Confermando i
rumors degl’ultimi giorni, Google presenta Compute Engine, un nuovo sistema che
permette di realizzare l’ Infrastracture
As A Service
(IaaS).

Questo sistema
permette di creare una macchina virtuale
Linux
, utilizzando le infrastrutture hardware che Google mette a
disposizione tramite il cloud. Ciò
porterà un indubbio beneficio per quanto riguarda la gestione e le performance
di queste macchine, dato che BigG garantisce la fruibilità del servizio 24 ore
su 24, e ci risparmia il problema della manutenzione e raffreddamento di
eventuali server  installati per ospitare
tale servizio “in locale”, come si era già accennato nell’articolo sul Green Clouding .

Per quanto
riguarda le risorse “hardware”, ogni macchina avrà a disposizione 1, 2, 4
oppure 8 core visruali, e 3,75Gb di RAM: ciò vuol dire che questo servizio
offre la possibilità di usufruire di un sistema perfettamente rispondente alle
proprie esigenze di calcolo e in grado di far fronte in modo dinamico ai
carichi di lavoro cui lo si sottoporrà con in più la garanzia di poter
utilizzare tutte le ultime tecnologie a disposizione del gruppo in termini di
connettività.
Per dimostrare l’efficienza
del proprio sistema, il colosso di Mountain View ha mostrato una demo nella
quale venivano effettuati calcoli sul genoma umano utilizzando 600.000 core
simultaneamente.
Google sostiene,
che a parità di costi, sarà possibile ottenere il 50% in più di prestazioni
rispetto alle soluzioni attualmente presenti sul mercato.
Per monitorare le
risorse a disposizione e quant’altro, i clienti potranno sfruttare sia tool da
riga di comando che una semplice interfaccia Web, mentre sarà possibile anche
migrare le proprie applicazioni verso i servizi di Google. 
Ciò vuol dire: fruibilità di una macchina Linux, con i
propri programmi, 0-24 ed ovunque vogliamo,
inoltre è sicuramente un altro
passo verso il campo aziendale. A breve pubblicherò una guida sui procedimenti
di creazione di una macchina virtuale mediante Compute Engine.
  • mikronimo

    Una domanda banale: ma dati i numeri in gioco (possibilità di migliaia di core per operazioni di alto livello), potrei, invece, crearmi un pc virtuale in cui installlo una distribuzione qualsiasi, che usi qualcosa come 4 core e una ram di 6 Gb, oppure è ina cosa dedicata semplicemente ad ambiti di alto livello con costi molto elevati (non mi è chiaro)?

    • Nicola Zero

      In effetti, essendo stato appena lanciato questo servizio, non c’è ancora molta chiarezza a riguardo. Presumo che Google fornisca gratuitamente da 1 a 4 core e RAM fino a 3,75Gb, come scritto nell’articolo, e che per ottenere risorse maggiori sia necessario pagare.
      L’esperimento con 600000 core è a titolo dimostrativo per il servizio, praticamente una spacconata pubblicitaria per come la vedo io.

      • mikronimo

        Vista la mia attuale configurazione (celeron 560, monocore 32 bit, 2,13 GHz, 1 Gb ram), anche il minimo (4 core e 3,75 Gb di ram: strana cifra) potrebbe andare più che bene per fare un esperimento; vedremo, anzi ce lo farete vedere e sapere; grazie come sempre. 🙂

        PS: ma quante ne fa e quante ne pensa Google; sarà pure una sorta di BigBrother (non uso la traduzione italiana, per non fare confusione con quell’insulsaggine di reality [IMHO, per carità]), ma sforna servizi e applicazioni in quantità industriale…

        • Nicola Zero

          Sorprende sempre anche me, come google diesca a “inghiottire” letteralmente sempre più settori…

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