Quando navighiamo in Rete e digitiamo nel browser l’URL di un sito (ad esempio www.google.it) il Pc  per collegarsi ad esso deve recuperare l’indirizzo IP associato al nome che abbiamo scritto. L’IP è un nu­mero costituto da quattro terzine di numeri che vanno da O 255 separate da un punto (nel caso di Google 208.69.34.231) e individua in modo univoco un compu­ter connesso ad Internet. Per ottenere questa informazione il PC effettua una richiesta a dei server chiamati DNS (Domain Name System)in grado di “risolvere”, os­sia di tradurre il nome di un sito nell’lP del computer re­moto su cui si trova la pagina da visitare. In pratica, i DNS sono dei database distribuiti, ossia dei grandi elen­chi che catalogano tutti i sili della Rete associando ail ogni nome, detto “nome di dominio’, un indirizzo IP. Una volta ricevuto l’IP da contattare, il browser può col­legarsi al sito Web e caricare la pagina richiesta.
Ogni consultazione dei server DNS introduce però un ritardo all’apertura dei siti, tanto più grande quanto più essi sono lenti a fornire al PC richiedente l’IP associato al nome. Generalmente ogni provider fornisce ai propri utenti dei server DNS che, essendo raggiungibili passando attraverso un numero esiguo di computer, garantiscono il minore ritardo possibile. Oltre ai DNS dei provider, comunque, ne esistono in Rete altri pubblici come OpenDNS che sono liberamente utilizzabili dagli utenti.  Succede però che se i DNS che stiamo usando sono lenti perché sovraccarichi di richieste, il browser sembra sempre sul punto di bloccarsi e i siti si aprono dopo diversi secondi che ne abbiamo digitato l’indirizzo. Il rischio talvolta è quello di trovarsi con una connessione a banda larga che in quanto a navigazione Web ricorda molto una obsoleta 56k. La cosa migliore da fare allora è impostare nella nostra Distribuzione una coppia di DNS che ci garantiscano buone prestazioni. Per far ciò pos­siamo usare un tool come Namebench, che testa le prestazioni dei più diffusi DNS sottoponendoli ad un grande numero di richieste. Al termine l’applicazione genera un report HTMl in cui, oltre a varie statistiche, se­gnala i server DNS più veloci per la nostra connessione. Potremo così dire addio alle attese e navigare a tutta birra!

Ecco come utilizzare Namebench su Ubuntu 10.04 Lucid. Per prima cosa installiamolo, per farlo scarichiamo il pacchetto da QUI (in alternativa possiamo installare l’applicazione da repository per maggiori informazioni consiglio QUESTO articolo) e clicchiamoci sopra e confermiamo. Avviamo l’applicazione andando su Applicazioni -> Internet -> namebench
Avviata l’applicazione, in Na­meservers troviamo i DNS impostati sulla nostra Distribuzione. Clicchiamo sul tasto sotto Query Data Source e scegliamo Top 2.000 Websites (Alexa) per testare i DNS con i primi 2.000 siti della classifica di Alexa. Avviamo il test con un clic sul pulsante Start Ben­chmark. Il test durerà circa 10 minuti e al termine si aprirà il nostro browser con la pagina dei risultati. Prendiamo quin­di nota degli indirizzi IP dei server DNS vincitori del test riportati in alto a destra accanto alle voci Primary Server e Secondary Server.

Per inserirli nella nostra Distribuzione basta avviare il terminale e scrivere:

Su Ubuntu

sudo gedit /etc/resolv.conf

Su Kubuntu

sudo kate /etc/resolv.conf

Su Xubuntu

sudo mousepad /etc/resolv.conf

si aprirà il nostro editor di testo il quale sarà:

# Generated by NetworkManager
nameserver DNS PRIMARIO
nameserver DNS SECONDARIO

Esempio – Se vogliamo utilizzare DNS offerti da Google sarà:

# Generated by NetworkManager
nameserver 8.8.8.8
nameserver 8.8.4.4

Oppure OpenDNS

# Generated by NetworkManager
nameserver 208.67.222.222
nameserver 208.67.220.220

Modifichiamo con i Dns migliori salviamo e chiudiamo

Ora è consigliato bloccare i DNS, perché in alcuni casi Network Manager potrebbe sostituirceli.
Per bloccarli da terminale scriviamo:

sudo  chattr +i /etc/resolv.conf

Mentre se vogliamo rimodificarli dobbiamo prima sbloccarli per farlo sempre da terminale scriviamo:

sudo chattr -i /etc/resolv.conf

e avremo i nostri DNS sbloccati.

Possiamo verificare i se sono attivi i nuovi DNS connettendoci e avviando Namebench.

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