Finalmente arriva una prima vittoria sulla tanto agognata battaglia tra il software libero e le amministrazioni pubbliche.
Difatti da pochi giorni è stato finalmente approvato un’emendamento il quale obbliga le pubbliche amministrazioni pubbliche (ossia comuni, provincie, regioni, ministeri, ecc) di valutare, in caso di bandi di gara di  forniture di software, anche il software libero.
Presentato dal deputato radicale Marco Beltrandi in collaborazione con il segretario di Agorà Digitale Luca Nicotra offre quindi la possibilità alle pubbliche amministrazioni di prendere in considerazione il software libero. Purtroppo questo non porta un’obbligo di utilizzo ma porta una scelta che prima non era mai stata nemmeno presa in considerazione. I vantaggi sia economici che di libertà nei formati utilizzati porterà molti benefici. Il prossimo obbiettivo sarà di portare non solo una scelta verso il software libero ma di indicarlo come preferenza nella scelta.

Speriamo che questo nuovo emendamento porti l’avvicinamento del software libero nei principali uffici pubblici sperando che la presa in considerazione verso questo software ci sia. Purtroppo non vorrei, come già accaduto, che alcuni “furbetti” indicato che portare il software libero costi dipiù di assistenza per imparare un nuovo software che non acquistare una licenza aggiornata di Microsoft Office ed ecco quindi che il bando di gara viene vinto ancora dal software proprietario.

Ecco  il testo del nuovo emendamento:

(Introduzione utilizzo software libero negli uffici della PA per la riduzione dei costi della PA)
1.All’articolo 68 della legge del 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni ,al comma 1 sostituire la lettera d) con il seguente:
“Acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto.

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