Il cloud sta diventando sempre più importante nel mondo attuale, e sono moltissimi i servizi che oramai si basano su questa tecnologia.
Per gestire questi sistemi di cloud è necessario usare sistemi appositi, e l’open source offre la sua proposta grazie al progetto OpenStack.
Il progetto è nato nel 2010 sotto l’impulso di NASA e Rackspace cloud, ed ora sono ben 150 le compagnie che hanno aderito al progetto, i membri platino (oltre alle due fondatrici) sono SUSE linux, Red Hat, IBM, HP, Nebula e AT&T, mentre tra i membri oro spiccano Intel, Cisco, Dell e Yahoo!.
Il software è completamente libero e viene rilasciato sotto la licenza Apache.

Il progetto ha riscosso moltissimo successo e pare aver raggiunto l’obiettivo di dare la possibilità a chiunque di fare cloud computing, anche usando hardware standard.
Il sistema operativo è modulare e si compone principalmente di 3 elementi: NOVA (per il computing), SWIFT (per lo storage) e GLANCE, per la gestione delle immagini di dischi virtuali. A ciò si aggiungono elementi per aumentare l’efficienza del networking e una dashbord user-friendly per la gestione del servizio.
OpenStack è un progetto di grosse dimensioni e dalle molte capacità, come testimoniano i numerosi membri di grosso calibro, che dimostra come l’open non occupi solo un settore di nicchia, ma che sia di fondamentale importanza per tutta la tecnologia e per il suo progresso.
  • Gabriele Castagneti

    Openstack non è un sistema operativo, ma piuttosto una serie di applicazioni installabili su un OS presistente, sia esso Debian o Ubuntu. O almeno credo, visto che l’ho installato due giorni fa su una Debian e qualche settimana fa su CentOS.

    • aggiungo che sembra un progetto di canonical ma è red hat che offre un maggior sviluppo

      • Precisazione

        Anche Ubuntu è un membro platino, il progetto viene sviluppato su Lanchpad e leggendo dal sito ufficiale
        “Canonical, the company behind Ubuntu, was the first company to commercially distribute and support OpenStack, under the Ubuntu Cloud Infrastructure brand. Ubuntu is the reference operating system for the project.”

        Se si guarda al contributo di codice comunque è ampiamente in testa Rackspace seguito da Nebula, poi Red Hat e le altre
        http://www.readwriteweb.com/cloud/2012/04/who-wrote-openstack-essex-a-de.php

        • in alcuni blog ne parlano come un progetto di canonical quando alla fine come si può vedere (e come anche moooolti altri progetti) canonical è sempre quella che fa meno

        • Gabriele Castagneti

          Detto sinceramente: chissenefrega! A me (a parte poche eccezioni di tipo etico) importa relativamente chi sta dietro al progetto X, basta che sia open.

    • Twentyone

      Anch’io la sapevo così, ma se sul sito ufficiale trovi “The Open Source Cloud operating system”, significa che la traduzione migliore sia questa no? 😀

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