Non avete ancora sentito parlare di Webian Shell? Avevamo già pubblicato un articolo qui. Quello che conta è però l’idea che c’è dietro.

Tutto è partito da Chrome OS, il sistema operativo che si autodefinisce “rivoluzionario” made in Google, come abitudine di Montain View affiancato dal fratello minore e open source Chromium OS. L’idea di fondo è: il browser diventa il sistema operativo, tutto (dati, documenti, giochi) è nelle nuvole.

Da una costola di Mozilla (o meglio, dal progetto Mozilla Chromeless – che per gioco di parole diventa “Senza Chrome” e che serve per creare un browser completamente scritto in HTML e JavaScript, i linguaggi di programmazione del web -, parte di Mozilla Labs) nasce allora il progetto Webian, indipendente dalla casa di Firefox.

Poteva il drago rosso stare a guardare? Certamente no.

Così è nato Mozilla B2G (Boot To Gecko).
Il progetto si propone, prima ancora di creare un OS funzionante, di rivoluzionare il mondo JavaScript e HTML, le tecnologie alla base del web, aggiungendo API per la connessione all’hardware – dalla chiavetta USB, al CD, alla connessione Bluetooth – naturalmente dopo l’autorizzazione dell’utente finale, utilizzando un sistema di privilegi. Il tutto basato su un sistema open source come Android. Per comprendere meglio l’anima del progetto, riportiamo una traduzione di una FAQ:

Come [B2G] sarà differente da Chrome OS?
Noi puntiamo ai dispositivi mobili e ai tablet piuttosto che a un notebook. Questo è un progetto ancora prematuro volto a rendere disponibili tutte le possibilità dei dispositivi […] attraverso delle API web e non solo attraverso applicazioni ad alto livello come elaboratori di testo e software di presentazione. Saremmo ovviamente felici di lavorare con il team di Chrome OS […] condividendo quando appropriato il codice sorgente.

Ripetono ancora gli sviluppatori

B2G introdurrà ancora un’altra piattaforma per cui sviluppare?
No, B2G non è disegnato per essere un’altra piattaforma. È un progetto per estendere ciò che gli sviluppatori possono fare con il web […] Non vogliamo che B2G esegua applicazioni che possono funzionare solo su B2G o in Firefox. Questa è una differenza importante tra cosa stiamo facendo e cosa fanno i sistemi proprietari mobili: non vogliamo un vantaggio per Mozilla, vogliamo un vantaggio per il web.

Traduzione libera dalle FAQ di B2G

In parole semplici: Mozilla vuole cambiare la tecnologia rendendo disponibili tutte le potenzialità dei dispositivi. Google, con Chrome OS, si ferma soltanto al browser.

Come abbiamo già detto, prima di poter scrivere un OS è necessario creare una serie di API da integrare con HTML. Anche per gli sviluppatori la grande sfida è di fissare i bug in Firefox e Gecko (il motore di rendering – per intenderci, ciò che crea l’aspetto della pagina – di Firefox) e poi si potrà partire nella grande sfida di modificare gli standard web.

  • Bex

    Progetto interessante e MOLTO ambizioso, spero che con  l’avvento di html5 finalmente si standardizzeranno i vari codec audio/video in modo definitivo in modo da poter espandere ancora di più il web e le sue potenzialità…

    • Gabriele Castagneti

      Standardizzare il web sarà SEMPRE una partita persa, se i fornitori non capiranno l’importanza di scegliere formati open. Google ci sta mettendo le mani (ed essendo il primo sito visitato dopo – forse – Facebook, c’è da scommettere sull’onda d’urto che ne risulterà) assieme alla controllata Youtube. Microsoft ci mette sempre e costantemente lo zampino con IE e Windows e Office e ASP ecc… Non dimentichiamo Flash e Shockwave (non ancora disponibile per Linux). E tutti passano sul carro del vincitore (il più diffuso) dimenticando gli standard reali.

      • be con html5 speriamo che dia la morte purtroppo lenta di flash

  • Antonio G. Perrotti

    sarò paranoico, ma a me l’idea del cloud computing “totale” non piace. se qualcuno vuole frugare nell’hard disk del mio pc deve venire a prenderselo fisicamente a casa mia, un cloud può essere criptato quanto vuoi, ma se qualcuno va a guardarci non lo saprò mai, e questo mi irrita. scusate l’ignoranza se ho detto qualcosa di inesatto, anzi, se non ho capito un cavolo ditemelo 😉

    • Millalino

      sono d’accordo con te e non è paranoia, perchè penso che sia utopia pensare ad un cloud e una  sicurezza “totale” in quanto, non si sa nemmeno come vengono ospitati questi dati e poi le linee adsl hanno una velocità tale in uscita da perdere una gara persino con le tartarughe. A tal proposito mi piacerebbe leggere un commento di Roberto

      • allora come potete notare si sta optando sempre più nell’avere uno spazio web oppure semplicemente un hard disk posto in rete dove caricare quello che vogliamo, il motivo di questo è che ormai i classici cellulari sono veri e proprio pc , usando un servizio cloud possiamo avere i dati su qualsiasi pc o cellulare che abbiamo,
        Nel fattore sicurezza secondo me nemmeno un pc è sicuro e tanto meno i cloud l’importante secondo me è cosa salvo nel mio spazio web o hard disk del mio pc se salvo immagini o qualche file audio anche se me lo copiano o cancellano 
        i dati bancari o altri dati importanti è meglio tenerli in un posto sicuro dove solo io conosco (se poi messi in una pendrive criptata meglio ancora)
         

        • Antonio G. Perrotti

          il mio è più un discorso di principio, diciamo. riguarda più la privacy che la sicurezza. i dati “sensibili” li tengo nel posto più sicuro, i miei neuroni 😉

          • quoto anche se salvarli nel pc non è sicuro anche li

          • Gabriele Castagneti

            C’è da scommettere che troveranno il modo di crackare i neuroni…

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