema di arch linux sono i suoi utilizzatori, poco obbiettivi e questa discussione ne è un esempio lampante.

          • 4javier

            Affermi delle cose fasulle, ti smentisco con i fatti, rispondi con della fuffa. Direi che c’è poco altro da aggiungere.
            Non contesto il tuo non considerare “estrema” (qualunque sia il significato della parola in questo contesto) Arch, è un’opinione, e in quanto tale libera. Rispondo alle due motivazioni che hai dato a suffragio di ciò: sono entrambe errate.
            Se questo non è ciò che vuoi dire riguardo la risoluzione delle dipendenze, spiegati meglio.
            Riguardo la mia obiettività, anche rileggendo i miei messaggi non trovo nulla di campanilistico, mentre nei tuoi rilevo delle considerazioni (opinabili e rispettabili), avvalorate da dati di fatto falsi. Sulle prime ho smesso di aprire discussioni nei forum/blog, ma alle seconde cerco di rispondere, per correggere informazioni tecniche errate che potrebbero sviare un lettore di passaggio.

          • Allora riassumo:
            “l’utente di ArchLinux debba essere come un pilota che conosce uno per uno i comandi della sua cloche” non è vero, arch linux è molto più facile da utilizzare di quanto affermi questa frase, ha la risoluzione delle dipendenze abilitata di default sul suo package manager (pacman) non ha la compilazione nativa su tutti i pacchetti (pacman non compila estrae il contenuto di un file compresso e esegue una serie di istruzioni).
            Poi se iniziamo a parlare di altri tool non “predefiniti” allora qualsiasi distribuzione è “difficile” e “personalizzabile” come arch linux, esempio eclatante è che debian mediante i deb-src può essere “ricompilata alla arch”.
            Secondo me una distribuzione vera che ti consente di personalizzarla dalle fondamenta senza via di scampo non è arch, per i motivi espressi sopra, poi è logico che se si iniziano ad utilizzarle tool relativi a ogni distro tutte possono essere ricompilate allo stesso modo modificando tutti i parametri che vuoi ma di default ne debian ne tanto meno arch linux lo fanno ed è questo un dato di fatto, non dire ma c’è abs, su debian c’è dpkg ma nessuno ne parla perché per l’utente base esiste apt/aptitude. La distribuzione che di per se non ti consente di fregartene dei parametri di compilazione è gentoo e su questo non ci piove, al più puoi lasciarli con i valori di default ma devono esserci comunque e questo è un dato di fatto che fino ad oggi non è stato smentito ed era la base di partenza del mio discorso. Poi se vogliamo entrare nel dettaglio possiamo arrivare a LFS che non è una vera e propria distro etc etc. Con questo, ripeto, non sto dicendo che arch fa schifo ma semplicemente sto dicendo che è come qualsiasi distribuzione basata su pacchetti binari e cioè: non personalizzabile di default se non mediante metodi alternativi che come dice la parola stessa non sono quelli standard.

          • 4javier

            Allora direi che il tenore delle tue affermazioni è parecchio cambiato rispetto al primo messaggio, ora è più un discorso:
            “Arch ti da la possibilità di scegliere se fare alcune cose, Gentoo ti costringe a farle.”

            Si può essere completamente padroni del proprio sistema, senza aver avuto mai a che fare con le flag di compilazione, almeno con quelle relative all’architettura.

            “non personalizzabile di default”
            analizza questa perifrasi, e renditi conto che non ha senso.

            Ma poi, portage non ha pure lui la risoluzione automatica delle dipendenze? (chiedo sul serio, visto che non l’ho mai usato.)

          • Sì, anche portage ha la risoluzione delle dipendenze, per quello nel primo esempio mi sembra di aver citato slackware che di default non ha la risoluzione delle dipendenze.
            Mi ricito:
            ” parli di gentoo forse… con arch non è proprio come dici te anche se
            si avvicina a questo ma ti dirò di più, molto più vicino a quello che
            dici te allora è slackware che non risolve neanche le dipendenze” Come vedi anche nel primo post affermavo che arch si avvicina a quell’idea di pilota ma non era esattamente così e a proposito delle dipendenze citavo altre distro.
            Per personalizzabile parlo per forza di parametri di compilazione, tralasciando l’aspetto grafico che tutte le distro puoi modificarne l’aspetto, l’unica che ti costringe a dargli dei parametri di configurazione è gentoo, anche se risolve le dipendenze. Se noterai non ho mai detto che gentoo o slackware siano migliori/peggiori di arch ho semplicemente detto che secondo me è molto più complicato per un utente semi/avanzato capire gentoo che non arch. Allo stesso tempo un utente che viene da debian e non sa cosa significhi compilare i pacchetti a mano troverà molto più difficile analizzare le singole dipendenze dei pacchetti come spesso si è costretti a fare con slackware ad esempio (sempre che non sia cambiata negli anni, ormai è un bel pò che non la uso più). Erano solo esempi, la personalizzazione estrema ce l’hai solo alla vecchia maniera, ovvero parti da una distribuzione base ti ricompili i pacchetti che ti interessa e ti installi a manina il sistema operativo, in quel caso ti sei configurato tutto dalle fondamenta e solo lì puoi definirti un pilota che conosce perfettamente la cloche e i suoi meccanismi altrimenti sai soltanto come guidare nulla di più, hai la patente non sai come funziona veramente, tutto qui.

          • 4javier

            O.T.: Se non sbaglio anche slack ormai gestisce le dipendenze, ma non ne sono sicuro.
            Comunque non esistono solo le flag di compilazione e le personalizzazioni grafiche. Le varie ubuntu, fedora, debian etc. non sono solo delle gentoo precompilate ed eye-candy. Forniscono dei pacchetti installati di default e sopratutto già configurati. Installa una stampante su ubuntu e poi su arch, e ti accorgerai di quante cose impari nel secondo caso (e, rovescio della medaglia, quanto tempo ci perdi), basta solo pensare al fatto che vieni a conoscenza dell’esistenza di CUPS, cosa che un utente di distro user-friendly può tranquillamente ignorare.
            Se proprio vogliamo fare un paragone automobilistico (che non sempre può risultare calzante in ambito informatico)
            Ubuntu: automobilista
            Arch: pilota con nozioni sufficienti alla messa a punto
            Gentoo: pilota con alcune nozioni in più, ma non ancora un meccanico.
            L’utilizzo delle flags può far variare l’esperienza utente solo dal punto di vista prestazionale (evitiamo qualsiasi flame sulla quantificazione di questo guadagno, non è questo il punto), ma non da quello funzionale, che rimane invariato sia per il binario che per il compilato.

  • andreazube

    Io ho trovato l’installazione di arch davvero semplicissima
    Sono andato completamente a intuito fino ad avere un sistema installato,poi basta leggere la wiki giusto per sapere che devi installare xorg
    Arch NON è difficile da installare,il problema è che devi sapere che pacchetti sono necessari
    se propio vogliamo trovare un’altro problema,una mint la installi in 30 minuti ed è pronta all’uso,per arch tra installazione,cazzeggio e configurazione ci ho messo due pomeriggi prima di poterlo usare pienamente (gimp,vlc,stampante,cairo-dock,compiz ecc.)

    • Jack O’Malley

      Difatti quello può essere il limite, se vogliamo, di Arch.
      Ogni qualvolta installi Arch ci vuole il suo tempo, però dopo te lo ritrovi, un sistema leggero, veloce e… “questo l’ho fatto io”

      • Pussy_Veronique

        E’ giustissimo, ma è anche vero che arch, a meno di cazzate, la installi una volta, poi l’aggiorni e basta.
        (Questa cmq è una grandissima cagata… di norma gli utenti windows formattano 2/3/4/5/6 volte l’anno, gli utenti linux….. una ogni volta che è possibile cambiando distribuzione/de etc etc etc. Di norma, quando sono a casa e nn sono in giro x lavoro, formatto a ciclo continuo. Le macchine virtuali hanno sempre dei limiti e non si capisce mai bene come funziona una data distribuzione fino a quando non la pianti sul disco)

  • Antonio G. Perrotti

    io dopo vari tentativi riesco ad installare arch senza problemi o quasi, ma non lo posso usare. cpu e scheda grafica (ati) si surriscaldano fino a far scattare lo spegnimento di sicurezza. ho letto che dipende dalla scheda grafica, ma non riesco ad installare i driver proprietari, che pare risolverebbero il problema. nessun’idea?

    • Jack O’Malley

      Io ho sempre avuto CPU Intel e grafica nVidia, hai provato a chiedere sul forum italiano di Arch? L’unica cosa che mi viene in mente se hai una CPU AMD, hai installato la x86-64?

      • Antonio G. Perrotti

        AMD V140. sì, sempre installato x86-64. ma finito tutto ventole tipo elicottero e dopo qualche minuto spegnimento d’emergenza. come ambiente grafico ho provato kde e xfce, ma non credo c’entri.

    • Pasquale Pompeo

      Sì, dipende dai driver open radeon, che non gestiscono il risparmio energetico della gpu. Al momento non credo si possa installare i catalyst su arch (xorg 1.12 incompatibile con l’ultima release). Bisogna aspettare l’uscita dei 12.6

      • magnet magneto

        Mha io ho Arch e ho installato per provare WOW e RIft sia i drivers Cata sia quelli Open e non mi hanno dato nessun problema (qualche smanettata da shell, ma se no senza che divertimento c’e’? 🙂 ).
        Ho una radeon 4870 su desktop. Consiglio però gli open che non danno problemi in aggiornamento.
        Tra le altre cose il tower e’ incassato sotto la scrivania e scalda come una fornace ma di surriscaldamento nulla tranne per le mie b.lle . 🙂
        Ora va tutto alla grande e ho installato xf86-video-ati 6.14.99-0.20120517

        • Antonio G. Perrotti

          ho un portatile, prima cosa le ventole fanno un casino tale che anche se non si spegnesse ascoltare musica o guardare video sarebbe impossibile, seconda cosa dopo pochi minuti comunque si spegne. terza cosa, se mi si scassa questo resto senza pc per mesi, nella mia situazione socioeconomica 🙂 quindi preferisco non rischiare…

  • mikronimo

    Per scavalcare il problema dell’intallazione di arch (solo a vedere il
    wiki, mi pare che ci possa volere troppo tempo e ho un solo pc), mi sono
    installato Bridge, che chiaramente ha, per essere adatta un po’ a tutti
    i pc, varie cose che, chi sa farlo, non sarebbero state installate con
    una arch pura; quindi, a installazione completata, come si possono eliminare cose inutilzzate, tipo stampanti, wifi, blutooth, schede grafiche non presenti ma supportate dal kernel, ecc. e come i fa a capire quali non servono?

    • TopoRuggente

      L’installazione basica è presente in un file di testo, manca la parte del server grafico mi pare (non l’ho mai guardata), ma sono in tutto 4-5 comandi che ti puoi appuntare su un foglio.

      Poi per i settaggi raffinati li fai quando già puoi accedere al wiki.

      Comunque io ho già provato questa tecnica.
      Installazione, invece del reboot aggiunto lynx entrato nel wiki installato server grafico e gnome.

      Reboot e tadàaaaaa. Perfetto

  • mikronimo

    Un OT: come si fa a farsi inviare email di notifica di nuovi post; prima ci si poteva sottoscrivere direttamente dalla pagina dei commenti…

    EDIT: come non detto: dovrei aver risolto impostando dall’ingranaggio a destra dell’avatar…

    • per fortuna hai risolto perché non lo sapevo

      • Guest

        Ho avuto fretta a postare, xé in effetti in genere “l’ingranaggio” ha scopi configurativo; comunque funziona, dato che ricevo le email di segnalazione.

  • borgio3

    Tutto bello, non c’è che dire, ma se uno ha una connessione solo con chiavetta, ce l’ha nel cuuu…..ore!
    Quando il supporto al 3G, UMTS sarà adeguato anche da minimal, potrei anche farci un pensierino. Al momento Arch è per me una utopia e una cosa impossibile, almeno per le mie capacità.

  • magnet magneto

    Ben venga lo script anche se il bello e’ mettersi alla prova per vedere se il puzzle di mille sw lo si ha imparato bene.
    Ed e’ anche un buon ripasso e un momento di apprendimento anche se si scopiazza (come il sottoscritto) da mille guide.Alcune cose magari le dimentichi ma altre ti rimangono perche pensi “ha ecco perche!!”. Esempio stupido: la creazione dell’utente e l’assegnazione dell’utente ai vari gruppi e’ una cosa moooolto interessante che spesso nelle installazioni punta e clicca non e’ enfatizzata come dovrebbe.
    La prossima volta che lo installo comunque sicuramente non utilizzerò lo script..scopiazzerò ancora ma con il sorriso di chi a sistema avviato sa di aver imparato o riscoperto qualcosa di nuovo.

  • ale

    Beh ma l’ installazione di arch è semplice e a mio parere più di quella di debian sotto certi aspetti (es driver nvidia) e una volta che ci prendi la mano si fa in 1 ora (comprese le applicazioni). io uso arch da solo un mese (prima usavo debian) e secondo me è molto più semplice, considerando che arch ha un wiki su cui si trova tutto, in debian il wiki non contiene tutto ed è poco aggiornato

    • Driver nvidia difficili? Abilitare repo non free e dare apt-get update e poi apt-get install

      nvidia-glx nvidia-settings linux-headers-`uname -r`… Tutta questa difficoltà… boh…

      • TopoRuggente

        Anche in debian non è certo difficile, ma in Arch è

        sudo pacman -S nvidia nvidia-settings

        • se non usi l’integrazione con il kernel si, cmq la mia risposta era per dire che anche su debian non mi sembra così difficile l’installazione come affermava ale. Poi ripeto non ho mai detto che arch linux sia difficile o meno facile di debian, di certo rispetto a debian il cd puro è più ostico o meglio è meno guidato, fondamentalmente qualsiasi distribuzione si installa alla arch way, anche con debian puoi farti il bootstrap manualmente, lo fai anche con gentoo praticamente ed era quello che si faceva anche con slackware etc, è solo questione di scelte e abitudini, preferisci un menu a tendina che ti guida o vuoi fartelo tutto a mano? Poi a mio modo di vedere per un utente semi/esperto le due soluzioni sono equivalenti, per l’utente meno esperto / medio è più facile un menu a tendina guidato no?

  • Giovanni

    mkdir aui Prima di git clone …. Naturalmente!

  • cristianpozzessere

    lffl !!!
    sempre il meglio!!!
    Grazie mille 😀

  • MassiCi

    tutto inutile. 2 giorni buttati a seguire la guida in italiano o inglese per installare sta benedetta disto…niente.sconsigliata ed estremamente pericoloso. L’account di root dovrebbe essere utilizzato solo per le attività amministrative. Non sono uno sprovveduto ma provando per 2 giorni interi, stanotte poi ci ho fatto le 4…e ti picchi per ogni minima “stupidaggine” per far partire il server x che non ne vuole sapere…e trovi gente che ti dice millamila cose che poi in realtà non servono ad un tubo…capisci perchè linux al top non arriverà mai a nessuno non solo per capacità e conoscenze…ma per il TEMPO. Ad oggi è il bene piu’ prezioso che ognuno ha…se lo debbo BUTTARE dietro un SO che non ne vuol sapere di fare nulla nonostante hai fatto tutto a modino…o cmq le hai provate tutte…allora mi spiace…rientro tra le righe ed installo debian. Certo è vecchia e leggermente meno performante…ma almeno parte…per la cronaca, stesso pc…Slackware con XFCE dopo 1 ora frullava da paura…mi spiace ma se non sistemano la procedura di installazione per quanto bella possa essere..ARCH per me è morta….
    Firmato….
    utente scontento.

    • TopoRuggente

      Hai due pc?
      Se vuoi ci si connette via chat e in una mezzoretta (download esclusi) ti faccio configurare Arch senza problemi.

      Contatta ferramroberto se vuoi e fatti dare anche la mia mail (non la posto in pubblico) e ti passo una guida che ho fatto per un ragazzo indiano che ha installato Arch al primo colpo.

      Uso Arch e Slackware (Slack letteralmente dalla sua nascita), ti assicuro che non considerando il tempo di download è più veloce Arch da installare.

    • Simone Padovan

      a me,sembra estremamente piu’ semplice da installare di quanto non possa essere un installazione CLI di ubuntu (che poi non è nemmeno CLI,in quanto ci sono 3000pseudo GUI)
      aggiungo che poi è pure stata la mia prima distro installata da CLI..al secondo tentativo ce lho fatta… sarebbe bastato seguire il wiki al primo tentativo … 😉
      NON E’ IL CASO DI SCORAGGIARSI!! ….ed è una distro fantastica!

      sono curioso di provare questo script se esiste ancora.. quasi quasi mi faccio una partizione vuota e lo provo

    • ge+

      arch può essere installata solo da utenti molto esperti (e non al primo colpo, le prime volte sbagliano pure i più esperti), ed usata ugualmente da utenti navigati. E’ consigliata se sei un utente esperto e non vuoi perdere tempo anche dopo averla installata, a mantenerla stabile e fare eventuali downgrade.
      Impara ad installare arch per allenamento su virtualbox prima.

      Io ti consiglio di provare Manjaro Linux netinstall (installer in CLI), e poi di installare ciò che più ti aggrada (consiglio di installare comunque tutto base-devel e m4, a me senza questi yaourt non partiva)

      • mikronimo

        Sono daccordo; infatti ARCH pua andrebbe considerata non tanto per esperti, ma sperimentale (e tale andrebbe dichiarata), e sconsigliata a chi ha bisogno di una distro per tutti i giorni, così da evitare alcuni “discreti” problemi quando la community decide di implementare cose nuove (vedere systemd, la modifica delle cartelle /sbin/init ecc.); ora è un po’ che non succede, ma quando succede può essere un guaio risolvere…

  • MoMy

    Bei tempi quelli di IRC, mi son divertito un sacco. 😛
    Peccato che mIRC sia proprietario e che non giri (che io sappia) in Linux perché secondo me quello è l’ unico vero client per reti IRC. mIRC come client e eggdrop in tcl come bot per i giochi etc etc. :p

    • Non ho mai usato mirc approfonditamente ma ci sono un sacco di client per linux: Xchat poi diventato HexChat ad esempio.
      Il protocollo IRC è molto semplice è facilissimo scrivere un banale bot in C…

      • anche thunderbird ne ha uno integrato… con thunderbird oltre a IRC si può collegare anche l’account facebook google+ messenger e altro

  • MoMy

    @ferramroberto:disqus perché non registri un chan IRC tanto per far due chiacchere così a tempo perso. :p
    #Ubuntu-Off-Topic

  • Simone Padovan

    non ce lho fatta ad aspettare,, partizionato in gpt e fatte altre 3 partizioni per arch.. settato il wifi, la mappatura..ed installato lo script..!! superbo!! + k.i.s.s. di cosi’ si muore! favoloso!! chiunque puo’ farsi arch.. non che sia difficile la testuale,ma lo script fa tutto da solo,fa solo il necessario,e molto velocemente!

    • Simone Padovan

      qualche mese dopo…mi rispodo da solo..
      ormai lo script non mi serve +, pero’ a volte in caso di instllazioni lampo lo uso, cè da sapere che è molto migliorato rispetto mesi fa,sono state fixate alcune cosette, ma se propio lo si vuole usare,fate molta attenzione se volete avere un partizionamento intelligente,perchè la configurazione di partizioni secondarie non funge..cioè nonostante si imposti home var e company separate,vi ritrovereste un sacco di root quante quelle che dovrebbero essere le partizioni (es /home ecc)..quindi bisogna far attenzione,partizionare con fdisk e montarle manualmente,poi al limite usare lo script..ma anche NO!..casomai usarlo per il post installazione,in quel caso è mooolto comodo
      tempo fa c’erano grossi problemi con la configurazione dei font,ho contattato lo sviluppatore,ed ha fixato molto presto il problema,a fixato altre cose, ma il problema del mount di partizioni opzionali rimane

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